Categorie
RETESPORT

Retesport in Esterna: sabato mattina vi aspettiamo da Securmetra

Grande appuntamento in esterna, sabato 10 maggio dalle 10:00 alle 13:00 tutto lo staff di Retesport, capitanato da Fabio Petruzzi, vi aspetta presso il nuovissimo showroom della Securmetra.

Appuntamento in via Tuscolana 368, per scoprire e toccare con mano non solo la straordinaria qualità degli infissi e degli altri prodotti di Securmetra, ma anche la clamorosa promozione riservata a tutti gli ascoltatori che ci verranno a trovare: 45% di sconto sugli infissi, triplo vetro solare e pratica ENEA in omaggio, oltre al finanziamento a tasso zero per 20 mesi.

Condizioni irripetibili, tanto quanto la possibilità di poter vincere l’estrazione della maglia ufficiale della Roma.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

Categorie
APPROFONDIMENTI

Bergamo l’ultimo ‘grande spauracchio’ da abbattere: Ranieri sfida il tabù Dea

Mourinho tre anni fa spezzò una sorta di maleficio, battendo andata e ritorno l’Atalanta di Gasperini, impartendo soprattutto a Bergamo una vera e propria lezione di calcio al dirimpettaio, condita anche da una battuta divenuta celebre: “Sono appena 5 minuti che non battiamo una big”, espressa dopo il match.

5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham gol (Foto Gino Mancini)

Prima e dopo, l’Atalanta negli ultimi anni, corrispondenti ovviamente con l’epoca aurea di Gasperini, ha rappresentato un vero e proprio spauracchio per la Roma. Da Fonseca allo Special One, passando per De Rossi e lo stesso Ranieri, la Dea è stata quasi una tassa e spesso molto dolorosa per i giallorossi.

Fa sorridere pensare che negli ultimi tre anni la Roma sia riuscita a battere due volte addirittura l’Inter, entrambe a San Siro e invece abbia raccolto solo amarezze contro la formazione di Gasp.

Ora Sir Claudio è chiamato a sfatare questo tabù per credere veramente nell’aggancio alla zona Champions.

Nelle ultime 20 sfide contro i bergamaschi, lo score è magrissimo: 10 sconfitte, sole 3 vittorie – di cui due firmate da Abraham e Mou – e 7 pareggi.

Categorie
Calciomercato

Svilar, il nodo è la clausola: ecco la cifra proposta dai Friedkin

Mile Svilar vuole restare a Roma e la Roma vuole trattenerlo. Lo ha ribadito anche Ranieri, sottolineando la necessità però di lasciare in pace le parti affinché si lavori e si arrivi ad un’intesa.

Il problema di fondo non sembrerebbe essere tanto la cifra complessiva, perchè la Roma è perfettamente consapevole del valore tecnico raggiunto dal belga, quanto una serie di dettagli del contratto che devono essere ancora definiti. Dai bonus alla clausola rescissoria.

Come riferiscono diversi quotidiani come il Tempo e la Gazzetta dello Sport infatti, la Roma ha proposto all’entourage del portiere una clausola da almeno 50 milioni. I Friedkin, riconoscendo un aumento sensibile dell’ingaggio da 1 milione circa ad almeno 3 netti più bonus, vogliono sia inserita una clausola molto elevata per tutelare il club nel prossimo futuro.

Categorie
Calciomercato

Allegri-Roma, primi contatti 15 giorni fa: la risposta del mister

Max Allegri torna in auge come candidato autorevole per la panchina della Roma.

Da un paio di giorni diverse fonti di stampa sottolineano che quella del livornese sia nella testa della proprietà la prima opzione per esperienza, caratura internazionale e livello.

Secondo quanto riferito da Leggo questa mattina, i primi contatti risalirebbero a circa 15 giorni fa con la promessa di risentirsi più avanti. Ad Allegri la piazza di Roma piace, ma la concorrenza potrebbe aumentare viste le situazioni a Napoli e Milano sponda rossonera.

Con lui la Roma avrebbe un tecnico esperto, capace di valorizzare rose anche non al top, lanciare i giovani e ottenere risultati immediati. Insomma tutti gli ingredienti adatti, più di Fabregas e Farioli che comunque restano in corsa mentre non sarebbe un problema lo stipendio da circa 7 milioni. 

