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Caso Chiffi, deferito Mourinho: il tecnico potrebbe patteggiare e ricevere solo un’ammenda

José Mourinho è stato deferito questa mattina dal procuratore federale, Giuseppe Chinè, per le dichiarazioni nei confronti dell’arbitro Daniele Chiffi al termine di Monza-Roma. Lo rivela l’ANSA, che spiega come la notifica di avviso di chiusura indagine fosse arrivata già il giorno dopo la gara dell’U-Power Stadium, con l’accusa di “giudizi lesivi dell’arbitro Chiffi e del movimento arbitrale”. Lo Special One sarà ora giudicato dal Tribunale federale nazionale.

Come riferisce gazzetta.it Mourinho potrebbe patteggiare e ricevere dunque solo una forte ammenda.

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Lacrime Mourinho «Noi incredibili» – VIDEO

Mou nove Special nove come le finali europee della sua carriera, José si è pre.so ancora una volta la scena con una Roma che ha incarnato il suo spirito. Quello dello Special One.

Delle lacrime a fine partita, al triplice fischio del match, consacrano ulteriormente l’empatia di Mou con la Roma, i suoi giocatori e quei tifosi che non lo hanno mai lasciato solo in queste due stagioni.

Fonte: il Corriere dello Sport

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Per la Roma due finali europee in due anni, quattro nella storia

Con la gara di ieri, la Roma ha raggiunto l’ultimo atto di una grande competizione europea Uefa per la seconda stagione consecutiva. […] Come scrive la Gazzetta dello Sport, tante finali quante quelle disputate dai giallorossi in precedenza in tutta la loro storia in questi tornei: la Coppa dei Campioni 1983-84, con la finale persa all’ Olimpico contro il Liverpool, e la Coppa Uefa 1990-91, che vide l’ Inter vincere dopo andata e ritorno: 2-0 a San Siro, 1-0 per i giallorossi a Roma.

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Rassegna stampa

Moudapest! Roma, ancora Mourinho

Respirate forte, romanisti. E poi gridate con tutta l’emozione e la passione che avete in corpo.

È una notte da favola a Leverkusen. È un capolavoro. E felicità pura. E un altro trionfo di José Mourinho, che raggiunge l’ultimo scalino d’Europa per la sesta volta e ora porta i suoi ragazzi a Budapest.

Incredibile, impensabile, inimmaginabile quello che ha saputo costruire quest’uomo, in lacrime al fischio finale nonostante 26 titoli in bacheca, in soli due anni.

Basti pensare che due finali europee su cinque in tutta la storia del club dando il suo marchio. E magari, ricordando come andò a Tirana lo scorso anno e il 5 su 5 di Mourinho, c’è ancora qualcosa di meglio da vivere.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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Rassegna stampa

Roma d’acciaio: sei in finale

Dopo Tirana, Budapest! Trecentosettantotto giorni dopo aver eliminato il Leicester in semifinale di Conference League, la Roma di Mourinho concede il bis contro il Bayer Leverkusen, stavolta in Europa League: sarà finale contro il Siviglia. Un trionfo di tattica, sofferenza, sacrificio e cuore. Un cuore grande. immenso, che ha permesso ai giallo rossi di resistere all’inevitabile assalto dei tedeschi. Ma ridurre il match alla difesa del fortino non renderebbe merito ad una squadra e ad un allenatore che ancora una volta hanno saputo invertire ogni pronostico. Perché adesso è semplice, anche per i bookmakers dare la Roma favorita il prossimo 31 maggio contro gli andalusi. Ma il percorso è stato tortuoso, difficile, lungo 14 partite, 2 in più di quello che si pensava all’inizio. E invece ci sono voluti anche i playoff per eliminare il Salisburgo, poi la Real Sociedad, il Feyenoord, fino a ieri sera quando lo scaldo e toccato ai tedeschi di Xabi Alonso. Finale a anni che porta la firma di un signore di Setubal che ha cambiato la storia recente di un club non abituato alla vittoria.

[…] Come scrive il Messaggero, i minuti corrono, il Leverkusen alza i giri del motore: prima Frimpong lascia sul posto Zalewski ma è bravo Ibañez a chiudere. Poi tocca a Rui Patricio salvare su un rasoterra di Demirbay con Mancini che evita il tap-in di Azmoun. Si soffre, è inevitabile, ma sempre senza perdere la testa. Xabi Alonso fa allin con Adli per Bakker e Hlozek per Palacios: Mou replica con il rientrante Smalling., Ancora brividi per un tiro di Tah deviato da Matic e per una girata di Azmoun di poco a lato. Ma la Roma regge. E al fischio finale di Vincic, dopo gli interminabili 8 minuti di recupero, l’urlo dei 2000 tifosi alla Bayarena si unisce a quello di chi è rimasto in Italia. La Roma è in finale di Europa League.

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SOCIAL ROMA

Roma, la gioia nello spogliatoio: salti e canti giallorossi – VIDEO

Una serata di grandissima sofferenza, esplosa dopo 100 minuti di battaglia, nell’esultanza collettiva. Dalle lacrime di Mourinho, all’abbraccio con tutto il gruppo sotto il settore ospiti, poi i festeggiamenti inevitabili e doverosi negli spogliatoi, ripresi dall’account ufficiale della Roma sui social ma anche da Abraham, con questo video:

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SOCIAL ROMA

Festa Friedkin: “Un’altra finale, i ragazzi vanno a Budapest” – FOTO

La Roma conquista il pass per la finale di Budapest e arriva l’esultanza sui social anche dell’account ufficiale della famiglia Friedkin:

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Rassegna stampa

Mourinho con il cuore: “Penso ai tifosi, non sono l’egoista di una volta. Meritano la finale”

Avete mai sentito parlare del traffico tedesco? Se la risposta è no, significa che non siete mai capitati in Renania nell’ora di punta. Un inferno, di cantieri e autoveicoli. La Roma se ne è accorta sulla sua pelle alla vigilia della partita che può regalarle un risultato storico, cioè la seconda finale europea consecutiva. Atterrata in orario a Colonia, la squadra ha impiegato un’ora a raggiungere l’albergo.

Come scrive il Corriere dello Sport, Mourinho insomma non ha un motivo per perdere il buon umore, dopo aver perso tempo sull’autostrada, tanto più che sul più bello vede la panchina riempirsi: anche Smalling ed El Shaarawy, oltre a Dybala, possono dargli una mano in caso di necessità. “Sono tutti disponibili – precisa, accarezzando dolcemente il microfono – devo solo capire quanti minuti possano garantire. Questa partita è come un puzzle, ogni incastro va valutato bene“.

Di futuro non parla (“Conta solo il Bayer, il focus è qui”) nonostante le insistenti voci sul Psg, ma si concede una digressione etica: “La Roma gioca la partita numero 14 in Europa League e deve affrontare tre semifinaliste che hanno studiato i propri investimenti per partecipare alla Champions. Se portassimo a casa la coppa, il risultato avrebbe più valore per noi. Ma il pragmatismo dei numeri dice che abbiamo solo il 25 per cento di possibilità di festeggiare a Budapest. E il 50 per cento di andare in finale. È così che ragiono io“. Il vantaggio maturato all’andata è prezioso: “Ma dobbiamo rispettare il Leverkusen. L’ho spiegato alla squadra, siamo solo alla fine del primo tempo. E il secondo può essere molto lungo, perché esiste l’ipotesi di finire ai rigori o ai supplementari“.

Per Mourinho sarebbe la sesta finale in una coppa internazionale, non contando le supercoppe. Ma la sua attenzione è rivolta ad altro: “Spero tanto di poter arrivare a Budapest. Anche con il Porto riuscii a raggiungere due finali consecutive. Ma non mi interessa per la gloria personale: nel tempo sono diventato meno egoista. Lo vorrei per i nostri tifosi, che sono assolutamente straordinari. E per i miei ragazzi, un gruppo incredibile che ha saputo ottenere grandi risultati tra mille difficoltà“.

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Calciomercato

Mourinho-PSG, dalla Francia smentite: “Nessuna trattativa, non è il primo della lista”

MOURINHO-PSG – Il futuro di Mourinho è ancora avvolto nel mistero e nonostante l’allenatore anche oggi abbia dichiarato di non pensare a cosa avverrà nelle prossime settimane, continuano le speculazioni dall’estero sul suo possibile addio alla panchina giallorossa.

Come riporta Le Parisien, per quanto riguarda il filone parigino, nonostante come noto il PSG sia alla ricerca di un nuovo allenatore, lo Special One non è l’obiettivo principale. Inoltre non è stata avviata alcuna trattativa concreta tra l’agente di Mourinho, Jorge Mendes , e il direttore sportivo del PSG, Luis Campos . (leparisien.fr) 

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Interviste

Mourinho: “Voglio la finale per i tifosi e i ragazzi. Dybala, Smalling ed El Sha disponibili”

Le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa dalla BayArena alla vigilia di Bayer Leverkusen-Roma:

Come stanno gli infortunati?
“Solo Karsdorp e Llorente e Darboe non sono a disposizione, gli altri ci sono”

La vittoria o meno dell’Europa League può condizionare il suo futuro?
“No non voglio parlare di queste cose, c’è una partita da giocare domani che non è neanche la finale, è la semifinale, il focus è sulla partita di domani e niente più. Non sto neanche pensando alla finale, e molto meno al mio futuro”

Rispetto alle altre 5 volte che ha raggiunto una finale europea, cosa c’è di diverso in questa occasione? E’ speciale arrivarci con la Roma?
“Il presente è il più importante, il passato è passato, il futuro non lo conosciamo, mi è successo col Porto di giocare due finali europee consecutive, ovviamente voglio arrivarci tanto a questa seconda finale, non tanto per me che ormai sono diventato un allenatore diverso, che pensa più agli altri che a se stesso. Per i ragazzi, per i tifosi, vorrei tanto arrivarci. I tifosi perchè sono assolutamente straordinari, i ragazzi perchè sono un gruppo incredibile, stanno dando tutto, nonostante tanti momenti di difficoltà, con gente che è andata oltre i propri limiti e questi ragazzi meritano tanto, però nel calcio nessuno ti regala niente e ovviamente dobbiamo fare una partita straordinaria per arrivare in finale”.

Dybala e Smalling possono giocare insieme dal 1 minuto?
“La questione è quanto tempo possono giocare, non per gli infortuni, ma per il timing effettivo. Smalling non gioca da diverso tempo, Paulo non ha giocato più di 30 minuti nelle ultime. Chris si allena da tre settimane ma non con la squadra, Paulo si allena di meno, dobbiamo pensare al loro potenziale minutaggio nella gestione della gara, pensando a quello che è meglio per il puzzle della partita. Loro due, oltre a El Shaarawy e Wijnaldum che ha giocato una sessantina di minuti a Bologna, sono tutti a disposizione”

Hai detto che non sei scaramantico, dopo le semifinali di andata danno la Roma favorita per la vittoria finale del torneo, è la prima volta che accade. Avete questo pensiero? Di poter andare a vincere questo titolo? La partita di domani è la prosecuzione della partita d’andata dopo il vantaggio?
“Scaramantico zero, bookmakers zero, sentirmi favorito zero. Quello che dico da 20 anni è che quando si arriva in semifinale ci sono 25% di possibilità di vincere la competizione e 50% di possibilità di arrivare in semifinale. Questo vuol dire trasformare la scaramanzia in pragmatismo dei numeri. La partita di domani non lo so che direzione prenderà, è difficile da dire, quello che vogliamo fare è arrivare in finale. Sicuramente c’è tanto da giocare, è ancora lunghissima, il risultato della prima partita 1-0 significa che non basta un gol nostro o loro in assoluto, è lunga da giocare”

In passato ha parlato di squali, riferendosi alle retrocesse dalla Champions, delle quattro semifinalisti l’unica che non è retrocessa è la Roma. Avreste più diritto di vincerla voi questa coppa?
“Se io non avessi l’ambizione di cercare di vincere, sarebbe stato facile dire che avremmo già vinto l’Europa League, visto che siamo rimasti gli unici della competizione originaria. Ma questa è teoria, nella pratica c’è una Coppa da provare a vincere e ci proveremo. Rispetto il Bayer come squadra, ha il potenziale per vincere, l’esperienza ci fa pensare e dire che 1-0 per noi è all’intervallo, manca un secondo tempo da giocare. Ha sicuramente più valore in assoluto una squadra che gioca 14 turni in Europa League ed è costruita per giocare questa competizione rispetto a chi investe per giocare la Champions. Però è anche la bellezza di questa coppa, affrontare squadre con diverso potenziale. Abbiamo giocato un girone difficile, con un Betis durissimo, poi play-off con una squadra di Champions, poi la Real Sociedad già qualificata per la Champions dell’anno prossimo, il Feyenoord già campione d’Olanda, il percorso è stato molto duro. L’importante è la partita di domani”

Tutte le grandi prestazioni fatte dalla Roma in Europa le ha fatte con il ritorno all’Olimpico. Quanto cambia per voi non avere la spinta dell’Olimpico?
“A San Sebastian non abbiamo segnato, però ci siamo qualificati, non ci serviva segnare Ovviamente meglio giocare in assoluto con i nostri tifosi in casa, rispetto a fuori casa, ma è normale. La prima partita in casa col Bayer era mentalmente difficile per noi, perchè sapevamo i loro punti di forza, con il peso di dover provare a vincere, è stato molto difficile, ora vediamo domani, speriamo di vincerla e andare in finale”