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Sarri ammette: “Fuori dall’Europa? Per i nostri tifosi è più gratificante vincere un derby”

“Ci dispiace essere fuori dall’Europa ovviamente ma credo che per il nostro popolo sia più gratificante vincere un derby. Per l’allenatore significa tre punti, non di più. Poi c’è la gratificazione di aver fatto contenta la nostra gente e questo spero ci dia benzina“. Così Maurizio Sarri in merito al successo nel derby, a margine di un evento a Castiglion Fiorentino.

Il tecnico toscano ha anche aggiunto ai microfoni di Sportitalia: “Mourinho è un animale da spettacolo. Una persona di una simpatia straordinaria, lui sa fare bene il suo lavoro e sa coinvolgerti in certe storie in cui non voglio entrare”.

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Mourinho: “Stanchi ma felici, gruppo spettacolare. Sorteggio? Non ce n’è uno buono per noi. Purtroppo la Lazio non ha una terza competizione…”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo il passaggio del turno ai quarti di finale di Europa League:

Grande spirito della Roma in una sfida non facile…
“La squadra di casa rischia tutto, fa quello che è possibile per cambiare la storia. Hanno fatto molto bene, stadio bello e tifoseria bellissima. I ragazzi hanno dato tutto, c’era l’ambizione iniziale di fare un gol. I primi 15 minuti è stato un dominio nostro, è impossibile che la palla di Dybala non sia entrata. Dopo abbiamo controllato cercando il contropiede, ogni minuto che passava eravamo più vicini ma non abbiamo mai smesso di cercare il gol, anche quando sono entrati El Shaarawy e Abraham. Complimenti i ragazzi, è una grande Europa League e abbiamo già eliminato due squadre forti. Ora siamo lì e ringrazio anche la gente che è venuta da Roma, erano tanti a soffrire”.

Quanto c’è del suo lavoro nella crescita in Europa?
“Il lavoro è dei ragazzi, io aiuto. Abbiamo alcune difficoltà, oggi Matic non ha potuto giocare, Gini viene da due gare di 90 minuti. Ora torniamo a Roma stanchi ma felici e orgogliosi di quello che i ragazzi hanno fatto”.

Belotti e Pellegrini?
“Uno si è operato qualche giorno fa, l’altro ha messo 30 punti in testa. Gruppo spettacolare. Siamo un bel gruppo, non la squadra più forte al mondo ma un bel gruppo”.

Il sorteggio?
“Non mi interessa, ci sono squadre che non meriterebbero di stare lì secondo il mio criterio. Una squadra che viene eliminata da una competizione deve andare a casa, ma capisco che le regole siano così. Se la competizione la vince una squadra che scende dalla Champions non ha significato per me, dovrebbe vincere l’Europa League una squadra che iniziato questa competizione dal primo giorno. La Lazio non avrà una terza competizione europea no? È così, purtroppo”.

MOURINHO A DAZN

Una Roma cattiva e solida, con attenzione e anche provando a tenere la palla davanti. Si può essere soddisfatti della prestazione al di là del passaggio del turno?

“Abbiamo iniziato la partita molto bene: con ambizione e coraggio di voler segnare. Ho detto ai giocatori che, anche se non segniamo, lo stadio e l’avversario devono capire che possiamo farlo. È molto difficile giocare 90′ difendendo un risultato, per questo abbiamo cercato di iniziare forte e purtroppo non abbiamo segnato. Ma l’attenzione e la temperatura dello stadio si abbassavano ogni minuto che passava. I ragazzi hanno fatto una grande partita. Nel secondo tempo, al 60-65′, avevamo bisogno di gente fresca, come El Shaarawy e Abraham, che possono aiutare a sostenere la loro pressione ma anche cercare di segnare. I ragazzi, come gruppo e squadra, hanno fatto un bel lavoro, è meritato il passaggio ai quarti. Abbiamo eliminato già due squadre, Salisburgo e Real Sociedad, i ragazzi stanno facendo bene”.

È una partita che carica a livello mentale in vista del derby o avete speso troppe energie?
“Tutte e due. È vero che siamo felici, ma è vero che torniamo a casa stanchi, non c’è storia e nulla da nascondere”.

Quando conta un buon sorteggio per continuare questo percorso?
“Buon sorteggio? Quale? Con la Juventus che scende dalla Champions, Arsenal o Sporting, Leverkusen… Il Manchester United che non è squadra di Europa League. Non c’è un buon sorteggio per noi, faremo il possibile e avremo un Olimpico pieno di nuovo. Anche così si fa crescere i ragazzi e la squadra, ma dire di fare di più del meglio possibile nei quarti è troppo. Abbiamo fatto molto bene fino ad adesso e al momento non voglio pensare al futuro”.

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Mourinho: “L’ambiente caldo della Real Sociedad non ci spaventa e ci darà una grande carica”

CONFERENZA STAMPA – Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia di Real Sociedad-Roma:

Inizia Pietrafesa, responsabile ufficio stampa: “A seguito della conferma della squalifica di Mourinho, la società ha deciso di mantenere un silenzio stampa per quanto riguarda le partite contro la Lazio e il Sassuolo. In coerenza con questa decisione Mourinho e Pellegrini parleranno solo di Europa League”

Domande a Mourinho:

Alguacil ha detto che tenteranno di scatenare una tempesta con l’ambiente per travolgere la Roma. Si aspetta questa carica?
“Sono dichiarazioni rispettose, sta caricando i suoi, il suo ambiente, sta utilizzando un paese molto bello come il Portogallo per caricare i suoi. E’ un bravo allenatore dal punto di vista tecnico e dimostra di essere un ottimo comunicatore. E’ normale che accada, questo è il vantaggio della squadra che gioca il ritorno in casa, sanno perfettamente quale sarà la strategia. Noi abbiamo la nostra e siamo fiduciosi”

Dopo la gara difficile col Sassuolo, c’è questa partita e poi il Derby. Quali saranno le sue scelte per domani rispetto a Sarri?
“E’ sempre lo stesso atteggiamento. La prossima è la partita più importante della stagione. Da venerdì la più importante sarà quella di domenica. Ovviamente domani giocherà la squadra che nel mio pensiero e nella mia analisi è quella che ci darà più garanzie di poter portare la Roma ai quarti di finale”

Per come è fatta la Roma è più una squadra da coppe piuttosto che da campionato? 
“Non siamo una squadra da campionato o da coppa, siamo una squadra di gente seria che fa il suo lavoro sempre al massimo, che a volte non trova il risultato in base al livello di performance offerto. Facciamo fatica a giocare tante partite su due competizioni, ma è normale. Ci sono squadre che hanno 24-25 giocatori dello stesso livello, sul piano del potenziale e dell’esperienza e per loro non è un problema. Ci sono squadre nel calcio europeo che possono giocare ogni 2 giorni, per noi è diverso. Arriva un infortunio e non è facile, così una squalifica o la stanchezza, però io sempre con loro e loro sempre con me”

Voglio tornare sulla tempesta perfetta. L’Olimpico vi ha dato una grande mano all’andata?
“L’Olimpico ci dà sempre la tempesta perfetta, sempre o quasi sempre. A volte vinciamo con loro a volte perdiamo con loro. Alla fine è sempre il campo che gioca e parla. L’unica volta che ho visto uno stadio segnare un gol è stato nella semifinale di Champions nel 2005 dove lo stadio del Liverpool ha segnato un gol quando la palla non era entrata e col rumore la palla entrò. Lo stadio ti dà la carica, statisticamente la squadra che gioca in casa ha in genere più risultati positivi rispetto a quella che gioca in trasferta. Domani ci sarà una grande atmosfera qui ma ci darà una grossa carica. Non è che noi non dormiremo stanotte. Il disastro era quando gli stadi erano vuoti. Il campo sembra stupendo, loro giocano benissimo, l’arbitro è da elité Uefa, noi siamo i detentori del titolo di Conference, non abbiamo paura dell’ambiente. La tempesta dello stadio ci rende felici. La Roma giocherà meglio con questa tempesta che Imanol segnala”

