Questa sera i giallorossi scenderanno in campo con il miglior undici titolare per cominciare con il piede giusto questo doppio confronto con il Feyenoord. A difendere la porta gialloros-sa ci sarà Rui Patricio, chiamato a ripetere l’ottima prestazione di Tirana con gli olandesi. In difesa Oltre a Smalling e Mancini ci sarà Llorente, lo spagnolo sembra aver infatti vinto il ballottaggio con Ibanez per la seconda partita consecutiva. Invariate le fasce: a destra Zalewski, ormai sempre più a suo agio su quel lato del campo, così come Spinazzola a sinistra. Nonostante sia intervenuto ieri in conferenza stampa, Bove rimarrà in panchina.
Come scrive il Tempo, il centrocampo sarà composto dalla coppia Matic- Cristante. Tornera sulla trequarti Dybala, dopo l’esperimento da punta a Torino, al suo fianco agirà Pellegrini. L’attacco verrà affidato ad Abraham, alla ricerca del gol da febbraio. Nessun dubbio per Slot. Il tecnico del Feyenoord si affiderà agli undici che stanno dominando in Olanda: confermato Gimenez davanti, al suo fianco ci saranno Idrissi e Jahanbaksh. Le chiavi del centrocampo saranno invece affidate a Kokcu.
Sei anni fa, da un paio di giorni, si parlava di Paulo Dybala come del nuovo fenomeno del calcio mondiale. L’11 aprile 2017 la Juve aveva battuto 3-0 il Barcellona nell’andata dei quarti di Champions e Dybala aveva segnato due splendidi gol. Si azzardavano perfino ingombranti paragoni con Leo Messi. Sei anni dopo, oggi, Paulo gioca con la Roma l’andata dei quarti di Europa League contro il Feyenoord. (…) La stagione di Dybala è ricca di grandi cifre: 15 gol e 7 assist complessivi (di cui tre e uno in Europa League), tante invenzioni e la sensazione di essere sempre più centrale nel progetto di Mourinho. E il suo rapporto con il tecnico è reso ancora più saldo dal desiderio di vittoria che li accomuna.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, la bacheca dell’allenatore è più ricca dal punto di vista internazionale e a 29 anni Paulo non vuole più perdere tempo e occasioni. Oltre al Mondiale, Dybala ha conquistato cinque scudetti, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe italiane: un bottino che lo rende già uno dei giocatori più vincenti tra quelli che nel corso della carriera hanno indossato anche la maglia giallorossa. Ma è arrivata l’ora di fare festa con il nuovo club e di conquistare una coppa europea. (…) Stasera per Arne Slot, tecnico del Feyenoord, l’argentino è il pericolo numero uno: «La Roma ha altri giocatori di grande livello, ma Dybala è un campione che ruba la scena».
20.5.2022 Torino vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham abbraccia Pellegrini
(Foto Gino Mancini)
PELLEGRINI ABRAHAM – Il programma prevede il classico sopralluogo al campo nel pomeriggio e la conferenza stampa di José Mourinho che nella circostanza sarà accompagnato da un portavoce insolito dello spogliatoio: Edoardo Bove. La scelta è sicuramente un premio di visibilità a un giovane che lavora tanto e ha dimostrato le sue qualità ma sembra trasmettere anche un altro messaggio. Alla vigilia di un quarto di Europa League la Roma vuole mantenere un profilo basso, senza lasciarsi sedurre dalla voglia di replicare alle parole di fuoco di allenatore e giocatori del Feyenoord.
Come scrive il Corriere dello Sport, Mourinho piuttosto vuole azzeccare la strategia dentro al campo, provando a scacciare indietro il desiderio di rivalsa degli olandesi a 11 mesi di distanza dalla finale di Tirana. Il grande dubbio di formazione al momento è tra Abraham e Pellegrini, i due grandi esclusi della partita di Torino.
Con il rientro che appare scontato di Matic a centrocampo, l’ex Wijnaldum dovrebbe essere schierato sulla trequarti. Resta da capire se al fianco di Dybala o appunto del capitano, che non è al cento per cento. L’eventuale rinuncia a Pellegrini implicherebbe il rilancio di Abraham e quindi il ripristino del modulo classico, il 3-4-2-1 con un centravanti di ruolo.
DYBALA MOURINHO FEYENOORD – Se c’è qualche tifoso della Roma stanco del binomio alzi la mano. Dybala è la Roma e la Roma dipende da Dybala. Una simbiosi raccontata a suon di aggettivi. Imprescindibile, obbligatorio, necessario. La Joya è l’anima della squadra, con l’aiuto alterno dei compagni. Soprattutto in attacco.
