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Mourinho: “Roma con un potenziale offensivo nullo”

Il tecnico della Roma, José Mourinho, ha parlato al termine del match perso contro l’Inter.

Mourinho a DAZN

La Roma era in emergenza: era lecito aspettarsi qualcosa in più?
“Mi scuso con lo studio e con la gente che è a casa, che poteva essere interessata alle domande. L’Inter è più forte di noi in condizioni normali, in condizioni non normali ancora più forte. L’anno scorso aveva 29 punti più di noi, oggi la nostra situazione tra infortuni e squalificati era limitata. Avevamo un potenziale offensivo nullo, sarebbe stato importante fare gol alle prime occasioni, abbiamo avuto delle occasioni ma non abbiamo segnato. Ibanez ha giocato esterno ma non lo è, abbiamo preso gol e loro sono più di noi in condizioni normali, in condizioni non normale molto più forti. L’arbitro ha diretto bene, ha mancato solo un giallo a Cristante, siamo la squadra più indisciplinata della Serie A. Complimenti all’Inter e in bocca al lupo per la partita di martedì”.

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PARTITE

Roma-Inter 0-3 (15′ Calhanoglu, 24′ Dzeko, 39′ Dumfries) – Giallorossi mai in partita, sconfitta umiliante

La Roma affronta l’Inter di Dzeko all’Olimpico per la 16a giornata di Serie A. Nei giallorossi tantissime assenze tra infortuni, squalifiche e covid.

LE FORMAZIONI:

ROMA 3-5-2: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Ibanez, Veretout, Cristante, Mkhitaryan, Viña, Zaniolo, Shomurodov.
A disp.: Fuzato, Boer, Kumbulla, Reynolds, Calafiori, Diawara, Darboe, Perez, Bove, Borja Mayoral.
All. Mourinho.

INTER 3-5-2: Handanovic; Skriniar, Bastoni, Dimarco, Dumfries, Barella, Brozovic, Çalhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez.
A disp.: Radu, Cordaz, D’Ambrosio, Vidal, Gagliardini, Vecino, Sanchez, Correa, Satriano.
All. Inzaghi.

Arbitro: Di Bello di Brindisi. Assistenti: Palermo e Perrotti. IV uomo: Camplone. VAR: Massa. AVAR: Alassio.

RETI: 15′ Calhanoglu, 24′ Dzeko, 39′ Dumfries
CARTELLINI: Ammoniti: Ibanez
, Barella, Zaniolo, Mancini


82′ – Conclusione di Zaniolo sull’esterno della rete, gran tiro che sfiora l’incrocio e che ha dato l’illusione del gol

72′ – Sponda di Shomurodov per Mkhitaryan che calcia alto

61′ Bove per Kumbulla

58′ – Stiramento per Correa, entra Vidal

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

Fine primo tempo

39′ – Tris dell’Inter con Dumfries che spunta alle spalle di Vina su cesso di Bastoni dall’altra parte del campo

38′  – Occasione Roma con Zaniolo che pesca Mancini dentro l’area, cross sul secondo palo dove spunta Vina che calcia a botta sicura ma Dumfries salva la porta in scivolata

32′ – Angolo Roma, con Veretout che pesca Zaniolo sul secondo palo, colpo di testa debole che Handanovic blocca agevolmente

28′ – Grande intervento di Rui Patricio sulla rasoiata di Dzeko in diagonale

24′ – Raddoppio dell’Inter con Dzeko che insacca su assist di Calhanoglu dopo un’azione straordinaria tutta di prima dei nerazzurri

20′ – Ci prova Dzeko dal limite, tiro svirgolato sul fondo

15′ – In vantaggio l’Inter con Calhanoglu che segna direttamente da calcio d’angolo con un tiro-cross teso sul primo palo

Inizia il match dell’Olimpico

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Totti e Gualtieri presenti all’Olimpico per Roma-Inter

Nell’odierna sfida tra RomaInter saranno presenti Francesco Totti, ospite di uno sponsor, e Roberto Gualtieri. Dopo quasi due anni l’ex capitano giallorosso torna da spettatore allo stadio Olimpico, l’ultima volta era successo il 27 ottobre del 2019 in un Roma-Milan. Ad assistere all’emozionante sfida sarà quindi presente anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e potrebbe essere un’occasione per parlare del progetto del nuovo stadio della Roma.

