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Gasp, nessuna conferenza prima di Roma-Parma

Gian Piero Gasperini non parlerà domani alla vigilia di Roma-Parma.

Il tecnico giallorosso ha condiviso con la società questa strategia comunicativa, considerato l’elevato numero di partite ravvicinate e altrettante conferenze o interviste post gara che ci saranno da qui, alla prossima sosta.

Tornerà in sala stampa sabato alla vigilia di Milan-Roma.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Troppe critiche a Gasp, è un Signore della panchina e lo sta dimostrando”

Fabio Petruzzi ha commentato così la vittoria di Reggio Emilia contro il Sassuolo.

“Dopo la sconfitta col Plzen, ho sentito tanti commenti negativi su Gasperini e sulla Roma, ho sempre detto e ripeto anche oggi: bisogna lasciar lavorare questo Signore della panchina, che è il più bravo di tutti. Chi si aspettava Cristante trequartista? Gasp ha delle letture e delle intuizioni che contraddistinguono da anni la sua preparazione delle partite.

“Penso che la formula con Cristante incursore dietro due punte in questo momento, con El Aynaoui in mezzo al campo, sia la migliore per espressione di gioco complessiva e potrebbe essere riproposta. Dybala? Gran gol, non era facile al volo di destro dare quello schiaffo lì, ieri si è vista una gamba tonica dell’argentino”.

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Interviste

Gasp sul rapporto con Ranieri: “E’ sempre con la squadra”

Gian Piero Gasperini ieri dopo la sfida contro il Sassuolo, è stato incalzato anche sul rapporto con Ranieri. Ecco la sua ironica risposta iniziale: “Non lo vedo mai (ride ndr)”

Poi si è fatto più serio e ha sottolineato l’importanza di Sir Claudio al fianco della squadra e il garbo con cui si pone rispetto alla centralità di Gasperini: “Lui durante la settimana è presente, mi dice che non viene negli spogliatoi per non creare problemi ma gli ho detto di venire perché non ci sono problemi. È una persona corretta, è sempre vicino alla squadra, poi io ho i miei tempi, spero stia meglio perché ha tanto tempo in più rispetto a prima. Ovviamente non è vero che non lo vedo mai”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 24 tiri dall’interno dell’area contro Inter e Plzen ma il gol non arriva

“Moscia nelle conclusioni, quello sì, c’è gente che non segna da tanto tempo e bisogna farsi un esame di coscienza e chiedersi come mai”. Gasperini dopo la partita ha nuovamente battuto su un punto: le difficoltà palesi degli attaccanti o comunque di tutti i calciatori offensivi a realizzare quanto la squadra crea.

E qui c’è già una netta differenza rispetto alle primissime gare di questa stagione. Laddove all’inizio la squadra, anche per una condizione fisica ancora non al top, faticava a trovare la via della conclusione, da Firenze in poi soprattutto a cominciare a creare un numero nitido di palle gol purtroppo vanificate dai soliti noti.

Solo nelle ultime due sfide contro Plzen e Inter, dunque contro una buona squadra ceca (quarta nel proprio campionato) e una big d’Italia e d’Europa, la formazione di Gasperini ha tirato complessivamente 34 volte verso la porta, con ben 13 tiri nello specchio.

Ma i dati allarmanti sono due: 24 conclusioni da dentro l’area di rigore, dunque nello spazio degli ultimi sedici metri con un xG di 4.45. Ergo i giallorossi rispetto solo a queste conclusioni avrebbero dovuto segnare quasi 5 gol. Ne è arrivato 1, su rigore che è fuori da questa statistica.

Sul banco degli imputati non solo i due centravanti, ma anche Dybala che nel 2025 è a secco di gol su azione da febbraio, El Shaarawy che ieri sera ha mostrato una gamba frizzante ma è caduto nei difetti storici delle solite conclusioni a giro un po’ telefonate, passando per gli inconcludenti Baldanzi, Pellegrini e Soulè – che nelle ultime due sfide ha notevolmente abbassato il suo rendimento tecnico – per finire a Bailey che ha almeno la parziale scusante di aver iniziato da pochissimo a lavorare con la squadra.