Cambierà qualcosa rispetto alla partita d’andata?
“Gioca Ibanez che era squalificato in quella partita lì”

Dove sono le chiavi della partita di domani? Cosa pensa del nuovo stadio?
“Lo
stadio è fantastico, l’ultima volta che sono venuto qui con in Real Madrid tanti anni fa, ovviamente l’impatto era già positivo. Lo stadio è da calcio, è molto bello per i giocatori e per la gente seguire le partite, è super comodo. La Real Sociedad lotta per grandi obiettivi, che gioca per tornare in Champions da inizio anno, ha un vantaggio buono sulle altre. Strutture, filosofia, allenatore che ha lavorato tanti anni qui, tanti ragazzi cresciuti qui, ho sempre avuto grande rispetto per la Real Sociedad”

Chi è favorito? Si aspetta una Real differente?
“La Real ha giocato bene all’andata, ha cambiato leggermente lasciando fuori Brais Mendez, era un segnale per cambiare atteggiamento perchè giocava fuori casa. Mi aspetto che giochi Mendez e non Illaramendi, mi aspetto una squadra alta in pressione, aggressiva. Siamo preparati per affrontare questa squadra, per affrontare la loro reazione che ci aspettiamo dopo il risultato negativo dell’andata per loro”

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Matic: “Vittoria contro una squadra forte, siamo migliorati rispetto a 5 mesi fa”

Matic ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 2-0 sulla Real Sociedad

Prestazione sontuosa. Non era facile perché la Real Sociedad aveva sempre vinto.
“Abbiamo fatto una bella partita contro una squadra molto forte, che è quarta in Spagna. È stato difficile, ma abbiamo giocato molto bene e difeso ottimamente. Siamo molto felici”.

C’è una crescita collettiva sotto il profilo tattico?
“Sì, la nostra squadra è migliorata rispetto a 4/5 mesi fa. Siamo migliorati molto. Abbiamo vinto 2-0, ma loro giocano molto bene, dobbiamo giocare così al ritorno”.

Sei un po’ l’allenatore di Mourinho in campo?
“Voglio sempre dare la mia qualità alla squadra. Ho giocato con Mourinho al Chelsea e al Manchester United, voglio dare tutto”.

Potete vincere l’Europa League?
“Non lo so, in questa competizione ci sono molte squadre forti come Manchester United, Arsenal e Sporting, ma prima dobbiamo battere la Real Sociedad”.

Quanto aiuta avere un allenatore con così tanta esperienza internazionale?
“Ci aiuta molto, ha sempre giocato queste partite. Il nostro mister ha preparato questa partita molto bene, sapevamo ciò che poteva fare la Real Sociedad. È stata una vittoria di squadra”.

Non vuoi mica smettere.
“Non lo so, ora mi sento bene. Sono molto felice in campo. Vediamo, 3/4 anni”.

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Mourinho: “Vittoria frutto dello sforzo e dell’empatia del gruppo. Qualificazione aperta, arriva una settimana pericolosa…”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 2-0 sulla Real Sociedad:

La prestazione?
“La Real Sociedad ha avuto il controllo del pallone e ci ha creato dei pericoli. Il merito dei ragazzi è stata la loro organizzazione, è stato il loro sforzo, è stata la loro empatia in campo: sto in difficoltà, ho bisogno di te. Era molto difficile giocare contro un rombo, ma non era una cosa nuova per noi perché abbiamo affrontato Empoli e Salisburgo. Dovevamo avere una mentalità forte, soprattutto quando non si ha il controllo del pallone. Abbiamo controllato la partita ma, qualche volta, senza avere la palla. Il secondo gol può essere importante ed è arrivato in un momento in cui poi dovevamo solamente controllare”.

