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Sorteggio ottavi Conference League: la Roma affronterà il Vitesse

A Nyon sono andati in scena i corteggi di Conference League, validi per gli ottavi di finale della terza competizione internazionale. Le gare si disputeranno il 10 e il 17 Marzo.

La Roma ha pescato dall’urna

Gli accoppiamenti completi

Marsiglia-Basilea
Leicester-Rennes
Paok-Gent
Vitesse-Roma

Copenhagen-PSV
Slavia Praga-Lask
Bodo/Glimt-AZ Alkmaar
Feyenoord-Partizan Belgrado

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Rassegna stampa

Sabatini: “Mourinho? Mi pare tutto molto discutibile. Dzeko all’Inter? Orrido”

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. L’ex direttore sportivo della Roma – ora alla Salernitana insieme agli ex giallorossi Fazio, Perotti e Gyomber – ha ripercorso l’esperienza romanista: PallottaBaldini e Mourinho. Questo e molto altro nelle parole di Sabatini.

Fazio e Perotti. Due giocatori importanti con una storia importante nella tua Roma. 

Una meraviglia averli qui. Sono venuti a stupire. Fazio è un capo, ha già superato le ruggini. Perotti, imprevedibilmente, è stato subito in grado di giocare. Era fermo da un anno. Ci sta mettendo un entusiasmo infantile.

Peggio Saputo o Pallotta? 

Per lungo tempo ho pensato meglio Saputo, poi ho dovuto ricredermi. Con Pallotta litigavo, ma almeno ci sentivamo. Con lui abbiamo messo su una Roma che ha giocato un grande calcio. E comunque non mi ha scandalizzato essere dimesso. Mi è successo anche con Zamparini.

L’esonero più doloroso? 

Tutti. Quando si esonera un allenatore è sempre una sconfitta personale. In assoluto, dico Rudi Garcia. Ma era un esonero inevitabile e giusto, aveva perso la spinta, l’appeal con la squadra.

Hai detto: un errore non prendere prima Spalletti. 

Mi spiace averlo detto, non si danno bastonate a chi sta fermo, mi ha dato fastidio averlo fatto. Ma era la verità. Se prendo Spalletti un mese prima, forse vinco il campionato con la Roma. Quell’anno aveva fatto 87 punti.

Dzeko con la maglia dell’Inter? 

Orrido. Io ho solo pensieri stupendi per lui. Gli auguro sempre il meglio. I tifosi della Roma non hanno capito che erano due o tre anni che lo volevano cacciare.

Alisson, Marquinhos, Benatia, Castan, Emerson Palmieri, Nainggolan, Pjanic, Salah, Dzeko. 

Perché mi fai questo?

Che ti suscita? 

Niente. Sai perché? La mia vita è stata la versione umana ddi Sisifo. Io non sono Sisifo invincibile a Zeus, sono il macigno che perpetuamente arriva in cima e poi cade a fondo.

L’esperienza più stremante? 

La Roma, nessun dubbio.

Finita perché? 

Pallotta aveva nominato Baldini come suo consulente personale. Può un direttore sportivo serio accettare una cosa del genere?

Interferiva molto Baldini? 

Non ci riusciva neanche a farlo, ma era un bordello. Gli agenti non sapevano da chi andare. Pallotta mi lasciò libero solo dopo aver portato a termine il mercato.

Il giocatore della tua storia di dirigente? 

Pastore. Giocatore e ragazzo meraviglioso. Una sconfitta penosa che la sua storia si sia interrotta. Sfortuna nera e lui s’è un po’ lasciato andare. Mi ha fatto male che i tifosi della Roma non l’abbiano conosciuto al suo meglio. Pastore non era un giocatore. Era un sogno in movimento.

Gioco di fantasia. Mourinho e Sabatini alla Roma. 

Come ti può venire in mente?

Addirittura? 

Mourinho è un teatrante di successo, io invece voglio fare il calcio vero. Lui potrà rispondere che ha vinto tutto e io niente. Avrebbe ragione, ma non cambio la mia risposta.

