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Spalletti e Totti al telefono: “Presto ci vedremo”. Ecco il siparietto

Rosario Fiorello, nella prima punta di VivaRai2 è riuscito a mettere in contatto, in diretta al telefono, Luciano Spalletti e Francesco Totti. Dopo le parole al miele della scorsa settimana che i due si sono scambiati a mezzo stampa, ecco il contenuto della breve conversazione di questa mattina:

Fiorello: “Pronto Luciano? Qui con noi abbiamo Francesco Totti, ce l’hai presente?”
Spalletti: “Totti ce l’ho presentissimo, era un falso nueve e anche un 10”.
Totti: “Ciao mister, come stai?”
Spalletti: “Sto abbastanza bene, ora che ti sento anche meglio”.
Totti: “Ora verrà a Roma e penso ci rivedremo”.
Spalletti: “Sarebbe bello se venisse insieme a me a trovare questi amici in comune al Bambin Gesù. Mi sembrerebbe brutto andare solo io e lui soltanto, meglio donare quel momento lì a tanti bambini, con le emozioni che abbiamo condiviso con la Roma”.

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Rassegna stampa

Mou: «Il pubblico ci ha trascinato alla vittoria»

La Roma vince in rimonta grazie alla spinta dei tifosi. Entrambi nel recupero le reti che regalano ai giallorossi tre punti fondamentali per recuperare punti in classifica. Una delle motivazioni principali è stata la carica dell’Olimpico secondo Mourinho, che ha parlato di cuore e mentalità. «È stato possibile solamente grazie alla connessione tra calciatori e tifosi – ha affermato nel post partita – ho allenato moltissime squadre, ma non ho mai visto un pubblico che ti trascina alla vittoria in questo modo. Non è normale un supporto del genere, soprattutto perché quando eravamo sotto con il risultato hanno continuato a sostenerci, loro e la squadra hanno meritato questa vittoria importantissima».
Un rischio controllato per il tecnico portoghese, che con i cambi ha deciso di inserire numerosi giocatori offensivi: «Negli ultimi 15 minuti erava-mo sbilanciati, potevamo perdere per 3-2, abbiamo finito la gara con Belotti quinto di centrocampo e Kristensen braccetto in difesa, anche per-ché il Lecce sa far male grazie alla velocità degli attaccanti. Mi dispiace per Falcone – ha continuato – mi ha detto di essere romanista, ma quando gioca contro di noi gli si dovrebbe dare il premio Yashin, perché para tutto».

Come scrive il Tempo, Mourinho ha poi svelato un retroscena sul calcio di rigore, parlando anche delle condizioni di Dybala: «Non ho mai pensato che potesse giocare 90 minuti, né io, né lui, né il dipartimento medico. È rimasto in campo per l’emozione e per la squadra, ma la sua condizione diceva altro. Dopo la partita gli ho detto che non volevo portarlo a Praga per farlo preparare alla prossima di campionato, ma lui mi ha ribadito di voler giocare. Non doveva calciare nessun rigore o punizione diretta, perché la sua forma fisica non glielo concedeva, per quello dagli undici metri è andato Lukaku. So che Romelu – ha ribadito lo Special One – è un ragazzo sensibile, e quando sbaglia il suo cuore soffre, quindi avere la possibilità di realizzare il gol vittoria è un bene per la squadra e per lui, potrà dormire sereno».

Al termine della conferenza stampa Mourinho si è soffermato anche sul derby: «Mi aspetto la Lazio di sempre, un club con molta esperienza, come l’espulsione di Ibanez lo scorso anno, una squadra che sa gestire bene i momenti della gara». Al termine del match ha parlato anche Azmoun, autore del gol che ha iniziato la rimonta, il primo in Serie A. «Voglio dedicarlo alla mia famiglia – ha affermato l’iraniano – amo Roma, è una sensazione incredibile festeggiare davanti ai tifosi nei minuti di recupero».