Quanto lavoro c’è dietro questa forza che si è creata all’Olimpico?
“È la squadra. Non conosco una squadra che non difende da squadra, puoi avere i migliori al mondo, ma se non difendi da squadra vai in difficoltà. Da Rui Patricio a Dybala hanno lavorato tutti, nessuno escluso. Il lavoro Dybala dal punto di vista difensivo dice tutto. Conosciamo i nostri limiti. Questo 2-0 è buono solo se non prendiamo 3 gol. Non dirò mai che è stato un ottimo risultato”.

L’azione del primo gol è splendida.
“L’ho vista ieri questa azione (ride, ndr). Abbiamo giocato con due quinti freschi e hanno fatto molto bene. El Shaarawy ha anche i gol nei piedi, aveva benzina per spingere. L’azione è stata preparata in allenamento. A me non piace giocare contro un rombo dal punto di vista difensivo, ma mi piace affrontarlo dal punto di vista offensivo. Nel secondo tempo ci è mancato un po’ il controllo del pallone, ci eravamo preparati con il possesso del pallone tra i nostri piedi. Questa settimana è pericolosa, accumuleremo stanchezza. Giocare contro Lazio, Juve o Milan è lo stesso per me. Dobbiamo andare poi in trasferta in Spagna e sarà difficile, senza pensare al derby”.

Hai messo El Shaarawy per sfruttare le ripartenze?
“Sì, era una scelta strategica, ma non è stato facile scegliere. Noi non abbiamo attaccanti in panchina, non c’è neanche Solbakken che non è in lista Uefa. Nel finale di partita mi sono ricordato che ieri il Bayern Monaco aveva Mané, Sané e Gnabry in panchina, a me ne basterebbe uno di loro (ride, ndr) per metterlo al posto di Dybala. Magari avremmo vinto con più gol di scarto. A volte El Shaarawy rimane in panchina perché ho bisogno di soluzioni offensive. È dura, ma i ragazzi sono fantastici. Ora c’è il Sassuolo, Dionisi sta a casa tranquillo a bere un’acqua frizzante (ride, ndr), ma ce la giocheremo”.

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Pinto: “Siamo tutti allineati per provare a vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di SKY SPORT prima di Roma-Real Sociedad:

Cosa ti rende più fiero di questa crescita della squadra?
“Il tempo è sempre molto importante per i progetti sportivi. Due settimane fa ho letto che Mourinho non ha perso in casa per 9 anni e questo è il riflesso della sua personalità, esperienza. Ogni giorno che passa è un tassello in più ed è merito del lavoro e della mentalità che ha portato a Roma”.

Che giocatore è Llorente e quanto conosce la squadra?
“Non è un mio acquisto, ma anche di Mourinho. La società fa le cose insieme. Llorente è diverso dagli altri, è forte tecnicamente e viene da un campionato importante. Arrivato qua ha trovato un reparto difensivo in forma e ovviamente doveva adattarsi. Oggi ha l’opportunità per fare vedere perché lo abbiamo preso”.

Forse siamo noi che esageriamo con le critiche?
“L’Italia è l’unico paese in cui se vai a vedere una partita di Serie C trovi 30mila persone. Voi avete come italiani una consapevolezza di aspetti tattici che magari in altri paesi non c’è. A voi piace discutere di tattica, ma quando fai 60 partite a stagione esistono vari momenti. Contro la Juventus ho letto tante cose, ma noi dovevamo vincere e abbiamo avuto l’atteggiamento giusto. Ieri il Milan ha fatto la partita che voleva fare e ha fatto risultato. A tutti piacerebbe giocare bene, ma non è così facile. Tutte le italiane stanno facendo bene i n Europa e ora speriamo di farla anche noi”.


