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Rassegna stampa

Zaniolo sospeso fra rinnovo e Milan

Chiusa la stagione, Roma si è lanciata sul mercato. Ai giallorossi la direzione l’ha immediatamente indicata Mourinho: “What next?“. Lo Special One ha chiesto garanzie ai Friedkin e Pinto, vuole che la Roma del futuro prenda al più presto forma.

Come riporta Repubblica, il nodo prioritario sono i rinnovi di contratto, tenuti in stand-by, per volere della proprietà, fino al termine della stagione. Per questo il gm Pinto, dopo l’incontro con l’agente di Cristante, ha in programma di definire la situazione di Mkhitaryan e Zaniolo. Sull’armeno pochi dubbi: ha scelto l’Inter. Tutto aperto invece per Zaniolo.

Il gol decisivo nella finale di Conference League ha stravolto l’umore del ragazzo, protagonista assoluto della festa giallorossa per le vie della Capitale. Anche con quella caduta di stile nei confronti della Lazio e di Zaccagni che ieri a Coverciano è stata pesantemente censurata – con duro rimprovero al giallorosso – da Mancini: il ct della Nazionale non accetterà altri comportamenti fuori dalle righe da parte di Zaniolo, tanto più che si è trattato di una mancanza di rispetto nei confronti di un compagno in azzurro.

Nel rapporto con la Roma, la vittoria della Conference non cambia la trattativa per il suo rinnovo: la progettualità del club non verrà stravolta. Non c’è mai stata la netta volontà di cederlo ma neanche l’intenzione di offrire cifre folli per trattenerlo. Nei prossimi giorni, nell’incontro fissato con l’agente, si inizierà a parlare del prolungamento fino al 2027 con una base di 3,5 milioni all’anno. Basterà? Dipende dalla corte che l’eroe di Tirana riceverà.

Dall’entourage filtra nervosismo per le tempistiche, visto che ci sono stati sondaggi di diversi club. La Juventus sembra aver rallentato il pressing, ma attenzione al Milan, pronto a regalare a Pioli un grande colpo per l’attacco: il favorito per la fascia destra rossonera in questo momento è proprio lui, Zaniolo, ma servono non meno di 40 milioni. Possibili sviluppi, poi, per Solbakken: c’è l’accordo con l’attaccante, vanno limati dettagli e tempistiche con il Bodø.

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Rassegna stampa

Roma, caccia all’ala: Guedes il preferito

Abbiamo il nuovo Ronaldo”. Titolava così il quotidiano O Jogo il 30 settembre del 2015. A meritare l’accostamento al mostro sacro portoghese, un ragazzino di 18 anni, 10 mesi e 4 giorni, capace di segnare il gol decisivo della vittoria del Benfica a Madrid, contro l’Atletico. Trattenete il respiro, perché il nome è così lungo che per pronunciarlo ci vuole la rincorsa: Gonçalo Manuel Ganchinho Guedes.

Immaginate – scrive Il Messaggero, quindi la sorpresa, quando, alla prima occasione, venne chiesto all’enfant-prodige del paragone con CR7: “Sono portoghese, è normale stimare Cristiano. Ma io sono sempre stato tifoso del Benfica e stravedo per Geovanni”. Imbarazzo, stupore, fate voi. È come se a Roma facessero un accostamento con Totti e un ragazzino appena affacciatosi al grande calcio se la cavasse con “Sì, fa piacere ma a me è sempre piaciuto molto Pjanic“. Per carità, un ottimo calciatore ma che non può essere minimamente paragonato a Francesco. Basta questo per capire la personalità di Guedes. Lui benfiquista, non poteva vedersi accostato al fenomeno nato nello Sporting Lisbona.

Benfica punto di partenza anche di Pinto che lo ha messo ormai da un anno e mezzo nel mirino. Ora il connazionale gioca nel Valencia, è assistito da Mendes – che a Trigoria è sempre più di casa – e ha il contratto che scade nel 2023.

