Nelle ultime settimane si sono rincorse diverse voci in merito alla possibilità che Paredes si trasferisca in Argentina, al Boca Juniors.
Il centrocampista, di rientro dal ritiro della Nazionale, ha però assicurato che onorerà il suo contratto con la Roma fino a giugno: “Ho un contratto fino a giugno 2025 con la Roma e lo adempirò, poi vedremo che cosa accadrà”.
Nuova seduta d’allenamento per la Roma questa mattina a Trigoria, ma non buonissime notizie per Claudio Ranieri.
Al contrario di quanto segnalato ieri dal club giallorosso, anche oggi Paulo Dybala ha svolto un lavoro differenziato.
Recuperato invece Pellegrini, che si è allenato regolarmente con il resto del gruppo. Out Hummels ed Hermoso, oltre agli ultimi nazionali – come Paredes, Celik e Dovbyk di rientro in queste ore dopo gli impegni di ieri nella capitale.
FOCUS RS (di Checco Oddo Casano) – Claudio Ranieri ripartirà da Dovbyk. Una necessità sia numerica – perchè è l’unico numero nove attualmente a disposizione del tecnico – sia tecnica. L’ucraino reduce da qualche prestazione al di sotto delle aspettative (ultima rete su rigore contro la Dinamo Kiev), è pronto a ripartire nella terza versione di Roma, dopo quella di De Rossi e Juric.
Il calcio proposto da Ranieri viene da sempre considerato pragmatico, efficace, molto diretto, a volte definitivo – erroneamente – eccessivamente difensivo. E’ vero Sir Claudio non è mai andato a caccia dello spettacolo sic et simpliciter, non predica concetti rivoluzionari, ma le sue squadre, se si studiano bene i numeri, hanno quasi sempre segnato tanto.
Lo dimostra anche lo score di diversi attaccanti allenati e a tratti lanciati nel grande calcio da Ranieri nella sua carriera.
Firenze, Londra e Valencia: tre bomber lanciati da Sir Claudio
A cominciare da Gabriel Omar Batistuta. E sì, perchè l’argentino – che ha giocato quasi integralmente la sua carriera a Firenze – con Ranieri in panchina ha realizzato 95 reti sulle 258 totali siglate dalla viola con il tecnico testaccino e nella stagione 94-95′, mise a segno il suo record assoluto di reti in A (26).
Dall’Italia all’Europa, nello specifico Spagna. Se camminate per le strade di Valencia e dite il nome di Ranieri, tutti lo ricordano con affetto. Nel suo primo mandato, la squadra iberica segnò 162 gol totali e anche qui riuscì a valorizzare un attaccante in particolare: Claudio Lopez autore, nel secondo anno di Ranieri a Valencia di 21 reti in campionato, 37 totali in stagioni. Uno score che l’argentino, poi trasferitosi alla Lazio, non ha mai più ripetuto in carriera
Dalla Spagna all’Inghilterra. Arriva la grande chiamata del Chelsea. Un quinquennio straordinario (107 vittorie), dove un calciatore in particolare deve tutto o quasi a Claudio Ranieri: Jimmy Floyd Hasselbaink che ha totalizzato 113 reti in 203 partite con il tecnico testaccino partendo però da Madrid, sponda Atletico dove nel 99-2000 proprio con Ranieri esplose nel grande calcio mettendo a segno 33 gol in 43 gare stagionali.
Non male anche lo score di Gianfranco Zola che di certo non è mai stato un bomber, ma un grande numero 10 o seconda punta che dir si voglia sì. Il sardo è tra i calciatori più utilizzati in carriera da Ranieri con 186 apparizioni e ben 49 gol tra Napoli e Chelsea.
C’è anche un islandese che deve tantissimo a Sir Claudio: Eidor Gudjohnsen che non ha mai segnato tanto quanto nell’era blues: 75 gol con Ranieri, di cui 23 in un’unica stagione. Tantissimo per un attaccante che ha faticato tantissimo ad andare in doppia cifra in carriera e dopo il Chelsea si è un po’ perso, nonostante sia stato acquistato da club del calibro del Barcellona.
A Roma Ranieri ha saputo valorizzare anche Mirko Vucinic. Dopo la grande stagione di Lecce (19 reti in Serie A con Zeman), il montenegrino ha fatto bene – seppur a tratti – con Spalletti, ma non quanto ha reso con il tecnico romano: 30 gol da seconda punta in due stagioni, di cui soprattutto i 14 fatti in campionato nella clamorosa cavalcata del 2009-10 poi purtroppo chiusa nel peggiore dei modi, con la famigerata sconfitta all’Olimpico contro la Samp.
