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Saelemaekers: “A Roma sto bene, ho trovato l’ambiente”

Alexis Saelemaekers ha partecipato al secondo episodio della seconda stagione della rubrica ‘a casa dei campioni’ su idealista/news. Le sue parole:

Sei alla prima stagione in giallorosso e già ti sei ambientato molto bene, è così? 

Sì, a Roma sto bene. Ho trovato un ambiente che mi ha accolto con grande affetto e dei tifosi che mi hanno sostenuto da subito. Questo per me è stato molto importante. 

Ci racconti cosa ha significato per te segnare al derby? 

È stata una grande gioia perché queste partite rappresentano molto per i tifosi. Per noi calciatori sono uno stimolo in più proprio perché sappiamo quanto sia importante a livello emotivo. Sicuramente il Derby di Roma è tra i più rappresentativi in Italia e la gioia di averlo vinto è stata enorme. 

Qual è l’aspetto della città che ti piace di più e quello che ti ha sorpreso di più? 

Roma non ha bisogno di presentazioni, è una città meravigliosa, non a caso è la capitale del mondo. La sua storia e il suo fascino sono incredibili. Quello che mi ha sorpreso di più, però, e un po’ mi pesa (sorride), è il traffico. 

Hai pensato di comprare casa nella Capitale? 

Non ci ho ancora pensato in maniera approfondita, sono qui da pochi mesi, sicuramente sono interessato a questo mercato e sto facendo delle valutazioni. 

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Totti: “Chiamerei Ancelotti ma alla Roma non verrà. Futuro? Farei il dirigente solo in giallorosso”

Francesco Totti è intervenuto nel format Viva el Futbol in compagnia di Adani, Cassano e Ventola e ha parlato di passato in giallorosso ma anche di presente e futuro:

“Io ingrassato? Macché, sto in gran forma. Dai che alle 21 già dormo, facciamo presto che ormai ho una certa età. Tu ormai non hai più freni, ne dici pure di cavolate (Cassano ndr). Però sei schietto. Ma ti ricordi quando ti eri inventato che ti avevamo rubato l’assegno? Vabbè eri giovane, eri una bomba a mano quel periodo. In campo però ci trovavamo a occhi chiusi, sei stato un coglione dovevi giocare con me altri 15 anni”. 

Totti ha poi parlato delle recenti dichiarazioni di Moratti su una presunta supplica di Franco Sensi di acquistarlo per risanare alcuni debiti: “Moratti è un signore, un numero uno, ma le sue dichiarazioni non mi sono piaciute. Sensi non mi ha mai voluto vendere, non sentiva ragioni, si è sempre impuntato. Quindi, in caso, era il contrario: Moratti e l’Inter mi volevano, ma per i Sensi io sono sempre stato incedibile. E questo va detto. Per lui non c’era discussione, così come per me: rimanere a Roma. Questa è la verità”.

Sul nuovo allenatore
“Per vincere lo scudetto a Roma servono grandi allenatori, ma soprattutto grandi giocatori. Serve qualcosa in più rispetto a quello vedo, oggi la Roma merita il quinto-sesto posto, non di più. Ci sono squadre più forti in questo momento. Alla Roma serve Ancelotti, ma tanto non viene. E se venisse ti direbbe: qual è la squadra? Perché con questa non vengo, mi deve cambiare la spina dorsale. Se io dovessi essere il direttore tecnico proverei a convincere lui. E se alzo il telefono io è diverso rispetto ad altri. Gasperini è un buon allenatore, ma non mi fa impazzire. Io non riuscirei mai a giocare con il suo modo a tutto campo. De Zerbi invece mi piace moltissimo, ma a Roma sarebbe un punto interrogativo. A Roma si sono abituati ad allenatori medi…”.

Futuro?
Adesso penso a divertirmi e a fare quello che sto facendo, poi se mi cercassero valuterò. La Nazionale? Ad altre squadre farei difficoltà, per me esiste solo la Roma. L’Italia è diversa. Decidere? Non da solo, ma con gli altri, potrei dare il mio contributo. L’importante è sapere il budget, poi qualcosa conosco

Su Mourinho
“Mourinho è uno dei più forti al mondo. Lui, Allegri o Ancelotti non fanno un gran gioco ma sanno mettere i giocatori in campo. E vincono, e conta il risultato. A Roma Mourinho ha giocato due finali europee, che gli vuoi dire?”.

Il no al Real Madrid
“Nel 2004 mi avrebbero dato una vagonata di soldi, dopo l’Europeo in Belgio per 9 anni ho sempre avuto tante richieste. Se avessi scelto un’altra squadra sarebbe stato più facile vincere un Pallone d’oro, ma quello che mi ha dato la Roma non me l’avrebbe dato nessuna città. Sono diventato Totti grazie a questo percorso, altrimenti ero uno dei tanti. Non era semplice rimanere qui, ne ho visti di giocatori scarsi passare vicino a me. Tommasi? No no, lui era uno buono”.

Su Dybala
“Dybala è il giocatore che più mi somiglia oggi, fatico a trovarne altri in serie A. Paulo è un talento vero, non solo in Italia. Ai tempi miei c’erano tanti, oggi come lui ce ne sono 5 o 6 al mondo. Uno di questi è Yamal. Dybala ora sta bene, non fa fatica e non si ferma. In Serie A è il più forte, ma ce ne sono troppo pochi in Italia. Nel Brescia una volta giocavano Guardiola e Baggio, oggi nemmeno i nomi si conoscono”.

Il ritorno in campo e quel retroscena a gennaio
“Il mio ritorno? Non ho mai pensato di giocare con un’altra squadra, non avrebbe avuto senso. Solo io Maldini abbiamo giocato 25 anni con la stessa squadra. Ma voi pensate che Messi in 25 anni alla Roma con Frau, Cesar Gomez e Pivotto avrebbe vinto tutti quei Palloni d’oro? A gennaio davvero mi ha cercato una squadra in Italia di Serie A, non scherzo. Stavo bene, ma non volevo cambiare città. Quale era la squadra? Dico solo che avrei dovuto vivere vicino a Cassano”.

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Dybala: “In estate vicino all’addio, poi ho scelto la Roma perchè sento di poter dare ancora tanto”

Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista ai microfoni di CBS Sports:

La presentazione alla Roma.

“Un momento magico, ho sentito tremare le gambe. Non pensavo che un giocatore che veniva dalla Juve, una rivale, potesse essere accolto così, ma la gente di Roma mi ha sempre fatto sentire amato dal primo giorno. Sento di dover ricambiare tutto questo amore da quel giorno”.

Cosa ti ha convinto a scegliere la Roma?

“Roma ha un nome importante come città e come storia, anche nel calcio. Ci sono sempre stati giocatori importanti qui come Totti e De Rossi, anche grandissimi argentini come Batistuta“.

Cosa è successo la scorsa estate?

“È stata un estate particolare. Sono stato vicino all’addio ma parlando con mia moglie e con la mia famiglia abbiamo deciso che non fosse il momento per lasciare la Roma, la città e il calcio europeo. Sentivo di poter dare ancora tanto”.

Cosa si prova ad essere l’idolo di tantissimi giovani e bambini?

“Una grandissima emozione vedere i bambini imitare la mia esultanza. Essere un esempio per loro è qualcosa di speciale”.

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Ghisolfi: “Puntiamo tanto su Soulè. Lavoriamo ai rinnovi di Soulè e Paredes”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di Sky Sport, prima di Roma-Como

La scelta di Soulè stasera? Non lo avete mandato via perchè?
“Abbiamo avuto tante offerte, crediamo in lui, è un investimento importante per la società, ha fatto bene nelle ultime gare, spero che oggi continui con un’altra grande partita. Ha un potenziale enorme, la Roma non è un posto facile per far esplodere questo potenziale, penso che passo dopo passo stia migliorando”

