Categorie
Calciomercato

Roma-Mourinho, futuro incerto. Cresce la distanza con Pinto. Tre club alla finestra

La lotta Champions, l’Europa League da onorare e i futuri programmi. Non c’è spazio per fermarsi, la Roma dopo la sconfitta con la Cremonese deve ripartire, ma i pensieri nella testa di Josè Mourinho sono tanti.

Il futuro dello Special One sulla panchina della Roma è sempre più incerto ed è strettamente legato ai risultati di questa stagione. Come spiega tuttomercatoweb, infatti, fallire il ritorno in Champions League sarebbe uno smacco per lo Special One, che ha indicato gran parte degli obiettivi di mercato dell’estate, tutti nei paletti indicati, sin dal primo giorno, dai Friedkin. Inoltre, sembra aumentare di settimana in settimana la distanza tra Mou e il general manager giallorosso, Tiago Pinto. Su Mou inoltre aleggiano tre sue ex squadre: Inter, Real Madrid e Chelsea.

Categorie
NEWS

Procura Federale, scatta l’inchiesta sul caso Serra-Mourinho. I dettagli

La Procura Federale, a seguito delle dichiarazioni ai media, ha aperto un’inchiesta sull’episodio che ha determinato l’allontanamento dalla panchina dell’allenatore della Roma José Mourinho nel corso della gara di ieri con la Cremonese. A breve saranno ascoltati il tecnico giallorosso e il quarto ufficiale della gara Marco Serra.

Come riferisce gazzetta.it, tutto è cominciato dopo un contatto fra Kumbulla e Tsadjout, su cui Mourinho ha chiesto spiegazioni e dove Serra sembrerebbe aver risposto a Mou “Fatti i c. tuoi”. Cosa che ha mandato su tutte le furie il portoghese. Dopo il rosso il quarto uomo avrebbe insistito: “Ti prendono tutti per il c…, vai a casa”.

Categorie
Rassegna stampa

Furia Mourinho: “Serra bugiardo. Doveva uscire lui, non io. E penso alle vie legali”

“Serra è un bugiardo. Magari come arbitro diventerà anche il prossimo Rocchi, Collina o Rosetti, ma come persona io lo rispetto esattamente come lui ha fatto con me“. Alla fine José Mourinho è un fiume in piena, si scatena contro il quarto uomo e il terzo rosso stagionale proprio non gli va giù”.

“Volete sapere cosa è successo? Un normalissimo episodio, come ne succedono altri 50 in partita e dove di solito il quarto uomo dice ad un allenatore di stare tranquillo, di sedersi. Io sono emozionale, ma non pazzo. E se ho reagito così qualcosa di grave è successo“.

Già, e Mourinho alla fine non fa niente per minimizzare. Anzi. “Voglio vedere se posso fare qualcosa a livello legale. Piccinini a fine partita mi ha detto che non c’è una registrazione delle parole di Serra, voglio capire se è vero. O se gli uomini della Procura, che sentono sempre tutto, hanno sentito il dialogo. Serra ha un problema di memoria, non è onesto. Se avesse detto a Piccinini cosa mi ha detto sarebbe andato fuori lui e non io“.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, tanto è vero che al momento del rosso Mou in campo ha detto chiaramente a Piccinini: “Devi mandare fuori lui e non me”. La scintilla è nata su un contatto di gioco tra Kumbulla e Tsadjout su cui Mou ha chiesto spiegazioni e dove Serra sembrerebbe aver risposto a Mou così: “Fatti i c…i tuoi”. Cosa che ha mandato su tutte le furie il portoghese. Dopo il rosso il quarto uomo avrebbe insistito: “Ti prendono tutti per il c…, vai a casa“.

Infine il dubbio, che Mou lancia così: “Non voglio neanche entrare nella dinamica che Serra è di Torino e noi domenica giocheremo con la Juve…”. Il club appena avrà il referto deciderà se fare ricorso contro l’eventuale squalifica. Mourinho, invece, ragiona più ad ampio respiro e punta ad adire le vie legali nei confronti di Serra, se ci sarà modo di poterlo fare.

