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Belotti: “Serata splendida, emozionato per il tributo dei tifosi”

Le parole del Gallo Belotti ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Salisburgo:

Quanto sognavi una serata così e uscire con un coro dedicato?
“Non me lo aspettavo ad essere onesto, una sensazione bellissima, io cerco di dare sempre tutto per vincere, credo che la gente lo capisca e penso sia una cosa veramente emozionante. Era importante vincere oggi e lo abbiamo fatto, c’è un’adrenalina oltre il limite”.

E’ un’altra Roma adesso a livello di spirito?
“Una Roma cresciuta tanto da inizio stagione, maturata sotto tanti punti di vista, la mano del mister e dello staff si vede, c’è anche un’unione di gruppo evidente, siamo tutti disposti ad aiutarci e questo ti porta a grandissimi risultati”

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Pinto: ”Dybala è un rischio più per il Salisburgo che per noi. La squadra è in crescita”

Tiago Pinto prima della gara di questa sera contro il Salisburgo ha parlato ai microfoni di Sky. Di seguito le sue parole.

C’è differenza tra chi è abituato a giocare in Champions e chi non lo è, lo insegna l’andata.
“Anche noi, frutto dell’esperienza di Mourinho, sappiamo che in Europa non possiamo sbagliare. Abbiamo fatto una bella partita e loro alla prima opportunità hanno fatto gol. Hai ragione, andando avanti il pericolo cresce. Il livello dell’Europa League è molto alto, dobbiamo fare attenzione e speriamo la fortuna oggi possa essere dalla nostra parte”.

Dybala è un rischio calcolato?
“È un rischio più per il Salisburgo che per noi. Paulo, Pellegrini e Abraham erano in dubbio, gli 11 giocatori che entrano sono importanti. Chi è in panchina può aiutarci”.

Qual è il suo giudizio sul percorso della squadra? È in crescita?
“Quando parliamo di tempo parliamo della crescita della squadra. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo 6 punti in più in campionato e stiamo giocando questa fase dell’Europa League. La partita della scorsa settimana è un buon esempio: abbiamo cambiato 5-6 giocatori e abbiamo portato a casa il risultato dopo una partita difficile. La crescita dei giocatori e il cambio mentalità, è questo di cui parliamo. La settimana scorsa è stata un buon esempio”.

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Smalling: ”Vogliamo andare più lontano possibile in Europa League. Spero di restare per più stagioni”

Smalling prima della gara di questa sera alle 21:00 contro il Salisburgo ha parlato a Sky. Di seguito le sue parole.

La grande differenza tra questa partita e quella di settimana scorsa in Austria?

Direi i 70 mila tifosi che sono qui al nostro fianco, quindi l’atmosfera del nostro pubblico. Vogliamo tornare a rivivere l’atmosfera europea che abbiamo vissuto l’anno scorso e comunque i tifosi sono sempre con noi.

Hai vinto l’Europa League con il Man United, con Mourinho in panchina, c’è la possibilità di ripetere questa cosa a Roma?

Sì è quello che speriamo, abbiamo un lungo percorso in Europa, abbiamo un allenatore che ha vinto tanti trofei e tante competizioni, quindi vogliamo andare più lontano possibile e regalare ai tifosi tante grandi serate di calcio europeo.

Il pubblico ti ama, resterai in futuro?
“Sì, sono molto fiducioso, sono concentrato sul raggiungere i traguardi di questa stagione. È vero, ho un’opzione per restare il prossimo anno, ma spero di riuscire a restare anche oltre la prossima stagione”

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Mancini: “Col Salisburgo sarà una battaglia. Spero i tifosi ci aiutino. Quest’anno voglio evitare ammonizioni stupide”

Le parole di Gianluca Mancini in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Salisburgo:

Che partita ti aspetti domani?
“Una battaglia, come all’andata, ci sarà da lottare su tutti i palloni, dare qualcosina di più, cercare di sbloccarla subito, per portarci tutti dietro, per vincere e passare il turno”

Se la Roma passasse il turno, avrà fatto il suo dovere o sarà un’impresa?
“Domani è una partita importante perchè è quella più importante della stagione, giochiamo l’Europa League, se la Roma vince e passiamo il turno, ci concentreremo per le prossime gare. Non è da tappezzare la città di bandiere per il passaggio agli ottavi, ma è una gara importante perchè vogliamo andare avanti in Europa”