Se la problematica si estende a macchia d’olio agli altri reparti, bisogna inevitabilmente puntare il dito anche contro i centrocampisti che non segnano in nessun modo e sembrano quasi non riuscire a provarci, visto che non si ricordano tiri verso la porta di Konè, El Aynaoui e dello stesso Cristante salvo, nel suo caso, gli inserimenti sui calci piazzati.

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Interviste

Gasperini: “Serve un esame di coscienza. Pochi gol? Abbiamo un problema, c’è tanta gente che non segna da tempo…”

Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport:

Dybala ha parlato di una squadra moscia: si rivede in questa descrizione?
“No, la squadra ha lottato fino alla fine, ha cercato di pareggiare e fare gol. Nel secondo tempo ha tenuto fino al 90’. Moscia nelle conclusioni sì, c’è tanta gente che non segna da tanto tempo. Dobbiamo farci degli esami di coscienza e pensare come mai”.

Come mai?
“Ci sono problemi. Se stasera se non segniamo su rigore… pur attaccando a lungo, è una sconfitta che ci deve far riflettere”.

I difensori hanno sbagliato 2-3 passaggi…
“Soprattutto all’inizio. Ma il reparto difensivo è quello che ci tiene in piedi. In situazioni di difficoltà sono stati bravi ad impedire ripartenze in spazi grandi. La prestazione è stata positiva”.

Sei preoccupato? Quanto è importante la fiducia?
“Dipende dai risultati. Nel primo tempo c’erano tanti spazi per essere incisivi, ma se in queste condizioni non lo siamo stati dobbiamo riflettere. Non era una partita dove non c’erano possibilità, come accade in campionato contro squadre chiuse. C’era la possibilità di fare bene e giocare meglio in attacco, con più coralità, soprattutto entrare di più dentro l’area e calciare più da vicino…. Sono le cose che dobbiamo fare per migliorare la nostra prolificità. Non basta creare”.

Si può risolvere con questi giocatori a disposizione?
“Si deve, sono questi i giocatori. Tutti dobbiamo fare un assist in più o un gol in più. Lo score di tanti giocatori non è così alto, ma è quello che dobbiamo fare. Altrimenti tutte le prestazioni vengono giudicate negative. Invece ho visto prestazioni buone in diversi elementi. L’attacco ti fa vincere la partite, dobbiamo metterci una pezza”.

C’è un problema di atteggiamento all’inizio della partita: questo amplifica le difficoltà?
“Andare in svantaggio non è mai positivo. Tutte le volte che siamo andati in vantaggio abbiamo vinto. Poi ci sono partite e partite, contro certe squadre è più difficile. Stasera però c’erano le condizioni, se non realizzi ti devi preoccupare un po’ e realizzare dandoti una mossa diversa”.


CONFERENZA STAMPA

Come è maturata la scelta di Ziolkowski?
“È un ragazzo, bisogna recuperarlo perché è un giocatore di prospettiva. Magari ha bisogno di tempo per questo tipo di partite”.

Il mancato utilizzo di Tsimikas: c’è un problema fisico o è una scelta tecnica?
“È una scelta tecnica. Wesley sta facendo ottime gare sia a destra sia a sinistra, ha grande spinta nonostante sbagli qualche cross. Ma ha continuità di azione e spinta. Ha fatto molto bene anche Celik con l’Inter, poi dopo ho dovuto riportarlo dietro”.

