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Totti: “Roma, ieri ennesimo episodio arbitrale a sfavore. Andrò a Tirana per la finale” – VIDEO

“Domani mi aspetto una partita bellissima, si affrontano due grandi squadre e speriamo sarà una gara divertente”. Parole e pensieri di Francesco Totti, presente quest’oggi all’evento organizzato da Frecciarossa, main sponsor della Coppa Italia.

In finale è andata anche la Roma, in Conference League
“E’ tantissimo tempo che non giochiamo una finale di Coppa, per noi è fondamentale alzare un trofeo e andremo lì a Tirana vogliosi e combattenti fino alla fine”.

Andrai anche tu a Tirana?
“Sì”.

Ieri Mourinho s’è lamentato per l’ennesimo torto arbitrale
“Quello che abbiamo visto ieri è stato uno dei tanti episodi a sfavore della Roma: non siamo qui a recriminare ma se il VAR non aiuta l’arbitro tutto diventa più complicato”.

Come si migliora la Roma?
“Con gli acquisti giusti, mirati. C’è uno dei più forti allenatori al mondo che sa come gestire e chi deve comprare, i Friedkin faranno di tutto per accontentarlo”.

La Roma si migliora anche con nuovi dirigenti?
“La Roma si migliora sempre, anno dopo anno. Con o senza dirigente”.

Tornando alla gara di domani, qual è la tua favorita?
Non c’è una favorita, sono due grandi squadre, una gara secca e può succedere di tutto

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Interviste

Zaniolo risponde alle domande di piccoli tifosi: “Un sogno il primo gol all’Olimpico. E poi su Totti…”

Nicolò Zaniolo ha rilasciato una simpatica intervista sui canali ufficiali del club, nell’ambito dell’iniziativa “As Roma Junior Reporter”, in cui alcuni piccoli tifosi giallorossi gli hanno posto delle domande.

È vero che mangi verdure?

“Chi te l’ha detto? (ride, ndr). Si, le mangio ma non mi piacciono tanto”

Che musica ascolti?

“Mi piace la musica italiana, i Maneskin ad esempio…”

Quale emozione hai provato al primo gol all’Olimpico?

“Bellissima emozione, con tutto lo stadio che canta il tuo nome, è il sogno che avevo da bambino”

Cosa ne pensi di Totti?

“È una leggenda, un campione, l’idolo di tutti i romanisti e non solo. Provo tanta ammirazione per lui. Ogni tanto mi rivedo i suoi video, era veramente forte”

Come hai fatto a diventare così alto?

“Bella domanda. Da bambino ero molto basso, poi in un anno ho preso 13-14 centimetri”

Hai fatto altri sport oltre al calcio?

“Ho fatto un anno di tennis, ma ero veramente scarso quindi ho proseguito col calcio”

Quanto porti di scarpe?

“44”

Quale era la tua materia preferita a scuola?

“Ginnastica”

In che ruoli giochi?

“Attaccante, esterno, mezz’ala, non si capisce bene. Secondo te?”

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Jovanotti: “L’addio di Totti è stato uno dei film più belli”

Lorenzo Jovanotti è stato ospite ieri negli studi di Dazn durante la tramissione “Supertele”. Il cantante ha parlato della sua fede calcistica e del legame con l’ex capitano giallorosso: “Io sono un po’ romanista. Essendo nato a Roma, e lo stesso giorno di Totti, ho messo insieme un po’ di coincidenze. Ha esattamente 10 anni in meno di me. Il suo addio è stato uno dei film più belli, un film pazzesco”.

