“Sono 15 minuti che non vinciamo uno scontro diretto. Ora sono 20 minuti”. Sfrontato ma fiero dei suoi ragazzi e del risultato clamoroso raccolto a Bergamo, Josè Mourinho nel dicembre del 2021 celebrava la vittoria della sua Roma contro l’Atalanta super di Gasperini. Una gara senza storia, almeno apparentemente, leggendo il roboante risultato finale: 4-1, frutto della doppietta di un grande Abraham e le reti decisive di Zaniolo e Smalling.
La Roma quel giorno colpì a freddo la Dea nei primissimi minuti e sfruttò perfettamente le transizioni e le ripartenze in contropiede, segnando con questo fondamentale tre gol su quattro di serata.
Quella è l’ultima vittoria dei giallorossi a Bergamo contro Gasperini, che fu bissata anche all’Olimpico per 1-0 nella stessa stagione. Queste due sfide restano in assoluto gli ultimi successi della Roma contro l’Atalanta. Gasp contro i giallorossi infatti nelle ultime tre stagioni ha raccolto cinque vittorie e un pareggio.
I dati complessivi sono ancora più clamorosi se si pensa che nelle ultime 21 gare contro l’Atalanta, la Roma ha raccolto solo tre successi (due come detto con Mou). Il terzo risale all’esordio in campionato a Bergamo della Roma di Di Francesco: 1-0 con rete di Kolarov.
Di fatto dunque nell’era Gasperini, la Roma ha vinto solo tre volte contro l’Atalanta in 21 gare, incassando ben 11 sconfitte. Un dato inquietante che a questo punto a Trigoria, tutti sperano si possa ribaltare con l’avvento del mister di Grugliasco sulla panchina giallorossa.
Mario Hermoso lunedì contro il Genoa ha confermato le buonissime impressioni dell’inizio di questa stagione, disputando una grandissima gara per leadership, personalità e prontezza di intervento.
Lo spagnolo è un assoluto protagonista della prima Roma di Gasperini, incoronato tra i titolarissimi dal tecnico giallorosso anche nella recente conferenza stampa d’Europa League, alla vigilia della sfida contro il Celtic.
L’ex Atletico Madrid va elogiato anche perchè sta giocando da almeno 20 giorni su un problema fisico che andrà gestito con particolare attenzione. Hermoso infatti convive da giorni con la pubalgia. Un problema che gli ha impedito di giocare contro la Juve e che lo ha spinto in queste ore a raggiungere la Francia per un trattamento specifico.
Hermoso, toccata e fuga a Parigi per una cura speciale per la pubalgia
Come riferisce il Tempo, dopo l’ottima prova contro il Genoa, lo spagnolo ieri era assente alla ripresa degli allenamenti a Trigoria perchè in volo per la Francia insieme ad un medico giallorosso per sottoporsi ad un trattamento osteopatico specifico. Non si tratta per ora di un problema molto grave, ma la gestione delle sue condizioni sarà fondamentale per poterlo avere a disposizione al 100% nelle prossime partite ed evitare di perderlo.
Toccata e fuga per lo spagnolo che sarà a disposizione contro l’Atalanta, con un problema però da gestire giorno per giorno con degli allenamenti e dei trattamenti specifici insieme allo staff giallorosso.
Nonostante i due gol di Glasgow e la buona prova col Como, Gasperini a Torino non ha schierato Ferguson dall’inizio. L’irlandese è poi subentrato nella ripresa, calciando bene in occasione della rete del vantaggio poi siglata da Baldanzi, ma nel post gara Gasp è andato giù dritto con la mannaia dialettica: “Tra Ferguson e Dybala, tutta la vita Paulo. Perchè non ha giocato? Non è una scelta tecnica. Ferguson come altri nuovi non si è calato nello spirito del gruppo che hanno altri”.
RIASCOLTA QUI UNO STRALCIO IN CONFERENZA STAMPAFoto Fraioli
Lapidario, diretto, sincero. Gian Piero Gasperini ha spiegato perchè ha deciso di mandare in campo l’argentino dal 1′ e non Ferguson sabato scorso contro la Juve. Senza mezzi termini, senza bluffare.
