Alla vigilia di Athletic-Roma, nella sala stampa del San Mamés parlerà Claudio Ranieri e al suo fianco ci sarà Paulo Dybala.
L’ultima apparizione in conferenza lo scorso anno alla vigilia di Milan-Roma, sempre in Europa League.
Alla vigilia di Athletic-Roma, nella sala stampa del San Mamés parlerà Claudio Ranieri e al suo fianco ci sarà Paulo Dybala.
L’ultima apparizione in conferenza lo scorso anno alla vigilia di Milan-Roma, sempre in Europa League.
FOCUS RS (di Checco Oddo Casano) – Shomurodov o Dovbyk? Eldor o Artem? Immaginare Ranieri in stile Amleto che rimugina su quale scelta fare in attacco domani sera, è esercizio poetico ma anche abbastanza realistico.
Perchè tra i tanti ballottaggi alla vigilia del return match contro l’Athletic, sarà fortemente dirimente la scelta di quale numero nove mandare in campo.
Le variabili che inizialmente spingeranno Ranieri a consegnare la maglia da titolare all’uno o all’altro, potrebbero essere le seguenti:
Stato di forma (Shomurodov in vantaggio su Dovbyk);
Efficacia dentro l’area di rigore (Dovbyk per caratteristiche superiore all’uzbeko);
La capacità di manovrare e lavorare per la squadra (Shomurodov superiore a Dovbyk);
Stato emotivo (In questo momento forse l’uzbeko ha mostrato maggiore freschezza mentale rispetto all’ucraino).
Oltre questi aspetti, c’è poi da valutare il tipo di strategia tattica che Sir Claudio vorrà applicare, tenendo conto anche qui del probabile sforzo che inizialmente l’Athletic farà per cercare di mettere subito in equilibrio il match. A Oporto, a sorpresa, la Roma andrò a pressare alta la formazione lusitana, pur giocando in trasferta. Ma era la gara d’andata e c’era forse una libertà mentale maggiore nel rischiare questo atteggiamento. Gli spagnoli sono bravi a palleggiare, sono molto compatti e ruvidi anche nella riconquista del pallone, ma non molto rapidi. Per questo Ranieri potrebbe optare per un atteggiamento che porti ad assorbire in zona bassa i tentativi offensivi dell’avversario per poi aprirsi degli spazi in contropiede.
Vista da questa latitudine, la scelta dovrebbe ricadere su Shomurodov ma ad esempio nel derby, la strategia tattica fu questa e in quel caso giocò (e bene) l’ucraino che sfruttando la sua fisicità su Gila aprì le due ripartenze da cui nacquero le reti di Pellegrini e Saelemaekers.
Il rebus dunque resta, ragionando d’insieme su diversi concetti, immaginando Shomurodov leggermente in vantaggio su Dovbyk. Ma Ranieri è pronto a sorprendere tutti, ancora una volta…
Domani sera al Sam Mames saranno duemila i tifosi romanisti, pronti a invadere il settore ospiti per dare il proprio contributo per la qualificazione ai quarti di finale di Europa League.
Settore ospiti quindi tutto esaurito e pronto a cantare a squarciagola per la Roma come fatto del resto in questi ultimi annidi grand successi europei sia in casa sia in trasferta.
Qualche info per chi sarà a Bilbao. Per raggiungere lo stadio di San Mamés, i romanisti dovranno recarsi alle ore 15:45 al Meeting Point [MP) situato a lparraguirre Kalea. Le area raccomandate intorno al Meeting Point ed al Guggenheim Museum sono quelle di Henao, Ajuriaguerra ed Heros Kalea. Lo scrive il Corriere dello Sport.
Nico Williams è indiscutibilmente la stella dell’Athletic Bilbao. L’esterno spagnolo esploso la scorsa estate all’Europeo, protagonista della vittoria iberica e capace di colpi straordinari in velocità.
Quella rapidità d’esecuzione che mirabilmente Ranieri è riuscito a limitare con l’accoppiata Rensch-Celik. I due calciatori, in maniera sinergica si sono occupati di Nico, di fatto escludendolo quasi dalla contesa.
L’olandese e il turco, in costante raddoppio hanno impedito al più giovane dei fratelli Williams di trovare spazi utili e far male. Caricando molte attenzioni e raddoppi sul lato destro, la Roma però ha concesso qualcosa in più a Inaki, il maggiore dei fratelli Williams.
