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Mourinho: “Dybala ok, Mancini titolare. A Torino servirà personalità come col Napoli”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister Mourinho alla vigilia di Juventus-Roma:

L’importanza di questa sfida per voi e per la Juventus, come arriva la squadra? Come stanno Dybala e Mancini? 
“Sul titolare o non titolare non rispondo, è una conferenza prima dell’allenamento, è una protezione, ma Paulo penso sia disponibile, poi se giocherà e quanto per la verità ancora non ho deciso, voglio parlare con lui delle sue sensazioni, però se tutto andrà bene oggi, viaggerà con noi e sarà disponibile. Mancini è la stessa situazione della scorsa settimana, con la sensazione che lui già conosce, cioè giocare senza allenarsi, ha fatto molto bene col Napoli, domani giocherà titolare sicuramente, il Mancio sa che è molto importante per noi”

Come valuta il percorso della Juventus? Come è cambiata rispetto allo scorso anno?
“La Juve è la Juve, Allegri è Allegri, sappiamo cosa aspettarci da loro e da Max. Quando si parla di squadra e di allenatore risultatista, una parola strana, io lo interpreto come la cosa più importante nel calcio, fare risultati. C’è gente oggi che quando si parla di resultatisti sia una cosa negativa, a me invece sembra una connotazione totalmente positiva. La Juve è risultatista, difende tanto e bene, quando esce in contropiede è fortissima, su palla inattiva hanno fatto tantissimi punti, giocano una partita alla settimana e questo non significa solo essere riposati, ma anche tanti giorni di lavoro tattico, di lavoro in campo, stanno lì in lotta per lo Scudetto”

Mercato? Bonucci sembra saltato, ora state guardando altrove. L’umore della piazza può influire su una trattativa? Renato Sanches lascerà la Roma a gennaio?
“Il mercato è a gennaio. Esigenza? No, desiderio sì. Di Renato mi sento confortato a parlare perchè è un giocatore nostro, di Bonucci non mi sento di parlarne, secondo me va rispettato e per farlo non bisogna parlarne perchè è un calciatore dell’Union Berlino. Di Renato non ho nessuna informazione che possa andare oppure no, nè da parte del calciatore, nè dai suoi procuratori che sono i miei, nè da Pinto. Vive una situazione complicata, ma lo è anche per me e per la rosa. Ma ho zero informazioni su di lui. Sull’ambiente, ho un’opinione personale: dico sempre due cose, il cuore di un club sono i tifosi però ci sono proprietà, strutture, diverse da club a club, che sono sovrane. Le decisioni di chi è sovrano, per me però non solo nella Roma ma sempre, il cuore dei club sono i tifosi, se fai qualcosa che piace molto ai tifosi alimenti quella passione, se fai qualcosa che non piace secondo me non si dovrebbe fare”.

Sanches partirà per Torino?
“E’ un dubbio, la settimana non è stata pulita in termini di lavoro, non credo che giocherà, se viaggia con la squadra decideremo oggi”

Per fare risultato domani che cosa serve? Ha parlato recentemente di banditi e di dolci della nonna…
“Servirà personalità, oltre che di intensità fisica e di tattica. Possiamo paragonare il Napoli alla Juventus, come potenzialità, ovviamente stili diversi. In casa abbiamo avuto la personalità che bisogna avere contro una squadra tecnicamente e fisicamente superiore, magari è l’Olimpico che ci dà questa spinta, ma la squadra collettivamente e individualmente ha fatto una partita straordinaria, lo ha fatto Llorente, idem Ndicka etc. Domani abbiamo bisogno di tutto questo, domani serve la personalità avuta contro il Napoli. Sappiamo che è una partita difficile, ci saranno 2 mila tifosi nostri e 40 mila juventini, contro una squadra abituata a giocare per vincere sempre. Bisogna giocare faccia a faccia come contro il Napoli, abbiamo giocato per vincere non per pareggiare, mi piacerebbe avere questa capacità anche contro la Juve”. 