Come riporta il Corriere dello Sport, quello di Ferguson è un problema che va oltre il campo e riguarda l’atteggiamento, lo spirito, la fame. Da una parte c’è lo zoccolo duro che gioca sempre al massimo, anche in condizione precaria. Dall’altra chi non dà le stesse garanzie.
Ferguson rientra in questa schiera minoritaria: dai kg di troppo o presunti tali di inizio anno, alla gestione dell’infortunio alla caviglia con la voglia di andare a tutti i costi a giocarsi le sfide con la Nazionale. Un atteggiamento complessivo che Gasperini non ha di certo gradito e non le ha mandate a dire. Stesso discorso per Bailey e Tsimikas.
GASP MASSARA – Nel ventre dell’Allianz Stadium, subito dopo il fischio finale della sfida contro la Juventus, Gian Piero Gasperini ha deciso di lasciar cadere ogni filtro. A pochi passi dagli spogliatoi, l’allenatore della Roma si è fermato a lungo a parlare con il direttore sportivo Massara, in questo momento l’unica figura del club capace di ascoltarlo davvero, comprenderne il malcontento e provare a offrirgli risposte concrete in vista del prossimo mercato.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Gasperini non ha usato giri di parole. Il problema, per lui, è evidente: la Roma attuale dispone di una qualità limitata, soprattutto nel reparto offensivo. Un limite che emerge con forza nelle partite di alto livello e che rende difficile competere con le squadre più strutturate. Da qui una richiesta precisa e diretta alla dirigenza: servono almeno quattro o cinque rinforzi, ma devono essere giocatori pronti, affidabili, in grado di alzare subito il livello della squadra. Non scommesse, né profili da costruire nel tempo.
Le esigenze del tecnico non riguardano esclusivamente l’attacco. Gasperini ha sottolineato come manchi spessore anche in altri reparti, dalla difesa alle corsie esterne, dove servono alternative di valore e maggiore profondità. Ogni zona del campo, a suo avviso, necessita di interventi mirati per rendere la rosa più equilibrata e competitiva.
Durante il confronto con Massara, l’allenatore ha di fatto anticipato i concetti che avrebbe poi espresso pubblicamente in conferenza stampa. Tuttavia, dietro la richiesta di rinforzi non c’è solo una questione tattica o tecnica. C’è anche un tema di rispetto. Rispetto per quei giocatori che, giorno dopo giorno, stanno sostenendo il peso della stagione con grande impegno e sacrificio. Rispetto per una tifoseria che, nonostante le difficoltà, continua a sostenere la squadra e il suo allenatore con convinzione. Gasperini chiede segnali chiari dal club: investire significa credere davvero nel progetto.
La Roma ha sensibilmente migliorato il rendimento in campionato rispetto ad un anno fa, quando dopo 15 giornate veleggiava tristemente nelle zone medio-basse della classifica con appena 16 punti guadagnati.
Rispetto alla scorsa stagione, i giallorossi guidati oggi da Gasperini, hanno messo insieme finora un bottino di 30 punti che, grazie alla vittoria di ieri sul Como, permettono loro di stare più vicini al primo posto (-3) che al quinto (+4).
Il lavoro del tecnico di Grugliasco è sotto gli occhi: dal palese miglioramento di alcuni singoli, all’espressione di gioco corale, sublimata ieri all’Olimpico da una prova di dominio totale sul Como di Fabregas.
Foto Fraioli
Classifiche a confronto, la Roma ha fatto meglio di tutti
La Roma rispetto ad un anno fa ha 14 punti in più ed è passata dall’11° al 4° posto. Dopo i giallorossi, c’è proprio la formazione lariana con +12, poi il Milan che ha messo insieme 10 punti in più rispetto alla scorsa annata.
Regolare l’andamento di Inter (2 in più) e Napoli (1 in meno) così come la Juventus che dopo tre tecnici diversi, alla fine è sempre lì (1 punto in meno rispetto ad un anno fa). +3 per il Bologna di Italiano.
In testa al campionato c’era l’Atalanta di Gasperini a quota 34 punti. La Dea ha perso 15 punti rispetto alla scorsa stagione. Male ovviamente la Fiorentina addirittura con 25 punti in meno. In ritardo anche la Lazio (-9).
