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Roma, anche Ghisolfi a rischio

Chiamato a sorpresa dopo mesi di vuoto, nessuna presentazione se non uno stringato comunicato che lo ha nominato ‘responsabile dell’area tecnica’, contatti zero con i media, nessuna intervista, qualche segnalazione e un paio di trattative iniziali. Poi silenzio radio.

Florent Ghisolfi è rimasto da solo dentro Trigoria. Ieri è apparso in tribuna affiancato da Maurizio Lombardo, segretario sportivo del club, ma è difficile credere che i Friedkin gli affidino improvvisamente la gestione della Roma a 360 gradi.

Sono tanti, troppi i ruoli vacanti a più livelli e il giovane dirigente francese, stimato umanamente da De Rossi (come dimostrato dall’abbraccio tra i due prima dell’addio di DDR di qualche giorno fa), difficilmente sarà promosso, anzi. C’è il rischio che a breve possa essere esautorato, magari dopo il prossimo mercato di gennaio.

La contestazione non l’ha coinvolto. Ma ora anche lui è in attesa di scoprire il futuro. I Friedkin, per adesso, non si sono fatti sentire, ma tutto può cambiare in un giorno.

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Friedkin, tra nomi autoctoni e la solita azienda privata: ora la scelta dell’Ad

Nessuno sa cosa pensano, ma tutti giudicano da fuori i loro reiterati silenzi, oltre che l’improvviso interventismo che porta a ribaltoni continui dentro la Roma.

La società giallorossa da troppi anni non ha stabilità a livello di management e questo comporta instabilità nel quotidiano e sul campo. Da Berardi a Scalera, passando per la Souloukou, Pinto e Ghisolfi, sono tanti e diversi i personaggi che hanno albergato dentro Trigoria senza riuscire a definire un organigramma operativo e calcisticamente di rilievo.

Alcuni quotidiani riportano le indiscrezioni di un possibile tentativo dei Friedkin di affidarsi finalmente a dirigenti autoctoni, che conoscono la piazza e saprebbero forse più dei nomi, sopra citati, dove mettere le mani per rialzare una barca oggettivamente alla deriva. Boniek, Rosella Sensi, Sebino Nela, Montali, nomi sparsi che però rispecchierebbero pochissimo il modus operandi dei proprietari americani.

In questo senso, secondo quanto riferito da il Tempo, i Friedkin avrebbero affidato non alla Retexo, ma ad un’altra azienda – l’Egon Zehnder – il compito di individuare il nuovo CEO.

E’ una società con sede principale a Zurigo, ma con delle sedi distaccate in ogni parte del mondo compresa una romana, che si occupa – come da riferimenti testuali sul sito ufficiale – di transizioni dirigenziali, ricerca di nuovi amministratori delegati e sviluppo delle risorse aziendali. Il rischio però è di ripetere gli errori del recente passato, perchè non risulta alcuna collaborazione dell’Egon Zehnder con club calcistici, aziende che vivono di logiche e timing diversi da quelle generiche.

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Souloukou-Friedkin era già rottura: i retroscena dell’addio della CEO

Dimissioni e comunicato algido per lasciare andare l’ennesimo dirigente, fagocitato dal calderone Roma. Al di là di meriti o demeriti, la Roma si ritrova di fatto scoperta in tutti i ruoli societari: manca un responsabile della comunicazione, manca un responsabile dell’area commerciale dopo il licenziamento di Wendell, manca ovviamente da ieri un amministrato delegato e di fatto anche un reale direttore sportivo operativo, visto che Ghisolfi pare sia stato perimetrato praticamente dopo pochi giorni dal suo sbarco a Roma.

Va rifatta la Roma, una rivoluzione che nasce per l’ennesima scossa tellurica dentro Trigoria.

I motivi dell’addio di Lina Souloukou sono da ricercare ben oltre le presunte o reali minacce ricevute di recente dopo l’esonero di De Rossi, fortemente caldeggiato dalla dirigente greca.

