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Smalling: “Serata speciale per me. De Rossi ha dato una svolta”

Chris Smalling ha parlato così ai microfoni di SKY SPORT:

Cosa significa per te aver giocato questa sera?
“Serata speciale. Questa è una delle stagioni più difficili della mia carriera, sono stato tanti mesi fuori, quindi è stato difficile anche dal punto di vista mentale. Stasera grandissima sensazione, molto contento di aver contribuito a questa vittoria”.

Cosa ha fatto la differenza stasera?
“La nostra convinzione. Abbiamo occupato gli spazi con grande fiducia fin dal primo minuto. Vittoria meritata”.

Cosa significa per te questo nuovo capitolo con De Rossi in panchina?
“Ha dato una grande svolta a tutto il club e si vede anche dai risultati. I calciatori lottano e hanno voglia di giocare partite entusiasmanti”.

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De Rossi: “Grande prova, dopo Lecce ho chiesto un cambio di atteggiamento”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 1-0 al Milan:

Quali elementi ti sono piaciuti di più oggi?
“La gestione del pallone è stata molto buona per 60/65 minuti, abbiamo tenuto bene il pallone per poi fargli male. Oggi si è vista la miglior prestazione di Lukaku forse da quando sono qui, ha fatto sponde e ci ha fatto uscire. Questa è la partita che vorrei vedere sempre da lui, ne avevo parlato con lui ed era proprio questo che volevo vedere”.

Il rendimento della squadra continua a salire come continuità.
“A Lecce non avevamo gestito bene il possesso, nel derby abbiamo palleggiato bene e oggi ancora di più. In alcuni casi quando la squadra è più forte bisogna tenere maggiormente il pallone, gli attaccanti infatti possono lasciarti spazio dietro e quindi bisogna avere il piede fermo, non deve tremare”.

Hai sudato tanto.
“Avete i fari che mi facevano un effetto tipo lampada (ride, ndr)”.

Cosa ti ha esaltato maggiormente della prestazione della squadra?
“Un po’ tutto. Il coraggio di tenere la palla, la forza di difendere. Contro una squadra forte come il Milan bisogna saper fare tutto, anche difendere con un atteggiamento da provinciale. Dopo Lecce ho detto ai giocatori che non avrei accettato nemmeno un centimetro di meno dell’atteggiamento che si è poi visto nel derby. Possiamo perdere o sbagliare i passaggi, ma l’atteggiamento deve essere sempre lo stesso. A Udine anche deve essere questo e se non ci sarà vorrà dire che dovrò fare molto lavoro e i calciatori non avranno ancora capito l’atteggiamento che serve per giocare a calcio, soprattutto in queste partite. Partite di questo genere vanno fatte in tutti i campi, a Lecce ci ero rimasto male”.

La scelta di El Shaarawy a destra? Quanto sta migliorando la sua squadra senza palla? La squadra inoltre è migliorata nettamente sulla difesa dei cross.
“Il Milan ha campioni ovunque, ma la fascia sinistra è quella che li ha portati a dominare. Di solito a sinistra abbiamo Dybala e Cristante, sarebbe stato un po’ troppo per Bryan rincorrere sulla fascia, quindi ho fatto questa scelta. Cristante ha marcato Reijnders, ma era comunque sempre pronto a raddoppiare. Ho chiesto a El Shaarawy di giocare a destra e la sua reazione è stata super positiva, ero tranquillo da quel punto di vista”.

Si è visto il miglior De Rossi della stagione. Hai recuperato alcuni giocatori come Celik.
“I giocatori in fiducia li vedi anche nell’allenamento. Mi fido di loro, sono orgoglioso dell’atteggiamento della squadra, anche dei calciatori più blasonati”.