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Rassegna stampa

Infinita Roma. Lukaku, estasi e lacrime: Mou vince in 137 secondi

Si finisce con i baci. Li dispensa José Mourinho ad Aouar e soprattutto a Lukaku, ormai “fidanzato” suo e di una Roma che in pieno recupero, in 137 secondi pazzi, passa dall’inferno al paradiso ribaltando un Lecce che non meritava la sconfitta. Invece finisce con un 2-1 santificato dalle reti di Almqvist, Azmoun e Big Rom, che nel primo tempo aveva fallito un rigore destinato ad appassirlo. Non basta, perché poi ci sono soddisfazioni che vanno al di là del contesto.

Ad esempio, presentarsi al derby di domenica davanti alla Lazio, è di quelle che per i tifosi danno un senso alla settimana, così come la classifica, visto che i giallorossi ora sono a quattro punti dalla zona Champions. Merito dell’ennesimo super finale, basti pensare che i padroni di casa in questo torneo hanno realizzato 9 reti negli ultimi 15 minuti, più di qualsiasi altra formazione, mentre i salentini hanno perso finora 5 punti da situazione di vantaggio: solamente Cagliari e Frosinone hanno fatto peggio. (…)

Il piano partita potrebbe cambiare subito al minuto 5’ se Lukaku segnasse il rigore assegnato dall’arbitro per un “mani” di Baschirotto su tiro di Dybala a centro area. Il belga, invece, calcia centrale e Falcone para: è il primo errore dal dischetto in A per Romelu, che da quel momento pare accusare psicologicamente l’errore. La Roma, comunque, continua a tenere il piede sull’acceleratore, perché prima El Shaarawy e poi Aouar vanno vicino al gol, anche se la cosa più bella della prima frazione è il sombrero su Kaba di Dybala, il cui tiro successivo finisce fuori di un niente. (…)

Nella ripresa ci si aspetta un monologo Roma e invece i salentini decidono di sfruttare meglio gli spazi a disposizione per ripartire. Al 27’, lo spunto di Banda porta a un palla ribattuta che Alqmvist mette in porta con una rasoiata. È il vantaggio che costringe Mourinho a mettere in campo tutte le bocche di fuoco che ha in panchina, passando al 4-2-4 che defila Dybala sulla destra, anche se è l’argentino al 34’ che sfiora il pari. Ma il Lecce non arretra, sfruttando anche le incertezze del redivivo Sanches. Anzi, al 40’, il subentrato Strefezza sfiora il raddoppio che blinderebbe persino il sorpasso del Lecce in classifica ai giallorossi. Gli dèi del calcio, però, hanno altri piani. Avere contro Dybala, Lukaku, Belotti e Azmoun fa scegliere a D’Aversa di virare sulla difesa a tre, che però consegna il finale alla Roma. Tocca a Zalewski servire ad Azmoun (46’) la palla per il colpo di testa che sancisce il suo primo gol in Italia, e a Dybala mettere in moto Lukaku, che si libera del tenero Touba per tuonare il suo sinistro in porta. È il 49’, è il delirio, è la certificazione di una Roma che non muore mai. Lo Slavia Praga e la Lazio sono avvisate.

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Rassegna stampa

Roma, Lukaku e l’urlo che scaccia gli spettri

Ha fatto sogghignare anche Ryan Friedkin, passato in quattro giri d’orologio dal senso di un fallimento al massimo della goduria. Sarebbe stato uno dei peggiori in campo, se non avesse arpionato quel passaggio un po’ morbido di Dybala e usato la mole per spazzare via il malcapitato Touba e disegnare la parabola della vittoria.

Come scrive il Corriere dello Sport, in un tiro, in una giocata, in un urlo, Romelu Lukaku si è messo alle spalle una delle settimane più antipatiche della carriera. E che sia passato dai fischietti di San Siro all’abbraccio della sua gente, sotto alla Curva Sud e senza la maglia gettata chissà dove, sa tanto di liberazione. I grandi centravanti, i campionissimi, sono quelli che un allenatore non toglie mai dal gioco perché anche nella partita più negativa possono estrarre dal repertorio un pezzo di bravura. Questione di esperienza, di profumi. (…)

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Rassegna stampa

Roma, la gioia di Mourinho: “Partita pazza e che cuore. In carriera mai visto un tifo così”

La sua Roma non molla mai. Questa è la squadra di José Mourinho, questo è lo spirito dello Special One che non si dà mai per vinto e anche negli ultimi minuti della partita ha sempre incitato i suoi convinto di poterla ribaltare. Lo ha fatto con il carattere, ma anche con i cambi: Zalewski assist, e gol di Azmoun per il pari. Poi la LuPa per la vittoria.

