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Mancini-Roma, contatto e richieste: le ultime

La Roma potrebbe cambiare ancora la sua guida tecnica. In attesa di capire se e quando i Friedkin sbarcheranno nella capitale, la società giallorossa ha deciso di esonerare Juric a prescindere dal match di domani.

Una situazione surreale, senza dirigenti operativi – ma si parla dell’annuncio anche del nuovo CEO nei prossimi giorni – che dovrebbe risolversi con l’arrivo di un nome importante in panchina.

Il profilo sondato nei giorni scorsi è Roberto Mancini. L’ex Ct che ha posto condizioni chiare per il suo arrivo nella capitale: sia contrattuali, sia legate alle prossime mosse di mercato.

Ora Mancini attende una risposta definitiva dai Friedkin che potrebbe arrivare già dopo la sfida di domani contro il Bologna. Lo riferisce Alfredo Pedullà.

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Roma, non c’è pace neanche a livello arbitrale: era rigore anche quello su Mancini

La Roma certamente sta compromettendo da settimane il suo presente e forse anche il suo futuro sportivo, con scelte illogiche, errori a ripetizione di natura manageriale e tecnica, oltre che una comunicazione totalmente assente nei confronti della tifoseria, ma sul piano arbitrale di certo fin qui non è stata fortunata (eufemismo).

Dopo i cinque clamorosi torti arbitrali subiti in Serie A, anche in Europa League lo scenario non è dei migliori. Secondo la maggior parte dei commentatori tecnici televisivi e la moviola dei quotidiani, era rigore netto quello non concesso da Brisard per l’entrata tardiva e pericolosa di Machida su Mancini, nel primo tempo della sfida pareggiata in Belgio ieri sera.

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APPROFONDIMENTI

Ultimatum Juric: se salta, Mancini resta in pole

Due finali, da vincere per tenersi stretta la panchina. La fiducia dei Friedkin, veicolata ieri attraverso una missiva off records piovuta improvvisamente in tutte le redazioni capitoline e nazionali, ha il sapore dell’ultimatum.

Se non arriverà un cambio di marcia reale nelle due sfide che attendono la Roma tra Europa League e campionato prima della sosta, il verdetto per il croato sarà uno solo: esonero.

Non sono due partite impossibili, contro la decima del campionato belga e la decima del campionato italiano, ma la Roma non è nelle condizioni di poter scendere in campo sicura di se stessa contro nessun avversario.

Aria di cambiamento: arriva Dan

Con l’imminente sbarco a Trigoria della proprietà, che manca a Roma da 50 giorni, si capirà forse meglio non solo la prospettiva di questa stagione ma forse la programmazione a medio-lungo termine.

Le ipotesi al momento sono due: che Juric non sia stato sostituito perchè tra Trigoria, ormai desertificata e Houston (o meglio l’aereo di famiglia che viaggia in giro per il mondo) non siano stati in grado di rintracciare un candidato realmente credibile per dare una scossa, forte a tutto l’ambiente interno ed esterno. Perchè il traghettatore sic et simpliciter sarebbe facile da scegliere, ma in realtà già lo è Juric con un contratto che scadrà tra pochi mesi.

Ergo l’alternativa reale allo scenario uno, appena descritto, è che ci sia in cottura la candidatura di un nome forte, d’alto profilo, in grado di essere manager ma anche frontman della società – vista la contestuale assenza di una dirigenza credibile. E tutte le strade sembrano portare a Roberto Mancini, che ha già espresso il suo gradimento e al quale però non sarebbe proposto un contratto da traghettatore. Dietro Mancini le suggestioni Lampard e Paulo Sousa (come suggerito ancora da Leggo questa mattina) che però arrivano da esperienze decisamente negative in Europa. Nessun contatto con Ranieri né tantomeno con De Rossi che nel suo ultimo giorno negli Usa è andato a far visita al Roma Club New York.

 
 
 
 
 
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Juric a rischio: i nomi del possibile sostituto

Torna a traballare pesantemente la panchina di Juric. Dopo l’ennesima debacle a Verona, sono ore caldissime, con la società giallorossa che starebbe pensando ad un altro ribaltone.

Al Bentegodi era presente l’agente di Juric, Riso, che probabilmente ha avuto modo di parlare con la società al termine del match.

Nella lista dei possibili sostituti Roberto Mancini, Claudio Ranieri e una possibile candidatura straniera, Frankie Lampard.

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Juric a rischio, due i nomi in pole per sostituirlo

Ivan Juric è in bilico e domani sera potrebbe essere la sua ultima panchina in giallorosso.

La Roma infatti è propensa a ricambiare la guida tecnica e come riferisce Leggo, in queste ore – oltre al possibile ritorno di De Rossi, fortemente voluto dalla squadra (situazione che non convince i Friedkin), sarebbero due i nomi realmente al vaglio: Roberto Mancini e Vincenzo Montella.

Entrambi conoscono l’ambiente romano e al tempo stesso non sono “legati” all’attuale gruppo di Trigoria. Dove ieri la squadra si è allenata in un clima surreale.

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Parole grosse e scontro durissimo tra Juric e Mancini: il retroscena

Serata di tensione totale al Franchi, in casa Roma. Durante e dopo il match, con il culmine di Termini dove i calciatori giallorossi sono stati contestati da una cinquantina di ultras.

