Si terrà domani alle ore 13:00 la conferenza stampa di Claudio Ranieri a due giorni dalla sfida contro l’Atalanta.
Il tecnico testaccino dunque conferma la formula dei due giorni antecedenti alla gara per intervenire in sala stampa.
Si terrà domani alle ore 13:00 la conferenza stampa di Claudio Ranieri a due giorni dalla sfida contro l’Atalanta.
Il tecnico testaccino dunque conferma la formula dei due giorni antecedenti alla gara per intervenire in sala stampa.
Ivan Juric ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Torino. Ecco le sue dichiarazioni:
Crollo emotivo a Firenze, come si riparte?
“Hai detto bene, un crollo emotivo secondo il mio punto di vista guardando le immagini. Dopo 40 giorni di un buon lavoro dove ci sono state tante belle prestazioni mi aspettavo grande passione davanti invece c’è stato un crollo totale che da un senso può essere una svolta in positivo. Meglio perdere così che perdere 1-0 e nascondere qualche problema che si cova da anni o da tempo, poi se raccogliamo bene tutto quello che è successo può essere una svolta come quando è stato per il Milan che ha preso 5 gol dall’Atalanta con Pioli, anche lì disse che da lì in poi cominciarono a lavorare nella giusta direzione”.
Il Torino?
“In questi giorni c’era di tutto, il Torino è una squadra consolidata, abbiamo fatto un bel lavoro là per 3 anni, Vanoli sta facendo bene, ci sono diversi calciatori cresciuti, hanno preso ottimi calciatori, è una squadra di valori e di idee, bisogna stare attenti a tutto, tatticamente ed essere preparati a livello emotivo”
Percepisce la strana atmosfera da ultima spiaggia, come ultima chance per lei per meritarsi la Roma? Tre anni fa dopo il tracollo contro il Bodo, Mourinho non convocò alcuni giocatori? Rivoluzionerà tutto?
“Alla prima domanda non rispondo, nel senso che non mi preoccupo di quello che c’è fuori, ma solo al mio lavoro. La rosa della Roma non può permettersi delle esclusioni, anzi, bisogna riportare tutti dentro, far capire il significato della maglia, del posto, di quello che bisogna fare. Non si deve escludere nessuno, ma far presente ai giocatori quello che serve ora”
Tante voci su ciò che è accaduto nello spogliatoio a Firenze. Alla luce di quello che si è visto in campo, sente il gruppo convinto del suo progetto? Può influire sulle sue scelte domani?
“Sono stati giorni di litigi, anche pesanti, ma secondo me meglio che sia successo, che sia avvenuto presto, che sia uscito fuori tutto ciò che si era accumulato, in questi due giorni abbiamo indirizzato la barca a livello di pensiero, ciò che devo fare io, quello che deve fare la squadra, su cosa devono essere concentrati. Per come sono fatto io, preferisco lo scontro e vuotare il sacco, invece che le chiacchiere alle spalle, per avere la testa libera. Cercherò di mettere la miglior squadra possibile sul campo, per vincere la partita. Per me è tutto chiuso, si riparte, zero a zero. Ieri li ho visti convinti, sul pezzo, meglio che sia avvenuto tutto questo per ripartire”
Cosa c’era di accumulato? Quali sono i rancori di questa squadra?
“Deve rimanere tra di noi”
Un’indicazione? Non si capisce cosa abbiano questi calciatori?
“Ci sono stati litigi, scontri ma le cose rimangono tra di noi”
Pellegrini ha detto dobbiamo dirci la verità e guardarci negli occhi. Lo avete fatto? Che verità bisogna dirsi?
“Penso che ci siamo detti la verità, magari all’inizio in modo violento, poi in modo più ragionevole. Il mio punto di vista è che io sono allenatore, devo allenare, preparare la squadra, il medico deve prendersi cura dei giocatori, i giocatori devono giocare. Non bisogna pensare ad altro, ma come stoppare la palla, calciare, correre, così ognuno di noi qui ha un lavoro preciso e deve occuparsi di questo, non del resto. La definizione dei ruoli è importantissima. Ognuno fa il suo e si concentra su ciò su cui può incidere”
Sono emerse differenze vedute tra lei e la squadra sugli aspetti tattici?
