Artem Dovbyk è il prescelto per l’attacco giallorosso. La società dopo attente riflessioni si è inserita nell’affare tra l’ucraino e l’Atletico Madrid, strappando il sì assoluto del calciatore e del suo entourage.
Un contratto quinquennale da 3.5 milioni complessivi che ha convinto tutti gli attori, a tal punto da spinge il suo agente e poi lo stesso Dovbyk a rilasciare due stringate dichiarazioni che chiudono definitivamente al possibile trasferimento in Spagna, sponda Atletico Madrid.
Ora manca solo la definizione dell’affare col Girona. La Roma ha fretta: offerti 32 milioni più 4 di bonus, in linea con quanto aveva fatto l’Atletico giorni fa. Ghisolfi è pronto ad aggiungere una percentuale su futura rivendita (il 10% probabilmente) per definire l’affare.
La Roma spera di avere il semaforo verde entro lunedì.
Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti a Trigoria al termine di Roma-Tolosa. Ecco le sue parole:
Le tue prime impressioni della preparazione? “Le impressioni sai non sono diverse dalle preparazioni che ho fatto da calciatore. Sono quelle le impressioni, si lavora forte, in maniera intensa, non c’è mai la paura di arrivare alla partita con le gambe pesanti perché l’obiettivo è un altro. Siamo qui a casa, stiamo bene. È bello, ma non c’è niente che mi ha colpito è tutto normale. C’è molta affinità col mio staff, aspettiamo di avere qualche risposta in più nei prossimi giorni. Adesso è tutto abbastanza evidente: ho chiesto a un giocatore come stesse al 70′ e mi ha risposto che stava come all’inizio, morto e non c’è niente di anormale o sorprendente”.
Dybala falso nueve è un pensiero? “È anche figlio del fatto che lui è stato fuori 4-5 giorni e Tammy fuori per qualche giorno. Non volevo fargli giocare a entrambi più di 45′ minuti. È una soluzione perché abbiamo in testa l’idea di prendere esterni che possano buttarsi alle loro spalle o che possano dialogare con lui. È un ruolo che può fare a patto che la squadra lo segua. Se ci si aspetta faccia l’attaccante boa o che vada in profondità sbagliamo, se invece ci muoviamo in funzione sua e sul fatto che abbiamo un esterno in più un trequartista in più, dipende da come lui si muove è una cosa interessante, da riprovare”.
Mikautadze? “Non devo parlare di giocatori di altre squadre. Non so quanto sia corretto entrare nel merito di quella chiamata che è stata positiva col ragazzo, ma non devo parlare di niente che non sia tattico o del contenuto di quella chiamata”.
Abraham e Bove? “Tammy è un giocatore forte della nostra rosa, un giocatore importante, potrebbe avere molto mercato perché è un giocatore importante e si è ripreso. Io l’ho visto negli ultimi 6 mesi e arriva da un infortunio molto grande. So che quello che abbiamo visto non è il vero Tammy e vogliamo puntare sui giocatori forti, lo stesso vale per Bove. Io valuto, vedo, parlo col direttore e vediamo le opportunità che può darci il mercato e la richiesta dei giocatori, perché spesso vogliono più spazio, scalpitano, lo capisco e devo accettarlo”.
C’è nella testa l’idea di prendere un altro esterno di Soulé? “Può esserci tutto, ma a volte per parlare di entrate bisogna parlare di uscite, vedere chi entra chi esce, le oppurtunità che escono fuori durante il mese di luglio, di agosto del mercato e ne approfitti”.
È stata colmata la distanza dalle altre? “Adesso è troppo presto per fare un bilancio, magari lo facciamo il 1° settembre, ma anche il 1° settembre scorso se mi avessi chiesto del Bologna ti avrei detto che lo vedevo sotto, poi ci sono squadre come il Napoli che è andato al di sotto. Dobbiamo guardare il nostro percorso, il mio con 17 partite e 34 punti. Non mi dispiace, ma vogliamo migliorarlo e stiamo lavorando con la società per portare ulteriore qualità in questa squadra affinché migliorare queste media non sia troppo difficile. Fare un bilancio adesso sarebbe ingeneroso, ovvio che mancano dei giocatori e ci sono delle posizioni da ricoprire, ma la sensazione è che verranno giocatori forti e che la squadra sarà forte al 1° settembre. Prima arrivano, meglio è però il mercato è così, anche altre squadre non si sono mosse con tantissimi giocatori, però avevano bisogno di cambiare 2-3 cose. Il prossimo anno avremo bisogno di cambiare di meno. È un percorso di 2-3 anni e non si può volere tutto subito. Anche io vorrei avere 10 giocatori in una botta, ma è così e bisogna avere pazienza. Quello che è sicuro è che la squadra sarà forte il primo settembre”.
