L’esterno olandese, rientrato anzitempo dal ritiro della nazionale Under 21, si è sottoposto ad esami strumentali che hanno escluso fratture al piede. Si tratta solo di una contusione.
Leandro Paredes resta un tema aperto in casa giallorossa. Dopo il rinnovo per un’altra stagione con il giallo della clausola (non clausola) da 3.5 milioni in favore del Boca Juniors, in Argentina si torna a parlare del futuro del centrocampista, che anche contro l’Uruguay ha disputato una grandissima prova qualche giorno fa.
Nello specifico il quotidiano Olè ha raccolto un virgolettato della dirigenza del Boca, che rimanda di almeno un anno la possibilità che Paredes torni a giocare alla Bombonera: “Non è il momento di parlarne, vedremo. Tutto è chiaro, da entrambe le parti. Paredes ha da poco rinnovato il contratto con la Roma per un anno e un mese fa ha detto che non era il momento di tornare qui. Noi non interferiremo. Probabilmente tornerà nel 2026 dopo il Mondiale”.
22.4.2021 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Gasperini
(Foto Gino Mancini)
Si discute tanto in queste ore in merito alla candidatura di Gian Piero Gasperini come prossimo allenatore della Roma.
Il tecnico torinese ieri ha aperto pubblicamente all’ipotesi di lasciare l’Atalanta per trasferirsi in giallorosso, ma nessuna decisione è stata ancora presa in via definitiva.
Il lavoro e il relativo rendimento delle squadre del Gasp, soprattutto nel binomio Genoa (primo e secondo mandato) e Atalanta è sotto gli occhi di tutti. L’allenatore della Dea raccolse il Genoa in B e lo portò in A, poi ad uno storico 5° posto nella sua prima avventura ligure. Poi di ritorno sempre in rossoblu, dopo le parentesi negative con Inter e Palermo, Gasp ha saputo risollevare le sorti della squadra allora di Preziosi, portandolo non solo alla salvezza ma addirittura a giocare l’Europa League.
Inutile ricordare quanto di buono fatto a Bergamo: una società che era abituata a veleggiare tra Serie A e serie B, che per il quinto anno rischia di giocare la Champions League, che ha vinto lo scorso anno l’Europa League asfaltando il Bayer Leverkusen dei record e che è finita sul podio del campionato tre volte negli ultimi cinque anni.
Risultati collettivi ma anche straordinaria capacità di valorizzare i singoli, in particolar modo gli attaccanti. Sì, perchè le squadre di Gasp hanno sempre segnato a raffica, sulla spinta del suo 3-4-3 che ha assunto sembianze e subito modifiche nel corso degli ultimi 10-15 anni, in funzione della diversità dei calciatori avuti a disposizione ma anche della naturale mutazione subita dal calcio in generale.
Il suo primo Genoa era una squadra che giocava quasi in stile Zaccheroni con il 3-4-3, i due esterni offensivi larghissimi, mentre con l’Atalanta ha saputo sperimentare formule diverse anche senza centravanti, con due mezze punte come Ilicic e Gomez ad esempio supportate da una mezzala offensiva (Pasalic la più prolifica della carriera del Gasp con 58 reti).
Ma quali e quanti attaccanti hanno ‘goduto’ del sistema gasperiniano, dell’elevato numero di rifornimenti in area di rigore, della verticalità del suo calcio e dell’enorme produzione offensiva in termini di reti e numeri individuali? Tanti e non tutti particolarmente noti prima di incrociare il tecnico torinese sulla propria strada.
A cominciare da Marco Borriello, lanciato nel grande calcio (poi Milan, Roma etc) da Gasp: 19 reti al suo primo vero campionato di Serie A da titolare e convocazione in Nazionale.
Poi Diego Milito: prelevato dal Real Zaragoza, l’argentino realizzò 28 reti in 36 partite (con 8 assist anche all’attivo). Una stagione pazzesca che gli valse addirittura la chiamate di Mou all’Inter e dodici mesi dopo fu subito Triplete.
Non può di certo lamentarsi neanche Leonardo Pavoletti: primo anno di Serie A vero, fiducia a sorpresa del Gasp e 21 reti stagionali.
Della lunga serie di attaccanti valorizzati dal tecnico torinese, quello che ha segnato di più è Duvan Zapata. Scoperto dal Napoli ma chiuso da Higuain, Zapata aveva lasciato intravedere sprazzi importanti con le maglie di Udinese e Samp, senza però sfondare. Con Gasp è stato amore a priva vista: 82 reti e 42 assist in 191 partite, quasi una partecipazione al gol a partita nell’era atalantina.
