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DDR, il mercato e Ghisolfi alto a sinistra

Il graffio di Mac (di Fabio Maccheroni) – Quando è entrato Shomurodov per Soulé pensavo di stare su ‘scherzi a parte’: invece un minuto e il gol dell’1-2, a ridare senso al finale di una partita comica, giocata dalla Roma con errori amatoriali (come la palla persa e conseguente fallo da rigore di Paredes) e con una gestione della rosa che certo non eleva DDR fra i grandi strateghi della panchina.

A sua discolpa va detto che chiede da mesi un esterno alto a sinistra e gli prendono un centrocampista (Le Fée) e l’ottimo Soulè che con Pellegrini e Dybala in rosa, sembra un lusso. DDR quindi all’inizio lascia fuori Le Fée dando fiducia a un Cristante inguardabile e a Paredes. Difesa ridicolizzata (l’esterno destro resta Celik) con un Empoli anche sciupone (traversa a porta spalancata di Colombo) ma ‘costretto’ a salire sul 2-0.

Così rivediamo l’impresentabile Zalewski a sinistra (fuori Celik) per una linea a 3 col giovanotto di supporto (?). Un disastro. Peggio, molto, di Cagliari. E del pessimo avvio della scorsa stagione con Mou. Denominatore comune? Mercato ancora in ballo. Dispiace per Dybala, che già dalle espressioni di DDR in conferenza stampa sabato, si capiva perfettamente: tifavano tutti per il trasferimento. E Ghisolfi? Non resta che provarlo alto a sinistra: chissà se farà meglio di quanto abbiamo visto da ds. Tanto per la cronaca : 1-2.

Forza Roma, forza e coraggio.

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Interviste

De Rossi: “Mancate energia e intensità. Ora devo scegliere chi va forte. Fischi a Zalewski? Brutto quando accade”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro l’Empoli:

Come avete preparato la partita? Cos’è mancato?
“La voglio rivedere. È mancata energia, è mancata intensità soprattutto nel primo tempo. La palla scorreva lenta, giocavamo sempre indietro e mai in avanti. Quando siamo andati in verticale, cioè come l’avevamo preparata, siamo stati anche abbastanza pericolosi o vicini ad esserlo, con Dovbyk e queste giocate dirette. Contro queste squadre che si sanno chiudere bene se palleggi lentamente, non fai le preventive, non sei attento quando perdi palla, inizi a prendere contropiedi e perdi fiducia, perdi centimetri, perdi spazio e prendi gol. Hanno meritato il gol nel primo tempo. Nel secondo tempo la gente ha iniziato ad andare più forte, abbiamo fatto un buon secondo tempo che non è bastato. Quando non giochi bene nel primo tempo non ti gira neanche bene la fortuna”.

Cosa bisogna fare per trovare la velocità nello sviluppo della manovra e l’identità dello scorso anno?
“Bisogna andare forte. Devo essere bravo a scegliere quelli che vanno forte”.

Hai cambiato modulo. Dovbyk mi sembra in difficoltà sul fraseggio stretto ed è stato servito poco con i cross sulle fasce.
“Sì, i loro quinti aperti ci hanno infastidito e dopo 20 minuti avevo già chiesto di cambiare. Artem va servito in profondità, nello spazio, con la palla alta e gli va tolta pressione dal centro dell’area perché se l’area la riempie solo è impossibile per lui trovare gli spazi giusti. E va servito anche con il fraseggio, soprattutto spalle alla porta negli ultimi 16 metri, abbiamo visti tanti suoi video al Girona in cui teneva palla, appoggiava per il tiro dal limite dell’area. Va servito meglio, va fatta meglio la formazione e vanno fatte tante cose che possono migliorare queste prestazioni. Nel secondo tempo non abbiamo fatto una tattica particolare, eravamo mezzi disperati sul 2-0 e siamo andati fuori giri e così si vincono le partite, si pareggiano e si rimettono in piedi”.

Tanti contropiedi, perché?
“Il fatto che si venisse a prendere palla troppo sui piedi è quello che ho chiesto di non fare e che ho ribadito a fine primo tempo, è quello il motivo per cui perdi palla magari, non sfondi in fase offensiva. Il motivo per cui prendi contropiedi è perché non sei attento sulle marcature preventive, è una cosa sulla quale abbiamo lavorato molto e sulla quale dobbiamo lavorare di più evidentemente. Non è un discorso solo di centrocampisti o attaccanti. Se guardi la prestazione dei difensori sono stati incredibili, un po’ molli sulle preventive nel primo tempo ma poi hanno tenuto il campo da soli”.

È difficile far giocare insieme Dovbyk, Soulé, Dybala e Pellegrini?
“No, i contropiedi non li fanno evitare loro. Da dietro bisogna cercare di essere più aggressivi, fare fallo e cercare di accorciare il campo. Se non ci lavori sopra saranno tante le partite così. Nello scorso anno avevamo il dato secondo cui prendevamo tiri in porta troppo velocemente una volta persa palla e ci abbiamo lavorato un po’, oggi ci siamo ricascati”.