Categorie
Interviste

Dybala: “Ranieri più psicologo che allenatore. Futuro? Potrei tornare in Argentina e sull’Arabia Saudita…”

Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista ai microfoni del giornalista argentino Gaston Edul, parlando di passato, presente e soprattutto futuro:

Come va dopo l’infortunio?
“Ora sono un po’ più tranquillo. All’inizio quando ho saputo quanto sarei stato fuori è stata dura perché ho saltato la nazionale e avevamo delle partite importanti qui a Roma. Era tutto molto bello, mi sentivo bene fisicamente e stavo vivendo uno dei migliori periodi dell’anno. L’infortunio è stato una doccia fredda ma ora l’ho assimilato e sto lavorando per tornare il più presto possibile. Sapere che sarei tornato in nazionale era bellissimo. Essere lì mi aiuta e doverci rinunciare mi uccide. Mi preparo tutto l’anno per giocare quelle poche partite che abbiamo”

I tifosi della Roma ti hanno accolto benissimo…
“Non è facile lasciare la Juventus e trovare della gente che ti ami fin dal primo giorno in un’altra squadra. Sono due club rivali ma sono rimasto sorpreso. Sono a Roma da tre anni e i tifosi sono incredibili. La passione per il calcio è simile a quella che c’è in Argentina. La gente è molto affezionata a me e cerco di ricambiare questo amore. Anche Oriana vede l’affetto dei tifosi nei miei confronti e può dire che è come in Argentina”.

Sull’offerta dall’Arabia…

“L’ingaggio era noto, ma quando lo vedi scritto sul foglio e, se firmi, è tuo, ti commuove. Lo analizzi, ma poi quando ti siedi e ne parli con tua moglie, cambia molto…

Sugli allenatori…

“Scaloni parla molto con i giocatori e questo dà fiducia, il giocatore si sente a suo agio. Ho parlato molto con Darío Franco quando ho iniziato. Poi ci sono altri che parlano meno. Ranieri ad esempio è più uno psicologo che un allenatore”.

Sul futuro….
“Tengo una porta aperta per il ritorno in Argentina, ma ancora non lo so. Paredes mi fa pressione per andare al Boca. Forse andrò a vedere le prime partite del Mondiale per Club, ma non ho ancora deciso cosa fare durante le vacanze. La verità è che ancora non so cosa farò in futuro. Dipende anche dal lavoro e della famiglia. Con Oriana vogliamo avere dei figli e spero che possano crescere in Argentina. La Liga spagnola? È un campionato che si lega con le mie caratteristiche”.

Su Soulé….
“Sta facendo bene. Non è facile adattarsi a un club come questo, ma ha tanta qualità. Il derby di Roma è stato incredibile. Nel riscaldamento gli avevo detto di aprire un po’ il piede quando calciava. Il merito del gol è il suo ma io gli avevo dato questo consiglio. Stava per farne anche un altro ma l’ha sbagliato”.

Categorie
Calciomercato

Il Lipsia forte su Fabregas e lo spagnolo è pronto ad ascoltare

La Roma, qualcuno dice anche Milan e Napoli, ma anche diversi club dall’estero. D’altronde con grande onestà Fabregas lo aveva confermato qualche giorno fa. Gli occhi del calcio italiano e internazionali sono ben proiettati sul profilo dello spagnolo e nelle scorse ore è arrivata dalla Germania una nuova indiscrezione.

Cesc Fabregas e Oliver Glasner del Crystal Palace infatti sono in cima alla lista dei desideri del Lipsia per la panchina della prossima stagione.

Come riferisce su X il giornalista tedesco Plattenberg, le parti hanno già avviato i contatti. Al momento non c’è alcun accordo, ma allo stesso tempo nessuno dei due allenatori ha rifiutato la proposta. In caso di fumata nera il Lipsia ha pronto un ‘Mister X’.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Paredes tra panchina, bonus e futuro in discussione: il punto

FOCUS RS (di Checco Oddo Casano) – Leandro Paredes da monumento, è tornato ad essere quasi subalterno nella rosa giallorossa. Forse il concetto è un po’ forte, ma per Ranieri oggi non è più un insostituibile.

Nelle ultime 4-5 sfide di campionato ne ha giocata una sola, il derby, con quell’ammonizione pesante presa dopo pochissimi minuti che ha sicuramente fatto imbestialire il mister testaccino, poi costretto al cambio forzato ad inizio ripresa.

In assoluto per l’argentino un calo di forma è anche comprensibile. Arrivato alla Roma da un anno e mezzo di parziale inattività, è tornato a giocare con continuità assoluta sia con Mou, sia con De Rossi e quindi con lo stesso Ranieri (unica parentesi quasi fuori rosa con Juric), abbinando alle 79 partite ufficiali con i giallorossi due Copa America consecutive. Insomma non si è praticamente mai fermato ed era ipotizzabile un calo di forma in questo finale di stagione.

