Categorie
Interviste

I Friedkin annunciano: “De Rossi sarà ancora il nostro allenatore per il prossimo futuro”

A sorpresa Dan e Ryan Friedkin hanno deciso di annunciare con un comunicato pubblicato dai social della Roma che Daniele De Rossi sarà ancora l’allenatore della Roma per la prossima stagione e nel prossimo futuro.

“Dopo un incontro svolto ieri pomeriggio con Daniele De Rossi, siamo lieti di annunciare che continuerà a ricoprire la carica di allenatore dell’AS Roma anche al termine di questa stagione e per il prossimo futuro.

Nel suo breve mandato come capo allenatore, l’impatto positivo che la sua leadership ha portato all’intero club, ha continuato il racconto della sua storia straordinaria con la Roma.

La guida di Daniele è improntata al rispetto e al coraggio, mentre la sua forza e la sua fiducia, profondamente radicate nel club sono in linea con i valori della Roma, della città e dei nostri tifosi che non hanno eguali.

Continueremo a lavorare insieme con sempre maggiore impegno per offrire il futuro che i tifosi dell’AS Roma meritano.

Non potremmo essere più felici di costruire un progetto a lungo termine con Daniele. Ulteriori dettagli seguiranno nei prossimi giorni.

Forza Roma!”

Dan e Ryan Friedkin

Categorie
Interviste

Pellegrini: “Ci butteremmo in un fosso per De Rossi. A Roma sono a casa, è un sogno”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Lorenzo Pellegrini alla vigilia di Roma-Milan.

Cosa si dice da capitano ai compagni prima di una partita del genere in cui bisogna gestire il risultato? Non parlavi da tanto in conferenza stampa, come mai tutti questi mesi di silenzio da parte tua?
“Sono cose che decidiamo insieme alla società. C’è stato un momento particolare, a inizio stagione ho subito due infortuni quindi abbiamo deciso di concentrarci maggiormente sulla mia salute fisica e mentale. Può succedere durante una stagione, è normale che un capitano non venga spesso a parlare ai microfoni. Sono sempre presente con tutti i miei compagni e per la Roma, questo è quello che mi interessa di più. Roma-Milan? Questa partita è bella da giocare, un calciatore inizia a giocare a calcio per disputare queste sfide. I 70mila tifosi ci spingeranno e possono darci qualcosa in più. Sarà difficile perché il Milan verrà qui per passare il turno, ma anche noi abbiamo questo obiettivo. A Milano ottima partita, possiamo fare ancora meglio al ritorno”.

Roma e Real sono le uniche due squadre ad aver fatto 4 semifinali europee negli ultimi anni. Il riferimento deve essere quello? ”Penso che questo è quello che il mister ci voglia trasmettere. Quella frase l’ha detta perché sono partite importanti ma altre volte si pensa che altre partite siano meno importanti perché sono di campionato contro squadre che non sono big. Il mister intendeva che queste gare sono quelle che ti permettono l’anno dopo a giocare contro le squadre che vogliamo affrontare il prossimo anno. Una squadra forte di testa gioca la partita contro il Milan uguale a come gioca in campionato. Anche se può sembrare meno importante fuori per noi è la stessa cosa. Su questa cosa dobbiamo lavorare e e migliorare e il mister ci può dare tanto. La verità è che abbiamo fatto percorsi importanti in Europa ma siamo mancati in campionato e questo per noi non deve succedere. La Roma è importante e deve fare le competizioni più alte per giocare contro le squadre con cui merita di giocare. L’obiettivo è far tornare la Roma dove merita e stiamo lavorando per questo”.

Ti vedi a vita con la Roma?
“Qui sono a casa, ma allo stesso tempo devo meritarmi la maglia tutti i giorni, così come la fascia. E’ un onore e un orgoglio incredibile indossare la fascia da capitano, ma va portata 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno. Per me è un po’ tutto un sogno, essere qua di fianco al nostro grande mister… Sono contento, mi vivo il momento sapendo che devo meritarmi tutti i giorni lo stemma che ho sul petto”.