De Rossi a DAZN:

Un commento sull’episodio finale su Shomurodov…
“Non l’ho visto, il corpo di Eldor sembrava muoversi in modo innaturale, ma non ho rivisto le immagini. Se voi dite che era rigore ci credo, non aveva motivo di buttarsi”.

Cosa è cambiato negli ultimi 20 minuti?
“I giocatori erano messi come all’inizio del primo tempo, abbiamo spinto di più. Ci vedevamo battuto e siamo andati forti. Per pareggiare e per segnare bisogna andare forti. Shomurodov è uno che si allena bene, a me serve gente così, che si allena bene in allenamento e che poi in partita va alla stessa velocità”.

Oggi è un po’ venuto meno l’equilibrio. Ti preoccupa?
“Si, perché è quello che ci è mancato anche l’anno scorso, l’ho fatto vedere anche ai giocatori. Ci abbiamo lavorato sopra ma probabilmente non abbastanza. La condizione non è al massimo per qualcuno, fare quei 5-6 metri in più può costare tanto, tra poco magari non sarà così. Con squadre del genere se non sei compatto prendi contropiedi che si tramutano in gol”.

Dybala?
“Non sono soddisfatto della partita di nessuno. Si può fare di più con questi giocatori. Quando perdi in casa non puoi essere soddisfatto, ma non è riferito solo a Dybala. Dovevamo vincere e fare meglio, non solo nei singoli ma anche come squadra”.

Cosa hai chiesto a Dybala e Soulè?
“Di giocare ampi, se avessero giocato vicini saremmo stati scoperti sulle fasce. Dovevamo chiudere sui quinti e ripartire, non sempre è riuscito. Ci lavoreremo, per giocare così aperti ci vogliono caratteristiche fisiche precise”.

Riguardo ai fischi a Zalewski?
“Brutto quando viene fischiato un giocatore. Se ai tifosi è sembrato che Zalewski andava peggio degli altri a me non è sembrato. Zalewski è uno che da sempre tutto e va più veloce di tanti altri. Magari un supporto sarebbe importante per noi. Questa è una città che conosco, ma un po’ ovunque è così. Vengono fischiati i giocatori, verrò fischiato io, è così. Dal mio punto di vista Nicola è un ragazzo fantastico, è uno che ha quel motore di cui abbiamo bisogno”.

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Interviste

De Rossi: “7 giorni per completare la rosa. Dybala? Gesto emozionante. Soulè può giocare a sinistra. Karsdorp fuori dai miei piani”

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Empoli. Ecco le sue parole:

Quanto può aiutare questo entusiasmo ritrovato per la permanenza di Dybala? E quanto manca alla Roma per completarsi sul piano dei titolari?

Per completarsi manca una settimana. Mancano sette giorni. Ci sarà tempo per parlarne. Come sempre ho detto è prematuro fare bilanci ora. Per quanto riguarda Dybala è stata una situazione emozionante, ricca di saliscendi. Eravamo sicuri che in ogni caso i tifosi domani sarebbero stati con noi, la sua scelta ha scatenato delle reazioni che tutti abbiamo visto. Oltre a un leader tecnico ora lo vedono come uno che ha preso la decisione per amore, quindi è una bella storia non frequente nel mondo del calcio. Questo è l’amore dei tifosi per i propri beniamini.

L’ultimo Empoli era diverso, che avversario ti aspetti?

Non è mai facile studiare gli avversari perché sai che possono cambiare delle cose in corsa, sono poche partite. Conosciamo D’Aversa, non allena da due partite e sappiamo quello che chiede. L’Empoli ha talento, non prenderei d’esempio l’ultima partita. Sarà difficile, la cosa che mi dispiace è che nelle ultime settimane non si è mai parlato delle partite. Noi siamo stati bravi nella nostra gabbia ad isolarci, ma non è facile. Sono sicuro che se iniziassi a pensare all’Empoli da domani sarà troppo tardi, noi lo abbiamo fatto in questi giorni e abbiamo lavorato in funzione di questa partita. Non sarà così tanto diversa dallo scorso anno, speriamo sarà diverso il risultato.

Quanto è importante il progetto tattico in attacco del 4-3-3? Con il ritorno di Dybala è precluso l’arrivo di un esterno?

Il 4-3-3 come lo intendo io ha gente che gioca con i piedi sulla linea, questo è difficile chiederlo a Paulo. Stessa cosa per Soulé. Possono assolutamente giocare insieme, entrambi hanno un grande talento. Ma ci sono anche gli altri che lo hanno. Sceglierò in base all’avversario chi schierare in campo. Abbiamo due esterni e vediamo cosa succederà negli ultimi giorni, niente sarà diverso da quello che succede nelle altre squadre. Per comprare devi vendere. Dalla prossima settimana non vi dirò più “vedremo” e saremo più consapevoli di chi siamo. Le prime partite sono imbastardite dal mercato, è un casino che infastidisce tutti quanti.

