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Roma, patto di squadra per il rilancio: il retroscena

C’è aria di svolta, almeno sperano tutti i tifosi giallorossi, a Trigoria e all’interno dello spogliatoio.

Il retroscena dei rapporti, decisamente migliori rispetto a qualche giorno fa, all’interno del gruppo squadra giallorosso è svelato questa mattina dal Corriere dello Sport.

I giocatori della Roma in questi ultimi giorni, e così andranno avanti anche nei prossimi, si stanno caricando sul gruppo “Roma 2024-2025” per approcciare al meglio il lavoro in vista della ripresa e dare una svolta alla stagione. Tra spogliatoio e WhatsApp i giocatori si stanno parlando tanto, stanno confessando le problematiche del passato ma soprattuto stanno preparando la sterzata decisiva. Sicuramente quella mentale tra di loro, mentre per quella tecnica l’appuntamento è in campo con mister Ranieri.

A guidare la svolta ci stanno pensando i senatori. Da Pellegrini, uno dei più scossi emotivamente per la situazione che sta vivendo la Roma, a Mancini, fino a Cristante, Dybala e Paredes che anche dall’Argentina non si è isolato ma ha voluto partecipare alle riunioni telematiche. Insomma, da loro è partita quella riflessione che dopo due allenatori esonerati andava inevitabilmente fatta, al di là dell’impegno che la squadra ammette di aver sempre messo in ogni partita, a prescindere dalla situazione o dall’allenatore sulla panchina della Roma

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Roma e Adidas svelano la collezione ispirata al 1993 – FOTO

La Roma ha svelato la nuova collezione che prende ispirazione dall’heritage della storia giallorossa. Questo drop celebra il passato del Club, rievocando colori e design dei primi Anni ’90. Per celebrare questo lancio, adidas ha realizzato il cortometraggio “Bring Back to Rome ‘93”.

Al centro della nuova collezione – composta da cinque articoli – c’è la maglia da gara del 1993, riproposta in un’accurata replica dell’iconica versione originale, con l’applicazione del trifoglio Originals, del “Lupetto” disegnato da Piero Gratton e dello sponsor dell’epoca – Barilla – sul petto.

Con essa, la riproduzione della giacca della stessa stagione, una tuta integrale blu con strisce giallorosse e un paio di scarpe Gazelle dedicate ai tifosi romanisti che riprendono le tonalità della maglia e riportano il “Lupetto” nella parte posteriore.

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Roma, come cambiano gli obiettivi con Ranieri?

A Trigoria si respira un’aria nuova. Ranieri ha portato ottimismo, fiducia e serenità. “È un gentleman, un uomo dalla forte personalità”, ha dichiarato Ghisolfi nel corso del Social Football Summit in scena all’Olimpico. La persona giusta per attaccamento e carattere in grado di lavorare per gli obiettivi stagionali. Niente è cambiato, insomma. La Roma punta all’Europa. E Dan Friedkin ha l’intenzione di rilanciare il club sul piano dirigenziale e con investimenti mirati al mercato  di gennaio.

Roma da rimonta? Per i bookies è ancora da sesto posto

Se si esamina questa pagina su chi vince lo Scudetto secondo i bookmakers, si noterà come la Roma venga considerata quasi all’unanimità come settima forza del campionato, dietro anche a Lazio e Atalanta, ma davanti alla Fiorentina, nonostante il campo abbia detto ben altro finora. La squadra, secondo questo scenario, dovrà sgomitare parecchio e ritrovare costanza di risultati se vorrà agganciare il treno europeo, con la qualificazione almeno in Conference League, per quanto ci sia sempre la strada dell’Europa League che apre spiragli diversi.

Foto Fraioli

Cosa cambierà con Ranieri in panchina

Rispetto alla Roma di Juric, Ranieri dovrebbe tornare quasi sicuramente alla difesa a quattro. Probabile un 4-3-3 con il rientro di Hummels al centro assieme a N’Dicka, Angeliño a sinistra e Mancini a destra; da verificare l’impiego di Celik, Abdulhamid e Sangaré. Centrocampo con Konè, Le Fee e Pellegrini; i vari Paredes, Cristante e Baldanzi da valutare in base all’avversario e al turn-over. Reparto avanzato con Dybala a destra, Dovbyk ed El Shaarawy a sinistra; anche qui ballottaggio con Saelemaekers, Zalewski e Angeliño in base al match.

