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Allenamenti

Trigoria, Dybala e altri due calciatori a lavoro nonostante il giorno di riposo

La Roma oggi riposa e non si allenerà. La ripresa è prevista domani per la rifinitura mattutina alla vigilia della sfida in Svezia contro l’Elfsborg.

Nella giornata odierna però tre calciatori sono comunque stati protagonisti a Trigoria di un lavoro individuale: Mancini e Soulè hanno svolto una seduta personalizzata con annessa fisioterapia, mentre Dybala ha lavorato in campo con i preparatori giallorossi.

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Nazionali

Argentina, per Dybala solo 5 minuti nella sconfitta contro la Colombia

L’Argentina ieri sera ha completato il double di impegni per le Qualificazioni ai Mondiali. Dopo la vittoria contro il Cile, è arrivata una sconfitta di misura (2-1) contro la Colombia.

Mentre Soulè ha vissuto la gara dalla tribuna, Leandro Paredes ha giocato dall’inizio per abbondanti sessanta minuti, prima di essere sostituito.

Per Dybala invece, dopo la rete del 3-0 contro Cile, solo 5 minuti finali nel tentativo, poi vano, di rimonta dell’albiceleste.

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SOCIAL ROMA

Dybala, segnali di Joya dall’Argentina: “Felice di esser tornato a casa”

Paulo Dybala è tornato nella lista dei convocati – 26 – dell’Argentina di Scaloni dopo l’iniziale mancata chiamata del CT dell’albiceleste.

Arrivato in queste ore insieme a Soulè e Paredes, ha postato poco fa su Instagram una foto in compagnia del 16 giallorosso, con una didascalia chiarissima: “Felice di esser tornato a casa”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, da Ryan a Dovbyk: un intero undici titolare nuovo e oltre – FOTO

Doveva essere l’inizio di una vera e propria rivoluzione e tale è stata.

De Rossi di concerto con la società ha azionato da giugno un reset della rosa, impostato su variabili chiare: gente affamata, motivata, di gamba e principalmente di proprietà.

Ci sono stati in corsa degli aggiustamenti, soprattutto nel finale, ma con gli arrivi di Hummels (e probabilmente anche di Manolas) la Roma chiuderà nelle prossime ore il mercato con ben 13 nuovi volti in entrata.

Da Ryan in porta, a Sangarè, Abdulhamid, Dahl, Hummels, Hermoso, Manolas e la conferma di Angelino in difesa; a centrocampo Le Fèe e Konè (con la promozione anche di Pisilli in prima squadra, ma lo escludiamo in assoluto dai nuovi); in avanti Saelemaekers, Dovbyk e Soulè.

Di fatto è possibile, per gioco, stilare una formazione titolare con anche un paio di riserve – Sangarè e Dahl o Manolas – che potrebbe essere impiegati ugualmente.

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Interviste

De Rossi: “Roma più tecnica, sarà una lotta dura per la Champions. Pellegrini capitano vero, Soulè diventerà un fenomeno”

Daniele De Rossi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN. Ecco le parole del mister giallorosso:

“L’estate da calciatore è diversa. Prima venivo un paio di giorni prima del raduno, mi rimettevo in sesto con grande calma. Ora arrivi almeno 10 giorni prima; sono rimasto qui tutta l’estate e devi pensare a tutto. Il lavoro inizia molto prima, devi essere pronto per tutto e sapere che la pressione sarà tanta. Mi è piaciuto moltissimo e mi sento nato per fare questo lavoro. Farlo all’inizio è la cosa più bella, ti fa sentire in controllo della tua squadra. Magari col tempo staccherò un po’ prima, mi prenderò un po’ di vacanza. Stavolta ho fatto tutta una tirata dallo scorso anno, ma c’era da ricostruire e io stesso dovevo testarmi come allenatore.”

Sui giochi di calcio…
“Una volta esisteva Football Manager, noi lo chiamavamo Scudetto. Era pieno di questi giochi, e noi eravamo sempre dentro al gioco; lo facevamo diventare una parte importante dei nostri pomeriggi, non c’era la PlayStation. Il gioco di calcio manageriale era il mio preferito; con i miei amici, d’estate, rinunciavamo al mare e ognuno si creava la propria squadra. Ogni tanto usavo come nome quello del mio allenatore dell’Ostiamare, ma il più delle volte sceglievo la Roma e facevo l’allenatore della Roma. A me poi è capitato davvero, spero di essere un po’ più bravo rispetto a Football Manager; lì ogni tanto spegnevo e riaccendevo senza salvare, così le partite perse non si contavano (ride, ndr). Qui devo chiedere se è possibile farlo, ma temo di no.”