Non gli riconosci competenze calcistiche da allenatore top? 

Lui va bene per un certo tipo di squadra, un certo contesto, un certo tipo di obiettivo.

Sbagliato dunque per la Roma? 

Guardo i risultati. Lascia stare le partite perse. I giocatori messi al rogo, declassificati. Mi pare tutto molto discutibile.

Ti arrivasse una telefonata dai due americani: “Vieni alla Roma, a lavorare con noi e Mourinho?”

Gli farei un applauso, gli darei ragione, ma risponderei: “Rimango qua a Salerno dove la gente mi ama”.

Definisci la stagione di Mourinho fin qui. 

La considero un’annata interlocutoria. Roma è una realtà speciale. Va studiata, capita. Ora che l’ha fatto, Mourinho proverà a fare meglio, non certo con giocatori come Oliveira.

I tifosi lo amano senza riserve. 

Anche per colpa tua… Cazzo… Quell’Ave Mourinho…

La cosa più ignobile che hai fatto per portare a casa un giocatore? 

Ne ho fatte tante. Finte, bugie gravi, magheggi. Non farò nomi. Posso dire che per portare Salah alla Roma ho fatto un magheggio fantastico. Mentre gli altri dibattevano sul che fare a Firenze, io ero a Londra a chiudere con il giocatore.

Il colpo di cui fai più fiero? 

Marquinhos. Franco Baldini cercò di boicottare l’operazione. Lo fecero passare per uno troppo magro, fisicamente inadeguato. Non sapendo che avevo già concluso l’affare.

Plusvalenza notevole. 

M’ero impegnato con un obbligo d’acquisto a 4 milioni con il Corinthians. Quando ricevemmo un’offerta di 30 milioni dal Paris, la disapprovazione diventò gaudio.

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Pallotta: “Con me una Roma da vertice. La Juve ha fatto dei ‘giochini’ sul mercato“

James Pallotta ha parlato sulle frequenze della radio statunitense Sirius. Di seguito le parole dell’ex presidente della Roma.

“Abbiamo fatto delle cose interessanti a Roma, altre di cui sono meno contento. Mi piacerebbe che, quello che abbiamo costruito come club, venisse portato avanti per fare bene. Ovviamente vorrei vedere la squadra andare bene, sembra che ci sia ancora del lavoro da fare in campo e anche altri aspetti da sistemare, quindi non sono contento di vederli all’8° posto in classifica ma spero che lo capiscano”. 

Sente che il suo lavoro non sia stato apprezzato?

Molti dimenticano che dal 2012 al 2020, per nove anni, nessun’altra squadra a parte la Juventus ha vinto il campionato. Nove anni consecutivi in cui il club più ricco d’Italia – dotato di un proprio stadio – ha dominato. Nonostante tutto questo, siamo arrivati secondi per tre volte e terzi in altre due stagioni, oltre a raggiungere la semifinale di Champions League. Questo è probabilmente un andamento migliore rispetto qualsiasi altra rivale che abbiamo sfidato in Italia al di fuori della Juventus. Guardo alla squadra che avevamo messo insieme e, francamente, penso che se non fosse stato per il Fair Play Finanziario che ci ha costretto a dover vendere dei giocatori, quella Roma sarebbe al primo posto oggi. Nel corso degli anni abbiamo avuto Salah, Alisson, Nainggolan, Dzeko, Pjanic, Strootman, Paredes, Emerson Palmieri, Manolas, Benatia, Marquinhos. Walter Sabatini ha fatto un lavoro incredibile nello scovare talenti prima degli altri e sfortunatamente il modo in cui funziona il mondo del calcio – vendere per rispettare il Fair Play Finanziario o i giocatori che vogliono andarsene – è semplicemente la dura realtà della vita quando non sei uno dei club più ricchi al mondo.

Quindi il Fair Play Finanziario aiuta i club più ricchi a rimanere i più forti?