Ferguson e Dovbyk non sono van Basten e Ronaldo, ma non sono neanche così scarsi. La loro carenza è più mentale che tecnica? Pare che non reagiscano psicologicamente…
“Non credo a questa teoria, non esiste. Loro vanno in campo regolarmente, hanno la fiducia di squadra e l’allenatore li fa giocare. Psicologicamente dovrebbero essere molto motivati. Dovbyk dà segnali fisici, ma sul piano tecnico non riesce a esprimersi al meglio. Ferguson ha accusato la lunga inattività e la scarso confidenza con il gol dell’anno scorso, questo gli crea qualche difficoltà e ha bisogno di un po’ di tempo”.

Come sta Koné? Ci sarà contro il Sassuolo?
“Non lo so, lo vedremo domani. Era abbastanza zoppicante”.

Come mai il cambio di Soulé per Ndicka in un momento in cui bisognava rimontare?
“A me è sembrato un po’ affaticato, ha giocato 70 minuti e sta giocando tante partite. Al suo posto è entrato Bailey…”.

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Interviste

Gasperini: “Angelino out, Cristante e Ndicka riposano. Dybala? Può giocare in tutti i ruoli dell’attacco”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Roma-Viktoria Plzen:

Come sta la squadra? Quando può tornare Angelino?
“Su Angelino c’è un comunicato medico e stanno facendo degli accertamenti. Tutti ci auguriamo che sia disponibile al più presto. Per il resto tutti disponibili”.

Bailey può giocare titolare?
“Titolari sono tutti quelli che giocano dall’inizio e chi subentra. Bailey è difficile che possa giocare dall’inizio, è fuori da tanto tempo ma l’importante è che sia guarito. Ci vorrà qualche settimana per vederlo al top, ma può giocare degli spezzoni”.

Quanto pesa la partita di domani?
“Importante perché abbiamo bisogno di vincere, abbiamo un girone difficile rispetto agli altri. Servono punti per alzare la classifica, è sempre molto corta e ci sono pochi punti di differenza. Ogni partita è importante, ma la cosa fondamentale è tornare a vincere dopo la sconfitta contro l’Inter”.

Come si può risolvere la difficoltà offensiva?
“La partita contro l’Inter ci ha dato una fiducia diversa, abbiamo tirato moltissimo ed è un bel segnale. Abbiamo avuto situazioni anche su palla inattiva e siamo andati al tiro con tanti giocatori, questo è un primo passo. Possiamo essere più precisi, ma se la squadra inizia a produrre tante occasioni da gol è un bel segnale”.

L’alternanza tra Dovbyk e Ferguson può essere prolungata per tutta la stagione?
“È necessaria in tutte le squadre di Italia ed Europa, con le cinque sostituzioni almeno un paio riguardano gli attaccanti. Questo è l’effetto del calcio dopo il Covid. Non si può parlare di titolari e riserve, chi va in campo è titolare. Giocando ogni tre giorni c’è la possibilità di utilizzare più giocatori, soprattutto offensivi. Guardate le partite e il mercato fatto in Europa…”.

Con questa squadra può tornare nella comfort zone?
“Ci sto già tornando, i principi restano gli stessi ma bisogna rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non ci trovo niente di diverso nel lavoro e nella preparazione delle partite. Sono anche molto soddisfatto della partita contro l’Inter, ma sappiamo benissimo che dobbiamo essere più concreti e precisi. Se fossimo stati più precisi si parlerebbe in modo differente di quella partita. Io cerco di lavorare sulla crescita e sulla condizione della squadra”.

Bailey può giocare da centravanti?
“Per emergenza si può fare tutto, ma non credo abbia le caratteristiche di un centravanti. Sicuramente è un giocatore offensivo e deve stare davanti, ma per abitudine gioca molto sulla fascia, soprattutto destra perché è mancino. Io voglio portarlo più centralmente, verso la porta, come accaduto con Soulé. Dovremo scoprirci insieme e valutare le sue caratteristiche”.