Sulla nuova Roma che sta nascendo…
“Una squadra più tecnica, con più qualità e che tiene la palla più spesso. La perde con meno facilità e non in fase di costruzione. Una squadra con grande gamba può recuperare palla più spesso, più velocemente. Questo ti permette di essere più dominante dal punto di vista del ritmo e del possesso palla. 2+2 non sempre fa 4 nel calcio; le idee le hanno tutti, sarà una bella sfida. Il calcio sta andando in quella direzione, si cerca la fisicità mischiata alla qualità.”

Su Pellegrini…
“Ogni stagione può essere quella del salto di qualità, non vale solo per Lorenzo ma per tutti. La mia carriera mi ha insegnato che anche a 30 anni puoi migliorare e imparare qualcosa. Onestamente, da tifoso l’ho accompagnato in questo suo percorso con un paio di messaggi all’anno, qualche chiamata, ma senza stargli troppo addosso. A gennaio ho rincontrato un uomo vero, un capitano vero, un atleta incredibile. Nei 6 mesi finali della passata stagione ha fatto prestazioni importanti, sia dal punto di vista realizzativo che tecnico. Ripartiamo da lì: il finale di stagione è andato in calando per tutti, anche per lui, ma è anche vero che l’ho spremuto fino all’ultimo. Quest’anno sta lavorando alla grande, sta dando una mano ai giovani. Sia lui, che Mancini, che Cristante stanno facendo quello che gli ho chiesto anche lo scorso anno, ossia aiutare i giovani negli errori, quando vanno in down. Sono soddisfatto di loro, sono una parte fondamentale dello spogliatoio. Ci metto anche El Shaarawy, che ha un carattere più taciturno, ma è un uomo di riferimento.”

La lotta per l’Europa?
“Ci sono squadre forti, lo stesso Bologna, che poteva sembrare un exploit, ha preso un altro grande allenatore dopo Thiago Motta. Italiano sa come lavorare, è un allenatore molto preparato. Poi ci sono tutte le altre: il Milan ha fatto uno squadrone, la Juventus idem, e l’Inter è impossibile non nominarla tra le favorite. Credo che anche la Lazio abbia una squadra molto logica, con grande gamba e fisicità; ha inserito giocatori che la migliorano. Anche noi stiamo lavorando per migliorarci e sono sicuro che ci riusciremo. L’Atalanta ormai è una realtà internazionale. Il Napoli lavorerà sia sulla qualità dei giocatori sia con l’allenatore, ma soprattutto sulla voglia di rivalsa. La Fiorentina, come sempre, c’è. Ci sono 8-9 squadre, sarà dura tenerne 4 al di sotto di noi.”

Su Soulè…
“Al suo primo campionato ha fatto qualcosa di incredibile, i dati dimostrano che ha ottenuto numeri superiori rispetto ai suoi pari età, tra i più forti del mondo, giocatori che militano nelle squadre più prestigiose. Dal punto di vista dei dribbling riusciti e dei passaggi chiave, li ha persino superati. È stato facilitato dal fatto che giocava in una squadra dove era il giocatore più importante e allenato da un grande allenatore. Secondo me, il piccolo calo è dovuto all’età, ma anche al calo della squadra, che nella seconda parte ha fatto fatica. Quando ho preparato Frosinone-Roma lo scorso anno, ho detto ai ragazzi di stare addosso a Soulè perché è un giocatore che può diventare un fenomeno. Ho parlato con Leo, con lui stesso, e anche con il suo procuratore, che conosco da molti anni: portò Samuel qui a Roma. L’inserimento è stato agevolato dal fatto che siamo veramente un bel gruppo. Sia Paredes che Dybala lo hanno aiutato molto, gli argentini fanno molta “famiglia” e si sostengono a vicenda. Lo vedo completamente integrato nel gruppo, con tutti. È un ragazzo con la faccia pulita, con gli occhi da argentino verace; ne ho conosciuti tanti lì e ho visto la fame che hanno di giocare a calcio e diventare campioni. Lui, oltre alla qualità, ci mostrerà anche tanta voglia, che ha dimostrato anche in fase di scelta.”