Non ci sono dubbi. Le grandi squadre sono riuscite a farla franca con ogni genere di cose. I proprietari possono ottenere tutto. Quando noi generavamo circa 200milioni di euro di ricavi, Real Madrid o Barcellona o altri club che volevano i nostri giocatori, avevano 800 o 900 milioni di entrate. Quindi è davvero difficile competere con loro senza fare trading di calciatori. In un certo senso, abbiamo costruito un modello come quello che sta usando l’Atalanta oggi e che tutti lodano. Prendevamo giocatori, migliorando la squadra, poi li vendevamo per bilanciare i conti, sapendo che persone come Sabatini e altri potevano trovare nuovi calciatori per mantenere la squadra competitiva. Solo così abbiamo potuto fare quello che abbiamo fatto – qualificandoci sempre per la Champions League finché non ho fatto una caz… prendendo Monchi.

Adesso è la Juve che è peggiorata o gli altri club stanno facendo meglio?

Entrambe le cose. Pensavo che la Juventus fosse la squadra più forte degli ultimi nove anni, ma ora, quando guardi alle indagini in corso, inizio a metterlo in dubbio. Avevano il loro stadio e più del doppio dei nostri ricavi, ogni volta che avevamo un buon giocatore in rosa dovevamo preoccuparci se sarebbe arrivata la Juve a prenderselo. Lo hanno fatto con il Napoli, il Milan, lo hanno fatto con noi con Pjanic, e lo hanno appena fatto con la Fiorentina. Ma poi vedi le indagini in corso (sulle plusvalenze, ndr), non sappiamo cosa ne verrà fuori, ma sembra chiaro che la Juventus potrebbe aver fatto qualche “giochino” con il calciomercato. Altre squadre stanno andando meglio e il campionato è cresciuto, ma in generale penso che la Juventus non abbia più la stessa squadra di una volta.

Perché è stato così difficile lavorare a Roma?

Quando abbiamo acquistato la società, siamo stati i primi investitori stranieri nel calcio italiano. Il campionato era un disastro. Gli accordi televisivi a livello internazionale sembravano uno scherzo. C’era molta violenza e razzismo negli stadi. Sapevamo dai sondaggi che le famiglie non si sentivano al sicuro andando a vedere le partite, le presenze erano in calo. La Serie A si sentiva la migliore al mondo ma era diventata la terza o quarta Lega nel frattempo. Gli stadi erano vecchi allora, ora lo sono ancora di più. Il campionato italiano era probabilmente indietro di 20 anni rispetto alla Premier League. Rispetto a quello che abbiamo venduto, il club da noi acquistato nel 2011 era molto diverso. Non mi interessa cosa dicano i precedenti proprietari o altri, abbiamo ereditato una società che aveva debiti enormi, ricavi bassi ed era in bancarotta. So che mi prenderò altra mer.. dicendolo, ma abbiamo negoziato l’acquisto della Roma con Unicredit e se sto trattando con una banca, allora significa che la banca possiede quella squadra. Sono fatti.

Ora diversi investitori americani sono arrivati in Italia. Tornerà anche lei?

Può essere, potrei tornare.

Sarebbe più facile adesso?

È possibile. Eravamo soli in Serie A ed è stato davvero difficile, c’erano diverse fazioni e ognuna andava in una direzione diversa. È interessante quello che sta succedendo ora. Noi stiamo mettendo insieme un consistente fondo sportivo per fare cose interessanti nello sport e siamo proprio all’inizio del processo, ma penso che ci siano ancora alcune opportunità interessanti in Italia, situazioni particolari di cui non voglio parlare in questo momento, ma vedremo. È curioso che ci siano tutti questi americani che comprano squadre e io non ho parlato con nessuno di loro prima che acquistassero quei club.

Steve Pagliuca, che ha preso l’Atalanta, è suo amico?

