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Interviste

Mourinho: “Vittoria fantastica, merito dei ragazzi e di tutto lo staff. Tifo? Curva ritrovata, in Monte Mario dormono…”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa dopo Roma-Salisburgo 2-0:

Era questo l’Olimpico che si aspettava? Spinazzola è sembrato quello dell’Europeo?
“Il mio staff è di altissimo livello, ho sempre pensato anche perchè sono stato anche io analista e assistente, che l’allenatore sia il prodotto finale del lavoro di tanta gente. Quello che noi abbiamo messo oggi in campo è il prodotto finale del lavoro di tanta gente. Gli analisti hanno fatto un lavoro fantastico nell’analisi dell’avversario, della prima gara, ci hanno dato la possibilità di leggere in profondità la partita per prepararla. Su Leonardo è stato fatto un gran lavoro di recupero e preparazione dei nostri preparatori. I ragazzi in campo hanno fatto una gara fantastica, molto bene in Austria oggi è stato fantastico. In panchina avevo le emozioni di un allenatore che vince 2-1 e chiaramente un gol poteva cambiare tutto, ma è stata una partita tranquilla per me, dal primo minuto la squadra ha controllato, anche negli ultimi 15-20 abbiamo controllato senza problemi, come volevamo noi, chiaramente era difficile mettere l’intensità del primo tempo per 90 minuti. Una grande vittoria del gruppo. Voglio dire anche che El Shaarawy è stato sacrificato per essere il mio piano B, perchè con Tammy così e senza Solbakken avevo bisogno di un ingresso a 20 minuti dalla fine che cambiasse, alla bisogna, la dinamica della partita. Grandissima prestazione, gara completa, la nostra Curva è tornata, la gente dietro di me continua a dormire ma è il loro profilo, magari hanno mangiato tanto e bene prima della partita, però sappiamo che lì il profilo è diverso della tifoseria. Domani vedremo quale sarà l’avversaria”

Qual è stata la sua vigilia su chi stava meno bene?
“Ho avuto qualche dubbio. Lorenzo si è allenato con noi da lunedì, progressivamente, Paulo no, solo mercoledì e sapete che quello è un allenamento didattico e non di intensità. Questa gente sa lavorare, Rapetti e gli altri ragazzi dello staff hanno lavorato bene. Mi fido dell’esperienza dei giocatori. Paulo conosce il suo corpo e le sue sensazioni, mi ha detto che questa l’avrebbe giocata. Tammy abbiamo cercato di farlo giocare a tutti i costi, con garanzia medica, ma dopo con quegli occhiali, mancava solo chiamare Davids. In realtà Tammy non vedeva bene il pallone, nella coordinazione occhio, palla, piede, però poteva darci una mano nel finale come è successo stasera”

Sta partendo una nuova Roma? Una Roma più forte, come la pensava la scorsa estate?
“I ragazzi stanno rispondendo bene, non voglio fare fuochi d’artificio, perchè noi con piccoli problemi possiamo entrare in una situazione difficile, non siamo tanti e questo ci permetterebbe di superare i piccoli problemi. Il Gallo sta nel suo momento migliore della stagione, Leo ha fatto due partite di fila 90 minuti ad un livello altissimo, Gini sta arrivando, ho dubbi sui 90 minuti, però poteva giocare più tempo oggi. Andiamo passo dopo passo, adesso giocheremo con la Cremonese poi giocheremo giovedì domenica etc, questo è dura per noi ma andiamo avanti. Domani libero”

Abraham non potrà giocare finchè non si leva la maschera?
“Ci sono dei tempi di adattamento, non ha mai giocato così, è una maschera strana, ha una lenta dove c’è la ferita, bisogna che si alleni, adattarsi ad un campo visuale diverso, magari tra una settimana o due cambierà la dimensione della maschera, andiamo avanti”


Mourinho a Sky Sport

Qualificazione strameritata. È la Roma più bella della stagione?
“È una Roma bella, che ha fatto un risultato importante. La partita è stata completa sotto tutti i punti di vista. Siamo stati una squadra, mi è piaciuto tutto. Il mio staff ha fatto un lavoro fantastico, noi allenatori siamo un prodotto finale di tanta gente. I miei ragazzi hanno fatto un lavoro perfetto per preparare la squadra nel miglior modo possibile. El Shaarawy è stato sacrificato, ma l’ho fatto per un piano B. Non c’erano Abraham e Solbakken, lui era l’uomo per cambiare l’intensità e per giocare 20 minuti più gli eventuali supplementari. Mi è dispiaciuto perché sta giocando benissimo in questo ultimo mese. Anche questa è la dimostrazione di come funzionano le cose tra di noi: lui ha accettato la mia decisione è sono molto contento. Questa vittoria è contro una squadra di Champions League con molta qualità”.