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Rassegna stampa

Totti: “La situazione di Ibra diversa dalla mia. Io fui messo subito da parte”

Ibra? Nessuno può capirlo più di me…”, dice Francesco Totti intervistato su La Gazzetta dello Sport. Continuare o dire basta? Per un paio di anni, gli ultimi di una carriera strepitosa, il tema che appassionava e divideva opinionisti e addetti ai lavori (non i tifosi della Roma che avrebbero voluto vederlo giocare fino a 50 anni) ha riguardato lui, Francesco Totti. Ora il Capitano ha passato il testimone a un altro gigante del calcio mondiale, Zlatan Ibrahimovic, alle prese con fastidi, infortuni, infiammazioni, risentimenti muscolari e tendinei che lo tormentano e gli impediscono da mesi di essere Ibra. Aveva 40 anni anche Totti il 28 maggio 2017 quando, nella più commovente ultima partita che il calcio ricordi, disse basta o forse sarebbe meglio dire fu spinto a dire basta… 

Francesco te la senti di riavvolgere il nastro?“Così mi vuoi male… (sorride, ndr ). Sono passati 5 anni ma le sensazioni me le ricordo tutte e guardando Ibra nell’ultimo periodo le rivivo. Anche se la mia situazione era un po’ diversa dalla sua. Io non avevo avuto particolari infortuni. Sentivo di poter ancora dare il mio contributo, ma fui messo subito da parte e se giochi tre minuti o cinque o dieci una volta ogni tanto diventa uno stillicidio. L’ultimo mio anno non lo auguro al mio peggior nemico. Fu pesantissimo a livello mentale. Logorante. Perché quando dopo una vita in campo non giochi con continuità, soprattutto a una certa età, il fisico non lo stai facendo riposare, lo stai facendo arrugginire. Quando ti abitui solo a subentrare, piano piano perdi il ritmo partita. E quando poi entri ti accorgi che arrivi secondo sul pallone, che stai perdendo quei centesimi di secondo che fanno la differenza. Perché la testa ti dice ancora perfettamente cosa fare, ma le gambe ci arrivano un attimo dopo. Tu lo sai di essere più bravo degli altri ma se il fisico non “resta in partita” diventa dura. Zlatan in questo momento gioca poco e mi immagino le sue difficoltà anche perché il suo corpo è una macchina impegnativa. Però rispetto a me ha una fortuna…“. 

Quale?Da quel che mi sembra dall’esterno la sua voglia di stare in campo è forte come quella del Milan di averlo ancora a disposizione. Il problema non è il tecnico o la società, sono il numero di minuti di gioco e cosa comportano per lui fisicamente nei giorni successivi, quando devi recuperare e subentrano fastidi che prima non avevi mai avuto” Io da amante del calcio spero che Ibra possa continuare. Che domani mattina i fastidi che lo stanno tenendo fuori così spesso possano sparire. Sarebbe un regalo non solo per lui, ma per tutti noi che seguiamo il calcio. Ibra è stato amatissimo dai suoi tifosi e ha fatto disperare (il termine è più colorito, ndr ) quelli avversari. Ma il giorno che dovesse dire basta, il dispiacere sarebbe di tutti. Un po’ come è successo con me“.

Il passaggio dal campo al bordo campo spesso è più complicato del previsto.Uno come Ibra, per l’immagine e l’impatto che ha, credo lo vorrebbero tutte le società. Certi atleti o ex atleti da soli hanno più seguito di un club intero. Ma bisogna stare attenti a non diventare un poster o una bandiera da sventolare solo quando serve. Io sono passato da un addio lacerante a fare subito il dirigente della Roma: un percorso che a tutti sembrava naturale e scontato, ma i ruoli non erano chiari. Lì per lì all’inizio ti senti in balia di tutto. Se sei stato un giocatore e hai vissuto sulla pelle le dinamiche del campo e dello spogliatoio ti rendi conto come ragioni in maniera totalmente diversa chi lavora accanto a te e il campo non l’ha mai calcato. Ignorano aspetti che invece nel calcio fanno la differenza. Forse anche per questo non ero mai realmente chiamato a partecipare e a decidere, perché le mie idee al momento delle scelte risultavano totalmente diverse dalle loro. Io ho cercato di calarmi in un nuovo ruolo con umiltà: non ho mai preteso di sapere di finanza, marketing, contratti, organizzazione come altri dirigenti esperti nella gestione aziendale, ma se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile. Ecco perché a Ibra ricordo, quando verrà il giorno, di fare quelle due domande“.

