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Interviste

Pinto: “I Friedkin vanno ringraziati. La rosa ha le risorse per arrivare in Champions. Frattesi? Impossibile a gennaio. Attendiamo una risposta da Smalling”

I dirigenti di calcio si dividono in due categorie: quelli attentissimi alla comunicazione che spesso chiamano per primi e quelli che invece parlano poco. Ecco, Tiago Pinto appartiene alla seconda categoria. Questa è la sua prima intervista a un giornale, realizzata lo scorso 30 dicembre ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: «Mi piace parlare con i fatti più che con le parole, ma dopo due anni di lavoro credo sia giusto ricordare alcune cose fatte, forse passate un po’ inosservate. E chiarire meglio i piani presenti e futuri di un club ambizioso che vuole continuare a crescere, ma rispettando regole, fair play finanziario e sostenibilità economica. Il mondo del calcio ha poca memoria, vive solo di presente, ma non bisogna dimenticare il lavoro incredibile fatto dai Friedkin in poco più di due anni, in quale situazione economica hanno preso la Roma, quanto finora hanno investito, chi hanno portato qui e cosa hanno ottenuto. A partire dalla vittoria di una Coppa Internazionale che alla Roma mancava dal 1961 e all’Italia da 12 anni. Anche se da dirigente, oltre alla coppa in bacheca vado orgoglioso di altri aspetti».

Quali?

«Essere tornati a vincere migliorando notevolmente e costantemente la rosa. Ma nel contempo riducendo di 25 milioni un monte ingaggi molto alto, salutando decine di giocatori non più funzionali senza pagare milioni e milioni di incentivi all’esodo come avveniva in passato, portando tanti nostri ragazzi in prima squadra grazie a un lavoro in profondità sul settore giovanile, rimodernando le strutture a Trigoria, creando nuovi campi di allenamento, sistemando gli organigrammi, ricostruendo un dipartimento di scouting e di match analysis, investendo nel calcio femminile. Intorno alla vittoria della Conference c’è stato tanto altro».

Sul miglioramento della rosa c’è chi non è troppo convinto…

«Ognuno può avere l’opinione che vuole, ma la verità è che la squadra in ogni sessione di mercato è diventata più forte. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati acquistati 14 giocatori. Dal loro arrivo i Friedkin hanno investito sul mercato circa 150 milioni di euro. Lo scorso anno la Roma è stata la società che ha speso di più in A: circa 90 milioni, di cui 40 per Abraham. Quest’anno sono arrivati Dybala, Wijnaldum, Matic, Belotti. Se avessimo detto ai tifosi due anni fa che sarebbero arrivati Mourinho e questi giocatori, non ci avrebbero creduto. E infatti l’entusiasmo intorno alla Roma è esploso».

Gli ultimi colpi però sono arrivati tutti a parametro zero.

«Crediamo nel Financial Fair Play perché è uno strumento importante verso la sostenibilità economica ma è certo che i paletti del settlement agreement dell’Uefa ci hanno costretto a cambiare strategia. Aver portato campioni senza esborso per i cartellini e senza aumentare il monte ingaggi deve essere un motivo di orgoglio non di critica».

Tutti i giocatori acquistati hanno avuto il benestare di Mourinho?

«C’è sempre stato un lavoro di squadra che ha tenuto conto della mia opinione, di quelle dello scouting, del tecnico e ovviamente della proprietà. Non sempre è possibile acquistare tutto ciò che si vorrebbe: a causa dei paletti Uefa oggi non possiamo individuare un giocatore ideale, andare dalla proprietà e chiedergli di fare un ulteriore sforzo. Non posso dire che abbiamo tutti i calciatori che sognavamo, ma abbiamo tutti quelli che ci servono per i nostri obiettivi e che è stato possibile prendere. Perché viviamo nel mondo reale, non in quello fatto solo di desideri».

Che effetto le fa allora sentire Mourinho parlare di mercatino?

«La stampa e gli operatori di mercato hanno dato alla Roma voti altissimi per le operazioni concluse. Io ringrazio Mourinho perché molti giocatori hanno visto in lui un motivo importante per scegliere la Roma. Il suo appoggio e la sua popolarità sono stati fondamentali. Siamo tutti consapevoli che con il tecnico che abbiamo, la rosa che abbiamo e le strutture a disposizione, dobbiamo fare molto meglio nella seconda parte della stagione».

