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Rassegna stampa

De Rossi va oltre l’emergenza e pensa alla coppia Abraham-Lukaku

Si è ristretta la Roma. E nei bar della Capitale, spunda giallorossa, si parla ormai più di bicipiti femorali, adduttori e inguini, che di vittorie, moduli, strategie e stadio.

È certo il ritorno tra una settimana di Romelu Lukalkau, Paulo Dybala, Tommaso Baldanzi e, non di meno, di Tammy Abraham, per il quale l’allenatore sta studiando proprio una soluzione ad personam per lo sprint finale.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, Abraham dopo il lungo stop di nove mesi per la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, è tornato in panchina contro il Sassuolo domenica scorsa e ora, aspettando pure il derby con la Lazio, punta di sicuro l’Europa League (è in lista Uefa) e il Milan, contro cui ha segnato due gol nelle ultime due stagioni.

De Rossi starebbe pensando ad un 4-3-1-2 con Dybala puro 10 alle spalle di Abraham e Lukaku.

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Interviste

Luis Enrique su De Rossi: “Mi piace tantissimo da come allena a come comunica”

Luis Enrique esalta Daniele De Rossi. Recentemente il tecnico giallorosso ha detto di ispirarsi allo spagnolo (e a Spalletti)  e nel corso di una diretta live su Twitch, l’ex allenatore di Roma e Barcellona ha esaltato il lavoro di DDR:

“Se sono riuscito a vedere la Roma di De Rossi? Sì, e quello che ho visto mi è piaciuto molto, ma quello che ho sentito dire a Daniele mi è piaciuto ancora di più! Mi piace vedere miei ex giocatori diventare allenatori e ottenere successi”.

“Mi piace la sua proposta, mi piace il suo carattere, la sua personalità, mi piaceva molto anche da giocatore. A Roma abbiamo avuto un ottimo rapporto, gli auguro davvero il meglio”.

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Infermeria

Abraham da oggi in gruppo: l’inglese è fuori dal tunnel

Tammy Abraham finalmente vede la luce. Dopo la convocazione simbolica della scorsa settimana col Sassuolo, da oggi – alla ripresa degli allenamenti a Trigoria – il centravanti tornerà a lavorare parzialmente in gruppo per poi gradualmente arrivare al 100% delle sedute e cominciare a testare seriamente le condizioni del ginocchio, operato a giugno scorso. L’ex Chelsea punta ad essere disponibile con il Lecce per poter tornare finalmente a giocare minuti ufficiali nelle prossime gare da qui al termine della stagione. Lo riferisce ilcorrieredellosport.it.

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Esclusive

Esclusiva RS -Stramaccioni: “Mentalità, empatia e giocatori nel loro ruolo: impatto profondo di De Rossi, ora la Roma se la gioca con tutti”

Andrea Stramaccioni, ex tecnico delle giovanili della Roma tra le altre e attuale commentatore sportivo di DAZN, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Ecco le sue dichiarazioni:

Cosa è cambiato da Mourinho a De Rossi nella Roma?
“Sono due modi diversi di approcciare lo spogliatoio e di allenare, non ce n’è uno migliore o peggiore, sarebbe sbagliato dirlo. Mourinho ha un suo modo unico di allenare, Daniele ovviamente mi ha stupito. Ho un grande rapporto di amicizia con lui, ma nessuno poteva immaginare che avesse un impatto così profondo nella Roma, è entrato nelle teste dei giocatori, mentalmente, tatticamente sta facendo un lavoro sorprendente. I tanti giocatori che lo abbracciano, da Dybala a Pellegrini, da Lukaku ad altri, sono un segnale: queste cose nel calcio non si comprano, in poche settimane è riuscito ad impostare un rapporto sul piano dell’empatia incredibile. E’ il termometro di qualcosa che non si allena, ma nasce dal rapporto umano. C’è un atteggiamento diverso di De Rossi rispetto a Mourinho, poi chiaramente i risultati importanti aiutano ma anche quando la Roma non ha giocato grandissime partite come a Firenze, De Rossi c’ha sempre messo la faccia. Mi piace che spieghi sempre da dove nascono certe idee tattiche poi Daniele ora è a casa sua, è a Trigoria, allena alcuni calciatori di cui è stato compagno, leader ma anche allenatore da assistente in Nazionale. Mi capita di vedere delle immagini che arrivano da Trigoria, che raccontano di un rapporto molto diretto, molto genuino tra De Rossi e i ragazzi. La sensazione che dà la sua Roma è che oggi se la può giocare con chiunque a viso aperto, prima l’impostazione era diversa, magari si andava in campo difficili come San Siro e si pensava prima a difendere per ripartire”