Con Dybala falso nove si aspettava qualcosa di diverso dalla squadra?
“La partita è stata condizionata dal gol preso molto presto. Non volevamo dare punti di riferimento e sono soddisfatto di ciò che abbiamo cercato di fare, ma il gol subito ci ha creato dei problemi. Nel secondo tempo la partita è stata diversa, all’interno di una gara ci sono più partite. Era difficile giocare con il falso nove a fine partita. Dybala sta bene, sta acquisendo condizione e può giocare in tutti i ruoli dell’attacco”.

Lo stato di evoluzione della sua squadra? Si è rimproverato qualcosa per Roma-Inter?
“Sul gol preso non siamo stati abbastanza chiari. La Roma ha fatto un’ottima gara, Celik e Wesley hanno fatto una grandissima partita contro due avversari forti. La Roma ha fatto un passo in avanti dal punto di vista della prestazione. Contro il Verona siamo stati più fortunati, con Inter e Lille meno. Contro l’Inter abbiamo avuto buone indicazioni e contro il Plzen possiamo fare un altro passo in avanti. Il calcio italiano ha grandi difficoltà, grandissime, forse per un pizzico di presunzione verso queste squadre che conosciamo poco. Dobbiamo stare attenti, ogni partita ha le sue complicazioni e dall’altra parte ci sono giocatori che viaggiano e sotto il punto di vista tecnico non sono così male. Può essere anche l’occasione per vedere giocatori meno conosciuti. Domani c’è tutto da perdere e poco da guadagnare, ma noi dobbiamo continuare a giocare per mettere qualità nel nostro gioco”.

Ziolkowski può giocare titolare domani? L’ha stupita?
“No perché lo vedo in allenamento, è un ragazzo di ottima prospettiva e già gioca in nazionale. In allenamento ha evidenziato belle caratteristiche, ma deve togliersi l’abitudine di entrare molto in scivolata. In Italia è penalizzante e ti ammoniscono sempre, questo è l’unico grande difetto. Si tratta di un ragazzo interessante e che farà un’ottima strada. Sta facendo bene, ma non ho deciso per domani. Domani terrò in disparte Cristante e Ndicka, perché è da tempo che non hanno una settimana completa di allenamento. Oggi deciderò se utilizzare Ziolkowski dall’inizio o a gara in corso”.

In cosa bisogna migliorare? Che approccio si aspetta?
“Dobbiamo andare avanti così. Dobbiamo avere la voglia di vincere, ma le partite sono molto difficili in campionato e soprattutto in Europa. Servirà un buon approccio, sarà una partita importante per la classifica. Dobbiamo mettere in campo attenzione e la mentalità mostrata finora migliorando soprattutto negli ultimi 20 metri”.

Cosa pensa della designazione arbitrale? È lo stesso arbitro di Bruges-Atalanta…
“Giuro che non lo sapevo (ride, ndr). Non ne ero a conoscenza e questo dimostra quanto sia importante la mia attenzione su certi dettagli. Devo dire che quella con il Bruges è stata davvero una situazione che ci ha penalizzato, perché abbiamo pagato caro quell’episodio: abbiamo subito un rigore all’ultimo minuto e poi al primo minuto del ritorno un altro gol. È stato un momento pesante. Non lo sapevo, ma ho un’abitudine: anche se a volte certi episodi fanno arrabbiare molto, quando la partita finisce cancello tutto e penso già alla prossima”.

Due sconfitte dopo la sosta. Ci sono similitudini?
“Direi di no, sono state due partite diverse. Dopo la sosta, contro il Torino, avevamo poca energia: si giocava a mezzogiorno e mezzo, in una giornata molto calda. Anche quella non è stata una partita fortunata per noi, ma devo ammettere che abbiamo fatto poco, o comunque non siamo riusciti a fare molto per provare a vincerla, almeno a non perderla. Con l’Inter, invece, abbiamo fatto quello che dovevamo fare”.