Avete pensato insieme alla società a qualche uscita o sono tutti a disposizione? Karsdorp è fuori rosa?

No, nessuno mi ha mai chiesto di mettere in disparte nessuno. Per quello che riguarda i giocatori che sono usciti e poi rientrati se lo meritavano, tipo Belotti o Solbakken. Meritavano di essere trattati bene. Per quando riguarda Karsdorp è stata una mia scelta e credo che non cambierà. I discorsi societari vanno ascoltati, loro mi hanno assecondato. Per mille ragioni per me non era giusto che avesse spazio qui e spero per lui che lo trovi altrove perché fuori dal campo è un amico. Piccoli fattori tattici, tecnici e comportamentali mi hanno fatto prendere questa decisione.

Su Dybala le hanno chiesto di gestire la questione presenze per il rinnovo?

Io sono un allenatore. Non posso pensare a questo. Paulo è rimasto e verrà trattato come un giocatore importante.

È cambiato qualcosa sull’utilizzo di Dybala?

Paulo sa cosa penso, perché io e lui abbiamo parlato diverse volte. E questo è quello che mi piace. Io sono stato chiaro. Lui sa cosa penso riguardo la decisione che era stata presa. Per me sono tutti protagonisti, lo gestirò in base alla sua condizione fisica come tutti. Ha spinto sempre forte e non ha mai saltato un allenamento, lo gestiremo come gestiremo gli altri. Per voi farà più rumore quando starà in panchina ma io deciderò in base alle mie idee per vincere la partita.

Sul terzino destro perché questo ritardo? Celik può fare il titolare?

Celik ha fatto il titolare nelle partite più entusiasmanti della scorsa stagione. Lo rispetto tantissimo. Se arriverà un giocatore in più si giocherà con lui il posto. Sangaré resta in rosa con noi.

Domenica hai spostato Soulé a sinistra. Domani in mezzo al campo vedremo come mezzala Cristante o Le Feé?

Mi piace come giocatore Soulé. In quei 20 minuti che abbiamo visto a Cagliari ha fatto bene, sicuramente su quella fascia magari determinate cose non le potrà fare ma ne potrà fare benissimo tante altre. Lo gestiremo. Con il rientro di Paredes se giocherà lui, sceglierò la mezzala in base alle sue caratteristiche. Abbiamo tante mezze ali, Bryan sicuramente ci dà una fisicità diversa lì in mezzo al campo.

I tanti giovani che avete come vengono individuati?

Sono colpi di Ghisolfi. Io non li conoscevo, mi vengono fatti vedere e do il mio parere. Poi vengono fatte le operazioni, la mia conoscenza di giocatori ovviamente è limitata. Un direttore sportivo ne conosce di più. La sua abilità sta proprio lì, riconoscere i talenti.

Se tutti i nomi sono stati suggeriti da Ghisolfi, quanti ne mancano di nomi fatti da Daniele De Rossi per completare la rosa?

Si fa una scrematura. Il direttore sportivo ti fa quindici nomi, poi magari uno costa troppo, uno non vuole venire, poi c’è quello che vuole venire alla Roma e allora si va a prendere. Funziona così. Tutti sono nomi passati sotto i miei occhi e per prenderli io li ho ritenuti giocatori forti.

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Calciomercato

Roma, se parte Dybala in arrivo 4 giocatori: le ultime

Paulo Dybala dentro o fuori. Due piani di mercato. Se l’argentino dovesse restare la Roma opererà in una certa direzione, se invece dovesse andare via, Daniele De Rossi è stato chiaro con la società.

Oltre all’arrivo di Assignon (e Abdulhamid), il tecnico giallorosso ha chiesto alla società un’ala sinistra di piede destro, una mezzala forte e un difensore centrale forte. Dunque altre 4 pedine complessive per completare una rosa, giudicata anche dal tecnico evidentemente ancora incompleta.

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Interviste

De Rossi: “Mi spaventa una Roma senza Dybala e senza un eventuale sostituto. Dovbyk segnerà tanto”

Daniele De Rossi ha parlato così dopo il pari con il Cagliari per 0-0, ai microfoni di DAZN:

La prestazione nel secondo tempo?
“Meglio nel secondo tempo, nel primo abbiamo avuto problemi di ripartenza. Ho chiesto di andare più in verticale, senza fomentare il Cagliari. nel secondo tempo meglio, abbiamo avuto occasioni, loro anche. Ho visto cose migliori nel secondo tempo”.

Soulé?
“Deve fare quello, è sempre dentro la partita. Fa cose giuste, poi altre le sbaglia, ma l’atteggiamento è sempre giusto. Cercavamo un calciatore così, sono sicuro che con il tempo migliorerà anche nel rapporto con i compagni”.

Qualche errore negli ultimi 30 metri?
“Sì, si tratta di centimetri. Nel primo tempo ci siamo arrivati poco, dobbiamo analizzare. Ho giocato tante partite così, campo secco, venticello, stadio caldo, ti metti a giocare e poi magari rischi. Nel secondo tempo li abbiamo fatti abbassare e la qualità dei nostri esce un po’ più fuori”.

La spaventa un’odea di una Roma senza Dybala?
“Ne ho parlato. Mi spaventarebbe una Roma senza Paulo o senza l’eventuale sostituto. Se qualcuno andasse via, ma riuscissimo a sostituirlo anche in altre posizioni del campo con calciatori funzionali e forti, si andrà avanti con loro”.

Dovbyk?
“Partita difficile. Non l’abbiamo messo nelle migliori condizioni, meglio nel secondo tempo dove ha fatto molto meglio. Ho la sensazione che farà tanti gol”.

De Rossi in conferenza stampa.

“Sono stati bravi loro, l’hanno messa su un ritmo molto intenso come fanno le squadre di Nicola. Abbiamo giocato in verticale, il campo era secco e la palla non andava e quindi avevo chiesto di non giochicchiare davanti all’area. Negli ultimi 30 metri potevamo fare molto meglio, ma abbiamo avuto delle occasioni”.

I tre nuovi?
“Sono ad un punto iniziale. Enzo la prima parte degli allenamenti l’ha fatta con un gruppo composto soprattutto da giovani della primavera. Li vedo bene, vedo che siamo vicini ad ottenere qualcosa di grande da ognuno di loro”.

Dybala?
“Tempistiche che si chiedono alla persona sbagliata. Lui era con la testa qua dentro, è entrato bene e non aggiunge niente, non penso ci sia bisogno di tornare sopra la situazione Arabia”.

Sulla rosa.
“Numericamente siamo a posto perché siamo tanti. Non si fanno dei bilanci adesso e quando mancano ancora giorni alla fine del mercato. È prematuro fare un bilancio della squadra”.

Baldanzi?
“Sono contento di lui e di come si allena”.

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Interviste

Mancini: “Pronti per l’esordio” – De Rossi: “Le Fèe mi ha stupito. Dybala? Pronto per la ripresa”

Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Cagliari-Roma:

Prima di campionato con De Rossi, come sta questa Roma?
“Una Roma preparata, abbiamo fatto un bel ritiro con il mister da inizio anno. C’è sempre emozione, ripartiamo tutti insieme. Siamo fiduciosi di far bene”.

Ieri abbiamo visto 4 pareggi, all’inizio la prima di campionato è sempre particolare. La Roma sa di incontrare un Cagliari che farà pressione e ripartirà?
“Il Cagliari è molto bravo, lo sappiamo, e qui è difficile giocare. Le prime di campionato sono sempre difficili anche per il caldo e perché la prima è sempre difficile. La Roma viene qui con ambizione e voglia di far bene. Si inizia oggi e non bisogna lasciare punti per strada”.

Come sta andando l’integrazione dei nuovi?
“Molto bene, i ragazzi hanno fame e voglia di stare dentro la Roma e dentro il gruppo. Noi più vecchi cerchiamo di aiutarli, ma sono forti e bravi ragazzi”.


De Rossi ha parlato prima di Cagliari-Roma a DAZN:

Che Roma ci dobbiamo aspettare?
“Sulla falsa riga di quanto visto e lavorato, sono contento della preparazione che si fa per questa partita. Ci piacerebbe partire bene”. 

Le Fee?
“Grande qualità e dinamismo. Può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, può fare anche il mediano ma gli servirà più tempo. Prima era più timido, ora si cerca più spazio, vuole il pallone. Ci darà una grande mano”. 

Dybala in panchina?
“Scelta tecnica, ci siamo parlati. Lui è concentrato su questa partita, non era distratto. Ci darà una mano a gara in corso”. 

Sarà la sua prima prima partita.
“Sarà la prima prima partita per me, sono felice di farla con questa squadra. Ci sono arrivato, per me è un motivo di tanta felicità e orgoglio”.

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De Rossi: “Nessuno è più importante della Roma. Voglio una squadra forte. Dybala? Convocato”

Daniele De Rossi ha parlato alla vigilia di Cagliari-Roma, prima giornata di campionato:

Come si arriva a domani?
Non ci sono indisponibili. Leo Paredes giocherà con la Primavera perché è squalificato. Ha bisogno di giocare qualche minuto, siamo contenti di questo sostegno da parte della Primavera. Giocherà X minuti, già abbiamo deciso.

Come sarà gestita la vicenda Dybala dato che tutti sanno che è al centro di un’operazione di mercato che è molto avanzata?
Abbiamo sentito che c’è qualche cosa, se ne è parlato un pochino (ride, ndr). Paulo sta con noi, anche altri giocatori hanno situazioni aperte di mercato, ma viene con noi. Non ci sono problemi. È convocato.

