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Gasp assaggia il derby di Roma: in equilibrio il suo bilancio contro Lazio e Sarri

Gasp assaggerà domenica mattina il sapore del Derby, con la speranza per tutti i romanisti che l’esordio nella stracittadina sia positivo.

Negli ultimi anni, solo De Rossi e Ranieri (che li aveva già affrontati e vinti nella sua prima esperienza giallorossa) all’esordio da allenatore è riuscito a centrare il successo. Mourinho e Fonseca ad esempio sono incappati rispettivamente in una sconfitta e un pareggio.

In realtà Gasperini ha già vissuto la tensione di un altro derby molto sentito, quello di Genova. Le sfide contro la Sampdoria recitano 4 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte. Ma quando il suo Genoa ha vinto lo ha fatto spesso dominando e partendo subito forte (due 3-0 e un 3-1 nel bilancio).

In assoluto il bilancio del tecnico piemontese contro la Lazio, invece, è in perfetta parità: 12 vittorie, 12 sconfitte e 9 pareggi. In sostanziale equilibrio anche lo scontro tra i due tecnici: 6 vittorie per Gasp, 7 per Sarri con 8 risultati di parità.

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Interviste

Gasperini: “Spero in un derby molto combattuto ma solo in campo. Impatto positivo, il gruppo lavora bene”

Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia del derby ai microfoni di DAZN

“Sarà un campionato difficile, sarà un campionato molto più equilibrato dell’anno scorso. Tante squadre si sono rinforzate, non solo le prime, ma anche le immediate inseguitrici, anche la parte bassa della classifica ci ha fatto vedere squadre che renderanno la vita difficile a tutte”.

Sul Derby: “È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità. Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si rimanga dei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio”.

Su Sarri: “Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori”.

Sul gruppo: “Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare”.

Sull’ambientamento: “Inizialmente è stato solo riferito al lavoro. Per me è stata una novità dopo 9 anni, rimettermi in gioco, riprovare con giocatori nuovi, solamente alcuni di questi li avevo allenati in passato, e quindi riproporre le mie idee e il mio calcio. Sotto questo aspetto è stato molto bello. Credo che adesso comincerò con la normalità del campionato, degli orari delle partite, a vivere anche la città e l’ambiente”.

Sullo stile Gasp: “Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori”.

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Derby, tre ballottaggi per Gasp e un ritorno ‘certo’

Iniziata ieri la preparazione a Trigoria in vista del derby, Gian Piero Gasperini potrebbe apportare alcune modifiche all’undici titolare scelto nelle prime tre giornate di campionato.

Se l’idea del mister sarà quella di aumentare i giri del motore e schierare una Roma in grado sin dall’inizio di aggredire in avanti, pressare e sostanzialmente avvicinarsi allo standard prestazionale richiesto dall’allenatore, alcune scelte nella formazione iniziale potrebbero variare.

Iniziando dal trio difensivo: Hermoso-Mancini-Ndicka è stato un reparto che finora ha dato, forse, le risposte migliori nella continuità delle tre partite ma se nel derby Gasp volesse dall’inizio una maggiore spinta, potrebbe riproporre Celik (in salsa Ranieriana…) al posto dello spagnolo, per avere almeno un braccetto in grado di sganciarsi con maggiore continuità, creando i presupposti di una superiorità almeno numerica sull’out di destra.

In più la scelta sul turco potrebbe essere adeguata per contenere meglio Zaccagni che nell’uno contro uno, rispetto ad Hermoso, potrebbe andare meno in difficoltà.

Passando al centrocampo, è improbabile che Gasp cambi la coppia dei mediani, quindi si ripartirà da Konè-Cristante, mentre a sinistra occhio a Tsimikas. Il tecnico aveva necessità di visionarlo almeno una settimana consecutiva, per rendersi conto anche delle sue condizioni fisiche reali. Il ballottaggio con Angelino è aperto, più che altro perchè lo spagnolo è apparso parecchio in difficoltà in questo iniziale scorcio di stagione, sicuramente lontano parente dell’Angelino scintillante della prima parte del 2025.

In attacco Ferguson è il ritorno certo insieme a Soulè. Balla, come spesso accadrà salvo un ritorno al 100% di Bailey, il ruolo dell’esterno alto a sinistra. El Shaarawy appare in vantaggio su El Aynaoui, ma senza la Joya e il giamaicano, in panchina ci sarebbe solo l’opzione Baldanzi come ipotetico sostituto nella ripresa. Ecco perchè, il marocchino, alla fine potrebbe essere preferito all’italo-egiziano. Più distanti nelle gerarchie Pisilli e Pellegrini.

