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Rassegna stampa

Roma-Lazio, le probabili formazioni dei quotidiani

Le probabili formazioni del derby riportate questa mattina dai principali quotidiani sportivi e generalisti:

LA REPUBBLICA – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Matic, Cristante, Pellegrini, El Shaarawy; Zaniolo, Abraham.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Matic, El Shaarawy; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

IL MESSAGGERO – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Matic, El Shaarawy; Zaniolo, Pellegrini; Abraham.

IL TEMPO – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Matic, El Shaarawy; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

CORRIERE DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Matic, El Shaarawy; Pellegrini, Zaniolo; Abraham.

IL ROMANISTA – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibañez; Karsdorp, Cristante, Camara, Zalewski; Pellegrini, Zaniolo; Abraham.

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Rassegna stampa

Zaniolo sogna il primo gol al derby in un Olimpico a tinte giallorosse

“Il mister mi ha chiesto come stavo, io gli ho dato la mia disponibilità perché la Roma viene prima di tutto“. Lo stato emotivo di Nicolò Zaniolo viene racchiuso in queste poche ma significative parole, scandite nel cuore della serata magica dell’Olimpico, dopo la rete siglata al Ludogorets. Con questa fame e con questa voglia, Nicolò ora punta ad una gioia che attende da tempo: segnare alla Lazio nel derby.

Come scrive la Repubblica, a poche ore dal fischio d’inizio del derby, i Friedkin giocano su più campi, ma non vedono l’ora di vedere lo Stadio Olimpico colorarsi di nuovo di giallorosso. Mormorano dalla Curva Sud che la scenografia, ormai in via di completamento, sarà qualcosa di straordinario. L’attesa in città è davvero tanta, domani il giorno della verità.

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Tifosi

I Friedkin dipingono l’Olimpico: “Per il derby, tutto giallorosso”

Una nuova iniziativa per il Derby, partita che Dan e Ryan Friedkin sentono in maniera particolare. Come riferito da alcuni quotidiani questa mattina, la proprietà giallorossa sta lavorando per la sfida contro la Lazio ad una “sorpresa” per i propri tifosi. Uno stadio, due coreografie. Questa l’ipotesi a cui lavora la Roma: l’idea è molto avanzata, anche se non ancora ufficiale. Ma ci pensano da giorni, a Trigoria, dove vorrebbero colorare di giallorosso tutto o quasi lo stadio Olimpico.

La struttura dell’iniziativa resta top secret, l’unica certezza è la composizione con una serie di “bandierine” – ma forse sarebbe meglio parlare di cartoncini colorati – ovviamente gialle e rosse, che dovrebbero comporre un mosaico lungo tutto l’impianto. Poi, l’immagine di richiamo sarebbe ovviamente affidata alla curva, che però è autonoma e si è mossa per conto proprio, senza interagire con la società

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Rassegna stampa

Volpato: gol, assist e sorpasso. Mourinho si gode il suo gioiellino

Lo sguardo sognante e incredulo verso il settore ospiti, la faccia emozionata di chi si è regalato la notte di Halloween più bella della sua vita. Il mancino traballante, ma chirurgico, che s’infila nell’angolino, a baciare la rete alle spalle di Montipò, la giocata che regala una vittoria pesantissima alla Roma di José Mourinho e fa impazzire i quasi 4000 tifosi giallorossi presenti al Bentegodi.

Come scrive la Repubblica, quando Nicolò Zaniolo ha alzato bandiera bianca, Mourinho non ci ha pensato due volte. Dentro ancora una volta lui, il talento della scuderia di Francesco Totti. Passaggi e qualche cross in area di rigore, senza particolare successo, il suo ingresso non sembrava aver portato la scintilla che lo Special One aveva creduto di aver visto nel numero 62. […] Il resto è storia, come l’esultanza del giovane talento, a cercare l’abbraccio dei tifosi giallorossi presenti al Bentegodi. Ma non solo. Pochi minuti dopo porta avanti il pallone, accarezzandolo con l’esterno, aspettando il momento per mandare in porta El Shaarawy: 1-3 finale, gol e assist. “Mourinho? Mi ha detto che ho avuto culo…” Non è vero e Mourinho lo sa bene, perché quando il talento c’è lo Special One, nella sua lunga carriera, lo ha sempre visto, spesso prima degli altri.