Inamovibile prima, oggi panchinaro fisso

Ranieri oggi si sta giocando ‘la vita sportiva’, vuole solo gente con l’argento vivo addosso e come Paredes, anche Saelemaekers ha perso il posto da titolare, una dinamica accaduta anche ad altra gente del calibro di Hummels, Konè e Pellegrini solo per citarne alcuni.

La motivazione quindi del mancato utilizzo dell’ex PSG è principalmente di natura psicofisica. Ma nessuno può escludere che nel rallentamento di Paredes, Ranieri non abbia intravisto qualche nuova distrazione in salsa argentina. Perchè sicuramente a Trigoria non hanno fatto piacere le dichiarazioni che Leo rilasciò qualche settimana fa, durante l’ultimo ritiro della Nazionale, in merito alla questione clausola. Il Boca resta sullo sfondo, così come l’interesse di alcuni club arabi e del Santos di Neymar, ma se non dovesse arrivare un allenatore che lo esclude tatticamente, Paredes ha già chiarito che farà un altro anno alla Roma.

Per quanto riguarda la questione bonus, ufficiosamente è noto che la Roma dovrà versare 2 milioni al PSG all’80° presenza ufficiale dell’argentino che come detto è fermo a 79. I più maligni sostengono che Ranieri e la società abbiano colto la palla al balzo, sfruttando il calo di forma del calciatore per risparmiare una cifra che però, per logica, non può essere così impattante sulle sorti economiche del prossimo bilancio.

Inoltre da Trigoria arriva in queste ore una smentita molto netta: nessuna scelta di Ranieri è dettata da questioni contrattuali (lo dimostra come Sir Claudio ha trattato la questione Dybala) e in più la società ha già versato il 75% dei bonus previsti nell’accordo con i parigini.

Categorie
NEWS

Spalletti nel suo libro: “Totti come un figlio, Ilary una piccola donna”

Luciano Spalletti ha scritto insieme a Giancarlo Dotto un libro ‘Il paradiso esiste… ma quanta fatica’, nel quale ripercorre tanti episodi della sua carriera. Tra questi, inevitabilmente, la querelle con Totti.

Ecco un estratto pubblicato dal quotidiano La Repubblica:

Francesco Totti è, nel bene e nel male, l’esempio più estremo del mio modo di rapportarmi a un calciatore.  Molti hanno sostenuto che sono stato io a far ritirare Totti. Falso. Il mito di Totti, la bandiera, erano aspetti che andavano gestiti dalla società, non da me. L’avevo chiesto con chiarezza al mio ritorno. Non mi si doveva mandare al massacro in quell’uno contro tutti. Io ho sempre messo in campo la formazione con cui pensavo di vincere, né più né meno. Ma la Sud a un certo punto si è schierata contro di me.

Eppure, la squadra era con me: se avessi fatto dei torti al loro capitano — considerato che in spogliatoio c’era gente di personalità del calibro di De Rossi, Strootman, Nainggolan, Seydou Keita, Maicon –, i giocatori sarebbero certamente insorti a difesa di Francesco. Ma così non è stato. A nulla è servito ribadire, nei mesi successivi, che non sono stato io ad allontanare Totti dalla Roma. Ero disponibile ad assecondare qualunque sua scelta. Per rafforzare questo concetto e “liberare” Totti dal “nemico” Spalletti, ho detto pubblicamente che non avrei rinnovato il contratto con la Roma: mi sono dimesso anche per questo motivo, per evitare che mi fosse addossata una responsabilità che non avevo e che non era giusto darmi.

La verità è che — giusto o sbagliato che fosse — il destino del numero 10 a Trigoria era segnato. Ma la verità, si sa, è solo di chi la vuole vedere. Abbiamo sbagliato tutti in quella situazione.

Di sicuro, Francesco Totti è stato il capitano a cui mi sono dato di più. Amavo pensare che il mio destino di allenatore stesse nei piedi di questo gigante del nostro sport. Mi sentivo protetto dal suo enorme talento. Ho fatto cose per lui che non ho fatto per nessun altro. Francesco non può nemmeno immaginare quanto io abbia compreso le sue ragioni, le sue esitazioni, il suo dramma nel dover lasciare il calcio. Carne della sua carne. La sua carne era parte della Roma, lui era la Roma, anche la sua ruggine lucidava il metallo. Io, però, come responsabile chiamato per rigenerare un gruppo in difficoltà, dovevo pensare e agire diversamente.

