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Mancini: “Il nuovo ruolo mi ha responsabilizzato”

Gianluca Mancini ha parlato in conferenza stampa dopo Roma-Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

Se ti avessero detto a fine 2024 che a 90 minuti dalla fine la Roma sarebbe stata in corsa per la Champions cosa avresti pensato?

“Vuoi la verità o una burla? A parte gli scherzi, il percorso da dopo il derby a oggi è stato qualcosa di unico. Perché 23 punti all’andata erano davvero pochi, ma noi ci siamo sempre detti di pensare partita per partita, lo giuro. Abbiamo cercato di pensare domenica per domenica, il mister è stato molto bravo a girare tanti calciatori, a farci recuperare le forze.
Poi l’ultimo periodo, quando vincevi e non perdevi guardavi la classifica e dicevi
‘proviamoci’. Arrivare a 90 minuti così vicini è unico, siamo orgogliosi”.

Che valori lascia Ranieri?

“Il gruppo è stato sempre unito dall’inizio dell’anno. Sapete tutti da settembre a novembre che periodo abbiamo passato, ma il gruppo non si è mai disunito, mai una discussione, mai nervosismo, sempre uniti per fare risultato. Poi nel calcio ci vogliono tante cose per vincere le partite. Il mister ha trovato un gruppo davvero sano e unito, ci ha messo tanto tanto del suo, negli allenamenti, nel farci stare sereni. Andavamo a Trigoria col mal di stomaco prima, la vivevi male come giornata, perdevamo. Lui è arrivato e ci ha messo tranquillità e serenità. Ci sono partite in cui abbiamo perso o pareggiato come Napoli, Tottenham e Atalanta, a volte anche se perdi le prestazioni ti fanno capire che ci siamo. Quello che abbiamo fatto è unico, Ranieri lascia la famiglia che siamo, un gruppo ancora più unito”.

Sai chi sarà il nuovo allenatore?

“No, veramente, non lo so chi sia”.

Si conclude una stagione di grande continuità per te, forse la migliore.
Quanto incide il cambio di posizione?

“La continuità, diciamo che mi tocco (ride, ndr). A livello disciplinare sì, sono migliorato tanto, mi riguardo in tante partite, ne prendevo tanti di gialli, ancora posso migliorare, ho quei 2-3 secondi in cui mi parte la scintilla e sbaglio. Ma ora sono più lucido. La posizione cambia, da braccetto affrontavo esterni più rapidi di me, magari passava meno ossigeno in testa e partivano i seocndi di follia. Da centrale devo ragionare di più, anche lo spostamento mi ha responsabilizzato di più”.

Al posto di Spalletti ti chiameresti in Nazionale?

“Decide Spalletti, ogni sua decisione è sacra. La Nazionale è unica per tutti, se vengo chiamato sono il primo a prendere il treno, altrimenti sono il primo a tifare. Le scelte vanno accettate nel bene e nel male”.

Il contatto con Gimenez, di nuovo scintille dopo Roma-Feyenoord.

“Il contatto con Giemenz non c’era nulla, è stata un’azione di gioco in cui l’ho tenuto un pochino, ho visto la sua reazione della gomitata sul petto. Un gesto antisportivo, normale che sia punito”.

Se dovessi individuare la forza di Ranieri?

“Non c’è un segreto, altrimenti sarebbe facile. Se le cose andavano bene non si è mai esaltato troppo. Ci ha sempre detto che avevamo la me… sopra alla testa e dovevamo respirare. Ha sempre parlato bene, si arrabbiava quando c’era da farlo, come a Como. Ha trovato l’equilibrio come un bravo padre sa fare, bastone e carota, dialogo, ha reso partecipi tutti i giocatori. Poi gli allenamenti fatti a 2000 all’ora, sempre giusti, potrei stare qui ore. Non ha responsabilizzato troppo, ci ha lasciati tranquilli, rimarcando che dovevamo sempre dare il massimo. Potevamo sbagliare gesti tecnici e gol, ma dovevamo dare sempre il massimo. Non c’è stata una cosa segreta precisa, è un insieme di cose. Lui è arrivato nel momento del bisogno, bisogna solo ringraziarlo, noi bravi a seguirlo. Ci metto anche il pubblico, ci è stato sempre vicino, sempre con la spinta in più. Quando è tutto insieme è veramente tosta batterci. Contenti di aver vinto l’ultima casa, in vediamo l’anno prossimo all’Olimpico”.