“Penso che in sette partite ha preso 5 gol prima di Firenze. Lo scorso anno abbiamo preso 36 gol mentre la Roma 46 se vogliamo fare un paragone col Torino. Se i giocatori non sono convinti, me lo dicono e me ne vado. Risulta di no, vogliono migliorare, vogliono fare bene, hanno tutte le caratteristiche per fare questo gioco alla grande in fase di possesso e non possesso. Non vedo problemi”
Ha sentito la proprietà? Pellegrini ha parlato di un vuoto organizzativo. La squadra si sente abbandonata?
“Col Presidente abbiamo contatti, abbiamo parlato molto bene di quello che è avvenuto. Sono cose che tolgono pensiero dal campo, rimango della mia idea: io devo allenare, i giocatori devono giocare. Ho sempre detto che tutto ciò che c’è intorno a noi a Trigoria, non vedo mancanze. Preferisco prendere decisioni, con la società che ci responsabilizza nel fare i risultati. Tutto il resto è distrazione. Ognuno il suo, lavorare forte, con grande umiltà, questa è la cura giusta. Perchè dopo una sconfitta così, ci si chiarisce bene”
Ivan Juric ha parlato in sala stampa alla vigilia di Roma-Inter:
Che partita si aspetta contro l’Inter? Come sono tornati i nazionali?
“Dell’Inter sappiamo tutto, è una top squadra, da anni gioca un grandissimo calcio, sarà una partita difficilissima. Chi è rimasto qui ha lavorato bene, sono molto contento, chi è rientrato dopo è tornato senza problemi”
Come si affronta tatticamente l’Inter?
“Non hanno punti deboli, è sempre molto difficile per tutti affrontarli, si conoscono da anni, hanno un bel gioco, con tante rotazioni, sanno quello che devono fare, la cosa principale è le conoscenze che hanno, sono sempre gli stessi da anni. Noi cercheremo di fare la nostra partita con gli stessi concetti di sempre, cercando di metterli in difficoltà”
Come si argina Dimarco? Angelino-Dimarco è una bella sfida?
“Sono soddisfatto della carriera di Dimarco, sta facendo grandi cose, sta raccogliendo i frutti del lavoro fatto sin da Verona, limitare il suo piede è molto molto difficile, ha un’esecuzione fantastica, spesso non dà punti di riferimento, è un giocatore totale. Secondo me anche Angelino ha grandi caratteristiche, c’è da migliorare in attacco con lui, può essere ancor più pericoloso”
La Roma ha gli stessi numeri dell’Inter sotto porta, solo che i nerazzurri hanno segnato il doppio della Roma. Come può diventare più cinica la Roma?
“Specialmente col Monza abbiamo avuto tantissime potenziali occasioni, c’è da lavorare, nelle corde dei nostri giocatori c’è la qualità pura di fare gol, in passato hanno fatto gol, speriamo sia solo un momento e che da domani si cominci a segnare di più”
In passato col Toro cambiò sistema di gioco con la difesa a 4, giocando molto bene sul piano tattico e l’Inter sbloccò solo per episodi. E’ una possibilità per domani?
“Li possiamo affrontare in tutti e due i modi, lo facevamo anche in passato, partendo da una linea a 4 ma non cambiando molto i concetti. Contro di loro devi essere perfetto, grande concentrazione, grande applicazione, che ti porta vantaggi, se non sei al massimo e ti capita una giornata storta come è successo all’Atalanta, loro fanno poi cose fantastiche. I cambi domani saranno importanti, bisogna tenere 95 minuti. Noi possiamo fare molto bene nel possesso palla e mettere pressione”
Dybala e Dovbyk sono al 100%? Hanno 90 minuti nelle gambe?
“Artem è tornato con un piccolo fastidio ma ha recuperato molto bene, Paulo ha fatto una fase di recupero per stare al 100% e ha fatto 4 allenamenti alla grande, sono tutti e due al 100% e poi vedremo come gestirli”
Le Fèe e Paredes come stanno?
“Leandro è tornato per ultimo, dopo un lungo viaggio, oggi l’ho visto meglio ieri era ancora sotto un treno. Enzo mi piace come lavora, la sua intelligenza calcistica, anche come esperienze passate molto similare al nostro modo di giocare, deve ritrovare completamente la condizione di gioco ma sarà molto utile”
CONFERENZA STAMPA – Lorenzo Pellegrini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Elfsborg-Roma:
L’importanza della gara di domani? Che momento stai vivendo? Ha parlato anche Totti.