Discorso similare per Muriel che fino a quando non ha incrociato Gasperini, è stato considerato un eterno incompiuto o quasi. Alla Dea 68 reti e 31 assist in 184 apparizioni. Atalanta fa rima anche con Ilicic e Gomez, di certo non due prime punte ma due giocatori fantastici, che hanno trovato la loro consacrazione internazionale grazie alla metodologia di lavoro di Gasperini.
Per lo sloveno, altro calciatore che sembrava aver fallito a Firenze, 65 gol e 48 assist; per l’argentino addirittura 49 gol e 58 assist.
Al di là dello screzio post Champions, sorride e tanto anche Ademola Lookman: pescato dalle retrovie del Leicester dove faticava letteralmente ad inquadrare la porta, l’esterno nigeriano è stato trasformato in poche settimane da Gasperini in una seconda punta micidiale e la media gol, rispetto alle partite giocate, lo consacra come il calciatore migliore in questa particolare statistica dell’era atalantina: 50 reti e 22 assist in 110 partite.
Scamacca l’anno scorso fece benissimo fino al grave infortunio al ginocchio con 19 reti, trascinando la Dea fino alla finale di Europa League. Inutile ricordare i numeri recenti di Retegui, attuale capocannoniere di Serie A e già a segno 25 volte in stagione.
Questa mattina la Roma tornerà a lavorare a Trigoria per iniziare a preparare con un numero di calciatori più cospicuo la sfida di sabato sera contro il Lecce.
Una gara importante per i giallorossi, ormai proiettati su un unico obiettivo stagionale: centrare un posto in Europa, sperando di raggiungere il bottino massimo e cioè la qualificazione alla prossima Champions.
Claudio Ranieri dovrà fare una tara tra chi è rientrato dagli impegni per le Nazionali, soprattutto i calciatori europei, chi si è fermato per infortunio prima, durante e dopo l’ultima di campionato col Cagliari e soprattutto chi, come Paredes, tornerà tardissimo – tra giovedì e venerdì – quindi a ridosso del match di Via del Mare.
Recuperi e rientri
Konè e Ndicka stanno bene. Il francese ha accusato solo dei crampi e quindi gestirà un po’ l’affaticamento della gara con la Croazia ma già da domani sarà regolarmente in gruppo. L’ivoriano ha accusato i sintomi di un’influenza intestinale e per motivi cautelativi è stato rispedito a casa già due giorni fa. A Lecce sarà al centro della difesa.
Ok anche Baldanzi che ieri è tornato in campo con l’Under 21 dopo la tacchettata ricevuta nel finale della sfida di fine settimana scorsa contro l’Olanda. Sta bene Artem Dovbyk, che ha smaltito la febbre ed è tornato a giocare seppur una mezz’ora finale contro il Belgio. L’ucraino guiderà l’attacco giallorosso, che probabilmente Ranieri completerà con due calciatori che sono stati qui a Trigoria e hanno goduto di riposo e sedute specifiche per migliorare la propria condizione: i candidati principali sono Pellegrini e Soulè.
A Lecce tornerà disponibile anche Celik. Da capire se Ranieri lo rischierà subito oppure, vista la mini emergenza sulle fasce, di partenza lo risparmierà.
Foto Farioli
Quattro defezioni sicure a Lecce
Out ovviamente Dybala, che stamattina si sottoporrà all’intervento chirurgico alla coscia, così come Rensch reduce da una lesione all’adduttore. L’olandese ne avrà per almeno altri 10 giorni. Da confermare l’esito dei primi esami svolti lontano da Trigoria per Saud: si parla anche per lui di una lesione muscolare. Rischia uno stop di 15 giorni.
Infine Salah-Eddine: non chiarissimo ancora il motivo dello stop. Le prime indicazioni parlano di un problema al piede. Sarà sottoposto ad esami strumentali, sperando non ci siano microfratture. L’esito si conoscerà in giornata.
Artem Dovbyk, alla luce anche dell’infortunio di Dybala, dovrà prendersi ancor di più sulle spalle il peso dell’attacco giallorosso.
Il vantaggio e forse la speranza anche di Ranieri, che l’ucraino nelle settimane finali della stagione tende ad accendersi.
Come riferisce la Gazzetta dello Sport, l’anno scorso, infatti, nelle ultime 9 giornate di Liga, Dovbyk ha segnato la bellezza di 10 gol (più tre assist), quasi la metà dei 24 totali che gli hanno permesso di laurearsi capocannoniere della Liga.
Manu Konè ha giocato una grandissima sfida di ritorno contro la Croazia, nel cuore del centrocampo francese. Una prova che non è passata inosservata sicuramente a Trigoria, dove Ranieri spera di riaccogliere un Konè al 100% concentrato.
Perchè rispetto alla prima parte dell’esperienza di Sir Claudio sulla panchina, recentemente Konè ha perso quel ruolo di inamovibile che gli era stato conferito dall’allenatore.