Nelle Coppe, grazie alla Conference, il bilancio è positivo. In campionato invece i numeri sono in linea con quelli ottenuti da Fonseca. Si può dire che la Roma deve fare molto di più?

«Sì, certo che si può dire. Abbiamo grandi margini di crescita, individuali e collettivi. Dobbiamo tirare fuori la nostra versione migliore per centrare il nostro obiettivo stagionale: qualificarci in Champions. Chiaramente fare bene sia in campionato sia in Europa League non è semplice».

A carte scoperte: l’obiettivo della Roma quindi è la zona Champions?

«Sì. Sappiamo che la concorrenza è grande, ma non ci manca nulla per competere fino alla fine per questo traguardo. Sapendo che spesso tutto si decide per uno o due punti in più o in meno».

Passiamo all’attualità: il caso Karsdorp.

«Dopo la partita col Sassuolo e le parole di Mourinho, il giocatore a livello disciplinare ha commesso una grave scorrettezza non presentandosi all’allenamento e rifiutando di partecipare alla tournée in Giappone. Abbiamo evitato altre polemiche cercando di lavorare internamente e con l’entourage del giocatore. Ricky è tornato, si è allenato e ha giocato. Purtroppo in questa settimana qualcuno ha voluto fare il fenomeno, bruciando un po’ il lavoro che era stato fatto».

Si riferisce al legale del calciatore?

«Non so se è ancora il legale del calciatore… Ma è andato a caccia di fama, facendo il protagonista invece di continuare a lavorare per risolvere i problemi. Lo stesso è accaduto con la Fifpro, un’istituzione che ha steso un comunicato senza aver mai parlato una volta con la Roma. Karsdorp non è mai stato fuori rosa, nonostante non si sia presentato due volte».

Detto del calciatore, la Roma però questo caso se l’è creato da sola: un vero autogol.

«Il nostro tecnico non ha usato giri di parole, ma dopo le partite subentra una parte emozionale non sempre facile da controllare. Ci sono tanti altri esempi, anche recenti, in top club della Premier. Queste cose succedono spesso nel calcio. Molti però hanno dimenticato che la miglior versione di Karsdorp c’è stata con Mourinho, che in 18 mesi lo ha impiegato 60 volte da titolare. Accettiamo le critiche, ma non posso permettere che un giocatore approfitti della situazione per danneggiare la Roma».

Karsdorp è sul mercato? E in caso di cessione verrà sostituito?

«Sì è sul mercato, ma non andrà mai via a zero. Se partirà, dovremo trovare un modo per mantenere la squadra equilibrata, non necessariamente acquistando un terzino. Con Celik, Zalewski, Vina, Spinazzola, El Shaarawy, le fasce sono comunque coperte. Questa intervista mi permette di spiegare come è difficile fare mercato dentro i paletti del FFP con cui dovremo fare i conti nei prossimi quattro anni. All’interno del settlement agreement, uno dei parametri da rispettare è il transfer balance: in pratica in tutte le sessioni di mercato i costi dei calciatori della lista A, quelli che sono iscritti in Uefa, non possono essere superiori ai costi della lista A della stagione precedente. Per costi si intendono il contratto del calciatore, il 100% dei bonus, il trasferimento, la commissione, l’ammortamento».

Facciamo un esempio…

«Nella prima parte della stagione per risparmiare qualcosa non abbiamo iscritto Gini Wijnaldum in lista. Avevamo un margine positivo di cinque milioni di euro, ma inserendo Gini a gennaio dovremo coprire questo eccesso. Per questo nei mesi scorsi spiegavo che non avremmo dato in prestito Felix (ceduto poi per 7 milioni, ndr): abbiamo bisogno di soldi per poter operare sul mercato. Col prestito risparmi l’ingaggio ma non basta per prevedere entrare. Sarà così anche a gennaio. Chi parte lo farà in via definitiva. Come vede non mi nascondo: parlo poche volte, ma dico sempre la verità».

Mourinho vorrebbe un difensore centrale.

«Non ho mai nascosto di essere d’accordo con lui: giochiamo a tre, ne abbiamo quattro e dovremmo averne cinque. Tecnicamente ci servirebbe ma ogni movimento in entrata sarà sempre dipendente dal movimento in uscita».