Difesa migliorata molto come solidità e tu sei migliorato molto sul piano difensivo e disciplinare. Su cosa hai lavorato in maniera specifica, anche con il vostro consulente arbitrale?
“Su questo aspetto mi sono guardato allo specchio, nel finale di stagione, ho visto i dati e avevo preso troppi cartellini, ho lavorato semplicemente su me stesso, per evitare di saltare troppe partite e trovare continuità. Ho rivisto tante partite e ho notato che prendevo ammonizioni stupide, ho cercato di migliorarmi. Anche il mister mi ha dato una mano nel capire certe situazioni. Ci sta sul rendimento avere degli alti e bassi, è accaduto lo scorso anno e quest’anno, dipende anche dal rendimento della squadra, dal lavoro quotidiano, è normale che ci siano periodi fisiologici di alti e bassi”

Mancini-Smalling-Ibanez siete quasi una cosa sola, da tanti anni. Che tipo di rapporto c’è tra di voi? Ti aspetti di giocare ancora con Smalling nella Roma?
“Siamo tutti una famiglia, non lo dico per dire, ma siamo uno spogliatoio eccezionale, chiaramente c’è chi si trova bene con chi, ma lavoriamo bene tutti i giorni al massimo delle nostre potenzialità. Giochiamo da tanto tempo insieme noi tre ma c’è anche Marash Kumbulla che si allena al top, che è sempre pronto a giocare, adesso è arrivato anche Llorente che ha portato esperienza. Giocare insieme per tanto tempo aiuta a capirci con un semplice sguardo, a conoscere bene pregi e difetto del compagno di reparto, ma la difesa si costruisce con tutta la squadra, è un sacrificio di tutti. Smalling? Spero e penso che resterà”

Sull’ambiente allo stadio di cui ha parlato Mourinho, c’è qualche fischio che vi ha dato fastidio?
“Penso che il mister nell’ultima partita si riferisse soprattutto ad Edoardo Bove, un ragazzo giovane che sta facendo le prime partite in una piazza importante, si riferiva al fatto di dargli una mano. Se sentiamo lo stadio presente come lo scorso anno e quest’anno spesso, è una forza in più, è un giocatore in più, quando l’Olimpico è bello concentrato, pronto a spingerti, si avverte, lo avvertivo da avversario e ora quando gioco si sente a tuo favore. Poi sinceramente quando gioco sono talmente concentrato che se arriva qualche fischio non lo sento, in assoluto spero che lo stadio ci aiuti domani, ma sta anche a noi dimostrare e farci aiutare da loro”

La vittoria contro il Verona vi ha dato maggiore serenità?
“E’ una vittoria importante per il campionato, domani è un’altra competizione, siamo carichi e pronti per ribaltare il risultato. L’equilibrio nel nostro spogliatoio, con lo staff e tutti coloro che collaborano c’è soprattutto quando non vinciamo”

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Mourinho: “Domani in campo daremo tutto, mi aspetto una Curva calda. Dybala e Abraham? Non sono al 100%”

Le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Salisburgo:

Come stanno Dybala e Abraham?
“Vediamo domani, al 100% sicuramente non sono, se vogliono essere disponibili per aiutare sì. Vediamo le soluzioni domani e quello che decideremo. Tutti e tre insieme (si riferisce a Pellegrini ndr) sono tre dubbi insieme, magari è troppo. Ma tutti e tre disponibili per aiutare sicuramente sì, nell’ultima partita non era possibile, domani ci saranno”

Si aspetta un Salisburgo differente rispetto alla passata settimana?
“Hanno vinto 1-0, sinceramente non lo so. Difficile da dire, sicuramente hanno un vantaggio, seppur minimo, non mi sembra per filosofia una squadra che verrà qui pensando solo di pareggiare 0-0, non mi sembra siano così. Mi sembra una squadra che vuole giocare e attaccare. Magari sarà una partita simile a quella di andata, con un destino diverso, perchè la prima partita la squadra che ha avuto le grandi chance di vincere siamo stati noi e abbiamo perso, vediamo domani se riusciamo a fare diversamente”

Ieri il CEO della Roma Berardi ha detto che è convinto che rimarrà a Roma. E’ un’intuizione del CEO o c’è stato un colloquio con la proprietà?
“No non ho scambiato nessuna parola con Berardi, è solo un’intuizione sua”

Quanto sarà importante centrare la Champions per il suo futuro?
“Oggi prima del Salisburgo, l’ultima cosa a cui voglio pensare è il mio futuro, sia mio che della squadra. Oggi bisogna pensare solo a domani, una partita da dentro o fuori, non è una gara di campionato, non voglio pensare al futuro. Il futuro in questo caso è domani”

Ha visto gli occhi della tigre in allenamento? Wijnaldum può giocare dall’inizio?
“Gini sta migliorando, lo vediamo ogni giorno e sicuramente lo avete notato anche voi nei 10 minuti finali contro il Verona e l’intensità sta arrivando. Posso dire che è un’opzione per noi, non è più un’opzione da 5 minutini. Non ho visto negli occhi oggi dei giocatori, perchè non era il giorno giusto, era un allenamento di recupero per chi ha giocato domenica, un allenamento di bassa intensità, di tattica, però sono sicuro che i ragazzi sicuramente vogliano vincere l’eliminatoria. Non ho dubbi che arriveremo con l’atteggiamento giusto, anche perchè questa squadra mi sorprende quando non ha l’atteggiamento giusto, perchè di solito noi siamo una squadra che con tutti i limiti che abbiamo, riusciamo a dare sempre il massimo. Non ho dubbi che domani i ragazzi, al di là di qualche problema fisico, avranno occhi di chi vuole far bene e vincere”

Vuole precisare qualcosa sui tifosi e l’ambiente? Si aspetta uno stadio infuocato?
“Penso che l’altro giorno ho finito la conferenza dicendo che mi scusavo delle mie parole, perchè non è il mio lavoro. Sono io che devo essere criticato da loro, non il contrario. Mi sono già scusato. Domani come ho risposto prima mi aspetto la mia squadra con l’atteggiamento giusto ed è qui che posso avere un’influenza positiva. Siamo abituati ad una Curva calda, che ci ha dato tanto lo scorso anno principalmente in queste gare europee decisive, hanno giocato con noi e ovviamente se giocassero ancora con noi aiuterebbe l’inerzia, la dinamica e la nostra intensità. Però sarà lo stadio che i tifosi vorranno, lo stadio che noi siamo capaci di fare, perchè la squadra con il suo atteggiamento aiuta a migliorare l’atmosfera o viceversa. Quello che noi possiamo controllare siamo noi stessi, come gruppo, abbiamo sempre definito la filosofia che la partita più importante è la prossima. Anche settimana scorsa ho risposto la prossima. Andremo con tutto quello che abbiamo e spero che lo stadio capisca questo”

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Berardi sicuro: “Mourinho resterà a Roma”

“La mia convinzione è che anche l’anno prossimo Mourinho sarà allenatore della Roma”. Parola dell’ad giallorosso Pietro Berardi nel corso dell’evento “I nostri primi 20 anni” del Roma Club Montecitorio. “Con Mourinho – ha aggiunto Berardi – siamo a metà contratto, un anno e mezzo, lui è molto determinato soffre per la As Roma per raggiungere il risultato”.

Fonte: Ansa

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Mancini: ”Mourinho mi ha cambiato, è il nostro leader. L’obiettivo è quello di tornare in Champions”

Mancini ha parlato della sua esperienza nella Capitale e si è raccontato a Star Casino Sport affrontando diverse tematiche. Di seguito le sue parole.

Quali sono le sensazioni che ti provoca la responsabilità di essere un leader della squadra?

“Nello spogliatoio ci sono tantissimi leader carismatici. Io mi ritengo uno di questi per gli atteggiamenti: l’allenarsi bene, il dare tutto in campo… Non la vivo male, è una cosa molto bella, ma è importante che dentro una squadra ce ne siano tanti”.

Sei molto attaccato alla maglia, sembri quasi romano e romanista…

“Dal momento in cui sono arrivato a Roma ho sentito qualcosa di speciale grazie a questi tifosi. Quando venivo da avversario all’Olimpico lo sentivo come uno stadio caldo e passionale. Quando ho fatto la prima partita da titolare, il derby, ho sentito qualcosa dentro che mi porta a dare sempre tutto per la città, squadra e compagni”.

Come hai vissuto la vittoria della Conference League e che effetto ti fa giocare sempre con lo stadio pieno?

