La Roma in trasferta non è mai sola. Tranne quando qualche improvvida decisione delle autorità pubbliche impedisci ai gruppi della Sud di seguire la squadra. E’ accaduto già 3-4 volte quest’anno in Serie A, fortunatamente non ieri a Parma dove il pubblico giallorosso ha offerto il consueto spettacolo di colori, cori e passione.
E’ rimasta solo l’Europa o quasi. Nonostante Ranieri abbia richiamato attenzione sul sfida di domenica nell’immediato post gara di Milano, le scelte già fatte in precedenza lasciano pensare che anche contro il Venezia, ci sarà un maxi turnover.
Troppo importante la sfida d’andata col Porto per la stagione, le prospettive future e forse l’unica chance di giocare le coppe nella prossima stagione.
Ecco perchè Ranieri ripartirà da un 4-3-3 con Hummels e Dybala dalla panchina. Possibile chance per Gollini dall’inizio visto il leggero calo di rendimento di Svilar nelle ultime sfide ufficiali.
In difesa Rensch e Salah-Eddine sugli esterni, con Mancini e Ndicka centrali. In mezzo al campo squalificato Konè, tornerà Cristante dall’inizio con Pisilli e Gourna-Douath (escluso dalla lista UEFA).
Dopo gli ottimi 45 minuti in Olanda, ieri Matias Soulè ha nuovamente osservato dalla panchina i suoi compagni contro l’Udinese. 90 minuti in panchina senza possibilità di subentro.
Ranieri recentemente è stato chiaro: “Resta qui, puntiamo su di lui”, ma il ragazzo continua a riflettere su quale sia la mossa giusta per tornare a sentirsi protagonista.
Sull’ex bianconero, si è affacciato in queste ore il Bologna a caccia di un esterno offensivo. I dirigenti rossoblù avrebbero parlato sia con il direttore sportivo giallorosso Florent Ghisolfi che con l’agente del giovane argentino, ma da Trigoria non sarebbe arrivata per il momento alcuna apertura sul tema.
Az Alkmaar e Udinese, con meno di 72 ore di riposo in mezzo e soprattutto doppia trasferta consecutiva. Le settimane tipo per la Roma sono esaurite con la sfida vinta contro il Genoa, adesso si torna a giocare ogni tre giorni con impegni tutti (quasi) decisivi tra campionato, Europa League e Coppa Italia.
I giallorossi, in serie, affronteranno gli olandesi domani, poi i friulani domenica alle 15:00, quindi l’Eintracht e il Napoli in casa, subito dopo la trasferta a San Siro contro il Milan.
Tralasciando la sfida contro i rossoneri, le prime quattro citate sono tutte gare che richiederanno un extra-sforzo a livello fisico e Ranieri dovrà presentare una Roma intensa e pronta subito a partire forte.
Il tecnico testaccino, in attesa di capire come sarà definita la rosa nel rush finale del mercato invernale, dovrà attingere a tutte le risorse realmente utili, con qualche verifica ulteriore da fare su alcuni singoli che, per motivi diversi, hanno reso poco o niente.
Al di là di Svilar titolare, in difesa è impossibile pensare che la Roma possa giocare tutte le partite con il trio Mancini-Hummels-Ndicka. Il tedesco già lo scorso anno a Dortmund quando giocava 90 minuti in Champions, saltava la gara successiva di campionato.
Quindi se dovesse scendere in campo domani, non giocherà contro l’Udinese o viceversa. Hermoso è pronto a sostituirlo? Qualora fosse mandato in campo da Ranieri, giocherebbe centrale dei tre, con Ndicka sempre braccetto di sinistra. L’alternativa – in attesa di Rensch che può giocare anche nella difesa a tre – è Celik. Ma in una difesa a 3 o a 4? Il dubbio c’è soprattutto domani.
Perchè se Ranieri dovesse far riposare sia Hummels che Dybala, potrebbe temporaneamente abbandonare il 3-4-2-1 per schierare la Roma con un 4-2-3-1 o 4-3-3 più aderente alle caratteristiche di alcuni singoli come ad esempio El Shaarawy, Soulè e lo stesso Pisilli che si muove meglio da mezzala che da trequartista.
Spera in una maglia da titolare anche Baldanzi, così come Saud che potrebbe giostrare a destra al posto di Saelemaekers. E Angelino? Non ha un ricambio mancino, le ho giocate praticamente tutte. Fino a quando potrà farlo? Un’opzione è vedere il Faraone a sinistra, con i tre dietro, riproponendo uno tra Celik e Saud a destra.
Le rotazioni ci saranno, ma non eccessive. In attesa dei recuperi al completo di Cristante e Pellegrini, sempre mercato permettendo…
A Bologna non è stato diverso da altre circostanze. Claudio Ranieri, che ha forse ritardato di qualche minuto i cambi, arrivati in prima battuta al 77′ – ben dieci giri di lancetta dopo la rete del 2-1 su rigore di Ferguson – non ha trovato reti o giocate decisive dalla panchina.
Nonostante il tecnico abbia elogiato lo spirito combattivo con cui sono entrati in campo i vari Pisilli, Baldanzi, Celik, El Shaarawy e Zalewski, nelle ultime settimane si è creato un evidente ‘solco‘ tra i titolari e riserve. Il che di per sè non è sbagliato, perchè nella Roma serviva dapprima porre delle basi solide e rintracciare un undici di valore in grado di prendersi le principali responsabilità della risalita in campionato.
Prima la Roma A, adesso serve quella B
Ranieri ha scelto sulla base del 3-4-2-1 di dare fiducia ai soliti tre difensori, capitanati e guidati da Hummels, in mezzo al campo al duo Paredes-Konè, all’insostituibile Angelino a sinistra, con Saelemaekers a destra (4 gol in 9 partite) e alla coppia Dybala-Dovbyk, la cui intesa appare crescere di partita in partita.
Varia solo un uomo mediamente: il secondo trequartista/mezzala offensiva a seconda delle caratteristiche con El Shaarawy prima, Pisilli poi e in ultimo Pellegrini che si sono alternati da titolari.
Questi sono i 14 di Ranieri, ma gli altri? Tra giocatori tagliati (Le Fèe) altri ritenuti forse ancora troppo acerbi (Soulè) e limiti dei singoli – Shomurodov non è un vero nove, Zalewski è a scadenza, Saud nonostante qualche squillo prima di Natale non è stato più impiegato, tanto per fare degli esempi, la Roma fa fatica a trovare la scossa dalla panchina. Hermoso quando ha giocato ha sempre mostrato evidenti difficoltà, El Shaarawy quando subentra quest’anno non ha praticamente mai inciso. Gli unici che danno l’idea di riuscire a dare una scossa sono Pisilli e Baldanzi. In generale, decisamente un po’ poco.
Il dato è riscontrabile anche nelle statistiche: da inizio campionato la Roma ha realizzato solo 5 gol attraverso i giocatori subentrati dalla panchina: 2 Pisilli, 1 Shomurodov, 1 Konè, 1 Baldanzi.
Di questi 5 gol solo 1 è stato decisivo: quello siglato da Pisilli contro il Venezia, valso 2 punti in più.
Foto Fraioli
In Serie A, Lazio (9) e Atalanta (8) sono primatiste, segue poi l’Hellas Verona (con 6e uno decisivo proprio contro la Roma), poi Parma, Bologna, Torino, Fiorentina come i giallorossi. Se si spalma il dato anche sulle coppe, a parte la rete di Shomurodov sostanzialmente inutile contro la Samp in Coppa Italia, contro Elfsborg, Athletic Bilbao, Dynamo Kiev, USG, Tottenham e Braga solo Hermoso contro i portoghesi, subentrato nel finale, è andato a segno. 1 rete in 6 gare.
Statistiche che descrivono le evidenti difficoltà della panchina giallorossa in termini di valori, ulteriore dettaglio che non può essere sfuggito a Ghisolfi e Ranieri.