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APPROFONDIMENTI

Roma, bentornato pressing: la chiave è Camara e Mou rilancia gli esterni offensivi

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Avversari diversi, strategie diverse. Josè Mourinho fa della lettura preventiva e della conseguente applicazione di direttive spesso diverse, il must assoluto del suo modo di allenare. Nessuno spartito precostituito, da ripetere a memoria sistematicamente. Attenzione e compattezza nella fase difensiva, intensità e sacrificio a partire dagli attaccanti nella sporcatura delle linee di passaggio avversarie, poi transizioni veloci, verticali, senza ricorso al giro palla orizzontale.

E’ sterile e noioso il dibattito calcistico sul gioco (bello o brutto che sia) della Roma da quando lo Special One siede sulla panchina giallorossa. Il lusitano ha più di 1000 panchine in carriera, tutto il mondo sa – in campo e fuori – come allena le sue squadre. Piaccia o non piaccia, è così. La Roma ovviamente non ha la qualità del Real Madrid, del suo primo Chelsea o dell’Inter del Triplete e qui nasce l’esigenza di provare a capire come Mou si stia adattando sempre di più ad un habitat calcistico che raramente gli è appartenuto.

Roma camaleontica

La Roma dà l’idea di essere un animale in continua mutazione. Lo scorso anno il passaggio dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1 con l’arretramento in mediana di Mkhitaryan, vero artefice per intelligenza calcistica e movimenti del cambiamento in campo della squadra giallorossa. Pronti via, in questa prima parte di stagione invece complice l’infortunio di Wijnaldum in origine e di quello recente di Dybala, la squadra giallorossa ha già cambiato pelle tre volte. La chiave nuova delle ultimissime sfide è l’inserimento di Camara che ha portato la squadra ad alzare la linea del pressing, aspetto su cui più volte diversi calciatori, nelle scorse settimane, si sono espressi affermando a volte di ‘non riuscire a mostrare ciò che viene preparato dallo staff durante la settimana’.

A Genova contro la Samp, nel match casalingo col Napoli e ieri sera la Roma ha impostato la gara più o meno nella stessa maniera, lavorando su alcune ‘marcature‘ preventive, con la necessità della squadra di accorciare in avanti. Maggiore aggressività dei centrali – da qui alcune ammonizioni di troppo soprattutto di Mancini – ma anche scelte più offensive sugli esterni. Questo atteggiamento appare più confacente alle caratteristiche di alcuni calciatori chiave della Roma e permette alla squadra di evitare momenti di estrema passività rispetto alla manovra avversaria. Il dispendio fisico è chiaramente maggiore e forse andrebbe contemperato con alcuni cambi dalla panchina leggermente anticipati rispetto al 70′ di media.

Quinti offensivi

Lo scorso anno Mou disse “preferisco la difesa a 3 a quella a 5” alludendo alle caratteristiche dei quinti che non devono essere solo puri difensori. Zalewski ed El Shaarawy per gamba e capacità di saltare l’uomo, viste anche le difficoltà fisiche di Spinazzola, sono i calciatori che garantiscono di più al tecnico il mantenimento di un assetto con una difesa a tre pura. E’ chiaro che poi dipende anche dall’avversario e in questo senso sicuramente l’azzurro e Karsdorp rientreranno nelle rotazioni delle prossime sfide fino alla sosta.

