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Interviste

Mourinho: “Merito dei ragazzi per voglia, empatia e senso di responsabilità. Bove? Pensiero superiore”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 1-0 sul Bayer Leverkusen:

Come fa in notti come queste a tirare sempre fuori il massimo dalla squadra?
“Merito dei ragazzi, hanno questa mentalità, voglia, empatia, senso di responsabilità per fare felici i tifosi. L’emozione della gente ti fa sentire dentro, anche a me che ho vissuto molte partite. Non è stata una partita facile, è difficile giocare contro loro e rimanere concentrati per 90 minuti. Loro possono ammazzarti quando perdi palla, i ragazzi sono riusciti a vincere questo primo tempo”.

Quanto c’è di Mourinho nella crescita di Bove?
“C’è più dei genitori che di me. È un ragazzo educato, con formazione intellettuale, un professionista che sembra che ha 30 anni. È cresciuto piano piano, l’anno scorso entrava a 5 minuti dalla fine, quest’anno a 20/30 minuti e a giocare anche titolare. È cresciuto anche nel controllo del gioco dal punto di vista emotivo. Io ho fatto solo il mio lavoro, che è aiutare i giocatori a crescere. Per essere un ragazzo come lui avrà sicuramente una famiglia di altissimo livello”.

Dybala e Wijnaldum?
“È dura. La paura di farsi male e la necessità di averli come opzione… è veramente dura. Hanno giocato questo spezzone, non ho parlato con loro ma senza qualche problema grave vedremo se potranno giocare più minuti”.

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MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

La partita è venuta fuori come l’avevi immaginata?

“Sì. Le semifinali non sono mai facili. Pensare a un risultato più grande è impossibile, perché le squadre sono molto equilibrate. Non abbiamo concesso tanto, abbiamo controllato bene le loro uscite in contropiede. Abbiamo fatto un gol che ci dà un piccolo vantaggio e basta”.

La Roma è tarata sull’Europa League?
“Noi siamo consapevoli di quello che siamo, della nostra forza, dei nostri problemi: oggi ancora di più con tanti infortuni o metà infortunati come Dybala e Wijnaldum. E’ importante mettere in campo tutto questo: la nostra è emozione controllata. I giocatori in campo vogliono dare tutto l’amore che prendono dai tifosi. Ma negli ultimi giorni ho detto a tutti di stare attenti. Il controllo emozionale ti dà equilibrio e controllo tattico. Abbiamo vinto un primo tempo contro una squadra molto brava, ma anche noi abbiamo fatto una buona partita”.

Quanto possono giocare Wijnaldum, Smalling e Dybala?
“In questo momento non penso che Smalling possa giocare giovedì prossimo. Sta lavorando bene e sta dando il massimo, ma ho i miei dubbi per il ritorno. Dybala è al controllo antidoping e non ci ho parlato, spero abbiano avuto sensazioni positive. Se è così domenica giocheranno più minuti e giovedì prossimo ancora di più. Magari anche El Shaarawy è nei limiti per poter aiutare giovedì. Mancini, Ibanez, Cristante, Pellegrini sono la base. Tutti gli altri ogni minuto che giocano ci aiuteranno”

Su Serra:
“Per me il futuro di Serra non mi dice niente. Se smette di essere arbitro o diventa top per me è indifferente. Situazione con Serra è finita lì”

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Rassegna stampa

Mou: «Voglio la finalissima anche se abbiamo problemi»

Tutto in una notte, anzi due. Inizia alle 21 il primo tempo della partita dell’anno per la Roma di Mourinho. Un bivio senza appello. Da una parte Budapest, la finale di Europa League. Il Paradiso. Dall’altra l’Inferno di una stagione senza trofei e senza Champions. L’avversario è il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso, il teatro il solito Olimpico tutto esaurito. Mou ci arriva a fiato corto ma con un gruppo “compattissimo” e con Dybala. «Paulo titolare? Non lo so. In questo momento la sensazione è no. Non voglio però che si dica che io sono bugiardo, dico che penso di no». Pretattica? Forse. Ma Mou potrebbe partire con la coppia Belotti-Abraham per impedire la costruzione dal basso del Bayer.