Come scrive il Corriere dello Sport, non ci accorgiamo adesso che il portoghese sia riuscito a trasmettere tutta la sua mentalità ai suoi, e non è la prima volta che la Roma riesce a trovare il gol negli ultimi minuti di gara. Quelli di Azmoun e Lukaku sono rispettivamente l’ottavo e il nono gol arrivato in questo campionato negli ultimi dieci minuti di gara (più recupero). Ecco, un dato del genere non può essere casuale: “È stata una gara di cuore, mentalità e connessione con il tifo – ha detto il tecnico a fine partita –. Ne ho allenate di squadre e non ho mai visto un tifo così. La squadra poi si è sbilanciata tanto, avevamo troppi attaccanti. Loro potevano fare il secondo gol. È stata una partita pazza e che alla fine abbiamo vinto. Dispiace per Falcone che è un grande romanista ma contro la Roma para davvero tutto, gliel’ho detto nello spogliatoio». E il portiere a fine partita ha ringraziato il tecnico: «Mi ha fatto tanto piacere ricevere queste parole di stima”.

Tanti elogi del tecnico per l’Olimpico che ha sostenuto la Roma fino all’ultimo. La stessa bolgia che si aspetta (seppur con una porzione minore di stadio) nel derby della prossima settimana. E la Roma lo giocherà stando sopra in classifica: “Non è normale che nello stesso weekend le big abbiano perso punti. Ne abbiamo parlato nello spogliatoio, non potevamo sprecare questa occasione. Tre punti importanti perché siamo più vicini a queste squadre”. Roma più vicina alla parte alta della classifica e a soli quattro punti dal quarto posto. Che vuol dire Champions. (…)

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Interviste

Azmoun: “Emozione incredibile. Amo Roma”

Sardar Azmoun ha commentato così ai microfoni di DAZN la vittoria sul Lecce 2-1:

Che emozioni stai provando?
“È stata una partita difficile, lo sapevamo. Nel finale non abbiamo perso concentrazione e abbiamo mostrato carattere. È il giusto premio davanti ai tifosi”.

Primo gol in Serie A. Cosa provi?
“Sensazione incredibile, ho aspettato a lungo questo momento. Ho lavorato duramente. Amo Roma, mia figlia è nata qui. Possiamo dire che siamo romani”.

A chi dedichi il gol?
“Alla mia famiglia, ai miei genitori, a mia figlia e a mia moglie”.

Questa squadra non muore mai.
“Certamente. Abbiamo carattere e giochiamo davanti a un pubblico magnifico. Dimostrare questo carattere è il modo migliore per ripagare i tifosi”.

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Interviste

Mourinho: “Partita pazza, vittoria di cuore dei ragazzi e del pubblico”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Lecce per 2-1:

Partiamo dalla tua esultanza. La partita sembrava stregata.
“È stata velocissima perché dopo volevo parlare con i giocatori, non era finita la partita. La squadra era sbilanciata, potevamo prendere 2/3 gol. Abbiamo finito di giocare con Belotti quinto a destra. Ragazzi e pubblico straordinari, quando la sconfitta è vicina di solito non c’è questa connessione tra giocatori e tifosi. Nel primo tempo poteva già essere finita la partita. Meritano questo finale perché hanno avuto cuore e hanno risposto a una situazione di grande rischio. Il Lecce è una squadra organizzata e ben allenata, dispiace per loro perché hanno fatto un lavoro straordinario. Dispiace anche per Falcone, ci ho scherzato un po’: dice di essere romanista ma quando gioca contro la Roma para praticamente tutto”.