E come scrive la Repubblica, i numeri della stagione sono da otto mesi lì a confermarlo. Tanto in campionato quanto nel cammino in Europa League. Dybala è il capocannoniere della Roma in campionato con 11 gol. Se ci aggiungiamo i 7 assist, la Joya ha partecipato alla metà (46 per cento) dei gol giallorossi in Serie A.
Con il recupero di Wijnaldum, in attesa che Abraham e Belotti si sveglino dal letargo, Mourinho ha scelto il suo nuovo assetto con Dybala vertice offensivo. Una possibilità concreta anche a Rotterdam giovedì, nell’andata dei quarti di finale di Europa League. In una gara in cui le parole equilibrio e imprevedibilità saranno fondamentali per gestire la qualificazione sui 180 minuti.
DYBALA ROMA – Roma, meno punte, più punti. Potrebbe essere questo Io slogan della Roma di Mourinho. Anche la vittoria sul Torino, infatti, è arrivata senza l’impiego (almeno dal primo minuto) di un centravanti di ruolo. In questa stagione era già successo in tre occasioni: a San Siro contro l’Inter, con il Bologna in casa alla ripresa dopo il Mondiale e sempre all’Olimpico contro la Juventus. Quattro su quattro per i giallorossi con i bomber in panchina, ma soprattutto soltanto un gol subito in 360 minuti, quello di Dimarco al Meazza. Ovviamente, in tutte le occasioni, a ricoprire la posizione di punta centrale è stato Dybala (in gol a Milano e a Torino).
Come scrive il Tempo, l’argentino interpreta in maniera diversa il ruolo rispetto ai compagni, non dando punti di riferimento, ma agendo da vero e proprio regista offensivo. Ma non si parli «falso nueve»: la Joya infatti, appena arrivato in Italia, ricopriva proprio il ruolo di punta al Palermo. Con gli anni, poi, si è evoluto in un meraviglioso rifinitore offensivo, un vero e proprio dieci, ma la sua carriera in Serie A era iniziata da numero nove (in tutti i sensi). La scelta di sabato da parte di Mourinho ha sorpreso, ma neanche troppo. Già in altre due occasioni su tre (Bologna escluso), il tecnico portoghese aveva optato per questa strategia tattica quando di fronte aveva una difesa a tre, strutturata fisicamente e forte in marcatura (Inter, Juventus e, appunto, Torino).
Togliendo il riferimento centrale Mourinho è riuscito ad aumentare la qualità offensiva della sua squadra, minando allo stesso tempo le certezze degli avversari e raccogliendo con Dybala prima punta risultati importantissimi. Ma nel caso dell’ultima uscita in casa del Toro, oltre all’aspetto tattico, c’è dell’altro. Il rendimento dei due centravanti giallorossi in questa stagione è ai limiti del disastroso. Sommando i gol di Abraham e Belotti in campionato, si arriva a quota 6 (tutti dell’inglese), che toccano quota 11 se si considerano le coppe (7 di Tammy più 4 del Gallo).
Un bottino che definire deludente è un eufemismo. Anche per questo Mourinho ha scelto di escludere entrambi dal match dell’Olimpico Grande Torino, nonostante la febbre last minute di Pellegrini che poteva convincere il tecnico a tornare sui suoi passi. Un segnale, insomma, ma anche una scelta ben precisa. Anche perché, stop di Solbakken a parte, di soluzioni offensive che non comprendono l’utilizzo delle punte di ruolo la Roma ne ha eccome. Pellegrini ed El Shaarawy, infatti, possono ricoprire al meglio la posizione di trequartisti, così come Wijnaldum, già utilizzato dopo il rientro alle spalle del numero nove. Già a partire da giovedì a Rotterdam sarà importante la scelta dell’attacco giallorosso, ma l’allarme per i centravanti è scattato: ora (prima che sia tardi) tocca a loro.
Pratica, essenziale quanto basta, per regalarsi con un rigore di Dybala la vittoria contro il Torino e il terzo posto. La Roma non si posizionava così in alto in classifica a questo punto della stagione dall’annata 2017/18. Mourinho ha sorpreso tutti e ha schierato la ‘Joya’ falso nueve con El Shaarawy e Solbakken sulla trequarti, complice l’iniziale assenza di Pellegrini per febbre.
Come scrive il Messaggero, il rigore di Dybala a inizio gara ha indirizzato il match, ma è il modo in cui i giallorossi hanno controllato la partita che ha impressionato. Il Torino ha provato a rendersi pericoloso, senza però spaventare particolarmente Rui Patricio. La Roma vince 0-1 e incassa il dodicesimo clean sheet in Serie A.
