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Roma, l’atteggiamento è troppo rinunciatario: nelle ultime 4 gare crollato il dato della pericolosità offensiva

ROMA DATI OFFENSIVI – Quella di giocare bassa, lasciare campo e palla agli avversari per poi provare a fare male sulle ripartenze, è una scelta ben chiara della Roma, anche se non sempre paga. Tanto è vero che nella speciale classifica del baricentro delle squadre in Serie A i giallorossi sono addirittura quindicesimi.

Come scrive la Gazzetta dello Sport nelle ultime partite i giallorossi hanno spesso e volentieri lasciato proprio il gioco nelle mani degli avversari: due partite su tutte, quella con la Real Sociedad al ritorno e il derby di domenica. Ma anche contro la Juventus. E i risultati negli scontri diretti con la altre big non sono stati certo ottimali, visto che la Roma ha perso due volte con Napoli e Lazio, vinto e pareggiato con la Juventus, perso con l’Atalanta e vinto e pareggiato rispettivamente con Inter e Milan: in tutto due vittorie, due pareggi e 5 sconfitte.

Questo atteggiamento, tra l’altro, fa si che la Roma a volte fatichi a risalire. E anche nel PPDA (il rapporto tra i passaggi avversari fuori dalla propria trequarti e il numero di azioni difensive della squadra difendente oltre la propria trequarti: più il numero è basso più è alto il livello del pressing) i giallorossi sono messi malino, quint’ultimi con 13,5. I dati offensivi della Roma riflettono dunque un calo in termini di produttività e di occasioni da gol.

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Dybala-Juve, è scontro legale: alla Joya spettano 3,8 Mln ma non vuole fare causa ai bianconeri per il mancato rinnovo

Paulo Dybala e la Juventus, un matrimonio naufragato con strascichi legali ed economici ancora tutti da scoprire. Finora non è stata intentata una causa e Paulo non vorrebbe citare la Juve. Ma come riferisce Tuttosport, la tifoseria bianconera ha iniziato a scaldarsi sul web per ciò che sarebbe emerso dalle intenzioni dell’entourage del giocatore. Infatti per il futuro si potrebbe prospettare un contenzioso legale volto a ottenere un indennizzo per la differenza tra ciò che avrebbe percepito con il quinquennale imbastito con ibianconeri, ma mai giunto in porto con l’accordo finale, e quello che prende e prenderà con l’attuale club giallorosso in base al triennale firmato, questo si.

Il delta tra ciò che sarebbe potuto essere e ciò che sarà arriverebbe a sfiorare i 50 milioni. Il giocatore argentino però non ha intentato nessuna causa contro la Juventus, fiducioso probabilmente di vedersi corrispondere i circa tre milioni ancora mancanti entro il tempo prestabilito: indiscrezioni citano la fine del prossimo mese la data ultima per onorare l’impegno economico. Questo è quanto la Joya dovrebbe ancora ricevere rispetto agli stipendi dimezzati dalla c.d. manovra stipendi, inerente l’ultimo anno di contratto con i bianconeri.

Per quanto riguarda invece il delta tra ciò che avrebbe preso se la trattativa con la Juve fosse arrivata alla doppia firma e invece ciò che ha pattuito di percepire con la Roma per il triennale occorre specificare che l’idea di sperimentane la richiesta dell’indennizzo (un paio di milioni) non sarebbe del centravanti.. Bensì, appunto, una ipotesi in via di valutazione da parte del suo entourage. Alla Juventus in ogni caso sono sereni, in quanto la lunga trattativa oggetto di rilanci su rilanci, dettagli su dettagli, non ha mai assunto lo status di contratto.