Quali sono le tue aspettative sulla stagione?
Sono le speranze e i sogni di altri allenatori che lotteranno per gli stessi obiettivi. Spero di continuare a vedere entusiasmo e dedizione al lavoro da parte dei ragazzi. Nella prima parte era piena di ragazzi giovani che hanno tenuto alto il livello di allenamento. Vorrei poter dire che quelli che ci sono oggi, saranno gli stessi a settembre, ma non è così. Il sogno è riportare questa squadra il più in alto possibile e fino ad ora la mentalità è ineccepibile.

Per De Rossi allenatore, come valuta la perdita di Dybala? A De Rossi tifoso, come si fa a digerire la sua partenza?
Non puoi chiedermi ora di fare il tifoso, lo sarò sempre. Se parli della cessione di un giocatore a un tifoso, sai che per loro sono giocatori legati a momenti importanti. Forse solo una persona sa più di me cosa significa essere legati a un popolo, ma io da allenatore non posso commentare dei rumors. Prima cosa perché non ero presente in queste discussioni, secondo perché domani c’è una partita importante. Un domani forse Paulo spiegherà cosa è successo in questi giorni. Ho sempre detto che è un giocatore molto forte e rimane un giocatore forte. Quello che dovevo dire l’ho detto alla società e a Dybala, sono sempre stato presente con i miei giocatori. Parlo sempre con tutti e dico le cose in faccia, finora sta funzionando per quanto riguarda il rapporto umano. Poi non posso più andare oltre. Nessuno è più importante della Roma, l’altra volta le mie parole sono state un po’ travisate stranamente, io non ho nessun secondo interesse o obbligo di silenzio. Io voglio una squadra forte, una cosa salva me e gli allenatori: la squadra forte. Squadra forte, risultati buoni, giocatori forti e risultati buoni, solo quello voglio, se altri vogliono buttarla su altri temi non risponderò neanche. Mi dovrebbero conoscere un po’. Io sono qui per fare una grande carriera da allenatore e fare una grande stagione con la Roma. Il mio obiettivo è solo quello: quando lascerò la Roma che sia in una posizione di classifica migliore di quella che ho trovato.

Soulé come si è inserito? Come lo valuta?
Il suo tasso di pericolosità lo dice quello che ha fatto lo scorso anno, in una squadra retrocessa. È un giocatore che in alcune statistiche, negli under 23 è tra i primi. Dobbiamo essere bravi a metterlo a proprio agio, ma non solo lui, anche gli altri lavorano bene. Una menzione anche a chi lo scorso anno ha giocato meno, stanno tenendo tutti alto il livello dell’attenzione.

Come si concilia la possibile perdita di Dybala, uno dei più forti in Serie A? Il suo predecessore ha lamentato l’assenza di chi potesse parlare di questioni fuori campo, non avverte un’assenza tale?
Io penso che neanche un dirigente possa parlare di queste cose, perché sono voci, o qualcosa in più. Magari il due settembre ne parlerò io o il giocatore o la società. In queste fasi, che non si sa che forma abbia, non si può parlare di queste cose, anche i dirigenti farebbero fatica. Io vorrei parlare di meno, anche da giocatore. Secondo me sono inutili le conferenze stampa pre partita, magari un domani entrerà una figura che parla ai tifosi. Se poi domani mi dicono che arriva nel mio staff una persona così, la valuterò e sarò pronto ad abbracciarla. Ne parleremo più avanti, il Napoli 24 mesi fa, con tante cessioni, ha vinto lo scudetto a fine anno. Non sto dicendo che vinceremo lo Scudetto. Sto dicendo che a volte le squadre perdono pezzi e si ricostruiscono più forti e attrezzate.

Rispetto al mercato, ha percepito dalla società una voglia di consenso pubblico?
No, non so a che operazione ti riferisci. Se pensiamo al discorso Bonucci, possiamo pensare che la società gli ha dato un valore e i tifosi un altro. Da qui alla fine, le scelte fatte sono mie, chi arriva lo scelgo io con il direttore, come tutte le altre squadre. Il presidente ci lascia un po’ carta bianca, magari in altre squadre qualcuno sarà più in mezzo. Forse qualche giorno fa erano più contenti così come io quando non prendevo insulti sui social, ma c’è un lavoro importante da fare. Io ho delle convinzioni tecniche”