Dovbyk?
“Arriva da tante stagioni in cui fa tanti gol, soprattutto l’ultima in Spagna dove ha segnato tantissimo con il Girona insieme a Savio è stato protagonista di una cavalcata incredibile. E’ un giocatore tanto importante in fase realizzativa quanto per l’aiuto che ci dà nello sbocco offensivo, nell’aggressione alla profondità, nell’aiutarci a salire quando capiterà di andare in difficoltà contro avversari che ci metteranno sotto”

Sangarè?
“Ammetto che non lo conoscevo, mi viene da sorridere quanto penso a Buba, è stata più una scelta societaria, ho visto un video al volo e ho condiviso la scelta di prenderlo. Ha qualità fisiche e tecniche importanti, ha un dinamismo incredibile, è talento puro, deve lavorare tantissimo a livello tattico perchè vorrebbe sempre andare, ma dal pensiero iniziale che avesse un futuro prossimo importante penso che questo futuro possa accorciarsi. Giocherà ad occhi chiusi in Serie A, è un ragazzo positivo, con questo sorriso speciale che ha rubato il cuore di tutti noi”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, Trigoria si svuota: 17 calciatori in Nazionale. Ecco quando rientreranno

“Più che lavorare sulla squadra, lavorerò insieme al mio staff, perchè Trigoria ora si svuota e non avremo tanti giocatori a disposizione fino alla prossima settimana”. Tra il serio e il faceto, De Rossi dopo il pari con la Juve ha sottolineato con un pizzico di rammarico, l’impossibilità di poter iniziare a lavorare finalmente sulla rosa definitiva post mercato.

In base alla serie di convocazioni tra Nations League e Qualificazioni ai prossimi mondiali, sono 17 i giocatori che lasceranno Trigoria per rispondere alla chiamata delle rispettive nazionali: tre argentini Dybala, Paredes e Soulé, poi Ryan, Saelemaekers, Abdulhamid, Dahl, Koné e Dovbyk, oltre a Marin, Celik, Pellegrini, Shomurodov, N’Dicka, Zalewski, Baldanzi e Pisilli.

La buona notizia sono le date: tutti disputeranno due gare e dopo le sfide di venerdì e sabato prossimo, le ultime gare in ordine di tempo per tutti i nazionali saranno martedì 10, compresi gli argentini che scenderanno in campo – come orario – per ultimi ma non a notte inoltrata (22.30). Chiaramente per loro si applicherà un’accortezza in più visto il lunghissimo viaggio dal Sud America.

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Interviste

Soulè: “Volevo solo la Roma, Friedkin e De Rossi mi hanno convinto. Ho pianto quando sembrava che l’affare saltasse”

Matias Soulè ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport:

Soulé, finalmente a Roma.

«Essere qui è meraviglioso. La trattativa è stata lunga, avevo l’ansia di non poter arrivare ma tutto è andato per il me-glio. I Friedkin mi hanno voluto fortemente, ho subito capito la loro ambizione per questo club e dove vogliono portarlo. E ora sono qui, in ritiro con la mia nuova squadra e non potevo chiedere di meglio. Stiamo lavorando sodo e con grande intensità: saremo pronti per la prima di campionato contro il Cagliari».

De Rossi stravede per lei.

«E io per lui. Spinge tanto, è un grande lavoratore e un ottimo tecnico. Ho parlato più volte con lui durante la trattativa e devo dire che non parla solo spagnolo, ha anche un ottimo accento argentino. Mi ha raccontato la Roma , di come si vive il calcio qui e durante questo ritiro è stato eccezionale. Sta stillando una mentalità vincente alla squadra e ci sta fornendo una preparazione fisica e tattica che sarà cruciale per la stagione».

Come è stato l’inserimento nel gruppo?

«Mi hanno accolto tutti davvero benissimo, siamo una famiglia. Poi chiaramente Dybala e Paredes mi hanno preso sotto la loro ala protettiva. Cosi come Angelino che è spagnolo ma fa parte del nostro gruppetto».

E poi, naturalmente, c’è Dybala.

«Per me è un fratello maggiore, una guida non nel caldo ma nella vita. Quando ero più piccolo, lo vedevo come un mostro sacro, un giocatore a cui non riuscivo ad avvicinarmi perché ero in soggezione. Poi abbiamo cominciato a conoscerci, siamo entrati in sintonia e abbiamo stretto un buon rapporto alla Juventus. C’è un aneddoto che non mi dimenticherò mai».