C’è abbastanza gamba? “Vedo lo stimolo in allenamento. I primi 15′-20′ ho visto alcuni recuperi in avanti. I ragazzi sono stanchi, 2 giorni fa gli abbiamo spappolati. Ai miei tempi si facevano le corse la mattina delle partite perché queste partite servono ma non contano, il risultato conta se vinci che calmi la gente. Se li avessimo visti tutti a 2000 per 90′ mi sarei preoccupato, perché a ottobre arrivavamo lessi”.
Matias Soulè è pronto a partire, ma attende il semaforo verde da Juventus e Roma per sbarcare nella capitale.
Secondo quanto appreso in questi minuti, entro oggi – al massimo domani mattina – i due club definiranno gli ultimissimi dettagli dell’affare e il calciatore potrà quindi lasciare il ritiro bianconero in Germania per raggiungere la capitale.
L’obiettivo sarebbe quello di farlo arrivare a Roma nel weekend, ma è presumibile che sbarchi a Ciampino nella giornata di lunedì qualora dovesse avere necessità di passare prima a Torino.
Samuel Dahl è sbarcato a Fiumicino. Il giovane esterno svedese, prelevato dal Djurgarden, svolgerà in giornata le visite mediche in Paideia e poi firmerà un contratto quinquennale con la Roma.
Al club svedese saranno versati 4.5 milioni più bonus per arrivare ad un massimo di 6 milioni di spesa.
La Roma vuole accelerare e provare a chiudere a sorpresa l’acquisto dal Girona di Dovbyk, soffiandolo in extremis all’Atletico Madrid.
Mentre la trattativa tra i due club spagnoli sembra essere in una fase di stallo, il club giallorosso dopo l’incontro di ieri con i suoi agenti, ha proposto all’ucraino qualcosa in più rispetto a quanto l’Atletico gli aveva messo sul tavolo: 3.5 milioni annui, come riferito da Gianluigi Longari di Sportitalia.
Il calciatore ha già espresso il suo gradimento al trasferimento in giallorosso e apprezza molto l’Italia. Lo scorso anno fu ad un passo dal Torino e fu anche ospite delle strutture sportive granata ma poi l’affare non si chiuse.
Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica del Comune di Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per approfondire la questione legata allo stadio della Roma, dopo l’incontro plenario di due giorni fa in Campidoglio:
“E’ stata una giornata importante, con la Roma schierata al completo, dalla proprietà, alla dirigenza, tutti i tecnici italiani e stranieri per cercare di accelerare il progetto sul nuovo stadio”
2027 ancora una data realistica? “Questa è una domanda complicata, noi come amministrazione abbiamo dimostrato di mettercela tutta per accelerare gli iter amministrativi. A maggio del 2023 abbiamo dato il pubblico interesse con un lavoro molto interno degli uffici tecnici. Questo periodo che è passato ha allungato le tempistiche, non so rispondere sulla data, anche perchè è la Roma che costruirà lo stadio. E’ stato definito un cronoprogramma che da settembre porterà a costanti incontri tra i tecnici per avere entro la fine dell’anno il progetto definitivo, che per sua natura è inappellabile, quindi ci sono tanti nodi da verificare, dettagli tecnici, le opere da realizzare. La volontà esplicitata dalla Roma è quella di accelerare”.
Come mai l’investimento è salito a quasi un miliardo di euro? “La motivazione è abbastanza semplice: la Roma ci ha spiegato che l’obiettivo è fare uno degli stadi più moderni e belli del mondo, quindi per quanto concerne i materiali, l’aspetto architettonico, le dinamiche ambientali, l’utilizzo di materiale pregiato dal marmo, al bronzo per richiamare l’architettura dell’antica Roma. C’è la volontà di costruire un’opera iconica che porta all’aumento dei costi. Poi ci sono delle soluzioni tecniche che avranno un impatto economico importante, per esempio per quanto concerne l’insonorizzazione dello stadio all’esterno, mantenendo però un’amplificazione interna per rendere l’effetto di un catino.