Come è la situazione di Wijnaldum?

«Sta sempre meglio, il recupero prosegue bene, lui è un grande professionista, lavora tanto. Per noi le grandi operazioni di mercato di gennaio sono il ritorno di Dybala e di Gini».

Dybala è tornato da campione del mondo. C’è chi teme che la Roma in futuro possa non bastargli…

«Io lo vedo felice qui, aveva bisogno di tornare a sentirsi importante e a Roma ci riesce. Si trova molto bene nello spogliatoio, con l’allenatore, in città, con i tifosi. Non ho paura che la Roma possa non essere abbastanza per lui. Paulo ci aiuterà ad arrivare al livello che vogliamo».

Abraham è appannato: come si recupera?

«Da lui si pretende sempre tanto, se fa bene si dice che deve fare meglio… Ma questo dipende anche dal suo grande valore. Tammy oltre che un bomber è un calciatore di grande qualità. La stagione scorsa nei primi mesi non ha segnato tanto ma alla fine ha fatto 27 gol. Lui sa che deve fare molto meglio da qui alla fine. Per una Roma competitiva e vincente Tammy è fondamentale».

Può aver pagato, con l’arrivo di Dybala, un modo di giocare della Roma un po’ cambiato?

“Non penso, perché diversi gol di Tammy sono arrivati su assist di Dybala. E perché Paulo è uno di quei giocatori che migliora chi gli sta intorno».

Nonostante l’impegno, anche Pellegrini e Zaniolo non hanno numeri esaltanti finora.

«È vero, ma dobbiamo ricordare che Pellegrini l’anno scorso ha disputato la sua migliore stagione di sempre. Quest’anno ha giocato anche qualche partita più indietro, nei due di centrocampo. Nicolò è un giocatore da doppia cifra in gol e assist, ne ha le qualità e lo sa anche il ct Mancini. Ma a ventitré anni è stato quasi due stagioni fermo e non è facile ritrovare fiducia, concretezza, continuità. Ma sono certo che in questa seconda parte della stagione tutti i singoli cresceranno e con loro anche il livello del gioco. La squadra sa di dover migliorare da subito le proprie prestazioni».

Vale anche per Belotti.

«A maggior ragione per Belotti, che ha cambiato club, città, ambiente e ha avuto anche dei problemi fisici, ormai alle spalle».

Quando si siederà a trattare il rinnovo di Zaniolo?

«Non c’è fretta, come ha detto anche il suo agente Vigorelli: ora pensiamo solo a giocare. Abbiamo un buon dialogo con Nicolò e il suo entourage. Non mancheranno i momenti per confrontarci. Alla fine non credo ci saranno problemi».

Rinnovo di Smalling: si rischia un nuovo caso Mkhitaryan?

«Vogliamo tenerlo, lui deve darci una risposta. Ha una clausola per liberarsi. Lo abbiamo pagato 15 milioni più commissioni, e percepisce un ingaggio di 4 milioni. La Roma ha investito tanto su di lui, aspettandolo con pazienza durante gli infortuni. Sa che teniamo a lui».

Due parole su Ibanez.

«È stato a lungo uno dei nostri migliori giocatori, ha piedi da centrocampista e qualità innegabili. L’errore nel derby non deve condizionarlo: il futuro è suo».

In base ai discorsi sul FFP, su Frattesi, che costa 30 milioni, non le faccio neanche la domanda…

«Esatto. Non serve fare la domanda. Con tutti i paletti che ho spiegato la risposta è scontata».

Non lasciamo una finestrella aperta?

«No, perché non vedo nessuna possibilità ora. Anche perché a gennaio torna Gini e abbiamo già Cristante, Matic, Bove, Tahirovic, Camara»

Solbakken, un colpo passato un po’ in sordina.

«È un calciatore che ha fatto benissimo sia nella passata Conference League sia in questa Europa League. Ha 24 anni, gioca nella nazionale norvegese, lo abbiamo seguito tanto e dovuto superare una forte concorrenza per prenderlo».

Mourinho prossimo ct del Portogallo: quanto c’era di vero in queste voci?

«Quando prendi un allenatore come Mourinho devi essere preparato alle voci. In questi diciotto mesi non è stata la prima volta che un altro club o una Federazione si siano interessati a lui. Ma in Algarve non abbiamo subito distrazioni. L’unico nostro focus è stato migliorare per tornare subito a vincere. Sono portoghese, ogni volta che il Portogallo cambia Ct si parla di Mourinho. Ma noi contiamo di andare avanti insieme a lui».

E il contratto di Tiago Pinto? Scade nel 2024…

«Il mio contratto non è un tema. L’ultima cosa di cui dobbiamo preoccuparci nell’area sportiva è il contratto del direttore».

Capitolo giovani: Bove e Volpato possono finire in qualche trattativa di mercato?

«Cerco la miglior scelta per il loro percorso di crescita. Ma va chiarito un punto: Bove e Volpato non sono più “giovani della Primavera”, ma realtà importanti con un valore di mercato alto. Hanno giocato tante gare in A, hanno segnato, sono andati in nazionale. Ci sono club, non solo italiani, interessati a loro, ma contiamo di farli crescere qui. Quando sono arrivato dal settore giovanile avevamo solo Calafiori in prima squadra e giocava poco. Oggi sono sei: Zalewski che è un titolare, Bove e Volpato che giocano spesso, Tahirovic che si sta integrando, il terzo portiere, Boer, e Darboe ora infortunato. Mourinho ha creato un modo di coordinare il lavoro con il settore giovanile guidato da Vincenzo Vergine che ha permesso ad altri quattro ragazzi di esordire. Dal mio arrivo l’età media della squadra è passata da ventotto anni a ventisei. Più giovani, più prospettive, più valore».

Lei e Roma: impressioni iniziali e quelle di oggi.

«Non ero mai stato a Roma prima del 2021. Viverla da turista è magnifico. Ma se la godono più i miei familiari di me. La città è unica al mondo e forse non è un caso che lo siano anche i tifosi della Roma. Mai vista in vita mia tanta passione. Tutto questo fa crescere anche la pressione e le responsabilità: un anno qui ti consuma come tre da un’altra parte. Ma vincere ti regala anche una carica incredibile. Roma ti assorbe, ti riempie, ti esalta e ti consuma».

La prossima intervista tra altri due anni?

«Chissà… So di non risultare troppo simpatico ai giornalisti perché parlo poco, non regalo scoop, non do’ notizie. Ma ho sempre lavorato così, con discrezione, per il bene del mio club, a cui dedico il 100 per cento delle mie giornate e delle mie energie. Vorrei essere valutato solo per questo»

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Calciomercato

Karsdorp, zero offerte a titolo definitivo. Pinto: “Rick è sul mercato ma non lo regaleremo”

Rick Karsdorp è sul mercato ma partirà solo alle condizioni della Roma. Al momento non sono pervenute offerte a titolo definitivo, ma solo due ipotesi di prestito secco. Per questo la società ha bloccato il trasferimento dell’olandese che comunque non intende restare nella capitale dopo lo scontro con Mourinho.

A chiarire la posizione dell’olandese è Tiago Pinto ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “«Dopo la partita col Sassuolo e le parole di Mourinho, il giocatore a livello disciplinare ha commesso una grave scorrettezza non presentandosi all’allenamento e rifiutando di partecipare alla tournée in Giappone. Abbiamo evitato altre polemiche cercando di lavorare internamente e con l’entourage del giocatore. Ricky è tornato, si è allenato e ha giocato. Purtroppo in questa settimana qualcuno ha voluto fare il fenomeno, bruciando un po’ il lavoro che era stato fatto».

Si riferisce al legale del calciatore?

«Non so se è ancora il legale del calciatore… Ma è andato a caccia di fama, facendo il protagonista invece di continuare a lavorare per risolvere i problemi. Lo stesso è accaduto con la Fifpro, un’istituzione che ha steso un comunicato senza aver mai parlato una volta con la Roma. Karsdorp non è mai stato fuori rosa, nonostante non si sia presentato due volte».

Detto del calciatore, la Roma però questo caso se l’è creato da sola: un vero autogol.

«Il nostro tecnico non ha usato giri di parole, ma dopo le partite subentra una parte emozionale non sempre facile da controllare. Ci sono tanti altri esempi, anche recenti, in top club della Premier. Queste cose succedono spesso nel calcio. Molti però hanno dimenticato che la miglior versione di Karsdorp c’è stata con Mourinho, che in 18 mesi lo ha impiegato 60 volte da titolare. Accettiamo le critiche, ma non posso permettere che un giocatore approfitti della situazione per danneggiare la Roma».

Karsdorp è sul mercato? E in caso di cessione verrà sostituito?

«Sì è sul mercato, ma non andrà mai via a zero. Se partirà, dovremo trovare un modo per mantenere la squadra equilibrata, non necessariamente acquistando un terzino. Con Celik, Zalewski, Vina, Spinazzola, El Shaarawy, le fasce sono comunque coperte. Questa intervista mi permette di spiegare come è difficile fare mercato dentro i paletti del FFP con cui dovremo fare i conti nei prossimi quattro anni. All’interno del settlement agreement, uno dei parametri da rispettare è il transfer balance: in pratica in tutte le sessioni di mercato i costi dei calciatori della lista A, quelli che sono iscritti in Uefa, non possono essere superiori ai costi della lista A della stagione precedente. Per costi si intendono il contratto del calciatore, il 100% dei bonus, il trasferimento, la commissione, l’ammortamento».

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Rassegna stampa

Zaniolo cerca gol pesanti

L’anno di Nicolò Zaniolo. Parte terza. Il 2023 dovrà essere, per forza di cose la stagione della definitiva esplosione del numero 22 giallorosso, in una consecutio di numeri curiosa. Maglia, annata, età e scadenza contratto. 24 come gli anni che compirà a luglio, quando avrà un solo anno di contratto con la Roma. Giugno 2024 come una spada di damocle sulla testa del ragazzo e della Roma. Per adesso segnali di rinnovo non arrivano da Trigoria. L’agente Vigorelli aspetta e intanto sonda possibili future destinazioni, con il Milan che rimane alla finestra. Troppo alta la richiesta di 4 milioni di euro netti per un calciatore che in campo, secondo il club, non ha ancora dimostrato di valerli. In potenza sarà. Un incipit che a questa età è al limite tra speranza e condanna. I numeri questa stagione latitano: 14 presenze e 2 gol, che diventano in totale con i giallorossi 125 con 24 gol. Pochi per un attaccante. Ma il ct Mancini, mai tenero con lui, ha sentenziato: «Sarà l’anno di Zaniolo e Chiesa». Lui lo spera per l’Italia, Mourinho ci punta per la Roma. E da Zaniolo ripartirà domani la Roma, che ospiterà il Bologna all’Olimpico alle 16.30. Sold out consecutivo numero 18. Oltre sessantamila tifosi ritroveranno la Roma e, si spera, una vittoria che manca in campionato dal 31 ottobre. Non ci sarà Mourinho in panchina, squalificato e silenzioso. Niente conferenza stampa oggi e sabato prima della sfida di San Siro contro il Milan. Appuntamento con le parole a metà mese.

Come scrive il Tempo, se da Trigoria arrivano solo buone notizie, con tutti a disposizione tranne Wijnaldum, le ombre aleggiano sui conti del club. La Roma ha approvato una perdita di 219,3 milioni di euro nell’esercizio di bilancio relativo al 2021-22. Il peggiore della sua storia che però non preoccupa dalle parti di Trigoria. Il club ha avviato da tempo un percorso di risanamento che ha come obiettivo il 2026. Il club ha aderito al decreto liquidità che consente alle aziende di ripianare i deficit nell’arco di 4 esercizi e numeri in rosso in questi traguardi di medio termine erano stati ampiamente previsti. In più il contenimento dei costi messo in atto da giugno ad oggi, non visibile dall’ultimo bilancio approvato, porterà benefici finanziari già dalla prossima semestrale. E nonostante la Roma continui a perdere ma i Friedkin non mollano, anzi rilanciano. E in quest’ottica di risanamento è ossigeno puro per i conti del club il nuovo accordo come main global sponsor sottoscritto con «Auberge Resort». Una catena di alberghi di lusso di proprietà dei Friedkin che vedrà il proprio logo comparire sul retro della maglia da gara già a partire da Roma-Bologna.