Tralasciando il gol, comunque pesante, che arriva su una sponda in area di rigore di Paredes e sugli sviluppi di un corner, Inaki è stato nettamente l’uomo più pericoloso dei baschi. Almeno in tre occasioni ha servito cross utili in area, tra primo e secondo tempo, sgusciando via in un paio d’occasioni alla marcatura di Angelino e sorprendendo Ndicka incapace di stringere da quella parte con i tempi giusti.
Valverde punta molto sul suo stato di forma: in 38 partite in questa stagione ha messo insieme la bellezza di 10 gol e 9 assist, partecipando dunque a 19 reti sul totale dell’Athletic.
Ranieri dunque dovrà fare attenzione a Nico, ma senza dimenticare di Inaki che spesso risulta più incisivo di tutti i centravanti messi insieme dell’Athletic.
Tra leggende, miti e rivisitazioni, c’è una storia di tifo che viene tramandata di generazione in generazione dando sfogo alla più viscerale e storica rivalità di questa città: Romanisti vs Laziali.
La data è nota a tutti: 11 marzo 1973. Il luogo idem: Stadio Olimpico, nello specifico la Curva Sud. Settore dell’impianto capitolino che fino a quel giorno era occupato dalle frange più calde delle tue tifoserie nelle gare casalinghe, perchè dal tunnel adiacente – come avviene anche oggi per le gare romaniste – escono da sempre i calciatori per il riscaldamento.
Quel derby sul campo fu vinto dalla Lazio per 2-0, ma il successo più grande ancora oggi nella memoria di tutti avviene sugli spalti. La Curva Sud quel giorno divenne definitivamente giallorossa, con la storica ‘cacciata’ del pubblico biancoceleste, già in minoranza allora.

La settimana che precedeva quel derby era già carica di tensione. La Lazio, in qualità di squadra ospitante, aveva invitato i propri tifosi a occupare la Curva Sud tramite un comunicato ufficiale. Tuttavia, all’apertura dei cancelli, intorno alle 11 del mattino, i tifosi della Roma si trovarono di fronte a una scena inaspettata: un gruppo di laziali, entrati ancor prima dell’orario ufficiale, aveva preso posto nello storico “muretto di Dante”, simbolo della tifoseria giallorossa.
L’episodio scatenò immediatamente scontri e tafferugli, con i romanisti decisi a difendere quello che consideravano il loro territorio. Il gruppo di laziali, in netta inferiorità numerica, fu costretto a ritirarsi verso l’angolo vicino alla Tribuna Tevere, permettendo così ai tifosi giallorossi di occupare la Curva Sud. Al fischio d’inizio, tre quarti della curva erano ormai romanisti.
Nel derby successivo, nel dicembre 1973, i tifosi della Roma organizzarono dei picchetti per presidiare l’ingresso alla Curva Sud, impedendo ai laziali di riappropriarsene. Da quel momento, la tifoseria biancoceleste fu relegata stabilmente alla Curva Nord. Un evento che segnò la storia del tifo capitolino, ricordato ancora oggi come la “cacciata” dei laziali e la definitiva “conquista” della Sud da parte dei romanisti.
Matias Soulè domenica ad Empoli ha chiuso in rete dopo 22 secondi al primo affondo. Un’altra rete da tre punti dopo quella di Parma, con il medesimo risultato.
Per l’argentino è sicuramente il momento più importante da quando è arrivato nella capitale la scorsa estate per un investimento importante e con tante aspettative sulle spalle. Ranieri lo ha dapprima centellinato, poi in parte anche pungolato pubblicamente in attesa di gettarlo nella mischia e dargli così continuità. Titolare contro Napoli, Monza, Parma, Empoli e Como, Mati ha risposto con gol e assist decisivi. Potevano essere due di più domenica scorsa quando ha spalancato la via della rete prima a Konè e poi a Shomurodov, ma i compagni non hanno scartato la gentile offerta dell’argentino.
Superato il record di velocità del gol di Francesco Totti siglato contro il Cesena nel 2012, nelle scorse ore è arrivata la conferma che quello di Soulè non è stata la rete più veloce in A nella storia romanista. Marco Delvecchio infatti nel lontano ormai 98′ realizzò una doppietta casalinga contro il Venezia ad inizio campionato, siglando la prima rete al 14” secondo. Un record quasi inscalfibile.
Sarà il francese Turpin, l’arbitro della sfida di ritorno degli ottavi di finale d’Europa League tra Athletic Bilbao e Roma.
