Nei giorni in cui Totti deve affrontare le voci sulla crisi con la moglie Ilary, il suo ritorno alla Roma si avvicina sempre di più. Come scrive La Gazzetta dello Sport, la presenza allo Stadio è diventata ormai un’abitudine. Questo non vuol dire che tornerà sicuramente, ma i rapporti ora sono più frequenti e caldi rispetto a prima. Totti è tornato all’Olimpico contro l’Inter dopo un’assenza di oltre due anni. La sua presenza è quasi fissa, spesso come ospite di Digitalbits, a volte anche invitato dalla Roma. Il club ci tiene ad avere uan figura così carismatica, una presenza che scalda la gente.
Totti, voglia di Roma: prepara il ritorno nel club
Totti, dopo essersi tolto più di qualche sassolino con quella conferenza al Coni con la vecchia dirigenza, ha un ottimo rapporto con i Friedkin e Tiago Pinto, ma anche con Mourinho con cui c’è una forte stima reciproca. Di recente ha partecipato anche ad alcune iniziative benefiche come quella dedicata ai ragazzi della Locanda dei Girasoli. A giugno, quindi, l’ordine delle cose può anche cambiare e la Roma e Totti possono tornare ad essere una cosa sola.
Sergio Aguero questa mattina in conferenza stampa al Camp Nou ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Una decisione particolarmente sofferta per il Kun, che ha scoperto alcune settimane fa di soffrire di una problematica al cuore che gli impedirà di proseguire l’attività agonistica.
Tra i tanti sportivi ed ex calciatori che hanno mostrato vicinanza al centravanti argentino, anche Francesco Totti sui social ha lanciato un messaggio d’affetto per il Kun
“Francesco, Cassano ha detto che tu non sei eterno come Messi e Maradona e tra vent’anni sarai dimenticato che ne pensi di sta cosa che ha detto Cassano?”. Filippo Roma raggiunge Francesco Totti per avere una risposta dall’ex capitano della Roma alle parole di Antonio Cassano, che dagli schermi di Bobo Tv (il canale di Bobo Vieri, in onda sul social network Twitch, ndr.) ha scatenato una forte polemica pronunciando la frase: “Non è eterno come Messi o Maradona, tra 20 anni sarà dimenticato”.
“È giusta, io è da mo che me so’ scordato”, dice Totti.“T’hanno difeso sia Zeman che Mourinho” gli dice Filippo Roma, ma l’ex capitano risponde: “Non c’era bisogno. “Un saluto al tuo amico Cassano, l’ex amico Cassano?”, lo incalza l’inviato. “Nooo! Antonio è un amico, che ex!!!” ribatte il migliore realizzatore della Roma di tutti i tempi.
“Vivo un po’ a Roma e un po’ in Francia, sono cresciuto nella capitale come uomo e come calciatore, sono rimasto legato a questa città affettivamente e sono contento di esser tornato qui”.Philippe Mexes, ex difensore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 nello spazio pomeridiano di 1927.