È lui il profilo da affiancare a Abraham chiesto da Mourinho, capace di sdoppiarsi in ala o seconda punta a seconda delle esigenze. Giocatore tecnico e di corsa, che ama partire a sinistra per rientrare con il destro. In stagione ha segnato 11 reti in 28 partite nella Liga, più altre 2 in 5 gare nella copa del Rey.

Non ingannino le poche presenze. C’è un motivo contrattuale: se Guedes avesse superato quota 35 da almeno 45 minuti, il Valencia avrebbe dovuto pagare altri 5 milioni al Psg. Spesa che un club può fare se intende tenersi un calciatore. Non se vuole venderlo. Tradotto: se la Roma affonda il colpo, l’affare si fa.

Anche perché Guedes non si opporrebbe di certo: “Se arriverà una proposta che sia buona per me e anche per la società, la valuteremo“, le sue parole non più tardi di un mese fa. La cifra di 40 milioni spesa dal club spagnolo 5 anni fa, a 12 mesi dalla scadenza è scesa nonostante l’ottima stagione del lusitano che ha già fatto sapere di non voler rinnovare. Pinto può giocarsi anche la carta Carles Perez (richiesto dal club iberico a gennaio) per abbassare l’esborso.

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Rassegna stampa

Zalewski aspetta l’aumento

Un’estate calda, che a Trigoria si farà rovente a partire dalla prima settimana di giugno, quando Tiago Pinto rientrerà da qualche giorno di relax trascorso in Portogallo. Oltre al tema Zanolo, scrive Il Tempo, il general manager giallorosso dovrà affrontare almeno un altro paio di questioni contrattuali.

Una è il rinnovo di Bryan Cristante – se ne sta parlando – l’altra invece riguarda Nicola Zalewski, che lo scorso dicembre ha firmato un contratto da professionista fino al 2025. Un accordo che dovrebbe essere rivisto nei prossimi mesi, almeno in termini economici: attualmente infatti il pupillo di Mourinho guadagna meno di 500mila euro a stagione ma, dopo essersi conquistato una maglia da titolare ribaltando le gerarchie dello Special One, una proposta di adeguamento da parte del club appare come un’ipotesi tutt’altro che remota.

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RETESPORT

‘La Coppa è nostra’. Il racconto di Retesport del trionfo di Tirana (VIDEO)

Una serata che rimarrà scolpita nella storia della Roma e nel cuore oltre che nei ricordi di tutti noi. Una vittoria targata Josè Mourinho, che ha riportato un trofeo a Roma dopo 14 anni d’attesa. Ecco il racconto degli istanti finali di partita, l’esplosione di gioia e la premiazione vissuti sulle frequenze di Retesport

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APPROFONDIMENTI

Ode a te Capitano

(di Francesco Oddo Casano) – Pensate quanto orgoglio, quanta gioia, quanta soddisfazione, proverà in queste ore Lorenzo Pellegrini. Quanto sarà leggera e piena di emozionanti fotogrammi la sua mente, dopo il trionfo di Tirana. Ma soprattutto quanto romanismo scorra nelle vene di un capitano, che ha sugellato contro il Feyenoord una stagione da record, entrando definitivamente nel cuore di tutti. Un romano e romanista che, a Tirana – dinanzi a migliaia di romani e romanisti – per primo ha avuto l’enorme privilegio di alzare al cielo una coppa che mancava da una vita.

Correndo sulle ali della fantasia è bello immaginare che quel trofeo di 12 kg sia stato sorretto dalle braccia forti anche degli altri capitani, che hanno rincorso o sfiorato il sogno di regalare alla propria gente, una gioia europea. Ecco, non costa nulla credere che in fondo Ago da lassù, Francesco, Daniele e Giuseppe tra Roma e Tirana, abbiano sollevato con Lorenzo al cielo la Conference League. Perché la tradizione infinita dei capitani romani e romanisti è un vanto senza tempo per questo club, che indubbiamente non ha avuto la fortuna di scrivere innumerevoli pagine di storia calcistica, ma allo stesso tempo sarà per sua natura sempre sorretto da quel sentore di romanismo che per ultimo Pellegrini ha perfettamente incarnato in questi mesi. Una fiamma inesauribile che si alimenta con i comportanti, le qualità, le giocate ma anche il rispetto infinito per una maglia, per un simbolo, per quei due colori.

