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RETESPORT

Roma, la ‘manna dal cielo’ è la sosta dei Mondiali: urgono riflessioni ma anche soluzioni

EDITORIALE (di Francesco Oddo Casano) – Freddino il clima, cielo autunnale, noia in campo per almeno 70 minuti e timida speranza nel finale, mista ad imprecazioni. L’ultimo pomeriggio vissuto all’Olimpico in questo 2022 è stato a tratti sconfortante, certamente deprimente. Un primo tempo non da zero in pagella, peggio, da ‘boh’: ‘boh’ sui singoli, sulla prestazione, ‘boh’ su come è stata preparata la partita, su come è stata sviluppata. Il nulla cosmico.

Il commento nel finale è stato ‘ari-boh’, perché al di là del sussulto vissuto nei famigerati 20 minuti, non si è visto nulla di diverso rispetto a tante altre occasioni in cui la Roma genera questi mischioni finali, frutto di impeto emotivo ma non di organizzazione. Non è un caso che Dybala entri bene ieri, come Volpato a Verona nel finale, come Zaniolo nella ripresa con il Ludogorets o Abraham a Reggio Emilia. La scossa arriva quasi sempre da fuori, evidentemente perchè qualcosa nell’undici di partenza (eufemismo) non funziona, quasi in maniera sistematica.

19.2.2022 Roma vs Verona (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Delusione (Foto Gino Mancini)

Sconfortante poi è stato il tenore arrendevole delle dichiarazioni di Mourinho. Al netto degli evidenti limiti di alcuni calciatori, nuovamente certificati dalla mediocre prova offerta contro il Torino e sottolineati a ragione dai fischi del pubblico, si parla solo e costantemente di atteggiamenti, problemi psicologici, richiami alle armi emotive, ma di calcio zero. Zero spiegazioni sul perchè la Roma sia Dybala dipendente, zero spiegazioni sul perchè ad esempio Zalewski, parlando di singoli, è involuto a tal punto da sembrare la peggior versione di Josè Angel, o perchè Zaniolo, quasi nelle vesti di un lottatore di sumo, faccia del corpo a corpo sistematico la sua unica arma. Ma si potrebbe proseguire con Mancini, Cristante, l’epurato Karsdorp e compagnia. Zero spiegazioni (non può bastare l’addio di Mkhitaryan) sul perchè la Roma lo scorso anno aveva trovato una sua identità, esprimendo anche in diversi casi un calcio gradevole oltre che efficace, oggi si sia smarrita totalmente. La Roma per svariate fasi delle ultime gare non ha giocato a calcio, ma praticato un altro sport difficile anche da definire: a tratti sembra rugby.

Ora, che ci siano delle criticità strutturali, che periodicamente con forza riemergono è ormai un dato assodato. L’errore di valutazione di società e tecnico è stato forse quello di credere che, aggiungendo qualità, si potessero celare i difetti cronici di alcuni calciatori, ma col senno di poi è facile. I fatti dicono questo ma raccontano anche di una squadra svuotata di qualsiasi significato tattico, svuotata di idee, che rumina calcio quasi pascolando in attesa della manna dal cielo, che a volte arriva a volte purtroppo no.

La sosta è ora la manna dal cielo della Roma, schiacciata nelle sue difficoltà e anche nella sua presunzione. Serve il coraggio delle idee, delle decisioni risolute, serve la capacità reale di fare l’autocritica richiamata da Mourinho e un reset quasi totale di ogni meccanismo, perchè dopo un anno e mezzo vedere ridotta così la Roma, vittoriosa a Tirana sei mesi fa, è mortificante ma soprattutto non spiegabile solo con la dipendenza da questo o quel calciatore.