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Roma-Inter, Adani: “Shomurodov arma tattica di Mou“

n vista della sfida tra Roma e Inter, Lele Adani, ex difensore ed opinionista Tv, ha parlato a La Gazzetta dello Sport.Commenta per primo

Lele, non possiamo che cominciare da Mou: sarà più particolare per lui affrontare l’Inter o per i tifosi nerazzurri ritrovarsi il portoghese da avversario? “Il legame tra José e gli interisti è stato così forte e intenso per due ragioni: il triplete e la durata del rapporto. Ridurre tutto, però, al “ha vinto la Champions” sarebbe ingiusto. Mourinho, mettendoci il suo marchio e il suo stile, ha dato voce al popolo nerazzurro, grazie al carisma e al senso di ribellione. È stato a Milano solo due anni e forse proprio per questo è entrato ed è rimasto nelle viscere dei tifosi in un modo che non può essere dimenticato. Ma oggi sarà speciale anche per Mou. Anche se non lo farà vedere, perché sa come mantenere l’aplomb sul lavoro, dentro di sé sarà molto, molto emozionato: quell’esperienza all’Inter l’ha toccato profondamente di sicuro».

La sua Roma, però, non può permettersi di lasciare il passo. Gli alti e bassi continuano… “Al di là di vittorie e sconfitte, Mou aveva trovato la strada giusta, a livello tattico, con il passaggio dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1, ma tra squalifiche e infortuni contro l’Inter sarà costretto a tornare all’antico. Non sarà facile. Credo che alla Roma serva per prima cosa stabilità all’interno del progetto e tra risultati altalenanti e assenze, la ricerca si fa più complicata”.

Travestiamoci da Mou: come la batto l’Inter? Con i ribaltamenti di fronte veloci di Zaniolo, Mkhitaryan e Shomurodov, al costo di lasciare il possesso agli avversari in alcune parti del match, alternando le fasi di pressing a quelle in cui è necessario abbassarsi. I giocatori offensivi giallorossi hanno più gamba dei vari Brozovic o Bastoni, che faticano se presi in velocità o se costretti a correre all’indietro. In particolare, Shomurodov deve allungare la difesa nerazzurra e creare lo spazio tra retroguardia e centrocampo, ai lati o dietro Brozovic, dove i trequartisti possono ricevere palla e colpire”.

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Mou contro Mou: per guarire la Roma deve fermare l’Inter

Uccidere il padre. Sportivamente, s’intende. Questa la missione dell’Inter, che va incontro al proprio destino edipico, scrive La Repubblica. All’Olimpico i nerazzurri, per non perdere il contatto con l’Olimpo del campionato, dovranno sconfiggere l’uomo che li ha educati alla vittoria, e che nella mitologia interista ancora occupa il piedistallo su cui i bambini collocano i genitori. Eppure quel padre si è mostrato fragile. Ne sono prova le sue ultime uscite, timide rispetto ai giorni milanesi in cui tuonava invincibile contro tutto e tutti. A Mourinho i capelli bianchi non hanno tolto l’esplosività polemica contro gli arbitri, innescata dal cartellino che ha impedito a Pellegrini di scendere in campo contro la Lazio e deflagrata nell’epico “a Zaniolo consiglio di non rimanere a lungo in Serie A“. Ma, visto da Milano, il Vate di Setúbal nella sua versione romana non sembra più lui. Troppo diplomatico. Troppo prudente, al punto da evitare la conferenza stampa di vigilia più attesa della stagione.  Una formazione che oggi dovrà fare a meno del capitano, del giocatore più in forma, El Shaarawy, dell’unico vero centravanti, Abraham, e di Karsdorp, terzino destro difficile da rimpiazzare. La classica situazione da tragedia che avrebbe esaltato il Mourinho di un tempo, come gli interisti sanno bene. Vorrà dimostrare loro che, nonostante tutto, è ancora il suo tempo e nulla è cambiato. “La Roma ha un grandissimo allenatore“, ha constatato Simone Inzaghi, che non lo ha mai affrontato. Da solo lo Special One ha vinto molto più dei quattro tecnici che si danno battaglia per conquistare la vetta della Serie A. Non solo Inzaghi, ma nemmeno Spalletti, Pioli e Gasperini – tutti passati dall’Inter dopo José – hanno mai vinto uno scudetto. Eppure si trovano a giocarselo, con buona pace dei decoratissimi generali della panchina che ammirano l’altrui battaglia da lontano.