Queste le sue dichiarazioni tra passato e presente: “E’ indescrivibile ciò che ho provato nell’indossare questa maglia, era importante per me affermarmi qui a Roma, dopo un inizio di carriera in Francia, iniziai con difficoltà il primo anno, con tanti cambi di allenatori e poi ce l’ho fatta. Ho imparato tanto nella capitale”
“A Roma devi dare sempre soddisfazione ai tifosi, far vedere che dai tutto per questi colori, rappresenti la Roma in Italia e in Europa. La piazza è stupenda e con questa maglia, i tifosi ti danno grandi stimoli. E’ difficile gestire la pressione dell’ambiente, perchè ci sono grandi aspettative, quando vincemmo a Madrid era tutto moltiplicato per dieci. Totti ci ha insegnato a rispettare sempre questa maglia”
Il tuo ricordo più bello? “Il mio ricordo più bello è il presidente Sensi: ero giovanissimo quando venni qui, lo conobbi e vederlo nello spogliatoio con la sua passione mi emozionava, ha dato tantissimo per la Roma, mai incontrato un presidente che ha dato così tanto per una società. Abbiamo sofferto tanto la sua scomparsa, abbiamo lottato per ritrovare una stabilità. Non è stato semplice neanche per noi quel periodo. Spalletti sicuramente ha dato una grande stabilità, costruendo un progetto tecnico importante, creando un grande gruppo e rialzando le sorti della Roma”
Se fossi un direttore sportivo, sceglieresti come coppia difensiva Mexes-Chivu o Mexes-Juan? “Sceglierei Mexes-Chivu perchè sono un mancino e un destro, poi Juan era un grande, faceva pensare ad Aldair, ma Chivu era più completo, era una vera guida”
Mourinho a Roma cosa può fare? “Ha tutte le qualità per portare la Roma a vincere, è un allenatore straordinario, spero che con la Roma riesca a fare ciò che fece col Porto, facendola crescere e riportandola dove merita”
Cosa accadde quella sera contro la Samp nel 2010 “E’ la partita che mi ha fatto più male di tutte, avevamo in mano lo Scudetto, ce lo meritavamo, sapevamo quanto contasse per la città che non vinceva dal 2001, secondo me abbiamo sottovalutato il secondo tempo, perchè nel primo eravamo in vantaggio. Commettemmo degli errori stupidi, un grande peccato”
Sei entrato nel cuore dei tifosi, eri chiamato a sostituire un fenomeno come Samuel. Ti rivedi in qualcuno dell’attuale campionato italiano? “Mi ritrovo un pochino in Kjaer nei suoi modi, nel suo look, ha fatto un percorso simile al mio con Roma e Milan”
Mancini può diventare un leader della Roma? “Penso possa diventare un leader della difesa giallorossa”
Hai smesso relativamente giovane, come mai? “Sono stato un po’ deluso dal calcio in generale, ero stanco di andare in allenamento e vedere gente giovane che non aveva la grinta di lavorare e allenarsi. Non mi andava di fare l’allenatore in campo, o di andare a svernare in campionati minori”
Pensavi di poter concludere la tua carriera con la Roma? “A Roma potevo sicuramente concludere la mia carriera, poi ci sono stati vari episodi, c’è stata la cessione della società, ho avuto l’opportunità di andare al Milan in quel momento erano ad un livello superiore e ho deciso di andare lì. Ho visto come hanno trattato Francesco Totti o Daniele De Rossi a distanza di tempo, non si fa così, due bandiere, due grandi uomini, pensate come avrebbero trattato me…”
Francesco Totti si è raccontato ai microfoni del The Guardian. Una lunga intervista in cui è tornato a parlare anche del suo ritiro: “Io ho iniziato a giocare in tempi diversi, in un calcio diverso, fatto di passione e di affetto verso i tifosi. Giocare nella squadra che ho sempre tifato? E’ stato più facile per me fare questa scelta. Venticinque anni nella stessa squadra non sono di poco conto: diventare capitano, diventare uno dei più importanti giocatori, devi essere sempre all’altezza. Fare un paragone tra i miei tempi e quelli di oggi è difficile. Oggi c’è più business. Vai dove puoi fare più soldi”.
La decisione di dire no al Milan? “E’ stato l’unico club in cui ho fantasticato di giocare. Ma le decisioni sono sempre state prese da me, con la mia stessa testa. Anche se la tua famiglia poi ti dà dei consigli. Ma alla fine ero così giovane, sapevo di avere tempo. Col Real Madrid ci sono stati alcuni giorni in cui ero con un piede qui e con un piede lì, ma la scelta di rimanere a Roma è stata fatta con il cuore. In quei momenti, quando ti senti così, non puoi andare via. Il Real Madrid è l’altro club in cui avrei potuto giocare, un’esperienza in un altro paese sarebbe potuto essere qualcosa di bello per me e per la mia famiglia. Ma quando fai una scelta con il cuore non è mai quella sbagliata. C’è un destino scritto per ognuno ma devi uscire fuori e rivendicarlo”.
Poi sul ritiro: “Non vorresti mai fermarti. Onestamente non l’ho presa bene all’inizio, ma lentamente ho ragionato che forse, in fondo, era la cosa giusta”. Ora l’ex Capitano giallorosso si dedica allo scouting: “L’obiettivo principale di ora è di cercare giovani promesse. Di certo con determinazione e sacrificio si raggiungono tutti gli obiettivi. Ma per essere un talento devi necessariamente averlo dentro di te”.