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Calciomercato

Stallo rinnovi: ansia Smalling, stop su Zaniolo

Una delle situazioni più spinose naturalmente è quella legata a Smalling. Perché tecnicamente il difensore centrale già adesso potrebbe siglare un pre accordo con un altro club e, quindi, giocare con un’altra maglia la prossima stagione. Nessun allarmismo fin qui, ma il contratto scade a giugno e diversi club italiani ed esteri hanno già chiesto informazioni all’entourage.

Smalling ha un’opzione di rinnovo per un’altra stagione (alle stesse cifre) che potrà esercitare dopo il 50% delle partite giocate: il giocatore ha chiesto tempo per riflettere prima di prendere una decisione, la Roma come risposta gli ha offerto un contratto biennale ma con uno stipendio più basso rispetto ai 3,5 milioni di euro netti che percepisce dal 2020. Attenzione alla Premier League e all’Inter che fiuta il secondo colpo a zero dopo quello di Mkhitaryan.

Come scrive il Corriere dello Sport, gennaio sarà un mese importante per delineare il suo futuro, ma anche quello di Belotti che fin qui ha deluso le aspettative e ha bisogno di giocare (deve raggiungere ventuno presenze da 45 minuti e un certo numero di gol) per far scattare il rinnovo biennale. Stesso discorso per El Shaarawy che deve convincere Mourinho a far scattare entro il primo giugno l’opzione per un altro anno di contratto.

Per tutti gli altri invece è stand by: Zalewski è ancora in attesa di ricevere un adeguamento del contratto dopo l’exploit dell’ultima stagione e la convocazione al Mondiale, Spinazzola (2024) dovrà mostrare di aver definitivamente superato l’infortunio e di poter tornare ai suoi livelli. Poi naturalmente c’è Zaniolo. Nessun incontro con la Roma, nessun contatto importante con l’agente. Una situazione non proprio tranquilla né per il giocatore, né per Mourinho che vuole puntare sul ragazzo anche per il futuro. La Roma vuole prima valutare le sue prestazioni e ha scelto di aspettare: i tifosi sperano non troppo.

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APPROFONDIMENTI

Roma, i ricavi vanno aumentati e i Friedkin aprono le porte agli ‘Home Sponsor’. I dettagli

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima la Toyota per le maglie d’allenamento, di cui Friedkin è esclusivista in cinque stati americani, ora i Resorts della catena Auberge Collections, presenti nel portfolio d’investimenti del The Friedkin Group. La proprietà giallorossa si muove in prima persona per aumentare i ricavi. Non solo una costante immissione di denaro sotto forma di aumenti di capitale, per il sostentamento del club e la continuità aziendale.

E’ stata intrapresa, anche alla luce del recente nuovo arrivo nel settore marketing del club, un’attività più complessiva che produrrà diverse novità nel corso del 2023 (a partire dal nuovo sponsor tecnico, quasi certamente Adidas al posto di New Balance), per cercare di ovviare alle carenze di un bilancio che anche oggi manifesta, alla luce dei dati relativi all’ultima annualità, una criticità assoluta: la Roma continua a costare più di quanto produce.

In funzione anche del settlement agreement stipulato con l’UEFA e del piano di rientro sottoscritto recentemente, si lavorerà dunque per aumentare i ricavi commerciali e la prima mossa è stata ufficializzata oggi. Dopo l’addio di Hyundai, la società giallorossa aveva iniziato senza un ‘back sponsor’, che i Friedkin hanno scelto nella propria galassia imprenditoriale. La particolarità è proprio questa, perchè si tratta del primo ‘Home sponsor‘ della storia del club giallorosso. Nessuna anomalia: in Italia avviene già da diversi anni in altre realtà come Juventus, Inter, Sassuolo o Fiorentina solo per citarne alcune. Si tratta della c.d. ‘sponsorizzazione da parti correlate’ che se improntata al principio del c.d. ‘fair value’, cioè di un valore equo di mercato rientrano perfettamente nei parametri di liceità previsti dall’UEFA. Almeno stando al vecchio regolamento del Fair Play Finanziario (ulteriori dettagli nell’Annex X, al punto F, chiamato “Related Party, Related Party Transactions and Fair Value of Related Party Transactions”) che su questo punto non appare esser stato successivamente modificato con l’introduzione delle recenti nuove regole finanziarie.