Dove si potrà investire? In che reparto c’è tanto da fare?
“Ieri ho parlato alla squadra e ho detto ‘So che il momento è delicato, qualcuno può essere distratto e confuso, ma dobbiamo pensare al Cagliari. Pensiamo solo a questo, se qualcuno non se la sentiva poteva parlarmene e l’avrei accettato’. Se continuo a parlare di mercato, faccio anche io il contrario di quello che ho detto ai ragazzi.  Il ruolo e il dove non è mai giusto dirlo qui, è giusto dirlo nelle sedi opportune con la società e l’ho fatto. Così come è giusto dirlo al giocatore e l’ho fatto, lo avverto prima per fargli cercare la sistemazione migliore, non glielo dico il 30 agosto. Le caratteristiche che chiedo sono sempre le stesse. Ne ho parlato l’altr’anno, ad aprile, a maggio etc, fatevi un’idea”

Quanto è rimasto colpito della reazione social nei suoi confronti degli ultimi giorni? Il lavoro con Dovbyk è diverso da quello fatto con Lukaku?
“Le caratteristiche di Dovbyk non sono così distanti da Romelu, c’è qualche anno di esperienza diversa, non andiamo molto oltre le caratteristiche, non abbiamo preso un falso nove, abbiamo preso un attaccante che aggredisce bene lo spazio, molto veloce, decisivo dentro l’area, le consegne bene o male sono quelle, stiamo cercando di fargli capire cosa vogliamo noi dall’attaccante, stiamo cercando di non dargli troppe indicazioni, mi sono accorto nella prima parte di ritiro che ai nuovi avevo detto troppe cose, quando ricevevano palla volevano fare dieci cose, Enzo Le Fèe lo abbiamo lasciato un po’ più libero, ha preso condizione ed è migliorato sensibilmente. I social? Non è piacevole, non gli do molto peso, anche se poi alla fine hanno peso per tante persone, nel quotidiano probabilmente quello che hanno scritto non lo direbbero, ma non perchè sono uno spaventoso, ma perchè se incontri per strada uno che ha venduto un giocatore o ha perso una partita, non gli auguri la morte a lui o alla famiglia. Ora ci rido, magari mi arrabbio una mezz’ora, ma poi apro le foto e vedo che sono quindicenni oppure altri dei subumani mai visti. Certo vorrei sempre essere amato, ma fa parte del mestiere. Nessuno mi ha amato come i tifosi della Roma, ma nessuno mi ha ferito come alcuni di loro. Sono consapevole che da allenatore qualcosa può cambiare, ma voglio sempre cercare di farmi amare da loro”.

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De Rossi: “Contento dei primi 60 minuti. Inizio a vedere alcune qualità che mi piacciono”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni ufficiali della Roma al termine della sfida pareggiata contro l’Everton: Abbiamo lavorato tanto, tanti allenamenti e tanta intensità. Siamo contenti sia del lavoro dei ragazzi sia della struttura incredibile che ci ha ospitato”.

Tante indicazioni dalle amichevole, l’ultima cosa ti ha lasciato?
“Mi ha lasciato che se siamo corti come nel primo tempo, siamo così puliti nel possesso palla e bravi a riattaccare lo spazio anche quando siamo bassi, possiamo essere fastidiosi per chiunque. Abbiamo giocatori parecchio diversi tra di loro: chi più bravo ad attaccare la profondità come Artem (Dovbyk, ndr), chi bravo a venire incontro come Mati (Soulé, ndr), Enzo (Le Fée, ndr), Lorenzo (Pellegrini, ndr) e Zalewski. Siamo una squadra che inizia ad avere tante caratteristiche che mi piacciono”.

Abbiamo seguito tanti allenamenti e nelle partite abbiamo rivisto tanto. Significa che i ragazzi stanno capendo tutto alla perfezione…
“Oggi ho fatto una piccola riunione perché ero piacevolmente colpito dal fatto che ieri hanno messo in pratica in allenamento tutto quello che avevo chiesto nei giorni precedenti. Già da lì avevo avuto sensazioni buone. È ovvio che questa era una partita di allenamento, ma l’abbiamo preparata come se fosse una partita di campionato perché così deve essere. Qui in Inghilterra il livello è tanto alto. Siamo contenti dei primi 50-60 minuti fatti, poi abbiamo perso un po’ di campo ma abbiamo fatto una buona prestazione”.

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Pellegrini: “Ho chiarito tutto con Mou dopo l’esonero. I Friedkin hanno in testa solo la Roma”

Lorenzo Pellegrini ha parlato ai microfoni de il Messaggero:

Pellegrini, vogliamo subito toglierci il dente?
“E togliamocelo (sorride)”.

Ha sentito Mourinho ultimamente?
“No, non c’è stata occasione. Tra me e lui comunque non ci sono problemi, ci siamo chiariti. Quello che dovevamo dirci ce lo siamo detto”.

Ecco, siccome tra anelli e lettere negli armadietti se ne sono dette di tutti i colori, ci regala la sua versione visto che della vicenda non ne ha mai parlato?
“Non l’ho fatto perché le cose all’interno dello spogliatoio devono rimanere tali. Poi visto che sono purtroppo uscite, voglio soltanto dire che con José ho sempre avuto un rapporto meraviglioso. A lui erano state dette delle cose sul mio conto che non erano assolutamente vere. E per come l’ho letta io, in un momento di profonda amarezza dettata dall’esonero, ha creduto a queste voci”.

