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Occasione Raspadori: paghi uno, prendi due

Jack Raspadori è ai margini del progetto tecnico di Conte. Jack Raspadori vuole tornare ad essere protagonista perchè nel frattempo, di fatto, ha anche perso terreno in Nazionale nonostante Spalletti lo apprezzi molto. Jack Raspadori ha 24 anni e non è più un bambino, quindi non può perdere altro tempo.

Conte ha tentato di tenerlo dentro la dinamica del suo Napoli: “lo sto provando in un ruolo diverso ma ci vuole tempo”. In realtà a Conte mancano le coppe per poter ruotare e far giocare anche chi finora ha avuto poco spazio. E quando esce Lukaku – massimo 10-15 minuti a partita – entra sistematicamente Simeone.

La scorsa estate l’Atalanta era sul calciatore, poi l’affare non si chiuse. ADL vuole 20 milioni circa, ma è probabile che un prestito fino a giugno possa addirittura rivalutare il suo cartellino in vista di una futura cessione. Giuntoli lo stima da sempre, lo ha portato a Napoli ma la pista Juve – si parlò di scambio con Chiesa – non sembra riaccendersi e soprattutto Conte ha imposto un diktat alla sua società: “Nessun rinforzo alle dirette contendenti”.

Così emerge la soluzione Roma. I giallorossi sono fuori da qualsiasi discorso da vertice, lottano per salvarsi e Ranieri ha necessità di una punta per aiutare Dovbyk. Raspadori sarebbe il profilo ideale anche perchè potrebbe sia sostituire l’ucraino, sia giocare insieme all’ex Girona giostrando nei due calciatori alle spalle della prima punta.

Al momento le parti in causa smentiscono contatti ufficiali, ma gli intermediari del calciatore stanno scandagliando il mercato italiano per verificare quale piazza assicurerebbe a Raspadori un minutaggio maggiore e quindi una ritrovata continuità. E la Roma va iscritta a questa corsa, perchè in assenza di offerte top, l’opzione giallorossa per il Napoli sarebbe l’opportunità più conveniente.

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Paredes, terza vita romanista: spiragli di rinnovo

Dall’inferno al paradiso in pochi giorni. “Con Ranieri per me è cambiato tutto”. Non lo ha nascosto Leo Paredes, nelle due recenti interviste rilasciate dopo l’impiego da titolare contro Tottenham e Atalanta.

Non giocava 180 minuti consecutivi dalla scorsa primavera, quando con De Rossi aveva rimesso al centro del gioco il regista argentina.

Leandro Paredes sta vivendo una terza giovinezza nella Roma. Dopo il rilancio con De Rossi e la sparizione di questo inizio di stagione, l’avvento di Ranieri ha rivitalizzato l’argentino tornato titolare inamovibile.

Paredes, tra Boca e possibile rinnovo

Recentemente ha espresso la volontà di onorare il suo contratto con la Roma, allontanando almeno di sei mei l’ipotesi del ritorno al Boca Juniors.

Questa mattina su alcuni quotidiani, come Leggo, si parla di nuovi spiragli di rinnovo per l’argentino, a patto che accetti una forte decurtazione dello stipendio.

Questa ipotesi, potrebbe essere sospinta da Ranieri magari sulla scorta dei pensieri di un futuro allenatore con il quale la Roma entrerà in contatto nelle prossime settimane.

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Le Fèe di nuovo dimenticato, Ranieri: “Conto su Enzo ma mi serviva altro”. A gennaio può partire

“Le Fée? Ci conto, buonissima qualità e buona corsa. Ma in queste gare avevamo bisogno di altro e io faccio i conti su tutti”. Ranieri ha risposto così a chi gli ha chiesto ieri sera, dopo la sfida con l’Atalanta, che fine avesse fatto il francese.

L’ultima apparizione ufficiale in Belgio contro l’USG, poi panchina col Bologna nell’ultima di Juric e zero minuti con Ranieri tra Napoli, Tottenham e Atalanta.

Ieri sera dopo il match, il tecnico Testaccino ai microfoni di DAZN commentando i potenziali cambi della ripresa ha anche affermato che non avendo Pisilli a disposizione per squalifica, non disponeva di un ricambio in mezzo al campo con le caratteristiche del box to box, del centrocampista muscolare. Vero, ma indirettamente ha bocciato sia Le Fèe che Pellegrini, ritenuti quindi inutili anche nei 20-25 minuti finali quando Cristante ormai boccheggiava da tempo e Paredes dava segnali di difficoltà, essendo rimasto a guardare (come Hummels) per due mesi prima di giocare 180 minuti in pochi giorni.

L’ex Rennes non è mai riuscito a trovare continuità e su di lui pesa, come un macigno, l’iper valutazione del cartellino pagato 23 milioni di euro. Di fatto un prezzo che lo rende, allo stato invendibile, a meno che non venga rivalutato da Ranieri già nelle prossime partite, ma davanti alla difesa il tecnico una scelta l’ha fatta e ricade su Paredes.

Ecco che a gennaio si apre quindi la prospettiva di un potenziale prestito, con la possibilità per il club giallorosso di sfruttare l’eventuale risparmio di parte dell’ingaggio per l’acquisizione di giocatori più utili in altri ruoli, a cominciare dal vice-Dovbyk e dagli esterni.

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Roma, almeno due priorità sul mercato di gennaio

Il Ds giallorosso, Ghisolfi, sabato ha parlato ai microfoni de il Corriere dello Sport, ribadendo la voglia dei Friedkin di continuare ad investire, a partire dal mercato di gennaio.

Le priorità tecniche legate alle lacune evidenti della rosa sono chiarissime a tutti: un terzino destro e un vice-Dovbyk.

La Roma cerca un esterno che possa essere un titolare e mettere in panchina Celik, oltre ad un centravanti che possa supportare l’ucraino, con Shomurodov in uscita.

Infine se si dovesse continuare con la linea a tre, attenzione alla posizione di Hermoso e alla possibilità di arrivare ad un altro centrale di difesa. In uscita da valutare diverse situazioni: Paredes è in fase di riabilitazione dopo mesi di sparizione, ha annunciato che onorerà il contratto con la Roma ma da qui a gennaio lo scenario potrebbe cambiare; c’è poi la situazione di Cristante, che secondo diverse voci avrebbe chiesto la cessione dopo lo strappo con la tifoseria e le contestazioni ricevute.

Da valutare poi il ruolo di Dahl, Abdulhamid e dello stesso Baldanzi che rischia di avere sempre meno spazio anche complice il rientro di Saelemaekers.

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La priorità di Ranieri saranno le fasce: la Roma punta Zappa

Viste le difficoltà di Celik e Angelino, oltre all’assenza reale di sostituti all’altezza, Ranieri vorrebbe intervenire a gennaio sulle fasce.

Come scrive il Corriere della Sera, il tecnico romanista ha infatti in mente il rincalzo, che ben conosce. Si tratta di Gabriele Zappa, esterno 2004 del Cagliari ed allenato proprio da Sir Claudio in Sardegna. Al momento siamo in una fase esplorativa, ma di certo il terzino – prevalentemente impiegabile a destra – è ad oggi il primo nome sulle scrivanie di Trigoria.

In questa stagione Zappa – che ha attualmente il contratto in scadenza a giugno – ha realizzato due gol in campionato.

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Futuro Dybala? L’entourage smentisce Oriana

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di ieri di Oriana Sabatini, moglie di Paulo Dybala, rilasciate ad un canale streaming argentino. Il riferimento, noto a tutti, sul futuro della Joya con sguardo all’ipotesi Boca Juniors, probabile futura squadra di Paredes: “Se Leo chiedo a Paulo di seguirlo lì, Paulo ci va”.

Apriti cielo. A Roma dove comincia a serpeggiare una vena di critica nei confronti di Dybala che ha disputato l’ultima gara dal 1′ minuto quasi un mese fa contro il Torino, queste affermazioni ieri non hanno fatto piacere a molti tifosi.

In serata ovviamente è arrivata la pronta smentita, off records come d’ordinanza, del numero staff dell’argentino, sintetizzabile così: ‘Paulo sta bene a Roma, è rimasto a Roma e non ha in animo di andare da nessuna parte’.

Insomma, si vedrà.

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Pellegrini, crisi senza fine: a giugno probabile l’addio

Lorenzo Pellegrini ha perso se stesso, il suo essere calciatore in grado di poter decidere – spesso – le partite con giocate di qualità. Una fase ormai troppo prolungata di difficoltà, tra leggende metropolitane, insulti e una piazza che ormai, per la stragrande maggioranza, lo mal sopporta.

Nel 2024, si escludono un paio di mesi – da febbraio ad aprile – dove la cura De Rossi sembrava averlo rivitalazzato, nelle ultime due stagioni sono troppe le partite in cui il capitano giallorosso è apparso spaesato, quasi dannoso.

Foto Fraioli

Ieri sera Ranieri, come Juric prima di lui, ha provato a ridare fiducia al numero 7 giallorosso, chiedendogli un lavoro di schermatura su Lobotka, ma schierandolo più in zona centrale a ridosso di Dovbyk e dirottando Pisilli sulla fascia, quindi al lavoro di vera fatica.

Impalpabile, spesso fuori asse rispetto alla posizione dei compagni, appena 13 palloni toccati e tanta fatica anche a stopparli. Oltre a questo una conclusione strampalata sopra la traversa ad inizio match.

Sostituito al 45′ con Baldanzi, che ha avuto una grande occasione (sprecata malamente) per trovare il pari, Pellegrini ha il contratto in scadenza tra un anno e mezzo – giugno 2026 – e la sensazione è che sia più probabile un suo addio che una sua permanenza. Anche perchè la società giallorossa, non ha nessuna intenzione in questo momento storico di affrontare il tema rinnovi, con nessuno, tantomeno con Pellegrini che da troppo tempo manifesta difficoltà fisiche e di rendimento evidenti.

Due soli assist in 15 apparizioni stagionali, Pellegrini non aveva mai iniziato così male una stagione con la Roma da quando è diventato titolare con Di Francesco nel 2019.

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Lukaku-Roma, fugace come un amore estivo

Una fiammata iniziale, una grande passione nelle prime settimane e poi pian piano un amore che si è spento, con un addio consumatosi senza neanche salutarsi.

Il rapporto tra la Roma e Romelu Lukaku è stato come quegli amori estivi giovanili, che nascono dal fatidico colpo di fulmine per poi scemare pian piano. Enfatuazioni o poco più che ricordi, ma che lasciano sempre un po’ l’amaro in bocca perchè forse non erano maturi i tempi.

La Roma e Lukaku si sono abbracciati in un momento di reciproca difficoltà: Mourinho attendeva da settimane il titolare in attacco e tra battute e dichiarazioni al vetriolo contro la società (“pure se arrivasse Mbappè sarebbe tardi”, disse a metà agosto al Corriere dello Sport), accolse con favore l’arrivo del belga al fotofinish della finestra di mercato; il belga viveva da settimane il suo secondo rapporto da separato in casa con il Chelsea.

Dan Friedkin partì in prima persona con tutto lo staff dirigenziale e sfruttando i buoni rapporti con la proprietà americana dei blues, strappò il sì del club inglese ad un prestito, seppur molto oneroso, ma che sapeva di toppa enorme messa ad un buco altrettanto pesante.

Accolto tra l’ovazione di Ciampino e gli applausi scroscianti all’Olimpico, Big Rom partì fortissimo pur non avendo svolto la preparazione: 5 reti nelle prime 6 gare d’Europa League più 8 nel girone d’andata in campionato, per un totale di 13 sigilli (in 22 gare) nei primi 4 mesi di stagione.

Lukaku si era letteralmente caricato sulle spalle la Roma viste le difficoltà fisiche di Dybala e in generale quelle di una squadra incapace di trovare continuità sul piano dei risultati.

Foto Farioli

Poi da gennaio il buio più totale. Neanche il cambio in panchina da Mou a De Rossi e il passaggio ad un calcio più prolifico e offensivo, hanno permesso al belga di ritrovare la vena prolifica perduta.

Appena 8 gol in 30 partite tra campionato e coppe, una media drasticamente ridotta e soprattutto la sensazione, nell’ultim periodo in giallorosso di un lento ma inesorabile distacco dalla Roma e dalla piazza. Tanto che Lukaku, consapevole già in Primavera che non sarebbe stato riscattato dal club giallorosso, non ha avvertito neanche il bisogno di salutare i tifosi romanisti. Un gesto non proprio elegante, che però fa il paio con gli errori di comunicazione e di scelte fatte in carriera, su tutti il clamoroso dietrofront a Chelsea e Inter, consumatosi nelle stagioni precedenti.

Foto Fraioli

Poi è arrivata la chiamata del suo mentore in panchina, Antonio Conte che già dall’inizio della scorsa estate gli aveva promesso la maglia numero 9 del Napoli al posto di Osimhen, in rotta di collisione con ADL.

Il suo arrivo in Campania, come quello in giallorosso, si è consumato però anche qui al fotofinish. Assente nelle prime uscite di campionato del Napoli, Lukaku ha provato a recuperare terreno: 5 assist e 4 gol in 11 apparizioni. Non proprio lo score del ‘vero’ Big Rom e spesso anche sostituito nei finali di gara da Conte che si è lamentato del suo rendimento.

In questi mesi si è capito quale fosse uno dei problemi o forse proprio quello principale: un fastidio cronico al ginocchio, che De Rossi aveva in parte svelato a marzo e che Tedesco, ct del Belgio, ha confermato di recente: “Romelu ha un’infiammazione cronica al ginocchio e va gestito”.

Domenica ritroverà la Roma, contro cui ha siglato 3 reti in 5 precedenti. La speranza di Ranieri e di tutti i romanisti è che si fermi qui.

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Paredes: “Onorerò il mio contratto con la Roma”

Nelle ultime settimane si sono rincorse diverse voci in merito alla possibilità che Paredes si trasferisca in Argentina, al Boca Juniors.

Il centrocampista, di rientro dal ritiro della Nazionale, ha però assicurato che onorerà il suo contratto con la Roma fino a giugno: “Ho un contratto fino a giugno 2025 con la Roma e lo adempirò, poi vedremo che cosa accadrà”.

Fonte: scespn

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Abdulhamid, l’agente svela: “Lo ha voluto Ghisolfi”

Saud Abdulhamid finora ha giocato pochissimo nella Roma, come era immaginabile considerato il livello scadente del campionato saudita e le difficoltà che inevitabilmente avrebbe trovato trasferendosi nel calcio europeo.

A parlare del suo periodo di inserimento in giallorosso è il suo agente – Ahmed Almualim – ai microfoni del portale

“È una storia con due capitoli. Il primo è stato scritto a maggio, quando ho ricevuto una comunicazione da uno degli scout principali che chiedeva informazioni sul giocatore e sulle condizioni per un potenziale trasferimento. È iniziato da lì. E il secondo episodio è stato quando Florent Ghisolfi è diventato direttore sportivo dell’AS Roma. In precedenza, era stato direttore sportivo del Nizza e lì aveva anche mostrato interesse per Saud. Sapeva che Saud era al suo ultimo anno di contratto con l’Al Hilal. Quindi quando è stato nominato direttore sportivo dell’AS Roma, si è rimesso in contatto con noi e ha mostrato di nuovo il suo interesse”.

Come ti fa sentire sapere di aver diretto questo trasferimento storico?
“Credo che questo trasferimento abbia aiutato l’immagine dell’intero paese calcistico. Aiuterà altri giocatori sauditi ad avere una possibilità in Europa, forse. Credo che questa mossa abbia aperto le porte ai giocatori sauditi negli anni a venire. Sono davvero orgoglioso che ce l’abbiamo fatta. Era uno degli obiettivi che mi ero prefissato e sono felice di averlo fatto. Molte persone erano contrarie a questo trasferimento. Persone che non guardavano il quadro generale. Come agente, ho dimenticato i miei interessi solo per supportare Saud, nell’interesse del calcio saudita. Ho sacrificato un sacco di soldi per far sì che questo accordo si realizzasse”.

Puoi dirci qualcosa su questo trasferimento che un agente normalmente cercherebbe di tenere segreto?
“Domanda difficile. Ok, lascia che ti dica che proprio prima di firmare per la Roma, Saud era vicino ad andare al Rennes in Francia. Avevano un forte interesse per lui. Ha scelto di andare alla Roma per la sfida. L’interesse del Rennes è stato tenuto segreto, non è stato menzionato da nessuna parte”.

Come si è ambientato Saud a Roma?
“È felice a Roma e tutto procede. Ha giocato qualche minuto. È un giocatore internazionale. Ha giocato per la nazionale in molte occasioni. Ha giocato nel torneo più importante che ci sia, la Coppa del Mondo. Ha giocato anche nella Champions League asiatica. Non è stato un grosso problema per lui adattarsi. Era preparato mentalmente a ciò che sarebbe successo. È davvero consapevole delle sfide che lo attendono. Vive una vita normale. Ha una casa. Era normale per lui iniziare dalla panchina, stavamo parlando con l’allenatore e il direttore sportivo e loro hanno spiegato tutto. Deve conoscere la cultura del campionato, il calcio italiano è difficile. È diverso da qualsiasi altro paese europeo”.