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I due mesi della verità di Wijnaldum

Due mesi per prendersi la Roma. Saranno settimane chiave per il futuro di Gini Wijnaldum, che dopo aver riconquistato un posto in nazionale (stasera l’Olanda in campo) vuole imporsi anche in giallorosso, in attesa di capire quale sarà il suo futuro. Non è stata certamente una stagione facile per il centrocampista ex Liverpool, che dopo il tanto atteso sbarco a Ciampino e il bagno di folla che lo coinvolse da subito, ha dovuto superare mille difficoltà prima di potersi godere appieno la sua avventura nella Capitale. Il brutto infortunio alla tibia del 21 agosto, la scelta di non operarsi e il lungo calvario prima del tanto atteso rientro. Prima la convocazione del 1 febbraio in Coppa Italia, poi il secondo «esordio» al Via del Mare di Lecce l’11 febbraio. Da lì Wijnaldum ha messo insieme 10 presenze tra campionato ed Europa League, per un totale di 475 minuti e un gol (seppur inutile) segnato all’Olimpico contro il Sassuolo. Tutte da titolare le ultime 4 di campionato, dove si è alternato tra il ruolo di trequarti e quello di mediano. Il lungo stop ha tolto a Mourinho una pedina fondamentale per il suo scacchiere tattico, e ora il portoghese aspetta con ansia suoi progressi. La brillantezza fisica è ancora da ritrovare, ma al momento a Georginio sembra mancare anche il ritmo partita.

Come scrive il Tempo, tutto abbastanza prevedibile dopo sei mesi di assenza dal calcio giocato, ma questa sosta servirà anche a lui per rimettersi in carreggiata. Il miglior Wijnaldum serve alla Roma, ma anche a sé stesso. In estate i giallorossi si sono accordati con il PSG per un prestito con un diritto di riscatto fissato a 8 milioni. Cifra non eccessiva per uno del suo livello, ma quello che sposta nella trattativa è l’ingaggio alto (ora percepisce 8 più 2 bonus, ma se restasse scatterebbe il Decreto Crescita) del giocatore. Il finale di stagione sarà importante in ottica club per decidere sull’eventuale riscatto di Wijnaldum, con l’idea del rinnovo del prestito che al momento non è tra le priorità, vista la scadenza del contratto nel 2024 che obbligherebbe ad un prolungamento con i francesi per partire nuovamente a titolo temporaneo. Superfluo discutere sul valore assoluto, anche dopo un infortunio del genere, ma i paletti del fair-play finanziario e alcuni rinnovi da decifrare (Smalling, El Shaarawy e Belotti), obbligano Pinto a una riflessione e ad un’attenta valutazione (…).

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Abraham smarrito, ma questa Roma non lo sta aiutando: metà dei tiri rispetto allo scorso anno

Appena due partite da titolare nelle ultime sette, ma soprattutto l’impressione di un calciatore oramai scarico, anche sfiduciato, di sicuro non felice. Nonostante Mourinho lo abbia anche incensato nel momento del bisogno, quando nella vittoria contro la Juventus Tammy dalla panchina ha esultato come se avesse segnato lui. […] La realtà, ci dice poi che Abraham quest’anno ha deluso. E lo ha fatto anche nettamente, soprattutto se il suo rendimento viene confrontato con quello della scorsa stagione. Solo che la questione è sostanzialmente un’altra: conviene davvero mettere da parte Abraham? […] Insomma, è evidente come si stia andando verso un cambio delle gerarchie al centro dell’attacco romanista. Con una postilla, però, da tenere ben a mente: Abraham è un asset strategico del club, molto più di Belotti. L’inglese, infatti, è stato pagato un anno e mezzo fa ben 40 milioni di euro (più 2 di bonus) mentre il Gallo è arrivato la scorsa estate a parametro zero. E se c’è la possibilità di andare a fare dei soldi a giugno (con la Roma che deve piazzare parecchie decine di milioni di plusvalenza) con uno dei due, quella probabilmente è molto più probabile con Tammy che non con il Gallo.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, […] in generale in questa stagione ha tirato molto meno in porta (62 volte contro 101) ed ha una percentuale realizzativa quasi dimezzata (11,29 contro il 19,8% del 2021/22). Il motivo? Lui ci ha messo del suo, è evidente, ma anche il gioco rinunciatario della Roma non lo aiuta di certo (come non aiuta lo stesso Belotti). Basta vedere anche il dato dei cross, che quest’anno sono scesi da 446 a 369. Insomma, c’è da salvare il soldato Abraham. Anche se poi pure lui dovrà darsi una mano da solo.