Interessante ieri sera anche il movimento di Vina che, grazie all’abbassamento costante di Camara sulla linea dei centrali, andava ad allargarsi sull’esterno consentendo ad El Shaarawy di aggiungersi alla linea degli attaccanti. Una serie di strategie che rendono più fluida la dinamica di gioco e meno piatto lo sviluppo della manovra. Oltre al gol siglato, lascia ben sperare infine l’intesa ritrovata tra Pellegrini ed Abraham. Contro l’Helsinki i due calciatori hanno giocato molto più vicini, provando sistematicamente triangolazioni e movimenti che si erano visti per larga parte della scorsa stagione. Ora il rush finale prima della sosta Mondiale: in buona sostanza, saranno tutti utili da qui al Qatar.

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NEWS

La magia di Pellegrini nel derby votata miglior gol del mese di marzo in A (VIDEO)

Lorenzo Pellegrini ha sfoderato nel derby un’altra magia stagionale: una punizione magistrale che ha trafitto Strakosha per la rete del definitivo 3-0 di serata. La Lega di Serie A, grazie ai voti arrivati suoi social, ha eletto il gol del capitano romanista come il più bello del mese di marzo.

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APPROFONDIMENTI

Graziani a Retesport: “Roma grandiosa ma Lazio tra le peggiori dell’ultimo decennio”

“La Roma ha vinto con pieni meriti, poteva anche dilagare ma ho visto anche una delle versioni di Lazio più imbarazzanti dell’ultimo decennio”. Così Ciccio Graziani ai microfoni di retesport, dopo la vittoria contro la Lazio nel derby: “Piano di gioco perfetto da parte di Mourinho, grande solidità difensiva e ripartenze efficaci. Grandi meriti ai giallorossi! Se fossi Mou sarei inca… con la squadra, perchè bisogna trovare continuità di prestazione”.

“Continuo ad essere un Mourinhiano convinto ma è evidente che qualcosa nell’ultimo periodo non abbia funzionato a dovere. La Roma è una squadra che ha dei valori e Mourinho deve trovare le chiavi giuste per dare al proprio gruppo quella continuità che finora è mancata”.

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Tifosi

Roma-Lazio, il delirio sotto la ‘Lupa capitolina’ al gol di Abraham (VIDEO)

Non c’è derby senza coreografia, non c’è derby senza che i tifosi della Roma non ostentino i colori e simboli della città. In occasione della sfida di ieri, la Curva Sud ha sventolato con onore bandiere dei colori di Roma, con al centro un enorme stendardo raffigurante la Lupa Capitolina.

Dopo 57 secondi però è arrivato il gol del vantaggio di Tammy Abraham e già nelle ore successive alla vittoria giallorossa, è diventato virale il video, ripreso da diverse angolazioni, che ritrae centinaia di tifosi giallorossi in Sud, trascinati spontaneamente all’esultanza poichè non erano riusciti, a causa dello stendardo, a vedere dal vivo la rete del vantaggio siglata dall’inglese.

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Interviste

Di Canio ammette: “La Roma ha stravinto il derby giocando con fame”

Tante le voci del mondo laziale che hanno accusato la squadra biancoceleste dopo la pesante sconfitta nel derby. Paolo Di Canio, ex calciatore biancoceleste, oggi opinionista di Sky Sport, ha parlato del derby stravinto dai giallorossi nel corso di Sky Calcio Club: “Il derby si estrapola da ogni contesto. La Roma prima di questa aveva fatto 3 partite inguardabili. Vitesse e Udinese fuori casa e sempre con gli olandesi in casa“.

 “Questa è una partita a sé, preparata bene. Mourinho ha tolto un giocatore che per tutti deve diventare un crack ma che spesso gioca da solo, porta palla e non gioca con i compagni. Mette invece due trequartisti di qualità, uno raffinato, Pellegrini, l’altro di strappo e di gamba, Mkhitaryan, che danno una forte mano anche ai centrocampisti. La partita dopo 50 secondi è cambiata di tanto soprattutto per una squadra che si basa sul conservare per ripartire, così come fece con l’Atalanta. La sensazione è che la Roma ci sia arrivata con fame e voglia di rimettere in piedi una stagione. Se poi perdi tutte le partite da qui alla fine la gente dimentica il derby, ma questa partita ti può aiutare a fare un ottimo finale di stagione. La Lazio invece avevamo detto prima della partita che aveva più identità e che aveva trovato una sua quadra ma la Roma li ha mangiati. Sono stati undici avvelenati e cattivi, perché si vince così il derby, e ci hanno messo anche la qualità. L’azione del secondo gol di Abraham è bellissima. L’immagine del derby è Zalewski, il ragazzino, che si è shakerato per un bel po’ di tempo e poi si è bevuto Felipe Anderson”.

