Edoardo Bove potrebbe lasciare la Roma nel prossimo mercato estivo.
Il centrocampista, frutto del vivaio giallorosso, con De Rossi non sta trovando molto spazio e potrebbe essere uno degli indiziati a partire nel mercato.
Sul giocatore c’è l’interesse del Leeds, che si sta giocando la promozione in Premier League nei play-off: il ritorno nel massimo campionato inglese renderebbe il trasferimento molto più semplice (domani ci sarà la seconda semifinale con il Norwich, dopo l’andata finita 0-0). Lo riporta il Tempo.
Oscar Damiani, importante procuratore che lavora spesso con la Francia, è intervenuto in esclusiva a Retesport in merito al possibile prossimo ds della Roma: “Ghisolfi è molto stimato, ha fatto bene quest’anno con il Nizza è stato al Lens dal 2019 al 2022 riportando in Champions una squadra che non partecipava da almeno 20 anni, ha portato Farioli al Nizza. Roma è una piazza esigente, è vero, ma bisogna dargli tempo”.
L’ex calciatore ha poi proseguito: “Quando cambi direttore sportivo, se il ds uscente si è già accasato da un’altra parte non è che lo porti via ad aprile, comunque deve proseguire, lavorare fino alla fine del campionato e solo poi può andare nell’altra società”. Infine una parola su De Rossi: “Secondo me sta facendo molto bene, ha preso la squadra in corsa e poi mi sembra che i giocatori lo seguano. Merita la riconferma cominciando a lavorare con la squadra dall’inizio della stagione”
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Il futuro di Romelu Lukaku probabilmente sarà lontano da Roma. Se i giallorossi non dovessero tornare in Champions League, diventerebbe molto complesso confermare il centravanti belga. Il Chelsea, infatti, ha stabilito la cifra da pagare per ingaggiare il classe 93′: 43 milioni di euro. Oltre al prezzo del cartellino, c’è anche un ingaggio esoso da sostenere. Lukaku, infatti, alla Roma percepisce 7,5 milioni netti (9,8 lordi), ma dato che la prossima stagione i giallorossi non potranno usufruire degli sgravi fiscali tramite il Decreto Crescita, costerà ancora di più al club.
Lukaku, appena 4 gol in 15 partite contro le prime 10 squadre della Serie A
Foto Fraioli
Malgrado sia il capocannoniere della Roma, le prestazioni di Romelu Lukaku non stanno convincendo i tifosi giallorossi. Il centravanti belga, in tutte le competizioni, ha realizzato 20 gol e ha servito 4 assist. L’ex Inter è il pilastro dell’attacco romanista: 46 presenze e solo 4 gare saltate.
Il gigante di Anversa, però, dopo aver vissuto un ottimo inizio di stagione, segnando 13 gol nelle prime 21 partite, nel 2024 sta brancolando nel buio. Lukaku, infatti, ha gonfiato la rete delle porte avversarie appena 7 volte in 25 match. Numeri mediocri per un attaccante valutato oltre 40 milioni e che attualmente percepisce 7,5 milioni netti. In aggiunta, analizzando i gol fatti contro le squadre più competitive della Serie A (prime 10 della classifica), il contributo è stato minimo: appena 4 reti in 15 gare. Insomma quando si è alzato il livello dell’avversario, Lukaku ha mostrato la versione da ‘Little Rom’. Il centravanti belga, in Serie A, ha segnato solo un gol quando ha affrontato le formazioni che precedono i giallorossi in classifica (Inter, Milan, Bologna, Juventus e Atalanta) e ciò ha inciso anche sui risultati negativi della squadra: 8 sconfitte e appena 2 pareggi.
Nelle partite più importanti della stagione, quindi, è mancato il contributo del calciatore più pagato della squadra, dal quale ci si aspetta la capacità di poter trascinare i compagni. Cosa che riusciva a Tammy Abraham nella sua prima stagione alla Roma (2021-2022):10 gol su 17 (58,8%), infatti, furono realizzati proprio contro le prime 10 formazioni del campionato. Più del doppio di Romelu Lukaku che si è fermato a 4 centri su 12 (33,3%).
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Renato Sanches è sinonimo di disastro economico per la Roma. Tiago Pinto in estate parlò così dell’operazione di mercato conclusa con il PSG: ”Tutto quello che andrà male con lui, c’è solo un responsabile: Tiago Pinto. Io sono ossessionato da quel giocatore. Al Benfica l’ho voluto prendere, a Roma anche e non ci sono riuscito prima di quest’anno.
La società giallorossa non ha risorse economiche illimitate, ragion per cui, diventa vietato commettere errori grossolani come accaduto con Renato Sanches. Il centrocampista portoghese è stato ingaggiato in prestito (1 milione) con obbligo di riscatto (11mln) al 55% delle partite giocate. Se fosse riuscito a superare il 75% delle gare totali, il prezzo si sarebbe alzato fino a 14 milioni. In aggiunta, il classe 97′ nella Capitale percepisce 5,6 milioni lordi a stagione (3,6 netti).