Lukaku che momento sta attraversando?
“Forse Romelu è l’unico tassello ancora da sviluppare con questo sistema di gioco. Certe volte ci siamo chiesti perchè Lukaku abbia reso meno in alcune squadre in Premier rispetto a ciò che ha mostrato in Italia. Nel 4-3-3, per il centravanti è un sistema di gioco particolare, che lo costringe forse a tratti un po’ a snaturarsi, perchè deve lavorare molto per gli altri, spalle alla porta, ed è una cosa che lui non ama mentre nell’Inter di Conte e nella prima Roma giocava con un’altra punta vicina, con Lautaro che spesso lavorava per lui, aggredendo la profondità e prendendosi i suoi spazi. Adesso deve cambiare e adattarsi, quando ha giocato così al Chelsea ha fatto fatica. Si sta applicando molto, sicuramente l’evoluzione della posizione di Dybala lo aiuta, meno Paulo gioca esterno e più lo aiuta”

In quali particolari De Rossi ha inciso di più?
“Tante piccole cose, ma ce ne sono due in particolare: la prima è che non hai molto tempo per allenare, per addestrare, giocando poi ogni tre giorni, è stato bravissimo a rimettere tutti i calciatori nel loro contenitore ideale, nel ruolo giusto. Penso a Paredes regista, play in un centrocampo a tre, Pellegrini mezzala tecnica, libera di spaziare e andarsi a prendere la posizione giusta, ma anche El Shaarawy che faceva bene quasi sempre solo quando subentrava, piuttosto che Spinazzola che rimesso a fare il terzino con un uomo davanti a cui sovrapporsi, sta tornando ai livelli dell’Europeo. Il secondo elemento l’ho capito da una battuta che mi fece tra Verona e Salernitana in una nostra chiacchierata: parlando della Salernitana e di alcune difficoltà che all’epoca quella squadra poteva opporre ai giallorossi. Alla fine di questa bella conversazione mi ha detto “Oh poi noi siamo la Roma, dobbiamo andare lì e vincere”. Ecco la mentalità, la voglia di risentirsi forti. Questo è un aspetto fondamentale”.

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Roma, anche De Rossi e Lombardo alla camera ardente di Barone a Firenze

La Roma ha partecipato al dolore della famiglia viola per la scomparsa di Joe Barone, braccio destro di Commisso, non solo sui social ma anche in presenza. Questa mattina Maurizio Lombardo (segretario sportivo del club) e Daniele De Rossi hanno partecipato all’ultimo saluto al dirigente viola presso la camera ardente predisposta dalla Fiorentina, prima della partenza dei famigliari e del feretro per gli Stati Uniti dove si terranno i funerali e la successiva sepoltura.

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Friedkin nella capitale: ecco quando sarà discusso il rinnovo di De Rossi

Dan Friedkin è tornato nella capitale negli scorsi giorni e dopo aver visto vincere la Roma all’Olimpico ha ora un’agenda di impegni importanti in chiave giallorossa.

In città nelle ultime ore è sbarcato anche il più fidato collaboratore del padrone, cioè Erik Williamson. Sono molti i temi in agenda, a cominciare da quello scabroso del video hard di cui si sta occupando la procura federale: è possibile che Friedkin sia arrivato in città per seguire in prima persona la vicenda.

Ma poi si sta delineando la nuova struttura sportiva che dovrà programmare la prossima stagione: il rinnovo del contratto di Daniele De Rossi, scelto dal figlio Ryan dopo la rottura irreparabile con Mourinho, non è ancora stato discusso, perché presidente e allenatore hanno concordato di rimandare l’eventuale trattativa alla fine della primavera.

Sul fronte ds il candidato più gettonato rimane François Modesto del Monza mentre per il secondo va monitorato Nicolas Burdisso. In ultimo, ma non per importanza, possono esserci novità sullo stadio di Pietralata. Il Comune di Roma aspetta il progetto definitivo dopo aver votato sì alla delibera sul pubblico interesse. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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Esclusive

Tommaso Turci (DAZN): “L’affinità col gruppo la prima arma di De Rossi. Con Mou si percepiva una certa freddezza ultimamente”

Tommaso Turci, bordocampista di DAZN, è intervenuto ai microfoni di Retesport per raccontare le prime sensazioni del De Rossi allenatore nel raffronto anche con la lunga era Mourinho.

