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Mourinho zittisce la Sud per i cori contro Stankovic

“Io sono fiero di essere zingaro”. Firmato Dejan Stankovic. C’è poca voglia di commentare l’ennesimo coro discriminatorio nei suoi confronti, ma solo il fastidio di continuare a sentire negli stadi cose del genere. Questa volta è capitato all’Olimpico, durante Roma-Sampdoria, quando l’allenatore dei blucerchiati è stato insultato dalla Curva Sud con il coro “Sei uno zingaro”. Tutto nasce dall’espulsione di Murillo, dopo un intervento su Abraham, che porta Dejan Stankovic ad una protesta veemente nei confronti del quarto uomo Manganiello. (…)

Come riporta la Repubblica, un gesto che arriva alle orecchie di José Mourinho che prontamente si alza dalla panchina per zittire la propria Curva. Con la mano fa ripetutamente stop verso la Sud, esattamente come accaduto un anno fa durante il derby. Il brusio razzista piano piano si spegne, mentre Stankovic a bordo campo ascolta e reagisce. Prima battendosi la mano sul cuore e poi ringraziando i tifosi della Roma per il coro.

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Rassegna stampa

Roma-Samp, all’Olimpico Rocchi incontra Tiago Pinto

ROMA-SAMP ROCCHI – All’Olimpico per Roma–Samp c’era anche Gianluca Rocchi. Seduto nella tribuna stampa dello stadio, il designatore degli arbitri di Serie A e B ha assistito al match, prestando attenzione in particolar modo alla prestazione di Irrati e dei suoi assistenti.

Come scrive il Corriere dello Sport, il motivo della visita era un altro. Rocchi voleva soprattutto incontrare la Roma per discutere informalmente del caso Serra e cercare di capire se da parte del club esistessero motivi di malessere verso la classe arbitrale.

Prima della partita c’è stato appunto un colloquio chiarificatore con Tiago Pinto e il segretario generale Maurizio Lombardo, durante il quale la Roma ha fatto presente a Rocchi di non aver digerito l’atteggiamento di Serra a Cremona né la successiva squalifica di Mourinho. “Non abbiamo mai presentato un ricorso ma quello che è successo con Serra è grave“, hanno spiegato Pinto e Lombardo al designatore che tuttavia ha cercato di giustificare l’arbitro, che anche sabato in Serie B ha creato una polemica per aver espulso l’allenatore del Venezia, Vanoli. Tutto è rimasto comunque su toni cordiali.

La Roma da parte sua ha ribadito di sentirsi soddisfatta per il comportamento generale degli arbitri, mentre Rocchi ha manifestato la necessità di un atteggiamento più disciplinato durante le partite da parte della panchina di Mourinho.

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Finalmente Wijnaldum: la Roma stende la Samp e raggiunge l’Inter

WIJNALDUM ROMA SAMP – La Roma ritrova quello che aveva perso al derby: la zona Champions, i gol e una vittoria che in campionato mancava dal successo sulla Juve di un mese fa. Ma soprattutto ha trovato Gini Wijnaldum, sbloccato totalmente dopo la lunga convalescenza. Contro una Samp ormai condannata alla serie B Mourinho ha riproposto la difesa a 4 viste le tante assenze dietro. E il risultato non è stato niente male. La Roma, infatti, nel primo tempo ha cercato la porta 15 volte maledicendo soprattutto la scarsa forma di Abraham e le parate di Ravaglia. Nella ripresa a spianare la strada verso la vittoria ci ha pensato prima Murillo (doppio giallo) poi proprio Wijnaldum che ha finalizzato di testa l’ennesima giocata da master class di Matic. La Samp ha provato a farsi vedere davanti ma Rui Patricio è rimasto praticamente disoccupato per una domenica mentre Mourinho ha chiesto alla Sud di evitare i cori offensivi (“Sei uno zingaro”) nei confronti del pupillo Stankovic che a fine gara ha dichiarato: «Ringrazio Josè, ma sono fiero di essere zingaro e lo sa anche lui».