Modulo 4-4-2: stessa difesa con Mancini, Hummels, N’Dicka e Angeliño (ballottaggio Celik- Hummels), centrocampo con El Shaarawy, Kone, Pellegrini e Saelemaekers. Attacco a due con Dybala e Dovbyk. Alternativa 4-2-3-1: probabile modulo offensivo per le gare casalinghe con Mancini, Hummels, N’Dicka e Angeliño, Kone e Le Fee davanti alla difesa, Soulé, Dybala e Pellegrini a centrocampo, con quest’ultimo più ibrido e meno esterno, insomma un collante tra i reparti, e Dobvyk ariete centrale.

A Cagliari, Ranieri ha giocato con la difesa a tre, raggiungendo una salvezza tanto difficile quanto meritata. L’ex Leicester potrebbe anche optare per un 3-5-2 con difesa dello spazio piuttosto che uomo contro uomo in stile Juric. Linea arretrata con Mancini, Hummels e N’Dicka. Centrocampo con El Shaarawy, Kone, Le Fee, Pellegrini e Angeliño. In avanti la coppia Dybala-Dovbyk. Ma tutto è ancora da definire. Ranieri si è sempre mostrato versatile nel cambio modulo. Quasi sicuramente riproporrà un blocco basso con il reintegro di Hummels. Ancora da chiarire il caso Hermoso, che dopo pochi mesi alla Roma pensa già al futuro. Probabile un ritorno in Spagna? Lo sapremo nel prossimo mercato.

I principali scontri diretti dei giallorossi

Da qui alla fine del girone d’andata, la Roma sarà protagonista di quattro big match. Ranieri comincia subito contro il Napoli al San Paolo. Poi Atalanta all’Olimpico. Nel mezzo Roma – Lecce, Como – Roma e Roma – Parma. Penultima con il Milan al San Siro e giro di boa con il derby della capitale. Un calendario complesso in cui la squadra di Ranieri dovrà assolutamente capitalizzare le gare più abbordabili, limitare i danni contro Napoli, Atalanta e Milan e giocarsi tutto in una delle gare più imprevedibili del campionato, quella contro la Lazio. Ranieri da subentrante ha collezionato in carriera cinque vittorie e solo due sconfitte negli ultimi 24 anni. Non sarà facile, ma in fondo, Claudio preferisce le sfide. E anche le difficoltà.

Nella stagione 2009/2010, Ranieri allenava i giallorossi. Dalla sua aveva già Pellegrini, Cristante, El Shaarawy e alla dodicesima di campionato era a 14 punti dalla capolista, l’Inter dello Special One. Sfiorò lo Scudetto. Quest’anno è a -13. Ma prima ancora di avventurarsi in voli pindarici, c’è da raddrizzare al più presto una stagione intera. Di sicuro farà il possibile. Perché “Quando la Roma chiama, io devo rispondere sì, sempre”.

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Allenamenti

Trigoria, Hummels in gruppo. Ancora personalizzato per Dybala

La Roma è tornata a lavorare a Trigoria in vista della trasferta di Napoli.

Buone notizie sul fronte Mats Hummels: il centrale tedesco è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo, mentre Paulo Dybala ha svolto anche oggi un allenamento personalizzato.

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Friedkin rilancia la Roma: a gennaio nuovi investimenti sul mercato

La Roma è ripartita da Ranieri ma Dan Friedkin vuole rilanciare il club sotto tutti i punti di vista.

In attesa del completamento dell’organico dirigenziale e della ‘prossima’ presentazione del progetto definitivo del nuovo impianto a Pietralata, il proprietario giallorosso – che continua a non esser presente qui a Roma ormai da oltre due mesi – ha intenzione di continuare ad investire sul club, anche sul mercato.

Le mosse che l’azionista prepara sono soprattutto di natura economica, cioè la volontà di intervenire sul mercato di gennaio, apportare quei rinforzi che possano dare a Ranieri una squadra più forte e completa.

Sotto questo aspetto l’allenatore-dirigente ha avuto piene garanzie: Dan è pronto a spendere altri soldi nonostante il miliardo già investito nel club da quando è diventato proprietario della Roma. Perchè c’è un senso di incompiuto nel progetto Friedkin, nonostante la Conference vinta e l’Europa League sfiorata e nonostante l’avere riportato l’entusiasmo dei tifosi all’Olimpico, una striscia impressionante di sold-out. È mancato il salto in Champions, obiettivo imprescindibile per un progetto tecnico vincente, perché le decine di milioni che la partecipazione al torneo garantisce fanno la differenza. Lo rivela il Corriere dello Sport.