Le difficoltà tattiche sono superate? Che aiuto ti ha dato il mister?
“A livello calcistico mi sento bene. Stiamo facendo un bel percorso, se qualche mese fa ci avessero detto di quello che stiamo facendo adesso, saremmo stati tutti contenti. La Roma ha iniziato un percorso che sta funzionando, c’è tanto da lavorare e migliorare, ma per me è la strada giusta. Io sono contento di quello che sto facendo, ma non mi accontento perché non abbiamo ancora raggiunto nessun obiettivo, quindi è presto per essere soddisfatti. Dobbiamo essere entusiasti, ma mai appagati. Secondo me si può fare tanto bene, lavorare forte come stiamo facendo e creare un percorso che ci renda felici”.

Sono state raccontate storie che hanno messo in discussione il tuo rapporto con i tifosi, vorresti tornare a parlare dei tuoi momenti negativi?
“Voglio risponderti senza risponderti (ride, ndr). Io sono quello che vedete, tante persone mi dicono che apprezzano la mia trasparenza. Qui dentro ho un ruolo importante, perché lo è per me e non si limita al legarsi la fascetta la domenica, c’è tanto altro. Non mancherei mai di rispetto alla Roma, mi ha dato la vita. Quello che ho fatto e farò sarà sempre per il bene della Roma”.

Cosa ti ha dato De Rossi di più rispetto ad altri allenatori?
“Ogni allenatore ha le sue particolarità e ti lascia qualcosa. Col mister c’era già un rapporto, poi si pensa solo a fare il bene della squadra. Il mister mi ha stupido sotto tanti punti di vista, l’ho sempre reputato una persona e un professionista che sarebbe arrivato a fare l’allenatore e ho sempre avuto la convinzione che sarebbe diventato un allenatore rivoluzionario, che ti invidiano e chiedono tutti. Ma non mi aspettavo che fosse già così preparato, sono rimasto inizialmente stupido, adesso un po’ meno. Siamo tutti molto contenti, prepariamo bene le partite. Ci butteremmo dentro al fuoco o in un fosso per quello che il mister ci dice ed è la cosa più importante per un allenatore sapere di passare le proprie idee a calciatori in grado di recepirle. Noi proviamo a recepirle bene”.

Categorie
Interviste

De Rossi: “Bove giocherà al posto di Cristante. Crocevia per il futuro? Ogni partita lo è”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di De Rossi alla vigilia di Roma-Milan.

Come sta Ndicka? Con il vostro comportamento avete dato una lezione di umanità.
“Sta bene. Il pneumatorace è una cosa fastidiosa e dolorosa, ma fortunatamente non è ciò che temevamo in campo. Penso che ognuno ne tragga l’insegnamento che vuole trarne, abbiamo ricevuto molti complimenti per una cosa normale. Tutti noi abbiamo fatto ciò che andava fatto, se per qualcuno è stato di insegnamento vuol dire che stiamo messi male come mondo e società… Altri invece ci hanno visto del marcio e questo fa capire come siamo messi, ma penso che chiunque avrebbe agito in questo modo. Il ragazzo dell’elettrocardiogramma ci disse che stava avendo un infarto in corso, quindi, quando c’è quel dubbio non ti permette di continuare. Non ci sono insegnamenti, ma solo momenti in cui fare ciò che è normale. Non c’era nemmeno un calciatore che avrebbe continuato a giocare, la decisione è stata presa da tutti. Ci riscopriamo anche famiglia in questi momenti, non solo quando si vince”.

La situazione di Pioli avrà un incidenza sul ritorno? ”Quando si parla di situazione si parla della percezione di quello che si legge sui giornali. Non commento non per marcare di rispetto ma perché a volte non sono cose vere. Il Milan è secondo e le ha vinte tutto e la squadra gioca bene, da quel punto di vista non c’è problema. Si giocheranno un crocevia stagionale perché l’Europa League è un obiettivo per una squadra costruita per essere protagonista in Champions. Sanno che devono vincere perché altrimenti andranno fuori, è un’ultima spiaggia e dovranno ribaltare il risultato”.

Il recupero di Udinese-Roma rischia di infilarsi in mezzo ad altre patite decisive. Atalanta-Fiorentina rischia di giocarsi a fine campionato.