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Mancini: “Roma umile e consapevole, tutti protagonisti, ora c’è il ritorno”

Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di RAI SPORT dopo la vittoria per 1-0 contro il Milan:

“I protagonisti siamo tutti noi, non solo io che ho segnato, ma tutti i giocatori che hanno giocato, il mister, siamo felici ma non abbiamo fatto nulla, è il primo round. Ora prepariamo Udine poi ci sarà il ritorno”

La Roma è cresciuta e molto, lo abbiamo certificato stasera, qua non è solo giocar bene, ma c’è anche l’applicazione dove ognuno sa perfettamente quello che bisogna fare contro un grande avversario?
“Sì ne parlavamo oggi prima della partita, la Roma non vinceva dal 2017 qui a San Siro, il Derby vinto ci ha dato grande carica, quando sono in campo e vedo Pelle, Dybala, Lukaku e El Sha che rincorre tutta fascia Theo, l’ho detto alla fine primo tempo, il 90% è fatto. Ci dà grande consapevolezza questa vittoria ma c’è ancora il ritorno”

Traspare dalle tue parole un’umiltà contagiosa. Due gol consecutivi, non è da tutti i giorni fare questi due gol, cosa provi?
“Provo una felicità immensa, ho passato dei giorni dove si parlava di me, però vincere il derby e venire qui vincendo contro il Milan, giocando in questa maniera, con umiltà da squadra vera senza paura, senza timore di affrontarli, a volte a viso aperto a volte soffrendo ma lo abbiamo saputo fare. Una grande gioia, una grande serata da parte di tutti”

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De Rossi: “Smalling è forte ed è pronto a giocare dall’inizio”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni di Sky Sport prima di Milan-Roma:

Quali indicazioni hanno portato al ritorno di Smalling?
“È globalmente un giocatore con tantissime partite in Europa ed è forte. Magari quando facciamo le scelte le facciamo anche su due partite, avrei voluto farlo giocare una di queste due partite e Llorente ha giocato con la Lazio. Sono sicuro che farà una grande partita, lo abbiamo visto bene in allenamento negli ultimi tempi”.

Cosa può garantire Spinazzola in più rispetto ad Angelino?
“Ha caratteristiche diverse da Angelino che a due tocchi ti fa uscire in maniera unica dalla pressione.  Spinazzola ha uno strappo diverso e un tipo di corsa diversa, porta anche la palla dentro il campo e mi piace. Ci dà soluzioni diverse, dobbiamo essere bravi ad approfittarne e a riconoscere le caratteristiche di ogni giocatore quando facciamo le scelte”.

C’è energia in più anche legato alle convinzioni dei risultati?
“Sì, abbiamo convinzioni ben salde. A volte si può cambia idea, ma non vuol dire avere convinzioni deboli, e a volte si commettono errori. L’importante è che siano convinti i giocatori e i giocatori sono convinti spesso da quello che trasmetti e come, ma anche dai risultati”.

Che effetto fa lo stadio?
“Un effetto che conosco, mi è successo spesso. Ora ho un’altra visuale, ho ancora meno tempo per guardare lo stadio pieno rispetto a quando ero giocatore perché in ogni secondo c’è sempre qualcosa a cui pensare e qualcosa da dire ai miei giocatori. È emozionante e un bel palcoscenico, sono felice di essere qui ma sono abituato a viverlo”.

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Nainggolan distrugge Guendouzi: “E’ un pippa”

Radja Nainggolan nel corso di una live su Twitch sul canale ‘Contro calcio’ ha definito così Guendouzi, centrocampista laziale protagonista di diverse scaramucce con Dybala e compagni: “Guendouzi? E’ una pippa, te lo dico io…”.

Poi ancora sul paragone con Milinkovic: “Me lo sono sempre messo in tasca…”. Parole che ovviamente hanno fatto subito il giro del web, portando il belga a ricevere aspre critiche dai tifosi laziali ma anche applausi da quelli giallorossi.