Svilar e il rinnovo? A che punto è? Paredes anche?
“Sì vogliamo andare avanti con entrambi, però non mi piace parlare di questi argomenti singoli prima di una partita di questa importanza, sarà difficilissimo oggi, dobbiamo essere concentrati sul Como”

C’è una dead line sulla scelta dell’allenatore?
“Non abbiamo fretta, abbiamo tempo, vogliamo fare la scelta giusta e anche vogliamo restare concentrati sul presente, per il momento abbiamo con il mister risposto con trasparenza, oggi non c’è niente di nuovo”

Rincorsa della Roma verso l’Europa, la stessa partecipazione alle coppe europee potrà condizionare il budget per il mercato della prossima estate?
“Sì sicuramente la classifica finale sarà importante per costruire la Roma del futuro. Abbiamo due competizioni, non vogliamo mollare niente”

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Ancelotti: “Roma? Ho ricordi bellissimi ma dubito che Ranieri smetta”

Carlo Ancelotti ha parlato ai microfoni della RAI. Ecco le sue dichiarazioni:

Il suo futuro e la Roma
“Ho ricordi bellissimi, quello che sarà il futuro non lo so. Per adesso sto bene qua, ho un contratto e non posso fare l’allenatore tutta la vita. Ranieri è una grande tecnico, uno stratega e legge bene l’ambiente. Non è una sorpresa il bene che sta facendo. Io ho dei dubbi che lui smetta”.

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Hummels ribadisce: “Il mio futuro in estate”

Mats Hummels ha chiarito nuovamente che deciderà solo in estate se prolungare ancora per una stagione la sua avventura nella capitale oppure no.

Ecco le sue parole ai microfoni di RTL.DE:

L’ambientamento a Roma..

“All’inizio ho avuto delle difficoltà. È una città enorme con una storia incredibile. Mi ci è voluto un po’ per fare amicizia con il traffico romano, ho avuto davvero stress per qualche mese. Nel frattempo, mi è stato detto che guido già come un romano”.

Il Futuro?

“Non sarà deciso nelle prossime settimane. Negli ultimi anni l’ho gestito in modo tale da ascoltare il mio corpo, anche la mia famiglia, mio figlio. Anche perché mi manca passare del tempo con lui. Ecco perché si deciderà solo in estate. Ci sono molte responsabilità per un bambino di sette anni. Ma credo che troveremo un modo per essere felici”.

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Stadio, Gualtieri conferma: “Depositato il fascicolo sui trasporti. Il progetto definitivo entro la Primavera”

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha confermato in una breve intervista l’accelerazione di queste ore del club giallorosso sul tema stadio a Pietralata:

“E’ una domanda che mi viene rivolta spesso, pensate che c’è un utente Instagram che me lo chiede sotto ogni post. Lo stadio non lo fa il Comune, lo fa la Roma, che ha deciso di farlo, ha avviato la procedura e nei passaggi finali ha lavorato tantissimo. Ieri è stata depositata la parte che riguarda i trasporti e ci aspettiamo entro la primavera il progetto definitivo. Siamo in un momento importante e positivo, tutti mostrano il massimo impegno per un progetto che sembra splendido. E’ uno stadio che a sua volta porta anche la riqualificazione di un’area, che verrà completamente riformata. Ci siamo quasi“.

(Fonte: Morning Show Radio Globo).

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Ghisolfi: “Vogliamo costruire una Roma forte con Dybala. Lavoriamo ai rinnovi di Paredes e Svilar”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di Sky Sport, prima di Roma-Monza. Ecco le sue dichiarazioni:

I motivi di questa accelerazione?
“Le squadre davanti hanno perso punti, ma questo non deve distrarci. Sappiamo da dove veniamo, non vogliamo mollare niente adesso e abbiamo fame in entrambe le competizioni. Queste partite, come col Monza, sono le più difficili e dobbiamo giocare con intensità e concentrazione. È una partita molto importante per noi”.