Nelle ultime partite il suo rendimento è sceso e Ranieri lo ha tenuto fuori nella doppia sfida contro l’Athletic. Nel mezzo anche qualche atteggiamento che non è piaciuto in allenamento con l’allnatore che lo ha dovuto ‘strigliare’.
Forse la testa è al mercato? In Francia i tifosi del PSG hanno taggato il club sotto i video di Manu. Piace in Inghilterra e al Borussia Dortmund. Ma l’obiettivo ora è fare bene con la maglia giallorossa. Lo riferisce il Messaggero.
Dopo l’infortunio muscolare accusato da Saud, arriva un’altra potenziale tegola dai ritiri per le nazionali. Il calciatore di rientro dal ritiro dell’Olanda Under 21 è Salah-Eddine.
L’esterno ha accusato un problema al piede e sarà sottoposto a controlli nelle prossime ore.
Gian Piero Gasperini questa mattina sarà premiato al CONI con la consegna del premio Bearzot.
A margine della prestigiosa cerimonia, il tecnico dell’Atalanta è stato agganciato da alcuni cronisti presenti che gli hanno chiesto lumi in merito all’ipotesi di un suo trasferimento in giallorosso:“Interesse della Roma? C’è già Ranieri che è un grande allenatore…”.
Poi Gasperini ha aggiunto: “Roma piazza straordinaria, pubblico incredibile motivo d’orgoglio l’interesse della Roma, ma navighiamo a vista. Difficile prevedere quello che succederà nel futuro. La Roma è come la Nazionale, piace a tutti”.
8.2.2022 Inter vs Roma Coppa Italia Quarti di finale Sport; Calcio;
Nella foto: Oliveira e Mancini reclamano a Di Bello
(Foto Gino Mancini)
Il mondo della tecnologia applicata allo sport e al calcio nello specifico, è in continua evoluzione.
Il VAR, l’applicazione e l’utilizzo di tale strumento, il relativo protocollo, sono diventati argomenti principali nelle discussioni giornalistiche e tra i tifosi. Non più tardi di ieri sera, quando l’arbitro Marciniak ha dapprima concesso live un calcio di rigore per un presunto fallo su Di Lorenzo nel match tra Germania e Italia, poi richiamato al monitor ha corretto la sua decisione sostenendo che il contatto non fosse da rigore.
Discussioni, anche accese, sono sorte in merito a diversi profili: dall’interpretazione di alcune regole, all’enorme discrezionalità ormai concessa agli arbitri nell’applicazione del regolamento e di alcuni cavilli (pestoni, pestoncini, DOGSO, SPA, rigori per falli di mano). Nell’ambito di questa discussione, è emerso da sempre un profilo di trasparenza che da anni viene reclamato non solo dalle fonti di informazione, ma anche dai tifosi.
Foto Fraioli
Per questo motivo finalmente, come accade in altri paesi e da sempre in altri sport come il Rugby, a partire dalle semifinali di Coppa Italia gli arbitri spiegheranno le decisioni VAR allo stadio attraverso la diffusione del segnale audio.
Inoltre dal prossimo weekend di Serie A, le decisioni VAR compariranno sui maxischermi di ogni stadio durante le gare, in modo tale da rendere più comprensibile per chi sta seguendo live il match ciò che è stato deciso.
Le innovazioni però non finiscono qui. Dalla prossima stagione la Federazione Italiana si è resa disponibile ad adottare la sperimentazione del c.d. FVS – Football Video Support – di fatto il primo passo verso quello che gergalmente viene definito ‘Var a chiamata’.
In Serie C e nel calcio Femminile si tenterà la sperimentazione di questo sistema laddove oggi però non esiste il VAR vero e proprio. Di fatto l’arbitro disporrà di un monitor supportato da un semplice operatore video, che sulla base di poche telecamere potrà rivedere l’episodio contestato, su chiamata (due per squadra) delle panchine.
Nel caso in cui la chiamata di allenatore o capitano dovesse risultare positiva per chi ottiene la review al monitor, come accade in altri sport come il Tennis, il numero delle potenziali chiamate non sarà ridotto.
4 le ipotesi di utilizzo del FVS: Rigore concesso o meno; scambio di persona su un rosso diretto; l’espulsione diretta; la segnatura o meno di un gol segnato.
“Andai a Roma per una scelta mia, lì sono stato molto rispettato. Walter Sabatini mi voleva già a giugno, ma saltò, si fece solo a gennaio quando io firmai un contratto in bianco! A Cagliari mi hanno accolto bene, ma forse Roma è stata l’unica piazza che mi ha capito davvero come uomo. Sono state due esperienze molto simili per quanto gli obiettivi erano diversi”.
Così Radja Nainggolan, in merito al suo approdo nella capitale nel mercato di gennaio della stagione 2013-14. Un estratto di un’intervista rilasciata sul canale Youtube di Francesca Teodori.