Gian Piero Gasperini non cambia idea. Nè davanti alle vittorie convincenti della Roma, nè tantomeno di fronte ai miglioramenti sensibili di Ferguson.
La sua squadra costruisce, lotta, corre e sovrasta gli avversari ma non segna. Facile, facilissimo capire cosa serva e ieri sera ha mandato un altro messaggio chiaro alla società.
“Ci sono ancora 15 giorni. Massara sa benissimo il mio pensiero e si farà trovare pronto. La Roma così è forte, perché questo dice la classifica, ma non può smettere di guardarsi intorno”, così ai microfoni di Sky Sport, il tecnico giallorosso.
Il focus resta sempre quello: acquistare un paio di calciatori davanti, un nove e un esterno offensivo. Massara è a lavoro da settimane per accontentare l’allenatore e il viaggio londinese di qualche giorno fa, dà l’idea che ci si stia muovendo per tempo per accontentare Gasperini.
Gian Piero Gasperini ha le idee chiare in vista del mercato di gennaio e ha già indicato alla dirigenza, guidata da Massara, le priorità assolute per rinforzare la rosa. Le richieste del tecnico si concentrano su tre ruoli chiave: una punta centrale, una seconda punta e un difensore centrale che possa ricoprire il ruolo di vice-Ndicka. Su questi profili l’allenatore sta esercitando una forte pressione affinché le operazioni possano concretizzarsi in tempi rapidi.
Il primo obiettivo, considerato fondamentale, è l’acquisto di un numero nove. Il nome in cima alla lista è quello di Joshua Zirkzee. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Gasperini vorrebbe provare a chiudere l’operazione già nelle primissime ore del mercato invernale, per poi attendere il via libera definitivo e inserire subito il giocatore nei meccanismi della squadra. Qualora la pista Zirkzee dovesse rivelarsi troppo complicata, l’alternativa individuata resta Yuri Alberto, profilo ritenuto comunque adatto alle esigenze tattiche del tecnico.
Seconda punta, Raspadori il preferito ma occhi su Gudmundsson
Il secondo tassello riguarda la seconda punta. In questo caso il noto agente Giuffrida spinge con decisione per Gudmundsson, calciatore che garantirebbe qualità e imprevedibilità nel reparto offensivo. Tuttavia, il preferito di Gasperini rimane Giacomo Raspadori, considerato più funzionale al sistema di gioco e capace di muoversi tra le linee con intelligenza.
Focus difesa, Gasp vuole un centrale esperto
Infine, attenzione anche alla difesa. L’agente dell’islandese Gudmundsson ha suggerito il nome di Amenda, difensore centrale classe 2003 dell’Eintracht. Nonostante l’interesse per il profilo, Gasperini appare però scettico: dopo aver già lavorato con giovani come Ghilardi e Ziolkowski, il tecnico non vorrebbe “svezzare” un terzo giocatore inesperto. La richiesta è chiara: per completare il reparto arretrato serve un difensore più esperto, pronto a dare garanzie immediate.
Dopo settimane di melina dialettica o di comunicazione serena sul tema mercato ieri sera Gian Piero Gasperini è apparso rompere forse leggermente gli argini dialettici. Senza eccessi, isterie o cattivi pensieri ma un cambiamento c’è stato.
Dal ‘mercato di gennaio difficilmente ti rinforza’, il tecnico giallorosso ha cambiato il tiro della sue considerazioni, rispondendo così in sala stampa dopo la sfida vinta contro il Celtic: “Siamo al 10 dicembre, dobbiamo giocare tante partite ancora. I conti si fanno a fine dicembre o gennaio: indipendentemente, la stagione ha dimostrato qualcosa. Il mercato di gennaio sarà importante per noi: non possiamo stare fermi, la Roma non può stare ferma, mai! Serve migliorarsi altrimenti perdiamo occasioni”.
Un concetto chiaro, un monito alla società, con quel ‘indipendentemente dalla stagione’, come a dire ‘le esigenze e le lacune sono chiare da agosto’. Mancano quattro partite ufficiali all’apertura del mercato e il mister giallorosso si aspetta sicuramente un attaccante e poi forse anche un difensore, che potrebbe alternativamente fare il braccetto o l’esterno alto.
Nel corso delle interviste serali di Sky Sport, Gian Piero Gasperini ha salutato in diretta Vincenzo Italiano, impegnato con il suo Bologna come la Roma nel sesto match d’Europa League.
Il tecnico giallorosso ha rivolto un saluto caloroso al collega, affermando: “Teniamo su questo ranking eh… abbiamo bisogno di fare delle grandi prestazioni. In bocca al lupo e congratulazioni per tutto”. Salutando il suo collega ha fatto riferimento al ranking, che sarà fondamentale per tutte le squadre della Serie A.
TURNOVER ROMA- La Roma è in costruzione e il progetto triennale avviato con Gasperini ha dato i suoi primi frutti fino ad un paio di partite fa. Dopo le brutte battute d’arresto contro Napoli e Cagliari, sono subentrate due analisi specifiche sul rendimento della formazione giallorossa: da una parte l’annoso problema dell’attacco, scarsamente prolifico finora; dall’altra l’utilizzo della rosa messa a disposizione del tecnico.
Gasp anche recentemente ha specificato che per lui, storicamente, l’optimum sarebbe lavorare con 18 giocatori dello stesso livello più 3-4 ragazzi da far crescere con calma. Ma nella stessa considerazione, l’allenatore di Grugliasco ha specificato che questo tipo di impostazione comincia ad apparire sempre più difficile, dal momento che si alza sempre di più l’asticella delle ambizioni. Che per la Roma significa centrare dopo sette anni la Champions e parallelamente provare a fare un grande percorso nelle coppe.
La rosa giallorossa non appare ad oggi del tutto aderente ai desiderata dell’allenatore e gioco forza, tra calciatori in scadenza, prestiti che si sono rivelati dei flop e calciatori che finiranno sul mercato per carenze individuali, tra gennaio e giugno subirà un’altra sverniciata importante.
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Roma, turnover minimo e rotazioni superiori solo al Milan tra le big
Per gettare da subito fondamenta solide, Gasperini ha spinto molto su un determinato blocco di calciatori costretti però spesso agli straordinari.
Sono 9 i calciatori inamovibili: oltre Svilar sempre presente in campionato e coppa, Mancini è il giocatore con più minuti fin qui giocati (1650), poi Ndicka (1582) e Konè (1446) sul podio dei più impiegati. Seguono Cristante (1390), Soulè (1362), Celik (1356), Wesley (1302), Hermoso (1087) e infine El Aynaoui che pian piano è salito al pari dei titolarissimi con oltre 800 minuti, dopo una partenza un po’ in sordina.
Il vero problema è che fin qui – come riporta la Gazzetta dello Sport – sono state pochissime le rotazioni per una squadra che ha 9 giocatori praticamente inamovibili e già ben oltre i 1000 minuti stagionali.
Solo il Milan tra le big ne ha spremuti di più, ma va considerato che i rossoneri non giocano le coppe europee. Tutti gli altri hanno trovato spazio a singhiozzo. Sotto i 500 minuti ci sono infatti ben 10 giocatori: Gollini (0), Tsimikas (462), Angelino (317), Rensch (309), Ghilardi (113), Ziolkowski (139), Pisilli (117), Baldanzi (349), Bailey (188) ed El Shaarawy (371).
Nell’analisi dello scarso turnover della Roma, q questi calciatori, per diversi motivi scarsamente impiegati da Gasp, si aggiungono poi le situazioni diverse di Pellegrini, che ha iniziato in ritardo ma si è avvicinato ai titolarissimi (816 minuti), quella di Dybala fermato da due infortuni muscolari (675) e infine l’accoppiata Dovbyk-Ferguson che hanno accumulato rispettivamente 564 e 551 minuti, cioè in due sotto la soglia dei primi otto della rosa.
E’ evidente dunque che servirà una sterzata da parte di Gasperini, a cominciare probabilmente dalla sfida di domani contro il Celtic oltre a degli innesti a gennaio che spostino alcune gerarchie, generando almeno dei dubbi nella testa del mister.