PINTO A DAZN

“Questo tema della Champions lo interpretate come volete a seconda che parli io o Mourinho, il nostro obiettivo è vincere tutte le partite, lavoriamo per questo, non possiamo giocare le partite con la pressione o l’ossessione di andare in Champions, come se fosse questione di vita o di morte. Questa domanda è come Zaniolo lo scorso anno, tutte le volte che vengo qui mi fate questa domanda. Noi siamo tutti allineati come società, staff, allenatore e squadra per regalare grandi risultati alla nostra splendida tifoseria. Il nostro obiettivo è vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione”

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Dybala: “Io e Mou abbiamo la stessa voglia di vincere. Il mio futuro è a Roma: dobbiamo portarla a livello dei tifosi”

Paulo Dybala ha parlato ai microfoni di Radio Marca alla vigilia di Roma-Real Sociedad. Ecco le parole della Joya:

Sei campione del mondo. Come è cambiata la tua vita?
“Molte cose sono cambiate. Non è che ti alzi e dici: ‘Sono un campione’, ma, per un calciatore, aver vissuto tutto questo è qualcosa di unico e bellissimo”

A Roma stai vivendo una seconda giovinezza. Perché?
“Sì è così. Tutti mi hanno accolto in modo incredibile. La passione che c’è in questa città è molto forte, giochiamo sempre con uno stadio pieno ed è uno stadio molto grande. Mi hanno fatto sentire a casa fin dal primo giorno e questo mi ha aiutato a poter dare il massimo e cercare di mantenere la Roma al top”

(Quasi) ogni volta che segni o fai assist, la Roma non perde. Cosa ti dicono questi dati?
“Contribuire alla squadra è sempre bello. Siamo in una buona situazione, lottiamo per entrare in Champions League, e non è facile perché ci sono tanti grandi club. In Europa League non sarà facile ma siamo molto emozionati. Spero di poter contribuire affinché la squadra continui a vincere”

Pensi che ci sia una ‘dipendenza da Dybala’ nella Roma?
“No, no. Per avere numeri migliori ho bisogno che la squadra sia in buona forma. Questo non è merito solo di un giocatore. Siamo un gruppo unito che lotta per lo stesso sogno”

Mourinho è molto esigente, ma di te ha detto: ‘Con Paulo la musica è diversa’. Vi amate così tanto?
“Abbiamo una buona comunicazione per confrontarci, pensare, parlare con l’altro, per sapere cosa ne pensiamo. Che un allenatore così, che ha avuto tanti giocatori importanti e vinto tanto, dica questo di me mi fa piacere. Mou ci aiuta molto perché facilita le nostre partite”

Qual è stato il tuo primo approccio con lui?
“Prima di arrivare avevo già parlato al telefono con José. Mi è piaciuto il suo modo di comunicare e il suo modo di essere, per come affronta ogni allenamento e ogni partita. Quella chiamata mi convinse a venire alla Roma. Ho avuto l’opportunità di giocare con i migliori al mondo e ora ho la possibilità di stare con uno dei migliori allenatori. Ne sono stato attratto, è un vincente”
Hai quasi 500 partite e più di 150 goal. Mou in cosa ti ha reso migliore?
“Il suo modo di essere, il suo carattere, spesso ti aiuta a farti delle domande o ad affrontare ogni allenamento come una partita. Vede tutto come una finale, ogni partita. Al di là del rivale o della competizione, lo vive in un modo unico e mi identifico con questo. Anche io la vedo così. In questo, siamo molto simili e ci aiutiamo a vicenda”

Chi è il favorito contro la Real Sociedad?
“Siamo in una situazione molto simile: lotta tra le prime posizioni in campionato e nella stessa posizione in Europa League. Entrambe abbiamo giocatori importanti che possono fare la differenza. Solo una può passare e speriamo di essere noi”

Cosa ti piace la tua attenzione nella Real?
“Ho visto le ultime partite e hanno un modo di giocare molto bello. Mi piacciono le squadre che provano a giocare, che provano a fare le cose bene. Non credo che qualcuno avrebbe messo la Real Sociedad in questa posizione all’inizio del torneo. Hanno giocatori esperti, come David Silva, che rendono le cose molto facili in campo. È un giocatore che ammiro molto e sicuramente dovremo prenderci cura di lui. Imanol, l’allenatore, crea un gioco offensivo avendo la palla, con una pressione alta per recuperare. È un calcio che mi piace guardare”