Altri rinnovi dopo Pisilli? Paredes e Svilar?
“Il rinnovo di Pisilli è molto importante per noi, è un giocatore di grande qualità ed è già in Nazionale, è un figlio di Roma e siamo felici anche per la sua mentalità. È un ragazzo d’oro che dà sempre tutto sul campo. Per noi in questo progetto col mister la mentalità è importante. Anche Paredes e Svilar sono il futuro della Roma”.

Ci dà una tempistica?
“Lavoriamo passo dopo passo”.

Esclude Ranieri allenatore anche l’anno prossimo?
“Non voglio rilanciare. Spero che possa cambiare, è stato chiaro e quindi stiamo lavorando sul futuro. Ma la cosa più importante è il presente, quindi il Monza e poi la Coppa. Abbiamo cose importanti da fare, abbiamo fame”.


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Ruotando i giocatori avete fatto i punti per avere una classifica invitante. La Roma può scegliere tra le due competizioni?
“Sì, è vero che le squadre davanti hanno perso punti però non deve distrarci. Abbiamo fame perché sappiamo da dove veniamo, vogliamo giocare in campionato e in Europa League al 100%, non vogliamo fare una scelta e non vogliamo mollare niente”.

C’è rammarico per non aver chiamato Ranieri a settembre?
“Non dobbiamo vivere nel passato, oggi Ranieri è qua e siamo contenti perché sta facendo un ottimo lavoro. Adesso non vogliamo mollare niente perché sappiamo da dove veniamo e vogliamo continuare così”.

Nel futuro della Roma c’è sempre Dybala?
“Sì, conosciamo l’importanza di Paulo e la vediamo in ogni partita. Per il prossimo anno è sotto contratto, vogliamo costruire una squadra molto forte dove avrà il suo spazio per il suo talento e adesso anche per la leadership”.

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Burdisso: “Presto lavorerò con De Rossi. Ranieri? Un grande ma nel 2011…”

Nicolas Burdisso ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto delle sue parole:

“Sapevo che con Ranieri sarebbe rinata, perché conosco bene i suoi punti di forza. Sa amalgamare un gruppo e trascinarlo avanti. Lo ha saputo sempre fare. Ora sta trovando fiducia e risultati, visto che la squadra è buona. La cosa più bella, comunque, è che la gente sia tornata ad affezionarsi”.

A proposito di Ranieri: sono passati 14 anni da quel 2011 in cui fu esonerato dalla Roma. Ci spiega perché il tecnico disse che lei era l’unico della squadra che avrebbe potuto guardarlo negli occhi?

“C’erano state frizioni interne e io mi ero permesso di dirgli in faccia quello che pensavano tanti. E lui lo ha apprezzato perché era per il bene di tutti. Non erano cose sul piano tecnico, ma aspetti legati alla gestione di un gruppo che pochi mesi prima aveva sfiorato lo scudetto. Se si è in costante frizione, è impossibile migliorare”.

Nell’ultimo anno solare la Roma ha avuto 4 allenatori. È vero che i calciatori possono scaricare un tecnico sgradito?

“Non credo. I calciatori d’oggi sono diversi. Faccio fatica a pensare che possano rivoltarsi contro un allenatore. Ma chi è in panchina è un uomo più solo rispetto al passato e deve essere più preparato. Non può pensare a tutto. Vedi, spesso i d.s. sono giudicati solo dal mercato, invece ha molti altri compiti fra cui anche quello di migliorare l’allenatore, non escluso dal punto di vista tecnico. Ciò che conta è risolvere i suoi problemi esterni per farlo concentrare solo sul campo. Qualche volta lui e il club sembra parlino due lingue diverse. L’allenatore ha bisogno immediato di vincere, il club invece ha una missione: portare avanti il progetto, migliorare il brand e tanto altro. E la persona che fa da collegamento fra di loro è il d.s., che ha la capacità di interpretare i bisogni di entrambi. Serve leadership, perché occorre confrontarsi sia coi proprietari che coi calciatori. Capire i momenti in cui si può parlare, quelli in cui valorizzare i calciatori oppure la società. E tutto questo te lo dà l’esperienza. Ecco, nel mio modo di lavorare provo ad attuare tutto questo”.

Un anno fa si sarebbe mai immaginato l’esonero di Mourinho?

“No. José aveva compiuto un lavoro pazzesco. Qualcosa forse si era rotto, ma aveva fatto cose fantastiche”.

E l’esonero di De Rossi, che ha portato anche al Boca a chiudere la carriera?

“Mi è dispiaciuto molto per come è andato via Daniele, perché secondo me era l’’uomo giusto per questa piazza”.

A sensazione, tornerà mai ad allenare la Roma?

“Non parlo come suo amico, ma da dirigente: penso che Daniele, per leadership e competenze, sia pronto per fare l’allenatore in qualsiasi squadra al mondo”.

Poche sere fa eravate a cena insieme. Avete mai immaginato di lavorare in tandem?

“Sì, e sono sicuro che prima o poi succederà, perché ci fidiamo l’uno dell’altro. E poi la nostra amicizia aiuta. L’estate scorsa, però, la Roma non mi aveva contattato. Altre squadre invece sì”.

Quali sono i dirigenti che più l’hanno colpita?

“Con Pradè abbiamo fatto un gran lavoro. In passato direi Oriali, Sabatini e Baldini, pur con le loro differenze”.

Faccia un profilo del suo tecnico ideale tra quelli che ha avuto.

“Io sono stato fortunato, perciò direi che in un mix userei: per spiegare i concetti Carlos Bianchi, per la gestione Luis Enrique, per gli allenamenti Bielsa, per la preparazione del match Gasperini, per la comunicazione Mourinho, per il carisma Maradona”.

La Roma il prossimo anno giocherà in Europa?

“Probabile, se in Coppa e campionato manterrà questo ritmo”.

Da dirigente, pensando anche al budget e alla fragilità, Dybala è un problema o una soluzione?

“Lo avete visto col Porto? Paulo è sempre e solo una soluzione. Poi sta alla competenza di un direttore inserire il suo talento in un progetto sportivo”.

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Ranieri: “Dybala è la luce. Felice per la vittoria, ma inammissibili certe leggerezze”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 3-2 contro il Porto:

Serata difficile sulla carta, ma resa gloriosa…
“Avere un campione come Dybala nel tuo arco vuol dire tanto. È straordinario, parla poco ma è un leader e dice sempre le cose giuste. Quando prendo gol divento pazzo, figuriamoci due. Dicevo ai ragazzi: ‘Dove andate!’. Abbiamo rischiato di prendere gol, dobbiamo diventare squadra. La partita ormai era nostra dopo l’espulsione, ma dovevamo essere attenti”.

Ci sono margini di crescita?
“Sono super contento ma dobbiamo migliorare. Anche i muri sanno che prendiamo gol in ripartenza, ma al Porto le abbiamo comunque concesse e questo non è ammissibile”.

Cosa ha aggiunto Dybala a questa serata?
“I compagni hanno dato tutto ma lui accende, è la miccia e la bomba, è tutto. Si diverte e sta bene fisicamente, non vorrebbe mai uscire. Sono contento di averlo”.

Non è facile smettere di attaccare quando ci si diverte…
“Loro si divertono e io mi mangio il grasso del cuore (ride, ndr). A me piace attaccare ma bisogna essere razionali quando si vince. Non posso vedere difensori che vanno oltre la linea offensiva. Sono contento così come i tifosi. I ragazzi hanno ripreso una partita difficilissima, complimenti a loro. Tra andata e ritorno la squadra ha dimostrato di voler fare bene, sono state due partite bellissime”.

Il primo gol di Dybala?
“Il Porto da metà campo in avanti ha grande qualità mentre in difesa sbaglia gli appoggi. Per questo siamo andati a prenderli altri”.

Shomurodov?
“Gli è mancato il gol e mi è dispiaciuto tantissimo. Gli voglio un bene dell’anima, si impegna sempre. Ha buona visione, tecnica e corsa”.

Cosa fa domani alle 13?
“Allenamento. Grazie e buonasera (ride, ndr)”.