“L’aspetto preminente è l’affinità con il gruppo. De Rossi ha avuto a mio giudizio la capacità immediata di entrare subito in confidenza con tutti i suoi calciatori, coinvolgendo tutti. E’ stato sorprendente, condivido il paragone fatto da Spalletti con Mazzone, in alcuni aspetti lo ricorda molto. Lo staff? Giacomazzi e gli altri non escono mai dall’area tecnica, si alzano, parlano con De Rossi ma è sempre De Rossi in prima fila. Il rapporto con Giacomazzi, a mia sensazione, c’è un rapporto diretto, studia molto durante la gara, parla poco ma dice sempre cose giuste. Prima di iniziare la partita De Rossi, forse anche per scaramanzia, va ad abbracciare tutti i componenti del suo staff”

Nel paragone con Mourinho quali sono le principali differenze?
“Sono assolutamente agli antipodi, nell’approccio alla comunicazione, in campo, è difficile trovare un punto di contatto. Mi sembra che oggi la Roma creda tanto in De Rossi come la prima Roma credesse totalmente nel verbo di Mou. Ecco su questo aspetto c’è un’assonanza. Tra fine dicembre e inizio gennaio, la sensazione è che qualcosa si fosse rotto tra Mourinho e la squadra

Si percepiva anche dal campo una differenza nei rapporti tra squadra e Mourinho rispetto all’anno scorso?
“Avendo seguito quasi sempre la Rom dal campo, ho notato una brillantezza mentale diversa della prima Roma di Mourinho rispetto all’ultimo periodo, quasi come se le energie mentali si fossero pian piano spente. Meno comunicazione in campo, meno aiuto tra compagni, a volte non è solo colpa dell’allenatore. Credo che i risultati favoriscano tanto la crescita mentale di una squadra”

La differenza nel rapporto con gli arbitri rispetto all’era Mourinho? “E’ un dato evidente, penso che non ci sia stato uno staff tecnico più complicato da gestire De Rossi non le manda a dire, brontola con il quarto uomo ma lo fa sempre.

C’è un calciatore a cui si rivolge maggiormente De Rossi?
“In questa prima fase sicuramente El Shaarawy è uno di quelli più seguiti, forse per alcuni movimenti da fare, poi parla tantissimo con Paredes, con il quale c’è un rapporto d’amicizia ed è soprattutto il metronomo della squadra, che detta i tempi della squadra. Ma ripeto De Rossi veramente si rivolge a tutti. Non parla con tutti in italiano, con alcuni come Celik ad esempio parla in inglese per dare indicazioni anche basiche”

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Le Voci di Retesport

Candela a RS: “E’ arrivato il momento che la Roma programmi il futuro con De Rossi”

“La vittoria di ieri è importante anche se la Roma non ha giocato una grande partita, ma in una lunga rincorsa ci sta. Bene Pellegrini, sta giocando ottime partite. Per me resta la normalità che la Roma vinca partite contro le medio-piccole, non era normale non riuscirci prima“. Così Vincent Candela ai microfoni di Retesport.

L’ex terzino giallorosso ha parlato anche di futuro e di De Rossi:Continuo a sentire che per De Rossi sono tutti esami di maturità. In realtà quello che doveva dimostrare lo ha già dimostrato. Penso sia arrivato il momento che la società cominci a programmare il futuro con lui in panchina: programmi, sviluppo, mercato. De Rossi ha dimostrato di poter essere il futuro allenatore della Roma. Sarebbe inutile aspettare il quarto di finale col Milan o le prossime partite, che dipendono da mille fattori”.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “La vittoria di ieri certifica che la Roma è nelle mani di De Rossi”

“La vittoria della Roma di ieri è il segnale chiaro che la squadra è completamente nelle mani di De Rossi, altrimenti una gara come quella di ieri non la vinci mai. La Roma era stanca, era lenta e faticava ad accorciare, a rientrare dopo aver attaccato e senza una totale abnegazione, senza credere ciecamente al messaggio dell’allenatore, una gara come quella di ieri rischi di pareggiarla o perderla. E’ questa, da tecnico, la lettura che mi sento di dare nei confronti di Daniele: sta svolgendo un grande lavoro e queste sfumature lo confermano”. Così Stefano Colantuono nel consueto collegamento mattutino a Retesport.