Una scelta top da parte di Rosetti, dopo le proteste di Ranieri e le altrettanto importanti designazioni di Letexier e Scharer.
Nicolas Danos e Benjamin Pages gli assistenti; Mathieu Vernice il Quarto Uomo; al Var ci sarà Brisard, all’Avar Fedayi San.
I precedenti con il fischietto transalpino sono 4 e decisamente positivi: tre vittorie, di cui l’ultima in ordine di tempo il successo a San Siro dello scorso anno contro il Milan (0-1), poi la mitologica serata casalinga contro il Barcellona (3-0) e la vittoria in trasferta a Rotterdam contro il Feyenoord per 2-1 del 2015. Unica sconfitta quella con il Real Madrid in Champions all’Olimpico per 2-0 del 2019.
Gli appelli di Nico Williams e Valverde rivolti al pubblico, sembrano stonare – se ascoltati o letti da fuori – con il racconto, a volte eccessivamente retorico, dell’ambiente che si vive al San Mamés quando l’Athletic Bilbao scende in campo contro le sue avversarie.
Uno stadio solitamente caldo, che pesa sui risultati casalinghi della formazione basca.
In realtà la motivazione della protesta di quest’ultimo periodo da parte del pubblico basco nei confronti delle istituzioni e della società appare similare a ciò che è accaduto anche qui nella capitale negli scorsi anni.
Non concerne evidentemente i risultati, visto che l’Athletic è quarto in LIGA e quindi in lotta per la Champions e in corsa in Europa League, bensì aspetti di natura logistico-organizzativa sulle modalità del tifo al San Mamès.
Prosegue infatti il braccio di ferro tra l’Athletic e le tre principali frange della locale tifoseria organizza, gli Erigo Cabacas, Heni Harmaila, gli Euskal Lions e i Piratak, che domenica hanno dato vita a qualche momento surreale sugli spalti. Tra i motivi del muro contro muro tra gli ultras e la società, il numero elevato di multe causato dalla condotta discutibile della curva. Obiettivo dichiarato dal presidente Jon Uriarte è quelle di avere l’appoggio di una «tifoseria attiva, ma che appoggi con rispetto». Un clima di tensione che potrebbe pesare anche nella sfida decisiva contro la Roma.
Tra i tifosi giallorossi la domanda è sempre la stessa: perché non proseguire con Ranieri in panchina anche la prossima stagione?
La risposta è arrivata più volte dal diretto interessato. «A fine anno smetto», ha ripetuto anche recentemente il tecnico 73enne.
Un nome caldo in questo momento non c’è. Ghisolfi, recentemente, ha detto che il club «non ha fretta, c’è tempo». Sul tavolo le candidature sono tante e disparate. Ci sono grandi nomi, ambiti da Dan Friedkin che troverebbero l’approvazione del consulente Ranieri.
Massimiliano Allegri, su cui il Milan vorrebbe costruire il nuovo corso, e il sogno chiamato Carlo Ancelotti, sponsorizzato da Francesco Totti e da Bruno Conti sulle colonne di Repubblica. Parallelamente c’è la corrente “giovane” con i nomi di Farioli, Tedesco e Fabregas, già avvicinati dal club giallorosso nei mesi scorsi. Ma il nome che potrebbe mettere tutti d’accordo è quello di Vincenzo Montella. Lo scrive la Repubblica.
Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, ha parlato dello stadio di Pietralata ai microfoni de il Messaggero:
“La Roma ha chiesto i permessi per far ripartire i sondaggi archeologici. I nostri uffici continuano a fare riunioni bisettimanali per mettere a punto il progetto definitivo. Noi vediamo una società che è al lavoro per affrontare nodi e problemi. Abbiamo più volte ribadito l’obbligatorietà del completare tutte le opere che hanno determinato l’interesse pubblico. Ora aspettiamo che nei prossimi giorni ripartano gli scavi”.
Circolava l’ipotesi di consegna per il 21 aprile, Natale di Roma. Ipotesi ancora realistica o ormai tramontata?
“Non so. Manca più di un mese. Bisogna chiederlo alla Roma. Noi siamo ottimisti e disponibili a collaborare in ogni modo per un progetto che riteniamo utile alla città. Nel frattempo La Sapienza sta lavorando sul Rome Technopole e Ferrovie dello Stato ha presentato la proposta di variante Tiburtina. Quel quadrante è in profonda trasformazione e lo Stadio della Roma è un elemento sostanziale”.