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Conti: “Ho dribblato anche il tumore. Ringrazio i Friedkin perchè…”

Bruno Conti ha raccontato questa mattina ai microfoni de la Gazzetta dello Sport la sua battaglia vinta contro un brutto male: “Due anni fa mi hanno diagnostico un tumore al polmone. Devo ringraziare il mio medico di famiglia, il dottor Camilli, che si è accorto subito della mia tosse persistente e il professor Rendina del S.Andrea per le cure che hanno funzionato. E non dimentico il presidente Dan Friedkin che voleva portarmi a sue spese negli Stati Uniti: conservo le sue affettuose lettere. Ora però sto bene, gli esami sono tutti a posto. E posso dire che mi è riuscito un altro dribbling…”.

Cosa è stata la Roma per lei?
“Cosa è: tutta la mia vita. Ancora oggi quando sento gli inni di Venditti, Fiorini e Conidi mi emoziono, mi viene la pelle d’oca. Ho passato due anni al Genoa per farmi le ossa in prestito, avendo come maestro Simoni, ma non ho mai pensato di lasciare la Roma, neanche quando Maradona ogni volta che ci incontravamo mi diceva “vieni a Napoli”. Mio padre, romanista fino al midollo, non me l’avrebbe mai perdonato”.

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Pellegrini: “Ranieri? Lo stimo tanto. Siamo un grande gruppo”

Lorenzo Pellegrini ha parlato a Sky Sport dopo la vittoria di Empoli:

Complimenti per la gara e per il gesto tecnico prima della palla a Shomurodov.

“Sarebbe stato meglio se Shomu avesse fatto gol, ma non fa niente. L’ho dovuto consolare perché era disperato ha una voglia di spaccare il mondo, ogni tanto basta appoggiarla. L’importante è la vittoria”.

Belle le immagini della panchina che ad ogni tua giocata ti applaude e la coesione che c’è e ovviamente il tuo atteggiamento da capitano.

È da tanto tempo che dico che questo è un gruppo sano e quello che viviamo è qualcosa di straordinario. Non abbiamo problemi interni. Non l’ho mai visto disunirsi o avere problemi all’interno. L’ho visto sempre lottare e fare il bene della Roma.

Quale è il rapporto tra te e Ranieri?

“E’ un bel rapporto, di due uomini che si guardano negli occhi e si dicono la verità. Lo abbiamo fatto diverse volte. Sono contento di questo rapporto. Sa della mia stima e di quanto sia contento che sia arrivato a darci una mano. Quello che ha detto non l’ho proprio capito (ride, ndr). Ma da lui lo accetto. Quello è il mio modo di giocare: cerco di ripulire il pallone per giocare, è ciò che più mi piace. Tante volte capisco che essere più sporchi sarebbe più funzionale. A me piace ascoltare, soprattutto se le parole vengono da parole come lui”.

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Lukaku: “Mai avuto problemi con Mourinho a Roma, al contrario di altri…”

Romelu Lukaku, in una lunga intervista ai microfoni de il Corriere dello Sport, è tornato a parlare di Roma e del suo rapporto con Mourinho:

È successo qualcosa fra te e Mourinho a Roma?
“Assolutamente no. José è un vincente, l’ho avuto due volte, prima a Manchester e poi alla Roma. Qualcosa è accaduto tra lui e non so chi e non volevo mettermi in mezzo. Di José non parlerò mai male, alla Roma non aveva una squadra top, ma è andato fino in fondo. Gli auguro sempre il meglio, anche in Turchia sta facendo cose fantastiche”.

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Valverde avverte: “In casa siamo più forti”

Ernesto Valverde perde ancora all’Olimpico. Dopo la sconfitta mitologica patita con il Barcellona contro la Roma (0-3), il tecnico spagnolo è costretto ad arrendersi nuovamente alla legge dell’Olimpico.

Dopo il match però ha richiamato tutti in vista della sfida di ritorno a San Mames: “Non voglio parlare dell’arbitro. Abbiamo iniziato a prendere i gialli troppo presto. Non ho molto da aggiungere. C’era un grande ambiente e la Roma è una grande squadra. E’ stato molto leggero con i cartellini”.

“In casa siamo forti e speriamo che ci sia la metà dell’ambiente che abbiamo trovato qui. Ambiente straordinario, caldissimo. Speriamo di poter rimontare. Loro hanno Dovbyk, Dybala, Soulè, giocatori che possono risolvere la partita, ma il ritorno lo giochiamo in casa. Entrati nello spogliatoio pensiamo già alla prossima e proiettati verso il ritorno al San Mames. Non ci resta che vincere nel nostro stadio. Che è quello che cerchiamo di fare sempre”.

Infine laconico sull’infortunio di Vivian: “Domani valuteremo”.

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Pisilli: “Stadio surreale, avevo i brividi dal riscaldamento”

Niccolò Pisilli ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria sull’Athletic Bilbao:

Tanto spazio ai giovani.
“Sì, penso sia molto positivo. Se dei ragazzi li metti prima a giocare in contesti così importanti, cresceranno prima e arriveranno a livelli più alti”.

Hai giocato al posto di Koné, che partita è stata a centrocampo?
“Loro sono una grandissima squadra. Nel primo tempo ci siamo studiati parecchio, anche se abbiamo avuto due occasioni ottime e senza rischiare. Nel secondo tempo siamo stati bravi a reagire alle difficoltà”.

Che emozione è stata?
“Lo stadio è stato surreale. Avevo i brividi dal riscaldamento: quando la gente è così, carica… vedere tutte quelle bandiere ti trasmette una carica incredibile, difficile da spiegare”.

Cosa hai detto a Shomurodov?
“Eldor è in un momento d’oro, siamo tutti contentissimi. È una bravissima persona e un grandissimo calciatore”

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Ranieri: “Vinto solo il primo tempo ma siamo ancora 50 e 50. Grande reazione dopo il gol spagnolo”

Claudio Ranieri ai microfoni di Sky Sport ha analizzato così la vittoria per 2-1 contro l’Athletic Bilbao:

Un allenatore fa un piano gara, il suo è riuscito perfettamente: primo tempo attento e nel finale provare a vincerla con i cambi.
“L’idea era avere più opzioni, prima di cominciare la partita. Bisogna avere più idee sia nel bene che nel male, era una partita difficilissima e lo sarà ancora di più in casa loro. Ma noi ci siamo siamo duri da digerire. È finito il primo tempo, siamo 50 e 50”.

I giovani stanno diventando maturi, stasera l’hanno dimostrato.
“Sì li vedo in allenamento mi danno la consapevolezza che tenerli fuori mi rincresce. Baldanzi sta in un momento d’oro, avevo visto che li aveva messi in difficoltà già nella gara di settembre, ed ho voluto riproporre questa soluzione con lui che oscillava tra centrocampo e attacco. Ha fatto una grande gara”.

Che corde a toccato con Celik?
“In difficoltà prima del suo arrivo. Credo che dare fiducia ai giocatori sia la cosa più importante. Tutti sbagliano, allenatore e giocatori. Cerco di migliorare dove devono migliorare ma devono essere liberi di giocare come meglio riescono. Do dele direttive e correttivi in base agli avversari, e a come dargli problemi. Ho dei ragazzi splendidi mi seguono in tutto, è una grande soddisfazione per un allenatore”.

Prima della partita ho detto è ora di alzare il livello: cosa significa secondo te?
“Dove potete dare qualcosa in più secondo te? Dobbiamo continuare su questa strada, giocare più velocemente se possibile. Loro chiudevano bene le fasce laterali, hanno i due fratelli che hanno una motocicletta non delle gambe e non dovevano costantemente raddoppiare. Il grosso è fatto. Ora Dobbiamo migliorare nei particolari, le piccole cose che fanno grande una squadra”.

Ranieri in conferenza stama.

Pentito di non aver fatto giocare Shomurodov?
“Con i se e con i ma non si combina niente, magari giocava dall’inizio e non segnava. E’ il calcio. Dovbyk ha fatto una buona gara, ha lottato, e mi è dispiaciuto che sia scivolato nel momento che doveva calciare. Hanno gli scarpini con i tacchetti che non li fanno stare insieme. Pazienza, faremo di necessità virtù”.

Le scelte.
“Koné sta spingendo da quando sono arrivato e aveva bisogno di tirare il fiato. Rensch l’ho scelto perché avevo bisogno di un giocatore che potesse raddoppiare e giocare con Dybala. Devo fare un plauso ai ragazzi per essere stati in partita sempre, anche dopo il gol incassato. Un grazie anche al pubblico per il loro spettacolo”.

Sul gol di Shomurodov.
“Non era fuorigioco. In panchina sapevamo che non lo era”.

Cosa è cambiato dal suo arrivo?
“L’allenatore (ride, ndr). No, i giocatori. C’è fiducia, è un dare ed avere. Io non ero un campione come loro, perdevo ma mi rialzavo, questo chiedo a loro”.

Sullo stadio.
“Hanno segnato loro”.

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Shomurodov: “Siamo una grande famiglia. Grazie a Ranieri per la fiducia”

Eldor Shomurodov ha parlato ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria per 2-1 sull’Athletic Bilbao:

Ci racconti il gol?
“L’importante era vincere, non che io faccia gol. Non possiamo rilassarci, c’è ancora il ritorno fuori casa ma siamo tranquilli. Ora ci prepariamo per l’Empoli”.

La fiducia di Ranieri?
“Siamo tutti come una famiglia, tutti si trovano bene. Quando senti fiducia anche da parte del mister è importante”.

Ora andrete a Bilbao con una testa diversa…
“Sì, ma è anche un po’ pericoloso. La dobbiamo preparare con la testa giusta e dobbiamo giocare per vincere”

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Ghisolfi: “Ambiente incredibile. Pisilli e Baldanzi dal 1′? Non guardiamo l’età”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima di Roma-Athletic Club:

Che spettacolo le bandiere allo stadio.
“È incredibile, questa è Roma”.

Si aspettava che Rensch avesse subito un impatto così positivo?
“È un bravo ragazzo con una mentalità top, è versatile e questo è importante per il mister, può giocare in tre posizioni con qualità. Questa sera il mister lo ha scelto per il profilo di giocatore e per l’avversario”.

Ci sono anche Pisilli e Baldanzi.
“Non guardiamo l’età in questo momento. Era un obiettivo avere una Roma più giovane e dinamica, questa sera c’è Baldanzi che porta dinamismo e freschezza alla squadra, siamo contenti. Conosciamo Pisilli che porta energia e qualità. In panchina abbiamo qualità e gli altri sono pronti per portare forza alla squadra. Quest’anno siamo una vera famiglia e anche questa sera dobbiamo dimostrare di essere una vera squadra”.

Dove va alzato il livello in generale?
“Questa sera è una partita difficilissima e il livello deve essere molto alto perché l’Athletic è una grande squadra con una grande identità, ho letto che sono in fiducia e hanno ragione perché sono arrivati secondi in classifica in Europa League, sono quarti in Liga e hanno la finale di Europa League a Bilbao, quindi è una motivazione in più. Ma anche noi siamo pronti, abbiamo la nostra identità e lo vediamo questa sera. Siamo pronti a lottare, ogni dettaglio sarà importante. Abbiamo visto ieri sera in Champions, tutto può succedere. Dobbiamo essere concentrati, all’Olimpico con la nostra famiglia abbiamo un livello alto. Dobbiamo trovare la giusta attenzione perché il turno si gioca in due partite, ma dobbiamo andare avanti perché abbiamo i nostri con noi”.

Ripensando a settembre si aspettava a marzo di avere uno stadio così e una squadra tornata a competere per un posto in Europa League?
“Abbiamo attraversato la tempesta, dobbiamo dirlo, ma abbiamo lavorato e non abbiamo mollato niente. Oggi la situazione è migliorata, dobbiamo continuare perché non abbiamo fatto niente e vogliamo giocare le due competizioni al 100%. Abbiamo fame e sappiamo da dove veniamo”.

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Dybala: “Ranieri protagonista della nostra rinascita. Vorrei regalare un trofeo alla Roma. Futuro? Non ci penso”

Paulo Dybala ha parlato a MARCA alla vigilia di Roma-Athletic Bilbao:

Che Roma troverà l’Athletic Club?
“Una Roma aggressiva e con tanta voglia. Giocare all’Olimpico è importante, ci stimola in ogni partita. L’Athletic si è già dimostrato forte nella gara pareggiata a settembre ma spero che questo volta sia diverso”.

Cosa ti attrae di più dei baschi?
“Sono molto curioso di giocare al San Mamés al ritorno. Tutti parlano molto bene di questo stadio, perché i tifosi si fa davvero sentire. In attacco poi sono una squadra veloce e pericolosa ma siamo preparati”.

Cosa ne pensi dei fratelli Williams?
Spero che non abbiano la loro giornata migliore. Li conosciamo entrambi, per la loro velocità e la bravura nei dribbling. Li abbiamo studiati bene, cercheremo di lasciargli troppo il pallone. Seguiremo le indicazioni di Ranieri”.

Sancet, fondamentale per l’Athletic Club, sembra non essere al 100%…
“Non auguriamo il male a nessuno ma è un bene se i calciatori bravi in generale non giocano contro di noi. La squadra di Valverde è comunque forte, dovremo dare il massimo”.

Sei in Italia da tanti anni, hai mai potuto giocare in Spagna?
“Adoro La Liga, la guardo molto in TV. Quest’anno è un campionato molto bello e competitivo, e mi sarebbe sempre piaciuto giocare lì, ma sono in Italia da molti anni ormai. Poi non si sa mai cosa può accadere in futuro”.

Si può dire che l’Olimpico abbia una delle migliori atmosfere d’Europa?
“Inviterei chiunque non lo conoscesse a venire. Ciò che si vive qui è possibile percepirlo solo ad Anfield e in pochi altri stadi. Lo Stadio Olimpico è sempre pieno e anche solo sentire l’inno all’inizio ti regala una magia incredibile”.