Come scrive Leggo, nel finale ecco i sigilli. Prima Dybala su rigore per il 10° centro in campionato. Penalty procurato ancora una volta dalla premiata ditta Matic-Wijnaldum. Poi c’è stato spazio per il tris di El Shaarawy su assist di Solbakken. Un pieno di ottimismo dopo qualche amarezza di troppo in campionato, ma soprattutto l’aggancio all’Inter che vale la zona Champions. «Il primo tempo 11 contro 11 sullo 0-0 era una frustrazione. Abbiamo creato gioco e avuto opportunità chiarissime. Soddisfatto di Wijnaldum, ma sono rimasto più impressionato da Llorente. Tre punti importanti», le parole di Mou.

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Tifosi

Roma-Feyenoord: ultrà olandesi con biglietti aerei e voli prenotati

Gli ultrà del Feyenoord sono pronti a venire a Roma. L’appuntamento è per il prossimo 20 aprile, per il match di ritorno dei quarti di finale di Europa League contro i giallorossi di Mourinho. Lo scrivono loro stessi sui social dedicati alla squadra di Rotterdam, dove si insultano e si minacciano con i romanisti, in vista anche di quello che succederà nell’incontro di andata, il 13 aprile.

Come scrive il Corriere della Sera, nessun riferimento invece all’orientamento del ministero dell’Interno a vietare la loro trasferta romana, che appare probabile, ma che non è ufficiale. Il motivo è legato alla mancata nomina del prefetto della Capitale, che potrebbe essere scelto nel prossimo Consiglio dei ministri ordinario, martedì o giovedì della prossima settimana, l’unica autorità a poter firmare il divieto di acquisto dei biglietti per l’Olimpico ai residenti di Rotterdam e comunque ai cittadini olandesi, in modo da impedire loro di entrare allo stadio. In alternativa un simile provvedimento potrebbe essere deciso dallo stesso ministro Matteo Piantedosi, anche se appare difficile se non altro per una questione di rapporti e opportunità con il governo olandese.

I tifosi del Feyenoord stanno già prenotando i pacchetti con aerei, treni e hotel nella Capitale per la gara contro la Roma, ai quali aggiungere eventualmente i biglietti per la partita. Appare difficile che rinuncino alla trasferta, proprio come hanno fatto gli ultrà dell’Eintracht Francoforte che si sono poi scontrati con i napoletani nel centro della città.

Un problema non indifferente, con l’Uefa sempre contraria a qualsiasi divieto di trasferta per i tifosi in Europa. Posizione che non pregiudica la decisione della Prefettura di vietare che gli olandesi arrivino a Roma, negandogli i biglietti, ma senza poterli fermare se arrivano da turisti. E mentre si attendono provvedimenti analoghi da parte delle autorità di Rotterdam per i tifosi romanisti, la Questura sta già mettendo a punto una serie di piani di sicurezza per gestire l’arrivo degli olandesi per il 20 aprile. Fra le ipotesi al vaglio centro blindato e chiusura anticipata dei pub, già dalla sera precedente alla partita.

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Calciomercato

Roma, tesoro di ritorno: giovani ceduti per giocare e percentuali sulla rivendita. Ecco la strategia di Pinto

PINTO ROMA MERCATO – Se il mercato non è ricco, bisogna andarla a creare quella ricchezza lì, di cui hai bisogno. Ed è proprio quello che ha messo in piedi negli ultimi tempi la Roma, con una strategia ben precisa: cedere alcuni giocatori considerati in esubero a dei club che li facciano giocare e li valorizzino, mantenendosi però percentuali importanti sulle eventuali future rivendite.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, è il caso soprattutto di Riccardo Calafiori, che sta facendo molto bene al Basilea. Ma anche di Daniel Fuzato, il portiere brasiliano dell’Ibiza su cui hanno messo gli occhi alcuni club della Liga. O di Celar, terzo attuale miglior marcatore della Superliga svizzera con la maglia del Lugano. E poi Diawara, Antonucci, Milanese, Ciervo e tanti altri ancora. Ad orchestrare il tutto Tiago Pinto, il general manager della Roma.