Nel finale conquistate tanti punti. Da cosa dipende?
“Cuore, mentalità e connessione con i tifosi. Ho allenato varie squadre e non mi ricordo occasioni in cui quando nonostante la sconfitta la gente continua a sostenere la squadra. La squadra era totalmente sbilanciata, avevamo gente che poteva segnare e creare caso difensivo. Il Lecce avrebbe potuto segnare lo 0-2, ma abbiamo conquistato tre punti molto importanti”.

Ha tenuto Dybala in campo per tutta la partita, pensavamo che facesse un’oretta. Nel finale è stato determinante.
“Anche io. Nel primo tempo ha fatto cose bellissime, è importante per noi. Dybala ha giocato sull’onda dell’emozione, ha fatto troppo. Ho parlato con lui e gli ho detto che forse sarebbe meglio riposare e non partire per Praga, ma lui mi ha risposto che vuole venire”.

Questa vittoria dà una spinta in più per il derby?
“Non penso al fatto di essere davanti alla Lazio. Tante squadre hanno perso punti, non è normale e ne abbiamo parlato anche all’intervallo. Non potevamo sprecare questi 3 punti, erano davvero importanti per noi. Siamo più vicino alle altre squadre”.

Cosa c’è nel bacio con Lukaku?
“Ha sbagliato il primo rigore in Italia, ma è il secondo con me. I rigori li sbaglia chi ha il coraggio di tirarli, non sono mai triste per questo. Dybala non si sentiva al top con il calcio da fermo, soffre un po’ calciando da fermo di potenza, per questo non ha tirato il rigore. Lukaku è ultraemotivo, lo conosco meglio di tutti. Quando sbaglia un rigore il suo cuore piange e soffre. Non poteva esserci sensazione migliore di segnare all’ultimo, è la vittoria della squadra e di Romelu, che dormirà un po’ meglio”.


Mourinho in Conferenza stampa

Non era facile per come si era messa la partita, ma ci avete creduto oltre il 90’.
“Ho detto già prima, tutto ciò è stato possibile solo con una connessione squadra-tifosi. Quando una squadra perde in casa una partita che deve vincere, quando arriva all’80’ e gioca in un modo un po’ caotico, con l’avversario che inizia per la prima volta a essere pericoloso, se non c’è connessione squadra-stadio è impossibile perché lo stadio poi ti pressa e diventa difficile. C’è una connessione incredibile, anche quando non si gioca bene, e non è un caso. Per tanti minuti abbiamo fatto un’ottima partita, questa connessione mi ha spinto a decidere la vecchia filosofia degli anni ‘50-’60 e siamo andati, hanno avuto la chance di andare 0-2, poi nel caos e nella passione abbiamo obbligato loro a entrare in un caos difensivo. Belotti era più dietro, Dybala era in una posizione ibrida, in quel momento lì Gallo era il loro difensivo, c’era un po’ di caos. Il gol del pareggio mette una pressione estrema nella partita e abbiamo vinto una gara importante, c’è un fine settimana che non è normale perché in genere le top vincono sempre, ma stavolta no (hanno perso Lazio, Atalanta e Milan) e poi qualcosa esce tra Fiorentina e Juventus. Ringrazio i tifosi e i ragazzi”.

Questa gara può essere una svolta per la stagione?
“Ci sono delle vittorie importanti, però ieri in conferenza stampa penso che sia stato Lo Monaco a fare una considerazione, la gente vuole dimenticare o dimentica, lui ieri ha fatto una considerazione giusta. Se metti fuori le tre partite prima del finale del mercato di agosto, dove non avevamo giocatori per giocare, dove Dybala e Pellegrini erano squalificato, non c’erano Lukaku, Renato Sanches, Azmoun, se dimentichi queste tre partite poi analizza la stagione. A Genova è stato un disastro isolato ma poi vedi le partite che abbiamo fatto, oggi non è stata una cattiva partita. Con l’Inter è stata difficile per noi, con metà squadra e senza panchina, con il famoso alibi del signor amministratore delegato della Serie A. Se tu analizzi bene, la Roma gioca meglio dell’anno scorso, i punti che abbiamo potevamo essere di più però ci lasciano in una situazione per dire che siamo qui per lottare fino alla fine. Per fortuna nessun infortunio, Spinazzola, Pellegrini sono più vicini a tornare ogni giorno che passa. Smalling lo vedo più difficile, più lontano e ci lascia in difficoltà. Se tu mi dici che farò rotazioni a Praga, chi gioca in difesa? Mancini, Llorente e Ndicka, non c’è altro. Emotivamente non c’è altro, lo spogliatoio è felice. Meritano perché sono ragazzi straordinari, è una famiglia bella”.