3.10.2021 Roma vs Empoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Pellegrini esulta sotto la sud (Foto Gino Mancini)

Non è stato di certo un percorso facile per il numero 7 giallorosso: una lunga montagna da scalare, tra sentieri impervi, polemiche, insulti social e totale diffidenza. Il peso dell’eredità lasciata da Totti e De Rossi, i paragoni tecnici con Giannini. Imporre al pubblico la sua presenza con quella fascia probabilmente è stato il più grande cruccio di un ragazzo che ha meritato di vincere questo trofeo per gli enormi sacrifici profusi, partendo da lontanissimo. Mou lo ha caricato di responsabilità ma anche protetto ad inizio stagione: “Ne vorrei tre come lui in campo”. Francesco Totti lo ha incoronato suo successero in tempi non sospetti: “Sarà degno di indossare quella fascia”. Lorenzo non ha mai smesso di credere che ci fosse spazio anche per lui nell’Olimpo dei capitani. La vittoria in terra albanese ne consacra storia, riferimenti, carriera, marchiando a fuoco il suo nome nella leggenda dei capitani. Perchè nonostante qualcuno da oltreoceano abbia cercato di strappare a questa squadra la sua anima più profonda, la fiamma del romanismo ha dimostrato ancora una volta di essere inattaccabile, “perchè noi cresciamo con questo stemma addosso, che ci viene tramandato di generazione in generazione, questo spettacolo di romanità e romanismo che nessuno mai fermerà…” Lorenzo Pellegrini dixit. Ode a te Capitano.

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Interviste

Oliveira, messaggio alla Roma: “Ho onorato questa maglia dal primo giorno, ma un contratto col Porto. Adesso riposo”

«L’importante per la mia carriera è continuare a vincere. Ho un contratto con il Porto e ora vado a riposare e a ricaricare le batterie», ha detto il centrocampista in prestito da gennaio dal Porto alla Roma Sergio Oliveira a margine dell’evento della società Best Models ai microfoni di Abola. «Concludo la stagione con tre titoli, il che ha sempre un forte impatto – le sue parole riportate dal quotidiano portoghese -. Sono molto felice per la doppietta del Porto, per lo staff, i compagni di squadra e gli amici, ma dal momento in cui sono andato alla Roma mi sono dedicato alla causa, anche se ho un sentimento speciale per il Porto e tifo a distanza».

«Ho giocato 46 partite. Nella prima fase non ho giocato con la regolarità che mi piaceva, ma a un certo punto Vitinha è entrato molto bene e ho seguito la mia strada. Sono molto contento della stagione che ha fatto. Inoltre, anche se il Porto è il mio club, volevo provare qualcosa all’estero, mettermi alla prova e sfidare me stesso. Fortunatamente è andata bene», ha concluso il portoghese.

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Calciomercato

Mercato Roma, idea Deulofeu

Nel mercato in entrata della Roma per regalare a Mourinho alcuni rinforzi in vista della prossima stagione, si aggiunge un nome rispetto a quelli già fatti.

Tra i profili seguiti, secondo quanto scrive La Repubblica, c’è anche quello di Gerard Deulofeu. Tiago Pinto avrebbe infatti chiesto informazioni per il calciatore dell’Udinese e con il suo agente sarebbero andati in scena diversi incontri nelle ultime settimane.

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La Roma accelera: sì a Farias, Senesi e Douglas Luiz

La sensazione è che la Roma – destinata senz’altro a rafforzarsi, ma senza perdere di vista le sofferenze del bilancio – non voglia incagliarsi nelle secche della nostalgia paralizzante, ma sfruttare le occasioni possibili per crescere, anche a costo di perdere alcuni degli splendidi protagonisti del trionfo in Conference League, scrive  La Gazzetta dello Sport.

Per intenderci, se la proposta dell’Inter a Mkhitaryan fosse imbattibile o se Zaniolo decidesse di non firmare il rinnovo e preferisse accordarsi con Milan o Juventus, il club giallorosso non ha intenzione di fare aste potenzialmente perniciose, ma cercherà giocatori di valore analogo a costi sostenibili.

E allora comincia il super lavoro per il general manager Tiago Pinto, stretto fra acquisti, cessioni e rinnovi. Sul fronte degli obiettivi, si sta imbastendo il discorso per avere Senesi dal Feyenoord. Il difensore argentino è piaciuto anche nella finale di Conference e per fargli posto nella rosa la Roma sarebbe pronta a rinunciare anche a uno degli attuali centrali. Se Smalling è inamovibile e Mancini ha già virtualmente rinnovato, chi consentirebbe la plusvalenza maggiore sarebbe senza dubbio Ibanez, ma anche Kumbulla sarà da valutare.

Nel ruolo di regista, il sogno si chiamerebbe sempre Douglas Luiz dell’Aston Villa, per il quale la società potrebbe investire anche una trentina di milioni, nonostante il contratto in scadenza nel prossimo anno. Per il reparto avanzato, occhio a una “new entry”. Si tratta di Facundo Farias, 19 anni, un’ala-trequartista che gioca nel Colon ed è già nel giro della nazionale Under 20. Di lui si dice un gran bene, tant’è vero che richiesta al momento si aggira intorno ai 10 milioni.

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E adesso il nuovo stadio

In due anni Dan Friedkin è arrivato dove James Pallotta non è riuscito in quasi dieci: portare a Roma un trofeo che mancava dal 2008. In cinque anni vuole fare il bis con lo stadio di proprietà, l’altro grande fallimento del bostoniano. È un passo necessario per dare al club una maggiore stabilità, scrive il Corriere della Sera.

Lo stadio è un altro esempio della differenza tra i Friedkin e Pallotta: non si parla di architetti superstar né di grattacieli per ripagare le spese con le cubature. Sarà uno stadio moderno per una passione antica. Prima dello stadio, però, arriverà il delisting. Uscire dalla Borsa consentirà una maggiore agilità anche sul fronte del calciomercato.

Musica per le orecchie di José Mourinho. Lo Special One, ieri è stato insieme sibilino e chiarissimo:“Ho bisogno di pensare al dopo”. Primo giorno di vacanza e già primo rilancio.

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Continua il feeling Friedkin-Totti

Anche a Tirana Francesco Totti ha avuto modo di incontrarsi con la famiglia Friedkin, scrive  La Gazzetta dello Sport. “Tutti conoscono il mio attaccamento ai colori giallorossi – ha detto lo stesso Totti pochi giorni fa – ma per fare i matrimoni bisogna essere in due“.

La sensazione è ai Friedkin faccia piacere la vicinanza che l’ex numero dieci sta manifestando sempre più spesso alla nuova gestione della Roma. Insomma, il feeling c’è, ma un eventuale rientro, almeno all’inizio, escluderebbe quel ruolo operativo nella scelta dei calciatori che avrebbe sempre voluto, ma la sua esperienza potrebbe essere utile ad agevolare il lavoro di “scouting”, così come nel convincere i giocatori nel mirino a trasferirsi alla Roma.

Inutile dire, poi, quanto un suo ritorno potrebbe essere gradito alla tifoseria, che sta riscoprendo un senso di appartenenza che non si vedeva da anni. Basti pensare che sul fronte degli abbonamenti ormai è ritenuto possibile arrivare a quota trentamila tessere, un dato che in riva al Tevere non si vedeva da tanti anni. Morale: il futuro sarà pieno di sorprese. Che ai tifosi potrebbero piacere sempre di più. Come quel rapporto fra Totti e i Friedkin che pare consolidarsi.