Secondo diverse ricostruzioni i rapporti tra Friedkin e Lina Souloukou erano già ai minimi termini da diverse settimane. Nonostante i proprietari abbiano avallato la scelta di esonerare De Rossi, internamente diversi report hanno riferito alla proprietà di alcune discrepanze nel lavoro svolto dalla CEO.

In primis relativamente alla questione ambientale: i Friedkin si sono infuriati per l’effetto pesantissimo che avuto sulla piazza l’addio di De Rossi, responsabilizzando in questo senso la dirigente greca; così come la sua operatività interna legata al mercato, al suo eccessivo presenzialismo, ai casi Dybala e Zalewski oltre ad altre questioni gestionali che avrebbero comunque spinto i Friedkin a non rinnovare il contratto in scadenza della dirigente greca.

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Pellegrini, ghiaccio sul ginocchio sinistro all’uscita dal campo

Lorenzo Pellegrini si è fermato a 20 minuti dalla fine contro l’Udinese. Il capitano romanista ha accusato il riacutizzarsi del problema al ginocchio subito a Genova. Uscito tra i fischi dello stadio, il capitano romanista si è seduto in panchina e gli è stata messa una borsa del ghiaccio sul ginocchio.

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Pagelle

Roma-Udinese 3-0, le pagelle di Retesport

La Roma vince e convince, alla prima uscita ufficiale di Ivan Juric sulla panchina giallorossa. Un 3-0 tondo e senza storia quello inferto da Dovbyk e compagni alla formazione friulana, che si era presentata imbattuta all’Olimpico. Prova splendida dell’ucraino che segna il primo, propizia il rigore poi siglato da Dybala e serve l’assist a Baldanzi per il tris di serata. La Roma riparte, seppur contestata e nel caos societario.

Le pagelle di Retesport

Svilar 6,5

Mancini 6,5

Ndicka 6,5

Angelino 7

Celik 6

Pisilli 6,5

Cristante 6

El Shaarawy 7

Pellegrini 5,5

Dybala 7

Dovbyk 7,5

Juric 7

Sost.:
Baldanzi 6,5
Hermoso 6
Konè 6
Paredes 6
Soulè 6

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Mou, pesante sconfitta nel derby di Istanbul e il presidente del Gala lo critica: “Istiga solo gli arbitri”

Pesante sconfitta nel primo derby di Istanbul per Josè Mourinho. Il Fenerbahce infatti ha subito in casa un 3-1 praticamente senza storia da parte del Galatasaray di Okan Buruk. Dopo l’equilibrio iniziale il Gala di Osimhen e Mertens ha dilagato. A segno anche Gabriel Sara per i giallorossi.

Unica piccola soddisfazione per il Fener, la rete di Dzeko dal dischetto.

Prima del match pesanti critiche del presidente del Galatasaray a Mourinho, reo secondo il numero uno della società giallorossa di indirizzare con le sue sterili polemiche le conduzioni arbitrali: “Sembra come un tasto che viene premuto e improvvisamente tutti i canali televisivi parlano di ‘questo cartellino rosso’ o ‘quella penalità.’ Questo non fa parte del calcio. Mourinho è un nome affermato in tutto il mondo, ma in Turchia, mostra dei comportamenti che non gli appartengono”.

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Juric vuole il reintegro di Zalewski: le ultime

Dopo i primi approcci di inizio settimana e il terremoto De Rossi, Nicola Zalewski forse comincia a rivedere il sereno. Le parti si erano già avvicinate e infatti come riferito da Retesport martedì mattina, il polacco gradualmente è tornato a lavorare in gruppo.

La conferma è arrivata da Juric che ieri ha parlato di un reintegro imminente.