“L’anno scorso, quando è arrivato il mister (Mourinho, ndr) è scattata una scintilla, tutte le domeniche e i giovedì lo stadio era pieno e questo dava un senso di responsabilità a noi giocatori. A volte abbiamo soddisfatto i tifosi, altre volte meno. L’Olimpico pieno è qualcosa di unico, i tifosi ci danno tanto. La vittoria della Conference è stata speciale, vedere la città in festa è stato un orgoglio. L’obiettivo era quello di arrivare in finale, il percorso è stato tortuoso e lo sapevamo, non conoscevamo la competizione e si è rivelata difficile. Poi quando vinci e porti un trofeo a Roma è qualcosa che rimane per sempre”.

Il tuo rapporto con Mourinho?

“Il mister è diretto, schietto e incisivo, ti sa cullare e ti sa “bastonare” se serve. È il vero leader della squadra e un punto di riferimento. Ha cambiato il mio modo di leggere le partite e le situazioni di gioco. Non avevo mai giocato per vincere al 100% come sto facendo con lui. Ha cambiato la mentalità negli allenamenti: diamo sempre il massimo per migliorarci”.

In questi anni hai visitato la città?

“Sì, esco con mia moglie e le bambine. Andiamo in centro o al mare. Il mio piatto preferito è la carbonara. Roma è stupenda e incantevole”.

Quali sono i vostri obiettivi per questa stagione?

“La Conference e l’arrivo di nuovi calciatori hanno alzato il livello: non devi pensare di fare due annate uguali, altrimenti non migliori. L’obiettivo è migliorare la classifica dell’anno scorso e, quindi, conquistare un piazzamento in zona Champions League. Ogni domenica cerchiamo di vincere dando sempre il massimo”.

Dybala?

“Paulo è un campione e lo sappiamo. È uno dei più bravi calciatori in Italia, forse il più bravo dal punto di vista tecnico. Ci sono anche Matic, Wijnaldum, Celik e Svilar: quella estiva è stata una bella campagna acquisti che ha migliorato la squadra e fatto crescere il gruppo”.

Ti sei ispirato a Materazzi?

“Ricordo il Mondiale del 2006, è stato il simbolo dell’estate italiana. Dava sempre tutto, ci metteva sempre la faccia: era un calciatore di personalità. È una fonte di ispirazione per me”.

Hai anche un obiettivo per quanto riguarda i gol oltre a difendere bene?

“Se segni aiuti la squadra, quindi spero di tornare a fare gol, ma il mio obiettivo principale è quello di impedire agli avversari di segnarci. Voglio migliorare e lavorare su situazioni di campo dove non mi sono comportato bene, oltre a quelle in cui sono forte, per alzare l’asticella e aiutare la squadra”.

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Belotti: “Giuste le critiche di Mou al gruppo, qualcosa non andava ma per vincere serve un grande gruppo”

Andrea Belotti ha commentato così la vittoria sul Verona per 1-0 ai microfoni di DAZN:

Hai avuto una chance e sono arrivati i complimenti come ti sei sentito?
Bene. È un modulo che proviamo dall’inizio dell’anno conosco bene i meccanismi e li ho imparati bene.

Hai la pressione di conquistare alla maglia da titolare?
“Io cerco sempre di dare il massimo, sia dall’inizio sia quando gioco 10 minuti. Vogliamo tutti portare a casa il risultato.”

Sulle parole di Mourinho alla squadra dopo la partita.
“Le parole esatte può dirtele lui. Sono parole che devono rimanere tra di noi. Le parole sono state sul gruppo.”

Sul rapporto con Mourinho.
Lo conosciamo tutti è un grande che ha allenato tantissime squadre. Quando ha attaccato il gruppo lo ha fatto perché qualcosa non andava e ce ne siamo accorti anche noi. Per i grandi risultati la forza del gruppo ci deve sempre essere.

Sei a tuo agio a giocare con Tammy?
Ci sono state occasioni in cui abbiamo giocato insieme e avevamo preparato la partita in un determinato modo. Il mister conosce il calcio meglio di tutti noi. Nella carriera io sono stato abituato a giocare ad una o due punte. Per noi l’importante è giocare.

Come ti senti fisicamente?
Sto bene, ho passato il periodo iniziale senza ritiro quindi doveva trovare la condizione. Poi durante la sosta ho avuto modo di recuperare da un infortunio ma ho cercato sempre di lavorare. Ora mi sento assolutamente bene.

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La prima gioia di Solbakken: “Felice del gol vittoria, cresce il feeling con la squadra. Daje Roma!”

