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Roma-Salisburgo all’arbitro sloveno Vinčić

Sarà lo sloveno Slavko Vinčić, l’arbitro di Roma-Salisburgo, gara di ritorno dei play-off di Europa League. Gli assistenti saranno Tomaž Klančnik e Andraž Kovačič. Il IV Uomo invece sarà Rade Obrenovič. Il VAR è affidato a Nejc Kajtazovic, assistito da Matej Jug.

Vincic, che ha diretto la finale di Europa League dell’anno scorso tra Eintracht Francoforte e Rangers, non ha mai arbitrato una partita della Roma, mentre ha due precedenti con il Salisburgo, entrambi vittoriosi per gli austriaci contro Dortmund e Siviglia.

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NEWS Rassegna stampa

Abraham non vuole mancare. Pellegrini c’è, Dybala prova

L’ideale – è quasi scontato ribadirlo – sarebbe averli nuovamente a disposizione tutti e tre. Ma probabilmente José Mourinho si accontenterebbe di riaverne anche solo due a tutti gli effetti, considerando che Pellegrini, Dybala e Abraham costituiscono il suo intero asse offensivo.

Come scrive la Gazzetta dello Sport (…) ieri pomeriggio, quindi, l’attaccante inglese è stato sottoposto ad un controllo che ha evidenziato un lieve edema intorno alla palpebra. Abraham verrà ricontrollato anche oggi, nella speranza che l’edema si sia se non riassorbito, quantomeno ridotto. Di certo c’è che se alla fine scenderà in campo, l’inglese lo farà con l’ausilio di una maschera di carbonio che avrà il compito di proteggerlo da eventuali colpi o pallonate che potrebbero riaprire la ferita.

Chi è invece sicuro di esserci è Lorenzo Pellegrini, il capitano giallorosso, che già ieri si è allenato parzialmente con il resto della squadra e che da oggi dovrebbe essere di nuovo interamente a disposizione.

Da capire invece la situazione di Paulo Dybala, ancora alle prese con il sovraccarico muscolare al flessore sinistro che lo ha costretto a uscire dopo appena un tempo nella gara d’andata con il Salisburgo ed a saltare la sfida con il Verona. A Trigoria c’è la speranza di recuperarlo per l’allenamento di mercoledì mattina.

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STADIO

Stadio Roma, domani sopralluogo a Pietralata

Continua il lavoro sul fascicolo stadio della Roma a Pietralata. Come riferisce il Corriere dello Sport, questa mattina la As Roma incontrerà le Commissioni Sport e Urbanistica per il progetto stadio di Pietralata.

Domani avverrà un sopralluogo sull’area per capire l’ubicazione della Metro Quintiliani e della stazione Tiburtina. Si affronterà anche la problematica dell’accessibilità quotidiana e straordinaria dell’ospedale Pertini.

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Rassegna stampa

Mourinho alza il muro. La squadra è con lui ma l’addio non è tabù

Fare l’esegesi delle parole di Mourinho è sempre scivoloso. Perché non sai mai qual è il fine ultimo dello Special che a livello di comunicazione potrebbe tranquillamente tenere una cattedra universitaria. E quindi, la questione dei fischi – che ieri ha spaccato la città via social e attraverso il consueto tam tam radiofonico – ha una doppia lettura, tra chi ritiene che sia una mossa per infuocare l’Olimpico in vista di giovedì e altri che lo vedono come un tentativo, rischioso, di alzare la tensione e allo stesso tempo cementare il gruppo.

Come scrive il Messaggero, c’è un altro elemento che non è passato inosservato. E riguarda il monito lanciato nella conferenza post-gara: «Parleremo a fine stagione, avrò molte cose da dire…». Parole sibilline che a febbraio sottintendono un vaso di Pandora da scoperchiare, al netto delle rassicurazioni che arrivano da Trigoria di un progetto condiviso. Considerazioni che nascondono un malessere e che spesso sono il preludio ad un distacco.

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Da Solbakken agli azzurri rinati: la Roma raddoppia

La gara contro il Verona dovrebbe aver confortato il sempre più cupo José Mourinho sul fatto di avere a disposizione delle seconde linee divenute finalmente affidabili, dovendo attraversare le forche caudine del doppio impegno settimanale, sempre che la pratica Salisburgo venga risolta in modo lieto giovedì prossimo.

Così, in una Roma in cui infortuni e stati di forma hanno a volte ribaltato le gerarchie di inizio stagione, si sono finalmente messi in mostra quei giocatori su cui la dirigenza aveva puntato e che avevano dato per il momento risposte altalenanti. In vetrina c’è andato Ola Solbakken, il norvegese che ha risolto la partita con un gol da attaccante vero.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, l’apprendistato non può dirsi certo terminato, ma Ola ha risposto anche ruvidamente a tanti suoi ex tifosi ed ex compagni del Bodo che gli scrivevano come avesse fatto un errore ad andare alla Roma. Il senso della sua risposta è stato chiaro: “Fatevi i fatti vostri”. E ha avuto ragione.