Quando Pinto si è reso conto che era difficile andare a piazzare alcuni giocatori della Roma sul mercato incassandoci subito dei soldi importanti, le strade da poter perseguire potevano essere due: o continuare a darli in prestito senza però avere poi la certezza che potessero giocare dovendo spesso contribuire anche all’ingaggio o darli via a prezzi bassi ma mantenendo delle percentuali sulla futura rivendita. Pinto ha optato per la seconda strada. E la Roma ha cercato proprio tutte soluzioni che sposassero da vicino questa linea qui.

Quello che sta facendo probabilmente meglio è proprio Calafiori (3 milioni per la Roma, bonus inclusi), che in Svizzera è tornato ad essere un giocatore importante. Il nuovo allenatore ha iniziato a farlo giocare anche da difensore centrale, sia a tre e sia a quattro. E i risultati sono ottimi. Esattamente come le prestazioni di Fuzato (ceduto per 700mila euro) all’Ibiza, che sta disputando una stagione top. In Svizzera, poi, sta brillando anche lo sloveno Celar (andato via per 206mila euro), che ha trovato il suo eldorado a Lugano. Di gol quest’anno ne sta segnando tanti pure Antonucci, che al Cittadella è già a nove. Anche per lui le esperienze in prestito non erano stato ottimali, da quando il Cittadella l’ha preso è tutta un’altra storia. Infine Diawara, che gestisce il centrocampo dell’Anderlecht e che punta a vincere la Conference League. La Roma lo ha ceduto per 3 milioni, ma spera che crescano presto. (…)

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Wijnaldum e Matic: il centro di Roma

WIJNALDUM MATIC – Da quando Gini Wijnaldum è tornato a pieno regime, l’unica partita vinta dalla Roma in cui era titolare è stata con la Juventus. Si tratta, però, solo di quattro gare di campionato e una di Europa League. Dal 28 febbraio (Cremonese-Roma), Mourinho non lo ha più tolto dai titolari. Ha giocato dal 1′ contro Cremonese, Juventus, Sassuolo e Lazio in Serie A e Real Sociedad in Europa League, due volte da trequartista e tre da centrocampista centrale, sempre accanto a Cristante (squalificato domenica). Sarà la prima volta che si troverà da solo con Matic dall’inizio (è successo per 27 minuti a Cremona).

Come scrive il Messaggero, Nemanja è uno dei calciatori più carismatici della squadra che ha scelto di restare a Trigoria dopo che è scattato il rinnovo automatico per un’altra stagione. Un giocatore che si abbina alla perfezione con Wijnaldum, rapido nell’uno contro uno e con una propensione al tiro dalla distanza. L’olandese sfrutterà gli ultimi due mesi della stagione per convincere Tiago Pinto a riscattarlo. Basterà versare 8 milioni al Psg, denaro che la Roma non ha intenzione di spendere. Proverà a trattare con l’obiettivo di arrivare almeno alla metà e poi dovrà trovare un accordo con il giocatore che gode di un contratto da 7 milioni con i francesi fino al 2024. Se accetterà di privarsene e di incassare una cifra di poco più alta ma in più anni, allora Trigoria potrebbe diventare la sua nuova casa.

Domenica saranno squalificati Mancini, Ibanez e Kumbulla e la soluzione d’emergenza più verosimile è con Celik, Smalling e Llorente. Alternative migliori sembrerebbero non esserci se non la linea a quattro. Un modulo che piace a José, ma di cui non si fida quando a interpretarlo sono i giocatori della Roma. Scartata anche l’ipotesi di impiegare un Primavera, gli ultimi difensori centrali convocati in stagione sono Keramitsis o Brian Silva, ancora troppo acerbi per giocare 90 minuti in Serie A. Per tamponare la situazione potrebbe proporre un 3-5-2 abbassando Pellegrini a centrocampo. E anche in questo caso la coppia Matic-Wijnaldum è chiamata a fare la differenza.