“Pellegrini sta facendo grandissime partite, arrivava oggettivamente da un periodo di appannamento, ha ritrovato la miglior condizione fisica e sta incidendo tecnicamente. Sicuramente De Rossi ha risvegliato qualcosa nei giocatori, ma Pellegrini è sempre stato un calciatore di valore, gli è mancata condizione a causa di diversi infortuni nell’ultimo anno circa”.

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NEWS

De Rossi: “Non sempre si può stravincere quando fai queste rincorse. Pellegrini capitano vero”

Daniele De Rossi ha commentato così la vittoria per 1-0 contro il Sassuolo:

Quanto era importante questa vittoria, ma soprattutto vincere una partita così complicata?
“Fondamentale vincerle tutte. Abbiamo iniziato questa rincorsa e all’inizio non tutti ci credevano come ci credevamo noi, le avversarie stanno andando velocissime quindi devi vincerle tutte. Quando ne vinci tante come stiamo facendo noi, qualcuna la vinci passeggiando mentre in altre fai più fatica. Il Sassuolo è stato bravo, noi meno brillanti e statici. La Roma però non è la prima volta che vince grazie al guizzo dei suoi campioni. Sono contentissimo”.

Cos’è Pellegrini per De Rossi?
“Non posso lamentarmi di lui, ha segnato praticamente in tutte le partite. Pellegrini è il capitano della Roma e non è facile farlo, questo ruolo porta con sé mugugni. Quando le cose non vanno bene sei il primo a essere bersagliato. Ora la gente mi ama e mi dedica striscioni, ma nei momenti difficili ero sempre nell’occhio del ciclone. Pellegrini porta questa fascia con una maturità che mi ha stupito, io l’ho lasciato che era un ragazzo giovane, ora sono tornato e ho trovato un vero capitano. Non basta avere la fascia per esserlo. Lui aiuta i compagni, è professionale e inoltre è fortissimo. Sono contento che vada in Nazionale, quello è il suo livello”.

Si diceva che fosse impossibile arrivare in Champions con questa rosa, ma lei sta dimostrando il contrario.
“Io l’ho sempre detto dall’inizio, la Roma ha una squadra che deve lottare per quel traguardo lì. La Roma è inferiore a Milan, Inter e Juventus, ma contro le altre possiamo giocarcela. Il calcio non è solo numeri e monte ingaggi, altrimenti il Bologna sarebbe decimo/undicesimo. Noi per primi dobbiamo credere in noi stessi, se non lo facciamo è difficile fare punti”.

Quanto inorgoglisce aver vinto con sofferenza? Questa squadra ha altri margini di miglioramento?
“Ho fatto parte di squadre della Roma fortissime, ma c’erano anche delle partite che si vincono in questo modo, con un paio di guizzi e giocate dei singoli. Il Sassuolo ha tanti giocatori forti, la classifica che ha non rispecchia il loro valore. Abbiamo avuto qualche occasione per chiuderla prima, ma non vincerla sarebbe stata una mazzata. Sarebbe stato duro tornare a lavorare dopo la sosta con due punti in meno, in un modo o nell’altro bisognava vincere”.

Si aspettava una situazione più difficile quando era arrivato?
“Non è facilissimo. Magari c’è bisogno di qualche capello bianco in più per gestire le cose quando l’atmosfera è un po’ calda, invece sono stato fortunato a trovare questa opportunità di lavoro e una società e un gruppo di giocatori che si sono fidati di me. Manca tantissimo ancora, quindi possiamo fare ancora meglio o peggio se non saremo pronti a rimetterci in gioco in questi due mesi”.

Il suo ricordo più bello da allenatore della Roma?
“Non saprei. Oggi ho ricevuto un coro, uno striscione e un abbraccio ideale da parte dei tifosi. Ricevere queste dimostrazioni di affetto sotto un’altra veste non ti lascia indifferente. Forse la prima partita è stata quella in cui mi sono emozionato di più, gli abbracci con i giocatori e con lo staff nello spogliatoio… Però ci sono state anche altre partite come quella col Brighton. A Trigoria viviamo bene, c’è una bella atmosfera”.