Come è possibile apprendere sul sito del The Friedkin Group, l’Auberge Resorts Collection è una delle società alberghiere di lusso più apprezzate al mondo per design architettonico, cura dei dettagli, raffinate scelte culinarie e un servizio altamente personalizzato e autentico, che da qui ai prossimi anni dopo i 24 hotels e i 58 ristoranti del gruppo, arriverà a contare almeno altre 8 nuove strutture in giro per l’Europa.

L’accordo sarà pluriennale – la società non ha annunciato la data di scadenza ma è l’ulteriore conferma dell’investimento a lungo termine dei texani – e il logo della catena di Resorts apparirà sul retro delle maglie da gara della Roma maschile, femminile e Primavera.

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Roma, 219,3 milioni di perdite: mai un dato così negativo nella storia del club. I Friedkin garanti della continuità aziendale

Una perdita record e la necessità costante che i Friedkin immettano denaro fresco per garantire la continuità aziendale. E’ la sintesi della relazione finanziaria che esplica, secondo gazzetta.it, i numeri di bilancio 2021 del club giallorosso, chiuso con 219,3 milioni di passività, una quota mai raggiunta nella storia della Roma.

La società giallorossa ha registrato una perdita consolidata di 219,3 milioni nella scorsa stagione, dopo il -204 del 2019-20 e il -185 del 2020-21: in totale 608 milioni bruciati negli esercizi influenzati profondamente dal Covid. Nel 2021-22 soltanto la Juventus, in Italia, ha riportato un deficit più pesante della Roma: -239,3 milioni.

Basso il dato delle plusvalenze: solo 6,2 milioni nel 2021-22, di cui 4,8 per la cessione di Under. I ricavi al netto delle plusvalenze stazionano attorno ai 200 milioni. Se il merchandising è salito a quota 14 milioni, le sponsorizzazioni relative ai contratti principali – Zytara, Hyundai e New Balance – sono crollate a 8,2. Da sottolineare anche una riduzione di 5,5 milioni per il venir meno del contratto con Sky per archivio tv e canale tematico.

Questi 200 milioni di ricavi vengono quasi interamente assorbiti dalle spese per il personale, schizzate a 182,8 milioni. Gli stipendi dei tesserati sono a quota 154,9 milioni, con un incremento di 13 milioni rispetto al 2020-21 dovuto “alla crescita del valore tecnico dei calciatori e dello staff tecnico”, oltre che ai maggiori bonus. Pesa, soprattutto, l’ingaggio di Mourinho. Ma c’è da rimarcare anche l’aumento di 10 milioni (a quota 27,9) degli stipendi degli altri dipendenti. Insomma, il rapporto tra costi e ricavi è fuori controllo, anche perché nella cosiddetta spesa sportiva vanno conteggiati anche gli ammortamenti. E ci sono pure 17,4 milioni di commissioni per gli agenti, voce aumentata. È vero che la Roma ha accantonato 12,5 milioni a titolo di contributo Uefa per il settlement agreement, assorbendo già nell’esercizio 2021-22 un’ulteriore multa stimata in 7,5 milioni per il parziale mancato rispetto di alcuni target. Ma l’obiettivo dell’autosufficienza appare lontanissimo.

I dati consolidati al 30 giugno 2022 (posizione finanziaria netta negativa per 346 milioni, perdita per 219 e deficit patrimoniale per 339) hanno spinto il revisore Deloitte a stilare un lungo richiamo d’informativa. Gli amministratori prevedono per il 2022-23 “un ulteriore significativo deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società, caratterizzata, tra l’altro, da un trend reddituale ancora negativo che potrebbe comportare un deficit patrimoniale e rilevanti esigente finanziarie”. Per l’attuale stagione, la Roma punta a coprire il proprio fabbisogno finanziario attraverso l’apporto di ulteriori risorse dell’azionista, l’eventuale cessione di giocatori e i flussi di cassa che potrebbero essere conseguiti nel corso dell’Europa League. In ogni caso, i soldi di Friedkin rimangono essenziali. Nella scorsa stagione l’imprenditore statunitense ha immesso risorse per 206 milioni. Il totale dei versamenti nelle casse giallorosse, dall’agosto 2020, è di 500 milioni tondi tondi. Se aggiungiamo il corrispettivo versato a Pallotta per l’acquisto e l’esborso per l’Opa, l’investimento complessivo di Friedkin nel calcio italiano ammonta a 736 milioni. Una quota dell’ultima tranche di versamenti è servita per contribuire al rimborso anticipato del bond di 267 milioni, nell’ambito del rifinanziamento che ha alleggerito l’indebitamento finanziario netto della Roma: adesso il club è esposto per 175 milioni.