Insomma il derby non finisce mai…

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Milan-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma affronta il Milan nella gara di andata dei quarti di finale di Europa League. Ecco le probabili formazioni secondo i giornali:

GAZZETTA DELLO SPORT
4-3-3 Svilar, Celik, Smalling, Mancini, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

CORRIERE DELLO SPORT
4-3-3 Svilar, Celik, Smalling, Mancini, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

TUTTOSPORT
4-3-3 Svilar, Celik, Smalling, Mancini, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

IL MESSAGGERO
4-3-3 Svilar, Celik, Smalling, Mancini, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

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Dybala: “De Rossi spero resti. Sto benissimo e voglio regalare un trofeo ai tifosi”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Paulo Dybala alla vigilia di Milan-Roma:

Hai avuto Allegri, Mourinho e De Rossi, cos’ha Daniele di diverso rispetto agli altri due?
“Penso che a differenza di altri allenatori Daniele sta iniziando, il paragone è difficile perchè Allegri e Mourinho hanno vinto tantissimo, hanno tante panchine ad alto livello, però devo dire che vedendolo ogni giorno come allena, cosa trasmette, cosa ci dà, da quando è arrivato ci ha trasmesso grande entusiasmo. Sono sicuro che se continuerà ad avere questa voglia che ci trasmette ogni giorno ha tutte le carte per raggiungere i livelli di Mou e Allegri”

Pioli ha detto che è arrivato il momento di dimostrare la nostra forza. Per la Roma che momento è?
“Stiamo attraversando un momento di fiducia, un momento positivo, ovviamente vincere il derby ti aiuta a preparare le cose con più tranquillità, serietà ma allegria. Affrontare una partita come questa, contro il Milan, è una bella prova anche per noi. Sapere a che punto siamo dopo l’arrivo del mister, come stiamo giocando in base alle sue richieste, sarà una bella partita da giocare anche per noi domani”

Lo scorso anno dicesti a Salisburgo che ti sarebbe piaciuto un giorno tornare a lavorare con Mourinho, come se il tuo destino fosse legato a Josè. Quanto può condizionare le tue scelte questo nuovo rapporto con De Rossi in vista del futuro?
“Ci troviamo benissimo con Daniele, ovviamente alcune scelte non dipendono da me, è un lavoro della società, siamo molto contenti del lavoro del mister, tutti state vedendo i risultati credo, a noi ci farebbe piacere continuare a lavorare con lui, ovviamente con rispetto delle intenzioni della società. Adesso conta la partita, quello che stiamo facendo in questo momento, abbiamo tante partite difficili di fila, poi sapremo il nostro futuro e tutti sanno che competizione vogliamo giocare”

Come stai in questo momento fisicamente?
“In questo momento mi sento benissimo, mi sono allenato bene in settimana, (interviene De Rossi “non lo diciamo, perchè l’ultima volta… ride ndr), ovviamente la decisione se gioco e quale minutaggio è del mister, ma sono completamente a disposizione e spero di continuare così”

Sei leader tecnico e mentale della Roma, quanto è bello sentirsi caricato in questo modo dal mister? Quanto vi ha toccato questo lato umano del mister?
“Penso che essere leader di una squadra, poter aiutare i compagni è bellissimo, cerco di dare il meglio di me ogni giorno dentro e fuori il campo, di poter aiutare i più giovani, di parlare con i capitani della squadra, cerco di migliorare anche io, è una bella responsabilità. Lo conoscevo il mister da prima, a Roma tutti lo conoscono, lui conosce molto bene la piazza, quello che i tifosi vogliono, non esiste uno migliore per caricare la squadra in questi momenti nelle prossime sfide, per dare il 100%”