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Gasp riabilita Pellegrini: “Ha il miglior piede dopo Dybala”. Ecco perchè lo vede in mediana

Chiuso il mercato, Gasperini pensa al campo. E’ un addestratore ed è abituato ad assemblare le squadre, cambiando anche connotati ad alcuni calciatori. Non guarda la carta d’identità, ma le caratteristiche, il talento, l’attitudine e le qualità dei singoli.

Da provetto alchimista, il tecnico piemontese, finchè sarà parte della rosa, vuole realmente dare a Pellegrini una nuova prospettiva di carriera. Sembrava una pura boutade giornalistica, invece il 7 nella testa di Gasp potrebbe ricoprire in campo un ruolo diverso da quello assunto negli ultimi cinque anni.

Oggi in conferenza è arrivato un endorsement importante: “Pellegrini alla fine è rimasto e per me va bene, è sicuramente un giocatore di valore in più. Ha qualità importanti, ora ha ripreso ad allenarsi con più intensità ma non ha la stessa condizione degli altri. Sarà a disposizione, ha bisogno di aumentare i giri del motore perché la qualità è indiscutibile. Avrà la possibilità per diventare utile durante il campionato”. Un messaggio chiaro rivolto al ragazzo che evidentemente sta lavorando con serietà e impegno, per provare a ritagliarsi il suo spazio nelle rotazioni.

Poi finalmente Gasp svela i suoi piani sul ruolo: “Per me è un centrocampista e non un attaccante, poi può giocare un po’ più dietro o un po’ più avanti. Dopo Dybala è quello con più qualità nel piede in rosa. Per me è un centrocampista e deve giocare lì”.

Quindi un Pasalic, per restare ancorati alla letteratura atalantina dell’ultimo quinquennio, con possibilità in corso di partita di ricoprile alternativamente il ruolo di mediano o di mezzala, ma non di trequartista avanzato. Sembra questa l’indicazione di Gasperini, che vede in Pellegrini il calciatore in grado, nella rosa attuale, tra i centrocampisti di fare più gol potenzialmente anche partendo da una posizione più arretrata. Se sarà questa la chiave per sbloccare finalmente i circuiti inceppati del numero 7 giallorosso, lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Intanto la parola al campo…

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Gasp punta al tris di vittorie e ad un record: l’analisi

Gasperini punta al tris di vittorie e al record dei top allenatori della Roma. Negli ultimi 40 anni, solo Capello nel 2000-2001, Spalletti nel 2007-08, Rudi Garcia per due anni di seguito (2013-14 e 14-15) oltre a Mou nel 2021-22, hanno vinto le prime tre di campionato.

E tranne per il tecnico francese, che comunque riportò la Roma in Champions con due secondi posti consecutivi, quando la Roma ha vinto le prime tre partite ha sempre vinto al termine della stagione almeno un trofeo. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Olimpico blindato: 18 risultati utili consecutivi

C’è un dato curioso che collega Ranieri a Gasperini e viceversa. L’ultima sconfitta della Roma all’Olimpico in tutte le competizioni è arrivata proprio per mano del tecnico piemontese.

Ranieri era appena subentrato la scorsa stagione e perse contro l’Atalanta per 2-0. Da lì in poi come suggerisce il Messaggero, in 18 incontri tra campionato, coppa Italia ed Europa League, l’Olimpico è un fortino inespugnabile: 16 vittorie e 2 pareggi.

Da domani col Toro, la Roma giocherà 4 partite su 6 all’Olimpico, compreso il derby formalmente in trasferta ma di fatto sempre tra le mura amiche. Un vantaggio insomma da sfruttare.

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Mister Cavalletto a RS: “Rensch con Gasp può fare il salto di qualità. El Aynaoui sarà utilissimo” – AUDIO

Mister Daniele Cavalletto, ex vice e collaboratore tecnico di Francesco Farioli con tante esperienze internazionali tra Turchia, Francia e Olanda, è intervenuto ai microfoni di Retesport nello spazio mattutino de La Sveglia Giallorossa:

“Rensch è cresciuto molto l’anno scorso, sia con noi all’Ajax e poi con la Roma. E’ un ragazzo che andava un po’ sgrezzato migliorandolo nella fase difensiva. Portato fuori dalla propria zona di comfort perchè per questi ragazzi l’Ajax tale è, sicuramente bisogna dargli qualche mese di ambientamento che mi sembra Rensch ha saputo superare. Ora con il 3-4-3, liberato di grandi responsabilità da questo punto di vista, può solo crescere con Gasperini. A mio giudizio sarà un nuovo acquisto per la Roma, è un ragazzo pulito, molto attento, ama lavorare e vuole migliorare”.

“Sono un enorme estimatore di Gasperini, non si può stare all’apice del calcio italiano ed europeo per tanti anni consecutivi non guidando delle Ferrari se non sei un tecnico di livello assoluto. E’ stato indubbiamente il miglior acquisto della Roma quest’estate. Lavora su un sistema specifico da tempo, tutti provano ad imitarlo, ma solo lui riesce a riprodurlo in un certo modo. Sono convinto che la sua Roma darà fastidio a tutti”.

