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Roma-Torino, poco pressing e tante occasioni concesse: ecco la squadra di Vanoli

Giovedì alle 20:45, la Roma ospiterà allo stadio Olimpico il Torino di Vanoli. Nella notte di Halloween, i tifosi giallorossi sperano nel dolcetto, ovvero la vittoria, piuttosto che nell’ennesimo scherzetto. Dopo la disfatta di Firenze (5-1), la formazione di Juric, in panchina sicuramente fino a giovedì, ha l’obbligo di ottenere un successo che manca in Serie A da un mese.

Il tecnico croato, per scrivere il suo futuro, dovrà affrontare il passato. Di fronte a sé, infatti, ci sarà il Torino, società in cui ha militato per più tempo in carriera.

Torino, poco pressing e tante occasioni concesse: ecco la squadra di Vanoli

Il Torino, reduce dalla vittoria contro il Como (1-0), ha reagito alle 4 sconfitte consecutive precedenti, Coppa Italia compresa. La formazione di Vanoli ha cambiato completamente atteggiamento rispetto a un anno fa con Juric. I Granata, infatti, sono 18° per passaggi (15,94) concessi all’avversario prima di un intervento difensivo (tackle, intercetti e falli). Poco pressing nella metà campo avversaria e tante occasioni concesse.

Milinkovic Savic e Paleari sono i portieri della Serie A che hanno effettuato più parate (38), seguono quelli di Fiorentina (34), Lecce (31) e Roma (31). In aggiunta, il Torino è la squadra che ha subito il numero maggiore di tiri in porta (51) ed è la 18° formazione per gol attesi concessi (15,5), solo Genoa (16,7) e Lecce (15,7) hanno fatto peggio. I giallorossi, malgrado numeri così negativi, distano addirittura 4 punti dai Granata. Giovedì alle 20:45, per la Roma c’è solo un imperativo: vincere.

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Verdone: ”In questo momento allenare la Roma è più difficile che condurre Sanremo”

Carlo Verdone, a margine del Festiva del Cinema, ha risposto alla domanda se fosse più semplice condurre Sanremo o allenare la Roma. Di seguito le sue parole.

”Decisamente più complicato allenare la Roma, soprattutto in questo momento”.

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Chivu: ”Piazza di Roma? Se non sei dentro non riesci a capire. Tre allenatori in otto mesi sono indicativi”

Cristian Chivu, ex giocatore difensore della Roma, ha parlato ai microfoni di Radio Serie A. Di seguito le sue dichiarazioni.

“De Rossi non l’ho sentito ultimamente. Ho affrontato il padre più volte con la Primavera. Mi dispiace per come sia andata alla Roma. Un allenatore avrebbe bisogno di pazienza e fiducia. Sono arrivati anche giocatori nelle ultime ore di mercato. La scorsa stagione ha fatto benissimo, era felice. Dentro il progetto. Era il suo sogno”.

Sulla piazza:
“Se non sei dentro non riesci a capire. Tre allenatori in otto mesi sono indicativi. Non è semplice dare continuità. Sono arrivati giocatori diversi, bisogna inserirli. Roma non è una piazza semplice. Ci vuole un po’ di tempo per calarsi nella realtà della capitale. Particolare ma bellissima allo stesso tempo. Io ho fatto il salto da Amsterdam a Roma. Ho fatto due gol nelle prime due partite e questo mi ha spianato la strada. Sono diventato subito un idolo. Ero più concentrato a mantenere i piedi per terra. Le pressioni che ci sono lì, per la magica non ci sono da nessuna parte. Mi è capitato di ascoltare le radio romane girando in macchina per la città, ascoltavo la passione infuocata dei tifosi”.

Sul possibile ritorno in campo di Totti:
“Finché non accade non ci credo. È impossibile. Non so quanto si allena, ma oggi volano rispetto a noi. È un altro calcio. Il cervello può darti degli input ma il corpo non aiuta più”.

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Juric resta in bilico: De Rossi chiede garanzie e spunta Ranieri come direttore tecnico

Ivan Juric, giovedì contro il Torino, siederà sulla panchina della Roma. Come scrive Filippo Biafora, questa è la decisione presa dopo ore di riflessione post Fiorentina. Il futuro del tecnico croato, però, rimane in bilico. La squadra giallorossa, infatti, vorrebbe il ritorno di De Rossi, esonerato per motivi che nulla avevano a che fare con una frattura con lo spogliatoio. Come scrive Eleonora Trotta di calciomercato.it, Daniele per allenare nuovamente la Roma, chiederebbe maggiori garanzie e una figura di riferimento da affiancare a Ghisolfi: da qui il nome di Ranieri come direttore tecnico.

Situazione #Roma ⬇️#Juric resta in bilico. L’esonero di #DeRossi con la menzogna ha inevitabilmente creato una enorme distanza tra il croato e la squadra che, come raccontato, vuole quindi il ritorno del tecnico romano.

Per allenare di nuovo la squadra giallorossa, DDR…— Eleonora Trotta (@eleonora_trotta) October 29, 2024

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Ferrero, lettera ai Friedkin: “Vengo a New York, salviamo la Roma che va rifondata”

Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria, ha scritto una lettera indirizzata ai Friedkin su LaPresse. Di seguito le parole dell’ex numero uno della società blucerchiata.

“Cari Friedkin, la Roma va rifondata. Basta mettere toppe e buttare soldi su questa squadra, sulla società. Io mi sono messo contro tutta la Sampdoria perché fin da bambino ho vissuto e tifato la Roma. Quella di Di Bartolomei, di Liedholm, sono cresciuto nella curva della Roma, il mio cuore pulsa giallorosso. Ma oggi sono molto incazzato, perché caro presidente Friedkin noi siamo molto felici che lei è venuto a investire nella Roma, ma siamo dispiaciuti perché evidentemente è contornato da cattivi consiglieri. La Roma va rifondata. Lei non ha speso 100 milioni, li ha buttati. Perché ha vicino gente forse poco intenditrice di questo calcio. La Roma non è un parlamento europeo, non può essere gestita da direttori stranieri, come Monchi o Ghisolfi, che non conoscono il mondo romanista. Il calcio deve essere seguito da vicino. Formiamo il nuovo governo Roma, basta buttare soldi. Basta direttori sportivi stranieri come Monchi e Ghisolfi. Con tutte le eccellenze che abbiamo dobbiamo per forza farci del male prendendo gente che ha fatto spendere soldi a vuoto? Non siamo l’Onu, siamo la Roma. Lei, presidente, che va rispettato per quanti soldi ha messo nella Roma, non può venire a fare l’americano a Roma. Io non voglio soldi e non cerco lavoro, voglio solo che ci regali un sogno. Ho fatto 14 anni alla Sampdoria con risultati pazzeschi. Il calcio è amore, passione. Lei vuole lo stadio sold out? Ci regali il calcio. Oggi ci ha regalato solo pallone, pallonate e pallonari, e non per colpa sua. Ho 74 anni, non voglio denaro, voglio regalare un sogno a tutti i miei lupacchiotti. Siamo romani, romanisti, e amiamo la Roma, se si fa consigliare con meno soldi e più amore, vivrà tutti i giorni con grande soddisfazione. Vorrei incontrarla, caro presidente Friedkin: per amore della Roma prendo anche il primo volo e vengo a New York: salviamo la Roma”.

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Del Neri meglio di Juric: solo Bruno Conti ha una media punti più bassa in Serie A

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – L’umiliazione di Firenze (5-1), al momento, non ha scosso i Friedkin. Ivan Juric, infatti, ieri ha condotto l’allenamento pomeridiano e lo farà anche oggi. La Roma si sta autodistruggendo ma Dan e Ryan non vanno oltre il silenzio assordante che ha contraddistinto la loro esperienza nella Capitale.