La partita di Dybala?
“Non ho mai pensato che potesse giocare 90’, né io, né Paulo, né i medici. Ha giocato e lo ha fatto per l’emozione, per il risultato, per aiutare la squadra. La sua condizione non era per giocare 90’, avevamo deciso che non avrebbe tirato rigori o punizioni, non avrebbe tirato da fermo. Ieri ho detto la verità, ma non era in condizioni ottimali, è rimasto per ottenere il risultato. Nel primo tempo ha preso un colpo alla caviglia ma ha detto che non aveva niente ed è andato avanti”.

Karsdorp ha ricevuto tanti applausi, come giudica il suo match? In tanti hanno scritto che la Lazio ha vinto due derby su due giocando come José Mourinho.
“Karsdorp ha fatto una buona partita, come sempre la sua qualità più importante è nella fase offensiva, soprattutto nel primo tempo ha giocato bene. Abbiamo deciso di rischiare tutto giocando senza Mancini, avevo bisogno di terzini freschi. Anche se Kristensen tecnicamente non è bello, ha gamba. Belotti ha finito da quinto, Cristante da terzo e Karsdorp ci ha aiutato. Lazio? Mi aspetto la Lazio di sempre, una squadra con molta esperienza, l’esperienza che ha visto Ibanez espulso, sa gestire la partita. Senza criticare questa volta la Lega, sarei un type=’text/javascript’ idiota, la Lazio avrà un vantaggio di 48 ore perché giocano martedì e noi giovedì, ma sono in pace con la Lega questa volta”.

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Pagelle

Roma-Lecce 2-1, le pagelle di Retesport

La Roma vince in extremis contro il Lecce, come era avvenuto col Monza, questa volta ribaltando i salentini andati in vantaggio immeritatamente nei minuti finali. Autori dei due gol Azmoun e Lukaku, che a pochi secondi dal termine sotto una Sud commovente, ha scaricato in rete la palla del 2-1 mandando in visibilio lo stadio.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 6

Mancini 5

Llorente 6

Ndicka 6,5

Karsdorp 5

Bove 5,5

Cristante 6,5

Aouar 5

El Shaarawy 6

Dybala 6

Lukaku 6,5

Mourinho 6,5

Sost.:
Azmoun 7
Zalewski 5,5
Belotti 5,5
Kristensen 6

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Tifosi

La Sud contro Corona: “Sull’infamia hai basato la tua miserabile vita. Maledetto parassita”

La Curva Sud si schiera a difesa della Roma contro Fabrizio Corona. Dopo le illazioni dell’ex paparazzo su Zalewski, Azmoun, El Shaarawy e lo stesso Pellegrini, che non hanno trovato riscontro in atti ufficiali di natura giudiziaria e sportiva, lo zoccolo duro del pubblico giallorosso ha esposto fuori dallo stadio, su un cavalcavia adiacente l’area del Foro Italico, uno striscione eloquente contro Corona: “Sull’infamia ha basato la tua miserabile vita. Fabrizio Corona maledetto parassita”.

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Tifosi

La Sud a difesa di Pellegrini: “Chi lo tocca ha contro tutti i romanisti” – FOTO

Esposto fuori dall’Olimpico prima di Roma-Lecce uno striscione a favore di Lorenzo Pellegrini, vittima di accuse infamanti in settimana a cui lo stesso capitano giallorosso ha risposto annunciando querela nei confronti di Corona e del suo sito di informazione: “Chi tocca il nostro capitano ha contro tutti i romanisti”. Firmato, Curva Sud.