Ho affrontato e analizzato da avversario El Aynaoui quando era al Lens. E’ abituato a dividere la mediana a due, visto che giocava in un sistema similare a quello della Roma. Ha grande fisicità, quantità, inserimento, penso che possa essere una validissima alternativa alla coppia Konè-Cristante che ho visto già ad altissimi livelli insieme nelle prime due partite.“, ha concluso Daniele Cavalletto.

ASCOLTA QUI L’INTERVISTA INTEGRALE QUI

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Roma, Gollini risale nelle gerarchie: Vasquez non ha convinto Gasp

La Roma ieri è tornata a lavorare e non è apparso casuale il frame del video pubblicato dal club che metteva in bella mostra la presenza anche di Gollini.

Il portiere come noto non aveva un gran rapporto con Gian Piero Gasperini e una volta arrivato il tecnico di Grugliasco era stato messo sul mercato. Fallita l’ipotesi Cremonese, era stato tenuto out dai convocati per poi esser inserito nella lista UEFA proprio al posto di Vasquez, ingaggiato da svincolato.

Secondo quanto riferisce il Messaggero, ora Gollini sembra aver scalato le gerarchi e convinto Gasp ad affidargli il ruolo di secondo alle spalle di Svilar, mentre l’ex Empoli non ha convinto appieno l’allenatore.

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Calciomercato

Il ‘no’ di Gasp ai piani B per Sancho: il retroscena

Nella giornata di ieri Gian Piero Gasperini ha spiegato con sincerità ai microfoni ufficiali del club i motivi per cui alla fine non è stato acquistato un ulteriore attaccante esterno.

E’ palese da settimane che il tecnico aveva individuato in Jadon Sancho il rinforzo per quel ruolo, ma per una serie di motivi, l’affare non si è chiuso nonostante l’insistenza del club fino a pochi giorni dal gong finale della finestra estiva.

Nel frattempo Massara aveva portato all’attenzione del tecnico altre soluzioni e secondo la Repubblica, una di queste era Dominguez del Bologna (intanto escluso dalla lista UEFA dal Bologna). L’argentino, 21 anni, secondo il quotidiano, è stato letteralmente ‘demolito’ da Gasperini, che non lo ritiene adatto per caratteristiche al suo calcio.

Bocciata anche la candidatura di George, ritenuto troppo acerbo per il calcio italiano e quella di un brasiliano dello Shakhtar, Eguinaldo, anche lui non considerato all’altezza.

A gennaio si capirà se la Roma riuscirà ad individuare il calciatore giusto da regalare a Gasperini.

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NEWS

Roma soddisfatta per il mercato: il punto

9 arrivi (Zelezny, Vasquez, Wesley, Ziolkowski, Tsimikas, Ghilardi, El Aynaoui, Ferguson e Bailey) a fronte di 11 uscite (Paredes, Shomurodov, Abraham, Solbakken, Saud, Salah-Eddine, Kumbulla, Darboe più i giovani Mannini, Cherubini e Reale).

E’ questo in estrema sintesi il consuntivo della finestra estiva di mercato, la prima targata Ranieri-Massara-Gasperini.

La società giallorossa ha navigato in mari particolarmente tempestosi, sin dagli albori della sessione estiva quando a metà giugno, in piena ricerca di fondi legati alle plusvalenze, Ghisolfi ha salutato ed è stato richiamato a Trigoria Ricky Massara.

E’ evidente che su alcuni nomi come Rios e Sancho ci siano state delle difficoltà inaspettate, sia per motivi di costi sia per questioni di volontà, soprattutto per quanto concerne l’inglese, così come è abbastanza chiaro che negli ultimi 15 giorni nonostante il pressing di Gasp (che aveva ricevuto delle rassicurazioni dai Friedkin), qualcosa sia andato storto.

La Roma però complessivamente si ritiene soddisfatta del lavoro svolto in queste settimane. Sia per il numero dei calciatori ingaggiati, sia per la qualità degli stessi. E’ stato perseguito e centrato, secondo quanto filtra da Trigoria, l’obiettivo di ringiovanire la rosa, puntando alla sostenibilità nel rispetto dei paletti imposti dall’UEFA.

Nessuna delle possibili operazioni dell’ultimo minuto ha convinto per richieste e valore intrinseco dei calciatori trattati, per questo si è deciso di non spendere o acquistato solo per il gusto di farlo. La società ritiene di aver fatto bene anche perchè è riuscita a trattenere tutti i calciatori più importanti, a cominciare da Svilar.

La società ritiene che la squadra sia significativamente più forte rispetto alla squadra che nella seconda metà della scorsa stagione era stata la migliore della Serie A.