Ola Solbakken ha commentato così ai microfoni di DAZN la vittoria sul Verona arrivata grazie al suo primo sigillo in giallorosso:

Sei soddisfatto della prestazione della squadra?
“Sì, sono orgoglioso della squadra. Abbiamo lottato, ci siamo sacrificati per 90 minuti. Non è stata la partita perfetta, ma sapevamo che il Verona fosse ostico. Credo che i tifosi siamo orgogliosi di questa prestazione”.

Come ti sei trovato con Belotti?
“Belotti è un grande giocatore, lotta sempre e devo solo imparare da lui. Il feeling con i compagni sta migliorando, penso di essere sulla strada giusta”.

Le prime parole italiane che hai imparato?
“Ciao, daje Roma e forza Roma”.

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Mourinho: “Vittoria di un gruppo fantastico. Sold-out? Quello vero col Bodo, oggi solo la Curva ci ha aiutati. A fine stagione parlerò, ho tanto da dire”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 1-0 contro l’Hellas Verona:

Quell’abbraccio finale, cosa ha detto alla squadra?
“Complimenti a tutti quelli che hanno vinto, e hanno vinto tutti, tutti loro. Mancavano solo Dybala e Darboe, oltre a Tammy che è andato all’ospedale. Hanno vinto loro, con uno spirito di gruppo e di sacrificio fantastici. Giocando molto bene, se si può dire così, il tipo di gioco che si può fare contro il Verona, molto difficile da affrontare. Una vittoria molto molto meritata dei ragazzi, che hanno fatto un grandissimo sacrificio. 5-6 di loro hanno giocato in Austria, Karsdorp non giocava da più di due mesi, Spina tornava da un infortunio, Bove giocava in un campo di plastica lo scorso anno, Belotti non giocava da tanto tempo, Solbakken apprende il nostro gioco, anche lui fisicamente non è al top. El Shaarawy che non gioca mai due partite di fila, adesso ne gioca 4-5 di seguito al massimo, Zalewski gioca in 10 ruoli, è una squadra a cui la gente per me non dà quello che la squadra merita”

Belotti?
“Grandissima partita, meritava il gol. Grandissimo merito ai ragazzi, non potrei essere più felice di così per l’impegno di questi ragazzi, mi dispiace che la gente non capisca il nostro sforzo, o non vuole capirlo. Sono grato ai miei ragazzi per quanto stanno dando”

Parla dello stadio? Oggi 23 soldout di fila?
“Sì dipende cosa significa soldout: il soldout col Bodo, lo stadio vince da solo, soldout come oggi, arrivano 3-4 fischi per un ragazzo che perde palla nel finale, dopo diventano 60 fischi. La gente guarda il terzino destro e deve capire che lì non ci sono Cafu e Maicon.
Bove se sono un tifoso della Roma lo porto in braccio ogni giorno, perchè è più tifoso di loro. Si fa piano piano, quando sono arrivato doveva andare in prestito ad una squadra di serie C, adesso gioca titolare in A. Voi anche non aiutate, gli altri sono fenomeni, noi vinciamo per fortuna o su palla inattiva. Io sono un vecchietto, non ho bisogno di
Loro hanno bisogno, con la Curva, gli altri vanno soddisfatti a casa. Loro è giusto che mi criticano, perchè sono l’allenatore ed è giusto così, però mi dispiace per i ragazzi perchè meritano di più”

La Roma sta facendo di più di quanto valesse?
“Ne parliamo alla fine della stagione, adesso non è il momento di parlare, perchè ho tanto da dire. Non ho mai dato interviste a nessuno, parlo con voi e in conferenza perchè sono costretto, magari sbaglio, ma parleremo alla fine”


La Roma sta iniziando a giocare bene senza i suoi migliori palleggiatori. Quali sono i motivi?
“Abbiamo lavorato bene in ritiro. La squadra ha più qualità quando siamo tornati. I ragazzi crescono, i più giovani. Gente come Mancini, Cristante e Ibanez, c’è il lavoro che fa migliorare. Chris non è troppo giovane, ma sono giocatori che crescono di qualità. I ragazzi stanno crescendo, di solito le squadre che hanno la pressione mediatica e sociale di fare grandi cose sono squadre che non hanno bisogno di far crescere i giocatori. Ho sempre avuto pressioni di fare cose importanti, però avevo prodotti finiti, giocatori di livello e di esperienza altissima. Questa gente cresce, arriviamo da un anno e mezzo insieme, questo Bove è diverso dal Bove di un anno e mezzo fa. Quando sono arrivato doveva andare in prestito in C. Solbakken non si era mai allenato su un campo di erba naturale. Senza il credito che i ragazzi meritano andiamo avanti. Giovedì ce n’è un’altra, contro una squadra che ha fatto SPA in Austria, hanno giocato in 3. Andiamo lì di nuovo, se vinciamo è fantastico, se perdiamo andiamo a casa e possiamo dormire tranquilli, anche nel momento della sconfitta è gente che può vivere in pace”.