Certo, facevamo parte dei primi tre azionisti dei Boston Celtics e lui ha comprato le mie quote quando le ho vendute. Perché non mi ha chiamato? Chiedete a lui, ma gli auguro il meglio lì. Ho un amico che ha comprato il Genoa ed è successo lo stesso. Ora guardo cosa sta accadendo, spero che non retrocedano in Serie B ma è difficile che si salvino.

Gli americani aiuteranno a valorizzare il brand della Serie A?

Fino a quando non arriverà qualcuno forte a gestire la Lega, non lo so. Ci sono alcuni proprietari che hanno punti di vista molto provinciali, amano avere il potere – sappiamo tutti chi sono – e gli piace lavorare con i piccoli club. Per certi versi è fantastico vedere arrivare tutti questi americani in Italia, ma per altri aspetti, sembra che ognuno pensi di sapere meglio di chiunque altro come gestire una squadra. Non si rendono conto di quanto sia complicato il calcio in Europa rispetto agli sport statunitensi.

Pronto a una nuova avventura nel calcio?

Ci sto lavorando.

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Oliveira, che succede?

Dopo un folgorante inizio contro Cagliari ed Empoli il rendimento di Sergio Oliveira è calato vistosamente, scrive La Gazzetta dello Sport,sembrando soltanto il gemello del giocatore che aveva ben impressionato. Eccezion fatta per il match di Coppa contro il Lecce è cominciato il rosario delle sostituzioni, coincise con prestazioni poco brillanti sue e della squadra: 57′ con il Genoa, 70′ con l’Inter in coppa, 69′ con il Sassuolo e 45′ con il Verona. Come mai Sergio Oliveira si è spento? La Roma ha preso l’ex Porto in prestito con diritto di riscatto a 12 milioni di euro,motivo per cui il futuro del centrocampista è tutto da scrivere. Il portoghese dovrà giocare meglio per avere la certezza di rimanere. Per quanto si sa da Trigoria le difficoltà fisiche del giocatore sono dovute al diverso tipo di preparazione nel Porto: con il lavoro di Mourinho dovrebbe recuperare, ma la sensazione è che il giocatore stia pagando anche il doversi adattare a un ruolo diverso da quello che è abituato a interpretare. Oliveira è una mezzala che dà il meglio quando può avvicinarsi all’area avversaria, non è un caso che abbia segnato già 63 gol in carriera. I tifosi mantengono la fiducia nel suo acquisto. Intanto, altro tutto esaurito domenica a Spezia, mentre sono ottomila i biglietti venduti per il match contro l’Atalanta e diecimila quelli riservati ai giallorossi per il derby del 20 marzo.

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Il tesoro di Mourinho: da Felix a Volpato, così crescono i campioni di domani

Dove prima Nils Liedholm diceva di palleggiare a Falcao e Bruno Conti oggi c’è un muretto in chiave moderna, con i led, e non ci si allenano Abraham e Pellegrini ma i ragazzi ella Primavera, scrive La Gazzetta dello Sport. L’obiettivo della società è quello di costruire i propri talenti, lo era prima e lo è con Mourinho, un allenatore che vuole giocatori pronti ma che non si fa problemi a prendere giocatori dalla Primavera. Quando serve e quando può va a vedere la Roma di Alberto De Rossi. Rispetto al passato non c’è più la voglia di andare a spendere 5-6 milioni per un giovane calciatore straniero spendendo tanti soldi tra commissioni e ingaggio. Il quadro dirigenziale del settore giovanile fa capo a Tiago Pinto, il responsabile del vivaio è Vincenzo Vergine, con cui lavorano Morgan De Sanctis, Simone Lo Schiavo e Bruno Conti. In futuro potrebbe entrarvi anche Alberto De Rossi, il cui contratto scade a giugno. La volontà continuare insieme, bisognerà decidere la forma.