Prego.

«Era l’ultimo anno di Paulo alla Juve, stava giocando una delle partite finali della stagione. Mancava un quarto d’ora alla fine quando lo vedo parlare a distanza con Landucci (il vice allenatore, ndr) mentre intanto mi indicava. Purtroppo erano finite le sostituzioni ma Dybala aveva chiesto alla panchina di farmi entrare perché voleva giocare con me almeno una volta prima di lascia la Juve. Un ricordo che resterà sempre con me, perché mi ha fatto capire quanto ci tenesse a me, e la sua stima nei miei confronti».

Quando ha cominciato a pensare alla Roma?

«Ero in vacanza a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana, quando il mio agente mi ha informato che la Roma era interessata. Dopo un paio di giorni quel sondaggio si era trasformato invece in una vera e propria richiesta di trasferimento e lo stesso giorno mi era arrivato il messaggio di De Rossi per dirmi che mi aspettava a Trigoria. Lì è scattata la scintilla».

Come mai?

«Perché mi hanno voluto così tanto che era impossibile dire di no. Le chiamate del mister; poi i Friedkin si sono spesi in prima persona, la dirigenza mi ha fatto capire quanto volessero puntare su di me. Questa loro voglia di avermi mi ha spinto a considerare solo questa opportunità anche se ne avevo altre in Premier».

Il suo divertimento si vede in campo anche dalsuo modo di giocare.

«Sì, è vero. Io godo nel fare un dribbling, una giocata, un assist, un gol. È pura estasi per me, per la mia squadra e per i miei tifosi. I giovani devono osare di più, devono divertirsi e anche sentirsi liberi dì farlo. Poi dicono che il ragazzino non può scendere in campo perché ha poca esperienza: ma come la fai se non giochi? Bisogna dare più possibilità ai giovani di giocare, crescere e maturare. La Roma in questo aspetto è un esempio».

De Rossi sta lavorando molto su più soluzioni tattiche.«Sì, ma tutte con una grande regola: l’intensità. Sia nella trasmissione del pallone, sia nei nostri movimenti anche senza pallone. Quanto a me, potrei giocare ovunque: a destra con Dybala trequanista centrale, da seconda punta o anche a sinistra».

Se lei gioca a destra, Dybala nel 4-2-3-1 può giocare alle spalle del centravanti.

«È una possibilità che abbiamo studiato. Ho parlato tanto con Paulo per trovare la giusta intesa in queste posizioni. Se lui si allarga io invece mi inserisco, e viceversa. Ci cercheremo tanto in campo anche per muoverci in sinergia e per garantire anche una buona copertura difensiva».

Un giocatore che l’ha impressionata?
«Dico Le Fée, che non conoscevo. É davvero forte. Ha stupito tutti in squadra, può fare tutti ì ruoli del centrocampo e con la stessa qualità. Sarà divertente giocare con lui».

Dovbyk invece?

«È un gigante (ride, ndr). È davvero forte e che potrà essere un valore aggiunto per questa
Roma. A un grande acquisto, come tutti quelli che sono arrivati. Siamo proprio un bel gruppo capitanato da Pellegrini».

Le ha già spiegato il valore del derby?

«Non ancora, ma lo conosco bene. Miglio vincere questa partita, è un mio obiettivo e non vedo l’ora di giocarla. Questo è il mio carattere: quando voglio una cosa lavoro duramente per ottenerla».

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PARTITE

Roma, poker sul Barsnley: cresce l’intesa Dybala-Soulè (HIGHLIGHTS)

La Roma supera 4-0 il Barsnley, formazione di terza lega inglese, in una gara già indirizzata dopo pochi istanti grazie alla rete di Le Fèe a conclusione di una bella azione costruita dal basso e rifinita dall’assist di Zalewski.

De Rossi continua a sperimentare l’alternanza dal 4-3-3 al 4-2-3-1 in una Roma sempre più dinamica che applica o cerca di applicare costanti rotazioni in campo.

Prosegue anche il lavoro sulla particolare posizione di Angelino che in fase di possesso spesso tende ad accentrarsi quasi da mediano aggiunto lasciando l’esterno alto di parte molto largo e Pellegrini libero di svariare. Una soluzione vista anche nel secondo tempo quando Dybala ha giostrato da falso nove e Dahl ha preso il posto dello spagnolo.