«Penso che la cosa stia andando verso la direzione giusta». È questo il pensiero di Juric sulla vicenda-Zalewski. Il tecnico ha parlato dell’imminente reintegro in squadra dell’esterno polacco in termini non tanto diversi da quanto aveva fatto De Rossi, che a Zalewski aveva ribadito la propria stima dando al club la responsabilità dell’esclusione.

«Mi piace – ha proseguito Juric – ha cominciato ad allenarsi con la squadra e secondo me può essere davvero importante durante la stagione». Nei prossimi giorni Zalewski dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo

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Roma-Udinese, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma affronta all’Olimpico l’Udinese nella quinta giornata di Serie A. La seconda uscita stagionale in casa dinanzi al proprio pubblico per i giallorossi, con la contestazione annunciata dalla Sud che andrà in scena nel corso della sfida.

Ecco le probabili formazioni dei giornali:

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Ndicka, Angelino; Celik, Koné, Cristante, Pisilli, El Shaarawy; Dybala, Dovbyk

IL CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Ndicka, Angelino; Celik, Koné, Cristante, El Shaarawy; Dybala, Pellegrini; Dovbyk

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, Ndicka, Angelino; Celik, Koné, Cristante, El Shaarawy; Dybala, Pellegrini; Dovbyk

IL TEMPO – Svilar; Mancini, Ndicka, Angelino; Celik, Koné, Cristante, El Shaarawy; Dybala, Pellegrini; Dovbyk

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, Ndicka, Angelino; Celik, Koné, Cristante, El Shaarawy; Dybala, Pellegrini; Dovbyk

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Minacce alla CEO, Lina Souloukou ‘sotto tutela’

Una protesta, seppur aspra, non dovrebbe mai scaturire nelle minacce. Purtroppo è avvenuto, come in altre occasioni anche in passato, nei confronti dell’ad giallorosso Lina Souloukou, che da 48 ore è stata sottoposta ad una misura di tutela per lei e per i due figli di 3 e 8 anni, come riferito dall’Adnkronos.

L’Amministratrice Delegata è stata immediatamente individuata come uno dei principali responsabili dell’accaduto, fornendo un servizio di protezione, ma non una vera e propria scorta. Nei prossimi giorni verranno fatte delle valutazioni in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura per capire il da farsi, anche in vista dell’evoluzione degli eventi. Nella notte tra venerdì e sabato infatti, alcune frangie di tifosi hanno espresso il loro dissenso tramite striscioni e fumogeni. Alla dirigente greca è stata «dedicata» una scritta affissa di fronte ai cancelli di Trigoria, che recita: «DDR mare di Roma, Lina il male di Roma!».

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Interviste

Juric: “I Friedkin vogliono la Champions. La squadra era con De Rossi. Zalewski? Sarà importante per me”

Ivan Juric ha parlato in conferenza stampa, alla sua prima dopo l’annuncio dell’avvicendamento in panchina con De Rossi, alla vigilia di Roma-Udinese:

La Roma vuole la Champions. Cosa pensa di questa squadra e quali cambiamenti porterà?
“Penso che la Roma con Daniele ha fatto un bel calcio, abbiamo visto con lui in questi 8 mesi un bei concetti, intensità, c’è già tanto da prendere anche sul piano dell’aggressività”

Che partita sarà domani?
“L’Udinese in queste quattro partite ha cambiato mentalità, vanno molto forte, hanno grande potere fisico e tecnico, lo scorso anno stavano sotto performando, sono una delle squadre più forti in Serie A, sarà durissima affrontarli, stanno facendo tanti punti, stanno segnando in mille modi e hanno una struttura fisica impressionante”

Il Suo Torino è stata la seconda squadra dietro l’Atalanta per recupero palla nella metà campo avversaria. Questo tipo di gioco è applicabile anche a questa rosa?
“Quello che ho visto lo scorso anno nella prima fase di Daniele che è durata per un bel periodo, era una Roma molto aggressiva, mi sembrava che i giocatori lo potessero fare. C’è da riprendere questo discorso, c’è da lavorarci su, non è tanto una questione di forza fisica, ma di conoscenza e posizioni. Anche a Torino all’inizio c’erano giocatori che sembravano non adatti, ma poi lo hanno fatto assumendo le posizioni giuste. Quello che ho notato in questi primi giorni è che la squadra dovrà lavorarci, ma può farlo. Pressing alto, magari non sempre, ma l’aggressività è una caratteristica che mi piace tanto e serve applicarla”

Ha accettato un contratto breve, dopo 241 partite in A è la sua grande occasione della carriera?
“Sono 14 anni che lavoro, sono tutte grandi occasioni, ho lavorato con i giovani, in B, in A, sicuramente la Roma è la squadra è più grande della mia carriera. E’ una grandissima occasione, in questi casi non pensi ai contratti, pensi solo a dimostrare il tuo valore e che questa squadra sia quella giusta per me”

Cosa le ha chiesto la proprietà?
“Molto chiara, molto diretta, stanno facendo un cambiamento societario sulla rosa più giovane, con tanti giocatori da crescere, c’è un buon mix, c’è tanto da lavorare. Sicuramente mi hanno chiesto risultati e sviluppo giocatori, alzando il livello della rosa. L’obiettivo della Roma è tornare in Champions e rimanere in quella competizione, come obiettivo societario principale”

Che idea si è fatta delle prime 4 partite della Roma?
“A tratti ci sono state cose positive, a tratti negative, durante le stesse partite c’erano momenti di buon calcio e momenti dove no. C’è da migliorare questi aspetti, non è tutto da buttare, Daniele ha fatto un grandissimo lavoro, anche di organizzazione del lavoro, comportamento dei giocatori, sono abituati a lavorare bene, la squadra sta ad un buonissimo livello fisico. Vorrei introdurre ovviamente i miei concetti, che ho visto in passato e possiamo farle”

Ci sono casi in cui l’esonero arriva per lo scollamento con lo spogliatoio, non è questo il caso. Come ha trovato la squadra?
“Alla base degli esoneri ci sono sempre i risultati, è quello che mi insegna la carriera, come è avvenuto a me a Genoa. La mia sensazione è che la squadra abbia dato tutto a Daniele, a volte subentri e percepisci problemi, qui non l’ho notato. Secondo me è solo una questione di risultati, come tutti gli allenatori del mondo”

Dybala? Come lo vede collocato?
“Paulo è intelligente, lavora bene anche a livello difensivo, sempre posizionato bene. Lo vorrei fare giocare da attaccante destro che rientra verso il centro, non deve fare le corse di 100 metri, ma fa bene anche la parte difensiva, non vedo nessun problema con quella parte del gioco. Sta bene e davanti ha grandissime qualità”

Soulè e Dybala hanno giocato da titolari insieme solo una volta. Possono giocare insieme a Dovbyk?
“Possono giocare insieme, Dybala non ha giocato anche per le vicende che aveva, penso assolutamente di sì, senza problemi”

La difesa a 3 è il suo marchio di fabbrica, come ha trovato la difesa della Roma in generale? Hermoso?
“La difesa è strutturata bene, alcuni sono abituati a giocare a 3. Hermoso e Hummels hanno fatto buonissimi allenamenti, non sono ancora al top ma avranno occasioni in queste tre partite. A volte si parla sempre di fisicità, ma ad esempio c’è Rodriguez che senza fisicità ma con l’intelligenza fa tre anni al top. A volte giocatori con meno forza fisica sanno interpretare benissimo un ruolo, è altrettanto importante l’intelligenza dei giocatori”.

Ha parlato con Zalewski? Se lo aspetta in rosa?
“La cosa si sta risolvendo nel modo giusto, è un giocatore che mi piace, ha iniziato ad allenarsi con la squadra, penso sia sulla direzione giusta. Può essere veramente importante per me per lo sviluppo della stagione”