Matias Soulè non è entrato neanche ieri. Nonostante nel finale la Roma fosse a caccia del pareggio, l’argentino è rimasto in panchina e Ranieri gli ha preferito prima El Shaarawy, poi Baldanzi e infine lo stesso Zalewski.
La situazione sull’argentino resta la stessa: la Roma non vuole privarsene e lo ha riferito all’agente che ha ricevuto diversi sondaggi da Italia ed estero. Se però non dovesse trovare spazio neanche tra le prossime sfide con Genoa, AZ e Udinese, nelle ultimissime ore di mercato si potrebbe rintracciare la soluzione di un prestito.
Il Genoa è il club interessato e ieri il ds rossoblu non lo ha nascosto: “Conosco molto bene Soulè e mi piace, potrebbe portare qualità importanti come quella di saltare l’uomo, ma al momento non c’è nulla. Il mercato è lungo”.
Matias Soulè è un tema di mercato. Con il ritorno del vero Dybala e la preferenza delle ultime gare di Ranieri, come vice, su Baldanzi, l’argentino ha avuto sempre meno spazio. Appena 22 minuti in campionato dall’arrivo del tecnico romano, qualcosa in più in Europa League (120 minuti tra Tottenham e Braga), ma in generale la sensazione che in questa fase l’ex Juve non avrà grandi chance per giocare.
Da qui l’ipotesi che possa trasferirsi in prestito. Sono in corso delle riflessioni anche con l’entourage per comprendere se c’è la soluzione giusta tra Italia ed estero, visti i diversi sondaggi arrivati per Mati Soulè. Lo riferisce il Tuttomercatoweb.
Matias Soulè questa sera contro la Samp avrà una nuova chance da titolare. Dopo la sfida di giovedì scorso dove si è mosso bene, ha creato ma ha anche sprecato tanto, la Roma spera nel salto di qualità dell’argentino.
A lungo rincorso la scorsa estate e acquistato per 25 milioni dalla Juventus, l’argentino ha finora realizzato una sola rete in stagione contro il Verona, ha colpito alcuni legni, come quello col Bologna in casa nell’ultima di Juric e soprattutto sprecato tanto.
Foto Fraioli
Ranieri gli ridarà fiducia stasera, con sguardo sul futuro perchè se Dybala dovesse lasciare la Roma a gennaio, Soulè sarà chiamato a fare il definitivo salto di qualità, aiutare il club a mettersi in posizione di sicurezza e dimostrare tutto il suo valore. Tecnicamente le qualità di Soulè non si discutono, forse non ha ancora completato quel processo di maturazione che ora la Roma e i tifosi pretondono.
Non solo vecchie conoscenze ma anche piccoli campioncini da scoprire e magari plasmare. Claudio Ranieri domani conoscerà da vicino Matias Soulè che ha finora potuto solo affrontare da avversario nel biennio di Cagliari.
A gennaio scorso il tecnico testaccino parlò benissimo dell’attaccante argentino autore di una grande prova con la maglia del Frosinone contro la formazione sarda e nel dopo gara affermò: «Quando hai campioni come Soulé che calcia come Maradona o Zico gli devi soltanto applaudire. Questo è il bello per chi viene allo stadio e paga il biglietto»
La Roma prepara la sfida contro l’Inter e a due giorni dal big match dell’Olimpico, Juric, può finalmente lavorare con quasi tutto il gruppo a disposizione, post impegni con le nazionali.
Rientrati Paredes e Ndicka, tra gli ultimi a raggiungere Trigoria, anche questa mattina sia Dybala, sia Dovbyk sono in campo con il gruppo.
L’argentino ha da poco smaltito il problema muscolare al flessore e da tre giorni svolge integralmente gli allenamenti sul campo con la squadra; l’ucraino, rientrato dalla Nazionale, con qualche fastidio al ginocchio, ha dato continuità alle buone sensazioni di ieri.
Assenti El Shaarawy e Saelemaekers, mentre Le Fèe è apparso dalle prime immagini giunte da Trigoria finalmente senza il tutore protettivo al ginocchio.