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Ranieri vs Juric, da Celik a Hummels: ecco come sono cambiate le gerarchie

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Dall’inferno al purgatorio: ora l’obiettivo è il paradiso. Dopo l’esonero di De Rossi, la Roma ha disputato 12 partite con Ivan Juric in panchina: 4 vittorie, 3 pareggi, 5 sconfitte corredate da appena 15 gol fatti e addirittura 17 reti subite. Una media punti imbarazzante (1,25) e prestazioni oscene hanno scaraventato i giallorossi all’inferno calcistico: a rischio eliminazione in Europa League e a 5 lunghezze dall’ultimo posto in campionato. Scelte discutibili e dichiarazioni deliranti hanno contraddistinto la sua esperienza a Roma.

Il 14 novembre il club ha comunicato l’arrivo di Claudio Ranieri. Il tecnico di Testaccio sta cercando di far uscire la squadra dalle fiamme dell’inferno sportivo che l’hanno fortemente ustionata: 4 vittorie, un pareggio, 3 sconfitte in 8 match, corredati da 18 gol fatti e 9 reti subite. Rendimento crescente (1,63 media punti) rispetto al disastro dell’epoca Juric (1,25).

Ranieri vs Juric, ecco alcune differenze nella gestione e nelle scelte: da Celik alla coppia Hummels-Paredes

Ranieri e Juric due opposti che si sono fatti attrarre dallo stesso modulo (3-4-2-1). La Roma, malgrado lo stesso assetto tattico, ha cambiato completamente il modo di esprimersi in campo: è più veloce, brillante, verticale ma soprattutto ora ha un’anima e un’identità. Concetti sconosciuti fino a qualche settimana fa.

Se il modulo è il medesimo, i calciatori e di conseguenza l’interpretazione è agli antipodi. Le dichiarazioni dei due allenatori sono lontane anni luce:‘Hummels? Fuori per scelta tecnica, lo vedo nella posizione di Ndicka e in questo momento la difesa sta rendendo molto bene. Evan si sta mettendo in mostra, questo tipo di gioco è l’ideale per lui”. Parola di Juric.

Ecco la risposta indiretta di Ranieri: Ndicka si trova più a suo agio sul centro sinistra. Ho visto che in quella posizione mi crea una superiorità numerica importante, mi porta palla, sa mettere la palla. Per cui l’ho voluto rimettere lì e non bloccarlo centralmente. Hummels? Un monumento, è imprescindibile”.

Con Juric, il campione del mondo tedesco ha disputato appena 22 minuti su 1080 (2,2%) mentre alla guida di Sir Claudio 454 ovvero il 63%. Concetti e numeri identici quelli legati a Leandro Paredes. Il centrocampista argentino è tornato al centro della Roma: ”È imprescindibile, è un monumento per me”. Ranieri ha aggiunto, dopo la vittoria contro il Parma: ‘Abbiamo due giocatori che guidano la squadra in campo, Hummels e Paredes. I ragazzi giocano con un’altra sicurezza quando ci sono loro due nella spina dorsale del campo”.

L’argentino con Juric ha racimolato appena 163 minuti su 1080 (15%) mentre ora con Sir Claudio 431, cioè il 59,8%. Un calciatore inamovibile alla guida del tecnico croato era Celik, il più utilizzato escluso Svilar. Il terzino turco è passato dal giocare il 95% dei minuti a disposizione al 58%, numeri che andranno a calare dato il rendimento di Saelemaekers. Il belga era indisponibile quando l’ex allenatore del Torino sedeva sulla panchina giallorossa mentre con Ranieri sta diventando protagonista.