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Mou, c’è una difesa tutta da inventare

Ultimo giorno di allenamento ieri a Trigoria per il gruppo senza i nazionali (ben 14). Josè Mourinho, infatti, ha concesso ben cinque giorni di riposo alla squadra per poi riprendere martedì prossimo per preparare la sfida di domenica 2 aprile contro la Sampdoria. Uno stop per eliminare le scorie del derby, ma soprattutto per il tecnico portoghese per venire a capo del rompicapo difesa, che alla ripresa sarà tutta da inventare.

Come scrive Leggo, la stracittadina infatti ha lasciato in eredità oltre a un morale a terra anche le squalifiche di Mancini e Ibanez, ma con Kumbulla che sconterà ancora una giornata di stop dopo la follia col Sassuolo e Cristante (usato anche lo scorso anno spesso come centrale in emergenza) anche lui costretto allo stop, lo Special One avrà a disposizione contro i blucerchiati i soli Smalling e Llorente, con il secondo fermato da un problema già alla prima da titolare con la Real Sociedad. Scelte obbligate quindi in quel ruolo, dove Mourinho ora deve solo fare gli scongiuri perché non accada altro. Ma anche sulle fasce la situazione è grave: fuori fino a fine stagione Karsdorp, sulla destra Celik è uscito fuori dai radar e rimane il solo Zalewski (adattato), in un periodo di forma non eccellente. E a sinistra rimane il solo Spinazzola, con El Shaarawy possibile alternativa. Poche quindi le opzioni: difesa a tre con Celik o Spinazzola arretrati, oppure il ritorno al modulo a 4 dietro. E con Dybala di ritorno dall’Argentina solo tre giorni prima della Samp, il rischio è di una Roma che non può commettere altri passi falsi in chiave Champions, tutta da inventare.

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Le crisi isteriche di Mou&Co. un salasso da 102mila euro

Il metodo Mourinho prevede una grande partecipazione, verbale e non, e il derby è stato l’esempio perfetto. Tra proteste veementi, risse verbali ed espulsioni a pioggia. Un fil rouge che si ripete ormai da un anno e mezzo. Non tanto in campo, visto che la Roma dal punto di vista disciplinare è una delle “migliori” squadre della Serie A. Quanto fuori, gomito a gomito con il suo condottiero. Ma soprattutto costosa per la società che da agosto del 2021, da quando Mourinho è seduto in panchina, ha dovuto pagare alla Lega 102.500 euro per i comportamenti scorretti dei suoi collaboratori. Domenica scorsa il record, con 27.000 euro di multa per l’espulsione di Nuno Santos, quella di Cristante e il ritardo della squadra nel rientro all’intervallo. Contro il Sassuolo Kumbulla è costato 5.000 euro, mentre a Cremona l’espulsione di Mou 10.000.

Come scrive la Repubblica, la panchina della Roma è sempre pronta a schierarsi al fianco del suo allenatore. Un blocco compatto che quando c’è da protestare si muove in massa. E se la massa è squalificata in tribuna, si va di singolo. La modalità a testuggine è un leitmotiv che a Trigoria viene ripetuto come un mantra da chiunque faccia parte della squadra. Da Tiago Pinto all’ultimo dei calciatori, passando ovviamente per il pater familias José Mourinho. Uniti per la causa giallorossa. Mourinho seleziona i propri collaboratori cercando non solo competenze professionali, ma un modo di intendere il calcio e la vita. Per essere l’incarnazione perfetta del portoghese. E delle sue battaglie. Diventate ormai un salasso.

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Karsdorp, 8° infortunio traumatico della stagione. Ecco il dato complessivo

E’ arrivato ieri come un fulmine al ciel sereno. Rick Karsdorp rimarrà fermo almeno 8 settimane per la rottura del menisco interno del ginocchio sinistro. Un’assenza importante in un momento altrettanto fondamentale della stagione.