“Domani è una partita importante, fa parte di un percorso che stiamo facendo con il mister e il suo staff per cercare di riportare entusiasmo. Domani è fondamentale per il cammino in Europa e per continuare a lavorare forte con il sorriso come stiamo facendo in questi giorni. Per quando mi riguarda, penso di poter parlare anche per Cristante, è sempre il campo che fa dare giudizi e risollevare da momenti brutti. È bello così perché è il nostro lavoro, è normale essere criticati se uno ha un momento difficile ma è sempre il campo che aiuta a risolvere i problemi. Oltre al campo, aiuta entrare a Trigoria e sentirti parte importante del gruppo e di questa nostra famiglia che stiamo cercando di creare il più in fretta possibile”.
Un passo indietro su De Rossi: hai parlato con la proprietà, con l’ex CEO Souloukou? Ci sono voci secondo le quali saresti stato disposto a rinunciare alla fascia?
“Non penso sia mancanza di rispetto verso mister Juric, ha capito che era un momento di tristezza, la squadra non si aspettava e non voleva l’esonero ed è stato anche eccezionale nel farci cambiare questa tristezza in voglia di cambiare le cose. Il giorno dell’esonero? Come ben sapete o immaginate, non sono uno da pagliacciate ma è abituato a dire la verità. Mi è capitato di dire la verità e quello che pensavo quel giorno. Sono successe altre cose e non è stata richiesta la mia verità. Ho tanta stima per Daniele e per il suo staff, sono un grande gruppo e ci stavano dando tanto. Ma si va avanti perché la Roma è la cosa più importante e va sempre avanti. Lo dico ora davanti al mister, siamo stati fortunati a trovare ancor prima di un professionista un uomo che ha saputo capire la tristezza e trasformarla in voglia di stravolgere le cose e farle tornare nella giusta via. La fascia? È importante quando non la metti solo la domenica, ma tutti i giorni facendo andare bene le cose e aiutando i compagni e io non smetterò mai di far andare bene le cose bene per la Roma e cercare di aiutare i miei compagni. Non è il gesto solo simbolico di indossare la fascia la domenica, ma è una cosa dentro. Questo gruppo lo sento mio, come spero ogni mio compagno. Soprattutto in un momento complicato questo gruppo si è comportando da gruppo vero e sono orgoglioso”.
I tifosi hanno contestato perché insoddisfatti.
“È importante giocare bene in modo da far cambiare l’idea di chi ti sta fischiando. Spero che questa situazione sia rivolta alle prestazioni. Non ho da recriminarmi per quanto riguarda il resto, questa cosa cambierà con prestazioni e risultati”.
Pisilli?
“E’ un ragazzo d’oro, di una umiltà incredibile si allena alla grande, sta attento ad ogni dettaglio, è fondamentale per tutti noi, non basta mai quello che fai di positivo, perchè quando poi succede qualcosa di negativo hai modo di recuperare. E’ un calciatore moderno, sa giocare il pallone, contrastarsi, ha grande qualità nell’inserirsi, fa goal, altra cosa importante. Penso dipenda da lui, la crescita che avrà, dal gruppo è ben voluto, vederlo segnare ed esultare come è successo domenica è un’emozione incredibile per tutti noi, in primis perchè ha segnato e ci ha fatto vincere la partita e poi perchè rivedo in lui ciò che ho vissuto, è bello vederlo gioire così”
Ivan Juric ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Venezia:
La differenza di rendimento tra primo e secondo tempo contro l’Athletic? Che idea si è fatto per spiegare questa differenza?
“Nel secondo tempo abbiamo corso più del primo. Fisicamente non c’entra niente, inoltre contro squadre del genere non si può dominare per 90 minuti. Per Hermoso era la prima partita in 4 mesi, motivo per cui si apriva un po’ di meno, ma Svilar non ha fatto una parata quindi vuol dire che la difesa era concentrata e intensa. Possiamo migliorare nell’avere più possesso, mentalmente ci siamo aperti di meno perché eravamo stanchi come Hermoso oppure dipende dal fatto di voler portare il risultato a casa. Lì c’è materiale per crescere. Nel secondo tempo abbiamo corso tanto ed eravamo concentrati, ma sicuramente vogliamo giocare più partite come il primo tempo”.
Giocare ogni tre giorni può aiutare ad assorbire i concetti?
“Ho sensazioni estremamente positive, ai calciatori piace e sono partecipi, vogliono giocare il prima possibile. Dopo la partita abbiamo parlato e avevamo sensazioni positive, questo ti porta ad affrontare la partite con grande entusiasmo”.
Come sta Pellegrini? Come lo sta vedendo, come deve reagire a queste difficoltà?