Le gerarchie sono cambiate anche per Pellegrini (61,3%) e Cristante (66,9%) che progressivamente da imprescindibili con Juric sono diventati marginali nella Roma di Sir Claudio. Per il capitano giallorosso (23,3%) si tratta di una scelta tecnica e psicologica mentre il numero 4 (23,8%), dal match contro l’Atalanta in cui è stato costretto a uscire al 82esimo, è out per un infortunio alla caviglia

Anche il minutaggio di Paulo Dybala è cambiato notevolmente. L’argentino durante l’epoca Juric ha accusato più problemi fisici del solito e ha giocato appena il 39,4% dei minuti a disposizione. Ranieri è stato sempre chiaro sulla Joya: ”Io lo farei giocare 90 minuti tutte le partite”. La condizione fisica dell’argentino è migliorata e Sir Claudio, quando possibile, gli ha affidato le chiavi dell’attacco: il minutaggio è cresciuto notevolmente (59,86%) come le prestazioni della squadra. Un caso? Probabilmente no.

Le gerarchie sono cambiate anche per Koné, che è sempre più centrale (da 72,2% a 87,5%), e Zalewski, ormai ai margini della Roma (da 41,5% a 28,6%). Scelte diverse, formazione rivoluzionata. Ranieri e Juric due allenatori agli antipodi. Sir Claudio ha l’obiettivo di far avvicinare i giallorossi al paradiso calcistico, dopo che si sono avvicinati eccessivamente alle fiamme dell’inferno.

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Allenamenti NEWS

Trigoria: out Pisilli per uno stato influenzale. Ancora assente Cristante

La Roma, dopo la vittoria contro il Parma (5-0), è tornata ad allenarsi per preparare la trasferta in casa del Milan a San Siro. Solita seduta di scarico per chi ha giocato tutta la partita di campionato e lavoro sul campo per gli altri. Out Cristante e Pisilli (febbre).

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Roma, 16 gol nelle ultime 4 gare casalinghe: lo stesso numero di reti segnate in trasferta dal 25 aprile

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha travolto il Parma (5-0) e si è allontanata, momentaneamente, dalla zona retrocessione che dista 5 lunghezze. Ranieri, al termine del match, ha tenuto sugli attenti la squadra: ”C’è una Roma in casa e una fuori e questo non può, non deve avvenire. Dobbiamo svegliarci e fare bene sia in casa, sia fuori”.

I giallorossi, allo stadio Olimpico, hanno raccolto il 78,9% dei punti, ovvero 15 su 19. In casa i capitolini hanno avuto lo stesso rendimento della Juventus che, però, in classifica, è a 12 lunghezze di distanza. La differenza è nelle performance in trasferta. Lontano dallo stadio Olimpico, la Roma, infatti, non ha mai vinto in stagione e si è sgretolata contro avversarsi alla portata: Cagliari (1-1), Genoa (1-1), Monza (1-1), Verona (3-2) Como (2-0), in campionato, ed Elfsborg (1-0) e Union SG (1-1) in Europa League.

Ranieri cerca la svolta anche in trasferta: appena 5 successi nel 2024

Ranieri cerca una svolta, la stessa che c’è stata di fronte alla propria tifoseria. La formazione giallorossa, nelle ultime 4 partite casalinghe, ha ottenuto altrettante vittorie e ha segnato addirittura 16 gol: Lecce (4-1), Braga (3-0), Sampdoria (4-1) e Parma (5-0). Avversari non di altissimo livello ma contro i quali, in trasferta, i capitolini sono sempre andati in difficoltà. La Roma fatica ad avere un’identità credibile lontano dallo stadio Olimpico, si frantuma alle prime difficoltà, tranne rare occasioni, come a Londra (2-2), alla guida di Claudio Ranieri. Un tabù da sfatare il prima possibile, anche per tutto l’amore che i tifosi, soprattutto quelli che hanno seguito la squadra in trasferta, hanno trasmesso a una formazione che ha offerto quasi solo prestazioni ignobili.

I dati non lasciano spazio a interpretazioni: la Roma, tra le mura avverse, dal 25 aprile 2024, ha segnato lo stesso numero di gol (16) che ha realizzato nelle ultime 4 gare casalinghe. La media è quella di una rete a match (16). Per trovare, in trasferta, la medesima quantità di vittorie ottenute allo stadio Olimpico nelle 4 gare più recenti (4) bisogna tornare indietro di 22 partite. Se i giallorossi non dovessero ottenere i 3 punti a San Siro contro il Milan chiuderebbero l’anno solare con appena 5 successi lontano dallo stadio Olimpico.