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Spinazzola-Pellegrini, scambio sospetto: per le plusvalenze rischia anche la Roma

SPINAZZOLA PELLEGRINI PLUSVALENZE – Il caso delle plusvalenze dopate del calciomercato approda nella Capitale. Nel mirino degli investigatori c’è la Roma. I pm di piazzale Clodio hanno aperto un fascicolo sull’affare chiuso a ridosso del 30 giugno 2019 tra la Juventus e Roma per lo scambio tra Luca Pellegrini e Leonardo Spinazzola.

Come scrive la Repubblica, i magistrati del capoluogo piemontese hanno lavorato il dorso torinese dell’indagine nell’ormai famosa inchiesta “Prisma”. Per quanto riguarda eventuali falsi in bilancio attribuibili al club giallorosso, adesso si sta muovendo la procura penale di Roma. L’indagine è affidata al sostituto procuratore Maria Sabina Calabretta. Le conversazioni chiave sono quelle tra il direttore sportivo della Juventus, Federico Cherubini e Stefano Bertola, ex direttore finanziario del club bianconero. È il 22 luglio 2021 quando il dirigente juventino descrive a modo suo una delle operazioni che avrebbe permesso alla società bianconera di mettere a bilancio le plusvalenze fittizie.

(Rileggi l’intervento dell’avv. Stagliano a Retesport)

Parte Cherubini: «È stato il mio oggetto di discussione con Fabio tante volte, perché io dicevo… è vero che oggi faremo meno 40 ma così facendo io so già che andiamo dal presidente, diciamo che non si può fa’. Fermiamo questa emorragia… cioè, hai attivato una modalità lecita ma l’hai spinta troppo, perché poi hai creato». Bertola replica: «Un fuori giri!». Cherubini ribatte e conferma: «Hai fatto un fuori giri! E una coda lunghissima… e che ti ha portato a fare delle operazioni… che altrimenti in un contesto di normalità non puoi fare». «Spinazzola – Pellegrini non puoi farlo!», sottolinea il ds bianconero.

La cessione alla Roma pesa per 29 milioni e mezzo e ha consentito alla Juventus di iscrivere nel bilancio d’esercizio al 30 giugno 2019 una plusvalenza. L’operazione è avvenuta contestualmente all’acquisto, dalla stessa Roma e nel medesimo giorno, del giovane Pellegrini per 22 milioni. Altra plusvalenza sospetta. Convocato come testimone, Cherubini aveva dichiarato agli inquirenti che quando parlava di una «modalità lecita spinta troppo» che avrebbe provocato un «fuori giri» alla macchina Juventus, riferendosi a Paratici, avrebbe commentato soltanto l’aspetto tecnico. Perché «Fabio era convinto che Spinazzola si infortunasse». Adesso si apre il nuovo fronte, quello romano. L’inchiesta punta a verificare se anche il club giallorosso abbia commesso degli illeciti ed è appena nata.

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Mou-Friedkin, guerra fredda e il futuro è tutto da scrivere

MOU FRIEDKIN – Nulla è ancora deciso del futuro di José Mourinho. Unica cosa certa è che domenica sarà in panchina dopo quasi un mese di assenza in Serie A. Sul futuro troppi i fattori che incideranno sulla decisione, in primis gli investimenti che la proprietà potrà fare sul mercato, ma anche le ambizioni, la possibilità di giocare la Champions ed essere competitivi in A. Inoltre, il portoghese vorrebbe parlare con Dan Friedkin per comprendere i progetti futuri e lo vorrebbe fare subito e non a giugno. Non sta usando la stampa come leva per sollecitare un incontro, ma racconta semplicemente un’evidenza e cioè che incontrarsi a fine campionato sarà troppo tardi per fare delle scelte. Ma questo Dan Friedkin lo sa, altrimenti non si sarebbe mosso con largo anticipo un anno e mezzo fa bruciando tutti sul tempo e chiudendo l’accordo proprio con l’uomo che oggi gli chiede di essere più solerte.