Gasperini ci tiene a intervenire in maniera scherzosa a fine conferenza: “Vi faccio una domanda? Celik ha giocato bene da quinto? Ha fatto bene da braccetto? Conta quello allora, non conta altro. Alla fine è quello l’importante, è più importante la prestazione o dove ha giocato?”.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Gasp vs l’Inter: un doppio tabù da sfatare

La Roma giocherà sabato sera un match d’alta, altissima classifica. Una sensazione che forse mancava da diverse stagioni lato Trigoria e infatti arrivano conferme dello stato d’euforia che pervade tutto l’ambiente interno in vista di questa sfida.

Sarà la prima grande prova dell’era Gasperini, che da par suo dovrà studiare qualche strategia, forse a sorpresa, per superare un suo personale tabù. Infatti il tecnico giallorosso nelle ultime 15 sfide alla guida dell’Atalanta non ha mai battuto i nerazzurri: 5 pareggi e 10 sconfitte.

Un ruolino di marcia da invertire, si spera, proprio alla primissima prova sulla panchina romanista. La stessa Roma è riuscita nel paradosso di battere la corazzata di Inzaghi due volte a San Siro (nel 2022 con Mourinho 2-1 e lo scorso anno con Ranieri 1-0, rete di Mati Soulè), ma mai all’Olimpico. L’ultimo successo dinanzi al pubblico amico risale al 2016 con Spalletti, quando le reti di Dzeko e Manolas regolarono i nerazzurri.

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Interviste

Ilicic: “Gasp ti entra in testa, se superi il ritiro poi voli”

“Tra un allenamento e l’altro non riesci a dormire: le gambe pulsano, sei stanco, ti viene da vomitare. Ma ti entra nella testa come nessuno”. Parole e musica di Josip Ilicic che si è raccontato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport a 360 gradi.

“Se superi il test di ritiro, ovvero tre settimane da doppie sedute e corse nei boschi, allora capisci. Quante partite abbiamo ribaltato grazie a quella corsa? Noi duravamo 90’, gli altri al 60’ erano cotti. Ogni tanto con Gasp c’erano discussioni, ma quando uno si ama litiga”.

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Infermeria

Bailey, solo differenziato in campo: da lunedì graduale rientro in gruppo

L’Inter è ancora lontana e anche ieri Gasperini ha lavorato con il gruppo dimezzato tra giocatori impegnati con le proprie nazionali e altri indisponibili. Bailey ha svolto nuovamente una sessione di allenamento differenziato.

Ha effettuato nuovi esami che hanno confermato l’assorbimento della lesione muscolare e potrà tornare gradualmente in gruppo la prossima settimana. La volontà è quella di non accelerare i tempi, per questo la sua presenza tra i convocati per l’Inter non è ancora certa. (…) lo scrive il Messaggero.

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Interviste

Gasperini: “La Roma non è ancora da Champions, primato casuale. Friedkin? Mi ha convinto subito. Mercato di gennaio? Ci credo poco…”

Gian Piero Gasperini ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de il Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio:

Quando hai parlato per la prima volta con la Roma? Ride.
«Domanda di riserva?».

Il primo incontro, su.
«Con la Roma? Con la proprietà… A Firenze».

E prima? Si può dire, dài!
«Prima con Claudio (Ranieri, .nda). Ha iniziato lui a contaitarmi un bel po’ di tempo prima. Non so se fosse dicembre. Era ancora tutto nella fase em-rionale, lo non sapevo cosa avrei fatto a giugno.,. Avevo intuito che sarebbe stato anno a Bergamo».

Cosa o chi ti ha convinto?
«Il fatto che a Roma c’è una passione incredibile. lo credo che in questo momento, in Italia, Roma sia insieme a Napoli il posto più appassionato e appassionante. E forse Roma anche più di Napoli, perché Napoli ha vinto. Dove c’è più fame di calcio, più voglia di fare risultati, dove c’è un amore verso la propria squadra così profondo, viscerale, io stimolo è elevatissimo. Inoltre è un bel momento per gli stadi italiani che si sono nuovamente riempiti».

