Categorie
Interviste

De Rossi: “Sofferto troppo la fisicità del Lecce, Dybala non era pronto. Rigore? Era netto”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Lecce-Roma 0-0

Un punto da tenere stretto?
Nel primo tempo abbiamo sofferto tanto la loro fisicità e il loro modo di giocare sugli attaccanti e andare a prendere le seconde palle e dobbiamo migliorare da questo punto di vista. Il calcio a volte si riduce ai duelli e all’essere ruvidi e se non sei capace di diventare anche un po’ sporca, trovi squadre pronte che ti saltano sopra. Punto guadagnato faccio fatica a dirlo per le occasioni che abbiamo avuto, anche se anche loro le hanno avute. Sapevamo che qui sarebbe stato un ‘campaccio’ e ci poteva stare soffrire un po’ di più. Abbiamo avuto un po’ di carenza anche in fase di costruzione. L’avevamo preparata per allargare il gioco e invece troppe volte siamo voluti andare per vie centrali”.

Contatto Zalewski?
C’era un rigore netto che non ci è stato dato. Peccato perché per noi era importante vincere. Le regole devono essere sempre uguali altrimenti diventa difficile. Ne ho visti fischiare di peggiori, come quando c’è il famoso step on foot e ti pestano un mignolino. Qui sono franati addosso ad un giocatore”.

Derby?
“Abbiamo poco materiale per parlarne perché la Lazio ha un nuovo allenatore. Tudor è tanto diverso da Sarri, è molto bravo ed ha già fatto un ottimo risultato. Sarà una partita bellissima e difficile”.

Dybala?
“Sapevamo che l’avremmo messo dentro solo in caso di necessità. Dobbiamo centellinarlo ma è sulla via del recupero, gli mancavano degli allenamento e non abbiamo voluto rischiare”. 

Categorie
Interviste

Florenzi: “Sfidare la Roma sarà emozionante, è la mia squadra del cuore”

Alessandro Florenzi ha parlato ai microfoni di Sky Sport della prossima sfida contro la Roma in Europa League:

Milan-Roma come la vivi?
“Non mi sembra il caso di dire bugie, per me è una partita dalle grandi emozioni, affrontare la mia squadra del cuore col loro allenatore che è una persona importante nella mia vita in generale, che mi è stata tanto vicino nei momenti di sconforto e con il quale abbiamo gioito insieme nei momenti belli. Sarà una partita bella e molto emozionante per me”.

Sull’Europa League.
“Superare la Roma non sarà facile, hanno cambiato molto e sembra che vadano il doppio. Tutti sanno il mio rapporto con l’allenatore della Roma. Per passare il prossimo scoglio importante dobbiamo affrontare prima il Lecce e pensare che sia l’ultima partita della stagione. Se pensi a quello che sarà tra due partite: se vai più forte con il Lecce vai più forte con la Roma. Il pensiero alla Roma ci può anche stare, ma non ci penso da domani. Domani mi guardo i video di Banda”.

Categorie
Interviste

Vucinic esalta De Rossi: “Come Conte e Ranieri trasmette più passione da allenatore”

Mirko Vucinic, doppio ex di Lecce e Roma, ha parlato così ai microfoni de la Gazzetta dello Sport:

 Vucinic, che effetto le fa rivedere De Rossi in giallorosso?
“È emozionante. Non era facile subentrare a Mou, ma i risultati sono convincenti.

Tecnico-tifoso? Io ho avuto Ranieri alla Roma e Conte alla Juve. Ogni sfida sembra decisiva: c’è più passione”.

Si aspettava un calcio così propositivo da lui?
“Da giocatore recuperava palloni, però vantava pure un’intelligenza tattica strepitosa. Oggi la qualità è importante, lui la valorizza.

Un paragone? Mi sembra semplicemente De Rossi, un tecnico moderno”.

Categorie
Interviste

De Rossi: “Dybala? Decideremo domani. Abraham non è ancora pronto”

Daniele De Rossi ha parlato a due giorni da Lecce-Roma ai microfoni ufficiali del club:

“Abbiamo tanta voglia di ricominciare a giocare, va bene anche saltare una festività a casa pur di tornare a fare ciò che ci piace e avremo un ostacolo molto duro come il Lecce in trasferta. Adesso i punti, soprattutto per le squadre che sono in basso, valgono veramente doppio se non triplo e sarà una partita durissima”

Che Lecce ti aspetti? “Una squadra che ha fatto un po’ fatica nelle ultime partite, poi ha vinto a Salerno. Sicuramente saranno agguerriti, poi abbiamo potuto preparare la partita con poco materiale di Gotti a Lecce perché ha fatto solo una gara. Abbiamo preparato due versioni, una un po’ più simile a quella che faceva lui in passato e una molto più simile a quella che ha fatto a Salerno. Abbiamo la doppia opzione, ce la teniamo come dubbio”.

Le insidie dopo la sosta per le nazionali? “Non ci sono rischi grandi. Tanti giocatori hanno viaggiato, sono tornati, si sono riposati, ma si sono allenati poco. La nazionale è questa, io sono stato parte di questo sia da calciatore che da collaboratore e ho grande rispetto per questi momenti. Sono tornati tutti quanti, ieri abbiamo fatto un allenamento strepitoso. Sono stato felice di vederli così, oggi un po’ di scarico, ma la sensazione è che la squadra si sia già rituffata in quello che è il nostro obiettivo principale”.

Situazione in infermeria e a livello di formazione? “Abbiamo dei dubbi ancora. Non su Abraham che non può giocare questa partita perché ci sono delle scadenze sul suo rientro e deve completare la terza-quarta settimana di allenamento a regime pieno con la squadra. Dybala lo valutiamo domani. Ha fatto degli allenamenti più intensi da solo, ieri lo ha fatto senza palla, oggi si è allenato con noi, ma era un allenamento blando. Domani capiremo come starà e capire se portarlo o meno. Se giocherà o inizierà dalla panchina”.

Qual è la quota Champions? “Qualcuno dice 70 perché negli ultimi anni la quarta ha sempre fatto questi punti. Se vediamo la quinta ne ha fatti 64 negli ultimi 2-3 campionati. Fare queste proiezioni serve veramente a poco. Dobbiamo andare a vincere la nostra partita, ce ne saranno tante altre difficili davanti a noi. Se le affrontiamo tutte insieme siamo morti, se le affrontiamo una per volta possiamo vincerle anche tutte. Nessuno pensava che potessimo fare 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta sulle mie prime nove partite. Penso che questo ci deve dare un po’ di fiducia in più per affrontare al meglio le prossime partite”.

Categorie
Interviste

Acerbi: “Mai stato razzista. In questa vicenda abbiamo perso tutti”

Francesco Acerbi, difensore dell’Inter, ha parlato ai microfoni de il Corriere della Sera dopo il caso del presunto insulto razzista a Jesus che ha portato ad un’inchiesta della Procura Federale e ad una susseguente assoluzione del Giudice Sportivo per ‘carenza di prove certe’.

«Sono triste e dispiaciuto: è una vicenda in cui abbiamo perso tutti. Quando sono stato assolto, ho visto le persone attorno a me reagire come se fossi uscito dopo dieci anni di galera, molto contente di es-sere venute fuori da una situazione del genere: sono state giornate molto pesanti» 

Lei che ha avuto un cancro e una recidiva si è mai sentito discriminato?

«Certo, per questo ritengo che se uno sbaglia è giusto che paghi, come io ho pagato la multa quando ho mostrato il dito medio ai tifosi della Roma che mi urlavano “devi morire. In migliaia lo gridavano a me, che sono guarito due volte da un tumore e che sono testimonia) dell’Airc». 

Categorie
Interviste

Rongoni assicura: “Presto vedrete il vero Aouar”

Paolo Rongoni, ex preparatore atletico della Roma ai tempi di Garcia ma anche del Lione e attuale collaboratore dello staff dell’Algeria ha parlato ai microfoni de il Corriere dello Sport di Houssem Aouar: «Ho trovato un ragazzo maturato da quando l’ho lasciato nel club francese. Sta ritrovando la forma migliore. Nel suo ultimo anno al Lione ha sofferto tanto, probabilmente perché era in scadenza e giocava poco. È davvero entusiasta della Roma e di De Ros-si. Abbiamo parlato un po’ di Daniele e mi ha detto essere è contento di aver trovato un allenatore che sposa una tattica che valorizza le sue caratteristiche. È un giocatore che ha del potenziale enorme. Ha giocato bene qui in nazionale anche se non era al meglio, e in campo fa davvero la differenza».

Lunedì giocherà la sua terza partita consecutiva.

«E ne sono felice perché le sue qualità sono indiscusse, davvero. La posizione eviden-temente in cui giocava prima non lo mettevano nelle migliori condizioni. Ma è una ipotesi perché ho visto poco Roma, ero molto impegnato nella prima parte di stagione (ride, ndr). Sicuramente adesso è in crescita perché sta ritrovando la forma migliore dopo un anno, quello al Lione, in cui ha giocato molto poco. Aouar è un giocatore intelligente, quando capisce quello che deve fare può partire spedito e continuare a crescere».

Vi siete parlati a lungo nel ritiro in nazionale?

«Sono stato molto chiaro con lui facendogli i complimenti. È cresciuto tanto mentalmente. lo l’ho lasciato che era un ragazzino e lo ho ritrovato uomo, ma soprattutto un atleta serio. Non abbiamo bisogno di chiamarlo in ritiro, di dirgli quando e come lavorare, degli orari da rispettare… Determinate lezioni su cui ho battuto forte per diverso tempo adesso le ha imparate. Ora va col pilota automatico e questo mi fa piacere».