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Ranieri imperatore all’Olimpico: scenografia da brividi e decine di striscioni – FOTO

Claudio Ranieri imperatore per una notte. Il tecnico romano è stato omaggiato dall’intero Olimpico, a partire dalla splendida coreografia iniziale della Sud: una parte rossa con scritta in corsivo Claudio Ranieri, dall’altro lato il logo ASR e sotto la scritta su un enorme striscione “Un grande condottiero… un romanista vero!”. Visibilmente emozionato il tecnico, il quale ha trattenuto a fatica le lacrime.

Successivamente nei vari settori dell’Olimpico sono apparsi numerosi striscioni: da “Al cuor non si comanda, Mr. Ranieri uno di noi” a “Gloria eterna ai romanisti veri… Grazie Mr. Ranieri”, passando per “In questo calcio non c’è paragone, con chi della Roma ha onorato stemma e nome. Lode a te Mr. Ranieri” e infine “La riconoscenza è la memoria del cuore, Mr. Ranieri nostro onore”. “Il romanismo è quell’ideale che abbraccia ogni generazione, quel sogno che ogni romanista avrà sempre nel cuore…”, recita un altro striscione in cui Ranieri abbraccia TottiDe Rossi e Pellegrini.

Queste invece le parole a DAZN:

Che sensazioni prova?
“Ancora sto sotto l’effetto dell’adrenalina, in seguito quando rivedrò le immagini mi emozionerò. Essere apprezzati dalla propria gente è meraviglioso. Abbiamo iniziato in modo difficile, ma la squadra non si è mai disunita e non ha mai mollato. Non era facile, sono contento per loro, per i tifosi e per il presidente”.La coreografia?
“Guardavo l’arbitro e gli dicevo di iniziare, invece gli avevano detto di aspettare ancora un minuto. Il calcio mi dà emozioni in positivo e in negativo, chiaramente quelle in positivo fanno più piacere”.

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Ranieri saluta l’Olimpico: “Orgoglioso dei ragazzi. Grazie infinite a tutti”

Claudio Ranieri ha salutato il pubblico romanista accorso all’Olimpico per la celebrazione della sua penultima panchina da allenatore, l’ultima in assoluto qui in casa su quella giallorossa.

Dopo l’abbraccio e il saluto di tutta la squadra, dello staff e dei dirigenti, Lorenzo Pellegrini gli ha consegnato una lupa stilizzata all’interno di un cofanetto.

Il mister si è poi rivolto così al pubblico: “Buonasera, più di 60 anni fa stavo in mezzo a voi. io vi ringrazio e vi avevo chiesto aiuto, potevamo fare qualcosa di buono ma manca l’ultimo passo. Sono orgoglioso di questi ragazzi, mi hanno seguto da subito. Grazie del vostro supporto, infinitamente grazie”.

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Interviste

Ranieri: “Costruiremo una Roma che renda orgogliosi i romanisti. Cedere i big? Ne parlate voi, non noi”

Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa a due giorni da Roma-Milan:

Il reparto offensivo della Roma è d’altissima classifica o andrà fortemente potenziato?
“Ne parleremo a fine campionato, i fatti parlano chiaro per noi, quanti gol abbiamo fatto e quanti ne abbiamo sbagliati. Vedremo il da farsi a tempo debito”

Vuole tornare sull’episodio del rigore? Le parole del presidente dell’AIA?
“Resto della mia idea, non giudico se fosse rigore o no. Parlo di protocollo e uniformità d’intenti. Si è parlato sempre di chiaro ed evidente errore. Ci sono stati in Serie A e Champions League situazioni simili dove il VAR non è mai intervenuto. Solo per sapere cosa dire alla mia squadra. E’ normale che il presidente dell’AIA difenda i suoi, faccio lo stesso io con i miei, poi in camera caritatis si dicono cose diverse. Voglio solo capire quale sia il regolamento preciso, con molta tranquillità, per conoscenza ecco”

Domenica sarà l’ultima volta che salirà i gradini dell’Olimpico. Cosa le mancherà? Cosa direbbe ad un tecnico che non ha mai allenato la Roma in merito alle sensazioni dell’Olimpico?
“La sensazione è che io e Mazzone eravamo e siamo romani e romanisti. Mi ricordo che da ragazzino quando vedevo i più grandi allenarsi qui avevo un’emozione pazzesca, mi chiedevo se mai sarei arrivato a quei livelli. L’Olimpico in questi anni è sempre stato pieno, ti dà delle sensazioni bellissime”

La Roma l’anno prossimo può essere competitiva per stare nel range delle prime quattro, poter ambire ad entrare in Champions? Può essere costruita per lottare per lo Scudetto?
“L’ho spiegato quando sono arrivato. Abbiamo i prossimi due mercati dove saremo ristretti, cercheremo di sbagliare il meno possibile, poi vedremo. Tante volte non vince la più forte, ma quella che ha costruito un qualcosa. Abbiamo giocato a viso aperto contro una squadra formata in nove anni, allora mi verrebbe da dire che stiamo lì. No, io dico, dobbiamo lavorare, abbiamo iniziato a gettare le fondamenta, costruiremo piano piano una Roma che sia un orgoglio per i tifosi”

Saelemaekers? E’ cambiato qualcosa sul futuro?
“Quello che è il mercato non ne parlo. Per quanto riguarda me, col fatto che Soulè si è adattato bene su quella fascia e Alexis aveva fatto una combinazione con Dybala meravigliosa, scambi di palla, creavano problemi all’avversario, da quando è mancato Dybala ho visto che Alexis non fosse più lo stesso e quindi ha giocato meno. Per me resta un giocatore importante”

Quanto è importante raggiungere l’Europa sul piano finanziario?
“E’ importante, ma da allenatore voglio arrivarci, penso ai sacrifici dei ragazzi, al lavoro fatto, a quanto i tifosi ci tengano. Poi penserò anche a quanto sia importante per la società”

Come affronterà il Milan rispetto alla sfida contro l’Atalanta?
“Quando c’abbassiamo e stiamo attenti è difficile che ci facciano gol. Abbiamo preso il primo gol di Lookman, con una punizione da trequarti battuta veloce e non abbiamo chiuso, rimanendo aperti. Non sono io che dico ai ragazzi di abbassarsi, dipende dalla forza degli avversari. Poi bisogna vedere tatticamente la forza degli avversari. L’Atalanta è fortissima nelle ripartenze e lo sono stati anche lunedì, come noi siamo stati pericolosissimi. Se noi avessimo fatto il rigore o i gol che ci siamo mangiati, staremmo a riparlare della stessa partita di Milano contro l’Inter, grande Roma, che ha attaccato, ha sbandato un po’ ma ha vinto, invece è andata diversamente”

Paredes e Hummels, hanno giocato 209 minuti nelle ultime 8 partite. Come mai, soprattutto per l’argentino?
“Cosa abbiamo fatto nelle partite da lei citate? Vinto o pareggiato… Grazie”

Si cercherà in futuro di dare continuità al suo lavoro? Oppure una filosofia tattica diversa?
“Cercheremo di fare il meglio che possiamo fare, seguendo la linea dei giocatori che abbiamo senza stravolgere troppo”