Non hai mai fatto niente per renderti simpatico alle tifoserie avversarie. Anche alla Roma non eri amatissimo.
«Non pesavano gli episodi, andavi a Firenze era cosi, a Milano idem. Torino, Napoli, Bologna, mai avuto sconti da nessuno. LAtalanta ha tolto tanto a tanti e quindi era naturale che fosse accempagnata da antipatie diffuse»,

Dici Gasparini e pensi subito all’uno contro uno, a un calcio di duelli. Sei cambiato o no? E, se si, dove?
«Al Genoa iniziai così, nella Primavera, poi a Crotone in C, Genoa in B, it seguito in A e in Europa. La vera consacratone l’ha avuta proprio in Europa dove il mio è stato riconosciuto come un calcio effica-ce, di qualità, mentre in Italia è sempre stato abbastanza osteggiano pur se amato fortemente nei posti in cui allenavo. Ancora adesso a Genova e Bergamo conservano ot-timi ricordi. Brutto carattere, dicevi. Otto anni al Genoa, nove a Bergamo. Non mi hanno trovato cosi insopportabile».

Hai apportato delle correzioni però.
«Assolutamente sì. La vera maturazione l’ho avuta a Bergamo. Giocare in Charnpions e più in generale in Europa, ti migliora».

Una crescita che deriva dal confronto con altre realtà dl livello?
«Guarda che le novità, le cose da riprendere e assimilare le puoi trovare anche in squadre non di prima fascia. Ormai è chiaro che si lavora sui particolari, il grosso del mio modo di giocare e stare in campo è abbastanza conosciuto. Devo dire che ha fatto scuola».

Un altro dei tanti luoghi comuni che ti circondano ri-guarda i giocatori da non acquistare quando provengono dalle tue squadre. Chissà cosa gli fanno a Bergamo, quali stregonerie si saranno inventati. C’è anche chi sospettava che vi dopaste.
«Stai scherzando?».

No: riporto voci.
«Chi ha soltanto pensato una cosa del genere ha offeso una società, il sottoscritto, uno staff e un gruppo di giocatori, il loro lavoro. Quando non si sanno trovare le risposte si ricorre alle maldicenze e alle peggiori fantasie. Noi siamo sempre stati puliti. lo credo nel rispetto delle regole dello sport. Il doping lo combatto da sempre… Sul campo odio le simulazioni. Detesto ogni forma di sotterfugio, gioco sporco. Sono tutti attentati allo sport che amo più, che tutti quanti amiamo e consideriamo parte della nostra vita. Per questo mi incazzo spesso. Una cosa è l’abilità tecnica, altro la furbata, la simulazione. La ricerca del dribbling in area per andare a prendere il rigore rientra nel campo delle abilità… E poi non sopporto il Var che mi allontana dal calcio per come l’ho sempre inteso».

Appartieni alla sottospecie dei tecnici lamentosi.
«Mai lamentato. Ho sempre denunciato».

Anche all’interno della società? Quando le cose non andavano bene, quando c’erano cose che non ti garbavano?
«Io dico le cose che penso. se per me una cosa è sbagliata è sbagliata. Oppure se la penso diversamente».

Cosa ti ha colpito maggiormente in questi primi mesi romani?
«Giocatori e la squadra, soprattutto i giocatori».

Anche questa Roma non è una porzione intera. Non sono arrvati Fabio Silva, Sancho,Rios…
«Parlo di quelli che ho trovato. Mi hanno veramente dato credito, disponibilità. Indipendentemente dalle situazioni che vivono. Questa è una squadra che ha giocatori in scadenza, in prestito o di prossima uscita. C’è una bella compattezza, tutti sentono la responsabilità di giocare in una piazza importante».