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NEWS

Roma-Lazio, un ‘trattato Mourinhiano’: analisi tattica e numeri

FOCUS RETESPORT (di Francesco Oddo Casano) –Vittoria più che meritata, complimenti ai ragazzi, potevamo segnarne cinque-sei”. Josè Mourinho con orgoglio ha parlato al termine del derby, stravinto dai giallorossi. Non solo nel punteggio, ma soprattutto in campo. Strategia, organizzazione, mentalità, tutto in salsa Mourinhiana. Impeto, gol e fame di vittoria nel primo tempo. Gestione e solidità nella ripresa, senza cali di tensione fino al 94′.

Scacco matto a Sarri

Non c’è dubbio che ieri la Roma abbia espresso in campo, individualmente e collettivamente, la miglior prestazione della stagione e in ogni singola sfumatura ha manifestato, forse per la prima volta nella completezza di una partita, ciò che Mourinho vorrebbe vedere con continuità. Troppo brutta, arida e giù di tono la versione di Roma vista nelle ultime sfide contro Vitesse e Udinese per esser vere. Ieri abbiamo assistito ad una dimostrazione di forza, qualità e spirito emotivo che certamente Mou vorrebbe infondere nei suoi per un’intera stagione.

La ragnatela difensiva di Mou

In fase di non possesso grandissima compattezza: linee strette, costanti raddoppi e un pressing indirizzato per spingere i difensori laziali ad allargare il gioco sugli esterni, senza mai concedere imbucate centrali. Cristante quasi a uomo su Milinkovic (9 recuperi palla), Oliveira (7 recuperi) su Luis Alberto a schermare qualsiasi tentativo di percussione centrale, mentre Pellegrini e Mkhitaryan offuscavano le linee di passaggio di Leiva ed erano pronti a ripartire in casa d’errore. Splendide le prove di Karsdorp ma soprattutto Zalewski nella capacità di accorciare sistematicamente sugli esterni biancocelesti. Il resto, in termini di compattezza, l’hanno fatto i tre centrali, aggressivi e stretti intorno a Immobile, pronti a raddoppiare in caso di necessità.

I due trequartisti decisivi nel creare spazi

In fase di possesso l’apoteosi sul secondo gol: Pellegrini e Mkhitaryan orbitano intorno ad Abraham, che con i suoi costanti movimenti tende a sfilacciare la coppia dei centrali. I due trequartisti, schierati in posizione strategica, sempre con la postura del corpo giusta a ricevere palla, pronti a creare ulteriori smagliature nella retroguardia laziale. Oliveira e Cristante gestiscono palla quasi sempre a breve distanza l’uno dall’altro, per ridurre al minimo l’ipotesi dell’errore tecnico. Il numero 4 giallorosso nell’azione del raddoppio fa sfilare il pallone passato dal portoghese e imbuca per Mkhitaryan al vertice del limite dell’area, mentre Karsdorp sovrappone e crossa sul secondo palo per Abraham, che da lì non può sbagliare. Da notare che dentro l’area di rigore ci sono tre calciatori, con Zalewski larghissimo pronto a subentrare. Organizzazione e strategia, aggressione alla porta e qualità nei movimenti e nelle giocate. La Roma ha mostrato di avere finalmente idee importanti, ancora purtroppo espresse ad intermittenza. E’ giusto pretendere ora, dopo una gara di questo spessore, impreziosita da una gestione totale del risultato nella ripresa, quella continuità di prestazioni spesso mancata in questa stagione, per puntare soprattutto alla Conference. Poi il mercato arriverà, ma questo è un capitolo successivo…