Conferenza Stampa : Josè Mourinho e Rui Patricio
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APPROFONDIMENTI

Roma, i nuovi e la Conference non bastano: nel 2022 rendimento da sesto posto

Si è chiuso male, per non dire malissimo, il 2022 in Serie A per la Roma. Nelle ultime sfide di campionato, la squadra di Mourinho è riuscita a vincere in extremis solo a Verona, per il resto sono arrivate due sconfitte contro Napoli e Lazio all’Olimpico e due pareggi contro Sassuolo e Torino. In assoluto sono state disputate 34 partite nell’anno solare in corso, quindi quasi un intero campionato e il Napoli è la squadra che ha fatto meglio di tutti: 81 punti davanti al Milan secondo a quota 77, laureatosi campione d’Italia a maggio scorso.

Terza l’Inter con 68 punti a distanze siderali dunque dai partenopei, al pari della Juventus quarta con 67 punti. Al quinto posto la Lazio di Sarri con 63 punti, i giallorossi sesti a 58. Una media punti di 1,7 a partita per gli uomini di Mourinho, con un dato estremamente negativo sul piano offensivo: 46 reti realizzate, addirittura 30 in meno rispetto al Napoli capolista. Numeri che certificano le difficoltà di una squadra che ha sollevato al cielo comunque in questo 2022 un trofeo internazionale ma che non è riuscita a giovare appieno degli arrivi sul mercato anche se con Dybala in campo la media punti della Roma era salita a 2 punti gara, pari solo a quella avuta dai giallorossi nella prima parte della stagione 2019-2020 con Fonseca in panchina negli ultimi 5 anni.

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Infermeria

Cristante lascia il ritiro della Nazionale: sarà operato alla mano nei prossimi giorni

Bryan Cristante ha raggiunto solo per poche ore il ritiro della nazionale a Coverciano. Il centrocampista giallorosso ha infatti lasciato – di comune accordo con lo staff medico azzurro – il gruppo di Mancini a causa di un problema alla mano. In occasione di Roma-Napoli aveva subito un forte trauma alla mano sinistra e per le partite successive ha ricorso ad un tutore per un problema allo scafoide.

Il calciatore non ha voluto dare forfait nonostante il dolore ma ora la situazione è peggiorata e per questi motivi sarà costretto ad operarsi nei prossimi giorni.

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APPROFONDIMENTI

Mou: “Grazie a Dybala 20 minuti di speranza”. I numeri della ‘Joya dipendenza’ (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Con l’ingresso di Paulo si è vista un’altra partita. Sono stati 20 minuti di speranza. Con Dybala avremmo avuto più punti”. Lapidario, diretto, quasi scientifico Josè Mourinho. Il tecnico giallorosso ha nuovamente tracciato il solco tra la Roma con e senza il suo miglior calciatore. Per il resto accuse, ancora pesanti, sull’atteggiamento di alcuni singoli (Abraham in primis) e l’affermazione sulla necessità di fare ‘profonde riflessioni’ in merito alla qualità complessiva del gruppo storico di una squadra, incapace evidentemente di fare il salto di qualità.

Dybala dipendenti

Ma quanto ha realmente inciso l’ingresso di Dybala sulla prestazione dei giallorossi, al di là di quanto è stato possibile già osservare ad occhio nudo? Inserendo l’argentino in una posizione ibrida sulla trequarti con la libertà di svariare, Mourinho ha cercato di dare una scossa ad un reparto offensivo arido di idee e giocate. Fino al 70′ – come ricostruito dagli amici di @asromadata – la Roma non aveva mai creato i presupposti per segnare: zero tiri nello specchio e due sole opportunità potenziali con Zaniolo e Mancini nel primo tempo, ma entrambe le conclusioni erano finite sul fondo.

Fino al 70′ la Roma aveva prodotto un dato eloquente in termini di XgA: 0,30. In pratica nulla per poter sbloccare il risultato. Dall’ingesso di Dybala questo dato è schizzato oltre l’1 (1.15 per la precisione), con 3 conclusioni dirette dell’argentino (8 in assoluto della squadra) tutte nello specchio, una traversa, un rigore procurato, una punizione a giro di poco sul fondo e una grande occasione creata. In più il possesso palla dal 57% a favore del Toro si è tramutato in un possesso nettamente ad appannaggio dei giallorossi (63% vs 37%), zero conclusioni dei granata e l’83% di precisione nei passaggi.

Dati sconfortanti per certi versi, perché una squadra che dipende da un solo calciatore è una formazione che ha problemi di identità, personalità e qualità oggettivi.

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Allenamenti

Roma, domenica prossima la ripresa poi due fasi di ritiro tra Giappone e Algarve: ecco il programma

Una sosta che porterà a fare delle ‘profonde riflessioni’ e magari ad apportare delle modifiche sia di natura tattica sia di gerarchie. Il volto di Mourinho ieri esprimeva enorme delusione ma anche un pizzico di desolazione per l’ennesima prova sotto tono dei suoi. La Roma nelle ultime 5 giornate ha sciupato un bonus di punti e in parte di credibilità costruito da metà agosto. Dalla sconfitta interna per 1-0 griffata Osimhen, i giallorossi hanno perso tantissimo terreno dalla vetta: da -4 a -14 dal Napoli di Spalletti che vola solitario in testa alla classifica.

Ferie e lavoro tra Giappone e Portogallo

Dopo la sfida di ieri, Josè Mourinho ha concesso ai calciatori non impegnati in Nazionale una settimana di vacanza, si spera rigenerante per eliminare tutte le tossine accumulate nel tour de force iniziato a Salerno in piena estate.

La squadra tornerà a lavoro domenica prossima poi partirà subito per la tournèe in Giappone:  una settimana di lavoro a Tokyo con due amichevoli in programma, il 25 novembre contro il Nagoya Grampus al Toyota Stadium e il 28 novembre contro lo Yokohama F. Marinos al Japan National Stadium.

Il 29 novembre il ritorno a Roma con una seconda parte di vacanze concesse alla squadra. A Trigoria si tornerà a lavorare la seconda settimana di dicembre, prima della partenza per il Portogallo attorno alla metà del mese. Una settimana di ritiro in Algarve, ancora da definire nei dettagli, dove verranno aggregati anche i nazionali che non supereranno la fase a gironi del Mondiale. Il ritorno a Roma coinciderà con l’inizio delle vacanze natalizie e la fine del Mondiale. Da lì si inizierà la preparazione di Roma-Bologna in programma il 4 gennaio alle 16.30. Con l’augurio di ritrovare la squadra con quella identità dispersa nell’ultimo mese.

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Rassegna stampa

Roma-Torino 1-1, le pagelle dei giornali

La Roma ha pareggiato 1-1 in casa contro il Torino. Ecco le pagelle dei giornali:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (P.F. ARCHETTI)

Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 6, Ibanez 5,5; Celik 5,5, Cristante 5, Camara 6, Zalewski 5; Volpato 5, Zaniolo 5,5; Abraham 4,5. Subentrati: El Shaarawy, Matic 6,5, Dybala 7, Belotti 5, Tahirovic 6. Allenatore: Mourinho 5.

CORRIERE DELLO SPORT (R. MAIDA)

Rui Patricio 6; Mancini, 5,5 Smalling 6, Ibanez 6; Celik 6, Cristante 4,5, Camara 6, Zalewski 6; Volpato 5, Zaniolo 6; Abraham 4,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Matic 6,5, Dybala 7, Belotti 4,5, Tahirovic 6. Allenatore: Mourinho 5, .

LA REPUBBLICA (M. PINCI-F.TURCO)

Rui Patricio 5,5; Mancini 5, Smalling 6, Ibanez 5,5; Celik 5,5, Cristante 5, Camara 6, Zalewski 5; Volpato 5, Zaniolo 5,5; Abraham 4,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Matic 7, Dybala 7,5, Belotti 4, Tahirovic 6. Allenatore: Mourinho .

CORRIERE DELLA SERA (M. GRAZIANO)

Rui Patricio 5,5; Mancini 5,5, Smalling 6, Ibanez 5; Celik 4, Cristante 5, Camara 6, Zalewski 4,5; Volpato 5, Zaniolo 5,5; Abraham 4,5. Subentrati: El Shaarawy 5, Matic 6,5, Dybala 6, Belotti 4,5, Tahirovic 4,5. Allenatore: Mourinho 5,5.

IL MESSAGGERO (S. CARINA)

Rui Patricio 6; Mancini 5,5, Smalling 6, Ibanez 5,5; Celik 6, Cristante 4,5, Camara 5, Zalewski 5; Volpato 5, Zaniolo 5; Abraham 4. Subentrati: El Shaarawy 6, Matic 6,5, Dybala 7, Belotti 4,5, Tahirovic 6. Allenatore: Mourinho 5.

IL TEMPO (F. BIAFORA)

Rui Patricio 6; Mancini 5, Smalling 5, Ibanez 5,5; Celik 5,5, Cristante 5, Camara 6, Zalewski 5; Volpato 5, Zaniolo 5; Abraham 4. Subentrati: El Shaarawy 5,5, Matic 6,5, Dybal 7 Belotti 5, Tahirovic 6. Allenatore: Mourinho 5.

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Rassegna stampa

Uno sprazzo di Joya: “Dopo il Mondiale sarà un’altra storia”

Venticinque minuti per cancellare 35 giorni. Tanto ha dovuto aspettare Paulo Dybala prima di poter rimettere piede in campo, tanto gli è bastato per cambiare volto alla Roma. Fino al suo ingresso lenta, compassata e involuta, con lui frizzante ed efficace.

Come scrive la Gazzetta dello Sport (A.Pugliese), in poche parole due squadre diverse, come detto anche da Mou. “Quanti punti in più avremmo avuto con Paulo – sospira l’allenatore della Roma a fine partita – Con lui abbiamo fatto di più in venti minuti (in realtà 35, ndr) che in tutte le ultime partite. Ci è mancato per sei partite, per noi tante.Ora spero che possa tornare bene per la seconda parte di stagione”.

E a vedere come Dybala ha cambiato la Roma ieri è normale che il rammarico venga eccome. “Ho lavorato tanto per esserci, mi sarebbe piaciuto rientrare anche prima – dice la Joya, che così si è fatto il regalo per i suoi 29 anni, che compirà domani – Ho guardato ogni partita della Roma in questo periodo di assenza: credo che non sia stato il periodo migliore, non siamo riusciti a trovare grandi giocate. Dobbiamo capire gli errori commessi nell’ultimo mese e lavorarci su. Dopo il Mondiale, del resto, inizia un altro campionato. Ci serve più personalità, giocare senza paura. Con il Torino sarebbe stato meglio reagire un po’ prima per avere anche il tempo di vincere“.

Rigore e dintorni In tanti, poi, si aspettavano che a tirare il rigore poi sbagliato da Belotti fosse proprio lui: “A volte la decisione è questione di secondi. Ho alzato la testa e Belotti aveva già la palla in mano, si sentiva di calciare. Poteva succedere a chiunque di sbagliare“.

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Rassegna stampa

Mou contro Abraham: “Sei un privilegiato. Devi correre, amico”

“È arrivato il momento di fare autocritica. Dal punto di vista individuale dovranno farlo anche alcuni giocatori, che sono dei privilegiati. Servono motivazioni per prendere lo stipendio?“. José Mourinho chiude così la sua orribile settimana, con un punto all’Olimpico contro il Torino, dopo un derby perso e il caso Karsdorp.