Il calcio italiano sta tornando. E poi quando ha capito che Spinazzola stava tornando ai suoi livelli?
“Tutte le italiane sono passate, Inter, Milan e Napoli hanno un vantaggio. Spinazzola è tornato molto bene nell’ultima partita, oggi anche è stato fantastico. È più facile quando la squadra gioca bene. Ho sofferto solamente per il risultato oggi, ma la partita è stata tranquilla. Abbiamo dominato e concesso zero occasioni, siamo stati in controllo. Wijnaldum sta migliorando, quando entra ha qualcosa in più”.

La generosità di Belotti.
“Applausi meritatissimi. Ci sono attaccanti che quando non fanno gol non fanno niente, lui invece lotta tanto per la squadra. È un lavoratore incredibile. Ha fatto una grandissima gara, siamo ultra felici per la riconoscenza ricevuta dai tifosi”.

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Rassegna stampa

L’Olimpico oltre il muro del milione. La spinta del tifo può essere decisiva

Nel match contro il Salisburgo di questa sera la Roma taglierà un traguardo importante: 1 milione di spettatori in gare ufficiali nella stagione 2022-23. Un numero esorbitante, la logica conseguenza di uno stadio Olimpico che sarà tutto esaurito per la ventiquattresima gara nelle ultime venticinque. In realtà, considerando le presenze (65.303) nel match contro la formazione ucraina, il traguardo del milione di presenze sarebbe stato tagliato domenica scorsa contro il Verona. Limitandoci alle gare ufficiali, però, i dati parlano di 982.786 spettatori, a cui vanno aggiunti gli oltre 62 mila presenti stasera all’Olimpico: la gara che ha fatto registrare il maggior numero di presenze è quella con il Lecce.

Come scrive il Corriere della Sera, il merito è da attribuire in parte alla politica dei prezzi messa in atto dalla società, che ha favorito i tifosi con pacchetti dedicati a costi accessibili, in parte alla buona stagione che sta disputando la squadra, che è rimasta quasi sempre dentro o a ridosso della zona Champions. Mourinho al termine della gara vinta domenica scorsa all’Olimpico per 1-0 contro il Verona: “È vero – aveva detto lo Special One – che siamo al ventiquattresimo tutto esaurito, ma non tutti sono uguali. Con un tifo come quello che dello scorso anno contro il Bodo lo stadio vince le partite da solo, se invece la gente fa qualche fischio non mi piace”. Non ci saranno fischi questa sera, ma l’atmosfera delle grandi occasioni: il Salisburgo è avvisato.

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Interviste

Mourinho: “Domani in campo daremo tutto, mi aspetto una Curva calda. Dybala e Abraham? Non sono al 100%”

Le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Salisburgo:

Come stanno Dybala e Abraham?
“Vediamo domani, al 100% sicuramente non sono, se vogliono essere disponibili per aiutare sì. Vediamo le soluzioni domani e quello che decideremo. Tutti e tre insieme (si riferisce a Pellegrini ndr) sono tre dubbi insieme, magari è troppo. Ma tutti e tre disponibili per aiutare sicuramente sì, nell’ultima partita non era possibile, domani ci saranno”

Si aspetta un Salisburgo differente rispetto alla passata settimana?
“Hanno vinto 1-0, sinceramente non lo so. Difficile da dire, sicuramente hanno un vantaggio, seppur minimo, non mi sembra per filosofia una squadra che verrà qui pensando solo di pareggiare 0-0, non mi sembra siano così. Mi sembra una squadra che vuole giocare e attaccare. Magari sarà una partita simile a quella di andata, con un destino diverso, perchè la prima partita la squadra che ha avuto le grandi chance di vincere siamo stati noi e abbiamo perso, vediamo domani se riusciamo a fare diversamente”

Ieri il CEO della Roma Berardi ha detto che è convinto che rimarrà a Roma. E’ un’intuizione del CEO o c’è stato un colloquio con la proprietà?
“No non ho scambiato nessuna parola con Berardi, è solo un’intuizione sua”

Quanto sarà importante centrare la Champions per il suo futuro?
“Oggi prima del Salisburgo, l’ultima cosa a cui voglio pensare è il mio futuro, sia mio che della squadra. Oggi bisogna pensare solo a domani, una partita da dentro o fuori, non è una gara di campionato, non voglio pensare al futuro. Il futuro in questo caso è domani”

