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Mourinho prima di Roma-Juve: “Sospensione squalifica? Non ne parlo, voglio solo aiutare la squadra in pace”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Juventus:

Che idea si è fatto della sospensione della squalifica?
“C’è un processo in corso, non devo parlare. Voglio solo lavorare in pace, niente di più. Oggi sono con la squadra ed è quello che mi interessa: cercare di aiutare i miei a fare il miglior risultato possibile”.

Come sta Pellegrini?
“Ha avuto dei problemi, ha giocato praticamente sempre. Vediamo come sta, se può fare 90 minuti. Abbiamo anche una partita importante giovedì e vediamo come reagisce”.

Che settimana è stata per Dybala? Dal punto di vista emotivo è una gara particolare.
“Dipende dalla persona. Ci sono giocatori che giocano con le ex squadre e dal punto di vista emotivo interpretano la gara in modo professionale. Non lo so, non ho parlato con lui e ha già giocato a Torino. È un ragazzo con tanta esperienza e onestamente non penso sia un problema per lui giocare contro la sua ex squadra”.

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Il gol di Mourinho: squalifica congelata. Può guidare i suoi all’assalto della Juve

José Mourinho andrà in panchina contro la Juventus poiché la sua squalificata è stata temporaneamente congelata. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso dei giallorossi, infatti la Procura Federale ha bisogno di un supplemento di indagine dato che la deposizione di Serra è stata considerata insufficiente. Lo Special One ha raccontato di offese volgari da parte del IV Uomo nei suoi confronti. La prossima udienza si terrà comunque il 10 marzo.

Come riporta il Corriere della Sera, Lorenzo Pellegrini è in dubbio per la gara di questa sera per uno stato influenzale, ma ieri si è allenato in gruppo. Out invece Ola Solbakken per un problema muscolare.

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Meno falli e cartellini, è una Roma più calma

È come se José Mourinho avesse assorbito su di sé quella “rabbia” che nella passata stagione alimentava come benzina il motore dei suoi uomini, prendendosi le sensazioni che i giocatori stanno evitando. Lo scorso anno la Roma incassò 105 ammonizioni e 8 rossi in 38 giornate di Serie A, mentre oggi è a quota 47 cartellini gialli e zero rossi.

Come scrive il Corriere dello Sport, Gianluca Mancini finì sul taccuini degli arbitri per ben 22 volte tra tutte le competizioni, mentre in questa annata è stato sanzionato solamente 8 volte.

I giallorossi sono decisamente meno propensi al fallo e, di conseguenza, alla sanzione. La media infatti è passata da 2,76 a 1,96 cartellini a partita. Il primatista è Ibanez (7), seguito da Smalling e Celik a 5. A quota 4 ci sono Cristante, Mancini e Zaniolo, Dybala è fermo a 3 mentre Pellegrini, Matic, Zalewski, Bove ed El Shaarawy sono a 2. Kumbulla, Abraham, Rui Patricio, Camara e Tahirovic sono stati ammoniti solamente una volta.

La Roma commette 11,96 falli a partita e solamente Napoli, Sassuolo, Lazio e Juventus sono più “pulite”. L’eccezione alla regola è Smalling, che nella passata stagione commise il primo fallo solamente alla decima presenza, mentre oggi è il secondo più ammonito della squadra.

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Mourinho, sospesa la squalifica: contro la Juve sarà in panchina

Sospesa la squalifica di José Mourinho, che dunque sarà in panchina contro la Juventus. La Corte Federale d’Appello ha deciso alla luce degli elementi raccolti in seguito al ricorso, di attendere qualche altro giorno per valutare al meglio il caso. Con tutta probabilità però l’allenatore portoghese sconterà la squalifica nella sfida con il Sassuolo.

Ecco il comunicato della FIGC: “In merito al ricorso presentato dalla Roma con procedimento d’urgenza riguardo la squalifica di due giornate dell’allenatore José Mourinho, la Corte Sportiva d’Appello – ritenendo necessaria l’acquisizione degli atti di indagine da parte della Procura Federale – ha disposto una sospensiva sull’efficacia della sanzione fino all’udienza di rinvio fissata per il giorno 10 marzo alle 14.30.

Il tecnico giallorosso, espulso in occasione della gara di campionato contro la Cremonese disputata martedì 28 febbraio, era stato sanzionato con due giornate di squalifica e un’ammenda di 10.000 euro dal Giudice Sportivo ‘per aver contestato con veemenza e atteggiamento provocatorio una decisione arbitrale, reiterando tale comportamento all’atto del provvedimento di espulsione e per avere inoltre, al termine della gara, entrando, seppur autorizzato, nello spogliatoio arbitrale rivolto al Quarto Ufficiale espressioni ed illazioni gravemente offensive’”.