Categorie
Interviste

Paredes: “Ideale l’idea di gioco di De Rossi per me. Dybala triste per l’infortunio ma sta tornando”

Oggi ho molta più continuità nel mio club, mi sento meglio e questo sicuramente vale anche per la Nazionale. De Rossi mi dà tantissimo perché la sua idea di gioco per me è la migliore e penso che mi sento ogni giorno meglio”. Così Leandro Paredes di rientro dagli impegni con l’Argentina, ai microfoni dei media locali.

Il centrocampista giallorosso – che oggi sarà a Roma – ha aggiunto: “Dybala era triste per l’infortunio. Ha avuto due mesi molto buoni, sentendosi molto bene fisicamente, giocando nel migliore dei modi da quando è arrivato a Roma. Avere questo infortunio poco dopo la convocazione lo ha sicuramente reso molto triste ma sta bene e tornerà“.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Orgoglioso delle due finali consecutive. A Roma sono stato più di un tecnico”

Josè Mourinho ha parlato in una nuova intervista rilasciato a Fabrizio Romano, pubblica poi su youtube. Ecco le sue parole:

Sei pronto per una nuova avventura?
“Sono pronto, voglio ricominciare. A volte quando la tua avventura in un club finisce hai bisogno di riposare e pensare, ma in questo caso già il giorno dopo che sono andato via dalla Roma ero pronto per ripartire. Mi sento bene, amo il lavoro e sono veramente pronto, ma non voglio fare la scelta sbagliata, non posso accettare un incarico solo per la passione o perché mi sento pronto. Devo essere paziente, siamo a marzo e di solito è difficile che accada qualcosa in questo mese, quindi il mio obiettivo è riniziare in estate”.

Sei l’unico allenatore ad aver disputato due finali europee negli ultimi due anni: che sensazioni provi?
“La prima sensazione è che sembra come se non sia accaduto, perché quando le persone parlano di me si concentrano soprattutto sul passato. Ci sono tanti bravi allenatori in Europa e di solito i migliori allenano le squadre che hanno più possibilità di raggiungere una finale. Negli ultimi anni sono arrivato 3 volte in finale, una con il Manchester United e due con la Roma. Se ci concentriamo sul recente passato sono quindi l’unico ad aver raggiunto due finali europee. Sono orgoglioso di questo, perché ho raggiunto questi traguardi con una squadra che non ha una storia vincente in Europa, quindi è un qualcosa di speciale. In questa stagione non giocherò una finale, ma spero che l’anno prossimo io possa dire ‘Sono stato l’unico ad aver raggiunto tre finali europee negli ultimi 4 anni'”.

Tutti i tifosi dei club in cui hai allenato ti amano ancora: cosa provi?
“La cosa migliore nel calcio sono i tifosi, perché loro non guadagnano, anzi spendono soldi e fanno sacrifici per la loro passione. Quando ai tifosi non piacciono i calciatori o gli allenatori hanno le loro ragioni. Nel mio caso, indipendentemente dai risultati anche se ho quasi sempre vinto, i tifosi hanno notato che ho sempre dato il massimo per loro e per il club. Ho dato tutto, per la mia personalità sono sempre stato più di un semplice allenatore, in alcuni club devi essere l’allenatore, il direttore sportivo, il direttore della comunicazione, l’immagine che difende il club e i tifosi. I tifosi lo capiscono, ma allo stesso tempo a un allenatore non piace, perché io voglio essere un allenatore. Lo scenario ideale è quando un club ha una struttura che permette all’allenatore di essere semplicemente l’allenatore. All’Inter sono stato l’allenatore, anche al Real Madrid, nella prima esperienza con il Chelsea e al Porto, mentre in altri club non sono stato solamente l’allenatore e questo è veramente difficile per un allenatore. In ogni club in cui sono arrivato ho indossato la maglietta della squadra e lottato per essa”. 

Hai rifiutato il Portogallo e l’Arabia Saudita: queste due mete sono ancora nei tuoi pensieri in vista del futuro?
“Il Portogallo mi ha chiamato due volte, una volta fu ai tempi del Real Madrid e in quel caso avrei dovuto rivestire il doppio ruolo, ma Florentino Perez mi disse che non sarebbe stato possibile. La seconda volta, invece, è stata con la Roma. Se mi sono pentito dato che pochi mesi dopo la Roma mi ha esonerato? No, sono felice di non aver accettato e quindi non mi sono pentito. Se allenare una nazionale in futuro sarà un mio obiettivo? Non sono sicuro, se si tratta di allenarla in vista di una competizione importante come il Mondiale o l’Europeo ti direi di sì, ma aspettare due anni prima di disputare quelle competizioni… Non saprei, forse un giorno accetterò ma non sono sicuro che mi divertirei. L’Arabia Saudita? Cristiano Ronaldo ha aperto le porte a quel mondo in termini calcistici. Quando mi arrivò l’offerta si trattò di una proposta economica molto importante, ma rifiutati perché per me era più importante la Roma e il calcio europeo. In futuro mai dire mai, ma in questo momento non firmerò nessun contratto perché prima devo prendere la decisione migliore”.