Un rendimento che definire mediocre è un complimento. Ecco perché Ranieri ha chiesto alla squadra di svegliarsi.

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NEWS

Pisilli: ”Ranieri ha riportato entusiasmo e serenità. De Rossi? Speciale”

Niccolò Pisilli ha rilasciato una breve intervista a Cronache di Spogliatoio. Il centrocampista della Roma ha parlato di sé, di De Rossi e Ranieri. Di seguito le dichiarazioni del classe 2004.

Studio scienze della comunicazione. Ho appena iniziato il 2° anno. Mi piacerebbe fare video che raccontano il calcio…o magari anche l’inviato. Al mio primo gol in carriera ho pianto, non sono riuscito a trattenere le lacrime. Davanti alle telecamere sono ancora un po’ in difficoltà, mi emoziono. Sono le prime volte…”.

Prosegue Pisilli.

“Quando esulto, vado di istinto. Mi viene naturale. Non me ne rendo conto. Mi lascio solo trasportare dalle emozioni, come dopo aver perso la finale di scudetto in primavera. Quella è una ferita ancora aperta. Era la fine del percorso giovanile: quando entri a 8 anni, vedi la primavera come l’apice del percorso. Giocare la finale per uno entrato 10 anni prima era un sogno. Vincerla sarebbe stato come scrivere un pezzettino di storia”.

Niccolò su De Rossi

“De Rossi per me era speciale. Mi ha dato la possibilità di giocare la mia prima partita da titolare in Serie A e di dimostrare quello che potrebbe essere il mio valore. Nonostante giocassi poco, ad ogni allenamento mi faceva tantissimi discorsi: lì mi arrivava la sua stima nei miei confronti e quello vale più di 1000 altre cose”.

Pisilli ha concluso su Ranieri.

“Ha riportato entusiasmo e molta serenità. Ha una carriera alle spalle che parla per lui, eppure si spende come fosse il suo primo progetto”.

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APPROFONDIMENTI

Dovbyk, distributore ‘democratico’ di gol: solo Mbappè meglio nei top 5 campionati

Artem Dovbyk ha ritrovato gol e sorrisi. Dopo un prolungato periodo di magra, condizionato da una forma fisica precaria a causa di alcuni problemi al ginocchio e dall’influenza, il centravanti giallorosso tra mercoledì e domenica ha fatto il pieno di reti.

Tre squilli sotto misura, in perfetto stile Dovbyk, più finalizzatore che centravanti di manovra.

Dopo le reti contro Samp e Parma, è emersa una curiosa statistica che pone l’ucraino solo alle spalle di Mbappè in una particolare classifica dei top scorer europei. Dovbyk ha segnato infatti a 20 squadre diverse nell’ultimo anno e mezzo tra Liga e Serie A. Solo il francese ha distribuito meglio le sue reti (22 squadre) nei top 5 campionati.

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Calciomercato

Lina Souloukou riparte dalla Premier: ora è ufficiale

Lina Souloukou dopo le dimissioni, per qualcuno forzate, di settembre, riparte dalla Premier League.

E’ ufficiale infatti il suo nuovo incarico da CEO del Nottingham Forest, a partire dal prossimo 5 gennaio.

La dirigente greca riabbraccia così il proprietario dell’Olympiakos, Marinakis, patron anche del club inglese.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Roma perfetta col Parma: è la formazione che vorrei vedere sempre”

Fabio Petruzzi ha commentato così ai microfoni di Retesport la vittoria per 5-0 della Roma sul Parma: “Ieri ci siamo rifatti gli occhi. Finalmente una Roma forte, convincente, intensa che ha schiantato un avversario molto ostico da affrontare, che aveva messo in difficoltà e battuto diverse big di questo campionato”.