Ricordiamo le lacrime tue dopo Siviglia, fu quasi una sorpresa. Quanto senti l’urgenza di dare qualcosa che resti in bacheca a questo popolo?
“Perdere una finale credo sia una delle cose più brutte, forse la più brutta che possa succedere nel calcio, ne ho perse tante ma ne ho vinte alcune, ci tenevo tanto a vincere quella finale. Abbiamo fatto un grandissimo percorso, siamo arrivati lì in maniera grandiosa, siamo stati vicinissimi alla vittoria, quel gruppo sarebbe rimasto nella storia della Roma. Purtroppo ho perso anche una finale di Champions e le sensazioni erano le stesse. Il calcio ti dà una rivincita sempre, speriamo che sia quest’anno”

La motivazione del tuo miglioramento nei numeri da quando c’è De Rossi?
“Il mister mi dà più libertà nel muovermi, cercare la posizione giusta per la giocata, non abbassarmi troppo. I dati li vedete voi, a me interessa star bene giocare e dare una mano ai compagni. Il suo modo di giocare ha aiutato tutti, abbiamo una squadra di calciatori con piedi buoni, che sa palleggiare, cercare spazi. Avere la palla aiuta e i numeri magari crescono per tutti”

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De Rossi: “Smalling pronto per giocare. Vogliamo la semifinale”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi alla vigilia di Milan-Roma:

Hai giocato tante volte qui da calciatore, da allenatore quali sono i pensieri?
“Era uno stadio che volevo rivisitare di nuovo, lo dissi nella prima conferenza, ero dispiaciuto che avessimo già giocato con Inter e Milan, poi il fato ci ha permesso di tornare a giocare qui, in uno stadio che a parte l’Olimpico e quello del Boca, mi hanno trasmesso le sensazioni più grandi. E’ uno stadio che trasuda gloria, la gente che viene a vedere qui Inter e Milan, ha visto grandissimi giocatori e grandi vittorie”

Svantaggio o vantaggio giocare prima qui e poi all’Olimpico?
“Si è sempre detto che è meglio giocare in casa la seconda, ma senza la regola del gol doppio il divario si è assottigliato. Alla fine conta relativamente, devi giocare qui e poi in casa nostra, bisogna saper preparare la prima sapendo che è una sfida di 180 minuti”

A che punto è Smalling?
“Sta bene si allena con noi, è entrato nel derby perchè pensavo avessimo bisogno dei suoi centimetri e della sua qualità difensiva. Il discorso di gestione era riferito al fatto che domani saremo senza Ndicka e Huijsen, rischiarlo dall’inizio poteva metterci in difficoltà in questa magari con soli due centrali. Le nostre valutazioni saranno fatte in funzione della gara di domani, si allena forte, più forte di prima, siamo soddisfatti del suo recupero, di come si sta allenando dal primo al secondo infortunio, ha spinto moltissimo e sono molto contento di lui”

C’è una parte del campo dove indubbiamente, quella sinistra, il Milan è molto temibile. Quante ore di notte hai passato a visionare i rossoneri?
“Siamo consapevoli della forza del Milan sappiamo che loro a sinistra hanno giocatori che fanno male a tutti. Il discorso non è legato a Dybala, ma arrivare con i tempi giusti di squadra per limitarli. Se uno ha la fortuna di allenare un giocatore come Paulo deve chiedergli sacrificio, corsa e duelli vinti, ma neanche snaturarlo troppo, facendolo correre dietro agli altri, perchè anche gli avversari avranno paura di lui. Nel derby ha fatto 9 duelli, ha lottato come i leader veri, è il loro dovere, non è mai abbastanza, ma quando vedi giocatori con queste qualità che si butta a terra, fa scivolate, corre dietro a tutti, avere quel tipo di trasporto in campo e in panchina nei minuti finali, possiamo stare tranquilli. Poi sta a me dirgli dove e quando andare a fare la guerra, magari non mettendolo a fare tutta la fascia con Hernandez”