”Se ne stanno occupando Lina, Maurizio e gli altri dirigenti. Ci sono diverse opzioni ma non molte e capiamo che è difficile organizzare. Penso che sia un bene il fatto che non si trovino date perché significa che siamo andati avanti in Europa ed è un orgoglio per il calcio italiano e vanno tutelate le squadre che vanno avanti ma anche le altre squadre e l’integrità del campionato. Non si può creare un precedente e giocare una partita dopo che il campionato sia finito. Spero che si trovi una soluzione logica e che non si crei un precedente nel calcio italiano”.

Cosa si fa nella partita di ritorno quando all’andata è andato tutto bene? Si cerca di replicarla?
“Nella tua domanda c’è l’essenza di questo lavoro, ovvero lo stare sempre nella ricerca di fare troppo. Penso che ci sono delle caratteristiche della squadra avversaria che vanno sempre rispettate, bisogna capire quanto l’altro allenatore sia disposto a cambiare. Non abbiamo vinto 7-0, ma forse avremmo meritato di fare qualche gol in più. La partita è stata equilibrata, forse abbiamo fatto meglio noi perché è riuscito tutto quello che avevamo preparato. Non penso che Pioli stravolga tutta la squadra, ma cambierà qualcosa. Liedholm diceva sempre che metteva bene in campo la squadra, poi si muovevano e cambiava tutto. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma non ci stiamo snaturando completamente”.

Questa partita è un crocevia per il suo futuro alla Roma?
“Tutte le partite lo sono. Per la prima volta ho fatto una competizione europea e sta andando bene e non voglio che finisca. Pellegrini prima ha detto che questo è un percorso per essere felici. Cosa c’è di più importante? Domani fa parte del percorso potrebbe interrompersi ma domani è importante. Se perdo 2-0 non farò la semifinale e questo è un crocevia per me. Se faccio 0-0 il contrario. Più importante della nostra gloria che c’è? Poi non so quanto durerà questo percorso ma se pensiamo solo alla durata non ci godiamo tutto questo e da quando è iniziata sono state tante le giornate in cui sono stato felice. Anche quando abbiamo condiviso allenamenti duri sotto la pioggia o altri momenti. Sono felice di fare l’allenatore e in particolare della Roma, mi rende felice e penso solo a quello. Non penso al rinnovo in base al risultato di domani”.

Quanto cambia la preparazione in questa partita?
“È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull’essere intelligenti, non troppo sbilanciati si fanno sempre. Poi ovviamente se al 90′ saremmo 0-0 non proveremo a fare l’1-0, ma noi prepariamo la partita per vincerla e per segnargli un gol, potrebbe essere una grande mazzata per loro. Anche se facessimo un gol non sarebbe comunque la fine per loro. Se ci mettiamo a difendere, il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita simile all’andata, in questa gara saranno importanti l’aspetto emotivo, le palle sporche e la qualità negli ultimi 16 metri. Cercheremo comunque di non snaturarci e di segnare”.

Credi nel blasone europeo del Milan?
“Penso che sia importante quello che metteremo in campo noi e loro, che negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi. All’andata abbiamo dimostrato che non c’è questa enorme differenza. Qui da giocatore sono stato eliminato da squadra meno blasonate della Roma e ho eliminato Real Madrid, Barcellona, Lione, Chelsea e Atletico Madrid. Oltre al blasone queste si portano dietro una potenza economica, quindi possono comprare i giocatori più forti che ci sono e spesso vincono per questo. I numeri dicono che sono stati superiori a noi, così come la carriera di Pioli dimostra che è superiore a me, ma all’andata non si è visto questo gap. Per me è ancora 50-50 questa partita. E la Roma, che voi non mettete tra le squadre più blasonate in Europa, ha fatto 4 semifinali in 6 anni e questo vuol dire che dal punto di vista societario stiamo lavorando bene”.