E a quel punto cosa è accaduto?
“È inutile negarlo, quando ho visto la sua reazione (restituzione dell’anello donato per i 60 anni e lettera, ndr), ci sono rimasto male. Dopo tutte le emozioni che avevamo vissuto insieme, avrei preferito che fosse venuto a parlarmi di persona. Allora, ho fatto l’unica cosa che potevo fare in quel momento visto che aveva lasciato Trigoria: prendere il cellulare e chiamarlo. Abbiamo chiacchierato a lungo e ho capito quello che stava vivendo. Non mi va di entrare nello specifico di quello che ci siamo detti ma ci siamo chiariti, questa è la cosa che conta. E per me Mourinho rimarrà un tecnico che ringrazierò sempre”.

Vedendola allenarsi in ritiro, sembra più tranquillo rispetto al recente passato.
“È vero, l’ultimo anno non è stato semplice. L’unica cosa di cui non posso rammaricarmi è il fatto di non aver dato tutto. Mi dispiace che questo mio modo di essere, che non cambierà mai per niente e per nessuno, venga scambiato per poca personalità. Non penso che la personalità si dimostri platealmente o fingendo di esser quello che non sei. Io sono me stesso e vi assicuro che quando mi metto in testa una cosa la raggiungo. Fidatevi di me, sono uno che le cose le porta sempre a termine”.

La fascia condiziona quindi i giudizi?
“No, probabilmente no. Non è questione di essere o meno il capitano, di numero di maglia, ma di quello che sei. Dovrei forse aprirmi di più ma non posso snaturarmi”.

Lo sa che è una delle critiche le vengono mosse sui social è che non ride mai?
“(Sorride) Chi mi conosce sa che è una stupidaggine. In campo è più difficile, certamente non mi aiuta il fatto di essere un ragazzo riservato. Sono una persona semplice, che viene da una famiglia altrettanto semplice. Però, glielo assicuro, sono soltanto me stesso. A me non serve baciare la maglietta per dimostrare che amo la Roma perché quel gesto può farlo anche uno che è arrivato da cinque minuti. L’amore per questa squadra l’ho dimostrato tante volte. Come quando ho voluto a tutti i costi giocare un derby che poi mi è costato, per non essermi fermato per un problema al flessore, gli Europei vinti a Wembley. Ma avevo dato la mia parola al tecnico d’allora (Fonseca, ndr) e non potevo tirarmi indietro”.

A proposito di infortuni, perché nell’ultimo anno e mezzo ha faticato a trovare continuità?
“A livello di condizione, la passata stagione è stata la più complicata della mia carriera. Mi sono fermato subito dopo la seconda partita, quando stavo in nazionale. Un infortunio banale, roba di 2-3 settimane. Appena rientro, segno con il Frosinone e con il Servette e mi devo rifermare subito. Così è stato come prepararsi, fermarsi e riprepararsi nuovamente. Il problema però è che quello che hai fatto prima lo perdi e devi ricominciare da capo. Ci vuole tempo a quel punto. Da agosto a dicembre sono stato sempre male, mi sono ripreso per un paio di mesi e a giugno inevitabilmente mi sono spento di nuovo”.

E Dovbyk?
“Tecnicamente più di Lukaku mi ricorda Vieri. Il lavoro che faceva Romelu lo può anche fare ma lui vive proprio per il gol. È uno che vuole stare negli ultimi 16 metri o almeno avvicinarsi ad una zona dove sa che può segnare. Ama giocare in profondità. E poi è una bestia. Oggi abbiamo fatto la panca inclinata, ha fatto i pettorali con 35 chili…”.

Per venire incontro a chi mastica poco di tattica: trequartista, alto a sinistra?
“Sì qualcosa di simile l’ho fatto anche in Nazionale e ha creato qualche vocina… È normale che io non posso fare l’esterno, sono un centrocampista. Ma anche con Spalletti l’idea è che avrei ricoperto quella posizione nella fase difensiva e poi quando avevamo la palla dovevo entrare dentro al campo e lasciare spazio al terzino che saliva. E quindi mi trasformavo in quello che sono, un centrocampista offensivo”.

Le vocine allora erano vere?
“Ma no, c’è dispiaciuto soltanto non esprimerci come avremmo potuto. Per me Spalletti è un allenatore eccezionale, ti migliora”.

Da Spalletti a De Rossi, tre aggettivi per definirlo?
“Ci devo pensare bene, altrimenti poi si arrabbia e chi lo sente. Allora… Il primo è veritiero. Le racconto un aneddoto. Io e Daniele ci conosciamo da quando lui giocava. Il primo giorno che arriva mi chiama e mi chiede alcune cose. Alla fine, alla presenza di altri compagni, mi fa: “Ricordatevi che vi voglio bene, ma voglio più bene a me e a mio figlio. Quindi sappiate che se non vi allenate e giocate come si deve, andate fuori”. Parole che ho apprezzato tantissimo”.