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Totti, 29 anni fa l’esordio. La Roma e l’Uefa lo celebrano

Correva l’anno 1993 quando una supernova cominciava ad avvicinarsi al mondo Roma. Il 28 marzo 1993 Francesco Totti esordiva a 16 anni con la maglia giallorossa nei minuti finali della vittoria (0-2) contro il Brescia. Per celebrare l’importante ricorrenza, la Roma ha pubblicato un post con i suoi gol: “29 anni fa, il primo capitolo”, poi la UEFA ha pubblicato un tweet: “#AccaddeOggi nel 1993 Francesco Totti debutta con la AS Roma. Il resto è storia…“.

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Totti: “Il derby è una roulette, non conosce regole”

Domenica alle 18 ci sarà il derby. Chi, meglio di Francesco Totti, può descrivere le sensazioni che solo la stracittadina sa regalare? Nella prefazione del libro “Il grande libro del derby di Roma”, l’ex capitano della Roma ha spiegato cosa significhi scendere in campo in un derby. Queste le sue parole: “Dei miei derby da calciatore conservo tante fotografie, una l’ho perfino scattata con il cellulare dopo un gol. Negli anni ho imparato che il derby è una roulette e non conosce regole: vive sui nervi e sugli episodi“.

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Roma-Atalanta, anche Totti e De Rossi a sostenere i giallorossi

Presenze ormai costanti al fianco della loro Roma. Daniele De Rossi, seduto vicino a Roberto Mancini quindi con la delegazione azzurra in vista dei prossimi spareggi Mondiali e Francesco Totti erano presenti nella tribuna autorità dell’Olimpico in occasione del match vinto dalla Roma contro l’Atalanta.

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Brioche, gin tonic e presunzione: l’esempio già rimosso del Capitano

Tre parole: vita d’atleta. Cos’è la vita d’atleta? Elevata conoscenza delle regole, massimo ascolto e massimo rispetto del proprio corpo, corretta interpretazione della realtà, che sia dilettantismo o professionismo. Come scrive Repubblica, una condizione esaltante e insieme complessa. Se poi c’è anche il talento, meglio. Ma prima occorre altro: occorre definire il perimetro.

Cosa manca alla Roma? Parecchia roba. Stando ai fatti, recenti e meno recenti, sino alla messa fuori rosa di Felix, manca anzitutto una struttura in grado di prevenire le alterazioni individuali allo schema di base: qualcosa che faccia capire ai calciatori, senza forzature, anzi prospettando i sacrifici come un traguardo di cui andar fieri, quanto sia affascinante ottenere risultati attraverso un percorso rigoroso, predeterminato e personalizzato: dalla cultura di sé all’applicazione fisica e mentale durante l’allenamento, passando per l’attenzione al riposo e la cura dell’alimentazione. A fare di testa propria c’è solo da perderci.

Lo sport è come le tabelline. A qualsiasi livello, funziona soltanto se tre per quattro fa dodici.Bisogna incasellare i punti chiave. E mai saltarne uno. Licenze sì, ma con giudizio. Quando giorni fa scrivevamo che ai ragazzi una festa è pur concessa non immaginavamo che quella sera in maschera nascondesse un modus operandi, un mollare progressivo delle tensioni sane per favorire orari malsani. Ci vuol poco per passare dal collegio all’anarchia. Felix avrà avuto davanti a sé cattivi maestri nascosti dietro la maschera dell’amico da emulare.