Dal punto di vista finanziario il debito è diventato più gestibile, ma solo grazie all’intervento della proprietà. Quanto alle incombenze del codice civile per le perdite maturate, la Roma ha aderito alla facoltà del decreto Liquidità che consente alle aziende di ripianare i deficit nell’arco di cinque anni.

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Roma-Bologna a Santoro. Al VAR torna Chiffi

Sarà Alberto Santoro, all’esordio contro i giallorossi in A, il fischietto che dirigerà il match contro il Bologna in programma all’Olimpico mercoledì pomeriggio. Gli assistenti saranno Galetto e Mondin, il IV uomo Marcenaro. Al VAR Chiffi, AVAR Longo.

Il fischietto siciliano dirigerà il quinto match di Serie A della sua carriera, all’esordio assoluto dunque con la Roma.

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Mourinho, il silenzio continua: no conferenza stampa prima di Bilogna e Milan

Il silenzio di Josè Mourinho proseguirà ancora per altri 10 giorni almeno. Il tecnico giallorosso infatti secondo quanto appresso da Trigoria non rilascerà dichiarazioni in conferenza a stampa alla vigilia dei match contro Bologna e Milan poiché ancora squalificato.

Come avvenuto già in precedenza lo Special One non parlerà dunque neanche dopo queste due sfide. Sarà valutato nei prossimi giorni se intervenire alla vigilia del match di Coppa Italia contro il Genoa, in programma il 12 gennaio oppure direttamente prima di Roma-Fiorentina del 15.

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Allenamenti

Trigoria, allenamento mattutino per il gruppo: ok Solbakken e Belotti

Nuova seduta d’allenamento per la Roma, questa mattina a Trigoria, con alcune buone notizie per Josè Mourinho che ha quasi del tutto recuperato Andrea Belotti. Il Gallo è tornato ieri a lavorare parzialmente in gruppo e dovrebbe strappare una convocazione per mercoledì, al più tardi rientrare per Milan-Roma.

Presente con la squadra ovviamente Ola Solbakken, protagonista in queste ore sui social del club dopo le sue prime ore da romanista. Stabilmente aggregato alla prima squadra il giovane polacco Jordan Majchrzak. Individuale per Wijnaldum e Darboe. 

La probabile formazione dei giallorossi
Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Celik, Cristante, Pellegrini, Zalewski; Zaniolo, Dybala, Abraham

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Roma, nuova partnership e nuovo logo sulle maglie: accordo con Auberge Resorts. Le parole di Friedkin – FOTO

L’AS Roma e Auberge Resorts Collection, brand leader mondiale di hotel e resort di lusso, sono lieti di annunciare una partnership che permetterà di unire la ricerca di esperienze di viaggio all’insegna del lusso con quella per le forti emozioni che solo la passionalità dei tifosi giallorossi può trasmettere.

L’accordo nasce dal desiderio comune di creare momenti, ricordi ed emozioni che rimarranno per sempre impressi nella vita delle persone. L’esperienza straordinaria di una partita dell’AS Roma allo Stadio Olimpico potrà così unirsi a quella indimenticabile di un soggiorno in una delle location d’eccellenza targate Auberge, tutte contraddistinte da una personalità unica e un approccio artigianale al lusso.

Con 25 boutique hotel e resort e più di 10 strutture in fase di sviluppo, Auberge Resorts Collection è una delle società alberghiere di lusso più apprezzate al mondo per design architettonico, cura dei dettagli, raffinate scelte culinarie e un servizio altamente personalizzato e autentico.

Auberge Resorts Collection diviene così Official Hotels Partner del club, con il logo che comparirà anche sul retro delle maglie da gara indossate dalla prima squadra maschile, femminile e Primavera.

“Siamo felici di poter collaborare con Auberge Resorts Collection, unendo due istituzioni che condividono il profondo desiderio di creare emozioni uniche e legami genuini con tutti coloro che scelgono di sperimentare ciò che abbiamo da offrire”, ha dichiarato Dan Friedkin, Presidente dell’AS Roma.