Categorie
Interviste

Huijsen: “Ho un rapporto incredibile con De Rossi”

Dean Huijsen ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Marca. Nei giorni scorsi il difensore giallorosso ha fatto il suo esordio nella nazionale Under21 spagnola:

Ti è successo qualcosa di incredibile in questa stagione. Eri alla Juventus, José Mourinho ti chiama e vai alla Roma. Ma poche settimane dopo, Mou viene licenziato… 
“Sì, è andata così. Mourinho mi ha sempre trattato bene, ma ora anche con Daniele de Rossi il rapporto è incredibile. Si prende molta cura di me, è una persona fantastica e mi trovo bene con lui”

Chi ammiravi come difensore centrale? 
“Sergio Ramos. È una persona a cui chiederei consigli, oltre a una foto [ride]…”  

Adesso stai facendo bene in Serie A, tra quanto tempo ti vedi nella Liga?
“Non lo so. Nel calcio non si sa mai e adesso sto bene dove sono”

Hai diverse particolarità, come quella di giocare con i calzini bassi. È raro in un difensore centrale…  
“Sì, li porto così fin da quando ero piccolo. Non so perché, ma ho sempre fatto così. Non esiste una ragione particolare”

Nella partita contro il Frosinone hai festeggiato il ​​gol imitando Cristiano Ronaldo. Perché lo ammiri? 
“Beh, è ​un aneddoto. Il giorno prima stavo giocando alla Play con un amico e gli ho detto che se avessi segnato, avrei festeggiato così. E così è stato”

Categorie
Interviste

Zaniolo, voglia d’Italia: “Ritorno possibile, ma non alla Lazio”

Nicolò Zaniolo ha rilasciato un’intervista ai microfoni de il Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Anche da Unai Emery stai imparando? Con l’Aston Villa non stai giocando molto.
“È vero e ti confesso che probabilmente meriterei più spazio. Ma proprio per questo posso descriverti l’allenatore con maggiore obiettività: è uno dei più bravi in circolazione, mi sta migliorando sotto tutti gli aspetti. Lo metto sul piano di Guardiola, Klopp e Mourinho”.

Di questi tre, quello che conosci meglio è stato esonerato dalla Roma.
“Non so cosa dire, non me lo aspettavo e mi dispiace per Mourinho. Ma non conoscendo la situazione dall’interno non posso commentare. Se mi domandi di De Rossi ti rispondo con più precisione”.

Dimmi di De Rossi, certo.
“Non mi sorprende affatto il suo inizio. Daniele era allenatore già quando giocava. Un capitano pazzesco per me”.

Visto che ci siamo, mi parli della tua verità sul divorzio dalla Roma? Ne abbiamo scritte e raccontate tante.
“Semplice. È stata una grande storia. Ho amato tanto e sono stato ricambiato. Ma le cose nel calcio come nella vita finiscono. Quando è così è meglio separar-sì, pur conservando il ricordo nel cuore”.

In realtà si è parlato tanto di problemi contrattuali e di rottura con i senatori dello spogliatoio. Due, Mancini e Pellegrini, ora sono tuoi compagni in azzurro.
“Non è successo niente di particolare. La verità è che qualcosa si era interrotto nel feeling con la Roma e abbiamo deciso di comune accordo che non avesse senso trascinare la questione”.

Visto che accennavi al futuro, ti manca l’Italia?
“Eh certo, molto. Gli amici, la famiglia, mio figlio. Ora però tocca ai club definire il mio futuro: il cartellino è di proprietà del Galatasaray. Intanto lasciami dire che che sono grato a Monchi per avere ancora scommesso su di me dopo avermi preso alla Roma quando avevo 19 anni”.

Insomma, torni? Dicono Milan.
“Chi lo sa. Ho chiesto al mio procuratore, Claudio Vigorelli, di informarmi solo se e quando c’è qualcosa di concreto. Ora devo concentrarmi sull’Aston Villa”.

Qualcuno ipotizza addirittura tu possa tornare a Roma, sponda Lazio.
“Non so nulla. Ma comunque voglio essere onesto: per ciò che ha rappresentato la Roma per me e anche per rispetto dei tifosi della Lazio, sarebbe una situazione improponibile”.