“Ha un comportamento eccezionale. Ha lavorato a parte in questi giorni e oggi vuole provare in gruppo. Ha tanta voglia di giocare anche se ha un po’ di dolore, ma vuole esserci. Ha un comportamento esemplare, ha grande voglia di dimostrare chi è”.
Hummels e Dahl? Quante possibilità hanno di entrare nelle rotazioni?
“Hummels giocherà il prima possibile, deve ritrovare la condizione giusta. Sta lavorando tanto in questo periodo, vogliamo averlo a un livello buono. Ora stiamo spingendo, spero di inserirlo il prima possibile. Dahl è da valutare bene, è giovane e ha determinate caratteristiche. Bisogna essere lucidi nelle scelte”.
Cosa sta facendo per prevenire gli infortuni muscolari? Come stanno Dybala e Celik?
“Celik e Dybala non hanno niente, è escluso qualsiasi tipo di problema. Celik oggi vuole allenarsi e anche Dybala proverà perché si trattava di un fastidio che aveva avvertito. Qui abbiamo uno staff di livello molto alto, Trigoria ti offre il massimo a livello di recupero. Ci sono tante tecniche per migliorare il recupero e lavoriamo su quello. Bisogna avere rose di 20 giocatori per cambiare e chi non gioca deve allenarsi. A lungo termine si gioca solamente senza allenarsi, mentre avere una settimana di lavoro è importantissimo. Bisogna gestire bene la rosa e cercare di includere più giocatori possibili. La Roma deve avere sempre intensità, dobbiamo giocare sempre al massimo per ottenere risultati”.
Ci può descrivere il rapporto con Ghisolfi?
“Stiamo comunicando molto, come è giusto che sia tra direttore e allenatore. Mi ha accolto veramente bene, è un rapporto professionale e umano. Sono molto soddisfatto, possiamo dirci le cose in faccia senza nasconderci niente. Sono contento”.
Ha parlato con Le Fée? Rimarrà ancora fuori a lungo?
Le Fée sembrava pronto, ma sentiva ancora fastidio. Spero la prossima settimana possa essere con la squadra. E’ un giocatore che mi piace molto, abbina tecnica a intensità come piace a me, è un ottimo recuperatore di palloni e lo deve al fatto di esser stato allenato in passato da tecnici che lo hanno addestrato in questo senso”
Celik proverà ad esserci. Abdulhamid dà garanzie di esserci?
Penso che con i nuovi giocatori che arrivano da altri mondi ci vuole tempo. L’altro giorno volevo buttarlo dentro per vedere come siamo messi. Col tempo migliorerà. Dobbiamo stare attenti su Hermoso e giocatori che non hanno avuto grandi preparazioni negli ultimi mesi. Il giudizio sarà più avanti, non subito.
Ha già delle coppie in mente per il centrocampo? Konè e Pisilli possono giocare insieme?
A me stuzzicano molto le loro caratteristiche. Voglia di crescere e migliorare. Giovani, ma con grandissima prospettiva. Vediamo l’allenamento di oggi. Sono prospetti con cui mi piace lavorare.
Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli. Ecco le sue parole:
Quanto può aiutare questo entusiasmo ritrovato per la permanenza di Dybala? E quanto manca alla Roma per completarsi sul piano dei titolari?
Per completarsi manca una settimana. Mancano sette giorni. Ci sarà tempo per parlarne. Come sempre ho detto è prematuro fare bilanci ora. Per quanto riguarda Dybala è stata una situazione emozionante, ricca di saliscendi. Eravamo sicuri che in ogni caso i tifosi domani sarebbero stati con noi, la sua scelta ha scatenato delle reazioni che tutti abbiamo visto. Oltre a un leader tecnico ora lo vedono come uno che ha preso la decisione per amore, quindi è una bella storia non frequente nel mondo del calcio. Questo è l’amore dei tifosi per i propri beniamini.
L’ultimo Empoli era diverso, che avversario ti aspetti?
Non è mai facile studiare gli avversari perché sai che possono cambiare delle cose in corsa, sono poche partite. Conosciamo D’Aversa, non allena da due partite e sappiamo quello che chiede. L’Empoli ha talento, non prenderei d’esempio l’ultima partita. Sarà difficile, la cosa che mi dispiace è che nelle ultime settimane non si è mai parlato delle partite. Noi siamo stati bravi nella nostra gabbia ad isolarci, ma non è facile. Sono sicuro che se iniziassi a pensare all’Empoli da domani sarà troppo tardi, noi lo abbiamo fatto in questi giorni e abbiamo lavorato in funzione di questa partita. Non sarà così tanto diversa dallo scorso anno, speriamo sarà diverso il risultato.
Quanto è importante il progetto tattico in attacco del 4-3-3? Con il ritorno di Dybala è precluso l’arrivo di un esterno?
Il 4-3-3 come lo intendo io ha gente che gioca con i piedi sulla linea, questo è difficile chiederlo a Paulo. Stessa cosa per Soulé. Possono assolutamente giocare insieme, entrambi hanno un grande talento. Ma ci sono anche gli altri che lo hanno. Sceglierò in base all’avversario chi schierare in campo. Abbiamo due esterni e vediamo cosa succederà negli ultimi giorni, niente sarà diverso da quello che succede nelle altre squadre. Per comprare devi vendere. Dalla prossima settimana non vi dirò più “vedremo” e saremo più consapevoli di chi siamo. Le prime partite sono imbastardite dal mercato, è un casino che infastidisce tutti quanti.
Avete pensato insieme alla società a qualche uscita o sono tutti a disposizione? Karsdorp è fuori rosa?
No, nessuno mi ha mai chiesto di mettere in disparte nessuno. Per quello che riguarda i giocatori che sono usciti e poi rientrati se lo meritavano, tipo Belotti o Solbakken. Meritavano di essere trattati bene. Per quando riguarda Karsdorp è stata una mia scelta e credo che non cambierà. I discorsi societari vanno ascoltati, loro mi hanno assecondato. Per mille ragioni per me non era giusto che avesse spazio qui e spero per lui che lo trovi altrove perché fuori dal campo è un amico. Piccoli fattori tattici, tecnici e comportamentali mi hanno fatto prendere questa decisione.
Su Dybala le hanno chiesto di gestire la questione presenze per il rinnovo?
Io sono un allenatore. Non posso pensare a questo. Paulo è rimasto e verrà trattato come un giocatore importante.
È cambiato qualcosa sull’utilizzo di Dybala?
Paulo sa cosa penso, perché io e lui abbiamo parlato diverse volte. E questo è quello che mi piace. Io sono stato chiaro. Lui sa cosa penso riguardo la decisione che era stata presa. Per me sono tutti protagonisti, lo gestirò in base alla sua condizione fisica come tutti. Ha spinto sempre forte e non ha mai saltato un allenamento, lo gestiremo come gestiremo gli altri. Per voi farà più rumore quando starà in panchina ma io deciderò in base alle mie idee per vincere la partita.
Sul terzino destro perché questo ritardo? Celik può fare il titolare?
Celik ha fatto il titolare nelle partite più entusiasmanti della scorsa stagione. Lo rispetto tantissimo. Se arriverà un giocatore in più si giocherà con lui il posto. Sangaré resta in rosa con noi.
Domenica hai spostato Soulé a sinistra. Domani in mezzo al campo vedremo come mezzala Cristante o Le Feé?
Mi piace come giocatore Soulé. In quei 20 minuti che abbiamo visto a Cagliari ha fatto bene, sicuramente su quella fascia magari determinate cose non le potrà fare ma ne potrà fare benissimo tante altre. Lo gestiremo. Con il rientro di Paredes se giocherà lui, sceglierò la mezzala in base alle sue caratteristiche. Abbiamo tante mezze ali, Bryan sicuramente ci dà una fisicità diversa lì in mezzo al campo.
I tanti giovani che avete come vengono individuati?
Sono colpi di Ghisolfi. Io non li conoscevo, mi vengono fatti vedere e do il mio parere. Poi vengono fatte le operazioni, la mia conoscenza di giocatori ovviamente è limitata. Un direttore sportivo ne conosce di più. La sua abilità sta proprio lì, riconoscere i talenti.
Se tutti i nomi sono stati suggeriti da Ghisolfi, quanti ne mancano di nomi fatti da Daniele De Rossi per completare la rosa?
Si fa una scrematura. Il direttore sportivo ti fa quindici nomi, poi magari uno costa troppo, uno non vuole venire, poi c’è quello che vuole venire alla Roma e allora si va a prendere. Funziona così. Tutti sono nomi passati sotto i miei occhi e per prenderli io li ho ritenuti giocatori forti.
Domani alle 15:00 Daniele De Rossi parlerà in conferenza stampa alla vigilia di Empoli-Roma.
L’ultimo appuntamento nella sala stampa di Trigoria prima del termine della stagione.
CONFERENZA STAMPA – Daniele De Rossi ha parlato alla vigilia di Bayer Leverkusen-Roma:
Dybala gioca?
“Nessuno verrà preservato in vista di Bergamo, le valutazioni che faremo con i giocatori, con lo staff e il dottore non le faremo in vista di Bergamo ma in funzione della prestazione che il singolo può fornire. Dobbiamo valutare bene come sta lui e come stanno gli altri, sono passati solo un paio di giorni ma non faremo valutazioni in vista di domenica, è una partita troppo importante per noi, non daremo precedenza ad altre cose. Voglio parlare con Paulo, voglio parlare con il dottore e altre cose non ve le voglio dire”
Il post del Leverkusen?
“Sì l’ho visto, questi sono errori che vengono fatti non dallo staff tecnico o dai giocatori, ma appertengono all’ufficio ticketing o a chi gestisce queste cose. Il Bayer squadra sarà ben concentrato per affrontare la seconda semifinale, non ci snobberà. Lo abbiamo visto tutti quanti, lo abbiamo commentato ma non ci serviva per avere altre motivazioni”
Le parole di Gasperini sul codice giallo?
“Ne parleremo quando parleremo dell’Atalanta, oggi siamo concentrati sulla semifinale, troppo importante per perdere tempo su cose che non c’entrano con il calcio ma sul lato umano, ne parleremo più avanti”
Rispetto alla partita d’andata che avrete rivisto, che cosa non bisogna ripetere e cosa bisogna ripetere?
“In primis la continua applicazione nella ricerca del gol, quando non ci siamo riusciti è perchè loro sono stati bravissimi a farci perdere le distanze del pressing. E’ una squadra che subisce poco e costruisce tanto, noi abbiamo interpretato la partita fino all’ultimo secondo come si interpretano le semifinali. La parte finale della prima è il miglior antipasto della seconda. Sappiamo che il risultato è difficile, loro non hanno mai perso, ma ci dobbiamo credere, dobbiamo finalizzare le occasioni che avremo, siamo venuti qui per questo anche se è difficile”
Ripensando alle grandi imprese torna alla mente Roma-Barcellona. Facesti un gran discorso alla squadra raccontato a posteriori da Jesus. Ai ragazzi cosa dirai domani?
“Non lo so, a volte preparo qualcosa, a volte mi viene a braccio. Dissi a quella squadra che mi fidavo di loro in quanto compagno e capitano, posso ridirlo a questi ragazzi, per le loro qualità umane e tecniche, mi fido di loro perchè mi hanno portato qui. Ho fiducia perchè sono convinto che faremo una grande partita. Quella era in casa, era quasi più facile prenderla a cuor leggero perchè eravamo quasi spacciati. Questa invece è diversa, un po’ per il risultato un po’ per l’avversario che non ha mai perso. Tutto mi fa pensare che possiamo andare in campo e ricreare quella sorta di atmosfera, da lì a dire che passeremo non è automatico ma sicuramente siamo pronti a fare una partita vera e riaprire la questione”
Hai giocato a Milano con una sorta di 4-4-2, ha funzionato anche con la Juventus. Sta diventando una formula fissa, una struttura su cui costruire le partite?
“Sì a volte le idee che non sono così tanto strane o geniali prendono forza guardando le prestazioni dei giocatori, a volte si fa di necessità virtù. La cosa di Stephan nacque per proteggere meglio la fascia da Theo e Leao, poi avevo visto qualche partita di Zalewski che in Nazionale ha giocato molto bene sul piede forte, pensavamo fossero utili solo a sinistra, invece possono farlo anche a destra. Non abbiamo una vera e propria ala che gioca lì, abbiamo Dybala che viene tanto dentro e vogliamo lo faccia, ma rischiamo a volte di rimanere un po’ sguarniti per cui alziamo un terzino destro più alto. Lo hanno fatto bene, ma abbiamo necessità a volte di mettere uno di ruolo lì alto a centrocampo. Sicuramente è un aspetto che ripeteremo nel presente e nel futuro”
Tre componenti per ribaltare la partita?
“Forse tre non bastano, a volte ne basta magari una o due. Forza mentale, un po’ di pazienza, tanta attenzione, senza andare a parlare dei gesti tecnici. Non c’è più margine di errore, non possiamo più sbagliare. A questi livelli gli errori si pagano, per fortuna l’andata non era la finale, abbiamo ancora margine per rimediare quegli errori fatti soprattutto quando eravamo alla pari con loro. Fosse stata una finale avremmo già perso, gli avremmo fatto i complimenti, invece abbiamo un’altra chance per essere perfetti, contro una squadra che non perde da 47 partite, è una squadra speciale che si è messa alle spalle formazioni che giocheranno la finale di Champions. All’interno di queste 47 partite hanno anche subito contro alcuni avversari, in Europa League hanno rischiato di andare fuori. C’è necessità di una partita perfetta per esserlo devi essere attento, devi essere forte di testa, devi avere un grande cuore oltre alle coste strettamente calcistiche”
Ti aspetti un Bayer senza punti di riferimento davanti?