Come scrive il Messaggero, José è un dipendente di Friedkin e deve rispettare i tempi che il presidente impone, ma non vuole accettare passivamente il ruolo di impiegato in attesa degli eventi. E questo sarebbe un ulteriore motivo per troncare la storia con la Roma. Lo scopo finale è smarcarsi dalla responsabilità di una possibile separazione, perché a Friedkin è chiaro che perdere un tecnico come Mourinho rappresenterebbe una macchia indelebile nella sua presidenza. E José sa che voltare le spalle alla Roma per soldi e campioni con un altro anno di contratto, non gli sarebbe perdonato.

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Mourinho resta un altro anno ma vuole carta bianca dai Friedkin

MOURINHO FRIEDKIN – Da contratto il matrimonio deve durare fino a giugno 2024. Al momento non è sul tavolo né una separazione né un prolungamento. Roma e Mourinho proseguiranno insieme anche la prossima stagione, rispettando gli accordi sottoscritti di due anni fa. Mourinho vuole continuare la sua avventura in giallorosso. Ma vuole farlo a condizioni diverse. Avendo più potere decisionale e indicando la direzione sportiva, ben consapevole delle difficoltà economiche.

Programmazione, budget e ambizione. I punti focali che il portoghese vorrebbe discutere con i Friedkin sono chiari, ora servirà capire quali sono le intenzioni degli americani. Tutti nodi che dovranno essere sciolti nell’incontro programmato tra allenatore e proprietà. Perché la linea dei Friedkin non è mai cambiata.

Mourinho in questo momento non ha alternative reali ma ha deciso di non ascoltare alcuna sirena presente e futuro, nonostante sia scattato da alcune settimane il valzer delle panchine. Sa di essere il leader incontrastato dello spogliatoio e ha una tifoseria quasi intera dalla sua parte.

Come scrive la Repubblica, l’unico club che potrebbe far tentennare il portoghese è il Chelsea, visto che il futuro di Potter è ancora tutto da scrivere. E strettamente legato alla megalomania calcistica del proprietario Boehly. Ma la Roma ha bisogno di Mou, così come a lui serve la Roma per rimanere Special.

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Mourinho ha deciso: resta alla Roma! – FOTO

MOURINHO ROMA – Mourinho si defila dall’ipotetico e, almeno per il momento, assai fantasioso “valzer delle panchine. José ha deciso di rispettare il contratto con la Roma fino alla scadenza naturale, 30 giugno 2024. Era giunto a questa conclusione già prima della sosta – trascorsa quasi interamente a Londra -, periodo durante il quale un’ulteriore riflessione a freddo sul momento, più che sulle reali prospettive a media scadenza del club, ha rafforzato la convinzione.

Come scrive Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, alla vigilia dei quarti di Europa League, con la squadra ancora in corsa per un posto Champions e di fronte al disorientamento di Dybala, Smalling, Abraham, Ibanez e Belotti, Mourinho ha capito che c’era (c’è) bisogno di un segnale forte e definitivo. L’ha voluto dare soprattutto per togliere qualsiasi fondamento alle voci sempre più insistenti che lo spingono al Paris St. Germain, o di nuovo in Premier (sarebbe la prima scelta del ricchissimo Newcastle arabo).

Con la permanenza di Mourinho a Roma, anche Dybala e Smalling vanno verso la conferma. Il quotidiano capitolino svela anche che nell’ultimo periodo i rapporti tra Mendes (che avrebbe avuto diversi incontri con Luis Campos sponda PSG), e lo Special One si siano fortemente raffreddati. Infine la Roma non andrà in Algarve la prossima estate, bensì in Asia a fare una tournèe.

Spazzate via dunque anche le ombre di possibili sostituti, tra cui Antonio Conte che ha lasciato recentemente il Tottenham e che poteva essere un nome spendibile per la panchina giallorossa, qualora Mourinho avesse deciso di lasciare anzitempo la capitale, ad un anno dalla scadenza del suo contratto con la Roma.

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