La Roma vince 0-1 a Torino e si prende in solitaria il terzo posto in classifica in attesa del responso sul ricorso presentato dalla Juventus al Collegio di Garanzia del CONI (fissato il 19 aprile) sulla penalizzazione di 15 punti. Questa situazione lascia le squadre in lotta per la Champions League con un grande senso di incertezza e lo sa bene anche José Mourinho, il quale ha commentato la vicenda nel postpartita: “Siete sicuri dei punti della Juventus? In quel caso saremmo quarti, siamo in Italia…”.
“Le partite si vincono quando si segna un gol in più dell’avversario”, ha detto lo Special One al termine del match contro il Torino. La sua Roma ha vinto l’ottava partita nel 2023 senza subire gol, mettendo a referto il nono 1-0 stagionale e il dodicesimo successo con un solo gol di scarto. Anche in questa occasione è stato decisivo Paulo Dybala, il quale ha realizzato su rigore la sua quindicesima rete tra tutte le competizioni.
Come scrive la Repubblica, da domani i giallorossi potranno pensare al Feyenoord: “Ora tornano le tre partite a settimana e per noi è dura. Non voglio pensare da ‘piccolino’. Noi vogliamo pensare come le grandi squadre e questo tipo di squadre non si fa buttare fuori da nessuna competizione, non perde una partita per avere più possibilità di vincere la prossima. Abbiamo una rosa con dei limiti è vero, ma siamo ai quarti di Europa League. Non sono capace di dire che l’Udinese è meno importante del Feyenoord, pensiamo partita dopo partita”.
JURIC MOURINHO – Ivan Juric ha un occhio chiamato Orecchio. Michele Orecchio, per la precisione, da pronunciare con il tono di James Bond. Si tratta dell’assistente tecnico incaricato di scrivere i report sugli avversari del Torino.
José Mourinho ne conosce da tempo i compiti e ha deciso di cautelarsi: temendo di essere spiato, rinuncia a ogni test tattico in vista della partita di domani. Alla squadra ha fatto sapere che anche nell’allenamento di rifinitura mescolerà le formazioni per non dare alcun vantaggio all’avversario. (…)
Mourinho depista Juric e invia Nuno Santos a bonificare Trigoria
Come scrive il corriere dello Sport, non è tutto. In questa curiosa spy story di Serie A c’è un ulteriore elemento divertente. Anche se i campi di Trigoria sono circondati da teloni scuri che impediscono la visibilità dall’esterno, Mourinho ha scherzosamente bonificato la zona adiacente. Il collaboratore più fidato, Nuno Santos, ha perlustrato l’area fingendo di mimetizzarsi tra le siepi per capire se dal suo punto di osservazione fosse possibile carpire qualche segreto della Roma. Risate generali.
E’ bene specificare che l’atmosfera nello staff, in questo contesto, era leggera e allegra. Anche i giocatori sono sembrati gradire l’idea di neutralizzare l’intruso. Domani intanto Nuno Santos tornerà in panchina dopo la squalifica dovuta alla lite con Pedro durante il primo tempo del derby.
Ma chi è il solerte 007 di Juric? Orecchio è nato nel dicembre del 1990. Quindi ha l’età di Gini Wijnaldum, la stella che a Torino conta di confermare i progressi mostrati contro la Sampdoria. Ex centrocampista anche lui, napoletano, Orecchio ha giocato pochi anni raggiungendo la C2 con l’Ebolitana Calcio. Poi però ha abbandonato l’attività concentrandosi sullo scouting
PANCHINA ROMA MOURINHO -“La mia situazione è molto chiara: dal punto di vista contrattuale ho ancora un anno di contratto e niente. Il calcio è calcio, qualche volta i contratti non sono la cosa più importante”. Così Mourinho dopo Roma-Sampdoria rispondendo alla domanda sul suo futuro, e cercando di spegnere le voci su un’eventuale decisione già presa sulla permanenza in giallorosso.
Come scrive il Tempo, la certezza al momento è una, forse due: il portoghese ha un altro anno di contratto con la Roma, che lo lega alla panchina giallorossa anche per la prossima stagione. Allo stesso tempo, lo Special One attende da tempo un incontro con la proprietà per chiarire obiettivi e strategie future. La decisione definitiva, Mourinho, la prenderà dopo il confronto con i Friedkin, ma tutte le strade (come sempre) portano a Roma. Il tecnico si trova benissimo nella Capitale, l’aria che si respira attorno alla squadra lo ha coinvolto da subito. Inoltre, nonostante le difficoltà, Mou vorrebbe portare a termine il lavoro triennale cercando di attaccare le primissime posizioni della classifica. Dall’altra parte, anche sul fronte societario non c’è il minimo dubbio: avanti con lui.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Mourinho bacia Dan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
La serenità con la quale i Friekdin vivono la situazione legata al futuro deriva da un contratto che scadrà nel 2024, e che nella testa dei proprietari texani non richiede necessità impellenti di confronto. Ma un incontro tra le parti ci sarà, e da quello emergerà una scelta definitiva che il portoghese ha già chiara nella sua testa. Resta decisivo un dialogo costruttivo con la controparte per andare avanti insieme. All’orizzonte non sono previsti perciò scossoni, ma, nel calcio, niente va dato per scontato, e i contratti (come sottolineato dal tecnico stesso) non sono la cosa più importante. In caso di punti di vista troppo distanti, che porterebbero alla separazione tra la Roma e lo Special One, a Trigoria le idee sono chiare: il livello del tecnico deve restare alto, anzi, altissimo.
Roma, decisivo il vertice Mourinho-Friedkin per la panchina
I Friedkin non sono intenzionati a fare passi indietro rispetto al 4 maggio 2021. Nessun contatto tra la proprietà e altri allenatori, che al momento restano un’alternativa di secondo piano. Ma in estate saranno diversi i movimenti delle panchine, e i nomi di top coach liberi sono numerosi. Dal Chelsea (che ha annunciato Lampard come traghettatore, al Tottenham, passando per i possibili ribaltoni di Real Madrid e Psg, con l’Inter sullo sfondo. Alcuni club che hanno anticipato le mosse (come il Bayern Monaco con Tuchel), altri cominciano a sondare l’umore degli allenatori.
Tra i tecnici liberi e pronti a sposare nuovi progetti. In primis Nagelsmann (contattato già nel marzo 2021 prima che il Bayern pagasse la clausola per liberarlo dal Lipsia) appena esonerato, per arrivare a Pochettino, Zidane, Luis Enrique e, infine Antonio Conte. Colui che rifiutò i giallorossi nel 2019 lasciando una porta aperta per il futuro: “Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, allenerò la Roma”. Un’estate, insomma, ricca di sorprese sulle panchine dei top club europei, con la Roma che resta a guardare e spera di continuarlo a fare fino a luglio. L’importante è non farsi mai cogliere impreparati, e non è certo il caso dei Friedkin.
Perquisizioni, analisi su pc, chat e cellulari. E responsabilità ancora tutte da accertare. Le indagini della Procura dopo il terremoto plusvalenze su Roma, Lazio e Salernitana proseguono su binari e con velocità diverse. Il lavoro della Procura di Tivoli su biancocelesti e granata sarebbe in una fase avanzata rispetto a quello della Procura di Roma sui giallorossi che potrebbe andare per le lunghe e che riguarda soprattutto le operazioni della gestione Pallotta («Sono sempre state chiare», ha detto ieri l’ex presidente). La prima, infatti, sarebbe partita prima della chiusura dell’indagine Prisma della Procura di Torino mentre quella della Roma è “figlia” di del caos plusvalenze Juve , tanto da contenere l’operazione Spinazzola-Pellegrini analizzata ampiamente anche dai pm piemontesi. Un segnale in questo senso arriva anche dai reati contestati: emissioni di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente con uso di fatture per operazioni insistenti e false comunicazioni sociali per la Lazio ; false comunicazioni sociali e dichiarazioni fraudolente mediante falsa fatturazione per la Roma che però avrebbe presentato la fattibilità di tutte le operazioni a Consob e Covisoc nel momento dell’uscita dalla Borsa.
Come scrive Leggo, ora la prassi vuole che il procuratore Giuseppe Chiné (foto in alto) chieda i documenti dell’inchiesta, ma solo a indagine terminate. Cosa rischiano i due club romani? Al momento i sospetti non trovano riscontri effettivi e tutto potrebbe chiudersi con un’archiviazione per “insufficienza di prove” a meno che non emergano intercettazioni come nel caso Juve . Se si arrivasse a un processo e ci fossero elementi per chiedere una condanna, rischierebbero da una semplice “ammenda con diffida” alla penalizzazione in caso venisse tirata in ballo la “mancata lealtà”. Da escludere l’estromissione del campionato. Il procuratore Chiné ha deciso intanto di “congelare” il fronte delle cosiddette partnership sospette evidenziate dalle carte dell’indagine “Prisma” di Torino. Il motivo è lampante: inutile procedere con l’istruttoria con il rischio che in sede penale si possa arrivare addirittura a un’archiviazione. Tempi medio-lunghi e fiato sospeso per le due tifoserie che ieri si sono divise tra chi pensa sia un modo per distogliere l’attenzione dal caso Juve e chi rimprovera i club. A tremare però adesso è anche il resto della serie A.