Hai qualche giocatore spagnolo o della Liga come riferimento in questi anni?
“Guardo sempre la Liga perché penso che le squadre provino a giocare molto. Mi piacciono molto Gavi e Pedri, e ho sempre ammirato Iniesta. Mi piace molto quello stile di gioco. Poi ammiro Benzema per la qualità che ha, per come si muove in campo, e ultimamente Vinicius, che sta facendo le cose in maniera incredibile”

Sei un gioiello per la Roma, ma hai una clausola molto bassa. Cosa succederà la prossima estate?
“Sicuramente se ne parlerà più avanti. Il mio futuro è qui, nel portare la Roma al top e penso che possiamo farcela. Cosa succederà in futuro… non lo so, perché la cosa più importante adesso sono le partite”

Quanto è grande la Roma? Forse non è così conosciuta in Spagna…
“Forse chi non è venuto a vedere una partita qui non la apprezza. Ma lo consiglierei. Ci sono pochi posti dove si vive il calcio come si vive qui. In Sudamerica sicuramente ce ne sono tanti, ma in Europa no. È un vero spettacolo, i tifosi sono qualcosa di unico e se fosse per questo la Roma meriterebbe di salire sui gradini più alti. Ecco perché dobbiamo fare le cose per bene e portare la Roma allo stesso livello della sua gente”

Riesce a immaginare di vincere l’Europa League con la Roma?
“Sarebbe qualcosa di incredibile, immaginare la città che esploderebbe…Quasi come ha fatto Buenos Aires. Se lo meriterebbero e speriamo di potergli dare questa gioia”

Torniamo ai Mondiali. Come sono stati quei secondi quando sei andato a tirare il rigore nella finale contro la Francia?
“La prima cosa che mi è venuta in mente è non sbagliare, perché Coman aveva sbagliato il rigore prima del mio. Se lo avessi segnato, avrei dato molta fiducia alla squadra e l’energia sarebbe stata molto positiva. Già avevo preso la decisione di calciare al centro, dal momento in cui sapevo che avrei dovuto tirarlo. Ero molto concentrato e ho cercato di mantenere la calma. E la palla è entrata”

L’ha rivisto molte volte?
“Sì, ho visto tante volte i rigori e tutta la partita. Ogni volta che lo vedo mi viene la pelle d’oca. È un’emozione averlo vissuto, essere stato in quel momento per quello che significa per il nostro Paese, per la nostra gente, che ci ha sostenuto in modo incredibile. È stato molto emozionante”

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Mourinho: “Sorteggio sfortunato, difficile trovare punti deboli nella Real Sociedad. Abraham e Belotti sono al top”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Real Sociedad:

La Real Sociedad che avversario è? Cosa può fare la differenza in questa doppia sfida equilibrata?
“Loro sono un’ottima squadra, onestamente è difficile trovare punti deboli, Imanol è un bravissimo allenatore, sono molto organizzati in fase difensiva, è difficile fargli gol, sia sul piano offensivo. Poi hanno giocatori come è normale in Spagna molto bravi tecnicamente. Nella Liga essere 4 dietro quelle tre giganti lì è tanta roba. Non siamo stati fortunati nel sorteggio, ma quando sei in Europa League, principalmente in questa stagione dove è una competizione di super qualità, è difficile. Loro guardano a noi con lo stesso rispetto”

E’ una squadra che punta molto sul collettivo?
“Oyarzabal è molto bravo, ma sono molto più di lui. Dal punto di vista individuale hanno altri giocatori di altissimo livello, però la cosa più importante è come giocano difensivamente e poi sul piano offensivo non vivono solo della qualità dei singoli, ma anche di organizzazione. Possono cambiare sistema di gioco con facilità, dal rombo al 4-3-3 per dare grande mobilità. E’ una bellissima squadra, faccio loro i complimenti perchè conosco molto bene la Liga e le tre top sono squadre con un potenziale economico che non si può paragonare alle altre, c’è sempre una lotta grande per il 4 posto tra Betis, loro, Bilbao, Villarreal, sono sempre lì. La Real Sociedad sta sul podio dall’inizio, hanno vinto il girone europeo con lo United, hanno vinto ad Old Trafford, hanno giocato due partite di meno in Europa. Solo complimenti”