Il tecnico croato, dopo la prestazione imbarazzante contro la Fiorentina, ha dichiarato di dover ripartire dal percorso intrapreso nei 39 giorni precedenti: ”È incredibile che ragazzi che tre giorni fa fanno una bella partita, con l’Inter lottano e meritano di pareggiare, dopo tutte le partite fatte in cui abbiamo visto una Roma solida, sul pezzo, concentrata e con grandi margini di miglioramento, crollano così. Penso che la Roma debba riprendere velocemente quanto fatto nelle 7 gare, non dimenticando questa, ma pensando a questa e capire perché è successo. La squadra è con me altrimenti non avrebbe fatto questo filotto di partite in questo modo e crescendo tanto”.

Parole fuori luogo che hanno innescato ulteriori polemiche. La formazione di Juric, esclusa la gara ignobile del Franchi, infatti, aveva racimolato 3 vittorie, 2 pareggi e altrettante sconfitte con una media punti pari a 1,57. Rendimento mediocre e prestazioni di basso livello hanno caratterizzato il suo breve periodo a Roma: la scossa tanto paventata dai Friedkin non c’è stata. Considerando solo la media punti in Serie A degli allenatori che hanno guidato la squadra giallorossa per almeno 5 partite, dalla stagione 2004-05, solo Bruno Conti (0,70) ha fatto peggio di Juric (1,40). Addirittura Del Neri ha fatto leggermente meglio (1,42) del croato.

Eppure dopo 8 gare corredate da 3 vittorie altrettante sconfitte, 2 pareggi, 9 gol fatti, 10 subiti, di cui 5 nell’ultimo match e una media punti pari a 1,38, per Dan Friedkin sembra andare tutto bene.

MEDIA PUNTI IN SERIE A DAL 2004-05 (almeno 5 partite in Serie A)

Del Neri (1,42)

Bruno Conti (0,70)

Spalletti (1,82; 1,97; 2,16; 1,66; 2,42; 2,29)

Ranieri (1,83; 2,22; 1,56)

Montella (1,85)

Luis Enrique (1,47)

Zeman (1,48)

Andreazzoli (1,87)

Garcia (2,24; 1,84; 1,79)

Di Francesco (2,03; 1,69)

Fonseca (1,84; 1,63)

Mourinho (1,66; 1,66; 1,45)

De Rossi (1,68)

Juric (1,40)

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Friedkin spinge per il ritorno di Ranieri: ecco in quale ruolo

Nelle scorse ore si è ventilata a più riprese l’ipotesi di un ritorno a Trigoria di Claudio Ranieri.

Sarebbe il suo terzo mandato in giallorosso, ma questa volta probabilmente non in panchina.

Una news svelata in anteprima da Retesport, ieri mattina, che continua ad aleggiare anche in queste ore di riflessione silente dei Friedkin.

Stamane diversi quotidiani parlano di Sir Claudio, nello specifico il Corriere dello Sport sostiene che Dan Friedkin, resosi conto che nell’organigramma della società manca un collante tecnico, un dirigente che abbia competenze calcistiche e il carisma per rappresentare la linea politica del club anche all’esterno, spingerebbe per l’ipotesi Ranieri.

Da capire se nelle prossime ore ci sarà la chiamata decisiva a Ranieri, che potrebbe rappresentare anche una ‘garanzia’ per De Rossi qualora tornasse in panchina al posto di Juric.

Ranieri ovviamente, al pari di qualsiasi altro protagonista, non accetterebbe un contratto a termine ma di almeno 2 anni per iniziare ad impostare un certo tipo di lavoro, nella direzione di una vera e propria ricostruzione interna della Roma.