Ma possibile che nessuno si ricordi di un Peter Pan che è arrivato a giocare sino a 41 anni? Non parliamo di 50 anni fa ma di 5. Possibile che Totti non sia un esempio? Come fece a tener duro sino a quell’età? Con l’applicazione, la motivazione, le rinunce. Lui può dirci cosa si prova, cosa sia mai quel senso di pace che arriva quando fai a meno di una cosa per guadagnarne altre, più virtuose e gratificanti. Sembra che alla Roma, storicamente, certi concetti fatichino a passare. Si dice che spesso un giocatore viene a Roma attratto dalla potenziale dolce vita. Pare una semplificazione. Ma forse non lo è.

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Totti, la Roma e il Mondiale: gli arabi in pressing

Il mondiale del 2022 è alle porte e a breve ci sarà il play off per l’Italia. Francesco Totti potrebbe essere protagonista, come scrive La Gazzetta dello Sport. È uno dei commentatori più ricercati, ma non ha ancora accettato nulla. Per i prossimi Mondiali in Qatar (21 novembre-22 dicembre) tante tv internazionali stanno cercando Francesco Totti, molto popolare nel mondo arabo. Tra queste Bein Sports, pronta ad offrire all’ex capitano giallorosso un ingaggio faraonico come opinionista. Lui però per adesso non ha preso accordi con nessuno. E non è detto che lo farà.

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Sognando Totti, la Roma e l’asse con Mou: la città aspetta i suoi totem

Totti e la Roma, un legame indissolubile, scrive La Gazzetta dello Sport. Per Francesco, ovviamente. Ma anche per la gente romanista, quella che per 25 anni lo ha apprezzato e ammirato in mezzo al campo, come baluardo posizionato lì, a tutela di un amore infinito. E rivederlo di nuovo in giallorosso, dopo la prima esperienza biennale da dirigente (dal 2017 al 2019), stuzzica gli appetiti di tanti. Non solo dei Friedkin, che intorno a questa idea ci girano intorno da un po’ senza mai accarezzarla davvero dal vivo, ma che prima o poi troveranno il modo di mettersi a tavolino con lo storico capitano giallorosso per capire come e quando iniziare a lavorare insieme.

Roma, i tifosi aspettano il ritorno di Totti

È un percorso che sembra quasi scritto negli astri, nel destino. E che negli ultimi tempi sembra aver vissuto un’accelerata importante rispetto al passato.  Solo l’idea di poter avere due totem in società come Totti e Mourinho fa impazzire la gente. Basta il pensiero, basta l’idea di vederli lì, insieme, a lavorare a Trigoria per il bene della Roma, che sia presente o futuro. Perché queste due sono senza rischio di smentita alcuna le due figure più forti di sempre della storia giallorossa, a prescindere dai trascorsi più o meno lunghi e dal loro passato dentro e fuori Trigoria. Di certo c’è che niente e nessuno nella Roma ha avuto più impatto di Francesco e José, anche se in tempi e in modi diversi. Perché uno è quello che ha dato la sua vita (e lustro) alla Roma, l’altro è il condottiero che ha vinto tutto, l’allenatore più vincente della storia romanista. Loro due sono più importanti della Roma, mediaticamente parlando, ma anche a livello carismatico, di presa sulla gente. E il solo pensiero di vederli insieme nella Roma manda in visibilio tanti tifosi. Perché se Totti è l’amore infinito, Mourinho è la lotta, la battaglia, l’ardore. Negli ultimi tre mesi Francesco Totti è tornato ad avvicinarsi sempre più spesso alla Roma, allo stadio ma non solo. I contatti con i Friedkin ci sono (a prescindere dal suo accordo professionale con Digitalbits, il main sponsor del club), il rapporto con il g.m. Tiago Pinto è schietto e sincero, gli amici dentro Trigoria non mancano di certo. Insomma, la città sa benissimo che le condizioni per poter tornare a vedere Totti lavorare per la Roma ci sono tutte, in molti aspettano solo che si possano concretizzare.