Considerando i minuti giocati da Renato Sanches, ovvero appena 260, ogni 60 secondi disputati dal centrocampista portoghese sono costati alla Roma 21.538 euro. Un disastro economico. Malgrado questi numeri impietosi, l’ex direttore sportivo giallorosso Tiago Pinto ha dichiarato: ”Ancora oggi vengo molto criticato per averlo preso a Roma. Le cose non sono andate bene per noi, ma il mio affetto nei suoi confronti e le mie aspettative restano alte”.
Il nuovo direttore sportivo, in pole Florent Ghisolfi, per evitare di allungare il periodo di lontananza della Roma dalle prime 4 in classifica (6 stagioni consecutive), dovrà agire in modo differente sul mercato: tenere lontano dalla Capitale calciatori dal nome blasonato che hanno dato tutto e ingaggiare profili integri fisicamente e funzionali al gioco di Daniele De Rossi.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma dopo sconfitta contro l’Atalanta (2-1) matematicamente non potrà arrivare almeno 4° in classifica. De Rossi spera comunque che la sua squadra la prossima stagione possa giocare la Champions League: ”Dobbiamo arrivare assolutamente sesti perché possono aprirsi degli incastri importanti per il nostro futuro e per la ricostruzione della rosa”.
Se l’Atalanta dovesse vincere l’Europa League e arrivare quinta in campionato, la sesta posizione attualmente occupata dalla Roma, sarebbe sinonimo di Champions. I giallorossi, però, per la 6° stagione consecutiva non arriveranno tra le prime quattro della classifica e il fatto che ciò stia diventando una consuetudine è preoccupante. L’ultima volta in cui i capitolini si sono assentati tra le grandi della Serie A per un lasso di tempo più lungo risale al periodo che va dal 1988 al 1997 (9).
Nella storia della Roma solo in 3 occasioni la squadra capitolina non è arrivata tra le prime quattro della Serie A per un arco temporale più lungo rispetto a quello attuale (6): dal 1943 al 1954 (9), dal 1955 al 1974 (19) e dal 1989 al 1997 (9).
La squadra giallorossa, come ha fatto capire De Rossi, dovrà essere ristrutturata per tornare a competere ad alti livello in campionato: ”Mancano due partite importanti, dobbiamo arrivare sesti per forza, il gruppo se lo merita per quello che ha fatto. Ci riposeremo e ricostruiremo qualcosa di più pronto per fare calcio a questo livello, perché le squadre forti giocano ogni tre giorni.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Ryan Dan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Risparmio di costi, fallimenti totali, mancati riscatti o rinnovi. In tutti i casi il volto della Roma della prossima stagione sarà decisamente diverso.
Le idee all’interno del club sono chiare. Ridurre la soglia del monte ingaggi è un obiettivo sensibile e raggiungibile anche complice diversi addii che sono scontati. Come la serie di prestiti fatti la scorsa estate, di cui forse solo Angelino e Llorente porteranno a nuovi accordi.
Huijsen tornerà alla Juve, Azmoun al Bayer, Lukaku al Chelsea, Kristensen al Leeds e Sanches al PSG. Non c’è alcuna chance o quasi per trattenerli, soprattutto il belga che ha chiuso la stagione negativamente.
Poi ci sono i mancati rinnovi: Spinazzola e Rui Patricio, che insieme pesano quasi 10 milioni per ingaggio al lordo.
Quindi ci saranno i tagli. Da Karsdorp, ad Aouar, da Zalewski e Smalling a Celik, forse anche Abraham. La Roma intende mettere sul mercato questi calciatori al pari dei vari Belotti, Kumbulla, Shomurodov e Solbakken che rientreranno dai rispettivi prestiti. Cederli tutti e a titolo definitivo sarà complicatissimo, ma se il nuovo Ds riuscisse nell’impresa, partirebbe con un grande bonus anche economico da poter giocare sul mercato.
Dopo lo scarico di ieri, De Rossi ha concesso un giorno di riposo alla squadra che tornerà domani ad allenarsi.
Per la prima volta dopo diverso tempo la squadra giallorossa avrà una settimana piena di lavoro. Domenica all’Olimpico arriva il Genoa, una delle squadre migliori per rendimento del campionato rispetto alle attese. Gilardino e la formazione rossoblù ha dimostrato di non concedere nulla a nessuno, dunque la Roma per vincere dovrà fare un ulteriore sforzo.
Da verificare già da domani se Dybala tornerà in gruppo: l’argentino è fermo da sette-otto giorni per un stop muscolare non serio ma che si è riacutizzato almeno come fastidio almeno un paio di volte tra Leverkusen e Bergamo. La Roma però ora ha bisogno dell’argentino, come dell’altro Campione del Mondo in rosa. Paredes, apparso esasuto con l’Atalanta, è uscito anzitempo per alcune noie muscolari che saranno gestite, ma domenica ci sarà.
In attacco Lukaku sicuro del posto, ma occhio all’ipotesi doppia punta. La Roma deve vincere a tutti i costi per evitare di subire una ulteriore umiliazione dai cugini biancocelesti.
Josè Mourinho potrebbe ripartire dalla Turchia. Dopo l’improvvisa separazione con la Roma, il tecnico lusitano è in attesa di un nuovo progetto che possa stimolarlo.
Nelle scorse ore è emersa una concreta possibilità che porta al Fenerbahce. Ad annunciare il possibile accordo è uno dei candidati alla presidenza del club: Aziz Yıldırım, presidente del Fenerbahçe per 20 anni, ha deciso di ricandidarsi alle prossime elezioni e nel farlo ha iniziato a muoversi per portare in Turchia José Mourinho, l’ex allenatore della Roma. Ecco le parole di Yıldırım:
“Il Fenerbahçe ora deve competere con grandi allenatori. Ho incontrato José Mourinho faccia a faccia la settimana scorsa. Gli ho detto: ‘Il Fenerbahçe ha bisogno di te, anche tu hai bisogno del Fenerbahçe’. Acquisteremo giocatori in linea con i desideri di Mourinho, quanti ne vorrà. Molto probabilmente, se vinciamo, nominerò Mourinho alla guida del Fenerbahçe. Mourinho ha detto di aver visto la partita Konyaspor-Fenerbahçe dal vivo. Sta studiando il Fenerbahçe“.
12.5.2021 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Conte
(Foto Gino Mancini)
Sempre in attesa che venga formalizzato con firme in calce ad un contratto e foto di rito, la Roma tra mille incertezze ha però un punto fisso da cui ripartire: Daniele De Rossi.
La squadra giallorossa si è sfilata per tempo dal valzer delle panchine che invece coinvolge mezza serie A. Se il Genoa ha rinnovato il contratto di Gilardino e l’Inter ovviamente proseguirà con Inzaghi, con Tudor che sta stupendo alla Lazio dopo l’addio di Sarri, tanti altri club sono ancora in cerca della nuova guida tecnica.
Sembra scontato il passaggio di consegne a Torino, sponda bianconera, tra Allegri e Thiago Motta, nonostante ieri l’agente del tecnico italo-brasiliano abbia ribadito che la priorità del suo assistito è il Bologna, fresco di storica qualificazione alla prossima Champions League. Il club felsineo potrebbe ripartire da Italiano, ma occhio a Sarri.
Il Toro saluterà Juric e sonda varie opzioni per il futuro, con Vanoli emergente tecnico – ex componente dello staff di Conte – che potrebbe raccoglierne il testimone al termine dell’estenuante rincorsa alla Serie A con il Venezia, che passerà attraverso i play-off.
A Milano, in casa rossonera è il caos: da Conceicao, a Fonseca (vicinissimo al Marsiglia) alla suggestione Conte per arrivare a Gallardo. Il tecnico argentino è stato esonerato in Arabia Saudita e può essere un candidato fortissimo proprio in queste ore per iniziare un nuovo percorso al posto di Pioli.
Il Napoli invece alla fine potrebbe chiudere finalmente per Antonio Conte. Una lunghissima telenovela a colpi di smentite di rito e rilanci sull’ingaggio. Si viaggia verso un accordo almeno biennale da 6,5 milioni annui più bonus. La Fiorentina invece, in attesa di vivere un’altra finalissima di Conference, sta cercando di capire da dove ripartire. Italiano lascerà i viola a giugno, salvo clamorosi dietrofront, con Aquilani favorito per la sostituzione. Occhio però a Palladino, nome che a sorpresa potrebbe arrivare a Firenze nelle prossime settimane.
La Serie A il prossimo conoscerà anche un esordiente: Cesc Fabregas che a Como ha svolto un egregio lavoro portando la squadra lombarda in A a distanza di oltre 20 anni.
“La Roma ha avuto il suo destino sportivo tra le mani, tra campionato e percorso europeo, ci ha fatto vivere settimane di grandi emozioni, purtroppo però non ha avuto forze e capacità per raccogliere i risultati che speravamo. Adesso bisogna chiudere al meglio, con un sesto posto che potrebbe regalarci ancora la Champions se l’Atalanta ci aiuterà”, così Ciccio Graziani ai microfoni di Retesport.
“De Rossi? Non condivido le critiche e un certo sarcasmo che ho sentito sul suo conto. Da quando è arrivato, la Roma è rinata, ha fatto grandi risultati, una lunga rincorsa che purtroppo non si è chiusa bene. Ma il lavoro fatto è stato importante. Poi come tutti può aver commesso degli errori, ad esempio secondo me Lukaku necessita per sue caratteristiche e struttura di avere un’altra punta vicina con cui dialogare. Sono venuti a mancare anche giocatori importanti nel momento decisivo, come Dybala. La Roma è stata eliminata dai campioni di Germania, con una gara di ritorno che all’80’ era 2-0 per i giallorossi“, ha proseguito ai nostri microfoni l’ex centravanti della Roma.
Una chiosa finale sulla stagione di Lukaku: “Lo terrei sicuramente, sempre che ci sia la possibilità di trattenerlo. Ha segnato 20 gol, ha fatto meno nella seconda parte di stagione, ma stiamo parlando di un top nel ruolo”.