Maurizio Costanzo, advisor ufficiale della comunicazione della Roma, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport (104.2 Fm). Queste le sue dichiarazioni:
Come va questa sua nuova esperienza al fianco della Roma? “E’ una bella esperienza, entusiasmante. Ho due obiettivi: che la Roma faccia lo stadio e che si ricostruisca un rapporto diretto tra la Roma e la tifoseria. Perchè ho voluto incontrare le radio? Perchè siete il tramite diretto tra la tifoseria, la città e la squadra giallorossa”
Sullo stadio? “C’è gente che fa il triplo gioco. Lo stadio deve esser fatto, Roma ha diritto ad averlo, Roma è la capitale d’Italia, ha una storia antichissima. La Roma può pretendere di avere un impianto nuovo. Se la finiscono di fare i giochini i consiglieri sotto banco, forse si riuscirà a farlo. E’ il momento di agire perchè poi arriveranno le ferie estive e il nuovo sindaco”
Ha parlato con i candidati sindaco di Roma? “No non ho ancora parlato con loro. Lo farò dopo le elezioni, oggi i candidati raccontano quello che gli pare, parlerò con il nuovo sindaco”
Come pensate di coinvolgere i tifosi su questa questione? “Stiamo studiando varie iniziative, personalmente credo che sia utilissimo il supporto dei tifosi. Ritengo che i tifosi debbano sempre essere ascoltati, perchè sono la fortuna e la sfortuna di una squadra, al di là dei risultati di un club. In questo senso le radio sono fondamentali, perché sono il tramite diretto tra la squadra e la città. Sono compiaciuto della vostra iniziativa sui social con l’hastag #RevocateStaDelibera. Mettete qualche striscione in giro per la città (ride ndr). Questo fenomeno straordinario c’è solo a Roma, su tutti i taxi capitolini ci sono le radio che parlano della Roma”
Tante iniziative importanti per Roma Cares e Roma Department? “Sì ci sono tante iniziative solidali, come quella di Francesco Pastorella denominata ‘Amami e Basta’, straordinaria per contrastare la violenza sulle donne. Oggi pomeriggio incontrerò la Roma, per dire loro di studiare nuove iniziative per esser vivi sul territorio al di là della squadra di calcio. Ho l’impressione che nella Roma non ci sia stata grande serenità sia nella squadra, sia nella tifoseria. Vorrei tanto che iniziasse la stagione con grande entusiasmo e serenità”
Come è nato il contatto con i Friedkin? Cosa possono portare di diverso rispetto a Pallotta? “Li ho conosciuti tramite Fienga, mi hanno fatto un’ottima impressione perché ho visto grande concretezza in loro. Ho detto loro della differenza tra Roma e Houston, hanno capito benissimo quanto valore abbia questo loro investimento. Ho avuto la sensazione che sappiano benissimo quanto sia importante la Roma. Ho avuto un’ottima impressione nei due incontri che ho avuto con Dan e Ryan Friedkin”
C’è un nuovo messaggio di apertura della società verso la tifoseria e i media? “Sì io ci credo molto, faremo una riunione operativa a settimana con la società giallorossa, con Fienga e con gli altri – non con i Friedkin – per realizzare tanti progetti. E’ fondamentale il risultato sul campo, ma soprattutto il rapporto tra tifoseria e società”
Sulla prima conferenza stampa di Mourinho? “Mi diverte che prima andasse in Vespa ora va in bicicletta (ride ndr). I Friedkin hanno fatto un grande acquisto con Mourinho, non possiamo dimenticare quello che ha vinto anche in Italia anni fa”
Il canale Roma Tv non sarà più trasmesso in tv ma sui social. E’ questa la direzione? “Sono sincero non me ne sono occupato, me ne occuperò e cercherò di capire. Mi sono più dedicato di più alle persone, ai club, alle radio, alla tifoseria”
Maurizio Costanzo è il nuovo ‘stratega’ della comunicazione giallorossa. Nonostante dal club ieri sia stato spiegato off records che il ruolo del noto giornalista televisivo sarà legato soprattutto alla questione stadio, lo stesso Costanzo ha più volte ribadito che si occuperà della comunicazione giallorossa a 360 gradi. Queste le sue nuove dichiarazioni raccolte da la Gazzetta dello Sport:
Ci racconta com’è nata la cosa? «Chiacchierando con l’a.d. giallorosso Guido Fienga. È stato lui a farmi poi incontrare i due Friedkin, padre e figlio».