“Non lo so, avevamo preparato due partite diverse, con o senza centravanti di peso. Questo è il bello di questo lavoro, hai due giorni per preparare queste situazioni, primo giorno defaticante, il secondo fai video e allenamento, cerchi di dare mille nozioni, cerchi di dirgli quelle più probabili per evitare di fare confusione, sperando di avere tempo poi tra quando leggi la formazione e inizia la partita per dare ulteriori indicazioni, poi se in campo cambiano ancora devi parlare dalla panchina”
CONFERENZA STAMPA – Mile Svilar ha parlato alla vigilia di Bayer Leverkusen-Roma:
Hai salvato tante partite della Roma. Pensavi di ritrovarti qui a gennaio a questo livello?
“No non me lo aspettavo, dopo tanti mesi che non giocavo tante partite, ho sempre fatto il mio lavoro, sta andando bene però domani dobbiamo fare una grande partita come squadra, tutti insieme”
Come stai vivendo questo momento? Ti aspettavi di poterti imporre anche a livello europeo?
“Non te lo aspetti, ma lavori per questo. Aspetti il momento giusto ed è arrivato anche grazie al mister De Rossi. Non pensi alle prestazioni individuali ma alla squadra, vuoi vincere come squadra ed è questo che vogliamo fare”
Oltre alle parate importanti, c’è anche una fase di possesso palla del portiere. Il fatto che cambino spesso i compagni di difesa, ti cambia qualcosa avere un terzino diverso ogni volta o un centrale diverso?
“E’ uno studio complessivo, è quello che il mister chiede, provo a farlo il meglio possibile, lo rivedo tutte le partite, sto vedendo che devo migliorare in questo aspetto, però questo viene con gli allenamenti, le partite, stare tanto tempo insieme, penso che stiamo facendo un buon lavoro nella costruzione da dietro, dobbiamo migliorare ancora”
Hai studiato rigoristi del Bayer’?
“Sì l’ho riguardato già la scorsa settimana li rivedrò anche domani, non si sa mai”
Cosa temi di più del Bayer?
“La velocità sicuramente, sono forti, lo abbiamo visto. E’ una squadra che sta da tanto tempo insieme, due anni di lavoro insieme con lo stesso tecnico, quindi è più facile per loro, si conoscono meglio. Noi proveremo a fare il massimo domani”
CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:
Smalling e Lukaku come stanno? Llorente a destra?
“Romelu non si è allenato moltissimo ma è stato fermo pochi giorni. Ci prendiamo un altro giorno per valutarlo, ieri ha fatto un allenamento non intensissimo ma stava abbastanza bene, oggi spingiamo un po’ di più e poi decideremo. Qualche piccolo dubbio ce l’ho ancora. Chris ha fatto un allenamento in linea con quelli che erano gli altri compagni, penso di poterli recuperare entrambi. Llorente a destra può starci, lo valuterò in funzione di come li vedo negli ultimi giorni, in base agli esperimenti fatti, ragioniamo su tutto”
Ieri hai detto che la tenuta mentale del Bayer è la cosa più temibile. Come stai allenando la Roma da questo punto di vista?
“Non ritengo sia la cosa più temibile, da temere c’è tutto, la maniera in cui giocano, benissimo, hanno fatto tantissimi risultati positivi consecutivi, hanno giocatori molto interessanti. Stimo molto Xabi per il percorso che ha fatto finora. Hanno più tempo di lavoro con questo allenatore, c’è tanto da temere. Va rispettato il fatto che siano imbattuti nonostante siano andati sotto spesso, hanno vinto spesso anche oltre il 90′. Hanno raggiunto una convinzione, una consapevolezza e una tenacia del risultato che stanno raggiungendo fino ai minuti finali. Ci sono tante cose calcistiche e meno mentali che mi li fanno rispettare tanto. Noi, a volte negli ultimi minuti è stanchezza ed è tenuta mentale, se prendi gol o fai gol alla fine, al netto delle prestazioni fatte, abbiamo gente che è dentro la nostra situazione, gente che vuole raggiungere gli obiettivi, altrimenti non riesci a fare punti a Udine, fare gol a Napoli così, non salvi quel gol al 95′ sul tiro non trattenuto di Mile, a Firenze type=’text/javascript’ idem, è una squadra che ci crede, che ha cuore. Quando hai qualcosa di così importante da raggiungere come una finale, entrambe le squadre lotteranno fino all’ultimo secondo”
E’ un peso per loro essere imbattuti ma non imbattibili?