Come riferisce il Tempo, sono 13 in totale gli infortuni muscolari in questa stagione contro gli 8 traumatici che hanno portato a 5 interventi chirurgici (2 di Karsdorp, Darboe, Belotti e Pellegrini), con Winaldum che scelse la terapia conservativa. Una bella dose di sfortuna. Non pochi, complessivamente, gli infortuni che hanno colpito Trigoria quest’anno, un elemento che certamente non aiuta nella corsa alla Champions.

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Dybala, l’Argentina per ricaricarsi. José punta su di lui per il rush finale

In Argentina non ha ricevuto l’accoglienza di Lionel Messi, ma comunque in nazionale puntano tutto anche su Paulo Dybala. “Ora o mai più”, titola la stampa locale perché la Joya è uno dei giocatori più tecnici e di qualità su cui il ct Lionel Scaloni può fare affidamento per il futuro. Paulo Dybala non è certamente un prospetto, ma una certezza. A Roma lo ha dimostrato, diventando nel giro di poche settimane un punto di riferimento per tutti: squadra, allenatore e tifosi. È il cannoniere della Roma con 13 gol totali, ha regalato 8 assist e dato un tocco di imprevedibilità al reparto offensivo.

Come scrive il Messaggero, sarà l’ultimo dei calciatori impegnati in nazionale a tonare a Trigoria perché giocherà l’amichevole contro il Curaçao il 28 marzo (la prima sarà con il Panama il 23). Considerando il viaggio lungo circa 10 ore, Mourinho potrà riabbracciarlo il 30 a tre giorni dalla gara contro la Sampdoria. Mourinho lo farebbe giocare sempre, ma la fragilità dei suoi muscoli lo costringe a centellinarlo. Non aiuta nel rendimento anche il reparto offensivo che fatica a segnare e poggia interamente sulle sue spalle.

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Tifosi

Roma-Feyenoord, già in 40.000: oggi parte la vendita libera

Nonostante la sconfitta nella stracittadina, i giallorossi sono pronti a sostenere la propria squadra e riempire nuovamente lo stadio Olimpico, già da dopo la sosta per le nazionali. Si va infatti verso il sold-out per la prossima sfida di campionato, contro la Sampdoria il prossimo 2 aprile. Continua spedita anche la vendita dei biglietti per la sfida di ritorno in Europa League contro il Feyenoord.

Come scrive il Tempo, si prevede l’ennesimo pienone: in cinque giorni sono stati già venduti quasi 40mila biglietti. Venerdì scorso è iniziata la prelazione riservata agli abbonati di campionato. La prima fase, terminata lunedì scorso, ha lasciato spazio alla prevendita per coloro che si erano riservato un posto per le gare di coppa. Questa seconda fase terminerà oggi alle ore 16, quando inizierà la vendita libera, dove i tifosi giallorossi potranno acquistare fino a un massimo di quattro biglietti a persona.

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I soliti cori antisemiti e una maglia choc. Piantedosi: “Individuare i responsabili”

Dito di nuovo puntato contro gli ultrà biancocelesti all’Olimpico: “Una curva intera che canta cori antisemiti, un ‘tifoso’ in tribuna con la maglia Hitlerson e il numero 88 e noi, come sempre, gli unici a indignarci e a protestare. Possibile che tutti continuino a far finta di nulla?”, scrive su Twitter la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello.“Anpi sta valutando gli estremi di un’azione di carattere penale”, giura il presidente, Gianfranco Pagliarulo.

Come scrive il Messaggero […] da ieri la società biancoceleste ha subito aiutato le forze dell’ordine a identificare i soggetti responsabili. Gli 007 della Procura Federale domenica lo hanno sentito e trasferito a Gerardo Mastrandrea, che oggi probabilmente comminerà un’ammenda salata per l’accaduto. La Curva Nord, già squalificata in passato per razzismo, resta però nel mirino del procuratore Chiné, che ha acquisito dalla Questura di Napoli ulteriore materiale sui fatti del Maradona sotto indagine dallo scorso 3 marzo. Se accertati, i buu a Osimhen potrebbero costare molto più cari, con Lazio-Juve a rischio settore chiuso.