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ROMA FEMMINILE

Roma Femminile, prima l’illusione poi il tracollo a Lione

La Roma Femminile ieri sera ha sfiorato un’impresa. Nel quarto match del girone di Champions, le ragazze di Spugna sono scese in campo in trasferta sul campo del Lione che una settimana fa aveva vinto e bene qui nella capitale per 3-0.

Una gara tatticamente perfetta quella impostata da mister Spugna, con un 4-5-1 compatto, Giacinti davanti, Haavi larga a sinistra e con il doppio binario composto da Di Guglielmo e Troelsgaard che hanno retto bene per oltre 70 minuti sulle attaccanti francesi.

La Roma ha saputo soffrire ma si è resa più volte pericolosa, tenendo in equilibrio il match fino al gol di Dragoni per le giallorosse oltre la metà della ripresa, che ha illuso tutti. Purtroppo subito la squadra di Spugna ha subito ben tre reti (su quattro) da calcio piazzato, vanificando uno sforzo enorme.

La Roma ora ha 6 punti nel girone come il Wolfsburg (che ieri ha asfaltato il Galatasaray) e ora sarà decisiva la sfida in Germania per le ragazze di Spugna, che ha commentato così il match: “Siamo molto contenti di questi 75 minuti, perché sono stati 75 minuti di grande attenzione, di grande applicazione, di grande coraggio. Abbiamo gestito meglio la palla rispetto all’andata, e questo ci ha permesso di limitare le azioni del Lione, ma soprattutto di creare qualcosa in più. Abbiamo sviluppato un’azione quasi perfetta, che ha portato al gol. Sono stati 75 minuti di ottimo livello. Poi è chiaro che loro hanno spinto, hanno creato tanto dalle palle inattive, come all’andata. Questo ci è costato caro. Quando hanno tanti centimetri in più, tanti chili in più, diventa tutto difficile. Nel primo tempo, e fino al 75′, abbiamo gestito bene la situazione. Poi non ci siamo riuscite”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, avanza l’ipotesi di Perrelli come nuovo CEO: il profilo

Tra Carnevali e Antonello, alla fine a spuntare la corsa per il ruolo di nuovo CEO della Roma potrebbe essere Marzio Perrelli.

L’attuale Ad di Sky Sport, secondo quanto riferito dal giornalista Matteo De Santis (La Stampa) è ora il nome in pole per assumere la carica lasciata vacante da Lina Souloukou.

Perrelli ha incontrato già due volte i Friedkin a Londra.

Il Profilo

Classe 68′, nato a Roma e laureatosi alla LUISS Guido Carli nel 1992, Perrelli dopo una lunga esperienza nel settore della finanza internazionale, è entrato di recente nel settore media e sportivo dal 2018, quando è stato nominato Executive Vice President di Sky Italia, come responsabile di Sky Sport, ovvero dei team Editorial, Production, oltre che dello Sports Rights Portfolio.

I primi passi lavorativi subito dopo la laurea in Economia e Commercio, nel 1993, presso la Goldman Sachs New York dove ha partecipato al programma di formazione per analisti della divisione Fixed Income, Commodities, and Currencies di Goldman Sachs & Co., distinguendosi come unico italiano selezionato tra 120 associati. L’anno seguente entra in Goldman Sachs International, operando nella sede di Londra e occupandosi di una vasta gamma di prodotti finanziari e clienti istituzionali in vari Paesi europei. Le solide competenze acquisite lo conducono al ruolo di Responsabile del Desk italiano.

Nel 2001 Marzio Perrelli torna in Italia in virtù della nomina a CEO e Head of Global Markets per Goldman Sachs Milan, avviando le operazioni italiane della banca e ottenendo risultati di rilievo nel settore delle obbligazioni governative italiane e nei mercati high yield e CLO. Nel 2004 viene nominato Head of Global Banking and Markets e CEO di HSBC Bank Plc Italy: in oltre un decennio si rende protagonista del consolidamento della leadership di HSBC nell’Export Finance e nel business transfrontaliero tra Europa, Asia e Sud America.

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APPROFONDIMENTI

Ranieri come DDR: a Napoli col 4-4-2 come fu a San Siro contro Leao e co.

Vista la situazione contingente della doppia assenza di Hummels ed Hermoso, oltre all’indicazione di Ranieri ‘Angelino non giocherà più braccetto’, il ritorno alla difesa a 4 – come raccontato ieri su retesport – era inevitabile.

La conferma arriva anche dalle analisi dei quotidiani di questa mattina, nello specifico il Tempo rivela che ieri Ranieri ha iniziato a provare il 4-4-2 con l’ipotesi di schierare Pellegrini in un ruolo ‘particolare’ ma non anomalo.

Perchè Daniele De Rossi lo scorso anno a Milano contro i rossoneri, schierò proprio questa formazione con Pellegrini largo a sinistra, El Shaarawy sulle destra a dare man forte a Celik per la doppia marcatura su Leao e Theo. Davanti Dybala più vicino a Lukaku, con Paredes e Cristante in mezzo.

Il Milan di Pioli con il 4-2-3-1 come il Napoli di Conte, le assonanze per strategie e caratteristiche sono evidenti: una mezzala di inserimento nel ruolo di trequartista centrale (Loftus come McTominay), sugli esterni Leao (come Kvara), Pulisic (Politano), Giroud-Lukaku.

Foto Fraioli

Questo sistema consentirebbe a Ranieri di semplificare le idee alla squadra, apparsa in totale confusione nel passaggio dal calcio palleggiato di De Rossi alle pretese di Juric sul pressing a tutto campo. Due linee di quattro con Dybala avvicinato a Dovbyk, una coppia che raramente ha avuto la possibilità di giocare in un vero e proprio attacco a due (funzionò benissimo a Marassi contro il Genoa).

Se la Joya non dovesse recuperare sarà Pellegrini a scalare vicino all’ucraino, con Pisilli – che scalpita – che giostrerà sull’out mancino. Tutto in attesa del rientro di Saelemaekers, ma questo è un altro capitolo…

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STADIO

Stadio Roma, il progetto è pronto ma è a rischio l’apertura per il centenario

“I tifosi adesso ci devono credere: il nuovo stadio della Roma sta per diventare realtà”. Dopo mesi di silenzio la società giallorossa torna a parlare ufficialmente dell’impianto di Pietralata. E lo fa con Lorenzo Vitali, general counsel del club, durante l’evento Social Football Summit: “Il progetto definitivo sta per essere presentato al Comune di Roma, siamo davvero agli sgoccioli“.

Da Trigoria fanno sapere che il faldone è pronto. Si attendono gli ultimi rilievi sui terreni di Pietralata e la chiusura dei tavoli tecnici rimasti aperti negli ultimi mesi. Quello con le Ferrovie dello Stato per la realizzazione dei ponti pedonali e con la prefettura per la costruzione della Curva Sud monolitica, in stile Borussia Dortmund. Chiusa invece la questione aree verdi, dopo l’ultimo tentativo dei comitati di quartiere di bloccare il progetto per l’area boschiva di Pietralata. “Per noi non esiste“, è stata la risposta del Campidoglio qualche settimana fa.

L’obiettivo è presentare il nuovo progetto definitivo tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Una promessa pubblica che fa seguito all’incontro, in gran segreto, di metà ottobre in Campidoglio quando la delegazione romanista portò all’attenzione del sindaco Gualtieri il video del nuovo impianto. (…)

Il progetto s’ha da fare. Lo vuole la Roma e la stessa amministrazione capitolina. Gualtieri è pronto: “Abbiamo vinto tutti i ricorsi e ci sono le condizioni perché si presenti a breve il progetto definitivo e si parta — aveva ammesso solo una settimana fa — Vedo da parte della famiglia Friedkin un impegno serio”.

Ma quando sarà pronto? “Nessuna scadenza“, ha precisato Vitali, i Friedkin non sembrano aver fretta. Quasi impossibile una sua inaugurazione nel 2027, anno del centenario della Roma. Troppi gli step ancora da superare. Troppo pochi due anni per concludere un’opera da quasi un miliardo di euro. Dopo la consegna del progetto definitivo si andrà in Aula Giulio Cesare per l’approvazione finale. Concluso il primo passaggio con il Comune di Roma si passerà alla Regione Lazio con la conferenza dei servizi decisoria. Solo allora, in caso di ok definitivo, ci sarà la gara per l’assegnazione dell’appalto e l’apertura dei cantieri. Lo scrive la Repubblica.