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Sei anni di gol, poi l’addio lampo: per Dzeko ritorno senza applausi

Era stato protagonista dell’ultima vittoria della Roma sull’Inter all’Olimpico con una rete ed una prestazione sontuosa, ma oggi Edin Dzeko tornerà da avversario in quella che è stata casa sua per tanti anni ed il clima non sembra essere dei più distesi. La sensazione è che il bosniaco riceverà parecchi fischi anche per le modalità con cui è avvenuta la separazione in estate.

COme scrive il Messaggero, Dzeko in 6 anni è diventato il terzo marcatore della storia giallorossa mettendo a segno ben 119 reti, elemento che potrebbe non bastargli a ricevere un trattamento ‘di favore’ dai tifosi romanisti.

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Zaniolo strappa per la Roma e per farsi rimpiangere ancora dall’Inter

Senza Pellegrini e Abraham, toccherà proprio a lui cercare di portare la Roma in porto, scrive La Gazzetta dello Sport. Che poi, sostanzialmente, vuol dire provare a regalarle la vittoria o, quantomeno, un risultato positivo. Perché di questo ha bisogno la Roma (tre sconfitte nelle ultime 5 gare di campionato), esattamente come ne ha bisogno anche Nicolò Zaniolo. Aguidare l’attacco giallorosso oggi sarà proprio lui, in coppia con Shomurodov (in campo per la squalifica di Abraham) e con l’assistenza di Mkhitaryan. Ma è da Nicolò che Mourinho si aspetta gli strappi decisivi, quelli che possono mettere alla corde l’Inter. Già, proprio lei, la squadra che lo ha prima accolto, poi sedotto e infine abbondato. Zaniolo in nerazzurro ci ha vissuto una sola stagione, lasciando però un segno indelebile con la Primavera, dove ha vinto scudetto, Supercoppa italiana e trofeo di Viareggio (perdendo in finale la Coppa Italia proprio contro la Roma). Tredici gol da centrocampista offensivo (giocava mezzala, ma a volte anche trequartista), tra cui quello decisivo nella semifinale-scudetto contro la Juventus a cui ha fatto seguito l’assist per Colido nella finale tricolore, contro la Fiorentina. Spalletti lo aveva anche portato in panchina con l’Atalanta, a San Siro, facendogli sgranare gli occhi sul grande calcio. Ma tutto questo è oramai il passato, messo da parte da oltre 3 anni. Dal 2018, infatti, Zaniolo è giallorosso, ma soprattutto è nel cuore dei tifosi romanisti, dove è già diventato una piccola grande stella. Per ciò che ha fatto vedere in campo e per quanto ha sofferto a causa dei due infortuni alle ginocchia. Roma gli è entrata nel cuore e lui vuole diventare un simbolo del club, ma possibilmente anche della storia romanista. Oggi Zaniolo dovrebbe tornare al ruolo originario di trequartista esterno nel 4-2-3-1, quello in cui ha giocato fino alla svolta tattica di Venezia (dove, peraltro, è partito in panchina, entrando solo per l’assalto finale). Ma c’è anche la possibilità che Mourinho faccia giocare Zaniolo da trequartista centrale, alle spalle diShomurodov, con Mkhitaryan a sinistra e Perez a destra. In questo modo qui, infatti, Nicolò farebbe di fatto ancora la seconda punta, ruolo in cui ha dimostrato di trovarsi perfettamente a suo agio nelle partite in cui Mourinho ha giocato con il 3-5-2, schierandolo al fianco di Abraham. Se invece alla fine Mou dovesse propendere ancora per il 3-5-2, Zaniolo andrebbe a giostrare proprio al fianco della punta uzbeka, con Vina e Perez esterni a tuttafascia e Mkhitaryan mezzala al fianco di Cristante e Veretout.