“Sono convinto che ieri Ranieri abbia trovato la sua formazione tipo, quell’undici titolare su cui spingere forte nelle prossime sfide contro Milan, Lazio e Bologna. La scelta di non voler fare sostituzioni in qualche modo sembra confermare questa impressione. Saelemaekers? Mi ha sorpreso, non mi aspettavo onestamente un calciatore di tale livello, di tale qualità e capacità fisiche. Dybala? Nessuno ha mai discusso le sue capacità, ma il rendimento dell’argentino finora è stato troppo al di sotto delle aspettative”.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Parma, zero cambi per Ranieri: non accadeva dal 2012

La scelta di Claudio Ranieri di non operare sostituzioni ieri nella ripresa del match contro il Parma, di fatto già messo in ghiaccio ad inizio secondo tempo dopo il 3-0, è giornalisticamente il dato più interessante della sfida vinta contro i ducali.

Al di là del messaggio, potenziale, sotteso a questa situazione che Ranieri ieri ha dribblato in conferenza stampa – “Ho visto bene i ragazzi, senza cali di tensione, mi stavano dando tutto quello che avevo chiesto e poi è bello far terminare a volte la partita a chi ha iniziato la gara” – c’è una statistica curiosa legata all’accaduto.

Nell’era delle cinque sostituzioni Ranieri e i suoi predecessori avevano sempre operato almeno un cambio. In assoluto è dal 2012 che la Roma non conclude una gara ufficiale in A senza sostituzioni.

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Calciomercato

La Roma guarda in casa Everton: i possibili obiettivi per gennaio

Ieri i Friedkin hanno ufficialmente aperto la loro nuova era all’Everton. La formazione inglese ha pareggiato contro il Chelsea, raccogliendo un buonissimo punto in chiave salvezza.

A gennaio la collaborazione tra Roma e Everton potrebbe tradursi in alcune operazioni di mercato, soprattutto in termini di prestiti.

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, la società giallorossa sta guardando con interesse i due attaccanti di proprietà dell’Everton – Beto e Calvert-Lewin – in uscita dal club di Liverpool, così come Doucourè a centrocampo.

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Interviste

Spalletti: “Se vuoi costruire una mentalità forte, Dybala va tenuto”

Luciano Spalletti, attuale Ct della Nazionale, è stato ospite ieri sera della Domenica Sportiva. Ecco le sue dichiarazioni in chiave giallorossa:

Una giornata da top player per Dybala.
“Dybala ormai l’hanno visto tutti, è un giocatore che può far girare una squadra intera. Ha questa tecnica e relazionalità con tutta la squadra. Ha qualità ogni qualvolta gli capita la palla sul suo piede, ha confidenza con il gol. Gli manca solo un po’ di struttura e fisicità, è un giocatore top“.

Dybala farebbe bene ad andar via? Farebbe bene la Roma a lasciarlo andar via?
“Diventa difficile poterlo dire per me. So che è un calciatore forte. Una squadra che ha da costruire una mentalità forte è bene che si tenga calciatori come lui“.

Quale è il limite principale di Pellegrini, avrebbe bisogno di cambiare aria per ritrovare tranquillità e sicurezza?
“Probabilmente la situazione che sta vivendo la Roma non lo aiuta, è un calciatore che ha qualità e dovrebbe svilupparle bene in un contesto di classifica differente. Ora la Roma deve pensare a fare queste partite in cui riesce a portare a casa dei punti, dove diventa più operaia in tante situazioni per poi poter esibire la qualità di alcuni calciatori. Pellegrini per me è sotto osservazione, ora come lo è stato precedentemente“.

Come va interpretata la decisione di Ranieri di non fare cambi?
“Dipende dalla lettura, da quello che lui decide che sia importante anche come messaggio da mandare alla squadra. Ha bisogno di risultati, è una domanda che va fatta a lui. Avendo cinque sostituzioni sono tanti i giocatori che rimangono senza giocare e che possono creare delle difficoltà di gestione“.