Ma se Solbakken è una scommessa, forse la migliore notizia per Mourinho è l’aver rivisto quasi ai livelli storici una trimurti italiana che ha scritto pagine importanti non solo in giallorosso. Ci riferiamo a Leonardo Spinazzola, Stephan El Shaarawy e Andrea Belotti, che contro il Verona hanno ritrovato un rendimento da maglia azzurra. Soprattutto il terzino ha messo in mostra alcuni colpi del suo repertorio che hanno incantato, come ad esempio il tacco con cui ha fornito l’assist vincente a Solbakken. Ma anche il Faraone da diverse partite, sia da attaccante che da uomo “a tutta fascia”, garantisce spunti e copertura. Discorso diverso quello per il Gallo che, in attesa di tornare goleador, è tornato almeno a fornire una prova di sacrificio degna dei giorni migliori. (…)

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Mourinho-Friedkin, il gioco del silenzio spacca la Roma: per la proprietà non c’è esigenza di incontrarsi ora

Cosa inquieta José Mourinho? Non c’è bar romano in cui si parli di calcio senza discuterne. Se lo chiedono tutti, tranne – apparentemente – gli unici che potrebbero ottenere una risposta: Dan e Ryan Friedkin. Chi pensa che José abbia già deciso di andare via da Roma è almeno frettoloso. E probabilmente fraintende il senso di quella frase che sembra, è vero, una resa dei conti: “A fine stagione parlerò io e avrò molte cose da dire”.

Cosa voleva dire, l’allenatore della Roma? Da giorni trova il modo per elencare i frutti del suo lavoro, la scelta di restare fatta a dicembre, la differenza di organico con le altre grandi. Il messaggio tra le righe (“La società sa cosa aspettarsi da me”) è: trovatelo un altro capace di fare quello che sto facendo io, valorizzando i giovani e senza tanti campioni.

Come scrive la Repubblica, dicono che non parli da mesi con i Friedkin e che dalla proprietà vorrebbe capire quali progetti avrà la Roma in futuro. Chi lo conosce giura che a Mourinho non dispiaccia affatto stare a Roma. Ma che ovviamente un competitivo come lui soffra a non poter gareggiare ad armi pari con Inter e Napoli. Auspica un tavolo di discussione in tempi rapidi. Anche per capire quali siano le condizioni a cui restare. O quelle a cui andare via.

Ma Dan e Ryan Friedkin hanno una altissima considerazione delle firme sui contratti: e quindi ha senso che dal loro punto di vista Mourinho sia sicuramente l’allenatore della Roma fino al 2024. Garantito dalla certezza che, da loro, non sarà mai esonerato. L’impressione è che per i Friedkin tutto ciò renda scontata la prosecuzione del rapporto. Se invece fosse Mourinho a voler andare via, per lo stesso motivo non potrebbe farlo gratis. Anche ieri ha pranzato a Trigoria con Tiago Pinto. I rapporti sono quelli di due persone che su molti argomenti hanno visioni opposte, ma devono convivere e lo fanno nell’interesse comunque.

Le ultime ore hanno riscaldato la suggestione milanese di un possibile ritorno all’Inter: è complesso però capire i programmi del club nerazzurro. Le altre voci – dal Real al Psg – si fondono sulla stima di cui lo Special gode.

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Rassegna stampa

Nuovi sponsor, la rivoluzione dei Friedkin: Adidas e Toyota in pole

Winterling, Barror, Colette, Danovaro, Calvo, Brambilla, Norris, Van den Doel, Salvione, Wandell. Non è un’improbabile formazione senza portiere. Sono i nomi dei professionisti che negli ultimi dieci anni si sono alternati (qualcuno c’è ancora) alla divisione commerciale della Roma. In pratica uno all’anno. Uno sproposito. Che certifica come la Roma abbia un problema di reperimento di sponsor, almeno alle cifre che a viale Tolstoj considerano congrue per un brand come quello con la Lupa.

E come scrive la Repubblica la voce sponsor è quella che con l’eventuale qualificazione in Champions e, quando ci sarà, lo stadio, può garantire un salto in alto per il fatturato. In attesa dello stadio che la società spera di inaugurare nell’anno del centenario e auspicando che a fine stagione si possa brindare alla Champions, i Friedkin lavorano alla voce sponsor, consapevoli che sia il settore che a breve termine, oltre alla biglietteria, possa portare a un’impennata del fatturato.

Di fatto c’è in corso una mezza rivoluzione. Da qualche settimana è ricomparso il back sponsor che poi è roba di famiglia visto che è Auberge Resort cioè la società dei texani che si occupa di turismo a cinque stelle. Digitabils ha un altro anno di contratto ma già si parla del possibile arrivo di Toyota.

A fine stagione New Balance (la Roma ha appena vinto una causa con il marchio di Boston) lascerà spazio ad Adidas che veste la Juve a cui garantisce 50 milioni a stagione. Sarà un accordo pluriennale, ma a una cifra che i sussurri indicano in 5 milioni a stagione. È qui, in questa differenza, che sta il punto. E su questo stanno lavorando i Friedkin, incapaci di comprendere come un brand come Roma non attiri sponsor e fatturato. Pare che abbiano trovato una parziale risposta. Ovvero vincere. Il resto sarebbe solo una naturale conseguenza.

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Allenamenti

Trigoria, individuale per Dybala, Pellegrini in gruppo. Abraham valuta la possibilità di giocare con una maschera protettiva

La Roma stamane si è allenata a Trigoria. I calciatori che hanno giocato ieri hanno svolto un lavoro di scarico mentre gli altri, compresi i subentrati, hanno lavorato in campo. In vista della gara contro il Salisburgo ci sono novità importanti: Pellegrini ha svolto gli esercizi con il gruppo mentre Dybala, nonostante abbia svolto un allenamento individuale, dovrebbe smaltire il sovraccarico al flessore. Abraham, invece, valuta la possibilità di giocare con una mascherina dopo i problemi che ieri lo hanno costretto a uscire dopo pochi minuti contro il Verona. Durante l’allenamento odierno era presente anche Tiago Pinto.

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APPROFONDIMENTI

Mou, il cammino è da Champions: +6 sulla scorsa stagione ma i 44 punti non sono un ‘unicum’ negli ultimi 5 anni

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Da adesso, forse, inizia un nuovo campionato, o almeno la fase finale di un torneo che può ancora rivelare grandi sorprese. La Roma centra il successo contro il Verona salendo a quota 44 punti in classifica. Una vittoria sofferta ma fortemente voluta da tutto il gruppo che, al triplice fischio di Sozza, si è ritrovata in un abbraccio collettivo, condito da un discorso motivazionale dello Special One, che non ha lasciato nulla al caso anche nel dopopartita, tra critiche ad una parte della tifoseria, ai media e anche un mea culpa nella coda finale delle sue dichiarazioni.

I numeri consacrano la bontà fin qui del cammino della sua seconda Roma: rispetto alla scorsa stagione i giallorossi infatti hanno 6 punti in più e dopo il Napoli (+13 rispetto ad un anno fa) sono la squadra che ha fatto meglio tra le big, al pari della Lazio. Male ad esempio Inter e Milan, rispettivamente -6 e -5, così come l’Atalanta -2. La Juve fa +5 ma il rendimento dei bianconeri al momento è cristallizzato, causa processi sportivi.

Oltre ai punti va analizzata anche la posizione in classifica e la distanza dalle altre in chiave lotta Champions. La squadra giallorossa infatti l’anno scorso di questi tempi aveva 11 punti di ritardo sulla terza (oggi è terza a pari merito col Milan), 5 sulla quarta. I miglioramenti in prospettiva sono evidenti a tal punto da considerare, calendario alla mano, fondamentali gli scontri diretti casalinghi che la Roma avrà contro Milan e Inter.

C’è da sottolineare anche che questo punteggio alla 23° giornata non è una novità negli ultimi 5 anni: due stagioni fa con Fonseca in panchina e nel 2017-18 con Di Francesco la Roma aveva infatti gli stessi punti (44) in classifica. Le due annate però sono terminate in maniera totalmente opposta. Nella seconda stagione di Fonseca infatti ci fu un crollo quasi senza precedenti nelle ultime 15 gare di campionato con appena 16 punti raccolti e il settimo posto – che valse la qualificazione in Conference poi vinta l’anno dopo – conquistato all’ultima giornata contro lo Spezia. Con il tecnico pescarese invece la Roma mantenne un gran ritmo, chiudendo terza con 77 punti e strappando la qualificazione in Champions.

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Rassegna stampa

Applausi, politica e misteri: così i Fedayn sono tornati in Curva Sud

Sono entrati per ultimi, tra gli applausi. Poi la curva Sud ha intonato il loro nome. Il ritorno dei Fedayn allo stadio Olimpico, dopo il furto degli striscioni, bruciati sabato a Belgrado, è da brividi. E mette a tacere anche le tante voci incontrollate che nelle ultime settimane si erano intensificate sul principale gruppo della curva Sud. Nessuna guerra. Nessuna resa dei conti fra ultras giallorossi.

Come scrive la Repubblica, si sono ripresi i loro posti, per la prima volta senza le tradizionali bandiere del gruppo. Pochi i cori intonati dalla Sud, quasi tutti nel secondo tempo. Una dimostrazione, anche questa, di vicinanza al gruppo.

Nessuna tensione interna, insomma. Nemmeno con i militanti del gruppo Roma, un tempo espressione diretta di CasaPound, gli unici ad accennare un timido tifo durante il primo tempo. Ad oggi, quella di presunte vendette all’interno della curva Sud per la mancata solidarietà espressa da alcuni gruppi si è rivelata una voce non fondata.