Ok, sembra però la letterina di Natale. De Rossi lo avrà pure qualche difetto o no?
“Lei mi vuole mettere nei guai (ride). Boh… permaloso? Sì permaloso da morire. No, ora che ci penso forse più lunatico di permaloso. Il problema è che non si tratta di una transizione normale, del tipo un giorno sei felice e l’altro metti il broncio. Lui si sveglia la mattina ed è felice. Dopo mezz’ora è arrabbiato, poi torna a sorridere e dopo un’altra ora gli ‘rode’ di nuovo. Vabbè, devo cercarmi un’altra squadra…”.

Il suo rapporto con Dan e Ryan?
“A me non piace fare il furbetto, non lo sono mai stato. Ricordo però una delle prime volte che li incontrai. Mi sembrava di interloquire con gente di Testaccio: c’era solo la Roma nei loro pensieri”.

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Soulè: “Roma per me è un sogno. Voluto fortemente dai Friedkin. Ringrazio i tifosi. Convinto dal gioco di De Rossi”

Matias Soulè ha rilasciato la sua prima intervista ufficiale ai microfoni della Roma:

Benvenuto alla Roma, Matias Soulé. Quali sono le tue prime impressioni in giallorosso? Sono veramente contento. Ringrazio la famiglia Friedkin, che mi ha portato qua, ha fatto di tutto per portarmi. È un sogno per me essere qua. Mi hanno voluto, come anche io ho voluto essere qui. Ringrazio poi la mia famiglia, è stata sempre vicino a me, la mia ragazza, tutti quelli che lavorano con me. Non vedo l’ora di cominciare”.

Ti ha sorpreso tutto l’entusiasmo che hai visto e ricevuto all’arrivo a Fiumicino? “È stato bellissimo, non me l’aspettavo. Sapevo che c’era un po’ di gente, però non così. Non me lo sarei mai immaginato in vita mia”.

È diventata virale una tua foto di un po’ di tempo fa con Paredes e Dybala. Ti chiedo, li hai sentiti? Cosa ti hanno detto? “Sì, li ho sentiti. Appena sono circolate le prime indiscrezioni che potevo venire, mi hanno parlato di tutto di qua. Di come si stava bene, anche io gli ho chiesto di tutto. Ogni giorno parlavamo di più, sempre di più con Paulo, e lui mi diceva: “Dai, ti aspetto qua. Ho il posto libero per te…”.

Le grandi attese sono anche grandi responsabilità: come vivi questo tipo di approccio? “Io, per fortuna, bene. Se sono più apprezzato, mi piace di più. Dovrò dimostrarlo in campo, ripagare la fiducia, anche dei tifosi che mi aspettavano ieri”.

Già 51 presenze in Serie A, quanto ti è stata utile l’esperienza fatta l’anno passata? “Veramente mi è servito tutto, ho imparato di tutto con mister Difra (Di Francesco, ndr), ringrazio il mister e Guido Angelozzi (ds del Frosinone, ndr). Senza di loro non sarei arrivato qua, non avrei avuto possibilità di giocare, mi hanno dato la fiducia dal primo giorno”.

Come ruolo, da giocatore offensivo, dove ti trovi più a tuo agio? “A destra, sottopunta, anche la mezzala, sono un giocatore che può fare diversi ruoli”.

Il gioco di De Rossi può esaltare un calciatore tecnico come te?
“Sì, ho valutato tutto prima di venire qui. Vedevo l’anno scorso la squadra come giocava, come l’ha cambiata da quando è arrivato. È stato veramente incredibile. Allenarmi con lui, che ha giocato anche in Argentina, che parla un po’ di argentino e capisce bene tutte le cose, veramente mi servirà tanto”.

Quando hai capito che saresti venuto alla Roma e quando hai detto sì alla Roma?
“Ci sono stati dei giorni che speravo arrivassero subito. Il mister, la società, quello che volevo di più era restare qua in Italia e venire alla Roma”.

Hai scelto il numero 18, che è un numero importante, qui è stato il primo numero di un altro argentino: Gabriel Batistuta. Una responsabilità in più?
“Sì, ho visto. Mi hanno mandato un messaggio, mi hanno detto che ce l’aveva lui. Io ho scelto questa perché era libera ed è lo stesso numero che ho avuto la scorsa stagione a Frosinone, era il numero di mia nonna”.

Hai condiviso molte foto della città di Roma. Che cosa significa per te vivere qui oggi?
“L’ho conosciuta lo scorso anno. Ero a Frosinone, vicino, ho amato tanto di questa città. Almeno una volta a settimana venivo sempre, adesso vivere qua sarà bellissimo. È una città che mi piace molto”.