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Dopo l’espulsione a Cremona Mou spera nell’assoluzione e punta a esserci con la Juve

José Mourinho e la Roma aspettano e sperano nell’assoluzione. È atteso per oggi il verdetto sulla squalifica dell’allenatore portoghese dopo l’espulsione ricevuta a Cremona martedì scorso. L’obiettivo dichiarato è avere Mourinho in panchina contro la Juventus, per questo nella giornata di ieri il club giallorosso ha depositato in Corte d’Appello un ricorso d’urgenza per l’annullamento delle due giornate di squalifica.

Come scrive la Repubblica, difficile pensare ad un’assoluzione completa per il portoghese, alla luce delle “espressioni ed illazioni gravemente offensive” nei confronti di Serra nello spogliatoio. Più probabile uno sconto di una giornata, con Mourinho in panchina già contro il Sassuolo. Oggi il verdetto, con il talismano Foti pronto a subentrare – da imbattuto – sulla panchina della Roma

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Caso Serra, Mourinho porta 3 testimoni della Roma: ascoltati Lombardo, Manara e Scala

La diatriba MourinhoSerra continua. Ieri lo Special One è stato ascoltato dalla Procura Federale mentre questa mattina, in via Campania, si sono presentati altri 3 componenti della Roma. Come riporta il Corriere dello Sport, infatti, stamane sono stati ascoltati anche il segretario generale Lombardo, il dottor Manara e Vito Scala. La Roma depositerà il ricorso per la squalifica di 2 giornate al tecnico portoghese. L’obiettivo della società è quello di avere Mourinho in panchina già domenica contro la Juventus. A breve ci saranno novità.

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Pellegrini non graffia: dal 2011/12 la Roma non segna così poco

I muscoli del capitano rischiano di non bastare. L’impatto di Lorenzo Pellegrini sul rendimento Roma , nonostante una presenza in campo quasi fissa, non è più quello dell’anno scorso. (…) E sono proprio i gol segnati la nota dolente della stagione del ventiseienne: in Serie A non è ancora riuscito a segnare su azione. Un calo di rendimento che rischia di ridimensionare la capacità del trequartista di incidere sui risultati della squadra dove, durante il primo anno con Mourinho in panchina, si era calato nei panni di secondo uomo più decisivo (secondo solo ad Abraham).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, una crisi generale che non coinvolge soltanto il calciatore più rappresentativo della Roma, ma riguarda il reparto offensivo e non solo. I gol totalizzati dagli uomini dello Special One sono appena 31, con una media di 1,3 reti a partita. Numeri che, se paragonati a quelli delle dirette concorrenti per il quarto posto, rischiano di complicare l’obiettivo qualificazione in Champions . Per risalire ad un rendimento così povero bisogna tornare indietro addirittura di 11 anni, all’alba dell’era americana con Luis Enrique in panchina e Thomas Di Benedetto come presidente. Dopo 24 giornate infatti, la squadra allenata dall’asturiano aveva realizzato le stesse reti della Roma 2.0 targata José Mourinho.

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Mourinho in procura, giustizia subito: presentato il ricorso dalla Roma, obiettivo Juventus

Quarantacinque minuti di udienza per raccontare una vicenda che José Mourinho ha definito surreale, non solo per le offese ricevute dal quarto uomo Marco Serra ma anche per la squalifica di due giornate che potrebbe costringerlo a saltare la Juventus e il Sassuolo.

Come scrive il Corriere dello Sport, ieri pomeriggio il procuratore capo Giuseppe Chiné ha ascoltato Mourinho nella sede a Via Campania. Con il tecnico il pool di legali della Roma guidato dall’avvocato Antonio Conte, in prima linea nei casi più spinosi del club e pronto a far valere la tesi di Mourinho non solo sulle parole irrispettose di Serra ma anche sulla squalifica. Presenti anche gli avvocati Lorenzo Vitali e Daniele Muscarà, oltre a Maurizio Lombardo, Chief Football Operating Officer del club.

Trequarti d’ora di colloqui tra le parti, più altri dieci minuti di verbalizzazione. Mourinho, arrivato alle 18 e uscito poco prima delle 20, è rimasto impassibile e non ha certo cercato di ammorbidire l’accaduto. Oggi a Coverciano sarà ascoltato anche Marco Serra. L’arbitro ieri ha iniziato con gli altri il raduno, non ha parlato dell’accaduto ma nell’incontro d’apertura in Aula Magna gli è stata rimarcata l’inadeguatezza degli atteggiamenti avuti a Cremona (le mani in tasca, ad esempio).

Al momento Serra resta fermo, una questione d’opportunità vista l’indagine della Procura federale. “Quando sarà finito, uscirai” ha detto Rocchi, il che sembrerebbe dare corpo – nella lotta fra falchi e colombe – a chi lo vorrebbe subito in campo anche per non dare soddisfazione a Mou. L’idea, in realtà, è che non sarà una cosa breve e che Serra possa rimanere fermo fino ad aprile.

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Mou vs Serra, ecco cosa è accaduto nello spogliatoio

Mourinho se l’è presa con Marco Serra per spostare l’attenzione sull’espulsione e far passare in secondo piano la sconfitta con l’ultima in classifica, la seconda in meno di un mese, oltre che – aggravante il primo successo in campionato della squadra di Ballardini.

Come scrive Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, quasi tutte cose sentite tra mercoledì sera e ieri. Il pregiudizio prima del giudizio. Mourinho è come il potere: logora chi non ce l’ha. Ma il potere lui non l’ha mai rappresentato. Tutt’altro.

I fatti e le parole. “Non fatemi più parlare, non adesso” ha spiegato nella notte José a uno dei suoi assistenti. “Devo capire con l’avvocato se ci sono le basi per denunciarlo“. Non l’avevano mai visto così incazzato: offeso più dall’atteggiamento che dalle frasi del quarto uomo, le mani sempre in tasca, il tono sprezzante. “Vai a casa, ti prendono tutti per il culo” gli aveva detto Serra indicando il pubblico cremonese. E ripetendo “vai a casa, vai a casa”. La reazione del tecnico? “Devi stare tranquillo, stai tranquillo“. Soltanto dopo essere stato cacciato da Piccinini, lo sfogo udito da tutti: “è lui che devi cacciare, non me!“.

La ricostruzione, fedelissima. Mourinho aveva bussato alla porta dello spogliatoio dell’arbitro ed era stato fatto entrare. All’interno c’erano gli assistenti di Piccinini, un ispettore federale e dopo pochi istanti si sono aggiunti Vito Scala e un paio di collaboratori della Cremonese. A voce alta, per farsi sentire da tutti, José si era sfogato.

“L’ultima volta che sono stato espulso è successo all’Olimpico (Roma-Torino), sono andato nello spogliatoio dell’arbitro (Rapuano, nda) per scusarmi”. Casualmente in quell’occasione il quarto uomo era lo stesso Piccinini che ha confermato la versione dell’allenatore ricordando che questi aveva aggiunto di non essere per niente soddisfatto del comportamento tenuto in campo.

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Finito il tempo delle giustificazioni: Mourinho ha 15 giorni per convincere

A distanza di un giorno dalla sconfitta con la Cremonese, spiegazioni per la disfatta dello Zini non ce ne sono. Non ne hanno trovate i tifosi della Roma, ormai rassegnati all’inaffidabilità di una squadra che non conosce il significato della parola continuità. Non ne ha trovate Mourinho, maestro nello spostare l’attenzione sulla diatriba verbale con il quarto uomo, senza fornire motivazioni per una prestazione insufficiente contro l’ultima in classifica.

Come scrive La Repubblica (M.Juric), era preventivabile trovare un avversario agguerrito, ma sta diventando inaccettabile la passività della squadra nei momenti decisivi. Priva dell’ambizione di raggiungere il secondo posto e scarica emotivamente nel raddrizzare il risultato. (…) Anche questa volta la Roma ha mancato l’appuntamento. Un copione già visto troppe volte.

A Cremona il bonus figuracce si è esaurito. La Roma di Mourinho aveva tutte le carte in regola per vincere. Entusiasmo, ricambi, qualità. Ma ancora una volta ha fallito. Nei prossimi 15 giorni si deciderà molto della stagione romanista, tra Juventus, Real Sociedad e derby. Lo spazio per dare una sterzata c’è ancora, i presupposti meno. Crescita fa rima con continuità, il grande bug di una rosa piena di difetti.

Mourinho lo sottolinea non appena ne ha la possibilità, chiedendo a gran voce programmazione futura alla proprietà. I Friedkin silenziosamente osservano tutto. Vittorie, mal di pancia, sirene di mercato e sonore sconfitte. Giugno è il traguardo. Con il campo giudice ultimo. Per tutti. Anche per lo Special One.