L’assenza di Cristante?
“Al posto di Cristante giocherà Bove. Ho grande fiducia in lui, non cambia niente. La scelta che farò non cambia in base all’assenza di Bryan, che è comunque pesante, ma giocherà un giocatore in cui riponiamo grande aspettativa e fiducia. Sono sicuro che uscirà a fine partita con la maglietta zuppa e farà una grande partita. Vogliamo che faccia una grande partita, perché se lo merita”.

Hai sentito l’appello di quel tifoso alla radio?
“Al di là di banalizzare e di dire ‘Vinceremo per te’, possiamo promettergli l’impegno a lui e agli altri tifosi. Questa cosa ci ha toccato particolarmente, la società sta cercando un modo di rintracciare questo ragazzo per cercare di fare quello che gli possa far piacere. Non riusciamo a rintracciarlo, se avesse voglia di contattarci saremmo felici. Ha coinvolto non solo noi, ma anche i miei ex colleghi come Viviano, che era in lacrime. Noi più di cercarlo non possiamo fare. Rispettiamo la voglia di rimanere dietro le quinte, ma se avesse voglia, siamo qui e lo stiamo cercando.

Quanto conterà l’aspetto emotivo?
“È parte del gioco, la parte che rimane sempre viva all’interno della partita e dell’analisi. Mille cose pensi e mille cose influiranno, guardate ieri in Barcellona-PSG con l’espulsione. All’interno di una partita ci sono mille partite, sia per spostamenti tattici degli allenatori sia per le giocate e l’umore dei calciatori. La parte emotiva avrà un suo ruolo, ma non determinante perché sono giocatori abituati a giocare queste coppe. Saremmo bravi a gestire la nostra ansia”.

Categorie
Interviste

Ndicka e il recupero: il parere degli esperti

Evan Ndicka fortunatamente sta bene e tornerà a giocare. Bisognerà stabilire a seguito di nuovi controlli solo quando. La diagnosi emersa ieri nel bollettino ufficiale emesso dal club giallorosso esclude l’ipotesi di problematiche cardiache e parla di ‘rauma toracico con minimo pneumotorace sinistro‘.

In merito ai tempi di recupero si parla di circa un mese, ecco il parere di vari esperti e medici specialistici raccolti dai cronisti della carta stampata:

Il professor Pino Capua, presidente commissione antidoping della Figc e componente della commissione medica federale che si occupa della tutela della salute del calcio italiano ai microfoni de il Messaggero: “Una contusione della cassa toracica che ha coinvolto minimamente anche il polmone che ha reagito con una sacca d’aria. Non c’è nessun tipo di coinvolgimento dell’apparato cardiovascolare. Si sono prodotte delle conseguenze da analizzare. Il trauma polmonare va tenuto sotto controllo e il pneumotorace potrebbe risolversi subito o potrebbe lasciare degli strascichi. Qualche giorno d’osservazione è d’obbligo. Non ha concluso la stagione, tornerà a giocare dopo i controlli”.


Così invece Mario Brozzi, ex medico sociale della Roma ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “Il pneumotorace è la rottura di una bolla d’aria nel torace. Nel calcio esiste quella che si chiama commotio cordis, che è un trauma compressivo che tra le altre cose può portare alla rottura di bolle di enfisema. Che però possono essere anche autramatiche. Alcune persone hanno queste bolle polmonari d’aria che a seguito di evento traumatico in modo spontaneo si possono rompere e creare il pneumotorace. Che di fatto è l’uscita dell’aria nella cavità pleurica, che provoca problemi al polmone”.

Si parla di dolore acuto precordiale.
“Il precordio è lo spazio toracico davanti al cuore. In quei casi la prima cosa a cui pensare è il cuore”.

Ndicka può tornare?
“Assolutamente si, si può tornare a giocare. Di Francesco lo ebbe a Kapfenberg, ma Eusebio lo dovettero operare perché il trauma era importante”.

Categorie
Interviste

Ndicka: “Sto molto meglio. Sono stato male solo in campo”

“Sto bene, molto meglio. Sono stato male soltanto in campo, allo stadio, poi qui è andato tutto bene. Ho sentito De Rossi e anche i compagni mi sono tutti vicini”. Così Evan Ndicka ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, prima di lasciare l’ospedale di Udine.