Partita importantissima col Milan, sarà la sua 500esima da allenatore in A e l’ultima in casa all’Olimpico. Lo stadio le riserverà un tributo incredibile. La Roma ha organizzato uno spazio al termine della partita per salutare lo stadio? 
“Non lo so, se lo hanno fatto è giusto che non me lo dicano. 500 in Serie A, sono contento, anni fa entrai nella hall delle 1000 quando ero in Inghilterra, sono cose che rivedrò tra un mesetto, spero di avere tempo per farlo”

Ha parlato di ristrettezze sui prossimi due mercati. Dobbiamo aspettarci che la Roma possa sacrificare un big? 
“Onestamente ne avete parlato voi, non ne abbiamo parlato noi in società. I mercati sono sempre aperti a 1000 situazioni. Cercheremo di fare il nostro meglio per costruire una squadra competitiva. E’ importante lo zoccolo duro, la mentalità, quello che abbiamo costruito quest’anno. Questa è una squadra che fa squadra, che lavora sodo, non possiamo sbagliare i giocatori che arriveranno”

Compleanno di Bove… lo ha sentito?
“Gli devo mandare un messaggio d’auguri. Io chiesi a Josè Mourinho Bove, ma lui non me lo diede quando ero a Cagliari. Gli auguro una pronta guarigione, non lo conosco di persona bene ma ho visto le interviste e si percepisce la sua intelligenza”

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Tifosi

Roma-Milan, aperto ai tifosi giallorossi il distinto Nord-Ovest: i dettagli

Visto lo stop alla trasferta dei tifosi rossoneri, in occasione di Roma-Milan la società giallorossa ha comunicato l’apertura del distinto Nord-Ovest ai sostenitori romanisti.

In vendita da questa mattina dunque i biglietti per il c.d. settore ospiti con le consuete modalità consultabili sul sito ufficiale della società.

Domenica dunque lo stadio sarà integralmente romanista per la celebrazione di Claudio Ranieri, a due giornate dal termine della sua carriera da allenatore.

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Interviste

Ranieri non ha ancora digerito Bergamo: “Hanno aspettato le ultime due per farmi arrabbiare”

A margine della cerimonia del premio Colaucci, mister Claudio Ranieri – che oggi interverrà ai microfoni in conferenza stampa a Trigoria – ha rilasciato delle brevi dichiarazioni che richiamano nuovamente la polemica arbitrale scatenatasi a Bergamo, sul rigore concesso e poi rimosso al VAR a favore dei giallorossi:

“È il momento giusto per questo riconoscimento perché sono giunto alla fine della mia carriera. Hanno aspettato le ultime due giornate per farmi arrabbiare (ride, ndr). Se ci spiegano che il protocollo Var va applicato in un certo modo, poi fanno il contrario e lo rivendicano pure una reazione come la mia è il minimo. Dobbiamo dare il massimo nelle ultime due partite, contro Milan e Torino, poi quel che sarà, sarà. Non ho visto la finale di Coppa Italia, anzi, per essere preciso ho visto solo l’ultimo quarto d’ora. Ma se il Milan sarà arrabbiato dopo questa sconfitta noi lo saremo ancora di più”.

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Ranieri rianima la squadra: ‘Crediamoci ancora’

Claudio Ranieri, furioso era domenica sera e probabilmente furioso è rimasto alla luce delle dichiarazioni del mondo arbitrale che ha rispedito al mittente la critica, elegante, ma aspra, sul rigore prima concesso e poi rimosso dal VAR.

Ieri la squadra è tornata a lavorare a Trigoria e oggi osserverà un turno di riposo, per cominciare domani a preparare seriamente la sfida contro il Milan.

In occasione del discorso pre-allenamento, come riferisce il Corriere dello Sport, il tecnico Testaccino c’ha tenuto a rincuorare i suoi che non uscivano sconfitti in campionato da 19 turni consecutivi, rilanciando le ambizioni del gruppo in vista delle ultime due stagionali.