La Roma ha impostato un metodo per lavorare con i giovani: i ragazzi vengono seguiti, premiati quando necessario (il caso di Bove, andato in ritiro perché aveva dato disponibilità a lavorare nonostante il gomito rotto), valutati in base a tecnica e comportamento, spronati a sfruttare la possibilità di allenarsi con Mourinho (Bove, Darboe, Zalewski e Felix fanno parte della rosa a tutti gli effetti). Volpato sta scalando le gerarchie, ma anche Tripi, Missori, Keramitsis e Mastrantonio (per il quale il Psg ha mandato degli osservatori) sono in rampa di lancio. Il club segue i propri giovani in ogni passaggio, dall’istruzione alla vita fuori dal campo, con l’obiettivo di avere un’identità sempre più forte con il territorio come in passato. Previsto il mantenimento del tetto agli ingaggi nel settore giovanile.

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Mourinho resta ancora in silenzio mentre il club prepara il ricorso

Vigilia silenziosa per Mourinho. Dopo il finale incandescente di Roma-Verona e la decisione di non presentarsi davanti ai microfoni, anche domani il tecnico non parlerà con la stampa: la consueta conferenza non ci sarà a causa della squalifica di due turni inflittagli dal Giudice Sportivo, come riporta Il Tempo. Il club nel frattempo è in attesa di ricevere dalla Procura Federale la documentazione necessaria a presentare il ricorso per cercare ridurre le squalifiche di Mourinho e Pinto. Domani contro lo Spezia (settore ospiti sold-out) torneranno a disposizione Mkhitaryan e Shoumurodov oltre ad El Shaarawy, Mancini e Zaniolo. Ancora out invece Carles Perez, Boer e Spinazzola.

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VIDEO – Fonseca, bloccato a Kiev: “Ore di terrore, ma dobbiamo restare forti. Grazie per il vostro affetto”

Mister Paulo Fonseca, ex tecnico della Roma, ha affidato ai suoi social un video-messaggio per raccontare le ore di terrore che sta vivendo, con la sua famiglia, a Kiev, dopo l’invasione russa iniziata la scorsa notte: “Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno inviato messaggi di cura e sostegno alla mia famiglia e a me. Siamo a Kiev e stiamo facendo del nostro meglio per rimanere forti in questo momento molto difficile per l’Ucraina”.

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Allenamenti

Roma, recuperato Mkhitaryan. Out solo tre calciatori

Mkhitaryan è ritornato a lavorare in gruppo. Questa la buona notizia dell’allenamento mattutino a Trigoria. Test atletici e focus tattici per il gruppo agli ordini di Mourinho. Restano out Ibanez, Carles Perez e Spinazzola.

La Roma prepara la sfida contro lo Spezia

Contro lo Spezia Mou potrebbe tornare alla difesa a 4, con il rientro di Mancini al fianco di Smalling. A centrocampo Veretout favorito su Oliveira, al fianco di Cristante, con Mkhitaryan, Pellegrini e Zaniolo a sostegno di Abraham.

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Spezia-Roma, Mou resterà in silenzio

Dopo la squalifica, il silenzio. Josè Mourinho ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in sala stampa alla vigilia di Spezia-Roma. Il tecnico giallorosso come noto rimarrà in tribuna sia domenica, sia contro l’Atalanta.

La Roma studia le carte per un eventuale ricorso

Inoltre, da regolamento, in quanto squalificato, Mourinho non parlerà neanche al termine del match contro i liguri.

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Spezia-Roma a Fabbri. Al VAR Di Paolo. Ecco i precedenti

Sarà Michael Fabbri, l’arbitro di Spezia-Roma, match in programma domenica pomeriggio alle 18.00. Gli assistenti saranno Mondin e Scatragli, il IV uomo Paterna, al VAR Di Paolo e De Meo.

L’ultimo precedente a Empoli 20 giorni fa

Nel complesso sono 10 i precedenti tra Fabbri e la Roma: 6 vittorie, 3 nelle ultime 3 gare arbitrate (Parma e Genoa in casa prima della trasferta del ‘Castellani’), 3 sconfitte (a Parma, Udine e in casa con la Fiorentina nel 2018) oltre al pareggio (3-3) con l’Atalanta alla 2a giornata della stagione 2018/19