Pellegrini che hai sempre elogiato, ultimamente non sembra perfettamente centrato, come se avesse un velo negli occhi. E’ una questione fisica, tecnica?
“Il mio parere è che sta migliorando, questo mi piace. Al di là del gol importantissimo e del modo in cui è entrato col Napoli, ha fatto un ottimo lavoro la settimana prima. Non è uno che lavora male, lavora sempre bene, ci sono giocatori che a volte non lavorano benissimo, ma settimana scorsa l’ho visto con quel feeling di qualità tipico di Lorenzo, questa settimana ha dato continuità a queste sensazioni. Hai ragione per un periodo si è visto un Lorenzo a ribasso, con una forma fisica bassa, che sembrava non migliorare. Adesso è importantissimo riaverlo al top, perchè è un giocatore di qualità superiore”

C’è una tempistica eventuale sull’arrivo del difensore? Ha in mente aggiustamenti differenti rispetto a Cristante che scende?
“Se penso a tutto questo, perdo la concentrazione sulla partita che dobbiamo giocare domani. Domani abbiamo i tre titolari che giocano già da tempo. Abbiamo Bryan che giocherà in centrocampo che però può arretrare se serve, da tempo stiamo lavorando su Celik da terzo per cercare di dargli un po’ di conoscenza tattica, ha giocato lì 60 minuti contro lo Sheriff, un livello molto basico, ma poco a poco cercheremo di migliorarlo in quel ruolo. Da sei mesi sappiamo che Ndicka va via, che Kumbulla non sarebbe stato disponibile ancora titolare per gennaio, in panchina magari ci darà una mano, da tre mesi sappiamo che Smalling non sarebbe pronto per gennaio e ora abbiamo anche Mancini e Cristante diffidati, puoi immaginare lo scenario con un solo difensore disponibile. Io ho promesso a me stesso di andare sulla strada di dare tutto quello che ho al di là delle circostanze ed è quello che farò. Quando finisce la partita penserò a questa situazione.  Finita la partita con la Juve, penserò alla Cremonese con quello che avrò a disposizione. Kumbulla non parte per Torino”.

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Lukaku: “Vittoria di maturità. Felice per Pellegrini”

Romelu Lukaku ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Napoli:

“Penso che era una partita complicata, ma abbiamo giocato con maturità ed esperienza, a volte anche con qualità e l’abbiamo meritata nel secondo tempo. Il gol di Pellegrini è molto importante, sono contento per lui, mi ha aiutato tanto da quando sono arrivato a Roma, mi fa piacere abbia segnato perchè ha lavorato fortissimo questa settimana. Adesso altre grandi sfide? E’ importante vincere queste partite per arrivare il più in alto possibile, dovremo fare di tutto per vincerle”

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Mourinho: “Pensavo di vincere dopo 5 minuti, successo meritato. Mancini è un campione”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 2-0 contro il Napoli:

Perché ci teneva tanto a questa vittoria?
“Buon Natale a tutti voi, a chi è in studio e chi è a casa. Ciro (Ferrara, ndr) sa che l’ultima partita prima di Natale cambia un po’ il Natale dei calciatori e degli allenatori. Questa è la nostra felicità, ne avevamo parlato prima della partita. Il nostro Natale, il Natale dei romanisti. Volevamo vincere e ci siamo riusciti. Ci sono partite di livello altissimo accumulate in questo momento qua, però sono tre punti che ci lasciano lì. Magari voi non siete d’accordo, ma la mia sensazione è che subito dopo 5-10 minuti avremmo vinto la partita. La Roma è entrata molto molto bene, abbiamo avuto sempre il controllo contro una squadra molto più forte dal punto di vista tecnico. Poi in 10 abbiamo avuto un vantaggio, ne abbiamo approfittato bene con i cambi e con la nostra interpretazione. Penso sia una vittoria meritata”.

Con Cristante e Paredes il terzo centrocampo deve essere uno come Bove, quindi dinamico?
“Noi oggi abbiamo interpretato la gara per entrare con pressione alta su di loro. E per fare questo servono quei due ma serve anche Bove, che è uno che morde e pressa. E poi nel blocco basso trasforma bene la posizione per pressare su Lobotka. Ha una condizione fisica incredibile, non è velocissimo ma ha una resistenza altissima. Abbiamo deciso di giocare con Belotti e Lukaku per avere un gioco più fisico e avere duelli individuali con i difensori del Napoli. Poi quando loro erano in 10 abbiamo fatto entrare la creatività, Lorenzo è creativo, El Sha anche, Azmoun è più tecnico del Gallo. I nostri difensori dopo una settimana dura di lavoro e dopo una settimana con un allenatore forse troppo duro, ho trovato giocatori più preparati. Ndicka ha vinto tanti duelli. Aveva avuto problemi con Zirkzee, oggi ha fatto molto bene con Osimhen. Ha vinto duelli. Mancini è un campione. Non si è allenato per una settimana e oggi ha giocato. La pubalgia è molto dura, ma oggi ha giocato e lo ha fatto per la squadra. È un’ottima vittoria”.