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STADIO

Stadio della Roma al Gazometro: firmato un primo accordo di riservatezza con Eni

Se in Campidoglio tutto sembra tacere, qualcosa si muove per lo Stadio della Roma. I Friedkin vogliono costruire un impianto sostenibile e remunerativo, e le idee sembrano convergere sul quadrante Ostiense. L’area offre i terreni degli ex Mercati generali, ma pure quelli all’ombra del gazometro. La novità sta nel non disclosure agreement che il club giallorosso ed Eni, titolare del fazzoletto vista Tevere, hanno firmato negli ultimi giorni. In sostanza, con questa mossa, le parti si impegnano a non diffondere informazione sui prossimi passi.

Come scrive la Repubblica (L.D’Albergo), attenzione alla riservatezza che sembra però svelare un elemento chiave: la Roma è interessata all’area. La tentazione di riportare la casa dei romanisti vicino a Testaccio, magari in un progetto congiunto con Road – piano di Eni per introdurre nella Capitale un nuovo distretto dell’innovazione – è forte.

Questo il sogno, che si scontra con la realtà appresa dai Friedkin in questo primo periodo di presidenza: la macchina burocratica di Roma. Dan e Ryan guardano con interesse anche a Rocco Commisso, che dopo le minacce di vendere la Fiorentina ha ottenuto qualcosa: l’ok ai lavori per ristrutturare il Franchi, con un tesoretto di 95 milioni pubblici per far contenti i tifosi.

Intanto per quanto riguarda l’organigramma societario si fa il nome di Lucia Bernabè. La figlia del supermanager Franco, già presidente di Telecom e oggi alla guida di Acciaierie d’Italia (l’ex Ilva), è la candidata più accreditata alla gestione del dossier stadio.

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Rassegna stampa

Roma-Inter, le probabili formazioni dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT (4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, Perez; Shomurodov.

LA REPUBBLICA (4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Cristante, Veretout; Mkhitaryan, Zaniolo, Shomurodov; Perez.

IL MESSAGGERO(4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Cristante, Veretout; Perez, Mkhitaryan, Zaniolo; Shomurodov.

TUTTOSPORT(4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Cristante, Veretout; Perez, Mkhitaryan, Zaniolo; Shomurodov.

CORRIERE DELLA SERA(3-5-2) Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Perez, Veretout, Cristante, Mkhitaryan, Vina; Shomurodov, Zaniolo.

CORRIERE DELLO SPORT(4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Cristante, Veretout; Perez, Zaniolo, Mkhitaryan; Shomurodov.

IL TEMPO (4-2-3-1) Rui Patricio; Ibanez, Mancini, Smalling, Vina; Veretout, Cristante; Perez, Zaniolo; Mkhitaryan; Shomurodov.

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Pallotta: “Le cose non vanno? Diranno che è colpa mia”. Poi una frecciatina ai Friedkin: “Stanno sempre in silenzio…”

James Pallotta torna a parlare della Roma. Lo fa al portale notizie.com, che ha raccolto alcune dichiarazioni dell’ex numero uno giallorosso. Le cose non vanno bene, ma diranno che sarà sempre colpa mia, è così no?”, una delle prime veloci battute. Poi un pensiero sulla nuova proprietà, che secondo l’ex presidente giallorosso dovrebbe parlare di più: “I Friedkin sono sempre in silenzioNon va bene, bisogna parlare, non si fa così”.