Abraham è indubbiamente cresciuto sotto tutti i punti di vista nel 2023, ma ancora non sembra l’Abraham dei 27 gol dello scorso anno. Secondo lei il vero Abraham era quello dello scorso anno e cosa gli manca per tornare al top?
“Per me c’è solo un Abraham che mi interessa, quello che gioca per la squadra, quello che era in panchina nell’ultima partita, che festeggiava il gol sotto la Curva, come se lo avesse segnato lui. Questo è il Tammy di cui abbiamo bisogno, capisco quello che dici, che può fare più gol e arrivare ai numeri dell’anno scorso, ma per noi è preminente il contributo per la squadra. E’ entrato e ha fatto bene per la squadra, sta bene come Belotti, tante volte o quasi sempre quello che fa un attaccante ha un rapporto connesso con la squadra, se non hanno giocato bene a Cremona è perchè la squadra ha fatto male. Quando sono entrati contro la Juve hanno fatto un bellissimo lavoro. Questo mi interessa principalmente. Gli è nato il primo figlio, è una settimana unica per lui, una gioia grande per lui, avrà una voglia grandissima di giocare e segnare, ma per me se loro due lavorano bene per la squadra è sufficiente”

Le ultime partite dimostrano che la Roma non riesce ad avere la stessa intensità quando si giocano tre partite a settimana, è successo con la Cremonese e poi con la Juve, ma anche in Coppa Italia etc. Teme che sia ancora possibile questa alternanza o ha lavorato nello specifico su questo aspetto per evitarlo? Si augura e spera di essere in panchina contro il Sassuolo domenica?
“Su domenica non mi aspetto niente e non parlo fino a che non arriva la sentenza definitiva. Quando sarà finita, non avrò problemi a parlarne, ma è corretto e morale rispettare il procedimento e aspettare tranquillo. Sul piano fisico penso che siamo in mani di grandissima qualità, abbiamo preparatore atletico e gente che lavora con lui di altissimo livello, anche il mio modo di lavorare con Salvatore e gli altri sul piano tecnico-tattico hanno sempre un obiettivo sul piano fisico, facciamo su questo un grandissimo lavoro. Il DNA dei singoli non puoi cambiarlo, ci sono giocatori che possono giocare ogni giorno, faccio un esempio: Zanetti poteva giocare 7 partite a settimana, altri invece soffrono di più. Il discorso è legato alla pressione mentale: giocare con la pressione di dover vincere a tutti i costi, incide sul nostro rendimento. Le ultime classifiche in campionato sono sesto, sesto, settimo etc. anche questo non aiuta, perchè questo è un tipo di classifica in cui stai su un piano di equilibrio dove finire con un punto in più o in meno, finire settimo, quinto o ottavo non vivi con la pressione del risultato, il corpo e la mente si abituano a questo andamento, alla tranquillità di non sentire la pressione. Penso che stiamo evolvendo sotto diversi aspetti. Abbiamo perso due volte con la Juve, due volte con Inter e Milan, quest’anno abbiamo vinto con la Juve, con l’Inter e pareggiate le altre. Su questo aspetto delle grandi partite la squadra è cresciuta abbastanza sul piano mentale. La continuità di sapere che in una settimana dobbiamo vincere 3 partite di fila facciamo ancora fatica”

Rendimento straordinario Dybala, come ha fatto a stimolarlo a tale livello?
“Il merito è di Paulo, dei suoi compagni, dei tifosi. Ha trovato qui un gruppo empatico, si sente l’amore dei tifosi. Cerco di aiutarlo nella gestione del suo fisico, è giovane ma ha avuto degli infortuni nel recente passato, è venuto qui con grandi motivazioni, anche visto il Mondiale, ha grande voglia e grandi motivazioni. E’ un grande calciatore e un ragazzo straordinario”