Ranieri ieri davanti ai suoi giocatori non ha voluto alimentare la rabbia ma ha subito proiettato il focus sulla sfida contro i rossoneri, decisiva per alimentare la speranza Champions, sebbene il destino non sia più soltanto nelle mani della Roma, ma soprattutto per lottare per un posto in Europa League, adesso il principale obiettivo al Fulvio Bernardini.

Ranieri ha chiesto di dare tutto, il massimo, in queste ultime due finali. Insomma, Ranieri è orgoglioso del suo gruppo e chiede l’ultimo sforzo prima di staccare la spina e recuperare le energie dopo questo lungo e intenso tour de force.

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Protocolli, VAR e contraddizioni: la moviola 2.0 – VIDEO

Continua ad infuriare la polemica social relativa all’episodio del rigore concesso su Konè da Sozza e poi rimosso dall’intervento del VAR Abisso, dopo il richiamo al monitor dell’arbitro di campo.

Sul tema anche complice l’analisi diversi esponenti della classe arbitrale e commentatori tecnici, sembra esser chiaro un punto: Ranieri ha ragione quando afferma che da protocollo, il VAR non possa intervenire in situazioni similari dove si concede all’arbitro di campo l’ultima parola su episodi di contatti in area come quello tra Pasalic e Konè.

Nel corso di questo campionato in diversi episodi similari, al di là della valutazione al rallenty, quindi non a velocità normale, di determinati contrasti, è sempre prevalsa la regola del “vale la decisione dell’arbitro, il VAR non può giudicare l’entità o l’intensità di un contatto”.

Appare dunque anacronistica la spiegazione offerta da Sozza nell’immediatezza della decisione di rimuovere il penalty concesso qualche minuto prima: “Lo tocca leggermente ma non è rigore”. Quindi un tocco c’è e da regolamento del calcio attualmente in vigore, l’art. 12 su ‘scorrettezze e falli’, recita testuale: “è da considerare punibile il calciatore che con il corpo impedisce la progressione dell’avversario“.

Effettivamente Pasalic nel primo affondo col piede destro non sgambetta Konè, che però nella dinamica della corsa gli ha preso il tempo e sta puntando dritto verso la porta. Con il ginocchio sinistro il centrocampista atalantino colpisce la coscia del francese, che infatti non si tuffa prima e per questo motivo non viene ammonito per simulazione. Ma se c’è il tocco, anche se lieve, il rigore da regolamento doveva essere concesso.

Sicuramente non rimosso. In questa stagione c’è stata una polemica tra Conte e Marelli (ieri sera demolito televisivamente da Ranieri) su un episodio identico a quello di Atalanta-Roma. In quella occasione il moviolista di DAZN – in netta difficoltà nel weekend anche su altri episodi come quello dell’espulsione di Kalulu in Lazio-Juventus – affermava con forza ribattendo al tecnico del Napoli: “Se c’è stato un contatto, anche se leggero, il VAR non interviene, ci sono centinaia di episodi del genere”.

Ecco centinaia, fino a ieri sera, quando il protocollo VAR è stato applicato al contrario.

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Ranieri, domani la conferenza stampa in vista di Atalanta-Roma

Torna a parlare mister Claudio Ranieri.

In vista della super sfida di lunedì sera contro l’Atalanta, il tecnico giallorosso parlerà domani in conferenza stampa alle 12:30.

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Tifosi

Ranieri ‘Papa’: dai social al manifesto di Testaccio – FOTO

Oggi alle 12:00 ci sarà il primo responso del Conclave che dovrà eleggere il successore di Bergoglio al soglio pontificio.

Intanto i romanisti sembrano aver già indicato la via giusta al Vaticano. Un consiglio ovviamente goliardico, ma da giorni sui social impazza la locandina di Claudio Ranieri nelle vesti del prossimo pontefice.

Un’immagine di queste è finita anche su un manifesto affisso in queste ore a Testaccio.