Tammy Abraham potrebbe realmente tornare in Premier League. Nelle ultime ore il portale britannico tbrfootball.com, ha rilanciato l’indiscrezione del concreto interessamento dell’Everton avrebbe messo nel mirino Abraham come possibile sostituto di Calvert-Lewin, in scadenza di contratto nel 2025.
I problemi finanziari dell’Everton, però, obbligano il club inglese a un mercato di parsimonia, oltre a doversi guardare dalla concorrenza di Newcastle, West Ham e Tottenham che hanno segnato Abraham sulla lista dei possibili obiettivi per l’estate.
Ciccio Graziani, ex centravanti della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport, per parlare del momento giallorosso ma anche di Europei e di nazionale.
Sul fronte giallorosso, Graziani ha fatto emergere i suoi personali timori sulla costruzione della nuova Roma: “Daniele De Rossi è dal mio punto di vista una garanzia, conosce la piazza e ha dimostrato di avere delle idee. Quello che sinceramente inizia a preoccuparmi è la società. Mi rivolgo in particolar modo ai Friedkin: che senso ha ora questo possibile investimento sull’Everton? Perchè distogliere risorse dalla Roma per investire sul club inglese? Qui c’è da ricostruire una squadra ambiziosa, alcuni top come Lukaku non rimarranno, servono investimenti prioritari sulla Roma e non su altre realtà”.
Quello tra Beppe Marotta e Paulo Dybala è un rapporto che va oltre a quanto accade sul campo da calcio. E, in tempo in cui l’Inter va alla ricerca di un attaccante dalle caratteristiche diverse rispetto a quelli che ha attualmente in rosa Simone Inzaghi, risulta difficile non accostare il nome della Joya al club di cui, nel frattempo, Marotta è diventato presidente. Al momento non c’è nulla, non fosse altro perché in attacco l’Inter è al completo.
Ma torniamo a Dybala: come Arnautovic ha ancora un solo anno di contratto con la Roma che, nella prossima stagione, dovrà garantirgli 8 milioni tra parte fissa e bonus. Come scrive Tuttosport, vero che sul cartellino (per l’Italia) c’è una clausola da 20 milioni, ma è altrettanto vero che l’addio di Dybala darebbe un bello scossone al monte-ingaggi giallorosso. Dybala inoltre vorrebbe tornare a giocare la Champions anche in chiave Nazionale.
Nicola Zalewski ieri sera ha disputato da titolare l’amichevole con la Polonia contro la Turchia, ultimo test di preparazione in vista di Euro24.
All’89’ l’attaccante giallorosso ha puntato da sinistra, rientrando verso il centro, un avversario e lo ha saltato poi ha scagliato un bel destro radente all’angolino che ha permesso ai suoi di vincere 2-1.
Grande felicità anche in casa Roma per un ragazzo che nelle ultime due stagioni, dopo un esordio sorprendente, si è un po’ smarrito. La Roma lo ritiene un sacrificabile ma ogni decisione sarà presa post Europeo. La sensazione è che se dovesse mettersi in vetrina nella manifestazione continentale e susseguentemente arrivasse un’offerta intorno ai 10-12 milioni, il club giallorosso non chiuderebbe le porte ad un suo addio, anzi.
Federico Chiesa sarà uno dei tormentoni del mercato estivo. L’attaccante bianconero non rinnoverà quasi certamente con la Juventus che è entrata nell’ordine di idee di cederlo per fare cassa ad un anno dalla scadenza.
L’agente di Chiesa – Fali Ramadani – avrà un incontro con i dirigenti giallorossi tra oggi e domani per capire i contorni economici di un’eventuale operazione, ma ufficialmente non è ancora iniziata alcuna trattativa. Tra l’altro Ramadani è l’agente di diversi altri calciatori che potrebbero interessare a Ghisolfi e De Rossi. I discorsi dunque saranno ampi.