Io dovevo pensare al bene della squadra. Lui, come tanti altri campioni prima e dopo di lui, non riusciva ad accettare che fosse messa la parola fine a quella storia grandiosa. Nasce qui l’incidente. E l’equivoco. Ciò che pensavo era che quel Totti lì, un totem di quasi quarant’anni, dalle virtù calcistiche intatte ma dalla mobilità inevitabilmente ridotta, dovesse essere utilizzato con parsimonia: entrare in campo con tutta la sua forza carismatica e la sua esperienza nelle situazioni difficili per esaltare lo stadio e per aiutare la squadra. Nella mia testa era questa l’uscita di scena più dignitosa possibile per uno con la sua storia.

Totti è stato idolatrato a Roma e questo probabilmente lo ha “viziato” un po’, gli ha impedito di percepirsi diversamenteFrancesco per me sarà sempre come un figlio, allo stesso tempo la sua ex moglie non sarà mai per me come una nuora. Quando lei mi offese gratuitamente presi ancora più consapevolezza di quanto fossi un uomo fortunato ad avere al mio fianco una compagna molto intelligente, che mai mi ha messo in imbarazzo intromettendosi con così tanta arroganza e maleducazione nel mio lavoro. Può capitare, nel corso di una vita, di essere un piccolo uomo o una piccola donnaCertamente lo è stata lei quando si è permessa di rivolgersi a me in quel modo.

C’è una cosa che non gli ho mai detto, a Francesco, nemmeno il giorno in cui ci siamo riabbracciati al Bambin Gesù, e ne approfitto per dirgliela ora. Una notte, quando in città non si parlava d’altro che di noi, della nostra storia, ti ho sognato mentre mi venivi a dire queste parole: “Mister, ho capito di aver sbagliato con te. Ho capito che, in realtà, tu non mi stai penalizzando come pensavo ma, al contrario, stai facendo di tutto per allungarmi la carriera…”. Poi mi sono svegliato.

Categorie
Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Svilar tra i migliori in Europa. Quarto posto? Juventus favorita”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Lo spirito di gruppo ieri è stato fondamentale, la Roma si è sacrificata e ha lottato anche nella stanchezza contro una Fiorentina che la stava mettendo in difficoltà con un possesso palla di qualità.

Prosegue Di Livio.

Svilar è un fenomeno: è il miglior portiere d’Europa insieme a Donnarumma e qualcun altro. Credo abbia già superato la versione romana di Allison. Non ho condiviso le sostituzioni affrettate di Shomurodov e Cristante, Ranieri avrebbe potuto aspettare qualche minuto.

Dovbyk? Per 45 minuti ho imprecato ma questa è la vita di un centravanti: un gol sposta gli equilibri e fa cambiare i giudizi. Cosa c’è nelle tue qualità che ancora non abbiamo visto? Sono sicuro che ha ancora tanto da dimostrare.

Soulé? Tanto sacrificio il quinto deve saper fare partite come quello di ieri in cui bisogna difendere di più.

Conclude Di Livio.

La Roma nel secondo tempo è stata troppo rinunciataria e i calciatori sono stati poco convinti ad attaccare la Fiorentina in contropiede. Percentuali Champions? Credo che alla fine sarà Juventus ad arrivare quarta.

Categorie
Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Miracolo Ranieri, il valore in più di questa Roma è il sacrificio del collettivo”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Dovbyk ha segnato un gol in meno di Orsolini, bisogna parlare di miracolo Ranieri. La Roma concede poco agli avversari e riesce a vincere, nel secondo tempo la squadra non ha mai tirato in porta. Forse se la Fiorentina non avesse incontrato un super Svilar sarebbe uscito fuori un pareggio. Il sogno continua.

Prosegue Graziani.

Tra Kean e Dovbyk a oggi non c’è partita nell’utilità: l’attaccante della Fiorentina sta segnando di più e sgomita per tutta la gara.

Shomurodov? Al netto dell’assist meraviglioso, sarebbe da premiare soprattutto per il lavoro che fa per la squadra. Il valore in più di questa Roma è il sacrificio del collettivo.

Soulé? Il miracolo vero è quello di farlo giocare largo a destra chiedendogli un sacrifico fisico che pensavo non potesse sopportare. In questo ruolo comunque preferisco Saelemaekers che è meno sacrificato dell’argentino.

Cristante? Mi è piaciuto tanto, ha fatto 2-3 giocate molto belle si vede che è consapevole della fiducia di Ranieri e del pubblico: scende in campo sereno. Se la Roma deciderà di non tenerlo non farà fatica a trovare squadra.