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Bove: “Mourinho è uno stimolo continuo, ti dà una carica eccezionale. Pellegrini grande capitano ed ispirazione”

Edoardo Bove, è stato intervistato da DAZN. Queste le dichiarazioni del giovane centrocampista giallorosso:

Roma-Juventus?
“È stata una partita molto complicata, abbiamo lottato su ogni pallone. Abbiamo avuto un grandissimo atteggiamento, i minuti finali sono stati concitati ma siamo stati contenti per la vittoria. Non dovevamo mollare fino alla fine, la Juventus aveva alzato il baricentro e siamo stati bravissimi a reggere e portare a casa il risultato. Questo tipo di partite si vince con i dettagli, con la forza del gruppo abbiamo portato a casa una grandissima vittoria”.

Com’è essere allenati da Mourinho?
“È un grandissimo stimolo, ti aiuta in un modo clamoroso sia come atteggiamento negli allenamenti che in altro. Posso solo ringraziarlo, io e tutti i giovani. L’atteggiamento è fondamentale nelle nostre partite, se caliamo mentalmente possiamo andare in difficoltà. Con la Juventus non è successo e abbiamo vinto”.

Lo stadio Olimpico?
“La partita con la Juventus è stata bella, c’è stata una bellissima coreografia inizialmente. È difficile da descrivere, ogni volta che vieni avvolto da questo amore”.

Il gol contro l’Hellas Verona dell’anno scorso?
“Lo rivedo spesso, penso che l’avrò rivisto cento volte”.

Quale giocatore in squadra arriva in ansia pre-derby?
“Più che ansia, parliamo di pressione positiva. Noi romani la trasmettiamo ai nuovi arrivati, Pellegrini è un esempio in questo. È una grandissima ispirazione per me, è una grandissima persona e calciatore”.

Com’è allenarsi con Dybala?
“È una cosa magnifica, è un grandissimo campione. Al di là delle sue doti, è una grandissima persona e ci tengo a sottolinearlo”.

Come ha vissuto Mourinho la situazione della sua squalifica?
“C’è un processo in corso, non me la sento di dire nulla”.

Averlo in panchina fa la differenza?
“Averlo è molto importante, ti dà una grandissima carica. È eccezionale”.

Gli elogi di Mourinho nei tuoi confronti?
“Mi ha dato del cane malato ma nell’accezione positiva del termine, posso solo ringraziarlo. Mi sta aiutando tanto in questo mio percorso, sono cresciuto molto e penso che debba crescere ancora di più”.

Quanto è complicato unire calcio e università?
“Gli allenamenti ti aiutano mentalmente anche nello studio, in generale se uno vuole fare una cosa il tempo per farlo lo trova sempre. Ho deciso di intraprendere questo percorso, mi impegno per farlo”.

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Mancini: “Grande risposta, vittoria voluta fortemente. Dobbiamo avere sempre questo atteggiamento”

Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 1-0 contro la Juventus:

Se ti avessero detto che il primo gol lo avresti fatto così?
“Non ci avrei creduto nemmeno io. È partita bene, sono contento”.

Eri incredulo quando la palla è entrata.
“Sì, perché a noi difensori non capita spesso. Ho visto la possibilità e ci ho provato. È andata bene”.

Oggi avete vinto questa partita con cattiveria e solidità.
“Dobbiamo capire che tutte le domeniche dobbiamo avere questo atteggiamento. Se molliamo un po’ succede come contro la Cremonese e ci dispiace perché potevamo avere qualche punto in più per errori nostri. Questa di oggi è stata una grande risposta, abbiamo meritato di vincere”.

Credi alla Champions?
“Con i se e con i ma non vado tanto d’accordo. Dobbiamo interpretare le partite sempre nello stesso modo. La Juventus ha preso qualche palo, ma fa parte del calcio. A livello di atteggiamento eravamo superiori, la volevamo di più”.

I tifosi ora si aspettano un gol di testa.
“Anche io. Oggi però ho segnato di piede, ma l’importante è vincere”.