Questa squadra è terza in classifica e la Roma sta giocando bene. Cosa si sente di rispondere a chi parla male della Roma?
“Spinazzola per me ha fatto una partita fantastica. Quando abbiamo fatto una partita di squadra di questo livello è dura per me parlare del migliore in campo. Leonardo ha fatto una partita straordinaria, pensavo di cambiare lui e Karsdorp al 60′ perché non pensavo avessero benzina per 90′, ma ho visto l’evoluzione della partita di Leo che è arrivato alla fine con una condizione molto buona, come Cristante, El Shaarawy, i tre difensori, chi gioca tutti i minuti ha fatto uno sforzo fantastico. Chi ha giocato meno e ha giocato oggi ha fatto una grande partita di squadra, sono molto contento principalmente per loro. Non è una gioia personale, sono contento per loro, meritavano di vincere questa partita contro un avversario difficile”.

Con chi ce l’aveva nel suo sfogo a DAZN?
“Quando Cafu perde una palla, hai un motivo per non essere contento? Cafu è il migliore al mondo nella sua professione. Lui o Maicon. Quando alcuni giocatori di altissima esperienza, come De Rossi, perdono il pallone, è normale che non piaccia. Quando Bove perde un pallone all’80’ e la gente fischia è un problema doppio. Quando dico Bove dico Karsdorp che non gioca da due mesi, Cristante che corre 12 km a partita. Chi perde palla e morde per cercare di recuperare merita rispetto. Siamo una squadra di gente seria, che dà tutto. Siamo una squadra che perde, abbiamo perso contro la Cremonese e volevamo vincere, così come a Lecce. Arriveranno altre sconfitte, pareggi, vittorie, questa è una squadra da rispettare. La gente sa i sacrifici che si fa per giocare? La gente non lo sa. C’è una curva che appoggia, ci sono zone che io sento passive, c’è un’altra zona che sono i tifosi avversari che si sono spostati, di solito sono alla mia sinistra, ma invece davanti a me a destra c’è un gruppo di tifosi avversari. Mi scuso perché non è il mio lavoro, sono i tifosi che devono criticare a me, non lo faccio per me, ma per i miei calciatori. I calciatori sbagliano perché hanno dei limiti. Zalewski non ha giocato molto bene come ala destra, a volte non sa dove gioca. Chiedo scusa a due colleghi, primo e secondo in classifica, Spalletti e Inzaghi: io non posso cambiare quattro giocatori come Dzeko-Lukaku, guardate i nostri limiti. I ragazzi danno tutto, io devo difenderli. Per me non è un problema, ho 60 anni e i capelli bianchi, voglio vincere come 20 anni fa. I ragazzi meritano di più”.

Durante l’anno lei ha diviso il gruppo tra giocatori forti e meno forti.
“Magari hai ragione tu e ho sbagliato io. Se ho sbagliato mi scuso anche io. Se pensi che quello che è successo a Sassuolo, in cui ho esagerato nella dimensione della critica, è un esempio per cui faccio mea culpa. Se dire che i bambini l’anno scorso giocavano in un campo di plastica è intendere che hanno un percorso da fare ed è negativo non sono d’accordo con te. Qual è stato l’ultimo allenatore della Roma ad aver bisogno di tanti bambini? Quando la Roma ha vinto con un gigante come Capello c’erano Batistuta, Totti, Montella e Delvecchio, negli ultimi anni Salah e Dzeko. Un giocatore in prestito è una difficoltà tremenda per me e per loro, hanno poca possibilità di crescere. Solbakken non è arrivato prima del ritiro in Portogallo, ma due giorni prima della prima partita. I ragazzi meritano rispetto, totale. Se qualche volta per il mio stile di comunicazione apro le porte alle critiche, se è mia responsabilità, chiedo scusa ai ragazzi”.