Categorie
Interviste

Montella: “De Rossi aveva le stimmate del tecnico. Mi rivedo in Dybala e su Celik…”

Vincenzo Montella, ex tecnico di Roma e Milan, attuale CT della Turchia, ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

All’andata, non appena sono atterrato, ho rivisto la partita. La Roma ha giocato da grande squadra. Ma guai a parlare di favoriti. In partite così non esistono”.

Roma-Milan sarà all’altezza?
“Certo. Si affrontano due squadre in grande condizione, che arrivano da ottimi risultati e possono schierare grandi stelle. Sarà apertissima. peseranno emotività, un pizzico di buona sorte e il modo in cui i due allenatori la prepareranno“.

Dopo aver vinto il derby, De Rossi ha spiazzato Pioli: El Shaarawy a destra ha mandato in tilt Leao.
“Che avesse le stimmate del grande allenatore lo si capiva anche quando giocava. Daniele però è riuscito a fare tutto in pochissimo tempo, il suo arrivo ha avuto un impatto incredibile sui giallorossi. La sua Roma è coraggiosa ma sempre logica, ha grande equilibrio”.

Pioli sembra sempre spalle al muro. Merita la conferma?
“Al Milan ha fatto grandissime cose: lo scudetto, certo, ma non solo. Ha giocato una semifinale di Champions e in questa stagione ha già centrato la qualificazione alla prossima. Su di lui il club ha ragionato come si fa all’estero. Prendete Klopp: allena il Liverpool dal 2015, ha vinto una Premier e una Champions, ma ci sono state stagioni in cui non è andato oltre gli ottavi. Il lavoro di un tecnico va valutato negli anni”.

E il lavoro di Leao? I tifosi lo hanno fischiato…
“Resta un talento straordinario. Quando ha spazio davanti a sé, limitarlo è quasi impossibile. La Roma c’è riuscita, vedremo se Rata saprà trovare una soluzione per rifarsi”.

Meglio lui o Dybala?
“Sono diversi. E ammetto che per Dybala ho un debole, un po’ mi rivedo in lui. Anche se Paulo gioca più lontano dalla porta”.

(…)

Dove si deciderà Roma-Milan?
“La compattezza sarà fondamentale, è così che la Roma si è imposta all’andata”.

Tra i fattori che hanno mandato in crisi Leao contro la Roma, c’è stato un certo Celik…
“Il classico giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra: sempre pronto, rispetta le consegne tattiche e dà equilibrio”.

Categorie
Interviste

Balzaretti: “Ndicka sta meglio, Kamara ci ha rassicurati. Recupero? Si deciderà dopo l’Europa League”

Il ragazzo sta bene, quello che so è quanto letto dagli aggiornamenti pubblicati, sarà il club stesso a dare maggiori informazioni. Le notizie sono positive rispetto allo spavento di ieri e questo ci fa bene sperare. Sembra che il peggio sia passato, però aspettiamo comunicazioni ufficiali da parte della Roma. Kamara è stato con lui ieri sera fino a tardi e ci ha fatto sapere che Evan era più tranquillo”. Così Federico Balzaretti, direttore sportivo dell’Udinese, ai microfoni di RDS, nello spazio dedicato ai contenuti sulla Serie A.

“In campo i giocatori sono stati molto bravi e devo fare i complimenti anche all’arbitro Pairetto che è stato bravissimo. Ha gestito in modo fantastico la cosa, con estrema sensibilità e calma, complimenti a Pairetto. Ieri ha vinto la parte umana che è la cosa più importante, è stato messo l’essere umano prima dell’evento stesso. Era la cosa giusta da fare. Non è mai facile in quei momenti prendere le decisioni giuste, ma ha prevalso il rispetto e i tifosi sono stati esemplari. Quando si vive il momento, si rischia di essere troppo coinvolti. De Rossi e Cioffi sono stati subito a colloquio anche con l’arbitro: la Roma aveva chiesto di aspettare per capire le condizioni di salute del ragazzo per capire se riprendere o sospendere la gara. Appena ci hanno comunicato del trasporto in ospedale, De Rossi ha chiesto ai ragazzi se se la fossero sentiti di giocare.