Alla Juventus Claudio Ranieri ha allenato per due stagioni: 2007-08 e 2008-09. In queste due annate Alex Del Piero ha trovato (o ritrovato) una vena realizzativa straordinaria, con 45 gol in 84 partite. Nel primo anno segna 21 reti in campionato, solo un’altra volta ha fatto meglio nella sua lunghissima storia bianconera (24 nel 97-98).
Capitolo Leicester: Vardy (31) e Mahrez (25) in 70 gare ciascuno, sono stati i protagonisti – insieme a Kante – del leggendario trionfo in Premier. E pensare che il centravanti faceva il manovale fino a qualche anno prima, con Ranieri ha conquistato la Nazionale inglese. Nella stagione 15-16, Vardy ne segnò 24 in Premier e ovviamente anche in questo caso, record personale in campionato per l’attaccante del Leicester.
Nel Monaco ha reso celebre anche un certo Ibrahima Tourè, attaccante senegalese e miglior marcatore dell’era Ranieri nel principato: 21 reti in 37 partite. Una meteora del calcio mondiale, poi finito nel dimenticatoio.
Anche Gianluca Lapadula, recentemente, è tornato a vivere una seconda giovinezza: 22 gol in 47 partite con Ranieri in panchina a Cagliari e una promozione in A conquistata al fotofinish.
14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Spinazzola
(Foto Gino Mancini)
C’è stato un momento in cui Spinazzola sembrava quasi volare sul campo. Tutta Europa ammirava le gesta dell’esterno giallorosso, che reduce – seppur con qualche guaio muscolare – da un’ottima stagione con la Roma di Fonseca, conquistò il palcoscenico europeo a tal punto a finire sul taccuino del Real Madrid.
Poi purtroppo la solita, caduta, ad attenderlo dietro l’angolo: rottura del tendine d’Achille e un anno o quasi di stop. Dopo tanta difficoltà nel tornare al top, con diverse settimane trascorse ai box e qualche sprazzo del vero Spinazzola, come la prestazione clamorosa che l’esterno sfoderò in casa contro il Salisburgo due anni fa in Europa League.
9.5.2022 Fiorentina vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Spinazzola ritorna in campo
(Foto Gino Mancini)
Mourinho c’ha provato fino alla fine ma poi si è arreso come De Rossi, che pian piano ha reso sempre più protagonista Angelino, arrivato a gennaio scorso per mettere una toppa alle difficoltà fisiche di Leo.
Il classe 93 ha disputato 151 gare con la Roma e ha di fatto giocato la metà della sua carriera in giallorosso. 7 gol e 21 assist, un bottino discreto considerando che molte delle partite appena citate o non le ha finite o è subentrato nel finale.
A giugno la Roma ha deciso di non rinnovargli il contratto e Conte lo ha voluto a Napoli, ma la resa è stata similare a quella degli ultimi tempi in giallorosso. Sono 8 i gettoni totali ma solo in 3 occasioni ha giocato dall’inizio, visto l’elevato rendimento di Oliveira che ne ha scalfito quasi subito la titolarità.
Domenica potrebbe tornare protagonista, perchè in genere Conte ha valutato con attenzione le condizioni dell’uruguayano di rientro dal lungo viaggio per le sfide della Nazionale.
La speranza di Ranieri è che questa volta la Spina non sia del tutto attaccata.
Hermoso ancora out, Hummels non è pronto, ‘Angelino non giocherà da braccetto, lo prometto’ cit. Ranieri. Tre variabili che sommate spoilerano già una scelta obbligata per il tecnico Testaccino, che domenica tornerà in panchina al Maradona contro il Napoli.
Il Ranieri-ter ripartirà dalla difesa a 4, la cara ‘vecchia’ linea a quattro, caposaldo quasi incrollabile nelle strategie tecnico-tattiche dell’allenatore giallorosso.
Il calcio però non si fa con i moduli, bensì con i calciatori, le loro rispettive caratteristiche e soprattutto le strategie. Quindi la domanda da porsi è: che Roma sarà a Napoli? Dal calcio palleggiato di De Rossi, all’aggressività (presunta ma comunque richiesta) a tutto campo di Juric, al calcio semplificato e verticale di Ranieri.
Contro la prima in classifica Sir Claudio non si inventerà nulla di straordinario: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino sicuri del posto, come Dovbyk, Konè e Cristante.
Il resto ruoterà tutto intorno a Dybala: oggi l’argentino è atteso in gruppo. Non ha accusato infortuni seri, ma solo un affaticamento che è stato gestito con un programma personalizzato. Al 99% scenderà in campo ma in che posizione? Seconda punta più vicina a Dovbyk, allora sarà 4-4-2 con sugli esterni El Shaarawy e uno tra Pellegrini e Zalewski.