Ha visto gli occhi della tigre in allenamento? Wijnaldum può giocare dall’inizio?
“Gini sta migliorando, lo vediamo ogni giorno e sicuramente lo avete notato anche voi nei 10 minuti finali contro il Verona e l’intensità sta arrivando. Posso dire che è un’opzione per noi, non è più un’opzione da 5 minutini. Non ho visto negli occhi oggi dei giocatori, perchè non era il giorno giusto, era un allenamento di recupero per chi ha giocato domenica, un allenamento di bassa intensità, di tattica, però sono sicuro che i ragazzi sicuramente vogliano vincere l’eliminatoria. Non ho dubbi che arriveremo con l’atteggiamento giusto, anche perchè questa squadra mi sorprende quando non ha l’atteggiamento giusto, perchè di solito noi siamo una squadra che con tutti i limiti che abbiamo, riusciamo a dare sempre il massimo. Non ho dubbi che domani i ragazzi, al di là di qualche problema fisico, avranno occhi di chi vuole far bene e vincere”

Vuole precisare qualcosa sui tifosi e l’ambiente? Si aspetta uno stadio infuocato?
“Penso che l’altro giorno ho finito la conferenza dicendo che mi scusavo delle mie parole, perchè non è il mio lavoro. Sono io che devo essere criticato da loro, non il contrario. Mi sono già scusato. Domani come ho risposto prima mi aspetto la mia squadra con l’atteggiamento giusto ed è qui che posso avere un’influenza positiva. Siamo abituati ad una Curva calda, che ci ha dato tanto lo scorso anno principalmente in queste gare europee decisive, hanno giocato con noi e ovviamente se giocassero ancora con noi aiuterebbe l’inerzia, la dinamica e la nostra intensità. Però sarà lo stadio che i tifosi vorranno, lo stadio che noi siamo capaci di fare, perchè la squadra con il suo atteggiamento aiuta a migliorare l’atmosfera o viceversa. Quello che noi possiamo controllare siamo noi stessi, come gruppo, abbiamo sempre definito la filosofia che la partita più importante è la prossima. Anche settimana scorsa ho risposto la prossima. Andremo con tutto quello che abbiamo e spero che lo stadio capisca questo”

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APPROFONDIMENTI

Mou e la Roma a caccia della quinta rimonta Europea: i numeri

Un’altra notte da lupi, un’altra rimonta europea da provare a realizzare, tutti insieme. E’ questo l’auspicio che tutti i protagonisti nutrono a Trigoria e che sicuramente Mourinho ribadirà oggi in conferenza stampa. Alcuni dati del mister e della Roma confortano l’idea che non sia un’impresa impossibile.

Negli ultimi anni, in occasione dei turni ad eliminazione diretta, è capitato in più di un’occasione alla Roma di perdere la gara d’andata e poi ribaltare il risultato al ritorno, sfruttando proprio il fattore Olimpico. L’ultima in ordine di tempo coinvolge direttamente i giallorossi di Mourinho: lo scorso anno in occasione del 4-0 inflitto al Bodo/Glimt dopo la sconfitta per 2-1 all’andata. Solo negli anni duemila, i giallorossi sono riusciti in questa impresa altre tre volte: in Champions League con Di Francesco in panchina contro Shakhtar e Barcellona. Negli ottavi di finale di Coppa Uefa 2003-2004 con Capello in panchina contro i turchi del Gaziantespor (1-0 all’andata, 2-0 al ritorno).

Nella carriera di Mourinho, sempre nello stesso periodo temporale, oltre alla rimonta col Bodo, è già accaduto tre volte allo Special One di ribaltare il match dell’andata nelle coppe europee. Con il Porto, agli albori della sua grande epopea come allenatore e con il Chelsea due volte nei due mandati sulla panchina dei Blues.

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Calciomercato

Roma, ipotesi De Zerbi in caso di addio di Mourinho

Se Mourinho dovesse lasciare la Roma, tra i nomi per la panchina ci sarebbe anche Roberto De Zerbi. Secondo quanto riferisce il quotidiano londinese, The Telegraph, i giallorossi starebbero monitorando l’ex tecnico del Sassuolo oggi al Brighton. La clausola per liberare il tecnico italiano è di circa 15 milioni di euro, ma la concorrenza di Tottenham, Juventus, Milan e Inter potrebbe complicare l’eventuale pista.

