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Tifosi

A Londra la carica dei 3 mila. Attesa per la decisione dell’Osservatorio su Napoli-Roma

Sarà l’effetto Ranieri o forse il fatto che i tifosi della Roma, che vinca o che perda, non lasceranno mai la squadra sola. Comunque la si legga, lo zoccolo duro dei romanisti ha deciso di non abbandonare la squadra, soprattutto in trasferta.

Nonostante il delicato momento sportivo e le difficilissime gare che attendono Ranieri al suo terzo esordio sulla panchina giallorossa, a Londra – in Europa League – ci sarà il pienone di romanisti.

Il settore ospiti dell’impianto londinese del Tottenham sarà gremito di romanisti: sono attesi infatti circa 3 mila supporters giallorossi.

Grande attesa invece in merito al settore ospiti del San Paolo: nelle prossime ore arriverà la decisione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, in merito alla possibilità di un’apertura, seppur parziale e rivolta ai non residenti nel Lazio, oppure alla chiusura totale.

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Infermeria

Saelemaekers sorride: in campo con il pallone. Rientro vicino – VIDEO

Alexis Saelemaekers sorride. Il recupero post infortunio al malleolo è ormai quasi completato.

Ieri il calciatore ha voluto in qualche modo condividere con i tifosi la sua gioia, pubblicando sui social il video del suo allenamento in campo con il pallone.

Entro una quindicina di giorni potrebbe tornare tra i convocati.

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Infermeria

Stop Shomurodov, è una lesione muscolare

Rientrato in Italia dopo l’infortunio accusato in nazionale, Eldor Shomurodov si è sottoposto ad esami strumentali che hanno confermato lo stop: si tratta di una lesione di primo grado all’adduttore della gamba sinistra.

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Interviste

Hermoso apre al ritorno in Liga: “Real Madrid? Non chiudo le porte…”

Mario Hermoso non ha finora inciso sulla Roma, anzi. A tratti è apparso addirittura dannoso, tra errori in marcatura e l’espulsione di Firenze. Attualmente infortunato, lo spagnolo ha parlato ai microfoni di AS rilasciando dichiarazioni che aprono ad un suo ritorno in LIGA:

È difficile ambientarsi in squadra senza avere la famiglia vicino? 
“Decisamente. Nella squadra, nonostante i cambi di allenatore, c’è un ottimo clima, anche se non stiamo trovando continuità, personalmente mi sono adattato velocemente. E ci sono gli argentini e Angeliño, anche lui spagnolo”.

All’Atletico hai trascorso cinque anni senza mai cambiare allenatore. Come hai vissuto il doppio cambio in così poco tempo? 
“Non è facile, onestamente. Non ero abituato a questi cambiamenti, ma il calcio è così e devi accettare tutto. Troveremo presto una continuità positiva nei risultati, credo, e potremo ribaltare la situazione”

La Roma gioca con la difesa a cinque, in questo senso ne hai beneficiato. Conosci bene questo modulo… 
“Ovviamente gioco nel ruolo di terzo difensore centrale da molti anni, anche se non ho problemi a giocare nella difesa a quattro come difensore centrale o anche come terzino”

Uno degli infortunati recenti è stato Militao, difensore del Real Madrid. Sei consapevole che il tuo nome è nella lista del club blanco sul mercato?
“Sì, sì. L’ho letto. Me lo hanno mandato tanti amici. È successo in diversi mercati. Ogni volta che sei associato a grandi squadre è un onore. Ero nelle giovanili del Real e gli sono grato per tutto ciò che hanno fatto per la mia crescita”.

Quindi chiudi la porta a un ritorno in Spagna?
“Ho 29 anni, gran parte della mia carriera è stata in Spagna, mi piace il calcio della Liga ed essere nel tuo Paese rende tutto più facile. Non posso chiudere la porta al ritorno in Spagna”

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APPROFONDIMENTI

Ranieri ‘alla Ferguson’, ma non solo: da Sacchi a Klopp, da Conti a Liedholm, la terza vita da manager

(di Checco Oddo Casano) Non solo allenatore, ma super manager. Consulente o direttore tecnico, dirigente senior, insomma: Claudio Ranieri sarà il referente sportivo principale dei Friedkin, l’uomo che porrà il suo marchio su tutte le decisioni di carattere sportivo, compresa la scelta del prossimo allenatore.

Ieri la proprietà ha messo nero su bianco l’auspicio di tutto l’ambiente romanista: ripartire da un uomo di campo, magari anche emotivamente legato a questa realtà, dotato di un bagaglio d’esperienza straordinario, capace di parlare 4 lingue e soprattutto in grado di valutare dall’interno il da farsi per ricostruire la Roma.

Oggi il mister – che sarà chiamato prima di tutto a salvare la squadra sul campo nel ruolo di allenatore – spiegherà certamente meglio, i contorni operativi del ruolo che ricoprirà a partire da giugno per almeno due anni, ma un dato è certo: a 73 anni Claudio Ranieri non si farà mai prendere in giro. Non avrebbe senso, sarebbe una mancanza di rispetto forse senza precedenti. I proprietari della Roma con questa scelta hanno indirettamente ammesso di aver sbagliato tutto, soprattutto negli ultimi 18 mesi. Indubbiamente uno degli obiettivi è non desertificare del tutto uno stadio che domenica scorsa ha mandato segnali chiari. Ma è solo una delle sfumature della scelta operata su Ranieri in vista del prossimo futuro.

Da chi sarà arrivato il suggerimento? Difficile saperlo, ma quella di Ranieri non è una metamorfosi professionale anomala o unica nel suo genere.

Sono diversi ed illustri infatti i precedenti nel calcio nazionale e internazionale: recentemente il Manchester United ha salutato Sir Alex Ferguson dopo 38 anni complessivi. L’allenatore più vincente della storia dei Red Devils, nel maggio del 2013 si è ritirato dal ruolo in panchina e poi è stato cooptato all’interno del board del club, ufficialmente come ambasciatore globale della società ma il suo carisma, il suo peso specifico in alcune decisioni dello United si sono irradiate fino alla scelta degli allenatori.

In passato un altro tecnico che saturo e stanco dello stress in panchina scelse una strada diversa fu Arrigo Sacchi: dopo aver toccato il tetto del mondo sulla panchina del Milan, il ‘profeta di Fusignano‘ ha chiuso la sua carriera da allenatore a Parma nel 2001 e assumendo immediatamente l’incarico di direttore tecnico, per poi passare col medesimo ruolo e anche qualcosa in più al Real Madrid di Florentino Perez fino al fino al dicembre del 2005.

Nella Roma, ci sono due precedenti illustri: Bruno Conti, che ha ricoperto anche il ruolo di ‘direttore tecnico‘ legato alla prima squadra. Da responsabile del settore giovanile, Brunetto fu chiamato a salvare la Roma in panchina al termine della stagione 2004-2005 e poi la società lo promosse a ruolo di dt al fianco di Pradè. Da Conti nacque l’intuizione di Spalletti, difesa e protetta anche nei primi mesi di difficoltà del toscano che ad Empoli dopo una sconfitta per 1-0 rassegnò addirittura le dimissioni.

Poi Nils Liedholm: quattro volte in panchina – record nella storia del club con Ranieri che si fermerà a tre insieme a Masetti – ma anche direttore tecnico e consulente della società nella prima parte dell’avventura di Franco Sensi come presidente del club.

Tornando in Germania, sono tanti gli esempi di figure di primissimo livello che dal campo, alla panchina poi sono passati dietro la scrivania, portando grande valore ai rispettivi club: impossibile non citare l’esempio massimo del Kaiser, Franz Beckenbauer che nel Bayern Monaco è stato tutto: un fantastico giocatore, un eccellente allenatore, poi anche direttore amministrativo, vicepresidente, presidente e presidente onorario nell’ultimo periodo, dopo aver scalato parallelamente anche i vertici della FIFA.

Un’altra figura che ha concluso la sua carriera da dirigente è Rudi Voeller: storico attaccante giallorosso, ha tentato la carriera da allenatore non riuscendo a cogliere risultati straordinari e riscoprendosi però nel ruolo di manager. Ha di fatto costruito il Bayer Leverkusen, alimentando per 15 anni, prima ds poi da direttore esecutivo, una struttura sportiva e dirigenziale che lo scorso anno ha raccolto i frutti del suo profondo lavoro con la vittoria del titolo in Germania.

Sempre in terra teutonica, Matthias Sammer, dopo aver chiuso la sua grande carriera al Dortmund, ha tentato la strada dell’allenatore tra Borussia e Stoccarda ma non è riuscito a raccogliere frutti importanti. Quindi dapprima si è dedicato al ruolo di direttore tecnico della Nazionale tedesca e successivamente anche supervisore delle giovanili, per finire al Bayern Monaco (dal 2012 al 2016) nel ruolo sempre di ds mentre oggi è consulente esterno del Dortmund, suo vecchio grande amore.

Dunque tanti personaggi e storie diverse, ma sensazioni e riflessi simili: l’idea di fondo che il calcio debbano svilupparlo quei personaggi che lo hanno vissuto, praticato da professionisti ad alto livello, diretto magari in panchina e non soggetti che provengono da realtà e dimensioni quasi aliene rispetto al manto erboso.

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Interviste

Hummels: “Ero sotto la doccia quando Juric ci ha comunicato l’esonero…”

Nel suo podcast pubblicato online, Mats Hummels, ha raccontato brevemente ciò che è avvenuto dopo la sfida contro il Bologna, con l’esonero comunicato da Juric alla squadra: “L’allenatore ci ha salutato nello spogliatoio poco tempo dopo la partita. Erano ancora tutti lì. È andato tutto velocemente. Ero semplicemente sotto la doccia e sono stato richiamato nello spogliatoio, poi ha detto alla squadra che se ne sarebbe andato e ha tenuto un breve discorso. È molto difficile che queste cose restino nello spogliatoio”

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Infermeria

Saelemaekers migliora: i tempi di rientro

Alexis Saelemaekers sta ritrovando rapidamente il sorriso. Dopo la rottura del malleolo accusata a fine agosto a Genova e l’operazione, l’esterno belga sta lavorando per rientrare il prima possibile in campo.

Ieri sui social è circolata la foto dell’abbraccio tra l’esterno e Ranieri (i due si sono affrontati da avversari negli ultimi anni in A). La settimana prossima il chirurgo che lo ha operato in Belgio sentirà lo staff medico della Roma dopo aver visionato le immagini di una risonanza magnetica alla caviglia.

Ad ogni modo è difficile che Saelemaekers possa essere convocato per l’esordio di Claudio Ranieri a Napoli. Potrebbe essere necessario qualche giorno in più. La diagnosi prevedeva un paio di mesi di stop e nei tempi ci siamo. Sarà chiaro solo nei prossimi giorni quando potrà tornare al 100% a disposizione, comunque non oltre la prima decade di dicembre, una volta completato il percorso di riatletizzazione.

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NEWS

Ranieri e il discorso alla squadra: “Rispetto per la maglia”

Claudio Ranieri ieri si è presentato a Trigoria in tarda mattinata. Ha pranzato con Ghisolfi, ha abbracciato tutti: vecchi dipendenti, giocatori già allenati 2019 e nuovi.

Poi è sceso in campo in borghese, visionando da vicino la prima sgambata del suo terzo mandato. Prima però un discorso ai senatori e ai giocatori presenti a Trigoria, compresi gli infortunati: parole di grande motivazione, per spronare tutti a dare di più.

Ha chiesto il massimo impegno in ogni frangente, in ogni situazione. E ha rimarcato, inoltre, l’importanza della maglia della Roma e la necessità di riconquistare il prima possibile l’affetto della tifoseria

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Nazionali

Nazionali, stop Shomurodov. Panchina per Konè e Pisilli, una ventina di minuti per Paredes

Primi impegni per i giallorossi in giro per il mondo. Brutte notizie sul fronte Shomurodov: l’attaccante uzbeko si è fermato per infortunio all’inguine, dopo una ventina di minuti ed è stato costretto al cambio, lasciando il campo in lacrime.

Zero minuti per Konè – nel match pareggiato dalla Francia contro Israele- e per Pisilli con la maglia azzurra.

23′ minuti in campo per Paredes, partito dalla panchina nella sfida persa dall’Argentina 2-1 contro Paraguay.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Ranieri sarà l’uomo della ricostruzione. Mi aspetto una difesa a 4”

Fabio Petruzzi, nel suo consueto intervento mattutino ai microfoni di Retesport nel corso de La Sveglia Giallorossa, ha analizzato così l’avvento di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma: “Innanzitutto bisogna rivolgere un sentito ringraziamento a Ranieri per aver teso la mano al club giallorosso in questo momento così complicato. Era l’unico uomo in grado di poter sedersi sulla panchina della Roma, affrontando questa tempesta”.

“Sono convinto – ha aggiunto l’ex difensore romanista – che Ranieri non sarà solo un mero traghettatore, ma rappresenterà l’uomo forte che nelle prossime settimane offrirà ai Friedkin i consigli giusti per ristrutturare la società e darle quella fisionomia che è sempre mancata in questi anni”.

“Sul campo mi aspetto il solito Ranieri, pragmatico e diretto. Non dimentichiamoci che Ranieri è un figlio calcistico di Mazzone, si è poi evoluto nel tempo. Non è un dogmatico, cambierà sistemi di gioco e apporterà variazioni in funzione anche delle caratteristiche degli avversari. Al Leicester giocava con un 4-2-3-1 anche abbastanza offensivo, con tre giocatori veloci alle spalle di Vardy. Penso che dalla prossima sfida ripartirà dalla difesa a 4, tendenzialmente con tre uomini in mezzo al campo e due dietro la punta. Farà giocare solo chi si sente realmente coinvolto e chi sta bene, vale anche per Dybala. Mi aspetto infine Mancini come ipotesi di terzino bloccato a destra, con Ndicka e Hummels in mezzo e Angelino a sinistra”.