In seconda istanza, potrebbe giostrare leggermente defilato sulla destra, per cui si potrebbe ipotizzare un 4-2-3-1 con El Shaarawy a sinistra, Pellegrini in zona centrale a supporto dei due mediani e alle spalle di Dovbyk.
La terza ipotesi è sempre vicino all’ucraino, con il rombo: Cristante mediano, Konè e Pisilli mezzali, Pellegrini alle spalle delle due punte. Il 4-3-1-2 è il sistema di gioco che Ranieri ha utilizzato di più negli ultimi due anni. Una piccola annotazione statistica, comunque da tenere in considerazione.
Nonostante l’enfasi con cui la piazza ha richiesto a gran voce l’utilizzo di Mats Hummels durante la triste avventura di Juric sulla panchina della Roma, il tedesco difficilmente sarà protagonista a Napoli domenica prossima.
Il difensore, che finora non ha mai giocato una partita dall’inizio in questa stagione, secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, non è rientrato dal breve viaggio in Germania e ieri la Roma ha fatto sapere che non si è allenato perchè ha la febbre.
La sensazione è che il calciatore stia pensando seriamente ad un cambio di maglia a gennaio. Solo Ranieri potrà dare una risposta definitiva sul capitolo Hummels.
Paulo Dybala si è fermato alla vigilia di Roma-Bologna per un nuovo fastidio muscolare. Lo staff medico di concerto con Juric, decisero di non convocarlo nonostante fosse previsto – secondo persone vicine all’argentino – un test fisico nella rifinitura alla vigilia del match.
L’argentino non ha accusato un vero e proprio problema muscolare, ma il riacutizzarsi di un fastidio che spesso riemerge. Per questo è rimasto a riposo per diversi giorni e ha sostenuto una serie di esami clinici per verificare che non ci fossero problemi reali.
Ieri Dybala si è allenato, nonostante il giorno libero, proseguendo un percorso personalizzato iniziato il giorno del ritorno nella capitale di Ranieri.
In mattinata si è sottoposto a nuovi test al Campus Biomedico ed è previsto il suo rientro in gruppo tra domani e dopodomani. A Napoli dunque, salvo ulteriori problemi, ci sarà.
Non solo giudizi positivi sul ritorno di Claudio Ranieri in giallorosso. Antonio Cassano, ha parlato nel corso della consueta live su Twitch – Viva el Futbol – del ritorno del tecnico testaccino nella capitale:
“I Friedkin hanno commesso l’ennesimo errore, sono incompetenti, hanno fatto una porcata prendendo Ranieri, vogliono solo tenere la piazza tranquilla, l’aveva detto Ranieri stesso che aveva smesso, non io, era in vacanza con la famiglia… Ci ritroviamo con un allenatore che può dare tranquillità ma la Roma ha bisogno di altro, un vincente con cui programmare, lui invece parla già da dirigente, che mossa è?”.
“Significa che hai dato già per morta questa stagione. Qualcuno sarà anche felice ma è uno schifo, è una mossa azzardata ma gliela faranno pagare ai Friedkin. Poi mi chiedo che ruolo ha Ghisolfi, che risponde sempre in francese, timbra solo il cartellino, doveva andare in America a dire cacciatemi via, stanno capendo che disastro stanno combinando? Ma vai da Mancini e convincilo, un allenatore top, uno che sa attaccare al muro i giocatori, ma non come Juric che li attacca al muro e poi li fa giocare, con Ranieri mi sono buttato in un vicolo cieco già a novembre, vogliono solo salvare il salvabile per evitare di andar giù ma sai che paura che hanno messo ai giocatori, che già sono senza personalità?”.
Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport nel consueto spazio mattutino affrontando una serie di argomenti legati al delicato momento sportivo della Roma.
Tra questi, si è tornati a parlare della conferenza stampa di mister Ranieri, nel corso della quale – in più passaggi – ha sottolineato l’affetto nutrito dai Friedkin nei confronti della Roma. Ecco il commento di Graziani: “Sinceramente non credo a ciò che ha detto Claudio, che rispetto, ma mi è sembrata una paraculata. Roma Caput Mundi, Friedkin ama la squadra, Roma di qua, Roma di là, mi sembra onestamente tutto il contrario. Sono spariti da 60 giorni, lasciando un vuoto societario, sono andati a destra e sinistra in giro per il mondo senza degnarsi di venire qui a vedere, di persona, ciò che stava e sta avvenendo. Insomma, a Ranieri voglio bene, ma non credo a ciò che ha dichiarato”, ha concluso l’ex centravanti giallorosso.