Cosa temi tatticamente del Milan? Questi tre mesi da allenatore della Roma in cosa senti che umanamente ti hanno cambiato?
“Temo gioco e qualità dei giocatori. Ammiro tanto Pioli, l’ho conosciuto che allenava una squadra piccola e portava punti alla squadra piccola, poi a Bologna si è evoluto, poi ancora alla Lazio, poi Inter quindi lo Scudetto al Milan, è sempre stato al passo della squadra che aveva, il Milan è armonico, al di là dei momenti di difficoltà, servirà una partita grande sul piano del carattere e delle qualità, dovremo portarli a giocare dove non gli piace. Umanamente non mi hanno cambiato, mi rendono ogni giorno felicissimo, non mi cambia però la maniera di affrontare la vita. A volte ho parlato del fatalismo a Roma, mi sono reso conto che anche io facevo lo stesso esercizio deviato con me stesso quando le squadre non mi volevano, tutte le porte in faccia che ho preso negli ultimi 10 mesi, poi sono arrivato qui. Bisogna rendersi conto di quanto si è fortunati, è una parte importante della nostra vita e poi bisogna dimostrare il proprio valore. Ogni tanto ci piangiamo addosso, invece se guardo vita privata e professionale, è sempre andato quasi tutto bene”

Da quando sei arrivato alla Roma avete fatto gli stessi punti del Milan di Pioli. Vi sentite di poter giocare alla pari?
“Domani per fortuna non ci sarà un peso di classifica o un vantaggio da recuperare, perchè sono due competizioni diverse. E’ ovvio che se negli ultimi anni hanno fatto molti più punti di noi, c’è un valore universale da riconoscere. La Roma ha tutto da perdere, non nulla come ho letto, la Roma ha da perdere la semifinale di Europa League, non siamo qui a fare le comparse. Qui non esiste il pareggio come potrebbe andar bene in campionato. Qui ci sono i rigori eventualmente, analizzando il nostro e il loro potenziale dobbiamo provare a vincere, o domani o al ritorno”

Hai dovuto placare la sbornia da derby nel gruppo? Come sta Mancini?
“Sono partito subito aggressivo con loro, sul fatto di restare con i piedi per terra, quella vittoria ogni tanto ci ubriaca un pochino perchè la gente la festeggia come se avessimo vinto 10 partite, ma non c’è stato bisogno, ho visto allegria e serenità che è quello che voglio io, ma poi in campo sono andati forte. Quando parlo di mosse, strategie etc erano attenti, in campo sono andati forti. Vederli sorridere un po’ di più non mi fa vedere fantasmi, ci aiuta il fatto che giochiamo una partita altrettanto importante. Se non trovi stimoli in un quarto di finale a San Siro è grave. Il Mancio sta bene, non ha contraccolpi, è felicissimo, ha accettato come tutti noi la decisione del giudice. Ho visto che si tirerà fuori una somma per fare beneficienza per quei ragazzi che ci sono venuti a trovare a Trigoria e ne sono felicissimo. Sta bene, è carico e ora ancor di più perchè dopo la vittoria nel derby è diventato paladino del pubblico romanista”

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Pellegrini: ”Giocare per la Roma è un sogno e una responsabilità. La fascia? Va portata tutti i giorni”

Lorenzo Pellegrini ha rilasciato un’intervista a Betsson.Sport, piattaforma online che collabora con la Roma. Di seguito le sue parole.

Che sapore ha vestire la maglia della squadra della tua città e che tifi sin da bambino?
“Grande responsabilità. Nascendo e crescendo a Roma la senti un po’ tua, quindi senti tuo anche lo stadio e le persone che lottano insieme a te. Questa è una grande sfida, chiunque viene a giocare per la Roma deve sapere cosa significa giocare per questa squadra. E’ un grande piacere, è il sogno di ogni bambino romano, ma allo stesso tempo è una grande responsabilità perché comporta tante cose importanti da trasmettere agli altri per fargli capire che non si sta portando una maglia qualunque”.