A segno proprio la Joya con un gran pallonetto su assist di Soulè che ha chiuso il poker con un tiro dalla distanza dopo un errore in disimpegno degli avversari. Prima di loro in rete ancora Pisilli al terzo sigillo estivo, e subentrato nella ripresa. La condizione atletica è in crescita e De Rossi continua a chiedere grande dominio del possesso.

Il rodaggio proseguirà domenica con l’Everton nell’ultimo test pre-campionato.

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Calciomercato

Esclusiva RS, Guastadisegno (Ag. Soulè): “Mati ha voluto la Roma a tutti i costi. Friedkin? Società seria e ambiziosa”

Martin Guastadisegno, agente di Matias Soulè, ha parlato ai microfoni di Retesport in esclusiva all’indomani dell’ufficialità dell’operazione e dell’ingaggio del calciatore:



Le prime impressioni di Soulè? L’accoglienza a Fiumicino?
“Bellissima esperienza, non mi sorprende conosco la tifoseria della Roma, è bello per lui, arrivare con tanto entusiasmo, ringraziamo tutti i tifosi della Roma, è contentissimo”

E’ l’ambeinte giusto?
“Abbiamo valutato tante possibilità sul mercato, quando abbiamo capito con Mati che la Juve doveva mandarlo via, avevano problema di soldi e di bilancio, dovevano vendere, abbiamo capito che tra le tante offerte ricevute, la Roma era la piazza perfetta, per il calcio che piace a lui, poi perchè è una squadra enorme, è la capitale del mondo, quando uno parla nel mondo dice Roma, non sbaglia, arriva ad una società con tanti argentini nella storia, Batistuta, Samuel e Balbo per dirne alcuni. Quando è arrivata la chiamata della Roma mi ha chiesto di fare di tuto per venire a Roma, non voleva sentire nessun’altra proposta, è molto preciso quando sceglie. Voglio ringraziare il Frosinone, Angelozzi e Di Francesco, due persone fondamentali che hanno puntato su di lui. Siamo contenti di tutto, voglio ringraziare anche la Juventus che ha ascoltato il ragazzo. Il ringraziamento più grande alla Roma, a Daniele De Rossi, alla Souloukou, a Ghisolfi che lo hanno voluto a tutti i costi. Ha tanto entusiasmo e voglia di dimostrare”

Come è nata l’operazione?
“E’ nata da prima che finisse il campionato, lui avrebbe il sogno di giocare nella Premier, che è il sogno un po’ di tutti, ma non andando a qualunque squadra, non voleva andare così a squadre senza progetti sportivi. Posso rivelare che ad aprile ha visto la partita col Leverkusen all’Olimpico, è uscito dallo stadio e mi ha detto sarebbe bellissimo giocare qui un giorno. Poi la situazione reale è nata successivamente, a fine maggio come possibilità vera. Le prime chiacchiere ci sono state, ma senza sviluppi. Poi la Roma si è riaffacciata con forza successivamente, quando gliel’ho detto, i suoi occhi sono cambiati e ha fatto di tutto per venire a Roma. La sua volontà è fondamentale, io curo gli interessi del calciatore, ma li voglio vedere contenti. Inizia questo bel percorso, ieri già i primi allenamenti, deve andare avanti e puntare alle cose importanti. E’ già concentrato, vuole dimostrare e ripagare la fiducia”.

La Roma si è informata su chi è Soulè dentro e fuori dal campo?
“Sì certo, a Frosinone ha fatto tanti lavori specifici, era sempre presente, ha sempre lavorato tantissimo anche oltre le ore normali di allenamento. Il padre di Mati è innamorato del calcio, forse più di Mati. A Mar del Plata quando viveva da piccolino, quando si faceva la doccia, giocava con una palla piccola e stava un’ora sotto l’acqua. E’ un grandissimo professionista e la Roma gli ha mostrato fiducia “

De Rossi?
“E’ stato fondamentale per l’accordo. Daniele lo ha chiamato, è una persona importantissima, gli ha spiegato il progetto sportivo, lo ha coinvolto. Poi la proprietà ha fatto uno sforzo incredibile, i Friedkin sono una proprietà straordinaria, umile, sempre disponibile con un progetto ambizioso e di una serietà incredibile. Il tifoso vuole vincere è normale e quindi si perde qualche sfumatura, ma per vincere serve un percorso lungo e serio. Sono sicuro che con una società così le vittorie arriveranno, sanno quanto pesi la squadra a Roma, perchè è la storia del calcio”

Dybala-Soulè?
“Paulo è molto felice, lo ha chiamato, è stato a disposizione sin da subito con Mati, anche gli altri, se lo stanno coccolando. L’esperienza è meravigliosa.