E come le sono parsi? «Sono molto simpatici e ho notato che stanno sempre attenti a quello che dicono. Ho spiegato quello di cui mi sono occupato nella vita e quello che faccio adesso e la cosa è andata in porto. Ho firmato mercoledì».
Di che cosa si occuperà? «Dei rapporti con giornali, radio e tifosi. Devo ancora capire bene come muovermi, mi sto guardando intorno».
Ha già in mente qualche strategia particolare? «Il mio obiettivo è soprattutto quello di saldare il rapporto tra i tifosi e il club. Ho in testa diverse iniziative: il primo desiderio che vorrei esaudire è quello di trovare il tifoso della Roma più anziano, mi piace l’idea di mettere le mani nella storia e nella tradizione che questa squadra ha. Poi mi piacerebbe fare qualcosa a Natale, pensavo a degli alberi giallorossi… Senza dimenticare lo slogan che voglio lanciare: “Mejo ‘a Roma”».
Quasi venti anni fa è stato fondamentale nel far scoprire agli italiani la vena ironica di Francesco Totti, tra ospitate al “Maurizio Costanzo Show” e il libro di barzellette. «È vero e lo rifarei domani».
Siete molto legati, lo ha già sentito? «Non ancora, ma lo farò presto».
Per saldare il rapporto Roma-tifosi riaverlo in società non sarebbe male. Lei lo vorrebbe? «Ci parlerò…».
Si dovrà poi confrontare con José Mourinho. «Ancora non ho avuto modo di sentirlo, lo incontrerò a luglio, ci annuseremo e cominceremo a parlare. Sono sicuro che troveremo insieme la strada giusta da percorrere. Poi ognuno fa il suo mestiere».
Francesco Totti è carico in vista degli Europei. 21 anni fa ad Amsterdam, il capitano giallorosso realizzò un rigore entrato nella storia della nazionale e del calcio europeo, un cucchiaio dolcissimo che superò Van der Sar consentendo agli azzurri di raggiungere la finale. Questa mattina sui social Totti si è espresso in un video con una provocazione: “ma gli olandesi rosicano ancora per quel rigore”?
Francesco Totti, a margine della finale di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della RAI:
Sul nuovo ruolo di Serie A ambassador… Un ruolo importante, significativo. Dopo tantissimi anni che abbiamo giocato nel rettangolo verde essere ambassador della Serie A è un piacere per tutti.
Sulla possibilità che Buffon possa essere convocato per l’Europeo da Mancini… Io penso che se dipendesse da lui continuerebbe a giocare. Ha detto che con la Juve il ciclo è finito, se gli dovesse arrivare un’offerta allettante si metterà seduto e valuterà. Non ci ho parlato, è tanto che non lo sento però farà la scelta migliore come ha sempre fatto.
Sul presunto rifiuto alla Roma di Mourinho… Sinceramente nessuno mi ha chiamato, perciò tutte queste menzogne che sono uscite nei miei confronti sono solo menzogne. Se mi chiamassero mi metterei seduto e con il rispetto che ho per Mourinho e per i Friedkin ne parlerei con loro.
La spia del malinconico finale di stagione della Roma, in fondo, è che si parla soprattutto di chi non c’è, José Mourinho, mentre entra virtualmente in scena anche Francesco Totti. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, l’ex capitano, infatti, ieri è stato tirato in ballo come «colui che fece il gran rifiuto», cioè avrebbe detto no al ritorno in giallorosso con l’allenatore portoghese. In serata è arrivata la smentita decisa dell’ex capitano: nessuno lo ha chiamato.