Gian Piero, come si può iniziare un percorso di crescita se la squadra presenta tante variabili contrattuali?
«Guardando al presente. Purtroppo in questo momento non siamo nella condizione di pensare al futuro, il futuro è ancora da disegnare. E allora viviamo di presente. E il presente è quello che ci sta portando ad af-rontare due partite con grande serietà, con grande voglia di giocarle. Sappiamo di ave-re tanta gente dietro così appassionata e questo spiega in parte l’ottimo inizio».

Quindici punti in sei partite, alcuni dicono che hai avuto culo.
«Quello non fa male. E una bella dote, devo dire che ci sono state altre squadre che hanno ribaltato o vinto partite nei minuti Finali. Nella sconfitta non siamo stati fortunati, in alcune vittorie, si. Però è una cosa abbastanza comune».

Hai recuperato giocatori che arano dati in partenza, penso a Hermoso, allo stesso Pellegrini Ma non sei ancora riuscito a “liberare i due centravanti?
«Come no? lai recuperiamo sasolutamente. Mi spiace solo che Dovbyk sia andato via con la nazionale».

Che tipo di blocco frena lui e Ferguson?
«Dovbyk lo vedo in crescita, in crescita fisica. è la cosa più importante perché lui è un giocatore essenzialmente di forza, sia per struttura sia per caratteristiche tecniche, e per rendere deve stare molto bene. Vorrei portarlo a una condizione ottimale, alla convinzione di riuscire a far valere i suoi mezzi. Lavoriamo in quella direzione, A Firenze ha fatto bene. Bisogna trasmettergli grande fiducia e senso di appartenenza, deve sapere che la squadra è con lui».

Ritrovi Bailey e Dybala sembra che stia benino.
«Sul nostro attacco si è detto tanto, ma abbiamo fatto due gol domenica, a Firenze. E evidente che fino ad oggi Dvbala, Pellegrini e Bailey ci hanno dato due mezzi tempi in tre. Recuperandoli, la nostra qualità aumenterà sensibilmente. La qualità di Dybala è veramente da top. Pellegrini è un giocatore di assoluta valore. E Bailey ci darà una grossa mano. Siamo stati un po” sfortunati con Bailey. Con quei tre e Dovbyk avremo un altro spessore. Perché nel calcio il tutto è valorizzato dal gioco d’attacco».

E a gennaio, naturalmente, grandi acquisti. Concedi mi la battuta.
«Questo non lo so. Io al mercato di gennaio non ho mai creduto molto. È lo scambio delle figurine. No, non voglio dire proprio questo, sono stato ingeneroso, però a gennaio, di so-lito, passano da una squadra a un’altra giocatori che magari erano fermi da un po’. Puoi migliorare un pochino, ma difficilmente fai delle operazioni che stravolgono i contenuti della squadra o imprimono una svolta importante. A me almeno non è mai successoia

Dan Friedkin ti ha fatto un elogio pubblico enorme eppure vi conoscete poco. Gli parli spesso?
«Ci scriviamo. I Friedkin mi hanno conquistato al primo incontro quando ho capito che, a parte la forza degli imprenditori, riconosciuta a livello mondiale, hanno una grande passione per il calcio. La cosa migliore che posso fare per la Roma, consolidare il rapporto tra loro e la città. Perché è difficile trovare nel mondo del calcio una proprietà così generosa, no?».

Stai cercando di coinvolgerli maggiormente?
«Credimi, lo sono già, e non poco. Altrimenti la Roma non decollerebbe».

Come andiamo con l’inglese?
«Sono tradotto molto bene da Claudio».

A voler essere realisti, la tua squadra non è da Champions.
«Non lo è. questo aumenta il merito, no? Il merito di questi ragazzi. E nel frattempo é chiaro che ci auguriamo di crescere, lo sappiamo anche noi che il nostro primato è abbastanza casuale. Le partite le abbiamo giocate però, non è che ce le ha regalate nessuno. Adesso iniziano gli scontri diretti, ci si misura con le realtà più importanti, però è vero che questa squadra può migliorare, ha dei margini notevoli».