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APPROFONDIMENTI

Roma, ‘muro difensivo’: in Europa è la squadra che concede meno big chance agli avversari

Parlate tanto degli altri, sono tutti fenomeni, ma poco di noi e di ciò che stiamo facendo, nonostante i nostri limiti strutturali”. Mourinho lo ha ripetuto anche al termine di Roma-Verona, ennesima gara della stagione vinta senza subire reti. I giallorossi in questa stagione hanno finora decisamente blindato la fase difensiva, raggiungendo forse quel livello di crescita auspicato dallo Special One.

Non sarà una squadra spettacolare con la palla tra i piedi, ma l’efficacia del castello difensivo, diretto da Smalling-Mancini-Ibanez, nella contonuità, è ormai sotto gli occhi di tutti. In alcune gare, soprattutto da inizio 2023, si ha la sensazione per larghi tratti delle stesse che gli avversari fatichino a tirare nello specchio della porta giallorossa. Merito di tutto il gruppo, che sta interpretando al meglio i dettami tattici imposti da Mourinho, alzando anche la linea del pressing e il livello della cd. ‘riaggressione’ dell’avversario una volta persa palla.

I numeri complessivi della stagione confermano la bontà del rendimento in campo: i giallorossi infatti secondo le ultime stime sono la squadra che nei Top5 campionati ha concesso meno ‘big chance’ o occasioni da gol (valore dell’xG difensivo) agli avversari: 15.8 xGA. In sostanza avrebbe dovuto subire solo 16 reti (a fronte delle attuali 19 concessi in A). Altro dato interessante è la differenza reti: con +20 i giallorossi sono ottavi in Europa dietro a Barcellona, Real, Manchester City, Napoli, PSG, Arsenal e Bayern Monaco, quasi tutte in testa o seconde nei rispettivi campionati. Quello che oggettivamente è mancato è il dato offensivo, dove la Roma ha offerto un rendimento ben al di sotto dei numeri attesi e quindi delle occasioni costruite.

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Esclusive

Colantuono a Retesport: “Roma, col Salisburgo servirà raziocinio e attenzione. Mou ‘stratega’: ha caricato i tifosi per il ritorno” – VIDEO

“Le critiche alla Roma sono incomprensibili, i giallorossi sono terzi con merito”. Così Stefano Colantuono presente oggi negli studi di Retesport: “Penso che il campionato stia esprimendo grande incertezza in quasi tutte le partite e stiamo entrando nella fase calda in cui tutte le squadre devono fare lo sforzo massimo per raggiungere i propri obiettivi. La Roma è pienamente in linea con il suo obiettivo e non comprendo i toni di alcuni critiche alla squadra”.

 
 
 
 
 
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Sulla gara di giovedì Colantuono afferma: “La Roma è costretta a fare la partita col Salisburgo, deve fare due gol per passare il turno, mi aspetto un impatto importante e sul piano della preparazione psicologica intanto deve pensare subito a rimettere le cose in parità. Servirà però raziocinio e attenzione massima. Le parole di Mourinho? Principalmente una strategia per incendiare l’Olimpico ed avere un ulteriore supporto dal pubblico“.

Una chiosa finale su Abraham: La mascherina è fastidiosa, ovviamente non è facile giocarci però ci sono calciatori che giocano da tanto tempo con la mascherina come Osimhen. Serve accortezza, ma se dal punto di vista medico è tutto ok penso possa giocare”

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Rassegna stampa

Mourinho alza il muro. La squadra è con lui ma l’addio non è tabù

Fare l’esegesi delle parole di Mourinho è sempre scivoloso. Perché non sai mai qual è il fine ultimo dello Special che a livello di comunicazione potrebbe tranquillamente tenere una cattedra universitaria. E quindi, la questione dei fischi – che ieri ha spaccato la città via social e attraverso il consueto tam tam radiofonico – ha una doppia lettura, tra chi ritiene che sia una mossa per infuocare l’Olimpico in vista di giovedì e altri che lo vedono come un tentativo, rischioso, di alzare la tensione e allo stesso tempo cementare il gruppo.

Come scrive il Messaggero, c’è un altro elemento che non è passato inosservato. E riguarda il monito lanciato nella conferenza post-gara: «Parleremo a fine stagione, avrò molte cose da dire…». Parole sibilline che a febbraio sottintendono un vaso di Pandora da scoperchiare, al netto delle rassicurazioni che arrivano da Trigoria di un progetto condiviso. Considerazioni che nascondono un malessere e che spesso sono il preludio ad un distacco.

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Mourinho-Friedkin, il gioco del silenzio spacca la Roma: per la proprietà non c’è esigenza di incontrarsi ora

Cosa inquieta José Mourinho? Non c’è bar romano in cui si parli di calcio senza discuterne. Se lo chiedono tutti, tranne – apparentemente – gli unici che potrebbero ottenere una risposta: Dan e Ryan Friedkin. Chi pensa che José abbia già deciso di andare via da Roma è almeno frettoloso. E probabilmente fraintende il senso di quella frase che sembra, è vero, una resa dei conti: “A fine stagione parlerò io e avrò molte cose da dire”.

Cosa voleva dire, l’allenatore della Roma? Da giorni trova il modo per elencare i frutti del suo lavoro, la scelta di restare fatta a dicembre, la differenza di organico con le altre grandi. Il messaggio tra le righe (“La società sa cosa aspettarsi da me”) è: trovatelo un altro capace di fare quello che sto facendo io, valorizzando i giovani e senza tanti campioni.

Come scrive la Repubblica, dicono che non parli da mesi con i Friedkin e che dalla proprietà vorrebbe capire quali progetti avrà la Roma in futuro. Chi lo conosce giura che a Mourinho non dispiaccia affatto stare a Roma. Ma che ovviamente un competitivo come lui soffra a non poter gareggiare ad armi pari con Inter e Napoli. Auspica un tavolo di discussione in tempi rapidi. Anche per capire quali siano le condizioni a cui restare. O quelle a cui andare via.

Ma Dan e Ryan Friedkin hanno una altissima considerazione delle firme sui contratti: e quindi ha senso che dal loro punto di vista Mourinho sia sicuramente l’allenatore della Roma fino al 2024. Garantito dalla certezza che, da loro, non sarà mai esonerato. L’impressione è che per i Friedkin tutto ciò renda scontata la prosecuzione del rapporto. Se invece fosse Mourinho a voler andare via, per lo stesso motivo non potrebbe farlo gratis. Anche ieri ha pranzato a Trigoria con Tiago Pinto. I rapporti sono quelli di due persone che su molti argomenti hanno visioni opposte, ma devono convivere e lo fanno nell’interesse comunque.

Le ultime ore hanno riscaldato la suggestione milanese di un possibile ritorno all’Inter: è complesso però capire i programmi del club nerazzurro. Le altre voci – dal Real al Psg – si fondono sulla stima di cui lo Special gode.

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Mou, il cammino è da Champions: +6 sulla scorsa stagione ma i 44 punti non sono un ‘unicum’ negli ultimi 5 anni

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Da adesso, forse, inizia un nuovo campionato, o almeno la fase finale di un torneo che può ancora rivelare grandi sorprese. La Roma centra il successo contro il Verona salendo a quota 44 punti in classifica. Una vittoria sofferta ma fortemente voluta da tutto il gruppo che, al triplice fischio di Sozza, si è ritrovata in un abbraccio collettivo, condito da un discorso motivazionale dello Special One, che non ha lasciato nulla al caso anche nel dopopartita, tra critiche ad una parte della tifoseria, ai media e anche un mea culpa nella coda finale delle sue dichiarazioni.

I numeri consacrano la bontà fin qui del cammino della sua seconda Roma: rispetto alla scorsa stagione i giallorossi infatti hanno 6 punti in più e dopo il Napoli (+13 rispetto ad un anno fa) sono la squadra che ha fatto meglio tra le big, al pari della Lazio. Male ad esempio Inter e Milan, rispettivamente -6 e -5, così come l’Atalanta -2. La Juve fa +5 ma il rendimento dei bianconeri al momento è cristallizzato, causa processi sportivi.

Oltre ai punti va analizzata anche la posizione in classifica e la distanza dalle altre in chiave lotta Champions. La squadra giallorossa infatti l’anno scorso di questi tempi aveva 11 punti di ritardo sulla terza (oggi è terza a pari merito col Milan), 5 sulla quarta. I miglioramenti in prospettiva sono evidenti a tal punto da considerare, calendario alla mano, fondamentali gli scontri diretti casalinghi che la Roma avrà contro Milan e Inter.

C’è da sottolineare anche che questo punteggio alla 23° giornata non è una novità negli ultimi 5 anni: due stagioni fa con Fonseca in panchina e nel 2017-18 con Di Francesco la Roma aveva infatti gli stessi punti (44) in classifica. Le due annate però sono terminate in maniera totalmente opposta. Nella seconda stagione di Fonseca infatti ci fu un crollo quasi senza precedenti nelle ultime 15 gare di campionato con appena 16 punti raccolti e il settimo posto – che valse la qualificazione in Conference poi vinta l’anno dopo – conquistato all’ultima giornata contro lo Spezia. Con il tecnico pescarese invece la Roma mantenne un gran ritmo, chiudendo terza con 77 punti e strappando la qualificazione in Champions.