Sullo sfondo c’è anche il forte, fortissimo interesse del Napoli. Conte vorrebbe puntare sul rilancio dell’attaccante azzurro e Di Lorenzo potrebbe essere una pedina di (parziale) scambio. Chiesa comunque vorrebbe attendere l’Europeo per decidere poi cosa fare.
Viaggia a gonfie vele la campagna abbonamenti della Roma che ha superato oggi quota 15 mila tessere.
Rispetto ad un anno fa dopo 4 giorni dal lancio della stessa sono state emesse 2 mila tessere in più.
Dalle ore 16:00 del 18 giugno alle ore 12:00 del 20 giugno, eventuali posti liberi di Curva Sud Centrale, Curva Sud Laterale e Distinti Sud, saranno a disposizione dei soli abbonati 2023/24 che non hanno ancora rinnovato.
La conferma del posto dunque non è garantita per chi la scorsa stagione possedeva l’abbonamento nei settori sopra menzionati, ma tutti gli abbonati 23-24 che non hanno ancora rinnovato avranno la prelazione sugli eventuali posti liberi fino al 20 giugno
La Roma segue con attenzione un esterno alto mancino che gioca in Francia. Si tratta di Edon Zhegrova, 25 anni, attaccante del Lille con doppio passaporto tedesco e kosovaro.
Secondo le ultime informazioni riportate da Gianluigi Longari di Sportitalia, oltre al club giallorosso anche Juventus e Milan sono sul calciatore ma al momento non si registra l’inizio di nessuna trattativa ufficiale.
‼️ #Juventus#Milan e #Roma hanno mostrato interesse per #Zhegrova del #LOSC. Nulla di avanzato al momento ma le trattative potrebbero svilupparsi nelle prossime settimane.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) -Accendi la tv e vedi scorrere la formazione azzurra durante l’inno d’Italia in una calda serata di giugno pre Europei. Se sei un tifoso della Roma però noti anche che nell’undici scelto ieri sera da Spalletti, casualmente o forse no, c’erano Frattesi, Scamacca e Calafiori, tre pezzi di Roma oggi di proprietà rispettivamente dell’Inter, dell’Atalanta e del Bologna con vista su Torino, sponda bianconera. Ma soprattutto tre dei giovani più importanti del nostro calcio.
Guardi indietro e ripensi a che tipo di ‘tesoro’ la Roma avesse tra le mani ma anche che per motivi diversi non è riuscita a coglierne il valore intrinseco. Sia appena usciti dalla Primavera, sia quando ha avuto la possibilità di ricomprarli a distanza di anni scommettendo forse in parte sulla loro completa maturazione, arrivata poi successivamente.
Non è senno di poi o di prima, ma capacità e lungimiranza. De Rossi ha fatto emergere di recente il suo rammarico citando Calafiori e Frattesi: “Non possiamo più ripetere errori così, non mi va giù vederli altrove”. Bisogna avere più coraggio? Sì. Ma anche l’occhio lungo e non è ovviamente facile. Perchè ogni anno la Roma ne sforna tanti, tantissimi, ne lascia andare evidentemente altrettanti, ma proprio per questo deve alzare il livello di attenzione e farlo con affidandosi a professionisti che li conoscano sin dalle loro origini, che li hanno visti crescere e che sappiano scrutarne reali potenzialità di sviluppo.
Anche perchè se ad esempio su Calafiori si è fatta una scelta puramente fisica, ritenendo il ragazzo, reduce da gravi incidenti alle ginocchia, non in grado di emergere e la sua cessione al Basilea rientra nella rivoluzione della rosa voluta da Mourinho, su Frattesi andavano fatti ragionamenti diversi e qui urge un passo indietro.
Walter Sabatini sul giovane esterno poi trasformato in mezzala aveva inserito un diritto di riscatto a salire, lasciando al Sassuolo la valorizzazione del calciatore come avvenuto nel biennio precedente per Pellegrini, poi ricomprato per 10 milioni. Frattesi è stato titolare ovunque in B e poi in A, con qualsiasi allenatore e in qualsiasi sistema di gioco. Si doveva comprendere prima che fosse un calciatore in ascesa, con caratteristiche perfette per il calcio moderno e non ridursi a due estati fa dove per una differenza di pochi milioni non si è trovato un accordo che comunque andava trovato, sacrificando magari quei giovani che poi a Sassuolo ci sono andati lo stesso (Volpato, Missori, Falasca neo campione d’Italia e in gol proprio contro la Roma nella finalissima Scudetto di qualche giorno fa).
Quella di Scamacca è una terza, storia, completamente diversa ma in parte assonante con quella di Frattesi: andato via giovanissimo con la famiglia per l’offerta faraonica ricevuta dal PSV, a distanza di qualche anno poteva essere un’opzione come vice Dzeko, nell’estate precedente all’avvento di Mou. Per alcuni giorni si palesò addirittura l’ipotesi di vendere Dzeko alla Juve, con lo sbarco di Milik e di Scamacca come vice. Non se ne fece nulla, anche perché qualcuno all’interno della Roma era rimasto deluso dal comportamento del ragazzo e del modo in cui si era consumato il suo addio.
A margine di queste vicende, che spesso sono il frutto anche di sfortunate coincidenze o di scarsa pazienza, la Roma sembra aver cambiato passo negli ultimi anni dando spazio maggiore ai suoi migliori talenti in prima squadra. Oggi su Bove e Zalewski ad esempio la società giallorossa e lo staff tecnico hanno sicuramente sviluppato un parere più compiuto rispetto a quello che si poteva avere su giovani usciti dal settore giovanile senza un minuto in A. Quindi la decisione di separarsi eventualmente da Bove e/o da Zalewski sarà più ponderata. Ma in assoluto un altro grave problema è che la Roma di prima e di oggi non abbia mai seriamente preso in considerazione l’ipotesi della seconda squadra. Un vettore che permetterebbe alla società di dare ai ragazzi più meritevoli uno step in più di crescita senza perderne il controllo. Immaginate se Pagano, Pisilli, Joao Costa, Oliveras solo per citarne alcuni il prossimo anno giocassero un intero campionato di Serie C, facendosi le ossa per poi esser ripresi in considerazione l’anno dopo come accaduto per i vari Soulè, Iling, Huijsen etc. a Torino. Le valutazioni sarebbero più approfondite e le decisioni su eventuali cessioni certamente più remunerative dei complessivi 7-8 milioni incassati per il trio Scamacca-Frattesi-Calafiori che oggi, purtroppo per la Roma, ne valgono circa 100.
Clima rovente in casa biancoceleste ma Lotito non molla. Nonostante l’elevata protesta in città da parte della tifoseria biancoceleste e una nuova, preannunciata, contestazione della Nord, il presidente laziale non molla, anzi raddoppia.
“Lascerò la Lazio a mio figlio”. Così questa mattina ha ribadito al Messaggero il suo intendimento: «Non la vendo, la lascerò a mio figlio, lo ribadisco. È arrivata un’offerta araba da 600 milioni? A parte che non c’è nulla di vero, per me questo club vale il doppio. Ci sono solo 250 milioni di patrimonio immobiliare e non ci penso proprio».
Daniele De Rossi non partirà, se non per un brevissimo periodo, magari di una settimana, nella sua amatissima Sabaudia. Niente mete esotiche, niente viaggi lunghi. Come riferisce il Corriere dello Sport, troppo importante e soprattutto ampio il lavoro da svolgere a Trigoria, in compagnia del neo ds giallorosso – Florent Ghisolfi – con il quale ‘si è instaurata subito un’ottima intesa’.
Ghisolfi e De Rossi sono gli uomini a cui Friedkin ha demandato il compito di ripartire, con un nuovo progetto. Non è stato spiegato a parole dal proprietario – silente dal suo sbarco a Roma – ma in qualche modo De Rossi lo ha lasciato intendere. Fame, coraggio, voglia di stupire e di riportare la squadra giallorossa là dove merita in Italia, dando seguito alla mentalità europea e ai relativi risultati eccellenti raccolti negli ultimi anni.