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Interviste

Chiodi (ag. Ranieri): “Friedkin ama la Roma, non dorme la notte per i risultati”

Pietro Chiodi, agente di Claudio Ranieri, ha parlato ai microfoni de il Corriere dello Sport. Ecco un estratto delle sue parole:

Quando c’è stato il primo contatto? 

“Il lunedì dopo la partita persa con il Bologna. Ci siamo visti prima a Roma con Ghisolfi, con il quale si sono create le condizioni per andare a Londra. C’è stata subito sintonia, sin dall’incontro con il diesse a Roma. I due si sono scambiati idee su come vedevano il calcio e come poter lavorare insieme. Con Ghisolfi è stata trovata subito l’intesa, ratificata poi dall’avvocato Vitali. Posso dire che in questa trattativa non ci sono state lacune nella dirigenza giallorossa, è strutturata come tante società, non ci sono stati intoppi nei passaggi da un ruolo all’altro, non è mancato niente”.

Subito dopo siete partiti per Londra.

“Con noi è partita anche la moglie di Claudio, Rosanna. Con i Friedkin c’è stata subito empatia. Ci siamo incontrati in un albergo indicato da loro, la sera prima avevamo alloggiato in un altro hotel, nei luoghi cari a Claudio, a Chelsea. Con Dan Friedkin c’erano i figli Ryan e Corbin. Loro ci tengono tantissimo alla Roma. Dan ha esordito così: ‘Io non posso pensare che non dormo la notte perché Roma caput mundi nel calcio non riesce a vincere. Ho messo soldi e passione, non ci sto ad arrivare settimo o ottavo’. A quel tavolo ho visto gente che è tifosissima della Roma. Il livello dell’incontro è stato molto alto, loro conoscevano già Claudio per la sua storia, la struttura dirigenziale è molto solida, è gente che va dritta per raggiungere l’obiettivo”.

Si è affrontato anche il tema dell’organico.

“Di questo ha già parlato Claudio in conferenza stampa. A cominciare da Dybala. Loro non hanno detto quando torneranno in Italia, ma abbiamo avuto la netta sensazione che vogliono fare grandi cose per la Roma. C’è stata subito grande sincerità tra Claudio e il presidente”.

Ranieri avrà un ruolo nella Roma anche dopo questa nuova esperienza in panchina.

Ha avuto anche un contratto di due anni da senior technical manager: sarà consulente della proprietà per tutte le questioni sportive del club. Siamo stati a parlare per ore, Claudio gli ha spiegato il suo punto di vista. Tutti aspettavano la normalità di Claudio, sono passati dallo Special One al Normal One”.

È stata una trattativa complicata?

“No, assolutamente. Da agente sono assolutamente soddisfatto, perché quando tutti si alzano dal tavolo soddisfatti vuol dire che ho raggiunto il mio obiettivo. Dal punto di vista umano sono rimasto colpito dal rapporto che Dan ha con i figli. Voglio fare i complimenti per come il presidente ha tenuto in grande considerazione il pensiero dei figli. Si sono scambiati opinioni, in una orizzontalità di rapporti. Si vede che i figli si sono meritati questa fiducia, altrimenti non avrebbero avuto questo spazio. Da genitore spero che un giorno, quando saranno grandi, potrò avere lo stesso rapporto con i miei figli. I figli hanno una sintonia fantastica con il padre e sono stati tutti molto rispettosi nei confronti di Claudio”.

Come sta il nuovo allenatore della Roma?

“È molto carico, entusiasta. Loro hanno una mentalità più europea che americana. E’ stato bello aver visto che tra la famiglia Friedkin e Claudio c’è stato subito il desiderio di capirsi per far tornare grande la Roma”.

I tifosi della Roma conoscono poco i Friedkin, lei che è stato tifoso cosa può dire?

Dan non dorme la notte per i risultati della Roma. È gente che vuole vincere. Secondo me alla società non manca niente per riuscire a farlo. Ho scoperto una umanità che non conoscevo. Si vede che Ryan è più dentro le cose dell’altro, ci tiene moltissimo alla Roma, anche il più giovane è molto coinvolto. È gente che sta male quando i risultati non arrivano. Ryan ha spiegato bene alcune cose più tecniche a Claudio. Sono convinto che riusciranno a togliersi grandi soddisfazioni”.