Sul traffico e la mobilità, quanti tifosi potranno arrivare senza automobili? “Lo abbiamo inserito come una prescrizione, condizione che dovrà essere rispettata. Vogliamo che almeno la metà degli spettatori possano arrivare con i mezzi pubblici: trasporto su ferro, metro, autobus e accessibilità pedonale importante dai quartieri limitrofi. Questo perchè in primis un’opera pubblica oggi deve a Roma e in tutto il modo esser fatta per esser raggiunta o a piedi, o in bicicletta, o con traporto pubblico. Bisogna migliorare da questo punto di vista le infrastrutture, ma lì a Pietralata ci sono già diversi servizi dalla ferrovia regionale alla metro B”
Gli effetti sociali di quest’opera? “Sicuramente l’effetto positivo è che in quel quadrante c’è un grande fermento urbanistico, quest’opera ci permetterà di riqualificare quell’area, perchè lì c’è un buco dove dovevano essere edificati uffici e altre opere che non sono mai stati realizzati. Tra l’università e la Roma, quel quadrante sarà finalmente riqualificato in termini di studio, scienza, ricerca e sport. Poi c’è l’aspetto della viabilità che sarà ammodernata, sarà rivisitata e migliorata, con un effetto. Su una singola opera si tratta del più grande investimento economico della storia di Roma”
“Sul piano politico non ho mai avvertito ostilità della Regione Lazio sul progetto dello stadio, ritengo che come il Comune, anche la Regione beneficerà di questa opera. Penso che in generale su questi grandi investimenti, su queste grande opere, bisogna remare dalla stessa parte dialogando al meglio tra Comune, Regione e Governo”
Le problematiche legate agli espropri saranno superate in tempi utili? “Sapevamo dall’inizio che noi abbiamo il 99% di aree pubbliche e una piccolissima parte di aree che dovranno essere espropriate e una parte piccolissima di aree che è stata occupata. I tempi della giustizia a volte non aiutano molto, ma abbiamo ricevuto già delle buone risposte in merito, ci sono dei percorsi già attivati che porteranno a sciogliere questi nodi. Abbiamo una prospettiva di diversi mesi per raggiungere l’obiettivo, abbiamo fiducia di raggiungerlo e rendere fruibile al 100% l’area”
Matias Soulè non vede l’ora di sbarcare nella capitale. Oggi è la giornata chiave per definire tutti gli accordi tra i due club, che stanno limando gli ultimi dettagli ma anche col calciatore.
Martin Guastadisegno è a Roma per formalizzare l’intesa economica sul contratto pluriennale che l’argentino firmerà nei prossimi giorni.
L’operazione dovrebbe chiudersi sulla base di 26 milioni con 2 milioni di bonus facili e altri 2 milioni di bonus a condizioni più difficili, oltre al 10% su futura rivendita.
Improvvisa accelerazione della Roma sul centravanti ucraino Dovbyk. L’attaccante del Girona ha da giorni un accordo di massima con l’Atletico Madrid, ma il club spagnolo non è mai riuscito ad affondare il colpo.
In queste ore Ghisolfi sta tentando un inserimento importante sul classe 97′ che ha aperto all’ipotesi giallorossa. Come riferisce Gianluca Di Marzio, stamattina c’è stato un nuovo punto della situazione con gli agenti del calciatore
Dovbyk ha dato apertura ai giallorossi, ma vanno migliorate le condizioni. Il sorpasso in extremis sull’Atletico resta difficile
La Roma sorride. Con l’accordo tra Arsenal e Bologna per il trasferimento di Riccardo Calafiori, il club giallorosso incasserà il 40% della percentuale variabile che finirà nelle casse del Basilea.
Ergo, nelle casse della Roma entreranno 9.2 milioni di euro.
Possibile grande sorpresa per l’attacco giallorosso.
Secondo quanto annunciato da Gianluca Di Marzio, i giallorossi starebbero pensando a un tentativo in extremis per Artem Dovbyk.
L’attaccante del Girona ha già un accordo con l’Atletico Madrid, ma i capitolini avrebbero in mente un tentativo per capire la fattibilità dell’operazione.