Come scrive la Repubblica (A.Di Carlo), se il terzino olandese è stato al centro dei suoi pensieri dopo la sfida di Reggio, questa volta è Abraham a finire sotto il “fuoco amico” dello Special One: “Se diventi un giocatore professionista in un universo di milioni di bambini che volevano esserlo, non ti serve l’appoggio di nessuno per motivarti. Sei un privilegiato, per questo devi dare tutto in campo ogni giorno, ogni allenamento, ogni partita. Giochi bene, giochi male, sbagli. Se sbagli con me al massimo penso che sei scarso. Ma un’altra cosa è l’atteggiamento, la domanda riflette il mondo di oggi. Ma quale supporto psicologico? Corri, amico! Vai là, duelli individuali, sbaglia, crea problemi“. (…)

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NEWS

Karsdorp out, arriva il post Instagram. Pinto: “Troveremo una soluzione per il bene di tutti”

Rick Karsdorp dopo l’episodio di Reggio Emilia non è stato convocato per la sfida di oggi contro il Torino. L’olandese, ripartito questa mattina per l’Olanda insieme alla famiglia, ha postato su Instagram una story eloquente: sfondo nero, con due cuori – uno giallo e uno rosso spezzato – con l’emoticon della lacrima.

Prima del match Pinto ha affrontato ai microfoni di DAZN la problematica: Per quanto riguarda il tema di Karsdorp, anche se io non parlo molto, non nascondo i problemi. Tutti voi avete visto quello che è successo. Noi, insieme al giocatore e all’allenatore, abbiamo deciso che sarebbe stato meglio per tutti, per lui e per la squadra, non esserci nella partita. Poi, dopo la fine di questa partita e come abbiamo fatto sempre con i problemi che sono successi, dobbiamo mettere l’interesse della Roma sopra a tutto e sicuramente troveremo una soluzione buona per tutti”.

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Interviste

Mourinho: “Espulsione giusta. Con Dybala in campo avremmo avuto più punti. Farò le mie riflessioni”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pari contro il Torino:

Cos’è accaduto sull’espulsione?
“L’espulsione è giusta. Le mie parole all’arbitro meritano il rosso. Ho parlato con lui dopo la partita e mi sono scusato per le parole. Del gioco e del suo gioco come arbitro non voglio parlare. Penso di aver avuto l’umiltà di scusarmi per le parole ma la sua performance nella partita e nella sua ipotetica influenza negli sviluppi la lascio a voi.”

Cosa non le è piaciuto?
“Non voglio parlarne. E’ un’analisi che faccio per me stesso. La partita è finita, la partita che puoi vincere è la prossima, questa no. Ho parlato con l’arbitro e non mi piace parlare pubblicamente. La mia parola meritava il rosso, commentare la sua partita non lo faccio.”

La partita?
“Quale partita? Oggi ci sono state due partite: una al 70’ e una dopo. Abbiamo creato più negli ultimi 20 minuti che in queste ultime partite. Questo perché abbiamo della qualità e limitazioni. Quando Dybala non gioca per esempio. Quanti punti avremmo avuto di più con Paulo in campo. Abbiamo saltato anche delle partite senza Pellegrini e lui. La squadra ha bisogno di tutti. Questo è un periodo in cui ci riposeremo, ora ci sarà del tempo per qualche giocatore, compreso me, di fare delle riflessioni. Oggi è stata una partita complicata, anche quando abbiamo sbagliato il rigore la partita non è mai morta. Sono stati 20 minuti di speranza, così li ho chiamati. La speranza di rivedere Paulo e Lorenzo in campo, così come Tahirovic. Complimenti a lui, ha giocato bene”.

Manca la mentalità?
“La mentalità la fanno i giocatori. Si parla tanto del club, dei tifosi, ma sono i giocatori”.

Era Belotti il rigorista?
“Non era lui. Non dico nulla di più. Questa è la stessa di situazione di Ibanez al derby. Belotti ha avuto coraggio di tirare, ma ha avuto comunque il coraggio di tirarlo e sbagliare”.