Come riferisce ilcorrieredellosport.it, al termine del primo tempo tra Fiorentina e Roma, è avvenuto uno scontro durissimo, senza esclusione di colpi con protagonisti Juric e Mancini.

L’episodio è avvenuto davanti a tanti testimoni, che raccontano anche di un contatto fisico tra allenatore e giocatore. E’ la conferma di un elemento incontrovertibile: l’atmosfera è pesantissima nello spogliatoio della Roma. I Friedkin anche per questo stanno valutando seriamente l’esonero di Juric.

A seguito della lite Mancini, che è stato sostituito da Baldanzi, non è più salito in panchina per assistere al secondo tempo, così come l’amico inseparabile Cristante che Juric aveva tolto insieme ad Angeliño dopo 32 minuti.

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Cristante e Mancini si ammutinano: l’episodio nella ripresa che ha fatto infuriare i tifosi

Un gesto non passato inosservato e sottolineato con forza anche al termine del match sui social.

Protagonisti Mancini e Cristante, due (presunti) senatori del gruppo giallorosso che ieri sera, in due momenti diversi del match sono stati sostituiti anzitempo da Juric.

Cristante e Mancini, hanno deciso di non andare a sedersi in panchina per seguire insieme al resto della squadra il secondo tempo. Un segnale di distanza importante e forte nei confronti del tecnico, a differenza di quanto fatto invece da Dybala, uscito al 67′ per fare spazio a Hummels. L’argentino ha infatti seguito il match al fianco di Juric.

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Juric ad un passo dall’addio: da De Rossi a Mancini, ecco i possibili sostituti

Nuovo giro, nuova corsa. Dopo Mourinho a gennaio, De Rossi a settembre, anche la breve esperienza di Juric sembra ormai giunta al capolinea.

Sono ore delicatissime dentro il club, con i proprietari – Dan e Ryan Friedkin – in queste ore avvistati a New York, caso strano stessa sede delle vacanze di Daniele De Rossi, presente nella grande mela con la famiglia.

La Roma è in balia degli eventi e non è escluso un altro colpo di coda a sorpresa: non De Rossi, ma un altro tecnico, il terzo stagionale in sella alla squadra. Un nome forte è Roberto Mancini, recentemente separatosi con lauta buonuscita dal ricco contratto con l’Arabia Saudita.

Altra ipotesi sullo sfondo Max Allegri che avrebbe grande voglia di tornare.

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Roma-Dinamo Kiev, Mancini e Soulè out: il motivo

Due defezioni dell’ultim’ora in casa Roma.

Non solo Mancini, ma anche Matias Soulè è stato colpito da un attacco febbrile in mattinata e per questo motivo, al pari del vicecapitano giallorosso, salteranno la sfida di coppa contro la Dinamo Kiev.

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Roma, tre ipotesi di difesa contro l’Inter: l’analisi

Lo spauracchio Thuram, la buona vena – ritrovata recentemente – di Lautaro Martinez, gli esterni con Dimarco su tutti in grandissima forma, gli inserimenti delle mezzali (Barella tornerà titolare). L’Inter di Inzaghi si muove su questi concetti, ormai mandati a memoria come meccanismi di un orologio perfetto o quasi.

La squadra nerazzurra in questo inizio di stagione si è prodotta in prestazioni eccellenti come quella di Manchester, in casa del City, dove avrebbe meritato il successo ma anche in cadute ‘anomale’ come nel derby col Milan, arrivato a quella sfida con Fonseca molto oltre la graticola, quasi cotto.

In questi giorni Juric ha avuto una piccola fortuna: lavorare fisicamente, tatticamente e tecnicamente su diversi titolari rimasti a Trigoria o rientrati prima del previsto.

Svilar, Angelino, Mancini, Hummels, Hermoso (gli ultimi due sperano in una maglia da titolare), poi ancora Cristante, Pellegrini oltre a Dybala e Soulè, con il primo argentino gradualmente di ritorno in gruppo.

Mancavano dunque Celik, Dovbyk e Konè come reali componenti dell’undici titolare maggiormente scelto finora dal tecnico croato. E in chiave difensiva, la Roma per provare a battere l’Inter, dovrà alzare la soglia dell’aggressività e della fisicità.

Per questo in vista della supersfida di domenica le opzioni dietro sono diverse: dal trio Mancini-Ndicka-Angelino che è stato quasi sempre scelto da Juric (tre volte in campionato su cinque complessive compresa l’Europa League), all’ipotesi di aggiungere fisicità con l’inserimento di Hermoso come braccetto mancino oppure di Hummels. In questo secondo caso, Ndicka slitterebbe nel ruolo di centrosinistra dove ha disputato parecchie partite già nella scorsa stagione, prima dell’arrivo di De Rossi e del ritorno alla difesa a 4.

Ma attenzione all’ipotesi, a sorpresa del cambio di modulo, sospinta o sussurrata da qualcuno alla lettura di ciò che è avvenuto lo scorso anno a Torino. Da allenatore dei granata, Juric ovviamente ha sempre impostato la squadra partendo dal 3-4-2-1 ma proprio in occasione delle due sfide contro i nerazzurri, schierò a sorpresa il 4-2-3-1. In questo caso – ipotesi però ad oggi peregrina – i quattro dietro sarebbero facili da individuare: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino.