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Schick: “Vogliamo la nostra rivincita contro la Roma”

Patrick Schick ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen. Ecco le parole del ceco:

Giochi contro la tua ex squadra. In che modo De Rossi ha cambiato la Roma?
“È una cosa bellissima essere qui di nuovo a Roma, lo scorso anno ero infortunato. Sarà bellissimo rivedere gli ex compagni e De Rossi, che come sapete è stato un giocatore eccezionale, leader vero della squadra. Penso che come allenatore abbia tutte le carte in regola per diventare un mister eccezionale in futuro e già sta dimostrando il suo valore, ha migliorato la squadra, sta facendo un lavoro eccezionale”.

C’è una sorta di senso di rivalsa?
“L’anno scorso non ho giocato, tutti i miei compagni, tutti noi ci ricordiamo benissimo quanto abbiamo sofferto, il boccone amaro che abbiamo ingoiato lo scorso anno. Tutti noi vogliamo emozioni diverse, specie per come abbiamo giocato il ritorno avremmo meritato di più. Questa può essere la nostra rivincita”.

In cosa sei migliorato?
“Difficile dire una cosa sola, credo di essere migliorato generalmente in tutto, soprattutto ho giocato di più rispetto a Roma. Anche il tipo di gioco è qualcosa che mi piace. Ho segnato anche un po’ di gol e questo aiuta sempre, dà fiducia. Ora sono molto felice in Germania, devo dire che il campionato tedesco è diverso dalla Serie A, c’è più velocità e più pressing. In Italia si gioca un po’ diversamente”.

I tuoi ricordi di Roma-Barcellona?
“Una partita indimenticabile, tutti i romanisti la ricorderanno per sempre. Credo che sia stata la più bella partita che ho giocato in carriera”.

Xabi Alonso e De Rossi?
“Entrambi sono stati giocatori fantastici, ma non conosco Daniele da allenatore. Dalla tv erano i migliori nella loro posizione. Tanti aspetti sono analoghi”.

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Xabi Alonso: “Vogliamo vincere l’Europa League. Stimo De Rossi”

Xabi Alonso ha parlato così alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen ai microfoni di Sky Sport:

Com’è cambiata la dimensione di Xabi Alonso dopo un anno come persona e allenatore?
“Come persona spero non molto, come allenatore ho un anno in più di esperienza insieme al club. È cambiata tanto la dimensione rispetto all’anno scorso quando affrontammo la Roma in semifinale”.

L’imbattibilità? I gol dopo il 90′?
“Non è sicuramente un caso, non si arriva a vincere la Bundesliga e non si arriva in semifinale di Europa League soltanto con queste situazioni. Siamo concentratissimi, l’obiettivo è vincere l’Europa League”.

De Rossi? Un centrocampo Xabi Alonso-De Rossi?
“Un centrocampo con Xabi Alonso e De Rossi non sarebbe male. Anche lui ha iniziato da poco, come capitò a me con il Bayer. Seguo tantissimo quello che sta facendo, è stato un grandissimo giocatore e sono contento che gente della mia generazione stia arrivando a questi risultati anche in panchina. La Roma sta giocando molto bene, ha grandissimi giocatori, un grande livello collettivo e individuale. Sarà un turno difficile”.

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Paredes: “Grazie a De Rossi tutta la Roma è migliorata”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Leandro Paredes alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:

Tante volte hai parlato della crescita che hai avuto con De Rossi, perchè è accaduto?
“Non solo la mia, ma tutta la squadra, dipende dall’entusiasmo che ci ha portato il mister, lo stile di gioco che per me e per gli altri è molto meglio, questo ci ha fatto crescere a tutti”

Hai iniziato la stagione con il 16 chiedendo il permesso a De Rossi, come è stato ritrovarlo allenatore?
“Bene bene, era già allenatore quando giocava al mio fianco, ho sempre avuto un gran rapporto con lui, sin dai primi giorni quando arrivai, è un piacere averlo oggi come tecnico, spero di continuare così per dare il contributo alla squadra”

Cosa ti è piaciuto di più di De Rossi e un difetto che ha?
“La sua personalità, la qualità che aveva, era un centrocampista molto completo, erano pochi come lui al mondo. Secondo me mangia troppo”

(De Rossi: “Lo sapeva che lo diceva, il resto non ha coraggio di dirlo” ride)

A livello tattico cosa è cambiato per te con l’arrivo di De Rossi?
“Sì il suo stile di gioco e la sua mentalità è molto simile a quella che piace a me. Sto trovando la miglior condizione, mi sento bene e spero di continuare così, posso ancora migliorare”

Sei molto abituato a giocare gare ad eliminazione diretta. Come cambia l’approccio a questo tipo di gare?
“Quando ti abitui a giocare queste partite cerchi di giocarle sempre. Arrivare in semifinale e affrontare il Bayer è molto bello, dobbiamo dare il 100% per vincere perchè sono forti”

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De Rossi: “Penso che Smalling e Lukaku ci saranno. Difesa a 3 una possibilità”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:

Smalling e Lukaku come stanno? Llorente a destra?
“Romelu non si è allenato moltissimo ma è stato fermo pochi giorni. Ci prendiamo un altro giorno per valutarlo, ieri ha fatto un allenamento non intensissimo ma stava abbastanza bene, oggi spingiamo un po’ di più e poi decideremo. Qualche piccolo dubbio ce l’ho ancora. Chris ha fatto un allenamento in linea con quelli che erano gli altri compagni, penso di poterli recuperare entrambi. Llorente a destra può starci, lo valuterò in funzione di come li vedo negli ultimi giorni, in base agli esperimenti fatti, ragioniamo su tutto”

Ieri hai detto che la tenuta mentale del Bayer è la cosa più temibile. Come stai allenando la Roma da questo punto di vista?
“Non ritengo sia la cosa più temibile, da temere c’è tutto, la maniera in cui giocano, benissimo, hanno fatto tantissimi risultati positivi consecutivi, hanno giocatori molto interessanti. Stimo molto Xabi per il percorso che ha fatto finora. Hanno più tempo di lavoro con questo allenatore, c’è tanto da temere. Va rispettato il fatto che siano imbattuti nonostante siano andati sotto spesso, hanno vinto spesso anche oltre il 90′. Hanno raggiunto una convinzione, una consapevolezza e una tenacia del risultato che stanno raggiungendo fino ai minuti finali. Ci sono tante cose calcistiche e meno mentali che mi li fanno rispettare tanto. Noi, a volte negli ultimi minuti è stanchezza ed è tenuta mentale, se prendi gol o fai gol alla fine, al netto delle prestazioni fatte, abbiamo gente che è dentro la nostra situazione, gente che vuole raggiungere gli obiettivi, altrimenti non riesci a fare punti a Udine, fare gol a Napoli così, non salvi quel gol al 95′ sul tiro non trattenuto di Mile, a Firenze type=’text/javascript’ idem, è una squadra che ci crede, che ha cuore. Quando hai qualcosa di così importante da raggiungere come una finale, entrambe le squadre lotteranno fino all’ultimo secondo”

E’ un peso per loro essere imbattuti ma non imbattibili?
“Non penso sia un peso, è qualcosa a cui aggrapparsi, siamo imbattuti perchè siamo stati sempre meglio degli avversari, ci sono state partite in cui avversari li hanno affrontati in maniera ottima. La fortuna e la sfortuna le lascio a chi gioca al Casinò, c’è qualcosa di grande nel Bayer, hanno raggiunto risultati incredibili perchè giocano bene, hanno uno dei migliori allenatori al mondo e perchè hanno dentro qualcosa di speciale. Mi piacerebbe anche a me essere imbattuti, lo userei come tasto con i miei per proseguire. Non è un peso per loro ma un orgoglio”

Che tatuaggio di faresti per rappresentare la tua personalità da allenatore?
“Non ci ho mai pensato. Ne ho molti, sono stanco di sentire il dolore dei tatuaggio quindi mi sono fermato (ride, ndr). Prima vinciamo qualcosa di importante, poi ci penserò. Un tatuaggio più calmo? Da allenatore devi essere più calmo, non puoi fare le scivolate. A volte mi manca quella sensazione, ma ho i miei calciatori e credo in loro al 100%. Sono calmo perché credo in loro e mi hanno dimostrato che sono in grado di fare tutto. Ora sembro più calmo, ma ho ancora il fuoco dentro”.

11 maggio 2023 nella gara d’andata dello scorso anno il Leverkusen perse contro la Roma. Ultima sconfitta europea e penultima per i tedeschi. Può essere uno stimolo?
“C’è un discorso di cabala per chi ci crede e pensi che queste cose contino. Può essere un appiglio, ma io penso a preparare loro per come sarà il Bayer che oggi è molto più forte di allora, era molto meno diretto e meno pericoloso negli ultimi metri, adesso sanno di essere campioni di Germania, sono molto più consapevoli, vogliono vincere anche in Europa. Basta vedere i numeri al confronto tra quella squadra e questa per capire che sono diversi, nettamente più forti purtroppo”

Quale aspetto del Bayer ti intriga di più e ammiri di più?
“Ci sono diverse cose, giocatori molto forti messi nelle condizioni type=’text/javascript’ ideali per fare male. E’ una squadra fisica, solida ma con qualità incredibili, hanno Grimaldo, Wirtz, Schick che è cresciuto tanto, Frimpong. Hanno una fisicità importante, hanno ricambi importanti, grande gamba, sanno giocare, sanno essere diretti, ti lasciano il dubbio su cosa fare. Hanno costruito una squadra veramente forte, grazie alle type=’text/javascript’ idee dell’allenatore e al mercato”

Il Bayer difende spesso a tre, a volte lei ha schierato la Roma a specchio. E’ una possibilità per domani?
“E’ una possibilità, è una cosa che mi intriga, che stimolerebbe i miei giocatori all’uomo contro uomo, a volte mi piace fare questa cosa. A volte qui vi soffermate sulla difesa a tre o a quattro come se la Roma oggi non possa più farlo, è falso, solo perchè in alcuni spezzoni di partita abbiamo fatto fatica, ma è successo anche giocando a quattro. La difesa a tre è bello farlo se i difensori facciano anche gli attaccanti, aggredendo. Non vuol dire giocare a tre, è una contromossa importante a cui sto pensando però”

Sul piano tattico dove si può decidere la partita. Con il 4-3-3 le sovrapposizioni sono uno strumento?
“Assolutamente sì, vale il discorso della difesa a tre. Potremmo vincere con entrambe le maniere, non c’è uno schieramento iniziale così decisivo. Una volta le posizioni erano statiche, oggi noi giovani allenatori studiamo quelli più bravi che ci fanno capire che appena fischia l’arbitro si muovono tutti. Il terzino gioca più interno non più uomo di fascia, si costruisce a due a tre, etc. Spesso ci leghiamo a questi moduli guardando più a come difendiamo, lì l’impostazione può essere più rigida, ma dipende anche da come si muovono gli avversari. Può essere un’alternativa sfruttare le sovrapposizioni a prescindere dal modulo”

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Paulo Sergio: “Il Bayer lotta sempre ma la Roma adesso vola. E se Lukaku gira…”

Paulo Sergio ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni da doppio ex sulla sfida di domani:

“Saranno due belle partite, una sfida aperta. Del resto parliamo di due squadre che giocano bene ed a cui piace dominare la partita. Il lavoro che ha fatto Xabi Alonso, con la vittoria della Bundesliga, è davvero qualcosa di incredibile”.

Già, tanto è vero che non hanno ancora mai perso.
“Vero, ma quello che mi ha sorpreso di più è come sono riusciti a riprendere le ultime due partite, contro Borussia e Stoccarda. Due pareggi contro squadre forti e, teoricamente, con motivazioni maggiori, vista la vittoria del campionato. Il Bayer è una squadra che lavora sempre fino alla fine, che non muore mai. È la mentalità che gli ha trasmesso Xabi“.

Daniele De Rossi l’ha sorpresa?
Sorpreso no, a Roma mi hanno sempre detto che poteva diventare un ottimo allenatore. Sta facendo bene, sono contento che la società l’abbia confermato. Con lui la squadra è cresciuta, mentre con Mourinho mi sembrava che qualche problema ci fosse. E poi Daniele ha vinto il derby, quella a Roma è una partita che ti mette le ali“.

Più forte Lukaku o Schick?
A me piace di più Lukaku: forte, unico, non ce ne sono tanti in giro come lui. È un nove importante”. 

Xhaka, invece, lo volevo Mou e ha cambiato il Bayer…
“È il motore della squadra, lavora tanto, è diventato un leader. Oggi ci sono tre giocatori fondamentali nel Bayer, che fanno del tutto la differenza: lui, Tah e Wirtz“.

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Torna Lukaku, Smalling in panchina

La partita di domani sera per De Rossi sarà una delle più importanti da quando è diventato il tecnico della Roma. Per la semifinale d’andata con il Bayer Leverksuen di fronte ai 60mila dell’Olimpico l’allenatore giallorosso potrà contare nuovamente su Smalling e Lukaku, entrambi ritornati dai rispettivi infortuni, oltre a Paredes e Llorente, squalificati nell’ultima giornata di campionato. In porta ci sarà come sempre Svilar, che con le sue parate è riuscito a tenere invita la Roma con il Napoli. A destra l’unica opzione disponibile è Karsdorp, vista la squalifica di Celik e l’assenza dalla lista UEFA di Kristensen, mentre sul lato opposto ci sarà Spinazzola.

Come scrive il Tempo, al centro della difesa confermata la coppia formata da Mancini e N’Dicka. Nonostante Smalling sia totalmente recuperato, De Rossi dovrebbe preferire l’ivoriano per ovviare alla velocità del reparto offensivo dei tedeschi. Con il ritorno di Paredes, si ricostituirà il centrocampo titolare formato dall’argentino, Cristante e Pellegrini. Dopo due settimane di stop, Lukaku è tornato ad allenarsi in gruppo e si è messo subito a disposizione del club per la sfida europea. Il centravanti belga – capocannoniere nel torneo con 7 marcature – guiderà l’attacco insieme a Dybala ed El Shaarawy. In casa Leverkusen, Xabi Alonso si affiderà a Kovar, portiere di coppa, mentre in regia tornerà un riposato Xhaka. Davanti Boniface preferito a Schick.

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Pellegrini rifiuta 30 milioni dall’Arabia Saudita. Lo scherzo de Le Iene

Il programma tv Le Iene ha contattato una serie di calciatori tra cui Pellegrini per uno scherzo, offrendo 30 milioni di euro come ingaggio annuo per un contratto faraonico in Arabia Saudita.

“Non sono interessato, io sto bene e Roma e sono contento di giocare per la squadra della mia città”. Il numero 7 giallorosso è stato irremovibile anche di fronte alla proposta di ingaggio da 30 milioni“Questo a me non è che interessi più di tanto”.

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Roma-Bayer Leverkusen, sarà Letexier l’arbitro: è il terzo incrocio stagionale

A dirigere Roma-Bayer Leverkusen sarà Francois Letexier, coadiuvato dagli assistenti Cyril Mugnier e Mehdi Rahmouni, mentre Jerome Brisard e Willy Delajod saranno al Var. Rade Obrenovic, invece, ricoprirà il ruolo di quarto ufficiale.

Per il fischietto francese sarà il terzo incrocio stagionale con la Roma dopo la sconfitta in trasferta con lo Slavia Praga e la vittoria contro il Brighton all’Olimpico. In quest’ultima occasione furono annullati e poi regolarmente concessi dal VAR i due gol di Dybala e Mancini, per sospetta posizione di fuorigioco.

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Xhaka sfida Paredes: Roma-Bayer si decide anche in regia

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Granit Xhaka per un breve ma rovente periodo della sua vita si è sentito romanista. Josè Mourinho lo aveva indicato come primissimo nome della lista per sistemare a sua immagine e somiglianza il centrocampo della Roma. L’ex tecnico giallorossa sapeva che il capitano della Svizzera fosse in rotta ormai da tempo con i Gunners.

Arteta gli aveva anche sfilato la fascia da capitano e l’aria di addio si respirava da tempo. Xhaka alla fine è rimasto all’Arsenal rinnovando il contratto e l’estate scorsa è sbarcato a Leverkusen, tornando in Bundesliga e vincendo da protagonista assoluto il titolo in Germania.

Lo svizzero nell’idea di Mou doveva essere l’equilibratore della Roma, un ruolo nel quale poi si è specializzato Cristante e che lo scorso anno per larghi tratti della stagione è stato interpretato da Matic, prima dello strappo con la Roma.

Oggi in cabina di regia c’è Leandro Paredes, apprezzatissimo da Mou, amato da De Rossi, non solo per i trascorsi insieme nello spogliatoio e per la comune passione per il Boca Juniors.

Roma-Bayer sarà dunque la sfida anche tra questi due registi: da una parte Xhaka, dall’altra Paredes. Due calciatori diversi per caratteristiche ma speculari per il peso specifico che hanno nel dettare tempi e ritmi di gioco.

Lo svizzero e l’argentino hanno disputato di fatto lo stesso numero di partite con minutaggio similare: 44 presenze Leo, con 3468 minuti e 3 gol all’attivo; 43 presenze l’ex Arsenal, con 3625 minuti e 2 gol realizzati.

Il dato interessante riguarda il numero di passaggi: Xhaka è primatista in Germania con oltre 3 mila passaggi effettuati. E’ l’autentico geometra del centrocampo di Xabi Alonso, l’uomo che sa quando accorciare, sa quando addormentare il gioco, sa quando accelerare.

L’importanza di Paredes nella Roma attuale, dopo la svolta in panchina e la ricerca di un calcio più fraseggiato, è divenuta apicale e si è notata – nella sua assenza – a Napoli. “Non abbiamo un centrocampo costruito con molti palleggiatori e senza Leo si nota la differenza nella serenità e nella capacità di uscita palla al piede”. De Rossi non ha nascosto il peso specifico dell’argentino lì davanti alla difesa.

I numeri di Paredes confermano la sua centralità assoluta: tra Serie A e Europa League, ha effettuato 2305 passaggi, di cui oltre 1700 in campionato, il dato più alto della sua carriera. E’ il calciatore nella Roma che ne ha effettuati di più e quello che ne ha tentati di più in avanti. Sono di più infatti i passaggi a distanza media che quelli brevi (788 vs 696) e anche su quelli lunghi (202) ha raddoppiato se non addirittura triplicato la sua media rispetto a tutte le precedenti stagioni. Questi numeri sconfessano la diceria che si un giocatore che rallenta il gioco passando il pallone a tre metri in orizzontale. Curioso vedere anche la copertura in metri: oltre 31 mila metri coperti con i suoi passaggi.

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Lega Serie A, ecco i motivi del rigetto della richiesta della Roma

Sarebbero almeno quattro i motivi per cui la Lega di Serie A ieri ha rigettato la richiesta della Roma di calendarizzare in maniera diversa la sfida con l’Atalanta (con slittamento a lunedì) e il conseguente spostamento della finale di Coppa Italia a giovedì.

Come noto da diverse ore la Lega di Serie A ha rigettato la richiesta del club giallorosso, per quattro motivazioni principali: in primis perchè la finale di Coppa Italia è prevista di mercoledì già da diverse settimane e sono stati organizzati diversi eventi anche di natura commerciale che non possono essere slittati; è stato già emesso l’invito al Presidente della Repubblica Mattarella che sarà presente alla sfida tra Atalanta e Juventus; Mediaset ha programmato nel suo palinsesto la gara di mercoledì e non vuole effettuare cambiamenti; i biglietti sono già stati messi in vendita.