Bove era in marcatura su Lobotka? Quando si parte a inizio stagione e tu parli con la tua società, ti danno un obiettivo? Cosa ti hanno chiesto a inizio stagione?
“Io preferisco fare la mia propria gestione, che è una partita per volta. Per una ragione molto semplice e non è colpa di nessuno, non è una critica, però noi abbiamo un gruppo di giocatori che hanno una storia clinica difficile. Se siamo tutti, non avrei problemi a dire che andiamo nella lotta con tutti. Non parlo di scudetto ovviamente, ma potremmo lottare con tutti per cercare di arrivare al quarto posto. Purtroppo abbiamo questa difficoltà e anche quella del Fair Play Finanziario, che è molto difficile da gestire. Per questo non mi piace parlare di un obiettivo chiaro. È difficile, ma siamo uniti. La squadra è un gruppo di ragazzi straordinari. Che cercano di superare le difficoltà. Mancini è un esempio di quello che va fatto per avere più soluzioni possibili. Ora c’è il mercato, ma non possiamo fare quello che vogliamo. Una cosa è quello che vogliamo, un’altra quella che possiamo. Però andiamo avanti. Abbiamo vinto oggi contro il Napoli e ora ci aspetta la Juve”.

L’obiettivo quarto posto però è alla portata?
“Bologna e Fiorentina stanno volando per due motivi secondo me: hanno due grandi allenatori e hanno due rose fantastiche. Tantissimi giocatori, due giocatori per posizione. Rosa molto molto forte”. 

Voi siete inferiori?
“Senza Smalling, Dybala, Renato non siamo una rosa fortissima. Con tutti loro siamo forti. E abbiamo anche un allenatore bravo”. 

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Pinto: “Rinnovo Mou? La palla ora è nostra”. Poi su Bonucci…

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Napoli:

“I bilanci si fanno alla fine della stagione. Sicuramente vincere questa partita sarebbe importante. La corsa Champions si giocherà fino alla fine, con tante squadre che stanno facendo bene. Il Bologna anche se non ha la rosa di altri sta facendo una stagione spettacolare”

Il nome di Bonucci è concreto?
“Se c’è un reparto in cui siamo in difficoltà è la difesa, però purtroppo abbiamo dei paletti che non ci permettono di scegliere chi vogliamo in assoluto sul mercato Su tutti i nomi che sono usciti non faccio commenti. Dei tanti nomi che fanno magari qualcuno lo beccano…”

Mourinho quanto si può far aspettare?
“In questo momento la palla è nostra. Dobbiamo giocare, dobbiamo vincere, ma queste cose si discutono nella propria sede e nel momento giusto”.

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Mourinho: “Voglio restare, inutile parlarne. Mancini gioca”

CONFERENZA STAMPA – Le dichiarazioni di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Napoli:

Il suo pensiero sulla Superlega?
“Io sono allenatore della Roma, la posizione ufficiale della Roma è anche la mia. Non ho altri commenti da fare. Ovviamente ho tanta esperienza nel calcio, ho vissuto questo sport in differenti momenti, ma non voglio fare nessuna analisi pubblica. La posizione della Roma è chiara e io sono allenatore della Roma”

Arriva il Napoli, rispetto allo scorso anno non ha lo stesso ritmo di risultati ma hanno tanti valori tecnici?
“Sì certo sono i Campioni, con merito, hanno vinto in modo netto lo scorso anno, hanno perso un giocatore ma ne hanno presi tanti. Hanno perso un bravissimo allenatore, ma hanno ora un tecnico con tanta esperienza di calcio, Serie A e di Napoli. I risultati rispetto allo scorso anno sono diversi, allora erano leader con grande vantaggio, ma squadra con stesso potenziale, panchina con grandi soluzioni”

Dopo Bologna ha comunicato l’intenzione di restare alla Roma. Perchè ha scelto di comunicarlo in questo momento? Cosa la spinge voler restare alla Roma tra incertezze legate al futuro, con una direzione sportiva ancora non chiara, il FFP che non sta aiutando la Roma a crescere?
“I motivi sono in tutti i discorsi che hai fatto. Sicuramente c’erano dubbi sulla mia posizione, hai parlato di FFP e altre cose, magari si poteva pensare che nella mia testa ci fossero dei dubbi, delle frustrazioni e quindi ho voluto dichiarare la mia posizione. Per me non ci sono dubbi, non bisogna neanche parlarne. Magari tanta gente si chiedeva cosa pensasse Mourinho, vuole restare, andare via, vuole aspettare, dipende da questo o da quello. Per me non dipende, è così, io sono stato onesto e diretto dall’inizio. Dopo la firma con la Roma, ho ricevuto una fantastica offerta, ho informato la proprietà e non ho accettato per rispetto della parola data alla Roma. A dicembre scorso ho ricevuto una proposta importante dal Portogallo, ho parlato con la società e sono rimasto. A giugno ho ricevuto offerta faraonica dall’Arabia Saudita, ha rifiutato e ho informato la proprietà. Adesso dico che vorrei restare qui, tra le cose positive e negative, ma la mia posizione è senza dubbi. Per me non è giusto più parlarne, non voglio più che se ne parli”

Domani sfida Lukaku-Osimhen, dal punto di vista strettamente calcistico quali sono i loro punti di forza e difetti?
“Sono due attaccanti fortissimi, diversi sicuramente. Uno si abbassa, è bravo a creare connessioni con i compagni, l’altro è più un giocatore da profondità, diretto. La Serie A deve essere molto felice di avere entrambi, potrebbero giocare in qualsiasi top team. Drogba più forte di loro? Diverso, sono tutti diversi. Difficile fare paragoni, non mi è mai piaciuto fare paragoni. Didier è stato miglior giocatore africano, Osimhen è africano, Lukaku ha origini africane da parte di mamma, stiamo parlando di top”

Come procede il recupero degli infortunati? Mancini come sta? Kumbulla?
“No Kumbulla neanche in panchina, non ancora, sta migliorando, va tutto bene, ma è stanco, ha avuto bisogno di riposo oggi e ne avrà domani, tornerà ad allenarsi lunedì e penso che in panchina ci sarà alla prossima. Paulo va bene, dentro il suo tempo di recupero, domani ovviamente è fuori. Mancini non si è allenato tutta la settimana, si è allenato oggi ma domani gioca, è uno di quelli che se non ha triple fratture gioca, ovviamente la squadra ha bisogno di lui, ma gioca domani. Aouar è ancora lontano. Smalling? Non l’ho visto ancora in campo, continua a fare la sua evoluzione con il dipartimento medico, manca tanto”

Quanto è difficile affrontare il Napoli?
“Problemi di risultati per loro, ma non di qualità di giocatori, è la stesso Napoli di un anno fa senza Kim. Di 11 giocano 10 hanno tante soluzioni in tutte le posizioni. Le difficoltà le conosciamo, però per dire il vero abbiamo sempre affrontato il Napoli con risultati equilibrati, abbiamo perso 1-0 senza meritare di perdere all’80, a Napoli avevamo pareggiato e poi perso all’ultimo minuto. Meritavamo di più lo scorso anno, speriamo che domani meritiamo meno e facciamo un risultato migliore”.

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Slot: ”Ogni sfida contro la Roma di Mourinho mi ha insegnato qualcosa”

Arne Slot, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Utrecht, e si è soffermato sulla gara di Europa League con la Roma di Mourinho. Di seguito le dichiarazioni del tecnico olandese.

“Roma-Feyenoord? Non sono così sorpreso. Se superi la fase a gironi di una competizione europea per tre anni consecutivi, ci sono buone probabilità che tu debba affrontare allenatori di successo. José Mourinho è forse l’allenatore più vincente degli ultimi anni. Ogni partita tra noi due è stata combattuta e fantastica, ma non ho ottenuto il risultato che volevo. Ogni sfida ti insegna qualcosa, la Roma gioca con un modulo che non vediamo spesso in Olanda. Terrò comunque in mente anche altre cose delle gare precedenti”.

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Mourinho: “Il Bologna ha un altro motore. Vorrei restare alla Roma, anche lavorando sui giovani”

Le parole di Mourinho ai microfoni di DAZN dopo Bologna-Roma 2-0:

Qualcuno non ha sfruttato l’occasione che gli è stato concessa?
“Sì lasciami dire che vorrei abbracciare tutta la famiglia di Sinisa Mihajlovic, mi scuso volevo farlo prima della partita, un abbraccio alla sua famiglia. Voglio chiedere scusa a Renato Sanches, è dura per un calciatore subire quel cambio, è la quarta volta che mi accade, ma l’ho dovuto fare. Senza Paulo Dybala la classe non c’è e senza Romelu, la fisicità non c’è. Senza i due allo stesso tempo sapevo che sarebbe stata dura per noi. La gente in campo ho sentito volevano far meglio, dare di più, però se non abbiamo avuto nessun tipo di problema a livello tattico, anche perchè loro segnano il primo gol noi stavamo controllando la partita. Abbiamo avuto grande difficoltà a livello fisico, loro hanno gente con motore, gamba e intensità, noi non ne abbiamo tanti così. Kristensen può avere limiti tecnici ma ha fisicità per giocare ad alto livello. La partita dopo è diventata più complicata, abbiamo avuto possibilità di far gol, dopo è diventata difficile”

Qualcuno sta pagando a livello fisico?
“Mancini è in grande difficoltà, sta giocare con una pubalgia molto forte, gioca perchè vuole aiutare, perchè la squadra ha bisogno di lui, ma è l’esempio, non sono tutti nella stessa situazione. Altri giocatori hanno limiti fisici e tecnici, c’è gente che ha grande difficoltà se tu paragoni il motore di Moro, Ferguson e Ndoye ad alcuni nostri si fa fatica. A livello fisico siamo inferiori. Io voglio continuare nella Roma e se continuo nella Roma dobbiamo pensare veramente bene con le nostre limitazioni sul Fair Play, magari è meglio lavorare con qualche giovane piuttosto che con giocatori su cui non c’è niente da sviluppare, non c’è niente di più in relazione al futuro. Vorrei restare alla Roma e sono disponibile a pensare in un modo diverso”

E’ un mede determinante?
“La dimensione della squadra la conosco io come voi, se abbiamo tutti disponibili è una squadra che ha qualità sufficienti per lottare come abbiamo lottato lo scorso anno fino a quando non abbiamo avuto tanti infortuni. Quando mancano giocatori fondamentali

Anche la società vuole continuare con Mourinho?
“Non abbiamo parlato di questo, sei il primo a cui dico questa mia type=’text/javascript’ idea. Quando vedi questi tifosi innamorati che ti appoggiano anche dinanzi ad una prestazione così, quanti km sono da Roma a Bologna, sono tifosi unici, per me sarebbe durissima una separazione. Se una separazione deve succedere non sarà per decisione mia”

L’arbitro?
“Parlare dell’arbitro dopo una partita così da parte nostra è dura per me, il criterio di gestione dei cartellini mi è sembrato non corretto, mancava un giallo a Bouekema infatti Thiago lo ha tolto”

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Bologna-Roma, pregara: Spinazzola: “Sto bene” – Mou: “Assenze importanti ma ce la giochiamo”

Nel prepartita di Bologna-Roma hanno parlato ai microfoni di DAZN Leonardo Spinazzola e Josè Mourinho. Ecco le rispettive dichiarazioni:

SPINAZZOLA

Come hai visto la squadra in questi giorni? Quali sono le sensazioni?
“Positive. Sappiamo che sarà una bella gara contro una squadra che sta bene e ha qualità. Stiamo bene”.

Come stai? Sei pronto a reggere i 90′?
“Lo spero, mi alleno per questo. Sto bene e oggi sarà una bella partita”.

Cosa temi del Bologna?
“Hanno leggerezza mentale, un grande gioco e grande qualità. Dobbiamo temere tutto del Bologna”

MOURINHO:

Come arriva la Roma senza Lukaku e Dybala?
“Senza i due giocatori più importanti davanti, però arriviamo bene con una buona mentalità. Abbiamo giocato giovedì, poco tempo per lavorare per oggi ma lo abbiamo fatto ieri. Sono due giocatori importanti per noi, uno è infortunato e uno è squalificato, ci fidiamo di chi gioca. Una porta che si chiude ma c’è una finestra che si apre per coloro che giocano poco, è gente che lavora molto bene durante la settimana ed è preparata per giocare”.

Ci sono giocatori che possono dare una svolta dalla panchina?
“I bambini sono sempre un punto interrogativo, soprattutto all’inizio del processo. Se sono con noi, è perché ci fidiamo di loro, hanno creatività e velocità come Costa e Cherubini che possono giocare davanti, sono qui per aiutare. Mi piace sempre che la Primavera vinca e dargli più giocatori possibili, hanno vinto senza Costa e Cherubini oggi e sono contento, se sono qui sono una possibilità”.

Il Bologna?
“Ottima squadra, allenatore bravo, giocatori bravi, mercato fatto bene. Hanno gente che gioca, che ha gamba, partita difficile per noi ma difficile per loro”.

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Sabatini: ”Il Bologna vola con l’anima di Sinisa. Mourinho vale il quarto posto”

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui, da doppio ex, ha parlato di Bologna-Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’ex direttore sportivo giallorosso.

Che sfida si aspetta? È un po’ anche la sua partita..

“Una grande partita, tra due squadre che stanno facendo benissimo. Per il resto sono un po’ tutte le mie partite. Un brutto segno, gli anni passano e anche le squadre. Ma vuol dire che qualcosa nel tempo l’ho costruita. Il Bologna sta facendo un torneo strepitoso, merito della società e di un allenatore come Motta, che fa un calcio sano, produttivo, esteticamente apprezzabile. Ma ci tengo a dire una cosa…A spingere la squadra è Mihajlovic, senza trascendere nell’esoterico. Quel che succede a Bologna trae forza dallo spirito e dall’anima di Sinisa. I giocatori che sono rimasti hanno trasmesso un messaggio che si avverte nell’aria. Quando arrivi a Casteldebole e vedi le fotografie di un eroe, perché Sinisa lo è stato, ti viene una forza incredibile”.

(…)

Il colpo di cui va più fiero nella Capitale e in Emilia.

“Dal punto di vista aziendale Marquinhos, che è venuto a 18 anni a fare il titolare. Ma penso anche a Benatia, Castan, Salah. A Bologna direi Arnautovic, fortissimo. In assoluto mi viene in mente Pastore. Non quello visto a Roma, ma quello venuto a Palermo e poi volato a Parigi. Ma fermi qui, altrimenti mi viene un attacco di vanità insopportabile. La vanità va evitata, è pericolosissima e diventa anche patetica”.

Perché ha detto che non le piace parlare di Mourinho?

“Chi può parlare di Mou? Solo i suoi pari e io non lo sono. ha una storia lunga, fatta di titoli. Prendo atto che è amato in modo viscerale dalla città e spero che se ne accorgano (i Friedkin, ndr ) per poter lavorare ancora per la Roma e portare a casa dei trofei”.

Quindi lei lo rinnoverebbe?

“Sì, ma penso che il rinnovo di Mou sarà un autorinnovo”.

Lukaku e Zirkzee, la sfida mancata di oggi pomeriggio.
“L’esplosione di Zirkzee non mi sorprende, per me è già un top. Lukaku invece deve portare la Roma in Champions, che deve essere l’obiettivo minimo dei giallorossi. Mi sembra ci stia riuscendo… Piuttosto i tanti infortuni di Dybala, mi dispiace vederlo giocare senza poter mai fare due gare tranquillo”.

La pace Spalletti-Totti. Felice?

“Giusto così: il ct è un uomo di tutti, l’altro è un campione. Luciano sul campo è il numero uno. Corretto ritrovassero un senso di amicizia, anche se quella storia ha tolto qualcosa alla Roma. C’erano giocatori distratti. Se non ha fatto danni, di certo non ha aiutato. In campo sembrava andasse il simulacro di un calciatore e un tecnico contestato”

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Bove: ”Il rinnovo mi darà grandissima fiducia anche per il futuro. Sogno di vincere tanto con la Roma” (VIDEO)

Bove ha rinnovato il contratto sino al 2028. Il centrocampista giallorosso in virtù del prolungamento ha parlato ai microfoni del club.

Cosa significa per te questo rinnovo?
“Per me che sono cresciuto qui significa tantissimo, è il dodicesimo anno che sono qui. Ricordo benissimo quando sono entrato a Trigoria e a volte, raccontandolo, è un’emozione forte che ancora mi tocca. Aver rinnovato è un’emozione che mi darà grandissima fiducia anche per il futuro. Sono davvero contento”.

Vorresti ringraziare qualcuno in particolare?
“Sicuramente la società, che mi dà la possibilità di continuare questo percorso che dura da una vita e lo fa sempre nel modo migliore possibile. Mi dà tutto, è davvero una grandissima emozione. Sono qui da 12 anni, ma ogni anno che passa è sempre un percorso di crescita che continua”.

Quanto è cresciuto l’uomo e quanto il calciatore?
“L’uomo è cresciuto di pari passo al calciatore. Sono entrato che ero un bambino, ora sono un uomo e man mano che si va avanti si acquista consapevolezza e ci si rende conto di dove si è e di quanto si è fortunati ad essere qui. Allo stesso tempo è cresciuto tantissimo anche il calciatore grazie ai mezzi forniti dalla società e alle persone di grande spessore qui presenti. Sono cresciuto tantissimo sia dal punto di vista umano sia tecnico”.

In cosa pensi di dover migliorare?
“Tante cose. In campo le cose più tecniche, una delle mie grandi doti è la mentalità focalizzata sul lavoro quotidiano. Credendo molto nel lavoro, dal punto di vista mentale sono sulla giusta strada. Mi sto rendendo conto che sto intraprendendo la giusta strada, mi fa piacere che la società punti su di me e si renda conto che ci sia ampio margine di crescita e un futuro su cui lavorare insieme. Questa è la cosa più importante. Quando un percorso viene condiviso da giocatore e società la cosa che accade è continuare insieme perché si è entrambi felici”.

Che consiglio daresti ad un ragazzo che si sta approcciando al calcio professionistico?
“Darei dei consigli dal punto di vista mentale. Esistono tantissimi talenti nel calcio dal punto di vista tecnico e fisico, ma per diventare calciatore serve una mentalità che va costruita nel tempo e allenata. Crescendo mentalmente si cresce anche fisicamente e tecnicamente, ma poi serve anche per curare il percorso e vivere al meglio. I banali esempi del non uscire prima della partita, di mangiare sano non sono cose superflue, fanno parte di un tipo di mentalità che poi porta a svolgere questa professione. Il mio consiglio è di lavorare tanto sulla testa e di lavorare ogni giorni per migliorarsi. Nel calcio è un attimo sia nell’eccellere che nello sprofondare verso il basso”.

Quanto ti hanno aiutato Mourinho, Pinto e i tuoi compagni in questo processo di crescita?
“Il rinnovo è anche merito loro. La crescita si è vista grazie alle possibilità che mi sono state date e alle persone che hanno creduto in me. Anche io sono stato bravo a cogliere le occasioni e a non mollare, ma devo solo ringraziarli perché mi sono serviti tantissimo”.

Alle porte c’è un mese ricco di appuntamenti importanti.
“Mese molto importante per noi, ma come lo sono tutti. La nostra mentalità è quella di guardare partita dopo partita e quindi il focus è sempre lo stesso. Abbiamo la massima ambizione e voglia di portare a casa i tre punti”.

Prossimo obiettivo personale?
“Consolidare la mia crescita, mi sento in continua evoluzione ma c’è sempre da migliorare. Questo è un lavoro su me stesso che voglio fare. Per quanto riguarda la squadra spero di vincere il più possibile con la Roma, è quello che ho sempre sognato da bambino. Lavorerò anche per quello”.

Che sensazioni ti dà entrare allo Stadio Olimpico?
“Uniche e difficili da descrivere. Quest’anno passiamo sotto la Curva Sud, è un’entrata particolare ma ancora più bella, ti dà una carica da brividi”.

Come procede la carriera universitaria?
“Bene, sto continuando a studiare. Procede di pari passo con quella calcistica. A breve avrò un altro esame e anche lì devi stare sul pezzo sennò non ti lasciano scampo (ride, ndr). La carriera calcistica è quella principale, però sono davvero onorato di poter fare questo tipo di doppia carriera perché non è banale. La maggior parte delle volte lo sport viene visto come ostacolo della formazione completa di un atleta, ma secondo me non è così e credo che debbano essere perseguite entrambe le cose perché si può fare. Nel mio piccolo cerco di farlo”.