In che momento è la Roma?
“Siamo forse nel nostro miglior momento della stagione. In casa siamo più forti e contro l’Athletic dobbiamo continuare su questa strada. Siamo molto fiduciosi, vogliamo sfruttare il fattore campo”.

Ranieri, a 73 anni, ha risollevato la stagione della Roma.
“I meriti di questa rinascita sono in gran parte del mister. Quando è arrivato, era un periodo difficile, con molti cambiamenti interni ed esterni nella squadra, era tutto incerto. Ci ha tranquillizzati facendo le cose semplici, conosce benissimo la piazza di Roma e la sua straordinaria motivazione fa la differenza”.

Dove ti ha migliorato Ranieri?
“Mi lascia molto libero in campo. A volte ovviamente mi chiede aiuto per gestire il risultato e aiutare la difesa ma in attacco sono libero di occupare i punti deboli dell’avversario. Il mister sa che a volte interpreto la partita in modo diverso e mi dà l’opportunità di farlo. Mi sento bene e questo è fondamentale per il finale di stagione”.

Recentemente il tuo contratto si è rinnovato automaticamente per un altro anno. Anche questo ti ha aiutato in campo?
“No, non credo perché già lo sapevo. Ci sono sempre tante notizie su di me, ormai sono abituato. Solo io conosco la verità e questo mi rassicura. Non penso al mio futuro in questo momento”:

La Roma è la favorita principale per vincere l’Europa League?
“Mi piacerebbe rispondere di sì. Non so se siamo i favoriti in assoluto ma so che possiamo dire la nostra fino alla fine. La sfida contro l’Athletic ci dirà se siamo favoriti o meno”.

L’ultimo scudetto della Roma risale al 2001 con Capello in panchina, è difficile ripetere quell’impresa?
“La Roma ha vinto solo tre scudetti nella storia perché il calcio italiano è sempre molto difficile ed equilibrato, come si può vedere anche in questa stagione. Vincere lo scudetto è difficile ma non impossibile e mi piacerebbe lasciare un bel ricordo, un trofeo, quando non giocherò più nella Roma. Oggi però abbiamo l’Athletic e pensiamo solo a questo, oltre al tentativo di conquistare la qualificazione alla prossima Champions League”.

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Nico Williams annuncia: “Roma, passiamo noi”

Nico Williams, stella della Spagna e dell’Athletic Bilbao, ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto delle sue parole:

Cos’è l’Athletic?
“Una squadra unica. Un club che basa tutta la sua forza sulla cantera e che incredibilmente non è mai retrocesso. Abbiamo giocato la Champions, vinto la Copa del Rey un anno fa e competiamo sempre al massimo livello. I bambini che vengono qua sanno che le possibilità di arrivare in prima squadra è reale. È una cosa speciale, bella, che ti spinge a lottare giorno dopo giorno. E poi c’è questo senso di appartenenza, che è unico. E un’altra cosa fondamentale: l’Athletic ti forma come giocatore e anche come persona. Io sono arrivato qui a 11 anni e a Lezama ho avuto tanti padri e tante madri, è una famiglia. Educazione, rispetto, valori: questo è l’Athletic”.

E l’Athletic sta cambiando al passo con la società. Voi Williams avete radici ghanesi, Alvaro Djalo in Guinea Bissau, Boiro in Senegal, Sannadi in Marocco…
“Qui in Euskadi aprono le porte a tutto il mondo, si vive nel rispetto massimo, ti senti appoggiato. Si guarda la persona, non il colore della pelle o l’accento. E nel club dobbiamo tutti essere molto grati a mio fratello Inaki, è stato lui ad aprire le porte, la sua figura è stata fondamentale”.

Poi è tornato in Italia a settembre, per sfidare la Roma. Una partita funestata da problemi di ordine pubblico, suo fratello Inaki e il capitano De Marcos sono andati sotto la curva a calmare gli animi. E lunedì Roma e Athletic hanno pubblicato un video congiunto per chiedere tranquillità
“Esatto. Siamo in Europa, la cosa che più ci piace. Noi andiamo a Roma per dare tutto e per vincere e io penso di godermele come un bambino, che sia così anche per i tifosi”.

Quella partita può servire?
“Non so, la Roma ha cambiato ancora allenatore. E ora sta molto bene, ha vinto le ultime 4 di fila. È una squadra fisica, che ha giocatori di qualità. Uno come Dybala può risolvere la partita in qualsiasi momento, e non c’è solo lui: Angelino ha grandi numeri e dovremo fare attenzione da quel lato. Sono due crack. Sarà dura e aperta, ma noi stiamo facendo un lavoro spettacolare e col ritorno al San Mames siamo contenti: sarà equilibrata ma passiamo noi”.