Sei il capitano della Roma dopo Totti e De Rossi: che emozione è portare la fascia?
“Grande responsabilità, soprattutto dopo Totti e De Rossi, che hanno fatto la storia della Roma. La fascia non bisogna portarla solo durante la partita, ma tutti i giorni. Già giocare nella Roma deve essere un grande onore per chiunque, figuriamoci per chi è cresciuto qui”.

Gol o assist? Cosa ti dà più soddisfazione?
“Inizialmente ero più per l’assist, perché comunque ti dà un brivido e soprattutto ti godi un pochino di più l’azione, perché spesso quando segni devi rivederti bene l’azione per capire come è andata. Con l’assist invece ti godi la tua giocata e il gol del compagno, ma ad oggi preferisco il gol”.

Perché la 7? Numero fortunato, casualità oppure sognavi di portarlo sulle spalle un giorno perché lo vedevi su quelle del tuo idolo?
“Il numero 7 è sempre stato il mio numero fortunato, mi piace da morire e ci sono molto legato. Questo è un numero che mi porto da bambino non per un idolo o qualcosa di simile, ma per il piacere di vedere il numero 7. Mi piace il numero sette. Quando sono venuto qui a Roma c’erano disponibili anche altri numeri come l’11 e il 12, ma alla fine scelsi il 7 perché era libero. Inoltre l’ha indossato anche Bruno (Conti, ndr), che mi accompagnato per tutto questo viaggio, quindi non ho avuto dubbi”.

Il portiere a cui è più difficile fare gol?
“Facile rispondere. Il primo anno che sono tornato qui c’era Alisson, quindi dico assolutamente lui, era incredibile”.

Il compagno più casinista?
“In questo momento direi sicuramente Mancini, che è come un fratello per me. Ma devo ammettere che fa un bel po’ di casino, mentre invece in generale devo dire assolutamente Florenzi. Aveva questa energia, a volte un pochino troppa (ride, ndr)… Era difficile stargli dietro”.

La canzone che rappresenta meglio Roma e la romanità?
“Sono molto legato ad Antonello Venditti. Quando ero a Modena soffrivo un po’ la distanza da Roma, allora mi sentivo un po’ di canzoni di Venditti, mi facevano sentire a casa. Io ero a Modena, ma mettevo Antonello in macchina e mi sembrava di essere a Roma e questo mi ha aiutato”.

La tua playlist pre gara: rock, pop o techno?
“A dir la verità prima della partita non mi fa impazzire ascoltare la musica. Non mi concentro sulla musica, preferisco parlare, comunicare con i miei compagni. Se devo dire qualcosa è tanto importante per me cercare di capire anche lo stato d’animo dei miei compagni. Ascoltando la musica non riesci a interfacciarti bene con i tuoi compagni. Quindi direi che non sono uno da cuffie, sono uno da musica di sottofondo ma a cui piace parlare e comunicare prima della partita”.

Il luogo di Roma che ami di più, quello in cui ti senti più autenticamente romano.
“Ce ne sono tanti, perché ci sono tanti ricordi nella mia mente. Ad esempio dove mi sono sposato con mia moglie o dove ho passato tanto tempo. Uno si senta a casa dove è nato, quindi direi che Cinecittà è un po’ il posto del mio cuore perché è dove sono nato e cresciuto”.

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Cassano tuona: “Mourinho bollito, con De Rossi ora la Roma vola”

Antonio Cassano ieri sera è tornato a parlare dopo diversi mesi e la chiusura del rapporto con Bobo Vieri, ai microfoni de la Domenica Sportiva. Durissimo il commento su Josè Mourinho:Mourinho è bravo a buttare fumo negli occhi della gente, mentre De Rossi è un grande allenatore”.

“José è un bollito, bravo a buttare solo fumo negli occhi della gente. Faceva solo cinema, era rissoso. De Rossi invece si sta dimostrando un grande perché sta tirando il meglio dalla squadra che ha disposizione. Allegri? Sono 3 anni che dico che non si è mai evoluto, come Mourinho… si mettono in difesa e non fanno gioco”