Il recupero sarà deciso dopo la partita di giovedì di Europa League, noi siamo a disposizione. Ci tengo a sottolineare ancora una volta come la gente di Udine sia stata sensibile, civile e preoccupata, dando la giusta importanza alla situazione. Qui la gente ha questi valori e sani principi e ieri ne è stata la dimostrazione lampante. C’era il giusto livello di stress, c’è stata la lucidità necessaria per capire la delicatezza del momento. Solo avendo lo stesso livello di civiltà si riescono a prendere le decisioni corrette in condivisione”, ha concluso Balzaretti.

Categorie
Interviste

Cioffi: “Daremo il 181% anche se abbiamo poche scelte”

Gabriele Cioffi, allenatore dell’Udinese, ha parlato così in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

Sconfitta con l’Inter dove poteva arrivare qualcosa di più e due infortuni pesanti: come si riparte?
“Si riparte con la consapevolezza e non pensando, se pensi troppo trovi sempre una scusa per non fare. Abbiamo ricominciato a testa bassa lavorando su quanto di buono fatto e pensando che dando il 180% potevamo ottenere un risultato positivo. Lovric e Thauvin? Lavoreremo per provare a recuperarli il prima possibile”.

Festeggiando in quel modo l’Inter ha dato merito anche alle difficoltà che ha portato l’Udinese:
“Avevo preannunciato che l’Inter sarebbe arrivata rispettandoci, lo stesso farà la Roma”.

Con De Rossi la Roma è cambiata rispetto all’andata.
“Con Mourinho la squadra era più diretta e faceva più densità difensiva, mentre con De Rossi fa più palleggio, più trame di gioco. Mi aspetto un turnover relativo nonostante abbiano un impegno importante in coppa con il Milan e poi uno scontro diretto contro il Bologna”.

Ora l’atteggiamento mostrato contro l’Inter andrà replicato per tutte e sette le gare.
“Sì, l’ho detto e non ci sarà bisogno di ribadirlo. Noi siamo una squadra che deve mantenere equilibrio e a volte questa voglia di vincere e convincere ci fa andare in un terreno che non è il nostro”.

L’ex dt Marino spesso parla bene di lei.
“Mi fa piacere e lo ringrazio tanto”.

Joao Ferreira più braccetto o più esterno?
“Lo vedo bene in entrambi i ruoli, è un ragazzo estremamente intelligente e di qualità, è valore aggiunto”.
Zarraga-Walace coppia riproponibile?
“Sì, è un’opzione quando giochiamo 3-4-2-1”.

Tra squalifiche e infortuni le rotazioni sono molto corte.
“Chi dovrà fare gli straordinari li farà e si riposerà dopo”.
Gli attaccanti?
“Davis non è disponibile, mentre Success ha fatto una bellissima settimana, l’ho visto molto bene. Brenner ha fatto dieci giorni a casa e gli abbiamo ricreato un programma per riaverlo con il Verona, non sarà convocato”.

Domenica avrai poche scelte.
“Anche se si fosse solo in 12 domenica daremmo il 180%. Anzi il 181% visto che il 180 non è bastato”.
Contro l’Inter i tifosi hanno fatto sentire il loro supporto.
“Sono stati un fattore importante, li ho sentiti io così come li hanno sentiti i ragazzi”.

Categorie
Interviste

De Rossi: “Abbiamo in testa Lecce, serve mentalità. Abraham dal 1′? Vediamo”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni ufficiali del club alla vigilia di Udinese-Roma. Queste le sue dichiarazioni:

“Abbiamo risparmiato un viaggio, siamo stati un po’ più insieme e ci siamo goduti questo bel centro sportivo che il Monza ci ha messo a disposizione. Ci teniamo a ringraziare il dottor Galliani, tutto il Monza, Raffaele Palladino per l’accoglienza straordinaria e complimentarci per la bellezza del loro centro sportivo”.