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Interviste

Soulè: “Roma per me è un sogno. Voluto fortemente dai Friedkin. Ringrazio i tifosi. Convinto dal gioco di De Rossi”

Matias Soulè ha rilasciato la sua prima intervista ufficiale ai microfoni della Roma:

Benvenuto alla Roma, Matias Soulé. Quali sono le tue prime impressioni in giallorosso? Sono veramente contento. Ringrazio la famiglia Friedkin, che mi ha portato qua, ha fatto di tutto per portarmi. È un sogno per me essere qua. Mi hanno voluto, come anche io ho voluto essere qui. Ringrazio poi la mia famiglia, è stata sempre vicino a me, la mia ragazza, tutti quelli che lavorano con me. Non vedo l’ora di cominciare”.

Ti ha sorpreso tutto l’entusiasmo che hai visto e ricevuto all’arrivo a Fiumicino? “È stato bellissimo, non me l’aspettavo. Sapevo che c’era un po’ di gente, però non così. Non me lo sarei mai immaginato in vita mia”.

È diventata virale una tua foto di un po’ di tempo fa con Paredes e Dybala. Ti chiedo, li hai sentiti? Cosa ti hanno detto? “Sì, li ho sentiti. Appena sono circolate le prime indiscrezioni che potevo venire, mi hanno parlato di tutto di qua. Di come si stava bene, anche io gli ho chiesto di tutto. Ogni giorno parlavamo di più, sempre di più con Paulo, e lui mi diceva: “Dai, ti aspetto qua. Ho il posto libero per te…”.

Le grandi attese sono anche grandi responsabilità: come vivi questo tipo di approccio? “Io, per fortuna, bene. Se sono più apprezzato, mi piace di più. Dovrò dimostrarlo in campo, ripagare la fiducia, anche dei tifosi che mi aspettavano ieri”.

Già 51 presenze in Serie A, quanto ti è stata utile l’esperienza fatta l’anno passata? “Veramente mi è servito tutto, ho imparato di tutto con mister Difra (Di Francesco, ndr), ringrazio il mister e Guido Angelozzi (ds del Frosinone, ndr). Senza di loro non sarei arrivato qua, non avrei avuto possibilità di giocare, mi hanno dato la fiducia dal primo giorno”.

Come ruolo, da giocatore offensivo, dove ti trovi più a tuo agio? “A destra, sottopunta, anche la mezzala, sono un giocatore che può fare diversi ruoli”.

Il gioco di De Rossi può esaltare un calciatore tecnico come te?
“Sì, ho valutato tutto prima di venire qui. Vedevo l’anno scorso la squadra come giocava, come l’ha cambiata da quando è arrivato. È stato veramente incredibile. Allenarmi con lui, che ha giocato anche in Argentina, che parla un po’ di argentino e capisce bene tutte le cose, veramente mi servirà tanto”.

Quando hai capito che saresti venuto alla Roma e quando hai detto sì alla Roma?
“Ci sono stati dei giorni che speravo arrivassero subito. Il mister, la società, quello che volevo di più era restare qua in Italia e venire alla Roma”.

Hai scelto il numero 18, che è un numero importante, qui è stato il primo numero di un altro argentino: Gabriel Batistuta. Una responsabilità in più?
“Sì, ho visto. Mi hanno mandato un messaggio, mi hanno detto che ce l’aveva lui. Io ho scelto questa perché era libera ed è lo stesso numero che ho avuto la scorsa stagione a Frosinone, era il numero di mia nonna”.

Hai condiviso molte foto della città di Roma. Che cosa significa per te vivere qui oggi?
“L’ho conosciuta lo scorso anno. Ero a Frosinone, vicino, ho amato tanto di questa città. Almeno una volta a settimana venivo sempre, adesso vivere qua sarà bellissimo. È una città che mi piace molto”.