Categorie
NEWS

Serra-Mou, scontro verbale negli spogliatoi. Ecco la frase del IV Uomo al tecnico lusitano

Josè Mourinho non ci sta e si dichiara innocente. Dopo l’espulsione patita a Cremona ha ampiamente spiegato il suo punto di vista, a seguito dello screzio con Serra, IV uomo del match dello Zini. Il portoghese ha subito il terzo rosso e dopo la gara c’è stata una coda velenosa: secondo quanto riferisce Sky Sport, ci sarebbe infatti stata una furibonda lite nello spogliatoio arbitrale, che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione del tecnico.

La frase espressa da Serra a Mou che si è lamentato per un mancato intervento dell’arbitro per un fallo su Kumbulla ad inizio ripresa sarebbe “Fatti i ca… tuoi”, parole che hanno mandato su tutte le furie il lusitano.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Sconfitta responsabilità nostra, è mancata intensità. Serra? Mi ha mancato di rispetto”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro la Cremonese:

Primo tempo sbagliato? Due episodi che vi hanno colpito?
“La scusa della stanchezza non esiste, abbiamo giocato giovedì e di nuovo martedì. Un po’ di sfortuna, una palla e mezza abbiamo concesso due gol, la responsabilità però è nostra: mancanza di intensità, di voglia di entrare e chiudere subito la partita, sicuramente non è vero ma sembrava che una squadra volesse vincere più dell’altra, non è vero però sembrava così, la Cremonese ha giocato la partita della vita, noi noi. Abbiamo pagato un alto prezzo, eccessivo, non è una partita che meritavamo di perdere. Per la reazione del secondo tempo e per la maggior intensità messa nel secondo tempo, è arrivato il pareggio e immaginavamo di poter vincere. Dopo c’è stato il rigore per loro, non meritavamo di perdere ma neanche di vincere”

Cosa è successo con Serra?
“Tu mi conosci da un anno e mezzo, c’è gente che mi conosce da tanti anni, sono emotivo ma non pazzo. Per avere quel tipo di reazione è perchè qualcosa è successo. Bisogna sapere, capire se posso fare qualcosa dal punto di vista legale, perchè Piccinini mi ha dato il rosso a me, perchè il IV uomo gli ha detto di darmi il rosso, purtroppo non ha onestà di dire cosa mi ha detto e come mi ha trattato, il che ha originato la mia reazione. Voglio capire se esiste un audio di quello che lui mi ha detto. Non voglio entrare nella cosa che lui è di Torino e domenica giochiamo con la Juve, ma per la prima volta nella mia carriera il IV uomo ha parlato con me in modo ingiustificabile. Sono andato nello spogliatoio dell’arbitro, Piccinini è il IV uomo in un’altra occasione quando fui espulso e mi vide chiedere scusa al termine del match, ora Piccinini mi ha visto entrare e ho chiesto di dire cosa sia successo ma Serra si è dimenticato”

Lei cosa ha fatto?
“Ho commentato una mancata chiamata su Kumbulla, capita di dialogare col IV Uomo che a volte ti dice che hai ragione a volte no”

I 4 cambi hanno dato una scossa?
“Sì l’aveva dato, c’era materiale per fare dei cambi oggi, abbiamo cambiato anche sistema e struttura, dopo quando abbiamo visto che c’era un attaccante in meno abbiamo ricambiato la struttura, sull’1-1 la sensazione di tutti era che potevamo strappare la vittoria, poi è arrivato l’episodio del rigore e abbiamo perso”

Mese di marzo molto complicato, questa sconfitta lascia scorie alla Roma?
“Io l’ultima cosa che ho detto ai giocatori prima di questa partita, immaginiamo che questa è l’ultima di campionato, con Inter, Milan, Lazio etc e che restava solo questa. Se perdiamo andiamo in Europa League, se pareggiamo idem, se vinciamo andiamo in Champions, purtroppo non abbiamo vinto”

C’è spazio di andare in Champions?
“Non ho questo obiettivo, ho parlato così alla squadra di motivarli, ma non ha funzionato. Non penso alla Champions, ma alla prossima partita contro la Juventus. Non riesco in questo momento non riesco però a lasciarmi questa partita indietro, esiste frustrazione, quindi analisi, ho sempre fatto questo, così come l’autocritica. E’ un peccato che sia successa questa cosa con questo arbitro Serra, che dentro il campo è un arbitro di una dimensione incredibile magari sarà il prossimo Rocchi, Rizzoli o Collina, però come persona lo rispetto quanto mi rispetta a me”

Categorie
APPROFONDIMENTI

Il ritorno di Wijnaldum, 283 giorni dopo: l’ultima da titolare a Maggio scorso

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – 14 maggio 2022, Montpellier-PSG 0-4 E’ la data dell’ultima da titolare di Wijnaldum prima dell’approdo in giallorosso e il lungo stop per infortunio. L’olandese questa sera è pronto a riaccendere i motori e tornare così a giocare dall’inizio una partita ufficiale, al termine di un complesso periodo di rodaggio a cui è stato sottoposto dallo staff medico e tecnico.

La frattura alla tibia, accusata in allenamento lo scorso 28 agosto, non è stata evidentemente smaltita nei tempi sperati a Trigoria e dal calciatore, che come noto, decise di non operarsi e optò per la terapia conservativa. L’infortunio però ormai è alle spalle e 283 giorni dopo, Gini tornerà ad assaporare le emozioni della maglia da titolare, che Mourinho è intenzionato a dargli oggi per fare l’ultimo step mentale prima del completo, totale recupero: non sentirsi più un calciatore, seppur utile, da minuti finali, bensì un titolare a tutti gli effetti. Quel ruolo che l’ex Liverpool, dall’alto della sua classe e della sua esperienza internazionale, avrebbe certamente ricoperto da inizio stagione, nell’entusiasmo collettivo scatenatosi dopo il suo sbarco a Ciampino e che invece il destino beffardo gli ha sottratto, fino ad oggi.

E’ il momento dunque per Wijnaldum di riprendersi la Roma e contribuire con la sua qualità a questa parte finale di stagione densa di impegni e di obiettivi per il club giallorosso. Le prossime settimane saranno decisive anche per capire se Tiago Pinto troverà la strada giusta da tracciare col PSG per il suo riscatto definitivo. Prima del mercato però, parola al campo

Categorie
Rassegna stampa

Mou prepara il regalo e attende l’incontro con Friedkin

Dan Friedkin non parla mai, Mourinho parla sempre di meno. Non parlano nemmeno tra loro: non risulta che i due si siano confrontati per analizzare il futuro alla Roma. Il presidente è in Texas, l’allenatore a Cremona. E’ immaginabile che ieri Mourinho abbia fatto un passo formale, consistente in un messaggio di auguri: Friedkin compiva 58 anni. Per il resto non si muove niente, in un rapporto che sembra non gelido ma neppure caldo.

Come scrive il Corriere dello Sport, il padrone a Roma non si mostra dalla metà di gennaio quando comparve all’Olimpico per Roma-Fiorentina. Da allora ha lasciato il timone al figlio Ryan, che nelle partite interne non manca mai. Nel frattempo ha demandato a Tiago Pinto la gestione ordinaria, che comprende la necessità di contenere l’esuberanza ambiziosa di Mourinho. L’allenatore, da parte sua continua ad aspettare una chiamata dall’alto. E attraverso il lavoro sul campo, con la fedeltà dei giocatori, ha portato la Roma agli ottavi di Europa League e l’ha tenuta in corsa per un posto in Champions, obiettivo dichiarato dell’azienda: se stasera batterà la Cremonese salirà al secondo posto, sullo stesso scalino di Inter e Milan.

Ecco, su questo punto le visuali sono diverse per non dire opposte. La proprietà è convinta che la Roma, per gli investimenti effettuati soprattutto sugli stipendi dei calciatori più forti, abbia diritto a sperare in un piazzamento d’élite. Mourinho ritiene viceversa che la qualificazione alla prossima Champions League sarebbe una sorta di exploit perché implicherebbe l’esclusione dal salotto di una tra Inter Milan e Juventus (aspettando la sentenza definitiva sui 15 punti di penalizzazione), senza contare Lazio e Atalanta. La partita del futuro si gioca su questo tema.

Ma è difficile negare un’evidenza: la Roma che era stata pensata in estate, con Wijnaldum e Spinazzola a pieno regime e con un vero centravanti di riserva come Belotti, si sta svelando adesso. Se la squadra è rimasta agganciata al treno delle migliori pure quando era ridotta ai minimi termini il merito è (anche) di un allenatore che ha saputo inventarsi nuove soluzioni di tanto in tanto. Il lancio di Zalewski e Bove, l’insistenza su El Shaarawy esterno, l’accettazione dell’improvvisata coppia di centrocampo Cristante-Matic, l’intuizione di schierare Solbakken nel momento giusto.

Ora che le soluzioni sono aumentate, e la panchina si è allungata, Mourinho potrà dedicarsi all’attività preferita: scegliere e gestire un gruppo che può resistere lassù. Poi verrà il tempo della resa dei conti.

Categorie
Editoriale

Tanti auguri a Dan Friedkin, un ‘silenzioso rivoluzionario’

EDITORIALE RS (di Francesco Oddo Casano) – Quando nell’ottobre del 2019, sbarcò nella capitale in gran segreto ed ebbe i primi, formali, contatti con i legali della Roma, Dan Friedkin forse non aveva ancora chiare le prospettive del suo futuro investimento, ma certamente l’obiettivo sì: riportare il club giallorosso in alto. “Risveglieremo questo gigante addormentato” disse nella c.d. lettera ai romanisti, la penultima volta che ha parlato di Roma (l’ultima seppur off records e senza video riprese dopo il trionfo di Tirana). Lo ha fatto inserendo la società, acquistata dopo 9 mesi di lunghe e difficoltose trattative, nel suo gruppo industriale, investendo oltre 820 milioni complessivi tra acquisto e ricapitalizzazioni, ma soprattutto conducendo in prima persona una ‘rivoluzione silenziosa’.

La riservatezza, d’altronde, è un carattere tipico della famiglia Friedkin: pochissime le uscite pubbliche, ancor meno le interviste, anche negli altri settori. Rare le comunicazione istituzionali, doverose solo in alcuni frangenti, ma nulla di più. Dan, così come Ryan e ancor prima il padre Thomas, pioniere e fondatore del gruppo, non amano (amavano) esporsi e lo si capì in quei giorni di agosto 2021, quando a margine del closing, si ‘nascosero’ in un lussuoso resort fuori dalla capitale, sfruttando le parziali chiusure ancora legate al Covid e subendo l’inseguimento dei cronisti romani, in primis quelli di Retesport che svelarono in anteprima la loro presenza a Roma.

Oggi il numero uno giallorosso compie 58 anni e ad agosto saranno tre anni esatti dal suo sbarco nella capitale. Alla riservatezza l’imprenditore americano ha contrapposto l’operatività e l’effetto sorpresa, in pieno stile cinematografico (altro settore d’interesse del Friedkin Group). L’annuncio di Mourinho – prelevato e condotto nella capitale direttamente dal presidente a bordo del suo jet privato – l’ingaggio di Dybala, autorizzato senza obbligo di cessioni. Ma anche il nuovo progetto dello stadio a Pietralata, l’uscita dalla Borsa e il prossimo avvento di un nuovo grande sponsor tecnico (Adidas) per provare ad accrescere il fatturato da merchandising. Scelte di qualità, scelte di eccellenza che rientrano in un preciso piano industriale di rilancio e consolidamento del marchio Roma, foraggiato dalle vittorie – la Conference, un trofeo internazionale dopo 61 anni – e dal necessario ritorno nell’élite calcistica della Champions League.

Passaggio fondamentale è stato anche il ricoinvolgimento del tifoso romanista: la Roma, per diretta volontà della proprietà, ha rimesso infatti il pubblico al centro del villaggio, lavorando su una politica di prezzi (abbinata all’arrivo di Mourinho) che ha pagato a tal punto da registrare uno straordinario record consecutivo di sold out – destinato ad aumentare – e una media spettatori ormai assestata sulle 62 mila unità. In un anno e mezzo oltre 2 milioni di supporters giallorossi all’Olimpico e un botteghino che ha portato nella casse giallorosse oltre 50 milioni complessivi. Non si può dimenticare anche le iniziative solidali, il Roma Department creato proprio per irradiare ‘il verbo giallorosso’ in città e non solo attraverso centinaia di iniziative.

I prossimi passi? Li conoscono in pochi, probabilmente solo il cerchio magico famigliare di Dan, con il quale ama confrontarsi quotidianamente. Il presidente nelle ultime settimane è stato spesso negli Stati Uniti e in Europa per viaggi d’affari, meno all’Olimpico e sullo sfondo degli ottimi risultati sul campo della Roma di questo inizio 2023 resta la domanda delle domande: quando incontrerà Mourinho? Riuscirà a convincerlo a restare e magari a prolungare il contratto? La sensazione è che anche questa volta, senza proferire parola, Dan possa stupire con effetti speciali.

Categorie
Rassegna stampa

Tutti gli uomini di Mourinho: ecco lo staff Special

Quando, poco più di un anno fa, dopo pochi mesi Joao Sacramento, il vice di Mourinho, se ne andò da Trigoria in molti si chiesero come mai l’allenatore portoghese avesse interrotto il rapporto con un tecnico bravo e giovane. Non che fosse scarso, non a caso oggi lavora al Psg, ma non aveva (più) una caratteristica che per Mou era importante prima e fondamentale adesso: l’empatia con il gruppo.

Come scrive il Corriere dello Sport, considerato che poi in Italia è spesso solo, con la moglie che fa avanti e indietro da Londra, con i suoi collaboratori Mourinho ha costruito un rapporto che va al di là del campo. Cene, scherzi, battute, decine e decine di foto gelosamente custodite nel suo telefono. A partire da chi già c’era, come i magazzinieri, i fisioterapisti, lo chef Rillo, il nutrizionista e l’osteopata Martinelli, per finire all’ultimo arrivato, quel Salvatore Foti, il suo vice, scelto un anno fa attraverso uno schermo. Detto che tutti lo chiamano “Lillo“, come l’ex presidente della Regina, Foti studia per diventare allenatore.

Ha un carattere fumantino, è stato squalificato per un mese per aver insultato la terna arbitrale dopo Roma-Cremonese di Coppa Italia, ma è benvoluto dai giocatori e, soprattutto, molto preparato. A Coverciano ha preso da poco il patentino Uefa A con tanto di menzione speciale del settore tecnico per l’ottima prova finale.

A capo della parte atletica della Roma c’è Stefano Rapetti, pisano 46 anni, con Mourinho all’Inter e al Manchester. Fautore degli investimenti in materia di attrezzature all’avanguardia per lo studio e quindi di prevenzione degli infortuni, lavora con Carlos Lalin Novoa, il responsabile della riatletizzazione. Lalin ha conosciuto Mou al Real e non si sono più separati. Si occupa anche dell’amico José, con tanto di programma personalizzato a seconda delle esigenze.

Altri uomini chiave sono Michele Salzarulo, Department Match Analyst, e Giovanni Cerra, anche lui analista. Salzarulo una vita all’Iter, ha lavorato con Mourinho in nerazzurro. Cerra è invece romano e romanista. Lui e Mou hanno collaborato a Manchester, si conoscono benissimo e solo una volta ha chiesto un giorno di permesso. Il motivo? “Andare all’Olimpico a vedere l’ultima di Totti“.

Dello staff, infine, fa parte Nuno Santos: tecnicamente è il preparatore dei portieri, in realtà è molto di più. Amico fraterno di Mourinho, carattere a dir poco esplosivo – per informazioni chiedere all’allenatore del Bodo Knutsen – ha conquistato tutti a Trigoria per la passionalità, l’onestà e la schiettezza. I giocatori lo adorano e gli hanno persino dedicato un coro.

Categorie
Rassegna stampa

Mourinho: “Rimonta entusiasmante, stavolta mi è piaciuto tutto”

Serata perfetta. La Roma ha superato 2-0 il Salisburgo e si è qualificata per gli ottavi di finale di Europa League  spinta da un Olimpico che, come voleva Mourinho, ha sostenuto la squadra per oltre 90 minuti.

Come scrive il Corriere della Sera, ovviamente soddisfatto José Mourinho: “È stata una Roma bella, che ha fatto una partita completa a tutti i livelli. Siamo stati squadra, si è visto il gruppo, mi è piaciuto tutto. Ho sacrificato El Shaarawy, ma se avesse giocato non avrei avuto il piano B: non c’erano Tammy e Solbakken, Stephan era il mio uomo per cambiare la partita, mi è dispiaciuto lasciarlo fuori. Spinazzola è tornato bene, Wijnaldum sta arrivando. È una grande vittoria contro una formazione di Champions. Sono contento per il calcio italiano: siamo andati tutti avanti, ora aspettiamo le tre di Champions“. Smalling intanto è più vicino al rinnovo del contratto.