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Interviste

Hummels: “I tifosi vogliono una reazione e hanno ragione”

Mats Hummels, ieri protagonista nella celebrazione del pallone d’oro della scorsa stagione (29° posto per il tedesco al pari di Dovbyk), ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’evento, riferite stamane da La Gazzetta dello Sport: “Sono contento per aver nalmente esordito, aspettavo questo momento da tempo. Speravo da un po’ di mettere piede in campo in Serie A. Ovviamente questo sentimento contrasta con la tristezza per la scontta di Firenze e per come è maturata. Non siamo contenti dei risultati attuali, ma la squadra è forte, in qualche settimana le cose non possono che migliorare”.

Anche per lui, sperando che quello di domenica sia un punto di partenza. “lo me lo auguro. I tifosi pretendono che la squadra giochi meglio ed hanno ragione. A me piace tutto qui: il club, l’atmosfera dello stadio, l’amore della gente. Ora si tratta solo di migliorare, dobbiamo farlo il prima possibile”.

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Se la Roma fosse una realtà ‘normale’…

Se la Roma fosse una realtà calcistica ‘normale’, un proprietario straniero non mancherebbe 40 giorni consecutivi dopo l’esonero di un allenatore e soprattutto in caso di crisi, dopo aver investito quasi un miliardo, prenderebbe un aereo e tornerebbe alla base per rimettere ordine.

In una realtà ‘normale’, non si attenderebbero mesi per scegliere un direttore sportivo e invece di nominare qualcuno disponibile e libero da incarichi, non si ingaggerebbe per tre anni un giovane dirigente francese.

Sempre in una realtà ‘normale‘ non si cambierebbe un allenatore, appena rinnovato per tre anni dopo 4 partite, senza sapere cosa accade realmente a Trigoria e fidandosi dei report di una sola persona.

In una realtà ‘normale’, il mercato estivo lo farebbe il direttore sportivo di cui sopra, non l’amministratrice delegata divenuta nel frattempo capo supremo di Trigoria, affiancata da procuratori amici.

Accade anche che in una realtà ‘normale’ si ipotizzerebbe di organizzare dei ritiri dopo sconfitte come quelle di Firenze, non posticipare un allenamento dalle 12:00 alle 14:00, quindi concedendo ore di ulteriore riposo ai propri calciatori.

In una realtà ‘normale’, una società di calcio e di riflesso anche un’azienda, non sarebbe lasciata in balia degli eventi per settimane, che poi diventano mesi, senza amministratore delegato, direttore generale, capo del personale, responsabile del marketing, responsabile delle revenue, direttore tecnico, responsabile della comunicazione.

In una realtà ‘normale’, un calciatore che si rende protagonista di un ammutinamento, che assume comportamenti scorretti e irrispettosi della società, della maglia che indossa e della tifoseria che lo sostiene, sarebbe sospeso, multato, messo fuori rosa.

Tutto in una realtà ‘normale‘, ma la Roma non lo è, da troppo tempo.

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Calciomercato

Retroscena Terzic: i motivi del no alla Roma, già un mese fa

Prima dell’arrivo di Juric in treno nella capitale, la Roma – nelle ore successive alla decisione di esonerare De Rossi – aveva contattato tra gli altri anche l’ex tecnico del Borussia Dortmund, Edin Terzic.

Il tedesco nei colloqui informali avuti con la società giallorossa, che non arrivarono alla formalizzazione di una proposta ufficiale, Terzic pose due condizioni: la prima relativa alla presenza in rosa di Hummels, con il quale ci fu una vera e propria colluttazione dopo la finale di Champions League contro il Real Madrid.

La seconda invece riguardante gli obiettivi ‘imposti’ dai Friedkin: a Terzic, come a Juric attualmente, la proprietà ha chiesto obbligatoriamente la qualificazione in Champions. Il tecnico ha risposto a chi lo ha contattato che, ‘pretendere’ la qualificazione alla massima manifestazione continentale, in una situazione così caotica, con un subentro in corsa, sarebbe stata una condizione difficile per chiunque.

Per questi motivi non si è andati avanti ed è difficile immaginare che oggi, Terzic, con un mese in più di totale caos e risultati ancor di più al ribasso, possa accettare un’eventuale proposta della Roma, qualora arrivasse.