“Non penso sia un peso, è qualcosa a cui aggrapparsi, siamo imbattuti perchè siamo stati sempre meglio degli avversari, ci sono state partite in cui avversari li hanno affrontati in maniera ottima. La fortuna e la sfortuna le lascio a chi gioca al Casinò, c’è qualcosa di grande nel Bayer, hanno raggiunto risultati incredibili perchè giocano bene, hanno uno dei migliori allenatori al mondo e perchè hanno dentro qualcosa di speciale. Mi piacerebbe anche a me essere imbattuti, lo userei come tasto con i miei per proseguire. Non è un peso per loro ma un orgoglio”
Che tatuaggio di faresti per rappresentare la tua personalità da allenatore?
“Non ci ho mai pensato. Ne ho molti, sono stanco di sentire il dolore dei tatuaggio quindi mi sono fermato (ride, ndr). Prima vinciamo qualcosa di importante, poi ci penserò. Un tatuaggio più calmo? Da allenatore devi essere più calmo, non puoi fare le scivolate. A volte mi manca quella sensazione, ma ho i miei calciatori e credo in loro al 100%. Sono calmo perché credo in loro e mi hanno dimostrato che sono in grado di fare tutto. Ora sembro più calmo, ma ho ancora il fuoco dentro”.
11 maggio 2023 nella gara d’andata dello scorso anno il Leverkusen perse contro la Roma. Ultima sconfitta europea e penultima per i tedeschi. Può essere uno stimolo?
“C’è un discorso di cabala per chi ci crede e pensi che queste cose contino. Può essere un appiglio, ma io penso a preparare loro per come sarà il Bayer che oggi è molto più forte di allora, era molto meno diretto e meno pericoloso negli ultimi metri, adesso sanno di essere campioni di Germania, sono molto più consapevoli, vogliono vincere anche in Europa. Basta vedere i numeri al confronto tra quella squadra e questa per capire che sono diversi, nettamente più forti purtroppo”
Quale aspetto del Bayer ti intriga di più e ammiri di più?
“Ci sono diverse cose, giocatori molto forti messi nelle condizioni type=’text/javascript’ ideali per fare male. E’ una squadra fisica, solida ma con qualità incredibili, hanno Grimaldo, Wirtz, Schick che è cresciuto tanto, Frimpong. Hanno una fisicità importante, hanno ricambi importanti, grande gamba, sanno giocare, sanno essere diretti, ti lasciano il dubbio su cosa fare. Hanno costruito una squadra veramente forte, grazie alle type=’text/javascript’ idee dell’allenatore e al mercato”
Il Bayer difende spesso a tre, a volte lei ha schierato la Roma a specchio. E’ una possibilità per domani?
“E’ una possibilità, è una cosa che mi intriga, che stimolerebbe i miei giocatori all’uomo contro uomo, a volte mi piace fare questa cosa. A volte qui vi soffermate sulla difesa a tre o a quattro come se la Roma oggi non possa più farlo, è falso, solo perchè in alcuni spezzoni di partita abbiamo fatto fatica, ma è successo anche giocando a quattro. La difesa a tre è bello farlo se i difensori facciano anche gli attaccanti, aggredendo. Non vuol dire giocare a tre, è una contromossa importante a cui sto pensando però”
Sul piano tattico dove si può decidere la partita. Con il 4-3-3 le sovrapposizioni sono uno strumento?
“Assolutamente sì, vale il discorso della difesa a tre. Potremmo vincere con entrambe le maniere, non c’è uno schieramento iniziale così decisivo. Una volta le posizioni erano statiche, oggi noi giovani allenatori studiamo quelli più bravi che ci fanno capire che appena fischia l’arbitro si muovono tutti. Il terzino gioca più interno non più uomo di fascia, si costruisce a due a tre, etc. Spesso ci leghiamo a questi moduli guardando più a come difendiamo, lì l’impostazione può essere più rigida, ma dipende anche da come si muovono gli avversari. Può essere un’alternativa sfruttare le sovrapposizioni a prescindere dal modulo”