Come scrive Leggo, il tecnico punterà forte su questa semifinale trascurando il campionato: «Quando abbiamo problemi, non abbiamo una rosa. Quando non abbiamo problemi e siamo tutti al top, giocando una partita a settimana, abbiamo qualità – spiega lo Special One – non abbiamo 25 giocatori uguali. Se fossimo usciti prima dall’Europa ora saremmo secondi o terzi in classifica, ma preferisco così. Non c’è un’accusa alla società, non c’è nessun problema, l’unico problema è che hai visto l’Inter che ha giocato con Lukaku e Correa titolari e oggi giocano Dzeko e Lautaro. Io non posso farlo. Siamo vittime del bene che i calciatori hanno fatto in stagione. Possiamo vincere o no, andare in finale o no. Qualcuno dirà che se non andiamo in finale non è una stagione buona, al di là dei risultati per me è una stagione fantastica».

E la prossima? Mou si limita a smentire il Psg: «Mi hanno cercato? Allora non mi hanno trovato. Io non ho parlato con nessuno». Stasera riabbraccerà Alonso: «Ho avuto sempre un rapporto fantastico con Xabi sia da allenatore sia da giocatore. Di sicuro il suo Bayer Leverkusen è la squadra che ho visto giocare meglio in contropiede in Europa quest’anno». Decisamente meno amichevole l’approccio dei giocatori tedeschi. Vedi il centrocampista Andrich: «Mourinho prova sempre a fare uno show. So già come giocherà la Roma». Beato lui. Perchè i dubbi sono comunque tanti. A destra Celik è preferito su Zalewski, possibile la staffetta tra Dybala e Wijnaldum. In panchina, ma solo da tifosi, El Shaarawy e Smalling. “Chris giocherà l’eventuale finale, ma potrebbe anche accadere qualcosa di imprevedibile”, ha chiosato Mourinho.

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Interviste

Mourinho: “Dybala titolare? Ad oggi no. PSG? Non hanno mai parlato con me”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:

Un altro avversario sceso dalla Champions?
“Sì è il secondo dopo il Salisburgo, l’Europa League è così, una competizione che si complica perchè arrivano altre squadre dalla Champions, uno status diverso. Abbiamo fatto già 12 partite, manca questo ostacolo. Anche con tutti i problemi che abbiamo non regaleremo la partita al Bayer, metteremo tutto quello che abbiamo in campo tra qualità e voglia, cercando di centrare un risultato utile in vista della seconda partita che ci possa portare in finale”

Voeller ha detto che uno dei vantaggi del Bayer è giocare in un campionato da 18 squadre e non 20. Dybala gioca dall’inizio domani?
“Mi sono dimenticato di dire una cosa, prima della risposta alle tue domande. Si è scritto che all’intervallo della partita della Primavera io sarei andato nello spogliatoio, che ho cambiato la partita, che ho motivato i ragazzi. E’ una vera bugia, è una mancanza di rispetto per gli allenatori della Primavera. Io sono andato negli spogliatoi, l’allenatore in seconda perchè Guidi era squalificato, ha fatto il suo lavoro, io sono stato lì a sentire, non ho detto una sola parola ai ragazzi, hanno vinto per merito loro. Mi dispiace questa cosa, perchè dal punto di vista etico sarebbe l’ultima cosa che farei, entrare in uno spogliatoio e mancare di rispetto al lavoro di un collega. Dybala? Non lo so, vediamo domani, la mia sensazione oggi è no. Però non voglio che domani lui gioca e tu dici che sono un bugiardone. Ti dico ‘penso di no’, non no assoluto. Quello che dice Voeller, se sei o no d’accordo, lo rispetti, un grandissimo giocatore e un grandissimo uomo del calcio, ha grandissima esperienza. Ritengo non sia lontano dalla verità, un campionato a 18 o 20 qualcosa cambia, sicuramente su tutto in Germania loro hanno pensato alla possibilità di una squadra tedesca che sta in semifinale di una competizione europea e la settimana prima della semifinale non ha giocato. In Italia nessuno si è fidato delle squadre italiane, ora siamo 5 squadre e abbiamo giocato partite a metà settimana, che non ci hanno permesso di anticipare al venerdì. Questo ora pesa, un giorno in più o meno per riposare, fa differenza. Il Bayer ha tantissime opzioni, ad esempio Hudson e Schick sono infortunati, ma per loro non è un problema. Noi ogni giocatore che si infortuna è un problema per noi, arriviamo a questa semifinale non al massimo del nostro potenziale. Però domani sarà il primo tempo, vediamo se a Leverkusen potremo avere qualche giocatore in più. Andiamo con tutto: se vinciamo andiamo in finale, se perdiamo avremo dato tutto”

Garibaldi disse al Re, anche se non voleva farlo, ‘obbedisco’. Lei parla di una rosa giustamente falcidiata, ma è tutta la stagione che parla di questa rosa che non è all’altezza delle tre competizioni. Ma a Trigoria vi parlate, perchè dall’altra parte Pinto disse che la rosa era adeguata. Qual è la realtà? C’è questa comunicazione?
“La squadra senza problemi ha la qualità sufficiente per fare tutto quello che stava facendo, era stare 2-3 o 4 in campionato a un punto, due punti, superando i turni in Europa League. Ogni volta che mi chiedevate gli obiettivi, anche nei momenti senza infortuni e squalifica, dicevo sempre lo stesso: dipende. Noi quando abbiamo problemi non abbiamo rosa. Quando non abbiamo problemi e siamo tutti insieme al top, principalmente quando giochiamo una partita a settimana, abbiamo qualità nella rosa. Non abbiamo 25 giocatori uguali, dove se Smalling è infortunato giocato Antonio o Tonino, non abbiamo questo qua. Non mi sembra di non essere d’accordo”

Ma in una stagione ci sono infortuni?
“Certo ma ci sono anche situazioni limite, come Solbakken che non è potuto entrare nella lista UEFA per i limiti del FFP, non è una colpa nostra. Dzeko e Lautaro giocano oggi, sabato hanno giocato Lukaku-Correa. Io non posso farlo, tu devi avere una stagione perfettissima, senza squalifiche e infortuni, ma questo non esiste. Per questo anche quando eravamo tutti, con Dybala che segnava e Smalling giocava da Dio, con esperienza dicevo tranquilli, calma, ma non era la voce della critica, ma dell’esperienza. Io sabato avevo Missori, Faticanti, Cherubini etc, non è una critica ma la realtà. Se noi siamo fuori dalla competizione europea a dicembre, oggi saremmo secondi o terzi. Non avremmo avuto infortuni e stanchezze. Se noi siamo 8-9, avrei messo tutto sull’Europa e oggi saremmo in una situazione migliore. Noi siamo vittima di quanto di buono hanno fatto i ragazzi durante la stagione, ora possiamo andare in finale o no, possiamo vincere o no, chiaramente agli occhi di commenta se non arrivi in fondo, la stagione non è buona, io dico ai ragazzi che al di là dei risultati la stagione è fantastica”

Ha preparato la partita sulla grande compattezza di gruppo. Come ha visto i ragazzi?
“Prontissimi, il mio problema domani è che ne posso portare 12, i giocatori mi chiedono di andare in panchina, Smalling, Karsdorp, El Shaarawy vogliono andare in panchina. Vedo tutti preparati dal punto di vista emozionale a tal punto che oggi non faremo ritiro. Abbiamo fatto il nostro lavoro, allenandoci tatticamente ieri ed oggi, abbiamo fatto la riunione tecnica, domani decideremo chi gioca, siamo preparatissimi. Per questo dico: o usciamo o andiamo in finale, ma daremo tutto”.

Le partite col Bayer sono le partite chiave della stagione? Quelle di campionato solo per tentare un miracolo?
“Certo. Qualcuno sarà veramente contento, più di qualcuno”

Xabi Alonso?
“Mi fa piacere rivederlo, non lo vedo da tanti anni, ho avuto un grandissimo rapporto con lui, qualcosa in più di allenatore-giocatore, mi farà piacere stare con lui prima della partita. Giocare contro Xabi o Simone non cambia niente. Xabi è stato allenato da Benitez, Ancelotti, da me, Guardiola. Puoi prendere qualcosa o nulla da ogni allenatore, è normale. Il suo Bayer Leverkusen è la squadra che ho visto quest’anno giocare in Europa meglio in contropiede. Se a lui piace un gioco diverso, è un’altra cosa, ma dimostra una qualità importante in un allenatore: il pragmatismo per giocare nel modo più adatto alle qualità dei suoi giocatori. Ha 4-5 giocatori che potrebbero fare i 100 metri contro Jacobs, difende bene e riparte, è impossibile quasi

Smalling?
“Sta perfetto per andare domani in panchina (ride ndr). Per il ritorno vediamo, però non è che mi aspetto lui nelle prossime 2-3 partite. Magari succede qualcosa di inaspettabile, però se andiamo a Budapest magari sarà con noi”


Queste invece le parole a Sky Sport:

Che partita si aspetta?
“Il Bayer Leverkusen è una delle più forti d’Europa in contropiede, è facile da dire. È una squadra da contropiede. Sono pericolosissimi in questa fase del gioco. Difendono, aspettano che l’avversario perda palla e poi sono difficili da fermare, perché hanno giocatori veloci. È una squadra top in questa fase”.

Come si affronta questa squadra?
“Intimidazione? Non la vedo così. Col Salisburgo siamo entrati in campo 0-1, stessa cosa contro il Feyenoord. Domani inizia 0-0, abbiamo l’esperienza sufficiente per non essere troppo emozionati per il fatto di essere in semifinale, non essere troppo fissati sul fatto che è la prima partita e che si gioca in casa. Se domani facciamo una partita equilibrata e un risultato equilibrato sono felice”.

Quanti minuti hanno Dybala e Wijnaldum? Possono partire titolari?
“Difficile. Non voglio dire impossibile, ma difficile. La prima cosa è sapere se possono giocare, domattina vediamo. Decidiamo se dall’inizio o se dopo. Loro stanno facendo tutto il possibile per recuperare, noi prepariamo la partita con e senza di loro”.

Come vede il gruppo?
“Un gruppo felice, anche con tutti questi problemi. Consapevole che sta facendo una stagione nei suoi limiti, che sa che gioca una semifinale europea, che è sempre un momento importante, che può diventare storico, dipende se andremo in finale. Essere in semifinale dopo tutto questo percorso, vedo il gruppo tranquillo e felice, così ho deciso che possono rimanere a casa e tornare domani per la partita”.

Ogni giorno arrivano notizie sul PSG.
“Se mi cercano non mi hanno trovato, non hanno parlato con me”.

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NEWS

Roma-Leverkusen a Oliver: i contrasti con Mourinho e la statistica ‘sfortunata’ dei rigori subiti – VIDEO

MOURINHO OLIVER – NEWS RS (di Francesco Oddo Casano) Designati gli arbitri per le semifinali di Europa League. Per la sfida tra Roma e Bayer Leverkusen Rosetti ha scelto il fischietto britannico Michael Oliver. Gli assistenti saranno Stuart Burt e Lee Betts, il IV Uomo Craig Pawson. Stuart Attwell al VAR, mentre l’AVAR sarà affidato a Chris Kavanagh. Nessun precedente tra il direttore di gara inglese e la Roma. Tre vittorie in altrettanti precedenti con i tedeschi.

Curiosi i precedenti con Josè Mourinho che più di una volta si è lamentato in passato dei suoi arbitraggi. In occasione di Manchester United-Tottenham, in maniera sarcastica il tecnico giallorosso disse: “Ha commesso un errore Oliver – relativo ad un rigore concesso ai Red Devils – ma probabilmente era stanco, ha arbitrato anche nelle coppe europee. In generale non sono fortunato con lui, non so quanti rigori contro mi ha fischiato sin dai tempi del Chelsea. Non sono fortunato, ma è bravo”.

La lamentale di Mourinho fu studiata anche a livello statistico: secondo i dati raccolti da Sportsmail, Oliver ha concesso una media di un rigore ogni 3,5 partite contro le squadre di Mourinho, molto più di qualsiasi altro arbitro nella massima serie inglese.

Quando era il tecnico dello United, al termine della stagione, con tanti infortuni – come sta accadendo anche ora a Roma – Mourinho sempre con tono sarcastico ringraziò pubblicamente Oliver per aver condizionato con una serie di errori e un’espulsione a suo dire inesistente, il match di marzo di FA Cup contro il Chelsea, alleggerendo così il calendario finale dello United: “Ripeto lo stesso, grazie Michael Oliver perchè grazie a lui siamo fuori dall’FA Cup oggi. Se fossimo andati in semifinale, vista la situazione attuale, sarebbe stato un disastro totale”. 

Oliver fu protagonista anche del contestatissimo rigore assegnato al Real Madrid in una sfida di Champions di qualche stagione fa, che portò i madridisti a segnare nel finale il gol dell’1-3 contro i bianconeri e a passare il turno. Buffon impazzì letteralmente al termine del match, guadagnandosi anche una squalifica europea.

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Calciomercato

Il Psg su Mourinho e la Roma ‘ripensa’ a Conte

CONTE MOURINHO ROMA – Il matrimonio fra José Mourinho e la Roma sembra davvero ai titoli di coda. Le quote, infatti, cominciano a essere basse, mentre nella pancia di Trigoria e dell’Eur – le sedi del club – nonostante la famiglia Friedkin predichi sempre riservatezza, si sentono rumori di sciabole. Tutto fatto, quindi? Non proprio. Ieri dalla Francia sono lievitate le notizie che vogliono lo Special One candidato alla panchina del Psg, forse come unica cura alla incapacità dello squadrone di vincere in Champions.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, si è parlato infatti di un incontro fra Luis Campos, plenipotenziario del mercato per il club, con gli emissari di Mendes, storico manager dell’allenatore, per creare una “connection” portoghese in grado di far sognare i tifosi. Impressioni? I giochi non sono ancora fatti.

Il fatto che il mercato della Roma sarà limitato dal fair play finanziario fino al 2027 non lascia molto margine a ipotesi di grandi investimento anche nella prossima stagione, l’ultima del contratto di José. Ma anche su questo il portoghese è stato esplicito: “Nel calcio i contratti valgono quello che valgono“.

Come dire, resto solo se cono convinto. In ogni caso, Mourinho ha un ingaggio non banale da 8 milioni a stagione e, al momento, nessuna offerta già pronta. Quindi la permanenza non è da escludere, anche se il club segue già degli allenatori che, pur con profili diversi, possano dare garanzie. I nomi? Antonio Conte, Roberto De Zerbi, Thiago Motta e Ruben Amorim, ma occhio ai colpi di scena. Ma una cosa è certa, l’eredità Mourinho, per tutti, sarebbe di difficile gestione.

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Calciomercato

La Roma corteggia N’Dicka e Mou incontra gli agenti – FOTO

L’anello debole della Roma. al momento, è la retroguardia, viste le assenze di Karsdorp, Smalling, Llorente e Kumbulla. E se Cristante – costretto a inventarsi difensore – se la sta cavando bene, è il rendimento di Celik e Ibanez che preoccupa.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, sarà per questo tre giorni fa Mourinho ha accettato di farsi fotografare con Khiat Samir e Bouba Skey Traore, della Ams Talent Consulting, agenti del difensore N’Dicka, da tempo nel mirino della Roma per la prossima stagione, visto che sarà svincolato dall’Eintracht. La scritta? “lavori in corso”.

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NEWS

Mourinho, possibile stangata della giustizia sportiva per le dichiarazioni di Monza

MOURINHO GIUSTIZIA SPORTIVA – Roma-Bayer Leverkusen potrebbe essere l’ultima partita in panchina all’Olimpico per Josè Mourinho. Almeno per questa stagione, salvo che non decida come in parecchi ventilano da giorni di lasciare ad un anno dalla scadenza il club capitolino.

Come riferisce repubblica.it infatti, sulla testa dello Special One pende il rischio di una lunga squalifica per la vicenda del microfono nascosto addosso durante la partita con il Monza. Nel finale di gara contro la squadra brianzola, il tecnico aveva affermato in conferenza stampa di aver indossato a sua tutela – dopo il precedente di Cremona con Serra – un microfono e di aver registrato ogni conversazione dall’inizio alla fine della partita.

Il Procuratore Chiné per via delle sue dichiarazioni anche contro Chiffi, ha aperto un’inchiesta federale e l’ipotesi di condanna sportiva è legata alle dichiarazioni lesive nei confronti del fischietto di gara e del sistema arbitrale, per violazione dell’art. 4.1 e 23 del codice di giustizia sportiva. In settimana prevista l’audizione del tecnico, che rischia una stangata anche perchè recidivo.

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GIOVANILI

Primavera, Mourinho decisivo anche con i ragazzi: discorso motivazionale e rimonta sui viola

MOURINHO PRIMAVERA – Mourinho factotum. Il tecnico giallorosso due giorni fa si è detto ‘stanco’ di dover fare praticamente tutto lui nell’ambito sportivo della Roma, ma anche affermato che la sua qualità è quella di rigenerarsi per ripartire. Ieri al Tre Fontane ha seguito con la consueta attenzione il match vinto in rimonta dai ragazzi di Guidi contro la Fiorentina e all’intervallo ha deciso di scendere negli spogliatoi per motivare i giovani della Primavera.

Il retroscena è stato svelato questa mattina dal Corriere dello Sport: come accordato con il tecnico della Primavera – lo Special One ha deciso di parlare ai ragazzi dopo un primo tempo deludente e sotto di una rete: «Vorrei vedere più intensità e ritmo, siate più aggressivi perché la difesa della Fiorentina è debole e potete superarla. Sarà un secondo tempo diverso, credo nella vittoria».

Trigoria 16.3.2022 Allenamenti Roma Nella foto: Josè Mourinho (Foto Gino Mancini)

Il discorso di Mourinho alla Primavera, ha dato forza ai ragazzi, è stato con loro per incoraggiarli e motivarli in una partita importantissima per il campionato Primavera, contro una squadra di qualità come la viola. Poi però Mou – sempre attento ai giovani, dalla crescita di Bove e Zalewski agli esordi di otto ragazzi – ha rimproverato anche Keramitsis, spesso in prima squadra negli allenamenti, per aver sbagliato i tacchetti e aver messo quelli di gomma che lo hanno fatto scivolare sul gol siglato dagli ospiti.

Alla fine dell’intervallo Mou ha voluto seguire la partita nella zona dietro la porta della Fiorentina. Nonostante il caldo non si è riparato dal sole ma ha osservato i ragazzi insieme a Nuno Santos rimontare e vincere la gara: durante la partita non ha parlato – ci ha pensato Guidi dalla tribuna – ma ha solamente applaudito i gol di Pagano e Padula, centravanti in crisi e che si è sbloccato sotto lo sguardo del portoghese siglando il suo primo gol stagionale.

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I malumori di Mou agitano la Roma: in caso di addio occhi su Thiago Motta, Schmidt e Amorim

Come da promessa, ieri era al Tre Fontane, a guardare gli altri «bambini». Mourinho potrà piacere o meno, ma su una cosa non si può discutere: fino a quando resterà a Roma, lo farà con tutto se stesso. Il problema che si porta dietro è quel «quando» che per molti, ormai anche tra i tifosi, ha una deadline ben precisa: fine stagione. E questo, nonostante abbia un altro anno di contratto. (…) Da fine gennaio, nelle poche volte in cui lo Special One ha accettato di parlare, i suoi messaggi sono stati sempre chiari e vertono intorno a tre concetti: 1) la rosa è inadeguata per competere con le altre big per la Champions 2) nelle lotte extracampo sono solo, non supportato dalla società 3) ho bisogno di parlare con la proprietà, farlo a giugno è tardi.

Come scrive il Messaggero di quello che pensa lo Special, aldilà del futuro da scegliere, si sa abbastanza. Poco, invece, di ciò che pensa il club. Di certo, il silenzio seguito al j’accuse arbitrale post-Monza di José, che si somma a quello relativo al famoso incontro, non depone a favore di un futuro insieme. Ufficialmente per i Friedkin il problema non si pone: c’è un contratto sino al 2024, fine dei discorsi.

(…) E se a dicembre, quando Mou sembrava ad un passo dall’accettare la panchina del Portogallo, a Trigoria erano stati avviati dei contatti con Thiago Motta (ora al Bologna), adesso lo scenario è più ampio. Perché anche in questo caso, bisogna capire chi avrà l’ultima parola. Se i Friedkin demanderanno la scelta a Pinto, loro frontman a livello calcistico, oltre all’italobrasiliano, potrebbero entrare in corsa profili alla Schmidt (Benfica) o alla Amorim (Sporting ). Tradotto: allenatori che hanno maturato un’espe-rienza internazionale ma capaci di lavorare con i giovani e più aziendalisti.

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Rassegna stampa

Belotti, un anno a secco: digiuno incredibile per uno da 106 gol in A

Chissà se sarà servito a consolarlo quell’abbraccio di Mourinho, che l’ha stretto a sé per parecchi secondi stampandogli anche un bacio in testa. Belotti stava uscendo dal campo (sostituito da Abraham) subito dopo il raddoppio dell’Inter, rimuginando sul suo incredibile digiuno: un anno senza gol in campionato, 30 partite e 1.072 minuti giocati dopo la tripletta del 1° maggio 2022 in Empoli-Torino.

Come scrive il Corriere dello Sport, con la Roma ne ha disputate 27 ricavandone solo 16 tiri (di cui 7 nello specchio) e un palo su rigore proprio contro il suo vecchio Toro. Numeri da non credere per un centravanti che con 106 reti è nella top 80 all time e che non era mai rimasto a secco per più di 16 partite da quando, tra febbraio e maggio 2015, era al debutto in sewrie A.

Uno “zero” che non è mai apparso in 11 campionati nella casella di Belotti, neanche nel primo giocato a 18 anni nell’Albinoleffe in serie B, quando segnò 2 gol contro Livorno (al debutto) e Juve Stabia.

Mancano 4 giornate per cancellare questa macchia ma prima c’è l’Europa dove le cose vanno meglio: non solo in carriera, con 9 reti in 17 partite, ma anche alla Roma, perché in Europa League ha già colpito HJK, Betis e Salisburgo