Come si gestisce questo momento di grande entusiasmo?
“Provando ad essere come i giocatori delle squadre alle quali ambiamo ad affrontare. Il Real Madrid vince in Champions, dopo tre giorni in Liga e così via. Al di là dei valori dei giocatori e degli allenatori di queste grandissime squadre, è la mentalità che fa la differenza: riuscire sempre ad essere attaccati alla manifestazione che si va a giocare. Non c’è cosa più bella di vincere, lavorare e provare a lottare per continuare a vincere”.

Quali sono le condizioni di Dybala, Pellegrini e Spinazzola? Cosa ha in mente De Rossi?
“Ho in mente di sentire come stanno, di preservarli da qualche acciacco che in passato ci ha portato a farne a meno. Veniamo da due partite intense dal punto di vista fisico e mentale, onestamente qualcuno ha qualche acciacco del quale dovrò tenere conto. La differenza non la fa il giocatore singolo, ma l’atteggiamento di tutta la squadra. Negli occhi abbiamo la vittoria col Milan e nel derby, ma abbiamo in testa e negli occhi la partita di Lecce. Questo è l’obiettivo: non ripetere l’atteggiamento, soprattutto all’inizio”.

Abraham è pronto per partire titolare?
“Vediamo, sta sempre meglio e si allena con continuità. Fisicamente come forza e sprint lo vedo benissimo, nella continuità della gestione del carico di lavoro in allenamento e in gara dopo 10 mesi ogni tanto perde lucidità. Dobbiamo accompagnarlo a guadagnare minuti e condizione psico-atletica in campo per riaverlo al 100%”.

Dopo San Siro hai parlato molto dello staff, quanto avete studiato l’Udinese e che squadra vi aspettate?
“Abbiamo due ragazzi nello staff, il prof e il match analyst, che hanno lavorato 10 anni a Udine. Oltre ai video ci siamo affidati alle loro conoscenze personali, ma purtroppo non basta conoscerli per avere la certezza per fare la prestazione che ti fa portare a casa i 3 punti. Conosciamo le caratteristiche, l’ambiente e l’importanza che danno alla partita, dato che sono in lotta per la retrocessione: sono una squadra forte, molto fisica e più forte della classifica che hanno. Siamo attenti e rispettosi del valore dei nostri avversari”.

Sappiamo com’è il calcio, i titoli dei giornali. De Rossi come gestisce questo momento?
“Faccio questo lavoro da tanto tempo, cioè sto nel mondo del calcio da tanto tempo e sto nel mondo del calcio a Roma da tantissimo tempo. Queste cose non mi toccano più di tanto. Quando ho passato brutti momenti ho sempre lavorato pensando al fatto che di solito nel calcio e anche a Roma i brutti momenti durano poco. Ma so benissimo che durano poco anche i momenti positivi se non hai l’atteggiamento giusto. Ho sempre in testa il post Lecce per capire l’accoglienza che mi verrà riservata se dovessimo fare male da qui al futuro. E poi onestamente, al di là della critica nei miei confronti positiva o negativa, mi interessano i risultati della squadra e la felicità di tutti quanti, dei ragazzi e della società. Rispetto alle critiche positive che ricevo adesso, ogni tanto leggo qualcosa, sorrido e ringrazio se qualche collega o addetto ai lavori mi dice qualcosa di positivo, ma poi mi dura veramente tre secondi”.

Categorie
Interviste

Celik ora è il ‘padrone’ sulla destra: “Dovevamo segnare 2-3 gol” – VIDEO

Dopo la prova straordinaria nel derby, un’altra prestazione sostanzialmente perfetta contro il Milan di Leao e Theo, la fascia sinistra forse più forte in Europa o quasi.

Zeki Celik non si è nascosto, anzi. In coppia con El Shaarawy ha dai primi minuti annullato il lusitano cambiato quasi per disperazione da Pioli. Intercetti, contrasti vinti, ripartenze. Pulizia nel palleggio e combinazioni ottime con Cristante e il Faraone, per il turco che ormai è diventato il padrone della fascia destra.

La crescita di Celik è dettata anche dal cambio di modulo: a Lille il turco aveva vinto un campionato da titolare giocando in una linea a quattro, mentre in giallorosso ha mostrato una certa fatica ad adattarsi al ruolo di quinto.

Ieri sera ha commentato così la vittoria per 1-0 contro i rossoneri: